22 luglio 2002

Ciclostilato ALP/CUB

Associazione lavoratrici e lavoratori Pinerolesi, aderente alla Confederazione unitaria di base

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LIBERO MERCATO

290 . DPEF - nel documento di programmazione economica il governo:

1. determina il livello di inflazione programmata, al 1,4% per il 2003, al 1,3% per il 2004, al 1,2% per il 2005 e il 2006, che sarà di riferimento nel determinare le variazioni dei salari nei rinnovi dei contratti nazionali di lavoro. Ciò consentirà un ulteriore aumento dei profitti a discapito dei salari.

2. Dall’inizio dell’anno i prezzi sono aumentati del 10% per il passaggio all’euro e le retribuzioni dei lavoratori italiani sono molto al disotto di quelle dei lavoratori dei principali paesi

3. riduce le risorse a disposizione per la sanità e prevede la costituzione di mutue integrative o sostitutive dei trattamenti oggi a carico del servizio sanitario pubblico a partire dalle persone affette da gravi malattie e anziani non autosufficienti. Si punta al risparmio di 17.000 m.di che saranno scaricati sulle famiglie e sui più bisognosi di assistenza con il risultato che chi non è ricco resterà senza cure e assistenza.

4. sulle pensioni punta ad aumentare l’età effettiva di pensionamento, trasferisce in modo automatico il tfr ai fondi pensione, sottrae, con la riduzione dei contributi pensionistici dei nuovi assunti, ingenti risorse all’Inps che avrà difficoltà ad assicurare gli attuali trattamenti.


Dopo lo sciopero generale, ricostruiamo il controllo dal basso sull’operato sindacale!

DIFENDI I DIRITTI DEI LAVORATORI, NO ALLA CANCELLAZIONE DELL’ART.18 DELLO STATUTO!! NO all’attacco su lavoro, fisco, pensioni

nuovi lavoratori = stessi diritti; uguale lavoro uguale salario


brevi dalle fabbriche

>>>Ufficio vertenze ogni mercoledì ore18-19

>>>PMT Conclusa una crisi che durava dal ’99.

47 in mobilità volontaria. Il nostro giudizio è positivo. Restano vari problemi :Le persone che hanno accettato di rientrare a Part Time non devono essere lasciate sole e appena ci saranno le condizioni si dovrebbe contrattare un rientro al tempo pieno per non penalizzarle troppo sia nel salario che nella pensione domani. Lo straordinario selvaggio. Le imprese esterne. Una contrattazione da ricostruire. In particolare emerge in questo periodi di riorganizzazione una situazione inaccettabile per la sicurezza.

>>>Referendum. Più articolo 18, più salute e più ambiente, più scuola pubblica. Ultimi giorni per firmare .

>>>LOTTE IN EUROPA.

GENOVA 20 luglio: questa volta c’erano tutti !!Gran Bretagna In lotta i lavoratori della metropolitana contro la privatizzazione, per la sicurezza, e i municipali per i salari.. Ora un rapporto è stato consegnato dal Trade Unions Congress, la grande confederazione sindacale, al governo, nel quale si elencano 33 richieste per garantire i diritti dei lavoratori. Tra questi, il diritto di scioperare senza essere licenziati, protezione dal licenziamento senza giusta causa a partire dal primo giorno di lavoro, fine delle esenzioni per le piccole imprese, che oggi impiegano ormai più di 4,5 milioni di lavoratori. I sindacati chiedono anche che venga abolita la soglia in base alla quale è richiesto il voto favorevole del 40% della forza lavoro per ottenere il riconoscimento del sindacato..

Grecia – a metà giugno- catena di scioperi - sia nel settore pubblico che privato - indice di un malcontento generale. Al centro dell'attenzione la riforma delle pensioni e il congelamento dei salari, nel momento in cui la Grecia, secondo l'Eurostat - insieme a Irlanda, Olanda, Spagna e Portogallo -, ha registrato il maggiore aumento dei prezzi su base annua (3,7%

Spagnaanche in Spagna ci sono stati scioperi con interventi durissimi della polizia.

 

Che cosa dice ALPCUB: >>> Alcuni membri del collettivo alpcub SKF hanno così risposto a lettere pubbliche di iscritti CISL pinerolesi critici del Patto di Roma : (…) Per anni abbiamo fatto battaglie all’interno della CISL (…) La spallata finale è arrivata con la riforma delle pensioni che mutava così ingiustamente la nostra vita e quella di milioni di lavoratori E’ a quel punto che abbiamo deciso di uscire e fare altre scelte: il vaso era colmo!!!.(..) Non pensate sia ora… di fare altre scelte? (…)Siamo convinti che le organizzazioni firmatarie di questo "PATTO" debbano pagare un prezzo che vada oltre il dissenso, perché questa volta la posta in gioco è troppo alta per accontentarsi di protestare, senza prendere decisioni conseguenti, volte ad arginare quanto una dirigenza sindacale miope, arrogante e subalterna vuole imporre a tutti i lavoratori.