25aprile-1maggio2016

vai alla raccolta la durezza del vivere

con un confronto a più voci il gruppetto del Presidio Newco.cot si è preparato al 1 maggio - pdf

http://www.sinistrainrete.info/europa/2935-marino-badiale-quello-che-i-marxisti-non-dicono.html 2013

 vari video di economia politica:https://www.youtube.com/watch?v=6e23Gaz-Jb4&feature=youtu.be 

 

Ce l'avevanopromesso...

"Nell' Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev' essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l' individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità."

 Padoa Schioppa -2003

http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/07/estinzione_welfare.htm

 

vai alla raccolta la durezza del vivere

25 aprile

https://www.youtube.com/watch?v=WMrAXFFI0J4 l'esecuzione di Valdo Jallà-partigiano GL di 20 anni a s.Germano Chisone

https://www.youtube.com/watch?v=7Rbu1mikSc4 il racconto della Resistenza secondo alcuni studenti di Pinerolo

abbiamo_sentito_studenti_sul_25_aprile_fq   pdf il fatto quotidiano

materiali tratti dalla raccolta  ilmanifesto.it/25aprile/1995 e altri

gli appuntamenti istituzionali nel Pinerolese pdf 2016

 il_fiore_dei_patrioti-Nino-Costa. poesia per il figlio Mario Costa -1945

None http://nonunomanoi.blogspot.it/2016/04/dove-finita-leuropa-del-25-aprile.html#more

23 aprile -Pomaretto- spettacolo del Teatro Angrogna - audio   

24 aprile-Pinerolo discorso al Monumento agli internati, Piazza Marconi - Testo di Mauro Ughetto per l'Anpi-pdf

speciale_25_aprile2016_manifesto.pdf

 

24-25 aprile 2016

Liberazioni

Per un 25 aprile popolare e ribelle,

lontano dalla retorica istituzionale,

vicino a chi lotta oggi.

Anche quest'anno il 25 aprile di ALPI LIBERE estenderà tra  diverse vallate i contenuti e le prospettive che caratterizzano questo percorso in cui si intrecciano varie espressioni di resistenza e critica al modello di società che ci circonda.

Anno dopo anno, l'iniziativa Liberazioni vuole essere un appuntamento per ribadire che l'eredità della Resistenza non significa volersi rinchiudere in se stessi ma rinnovare nel contesto delle lotte di oggi la sincera essenza di ribellione che ha portato tanti giovani in montagna più di settant'anni fa.  

 ALP/Cub Associazione Lavoratori Pinerolesi

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Domenica 24 aprile a Villar Perosa  Parco del Bacino:

Dalle 11 alle 19: giornata di solidarietà tra i popoli in lotta 

-Lotte in Francia(manca audio)

-Palestina (manca audio)

  [su questo vedi anche   http://claudiocanal.blogspot.it/2014/07/unaltra-storia-per-la-nipotina-che-non.html

e sul Medio Oriente /Isis ecc assemblea 8 aprile : serata  a S.Lazzaro  di 'uscire dalla guerra'

con Claudio Canal e Rosita Di Peri- 60 presenti
registrazione http://www.alpcub.com/informazione-medio-oriente.mp3   ]

-Chiapas (manca audio)

-Kurdistan  audio Villar P.

  [vedi anche  http://claudiocanal.blogspot.it/2015/02/la-lezione-di-kobane-e-il-titolo.html  

http://radioblackout.org/2016/04/espropri-demolizioni-ghetti-pulizia-culturale-turca/ ]

-lotte in Brasile con il 
Sindacato di Base, Csp Conlutas- oltre 3 milioni di iscritti-:  audio Villar P.( FABIANA STEFANONI di

No Austerity e Rete Sindacale Internazionale http://coordinamentonoausterity.org/  ).  

 [ carta_dei_principi_coordinamento_noausterity  pdf  ] 

estratto:

Eravamo un bel gruppo il 24 a Villar Perosa con Alpi Libere, 
come diceva l'invito, lontano 
dalla retorica istituzionale, vicino a chi lotta oggi. 
Giornata intensa con interventi su Kurdistan, 
Chiapas, Palestina,Francia,Brasile. 
Ma per noi è stata una giornata importante
 perché abbiamo conosciuto e 
apprezzato Fabiana Stefanoni di No Austerity 
e della Rete Sindacale Internazionale.
Militante straordinaria, persona straordinaria e speciale. 
Ci siamo trovati con lei la sera del 23 per farle conoscere 
la storia di Alp e lei a raccontarci di 
No Austerity e della sua partecipazione alle lotte in Brasile.
La Domenica ha fatto un intervento importante 
sulla situazione delle lotte in Brasile con il 
Sindacato di Base, Csp Conlutas, un grande sindacato con 
oltre 3 milioni di iscritti.
Abbiamo così potuto verificare che nel mondo c'è ancora 
chi lotta  e anche duramente 
per difendere le condizioni salariali e per i diritti. 
Noi la ringraziamo e ci impegneremo a partecipare alla Conferenza 
Nazionale del 28 e 29 Maggio a Firenze, 
perché il percorso iniziato da No Austerity 
a cui noi aderiamo, ci sembra 
molto utile in questi "giorni tristi" e che ci ridà entusiasmo 
per proseguire nel nostro impegno. 
Rossella, Enrico

La legge della Valsusa

Mille e cinquecento indagati in sei anni e mezzo, al ritmo di uno ogni due giorni. Le misure cautelari trasformate da alternativa in anticamera al carcere. Un’incredibile sequenza di diritti e garanzie violate, di prescrizioni vessatorie e imputazioni fantasiose. Ma gli «indiani» No Tav resistono

Il trionfalismo dell’establishment non riesce a nascondere la realtà: la nuova linea ferroviaria Torino-Lione, come hanno spiegato domenica scorsa su queste pagine Pagliassotti e Vittone, è ancora di là da venire. Intanto, dopo ventisette anni, i No Tav, gli «indiani di Valle» non demordono e anzi rilanciano, contrapponendo all’alta velocità l’alta felicità (per riprendere il titolo della grande festa di Venaus del luglio scorso che ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone e di artisti di prim’ordine). A sostegno dell’opera resta una repressione crescente e sempre più scoperta. Non bastavano l’evocazione di una valle di black bloc, i 1.500 indagati negli ultimi sei anni e mezzo (con una punta di 327 nel 2011 e di 183 dal luglio 2015 al giugno 2016: più di un indagato ogni due giorni), un centinaio di misure cautelari, una gamma di reati che vanno dalle violazioni della zona rossa a fantasiosi attentati con finalità di terrorismo (dichiarati infine insussistenti, dopo lunghe carcerazioni in isolamento, dai giudici di merito e dalla Cassazione). Non bastavano e, puntuali, sono arrivati nuovi dispositivi repressivi. Un caso per tutti, tra i molti quest’estate.

Chiunque è stato in Valsusa sulle tracce del movimento No Tav conosce l’osteria «La Credenza» di Bussoleno (luogo di incontro e di confronto di persone provenienti da ogni dove) e la sua animatrice, Nicoletta Dosio, per tutti semplicemente Nicoletta, già professoressa nel locale liceo, esponente politica della sinistra non omologata, personaggio di primo piano nell’opposizione al Tav. Ebbene, con ordinanza 26 maggio 2016 del gip di Torino, a Nicoletta è stata imposta la misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana all’autorità di polizia per fatti commessi un anno prima di fronte al cantiere di Chiomonte, integranti, nell’ipotesi accusatoria, il delitto di resistenza e violenza a pubblico ufficiale (consistente nel lancio di oggetti contundenti e di artifici pirotecnici). Nicoletta non ha lanciato pietre o alcunché ed era, come sempre, a viso scoperto. Ciò che le viene contestato è altro: aver «contribuito a consegnare una fune munita di arpione ad altra persona che, arrampicata sulla griglia di un betafence, agganciato l’arpione alla griglia, ne determinava il successivo abbattimento». La battitura e l’abbattimento delle reti e delle strutture connesse è, come tutti sanno, uno degli obiettivi di sempre del movimento per dimostrare che il cantiere può essere violato e che la determinazione della valle è più forte della militarizzazione. Ma per pubblici ministeri e giudici della cautela tutto ciò scompare e quella condotta non ha finalità dirette ma è strumentale «a disturbare le forze di polizia ed a consentire ad altri di compiere i lanci di pietre e ordigni direttamente sulle forze dell’ordine senza necessità che il lancio dovesse, con una parabola, superare il betafence». Di più, «l’avvicinarsi non travisati, impugnanti palloncini rosa, striscioni e bandiere», lungi dall’essere una modalità di protesta responsabile e civile è un subdolo inganno «per far credere alle forze dell’ordine che l’intenzione fosse di manifestare pacificamente con grida e al più compiere la c.d. battitura delle reti». Così il cerchio si chiude e Nicoletta diventa concorrente nel reato di resistenza perché, contribuendo ad abbattere il betafence, ha fatto sì che altri potessero lanciare degli oggetti contro la polizia con una traiettoria rettilinea anziché con la parabola necessaria a superare un ostacolo dell’altezza di poco più di due metri. Non è la prima imputazione singolare elevata dalla procura torinese ma prudenza avrebbe almeno voluto che la verifica di una costruzione fattuale e giuridica tanto opinabile venisse sottoposta al giudice del dibattimento con l’imputata (reperibilissima e prossima ai 70 anni) in stato di libertà. E invece no: il pubblico ministero chiede addirittura l’obbligo di dimora e il gip dispone la presentazione quotidiana all’autorità di polizia!

Ma le torsioni della legge della Valsusa non finiscono qui. I valsusini, come noto, vivono la militarizzazione del territorio e la valanga di processi e misure cautelari come una vessazione e da tempo hanno deciso di non subirla passivamente. Di conseguenza Nicoletta rifiuta, e lo dichiara pubblicamente, di collaborare all’esecuzione della misura («Che sia chiaro, io non accetterò di andare tutti i giorni a chiedere scusa ai carabinieri, non accetterò che la mia casa diventi la mia prigione. Io a firmare non ci vado e nemmeno starò chiusa in casa ad aspettare che vengano a controllare se ci sono o non ci sono!»). Dopo qualche settimana, in considerazione «della personalità dell’imputata estremamente negativa, intollerante delle regole e totalmente priva del minimo spirito collaborativo», la misura cautelare viene trasformata in obbligo di dimora, aprendo la strada a ulteriori possibili aggravamenti fino alla custodia in carcere. Il copione è scolastico (e destinato a estendersi ad altri esponenti No Tav). Tutti dicono che Nicoletta può manifestare liberamente la sua opposizione alla grande opera ma, poi, le modalità – per quanto la riguarda – pacifiche di tale protesta vengono parificate ad azioni violente. Nessuno penserebbe di applicarle in prima battuta la custodia in carcere (non foss’altro per la scarsa rilevanza della condotta e per l’età) ma a tale esito si può arrivare per la sua mancata “collaborazione”: secondo lo schema del diritto penale del nemico quel che rileva non sono le esigenze cautelari ma la mancata collaborazione dell’imputata, la sua alterità al sistema.

Così si compie lo snaturamento delle misure cautelari non detentive. Introdotte per limitare la custodia carceraria ai casi di assoluta necessità, esse vengono applicate a imputati che, in loro assenza, sarebbero non in carcere ma in libertà e si convertono così da alternativa al carcere in sua anticamera.
Parallelamente, in particolare con l’applicazione di obblighi tanto gravosi quanto immotivati, si realizza, in sintonia con le prassi dei regimi autoritari, la trasformazione dei provvedimenti cautelari in misure di sicurezza, la cui unica finalità è la neutralizzazione del “nemico”: a sorreggerle non c’è alcuna esigenza cautelare in senso proprio (mancando ogni pericolo di fuga o di inquinamento delle prove) ma solo la previsione che gli indagati possano commettere (non delitti di particolare allarme sociale ma) ulteriori reati della stessa specie, cioè partecipare ad altre manifestazione di protesta…
La posta in gioco, anche in termini generali, è elevata e ben chiara ai valsusini, che hanno lanciato la campagna «mettiamoci la faccia» facendosi fotografare a centinaia con il manifesto: «Io sto con chi resiste violando le imposizioni ingiuste del tribunale di Torino».
Quando un segno di vita della cultura garantista e dei magistrati democratici?

 

 


              

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 [  vedi anche http://www.sinistrainrete.info/globalizzazione/7066-robert-kurz-in-attesa-degli-schiavi-globali.html  ]

DOMENICA PRIMO MAGGIO  

Siamo il fanalino di coda dell’Europa. Nonostante la propaganda renziana sull’Italia che «cresce», il mondo del lavoro miete sempre più vittime (più 16%), e registra il tasso più basso di occupati (56,3%) tra i paesi della Ue. E mentre il jobs act rivela la faccia feroce della precarietà, cresce l’esercito dei «nuovi schiavi»: è la generazione voucher.  ilmanifesto 1maggio2016

FESTA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI.

SOCIETA' OPERAIA VILLAR PEROSA

Partenza corteo da S. Aniceto alle ore 10,30. (annullato per la pioggia) 

Gli interventi alla Società Operaia:  (Sindaco di Villar Perosa, Presidente c.Montana, seguono INTERVENTI DAI LUOGHI DI LAVORO E DAL TERRITORIO DI DONNE E UOMINI DELL' ALP/Cub. audio  prima parte  seconda parte    

l'intervento del Presidio Newco.cot, poi P. di valle, non c'è stato perchè Paola aveva detto che voleva intorno a lei le altre donne del presidio - invece si è  trovata da sola- questo il testo preparato: 1maggio2016-Presidio.pdf

è seguito un pranzo al sacco con l'ospitalità della Società operaia. Pochi i presenti al 1 maggio, di cui 35 alp.