12

febbraio

2001

Ciclostilato ALP/CUB

Associazione lavoratrici e lavoratori Pinerolesi, affiliata alla Confederazione unitaria di base

via Bignone 89, Pinerolo

tel/fax/segreteria 0121-321729

e.mail alpcub@tiscalinet.it

sito web: geocities.com/alpcub

libero mercato:vocabolario

216. I PADRONI DEL GIOCO

Che cosa vogliono i padroni? Semplicemente, vogliono tutto: è sempre stato vero, ma oggi, nell’era del neoliberismo e della "rivoluzione" capitalistica, questa verità sta acquistando, giorno dopo, una forza relativamente inedita. La Fiat, come spesso è accaduto, è il luogo della prova generale: con uno scontro totale sulla flessibilità, la precarietà e il governo illimitato della forza lavoro. Da Corso Marconi, il modello si generalizza in un lampo: guardate il drastico NO con il quale Federmeccanica boccia le richieste sindacali, giudicando "inaccettabile" la proposta di un aumento salariale di 135 mila lire (lorde) mensili. Scorrete il "piano per il Paese" preparato da Confindustria. Pensate alla rottura della trattativa alla Zanussi, per la prima volta da quasi dieci anni a questa parte, su 246 "esuberi". E anche in una piccola miniera delle valli valdesi si cacciano via i contrattisti, per sostituirli con lavoratori (polacchi) meno "costosi" e ancora più ricattabili. In buona sostanza: il padronato va sferrando la sua sfida "totale". Totale perchè investe i fondamenti stessi della civiltà del lavoro: cioè i diritti e le garanzie essenziali, il salario, il tempo, la certezza di un contratto. RinaGagliardi su ‘Liberazione’ 9/02/01

Che cosa dice ALP/CUB

Che cosa dice ALP.

Luzenac :oltre la lotta in difesa dei compagni di lavoro è in gioco il futuro della miniera. Si sta muovendo anche il sindacato delle altre categorie in vista di una lotta più ampia.

brevi dalle fabbriche

>>>uranio impoverito

>>>Biella la strage continua

>>>Sciopero spontaneo alla Fiat

>>>Dove è finito il salario?

>>>il voto sul contratto alle Poste

>>>sciopero alla Tirrenia

>>>Direttivo ALP il 15/02/01 al Muncipio di Pomaretto ore 17,30 sulla LUZENAC

>>>Luzenac Val Chisone in sciopero

Martedì 6 febbraio, un minatore in contratto formazione lavoro non viene confermato. Sono arrivati 12 minatori polacchi con contratto a termine di 1 anno ed ora la direzione non intende riconfermare anche gli altri contratti f.lavoro in corso - per ridurre il personale a tempo indeterminato. I minatori del secondo turno si fermano alle 15, dopo un'ora di lavoro, e lo sciopero prosegue per tutti i tre turni. La mattina del 7 in miniera assemblea di tutti e tre i turni con gli operatori sindacali della Fulc. Si decide di continuare lo sciopero- Al pomeriggio incontro in Sede a Malanaggio con la direzione che nel frattempo ha motivato la sua decisione con un comunicato in bacheca. Una trentina di minatori scendono a Malanaggio ed aspettano davanti alla Sede l'esito della trattativa. Le RSU e la Fulc dopo alcune ore interrompono le trattative e viene dichiarato sciopero anche per lo stabilimento/ con risultato deludente. Giovedì 8, terza giornata di sciopero, consiglio di fabbrica in Municipio a Perosa e assemblea di tutti i lavoratori Luzenac sempre in Municipio alle 18. Si presentano solo i minatori ed alcuni delegati di altre aziende. Viene deciso di continuare lo sciopero e di organizzare assemblee nello stabilimento di macinazione per lunedì pomeriggio. Venerdì 9 la direzione chiede un incontro per le 14 'per comunicazioni' e ripete le sue posizioni drammatizzando la situazione. Il sindacato risponde che la decisione sulla lotta spetta ai minatori . Si organizza una nuova assemblea per lunedì 12 febbraio ore 10 -

La direzione il 9 emette un comunicato in 8 punti, inviato anche ai Sindaci in cui dice di aver fatto la sua parte predisponendo macchinari e personale, chiede l'applicazione del contratto sugli orari rimasto da firmare nel 2000 e si dice disposta a riassumere il licenziato e a confermare gli altri se meritevoli. Rifiuta il 'ricatto' sindacale di ritirare prima il licenziamento e confermare i contratti in corso e minaccia di disimpegnarsi se non si cerca l'accordo. Conclude che non metterà in CIG a zero ore stabilimento e sede dal 12 febbraio come aveva minacciato in trattativa, in segno di buona volontà. La sera del 9 però la direzione organizza un tamtam invitando le maestranze di Malanaggio ad andare all'assemblea sindacale di Perosa -convocata per i minatori e lavoratori in lotta.

Il 12 alle 10 si presentano così per partecipare all’assemblea a Perosa vari lavoratori del Malanaggio ma i minatori li invitano a rispettare il calendario in bacheca che fissa le loro assemblee per lo stesso giorno dalle13 alle 14, dalle 14 alle 15 e dalle 22 alle 23. L'assemblea di lotta di Perosa organizza le prossime iniziative, con l'obiettivo immediato di un attivo intercategoriale dei delegati per sostenere i minatori nella vertenza. Le assemblee di Malanaggio non danno una indicazione precisa di adesione allo sciopero che resta comunque dichiarato per tutta la Luzenac. Sarà articolato in modo diverso a Malanaggio per tentare di superare le incertezze ,una annosa divisione e incomprensioni varie. C’è chi sostiene che a Perosa c’è stato la mattina un ‘dispetto’ ai lavoratori dello stabilimento e non una iniziativa antinsindacale della direzione come noi pensiamo.

Si apprende in seguito che era stata la Fulc di propria iniziativa ad avvertire - non i delegati di Malanaggio ma la direzione - che l'assemblea di Perosa era aperta a tutti. I minatori non erano stati consultati , infatti avevano prenotato una sala inadeguata ad accogliere tutti.

Comunicato Fulc-RSU-8/2/2001

comunicato Alp/CUB-9/2/2001

 

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