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http://www.fondfranceschi.it/acqua.pdf- link per scaricare un libro sulla risorsa acqua
Po alluvione 1951- Giorgio Bocca- pdf

 

ECONOMIA E SOCIETA':

+55% la domanda globale nel 2030

di M. Ca.

su Il Manifesto del 08/11/2007

 

Da qui al 2030 il consumo mondiale d'energia crescerà del 55%. L'aumento dipenderà per il 45% da Cina e India. Appena dopo il 2010 la Cina compirà due sorpassi. Superando gli Stati Uniti, diventerà il primo consumatore mondiale d'energia. E diventerà il secondo importatore, facendo scendere al terzo posto il Giappone che, nel 2020, sarà scalzato dall'India. Nel 2030 la Cina importerà più energia dei 27 paesi dell'Unione Europea messi insieme.
Sono le proiezioni per un futuro dietro l'angolo dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie). Il suo Outlook annuale ci consegna una mappa globale dei consumi e della domanda energetica ridisegnata dal boom economico di Cina e India. Le conseguenze sono ovvie (e già in atto): l'aumento della domanda farà salire i prezzi delle fonti energetiche, quello dei consumi farà crescere l'inquinamento. Troppo facile, ma ingiusto, dare la «colpa» a Cina e India, avverte Fatih Birol, economista-capo dell'Aie. I due giganti asiatici contano quasi due miliardi e mezzo di abitanti, la loro aspirazione a crescere è «più che legittima». In un secolo d'industrializzazione i paesi dell'occidente, con una popolazione inferiore, hanno inquinato aria, acqua e suolo a ruota libera. Non hanno le carte in regola per mettere Cina e India sul banco degli imputati. Oltre 400 milioni di indiani sono privi di corrente elettrica. Ogni anno 400 mila indiani (in prevalenza donne) muoiono prematuramente perchè cucinano e si scaldano bruciando in ambienti chiusi escrementi animali e combustibili tossici. Impossibile pretendere che l'India contenga la domanda di petrolio, gas e carbone.
Secondo l'Aie, da qui al 2030 due terzi della crescita dei consumi energetici avverrà nei paesi in via di sviluppo. Il petrolio resterà di gran lunga la principale fonte energetica. Serviranno 116 milioni di barili al giorno, contro gli 84 del 2006 (+37%). Quanto costerà il barile a quella data? 108 dollari (appena?), sostiene l'Aie, a patto che vengano fatti ingenti investimenti (nell'ordine dei trilioni di dollari) nel settore petrolifero. Altrimenti, molto di più.
La domanda di carbone crescerà del 73%, Cina e India ne consumeranno il 60% (nel 2005 ne hanno bruciato il 45%). Con questi trend, le emissioni di anidride carbonica saliranno del 57%, quanto basta per far alzare la temperatura di 6 gradi. Un disastro prossimo venturo, contenibile se «almeno» il 17% dell'energia verrà ricavata da fonti rinnovabili. Quelle di quest'anno, ammette Fatih Birol, sono le previsioni «più pessimistiche» da quando esiste l'Aie.

riforma luglio 2010