IL DECRETO DEL GOVERNO BERLUSCONI SULLA SANITA'
ATTACCA IL DIRITTO ALLA SALUTE TAGLIA MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO

E' UN REGALO AI PADRONI DELLA SANITA'

Il Governo Berlusconi riduce di 30.000/50.000 i posti letto per gli ammalati acuti negli ospedali, dove già mancano i posti letto per lungodegenti.

In questo modo aumenteranno le dismissioni selvagge e verranno messi in mobilità decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici, di cui solo una parte è ricollocabile.

Il Governo Berlusconi considera solo gli aspetti economici trascurando l'importanza della garanzia della salute: fissa tetti di spesa insufficienti senza indicare le prestazioni da garantire e delega alle regioni scelte sostanziali sulle forme di gestione.

In questo modo le regioni vengono spinte verso la privatizzazione dei servizi sul modello americano (e lombardo): servizi sanitari pubblici ridotti al lumicino per i poveri con gli altri cittadini costretti a rivolgersi alle mutue e alle assicurazioni private, ottenendo le prestazioni differenziate tipiche delle strutture sanitarie private: buone per chi ha i soldi, mediocri per lavoratori e pensionati a basso reddito.

Il Governo Berlusconi rinvia di un anno l'eliminazione dei ticket sulla diagnostica e sulla specialistica che era stata una nostra conquista di un anno fa. Ma c'è un inganno nascosto e a scoppio ritardato: obbliga le regioni ad introdurre nuovi ticket, aumentare le tasse o tagliare i servizi. Infatti i tetti di spesa prefissati sono insufficienti. Tra qualche mese quindi nuove, pesanti misure antisociali.

Il Governo Berlusconi riduce da 6 a 3 i farmaci prescrivibili su un'unica ricetta.
Questa è una vera e propria angheria che colpisce i soggetti più deboli, come gli ammalati cronici, anziani e disabili, costringendoli a inutili trafile burocratiche.

La sanità pubblica italiana, con tutti i limiti che le derivano da anni di sottofinanziamento, è una delle migliori del mondo. Deve essere potenziata e riqualificata, non distrutta. Oggi i cittadini pagano direttamente un terzo della spesa sanitaria totale; con queste misure ne pagheremo i due terzi. Il passaggio delle competenze alle Regioni peggiora la situazione perché toglie ogni responsabilità allo Stato: avremo una sanità diversa in ogni regione, con privatizzazioni, nuovi ticket e contratti diversi da regione a regione per i lavoratori e le lavoratrici. In sostanza pagheremo i nuovi ticket e tasse sanitarie alle Regioni invece che allo Stato. Lavoratori e pensionati a basso reddito ne pagheranno le conseguenze.

DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA SALUTE DI TUTTI
DIFENDIAMO IL DIRITTO AL LAVORO

Partito della Rifondazione Comunista

Circolo "Ludovico Geymonat"

Via Bignone, 89 - 10064 Pinerolo

e-mail circologeymonat@libero.it / www.geocities.com/prc_pinerolo

SANITA' IN PIEMONTE

ATTACCO AL DIRITTO ALLA SALUTE

Il nuovo Piano Socio Sanitario che la Giunta di centro destra in Piemonte sta per varare:

Questo Piano non è programmazione ma un passo nella logica di un servizio sanitario minimo per tutti e prestazioni di qualità superiore per chi può pagare.

SANITA' NEL PINEROLESE

Pur disponendo i cittadini del pinerolese di servizi sanitari con prestazioni medio alte, basta una veloce occhiata ai tempi di attesa per visite ed interventi (che riportiamo sotto in tabella) per comprendere che non di tagli o di "stimoli concorrenziali" ci sarebbe bisogno ma di maggiori investimenti ed attenzione ad una sanità pubblica e di livello per tutti, unica garanzia di diritto alla salute.

 

No! Alla chiusura di 15 Ospedali in Piemonte

No! All'aumento dei tempi di attesa per interventi e prestazioni

N0! Ai tagli di personale e alla reintroduzione dei Ticket

No! Alle dimissioni selvagge

No! Ai 5 miliardi di aumenti per i direttori già ben pagati

Partito della Rifondazione Comunista

Circolo "Ludovico Geymonat"

Via Bignone, 89 - 10064 Pinerolo

e-mail circologeymonat@libero.it / www.geocities.com/prc_pinerolo

è VOLTARE