| La parola del vescovo «Lavoro: crisi che ci interpella» |
|
Il Consiglio pastorale diocesano interverrà nella seduta di lunedì 16
maggio sul tema della congiuntura economica e occupazionale del nostro
territorio pinerolese (da Campiglione Fenile a Buriasco, da Perosa a Torre
Pellice) e più ampiamente sulla crisi che investe tutta la Regione. Oltre
la Fiat, sono, infatti, circa 130 le aziende del settore metalmeccanico
che versano in difficoltà. Anche in quello tessile c'è forte
apprensione, in particolare nel Vercellese e Biellese, mentre da noi
l'emergenza si manifesta a Perosa e Buriasco.
Il rischio di chiusura di alcune aziende e la conseguente perdita di
posti di lavoro mette incertezza ed inquietudine in molte famiglie. È
diffuso un senso di scoraggiamento e anche di paura di fronte al futuro.
Soprattutto i giovani si sentono defraudati di un loro diritto, costretti
tante volte a lavorare in regime di precariato senza sicurezza.
È convinzione comune che di fronte a questi nostri scenari locali e
regionali non si possono affrontare i problemi solo con interventi di
carattere congiunturale; la nostra è una crisi di sistema che ferisce, in
forme diverse, la struttura socio-economica del Piemonte; non si tratta di
episodi isolati, ma di una vera crisi strutturale. Ci accorgiamo in questi
momenti che il problema del lavoro è la chiave della questione sociale.
La Diocesi è consapevole che in questo momento è chiamata ad essere
presente accanto ai lavoratori e alle famiglie con la solidarietà e la
preghiera. Come pure sente suo dovere incoraggiare tutti i soggetti
sociali e le istituzioni a trovare punti di convergenza e di coesione per
sviluppare progetti miranti al rilancio dell'economia del nostro
territorio.
Soprattutto nei momenti di difficoltà deve crescere la vicinanza a chi
lotta per difendere un valore e una realtà che permette di vivere la vita
con dignità. Sono certamente validi gli aiuti immediati, ma si sente la
necessità di politiche locali ad ampio respiro da coniugare con un "welfare"
più efficace per rispondere adeguatamente alle nuove povertà e ai
bisogni primari della vita delle persone. † Pier Giorgio Debernardi
|