Ospedali valdesi di valle

A cinque anni dal passaggio degli ospedali valdesi all'Azienda sanitaria il bilancio è positivo
Sanità in tilt senza Torre e Pomaretto
Le due strutture, per la lungodegenza e la riabilitazione, attutiscono i problemi provocati dalla carenza di posti letto all'Agnelli


Sembrano passate generazioni da quando la Regione Piemonte, versando simbolicamente un euro alla Ciov (Commissione istituti ospedalieri valdesi), acquisì le strutture sanitarie di Torre Pellice, Pomaretto e Torino, oramai schiacciate da 65 milioni di euro di debiti. Invece era il 20 aprile 2005.

Alla popolazione delle Valli Chisone e Pellice il colpo arrivò dritto allo stomaco, doloroso anche se non inaspettato. Già dall'agosto 2003, infatti, gli ospedali valdesi di Torre Pellice e Pomaretto con il relativo personale erano passati alla gestione dell'allora Azienda sanitaria 10.

Con la cessione delle due strutture sanitarie nel territorio dell'Azienda sanitaria 10 si voltò definitivamente pagina, chiudendo non senza rimpianti un'esperienza sanitaria, ma anche sociale e umana, di grandissismo valore.

Sono passati cinque anni e, va detto, le paure di quel tempo da parte di cittadini e amministratori di perdere tutto e veder "chiudere" le due strutture non si sono realizzate. Con la riorganizzazione molto è cambiato, ma il loro nuovo ruolo - strutture per la lungodegenza e la riabilitazione - rimane insostituibile e si integra con l'attività dell'Agnelli, tant'è che da qualche mese la dizione giusta per identificare questo insieme sanitario è "Ospedali riuniti di Pinerolo".

«Oggi pensare di non avere quelle due strutture organizzate in questo modo sarebbe folle», commenta il direttore generale dell'Asl To3 Giorgio Rabino, probabilmente l'amministratore più competente che l'Azienda pinerolese abbia avuto al suo vertice.

Senza le due strutture, infatti, l'Agnelli di Pinerolo non sarebbe più in grado di rispondere alle necessità degli abitanti della sua Asl. «La destinazione principale che voglio dare a queste due strutture - prosegue Rabino - è di ospedali di base a servizio delle rispettive comunità, e poi di tutta l'Azienda. Il loro ruolo è talmente importante da farci tornare sui nostri passi in merito alla possibilità di costruire un hospice nel presidio di Pomaretto».

Inizialmente l'Azienda sanitaria aveva pensato di realizzare l'hospice nel poliambulatorio di Villar Perosa, poi altre valutazioni logistiche avevano spostato la sua ubicazione nella struttura di Pomaretto, «ma appena abbiamo capito che avrebbe ridotto significativamente i posti letto siamo ritornati alla decisione originaria». Ed entro la fine dell'anno dovrebbe essere pubblicata la gara per l'assegnazione dei lavori.

Nell'atto aziendale dell'Azienda sanitaria pinerolese si legge la volontà di spostare il reparto di Geriatria - oggi nel presidio di Torre Pellice - presso l'Agnelli: «Perché a differenza della riabilitazione e della lungodegenza, la geriatria è una specialità dell'area di acuzie, pertanto - spiega Rabino - deve essere inserita all'interno di una struttura dove sia presente un determinato tipo di diagnostica e possibilità terapeutica».


Sofia D'Agostino eco del chisone 5.11.08