GRUPPI DI BASE

Gruppo donne Valpellice + Senza confini - pdf

http://rbe.it/news/2015/03/25/laccoglienza-degli-stranieri-in-val-pellice/

 

Banca del tempo -pdf

 

B. CERVETTO,  Il comitato sanità

 

<< Il Bollettino – Gruppo controinformazione V.Pellice>>

(1975-77)

 

Nel 1975 , in Val Pellice, un gruppo di studenti, insegnanti e operai facenti riferimento alla sinistra extraparlamentare e al Pci costituirono il gruppo di Controinformazione Val Pellice". Si dotò di uno strumento di informazione : un ciclostilato di circa 8 pagine denominato "Il bollettino" supplemento a "Il giornale di Pinerolo e Valli". Nel 1976 il collettivo cambiò denominazione in "Gruppo di Base val Pellice". Del ciclostilato uscirono 11 numeri e l'esperienza si concluse alla fine del 1977. Le tematiche affrontate da "il Bollettino" erano esclusivamente riguardanti problemi di fabbrica e nelle intenzioni esso doveva servire oltre che per la controinformazione anche per costruire un collegamento tra i vari Consigli di fabbrica e tra le varie situazioni di lotta operaia. Il gruppo de "Il bollettino" organizzò anche incontri per discutere le vertenze e le piattaforme contrattuali ed ebbe un certo peso nelle lotte delle maestranze della Turati contro la cassa integrazione.

"Il bollettino" era distribuito gratuitamente con volantinaggio militante davanti ai cancelli delle fabbriche e alla partenza dei pulman dei pendolari.

Piero Granero  

<<Gruppo donne Val Pellice>>

 

......Per me il consultorio ha significato socializzazione, emancipazione, cultura.

Far parte di un gruppo in cui aumentare la mia consapevolezza, condividere dubbi, scoperte, sofferenze, speranze. Col gruppo ho letto, studiato, dibattuto. Mi sono occupata di politica, ho viaggiato, ho conosciuto realtà diverse.

Ho imparato a conoscermi di più, ad ascoltarmi, ad ascoltare. Ho ragionato, ho fatto delle scelte importanti.

Facevo parte “del gruppo donne Val Pellice” che nel 76-77 ha collaborato all’organizzazione del primo consultorio di valle. Prima frequentavo quello di Pinerolo autogestito. Eravamo in contatto coi consultori di Torino e col la casa della donna a Roma.

Prima della legge sull’aborto cercavamo di tutelare le donne che ricorrevano all’aborto clandestino.

Nel consultorio organizzavamo la pre visita, facevamo informazione sui metodi contraccettivi, partecipavamo alle visite col ginecologo.

Ci confrontavamo su sessualità, gravidanza, alimentazione, nuovo diritto di famiglia, matrimonio, divorzio, omosessualità, qualità della vita, emancipazione, responsabilità, amore, salute e malattia, medicina, servizi sociali, lavoro, parità di diritti...

Sono state esperienze che ci hanno fatto discutere, che ci hanno unite. Abbiamo riso e pianto insieme.

Testimonianza di una donna del gruppo donne

                                      

“Negli anni settanta il movimento delle donne iniziava ad organizzarsi per affermare un identità negata e lesa nei suoi diritti fondamentali quali la salute e la sessualità.

L’aborto clandestino era una piaga sociale che tutti conoscevano ma che sia la chiesa cattolica che i governi democristiani ignoravano e anzi demonizzavano come scelta criminale.

In tutta Italia le donne organizzavano manifestazioni e appoggiavano i partiti mobilitati per difendere la legge sul divorzio (1973 ) con il referendum del 1974, per la creazione dei consultori per la salute della donna e soprattutto per la depenalizzazione dell’aborto, che svolto in clandestinità causava morti tra le donne e arricchiva medici ed ostetriche.

Le donne, con la collaborazione di medici e ostetriche, avevano creato diversi consultori auto gestiti, dove oltre alla visita medica, iniziavano a parlare dei loro problemi, coinvolgendo in un incontro culturale di ampia portata tutte le donne, perché per tutte le donne i problemi sono comuni. Si aiutavano inoltre le donne ad abortire in condizioni le meno pericolose possibili e il gruppo si era auto denunciato come forma di protesta durante la campagna per la legge.”

 

Anche a Pinerolo vi era un consultorio in Via dei Mille, con il dottor Luciano Griso tra gli altri.

Forti di quella esperienza, ma consapevoli che era necessario spingere l’ente pubblico ad aprire sul territorio consultori pubblici e gratuiti, per permettere davvero a tutte di donne, soprattutto quelle più emarginate, povere e isolate, di godere di un attenzione unica per la prevenzione e la cura della propria salute.

Dopo anni di militanza in diversi gruppi, nel 1975, dopo la promulgazione della legge d’ avvio dei consultori, un gruppo di donne rappresentanti del P.C.I., del sindacato, di Democrazia Proletaria, dei consigli di fabbrica, di gruppi di base, del Teatro Angrogna, della Chiesa Valdese, iniziarono ad incontrarsi dando vita al Gruppo Donne Val Pellice.

Lo scopo prioritario era creare i consultori in Val Pellice e inserirsi nel comitato di partecipazione che la legge prevedeva quale momento di collaborazione tra i vari soggetti. Si era tentato all’inizio di imporre una assemblea degli utenti, Il primo consultorio iniziò a Torre Pellice nel gennaio 1978, e in rapida successione a Luserna San Giovanni e Bricherasio. Prima di questo il Gruppo donne aveva lavorato per sensibilizzare l’opinione pubblica, soprattutto le donne sull’apertura del nuovo servizio attraverso un questionario, degli incontri pubblici in tutti i comuni della Valle e con visite ad altre realtà quali la casa delle donne a Roma e la partecipazione attiva ai coordinamenti dei consultori a Torino per consolidare il lavoro interno del gruppo stesso. Il gruppo donne aveva presentato una piattaforma alla Comunità Montana con 500 firme.

Con l’apertura del consultorio alcune donne lavoravano come operatrici nel consultorio stesso, le altre proseguivano con energia e stimolo all’istituzione nel comitato di partecipazione, nella stesura del regolamento ma soprattutto all’interno del consultorio, con la presenza attiva nella pre-visita, momento di incontro, di scambio e di informazione con le donne prima della visita ginecologica vera e propria. Gli argomenti trattati erano i contraccettivi, la sessualità,  l’aborto ma anche la menopausa e la prevenzione ai tumori.

Sono stati questi momenti molto belli, forti, irripetibili.

L’attività non era solo “interna” al servizio ma nelle scuole (dibattiti pubblici rispetto alla necessità di educazione sessuale nelle scuole elementari e medie), nella creazione di una biblioteca, con mostre itineranti sul femminismo, con incontri pubblici sulla prevenzione alla droga, assemblee sul lavoro in fabbrica e volantinaggi in tutti i paesi per pubblicizzare le varie iniziative. Il gruppo veniva richiesto anche nelle realtà vicine (Val Chisone ) per esportare la propria esperienza.

Gli argomenti trattati erano: l’aborto clandestino, il salario alle casalinghe, gli anticoncezionali, il diritto di famiglia, l’ambiente di lavoro e salute.

Il gruppo ha poi cessato la sua attività nel 1982, quando il servizio consultoriale aveva ormai raggiunto un consolidamento importante sia come utilizzo dalle donne che nella sua struttura istituzionale.

Judith Elliot, Manuela Cammillotti, Fiammetta Gullo

 

<< Il notiziario del Gruppo  di Rinnovamento>>

 

A Bricherasio negli anni '69/'70/'71 un gruppo dell'oratorio pubblicava un giornalino. Uscirono sulla pubblicazione le prime critiche all'amministrazione DC. In seguito alcuni entrarono in consiglio comunale come minoranza. Più tardi ancora si costituì, man mano che ci si spostava a sinistra, il Gruppo di Rinnovamento, che pubblicò un "Notiziario del G. di R.". Uscì in varie vesti, dal ciclostile alla stampa tipografica. La periodicità era legata alla presenza di problemi e agli interessi locali. Usciva come supplemento a giornali della sinistra (Cronache, La luna ecc).Veniva inviato per posta e in seguito consegnato a domicilio in tutte le case. Il Gruppo costituì anche una Associazione a scopo culturale e ricreativo e tuttora è presente in amministrazione a Bricherasio come minoranza. E' scritto nella testata del numero uscito a febbraio dell'89: "L'associazione si propone di essere partecipe e di rendere partecipe la popolazione alla vita sociale del territorio in cui opera: quindi contribuire alla crescita culturale e politica, promuovere l'uso del tempo libero intendendolo come spazio in cui vivere esperienze aggreganti e come momento che permette un impegno realizzante consapevole e creativo".

Fanno parte del gruppo fin dall'inizio Mario Garnero, Sergio Fasano,e Giacomo Marcello, Lilli DiMartino che si è allontanata. In seguito : Claudio Gerlero, Enzo Ferlenda, Gemma Boaglio, Flavia Scapicchio. La sede in via Vittorio Emanuele 43.

Scorrendo i vari numeri si nota la massiccia presenza di temi legati a Bricherasio e il controllo accurato delle attività del Consiglio Comunale; poi rubriche sulla previdenza, il sindacato, la scuola, il fisco, la droga, l'ambiente, l'alimentazione.

Il giornale ultimamente è uscito in modo episodico.

Gemma Boaglio  

<<RADIO BECKWITH>Torre Pellice

 

Radio Beckwith nasce nel 1984, come radio a carattere comunitario legata alla chiesa protestante valdese, sviluppa nel tempo il suo bacino d'utenza, amplia le ore di trasmissione e rivolge sempre più attenzione a ciò che succede nel proprio territorio. Nel novembre 2004 Rbe compie 20 anni festeggiando con eventi importanti, di diversa natura e argomento, che riscuotono un notevole successo di pubblico. Tra le iniziative ricordiamo presentazioni di libri, culti valdesi in diretta, pranzi comunitari, concerti e serate dedicate al pubblico giovane.

In questi ultimi anni Rbe si è impegnata per integrarsi sempre più nel territorio, caratterizzarsi meglio migliorando la qualità ed i contenuti delle sue trasmissioni e potenziare la qualità e la diffusione del segnale radiofonico, che attualmente ha due frequenze: 87.800 - 96.500 ed è dotato anche del live on streaming.

Attualmente Rbe trasmette 24 ore su 24, 7 giorni a settimana, grazie all'impegno di un'equipe redazionale che cura l'organizzazione del palinsesto mattutino, pomeridiano e serale; altro punto di forza di questa radio libera sono i circa 70 collaboratori che settimanalmente si occupano di aspetti tecnici, programmi musicali e non.

Tra i programmi che nel corso degli anni sono stati proposti si segnala la rilevanza riservata all'informazione di carattere sociale, culturale, economico e politico relativa alla Regione Piemonte, alle Province di Torino e di Cuneo ed alle P.A. Pinerolesi, Saluzzesi e Cuneesi con una particolare attenzione alle valli Pellice, Chisone e Germanasca. Citiamo il ciclo di trasmissioni realizzate in collaborazione con l'amministrazione di Pinerolo, Luserna San Giovanni e Torre Pellice; Le trasmissioni ad informazione sanitarie con l'Asl 10 di Pinerolo o gli sopedali valdesi del territorio; le interviste ad associazioni locali; le informazioni relative ai movimenti sindacali locali; le trasmissioni deidcate alla cultura locale; le trasmissioni e le rassegne stampa in lingua francese.

Peculiarità di Rbe è l'attenzione riservatab alle minoranze linguistiche francofone ed occitane: si sono avvicendate nel tempo trasmissioni in dialetto piemontese, "patois" (dialetto locale) ed in lingua francese nonché programmi che trattano tali argomenti sensibilizzando l'opinione pubblica. Citiamo ad esempio la realizzazione di trasmissioni in dialetto "Lou Frommage", "Favole in francese", "Rassegna stampa in francese", "La Beidana", "Actualité de l'Evangile.

La Radio propone quotidianamente informazione giornalistica attraverso la quotidiana rassegna stampa nazionale e l'approfondimento dell'informazione regionale, provinciale e locale con la lettura dei i quotidiani e dei periodici locali.

L'informazione locale è arricchita da anni rapporti con le amministrazioni comunali della zona, con le comunità montane, con i medici degli ospedali e dell'Asl 10, con i servizi sociali presenti sul territorio che sfociano in programmi specifici e numerose interviste rilasciate da Assessori, Sindaci, inserite in programmi redazionali come Caravan.

Da non dimenticare l'attenzione agli eventi catastrofici e il servizio che Radio Beckwith ha reso alla cittadinanza in occasione dell'alluvione del 2000 e poi nuovamente in quella più recente, del maggio del 2008, quando ogni tipo di collegamento di comunicazione telefonico o elettronico era impossibile.

I notiziari quotidiani riservano particolare attenzione agli appuntamenti ed agli eventi della Provincia di Torino e di Cuneo segnalando: eventi, mostre, convegni e concerti anche grazie all'informazione che giunge direttamente alla redazione di Rbe oltre che attraverso quotidiani, siti, newsletters anche sotto forma di comunicato stampa.

Si segnalano inoltre le iniziative condotte con l'editoria locale e con le associazioni di diversa natura prestando attenzione anche ad eventi di particolare rilievo che accadono nella città di Torino. Citiamo ad esempio la partecipazione ai saloni del libro, con realizzazione di interviste, la presenza alla manifestazione Occitanica e alle conferenze stampa di presentazione di grandi eventi o mostre. La nostra caratteristica di radio comunitaria ci permette di poter offrire ampio spazio all'interno del nostro palinsesto a tutte quelle realtà che spesso vengono "dimenticate" dai mass media: associazioni "no-profit" di volontariato (Emergency, Amnesty International, Anfass, Diapsi) associazioni politiche, sportive locale alle lingue minoritarie.

Soprattutto nella fascia pomeridiana e serale Radio Beckwith, essendo una radio libera e comunitaria, offre la possibilità a numerosi non professionisti di avvicinarsi al mondo radiofonico, i quali gestiscono spazi musicali autonomi all'interno del palinsesto di Rbe.

Sono più di 70 i collaboratori che, ogni settimana, attraversano gli studi della nostra radio, la tipologia varia dai ragazzi di 14 anni (presenti soprattutto il pomeriggio e la sera del sabato) agli anziani di 70 anni e questo fa sì che la radio si rivolga ad un pubblico quanto più possibile ampio ed assortito.

Bacino d'utenza e frequenze di trasmissione:
96.500 e 87.800: Pinerolese, Val Chisone, Val Pellice, prima cintura di Torino, Cuneese, Saluzzese, Fossanese e Saviglianese.

 

>>“Il coordinamento pendolari della linea Torino-Torre Pellice

 

 E' costituito da un gruppo spontaneo che ha lo scopo di ottenere un servizio ferroviario qualitivamente migliore. E’ un gruppo in continua mutazione. Si può osservare che dal 2 dicembre 1995 (data di presentazione di un nostro dossier) c’è stato un discreto rimescolamento; 4 uscite per pensionamento ed 1 per decesso (il nostro indenticabile amico Agostino Vera), sostituti da giovani volenterosi con una anzianità di  viaggio molto bassa.

E’ sorto 14 anni fa con una petizione contro  disservizi ferroviari; ha continato con la ‘dfesa’ della linea Pinerolo-Torre Pellice ed è riuscito a formulare una proposta di cui vogliamo parlare.

In questi anni abbiamo avuto contatti con Enti lcali (comuni, comunità montane, provincia e regione), rapporti con la Direzione Compartimentale di Torino in merito ad orari, istituzione di treni e facendo puntualmente presente i disservizi della linea.

Il nostro metodo  è stato ricercare costantemente  soluzioni ai problemi sollevati, proporre in cntinuazione alternative evitando la rottura senza rinunciare alla sostanza delle cose.

Come si viaggia attorno al 2000 su questa tratta! Con un binario unico al limite del saturamento con tempi di percorrenza che vanno dai 37 minuti (direttoPinerolo-Torino) con veloctà di  63 km orari,

ai 44 minuti (51,8 km ora) ai 500 minuti (45,6 km ora) per i treni ad alta frequentazione pendolari.

La musica non cambia per gli altri treni: siamo sempre sotto i 50 orari.

La Direzione rispondeva’ inserire nuovi treni nelle fasce pendolari, ormai sature rispetto alla potenzialità degli impianti, influisce negativamente su tutti gli altri treni, penalizzandoli sia come temi di percorrenza che come regolarità di marcia’.

Da Pinerolo, nella fascia di pù alta pendolartità, partono quattro treni con cadenza media di 30’ a partire dale 6,35 e non vediamo come possano essere aumentati nelle date condizini di operativià.  Sono treni molto affollati…” – da una relazione del com.Pendolari

 

Il comitato pendolari Torino-Torre Pellice chiede da tempo:

-         radoppio del binario con tempi brevi fino a Candiolo e poi fino a Sangone

-         rinnovo del mateiale rotabile

-         stazione passante a Pinerolo

Nel dicembe 1977 organizza una raccolta firme, 5.262 vengono mandate alla Presidenza del Consiglio Regionale.

 

Contesta poi l’abbonamento ‘Formula’ per gli aumenti ingiustificati   (media 9%)

Segnalando :

-la qualità insufficente del servizio

-         nessun miglioramento

-         la non eliminazine delle storture di ‘formla’

-         inflazione 96/98 è del 4,3%

 

In seguito una Memoria del coord. Pendolari viene inviata alla II Commissione Trasporti chiedendo:

-         superamento barriere achitettonche

-         pulizia sui treni

-         strumenti di segnalazione ritardi

-         manutenzione treni

-         treni pendolari nelle ore di punta con cadenza massima di 20 minuti

-         mantenere corse in Piemonte

-         documenti di viaggio

-         investimenti.

 

Ma il movimento dei pendolari parte da lontano: già nell’aprile del 1986 esce un bollettino in difesa del treno per Torre Pellice. Un bollettino precedente del novembre 85 parlava di un questionario distribuito fra i pendolari in 1000 copie. Il 64% dei pendolari che compilavano il questionario dichiarava di volersi impegnare sul tema del pendolarismo

p.c.

 

>>><<Associazione culturale “Farenait”circolo ARCI>>  >>programma dicembre

piazza Cavour, 1   Torre Pellice.

Il circolo ARCI Fare nait di Torre Pellice è ormai al sesto anno di attività; abbiamo dato avvio all’iniziativa ad inizio 2003 e aperto il locale a settembre dello stesso anno.

 

Avevamo l’obiettivo di realizzare uno spazio e dei momenti di aggregazione in Valle, dove ci si potesse incontrare per stare insieme una sera, con buona cucina, o con iniziative culturali o politiche e offrire uno spazio di incontro a chi ha maggiori problemi di integrazione, come gli stranieri ed altri cittadini un po’ ai margini della società.

 

Pensiamo di aver raggiunto buona parte degli obiettivi che ci eravamo proposti:

- i nostri soci che frequentano il circolo per cena sono soddisfatti, molti hanno apprezzato sia i piatti della cucina locale (numerose cene con menù a km zero) che quelli tipici dell’area mediterranea o sperimentato i piatti etnici di tutto il mondo con i quali ci siamo cimentati;

- hanno riscosso molto interesse tante delle iniziative culturali organizzate (dagli incontri con personaggi della cultura e della politica come Caselli, Travaglio, Curcio, Carlotto a momenti di coinvolgimento verso iniziative provenienti da tanti paesi, come le fabbriche occupate in Argentina, i progetti di sviluppo in Mali, Nicaragua, Guatemala, con tante associazioni che operano a sostegno di chi ne ha bisogno (in Bangladesh, in Bosnia, in Bielorussia …); numerose sono state le iniziative in campo teatrale (serate organizzate in collaborazione con Assemblea Teatro e Gruppo Teatro Angrogna) e musicale.

- abbiamo promosso (e ospitato nei locali di Fare nait) la costituzione della Banca del Tempo della Val Pellice e del circolo dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba, così come abbiamo ospitato iniziative di Associazioni (Comitato NoTAV, costituente della Sinistra ...) o Enti (in particolare il comune di Torre Pellice);

- da quattro anni realizziamo nei nostri locali la scuola di alfabetizzazione per stranieri, con grande interesse sia da parte dei tanti immigrati che trovano in questa iniziativa una risposta ai loro problemi di integrazione, sia da parte nostra che abbiamo modo di fare conoscenza con una moltitudine di persone in rappresentanza di una galassia di paesi e culture (nord Africa, est europeo, oriente asiatico, america latina …);

- abbiamo prodotto, con la casa editrice “Sensibili alle foglie” il libro “Io sono uno spostato” scritto dal nostro socio Mario Calcagno; il calendario fotografico sul popolo Saharawi per finanziare un progetto di solidarietà nel Sahara occidentale;

- inoltre abbiamo organizzato i momenti di festa in piazza d’estate con musica e balli, il cineforum, gli stages e i corsi di danza, di fotografia, di tessitura …

 

Un “contenitore” libero, senza padroni né sponsor, sostenuto solo dai propri soci, dagli stessi che partecipano, fruiscono e possono collaborare a proporre nuove iniziative e attività, come è avvenuto finora.

sett 2011

Il circolo della Val Pellice dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba è nato nel mese di ottobre del 2006, per iniziativa dei primi 15 soci costitutori e del circolo ARCI Fare nait di Torre Pellice che, fin dall’inizio, ne ha ospitato la sede nei propri locali di Torre Pellice. Nel 2007 i soci iscritti al circolo sono saliti a 29; nel 2008 sono 55

 

L’obiettivo dell’Associazione, e quindi del circolo della val Pellice, è duplice, così come in numerose occasioni abbiamo sentito dire da personalità cubane (il console cubano in Italia, la figlia del Che, Aleyda Guevara, i dirigenti dell’ICAP, l’Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli)  in occasione di incontri e convegni: la solidarietà politica e la solidarietà economica. La prima si esprime attraverso la volontà di divenire membri dell’associazione, partecipando alle iniziative di sensibilizzazione e informazione concreta su Cuba , contrastando la disinformazione attraverso la quale i media denigrano Cuba in tutto il mondo, ricevendo, leggendo e diffondendo la rivista “El Moncada” (tutti gli iscritti ne divengono abbonati) con notizie da e su Cuba.

La solidarietà economica si realizza attraverso la raccolta di fondi con i quali il circolo della Val Pellice finanzia un progetto a sostegno dell’agricoltura biologica a Cuba, il cui scopo è il potenziamento di un laboratorio, attualmente esistente, volto alla produzione di biofertilizzanti organici e biologici da utilizzare nelle aziende agricole. Come noto uno degli effetti del blocco economico imposto a Cuba dagli Stati Uniti è la carenza di concimi chimici; a questa situazione il popolo cubano sta dando risposta cercando tecniche alternative, raggiungendo così anche gli obiettivi di una maggiore salubrità degli alimenti e del rispetto dell’ambiente naturale.

La realizzazione di questo progetto costituirebbe una reale possibilità di sviluppo delle produzioni agricole cubane (di qualità, in quanto biologiche) ed una concreta risposta al vergognoso embargo che i governi USA continuano a mantenere nei confronti di Cuba, nonostante anche quest’anno, per la  diciassettesima volta, l’Assemblea dell’ONU abbia espresso a larghissima maggioranza (185 a 3) la sua condanna a tale politica genocida statunitense che impedisce all’isola caraibica di approvvigionarsi anche di fertilizzanti agricoli (oltre che di farmaci, alimenti, impianti ...)

Per iscriversi all’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba, al circolo della Val Pellice, è sufficiente mettersi in contatto con il segretario del circolo, tel.339 8941900, mail marcoramotti@libero.it. Il costo della tessera annuale, comprensiva dell’abbonamento alla rivista El Moncada è di 20 euro.

Altre informazioni si possono trovare sul sito www.italia-cuba.it

***** Il presente progetto è stato elaborato attraverso una collaborazione tra il comitato regionale dell’Associazione Italia Cuba (di concerto con l’Amministrazione Provinciale di Torino), il nascente circolo di Italia Cuba di Torre Pellice e l’ICAP (Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli) di Ciego de Avila, in occasione di una serie di incontri tra i progettisti italiani (Giusi Furfari e Marco Ramotti) con funzionari e tecnici dell’ICAP e del Ministero dell’Agricoltura Cubano (progettista Ariel Echemendia Hernandez), svoltisi a Ciego de Avila nel corso del 2006.

Scopo del progetto è il potenziamento di un laboratorio, attualmente esistente, volto alla produzione di biofertilizzanti organici e biologici da utilizzare nelle aziende agricole. Come noto uno degli effetti del blocco economico imposto a Cuba dagli Stati Uniti è la carenza di concimi chimici; a questa situazione il popolo cubano sta dando risposta cercando tecniche alternative, raggiungendo così anche gli obiettivi di una maggiore salubrità degli alimenti e del rispetto dell’ambiente naturale.

Attualmente però la produzione di fertilizzanti biologici è insufficiente a coprire il fabbisogno delle aziende della provincia di Ciego, per via delle inadeguate strutture ed attrezzature del laboratorio, che abbisogna quindi di investimenti. Il circolo della Val Pellice dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba si propone di sostenere il costo per la realizzazione del progetto, in concorso con il Ministero Cubano.

 

Sintesi del progetto redatto dal Ministero dell’Agricoltura Cubano

 

            Il laboratorio provinciale del Suolo e biofertilizzanti di Ciego de Avila, all’unisono con il Ministero dell’Agricoltura Cubano, puntando allo sviluppo di tutti i produttori agricoli, riconosciuti parte vitale del territorio cubano, ha l’obiettivo di ricercare alternative volte al miglioramento del suolo, all’incremento delle rese e alla protezione dell’ecosistema, unitamente alla sicurezza ed al benessere che riceveranno gli agricoltori e le loro famiglie.

 

Obiettivi            L’aumento del costo dei fertilizzanti minerali e la necessità di contribuire alla protezione dell’ambiente naturale comportano la necessità di cercare alternative di fertilizzazione che permettano la produzione di alimenti economici e sostenibili. I biofertilizzanti sono prodotti di basso costo di produzione, di facile manipolazione, il cui utilizzo, in sostituzione dei fertilizzanti inorganici, comporta un grande risparmio di prodotti chimici. Per la produzione di questi biofertilizzanti si utilizzano differenti microrganismi, i quali hanno un effetto positivo sui processi di decomposizione e sintesi che avvengono nel suolo.

L’agricoltura in Cuba ha tre obiettivi principali: alimentare di più e meglio la crescente popolazione; utilizzare meglio e rispettare le risorse naturali interessate alla produzione agricola; contribuire allo sviluppo economico del paese.

Il Laboratorio Provinciale del Suolo di Ciego de Avila fu costituito negli anni ’80, al fine di effettuare analisi chimiche del suolo, dell’acqua e delle materie organiche. Però a partire dagli anni ’90, dopo la caduta del campo socialista, l’agricoltura cominciò ad avere problemi di approvvigionamento di fertilizzanti ed inoltre aumentò l‘importanza, a livello mondiale, dei biofertilizzanti, compost e humus di lombrico, i quali apportano maggiori quantità di nutrienti al suolo e sono meno contaminanti.

Lo sviluppo dell’applicazione dei biofertilizzanti in Cuba è una realtà; si conoscono le basi di questa tecnica, esistono esperienze fatte, ma non si ha ancora una produzione stabile ed è necessario avanzare in merito all’integrazione del processo produttivo per dare agli agricoltori la possibilità di fare fertilizzazioni sistematiche anche per insediare stabilmente nei suoli popolazioni di funghi e batteri benefici.

 

Struttura del progetto                       Attualmente il Laboratorio provinciale del Suolo e biofertilizzanti di Ciego de Avila (che è situato in Carretera Central entre 7 y 8, reparto Vista Alegre, Ciego de Avila) dispone di una piccola struttura che necessita sia di proseguire la ristrutturazione e l’ampliamento in corso, sia della dotazione di nuove attrezzature; conta peraltro su personale sufficientemente qualificato nel ramo della microbiologia agraria per realizzare tutte le fasi progettuali proposte.

Terminata la fase di dotazione strutturale e delle attrezzature necessarie, il Laboratorio sarà in grado di continuare autonomamente con la produzione di biofertilizzanti, rendendo disponibili gli obiettivi del progetto e consegnando ad ogni agricoltore del territorio i biofertilizzanti prodotti; sarà stabilizzata la produzione, e svolta la formazione necessaria affinché ogni agricoltore conosca i temi ed i risultati del progetto, che non incontrerà difficoltà e diventare estensivo.

 

Beneficiari del progetto                       Con la realizzazione del progetto si porterà a disposizione di circa 5.000 agricoltori il biofertilizzante, efficace ed economico, che permetterà un incremento sostenibile della produzione di alimenti di migliore qualità. Inoltre sarà beneficiata la popolazione del territorio che disporrà di prodotti freschi trattati col metodo dell’agricoltura biologica ed in particolare i bambini che disporranno nelle mense delle scuole e degli asili, di tali prodotti agricoli.

 

Finanziamento del progetto            Contributo di parte italiana (mobili ed attrezzature per laboratorio, materiale d’ufficio, accessori tecnici e reattivi):                                                                        51.590 U.S.D. (pari a circa 36.500 euro)

                                                Contributo di parte cubana (salario del personale cubano, infrastrutture, combustibile, trasporti, vitto, alloggio):                                                                       45.400 Pesos Cubano