vedi pagina sull TAV

  No Tav: acquista un posto in prima fila

Chi volesse acquistare il suo metro quadro in Val Susa per avere un posto
in prima fila quando le truppe dello Stato scenderanno nuovamente in valle
per cercare di imporre il Tav può aderire all'iniziativa lanciata dal
Coordinamento dei Comitati No Tav per l'acquisto a prezzo simbolico di
terreni messi a disposizione a Chiomonte. A Chiomonte pare vogliano fare
il tunnel di base, una delle parti più distruttive di un'opera inutile,
dannosa e devastante.

Anche a Pinerolo all'ALPCUB è possibile versare i soldi (15 euro per le spese notarili)
e portare i documenti necessari (fotocopia fronte retro della carta di
identità o del passaporto - no patente e fotocopia del codice fiscale).
L'atto verrà fatto domenica 30 a Chiomonte con una grande festa No Tav.
Chi acquista deve essere presente di persona o far arrivare delega
notarile quel giorno.

 

 

 

 

Del 30/11/2007 Sezione: Economia Pag. 26) la stampa

OGGI A NIZZA INCONTRO DECISIVO CON SARKOZY
Prodi: “La galleria della Torino-Lione pronta entro il 2024”


CORRISPONDENTE DA BRUXELLES


Nessuno ostacolo europeo sulla Torino-Lione. Stamane a Nizza, nel periodico vertice franco-italiano, Prodi e Sarkozy potranno parlare della fase attuativa del progetto ferroviario ad alta capacità con la garanzia che la parte comunitaria dei finanziamenti verrà erogata. «I cantieri si apriranno alla data prefissata e la galleria sarà terminata nel 2022-2024» assicura il presidente del Consiglio, certo di tenere fede all'appuntamento con le ruspe in calendario nel 2010. La novità è che i rappresentanti dei Ventisette, riuniti nel Comitato finanziario Ten (Reti Transeuropee), hanno approvato ieri all'unanimità le proposte della Commissione Ue per la distribuzione di 5,1 miliardi di fondi nel periodo 2007-2013. L'Italia avrà oltre il 18%, vale a dire 1066 milioni, 960 dei quali orientati alle sole reti. Per la Torino-Lione il sostegno sarà di 671,80 milioni (due terzi a noi, il resto a Parigi), mentre per il Brennero la somma, da dividere con l'Austria, è di 786 milioni. «Lo sblocco dei finanziamenti - dice il ministro per le Politiche europee, Emma Bonino - ci consentirà di diventare uno snodo fondamentale, in particolare da e verso l'Europa centro-orientale». Ma ora bisogna badare al sodo, trovando una linea di dialogo con i No-Tav, garantendo il quadro ambientale. Secondo fonti europee, Prodi e Sarkozy potrebbero impegnarsi già oggi a chiudere la preparazione della Torino-Lione entro luglio 2008, con la firma della Clausola aggiuntiva al Trattato bilaterale del 2001. In tal modo, sarebbe possibile ratificare le modifiche al tracciato, precisare il principio dell'assemblaggio giuridico e finanziario, soprattutto per quanto concerne la ripartizione dei finanziamenti, e creare il promotore pubblico dei cantieri destinato a sostituirsi alla Lyon-Turin Ferroviarie nel 2009. I due Paesi dovranno stabilire i vincoli reciproci a favore del trasferimento modale, con l'obiettivo di mettere su rotaia il 50% del traffico commerciale.
M. ZAT.

Il governo punta sul cemento e cancella i treni per i pendolari

di Edoardo Zanchini *

su Il Manifesto del 29/11/2007

Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente, critica Di Pietro: «Segue le stesse priorità di Lunardi, non è cambiato niente». Oggi alle 14 sit in dei viaggiatori alla camera

Per il popolo dei pendolari quella uscita dal senato è definita una finanziaria di «svolta». Peccato però che sia una brusca marcia indietro. La promessa fatta da Prodi di un piano «1000 nuovi treni per i pendolari» è semplicemente scomparsa dalla legge di bilancio, dove anzi si profila un taglio di risorse del 25 per cento per il servizio ferroviario regionale e metropolitano.
L'anno prossimo dunque avremo meno treni sulle linee principali - quelle su cui si possono togliere, sulle altre vorrebbe dire la chiusura - e insieme un aumento del prezzo dei biglietti. Vorrà dire, per chi si lo può permettere, montare su un auto per evitare treni vecchi e affollati, contribuendo così allo stato di congestione quotidiana delle nostre città. Per tutti gli altri significherà ritrovarsi nel solito pessimo film. Può sembrare assurdo, perfino paradossale per un governo di centrosinistra, sicuramente è contradditorio rispetto alle promesse elettorali e di governo. Ma questa è la realtà, e le scelte della finanziaria sono chiarissime nel definire le priorità di investimento.
Ingenti risorse per le grandi opere della Legge Obiettivo, neppure Lunardi era riuscito ad ottenere tanto. Rispetto al 2007 crescono del 22 per cento per complessivi 3.612milioni di euro, gli investimenti sulle nuove autostrade lombardo-venete e per l'Alta Velocità ferroviaria. Per Antonio Di Pietro questa rappresenta una schiacciante vittoria politica, che gli permette di continuare a coltivare buoni rapporti con i partiti di opposizione e di occupare il palcoscenico mediatico accusando le FS per l'utilizzo che fanno delle risorse pubbliche.
Il ministro delle Infrastrutture vorrebbe più cantieri aperti, più impegno per accelerare la Tav e meno fondi per Trenitalia. Ossia il contrario di quanto sarebbe utile per il paese, ma intanto con questa strategia è riuscito ad alzare un polverone mediatico in cui si fatica a capire qualcosa.
E' un disegno abile, che ha dietro interessi forti e risponde alla vecchia logica del muovere cemento, aprire cantieri, gestire subappalti. Sembra non essere cambiato nulla nel ministero di Porta Pia, le priorità continuano a essere le stesse - fatto salvo il Ponte di Messina - così come l'immagine di un paese bloccato dai comitati e che deve recuperare il ritardo in termini di ponti, viadotti, chilometri di asfalto dall'Europa. Non ci si deve però far incantare dalla propaganda, i problemi della mobilità in Italia sono altri e riguardano in primo luogo le aree urbane, dove si concentra l'80 per cento della domanda di trasporto delle persone, e la crescita esponenziale del traffico merci su gomma. E dunque servirebbero più treni pendolari, nuove linee di metropolitana, investimenti concentrati nelle città e nel trasporto intermodale. Sarà importante nei prossimi giorni, con il passaggio alla camera della finanziaria, riuscire a riaprire la discussione sulle scelte che riguardano i trasporti. Perché quel testo può ancora cambiare e rendere possibile una svolta che non penalizzi ulteriormente il trasporto pubblico locale.
Un'occasione per far sentire con forza la voce del popolo dei pendolari è oggi alle 14 davanti a Montecitorio. Sarà importante essere in tanti alla manifestazione promossa da Legambiente per dare visibilità e forza a un interesse debole - solo perchè non organizzato - e per vincere una battaglia, quella per avere treni pendolari decenti, che non è solo ambientale ma in generale di civiltà.

* Responsabile nazionale trasporti Legambiente

 


Qui sotto il documento approvato dall'assemblea del movimento NO TAV ieri sera in merito alla manifestazione nazionale del 20 ottobre a Roma con un solo voto contario e 7 astenuti.
 
 
 

20 Ottobre? No, grazie. Abbiamo altri programmi.

 

L’assemblea del movimento NO-TAV riunita a Villardora il 3 Ottobre 2007 valuta che non vi siano le condizioni e i presupposti per partecipare alla manifestazione del 20 Ottobre a Roma.

 

Non si contano le scelte di politica economica e sociale che hanno peggiorato da molti mesi a questa parte le condizioni di vita e di lavoro nel nostro paese producendo nuove povertà, erodendo diritti e spazi di democrazia, aumentando la precarietà e negando una speranza di futuro migliore ai giovani:  una forte protesta e una richiesta di un netto cambio di rotta sarebbero dunque più che giustificate, ma l’appello che ha lanciato la manifestazione del 20 Ottobre è particolarmente ambiguo e non a caso si è da subito prestato a diverse interpretazioni anche di segno opposto.

 

A nostro avviso la manifestazione si configura, al di là dei tentativi di raddrizzarne il tiro da parte di alcuni dei promotori stessi, come un estremo quanto inutile tentativo di dare più forza a quei partiti dell’area di governo che subiscono le scelte più conservatrici e reazionarie della maggioranza: agitando lo spauracchio del salto nel buio e del rientro in gioco di Berlusconi rappresenta oggettivamente un sostegno a Prodi. Richiamare oggi il governo, a un anno e mezzo dalla sua nascita, al mantenimento del suo programma elettorale risulta ben poco credibile alla luce delle scelte fino ad oggi operate con l’oggettivo sostegno di tutta la maggioranza, a partire dal dodecalogo di marzo.

Nell’appello risulta quantomeno equivoco chiamare il movimento NO-TAV all’appuntamento del 20: un movimento che vuole rimanere se stesso e non intende farsi usare dai partiti nel tentativo illusorio di spostare delicati equilibri all’interno della maggioranza.

 

L’assemblea respinge le accuse di una Val di Susa rinchiusa su se stessa e incurante del welfare, della precarietà, degli squilibri nella distribuzione delle ricchezze, della subordinazione del nostro paese alle politiche di guerra dell’amministrazione Bush, dei problemi del lavoro. Al contrario è grande l’attenzione della valle su questi temi a cominciare dalla solidarietà ed il sostegno concreto nei confronti della FIOM e di quelle forze sindacali non omologate e ancora capaci di ascoltare i lavoratori e interpretarne i bisogni. E’ la stessa attenzione che ha dimostrato scendendo in piazza anche quando altri territori venivano minacciati, quando diritti e democrazia venivano calpestati, e continuerà certo a dimostrarlo in futuro.

 

La Valle di Susa sta misurando oggi in casa propria quanto il governo “amico” renda sempre più difficile mantenere quel rapporto di fiducia con le amministrazioni locali che ha contribuito fino ad oggi a fermare la devastazione del TAV: è ingenuo credere che il 20 ottobre eviti il rischio di guai peggiori e rivendichi un cambiamento vero.

 

L’assemblea del movimento NO-TAV ritiene che questo cambiamento non possa che nascere da un diverso modo di “fare” politica che tolga spazio alle segreterie dei partiti per consegnarlo alla partecipazione vera dei cittadini, a cominciare dai livelli locali e dalle lotte che in tante parti del paese cercano di difendere i beni comuni.

Tanti “piccoli cortili” non sono certo in grado di governare un intero paese, ma è da là che occorre ripartire.

 

Villardora, 3 Ottobre 2007

“Gli amici si dicon sinceri, ma veramente sinceri sono i nemici” (Schopenhauer

 

val Susa     Rivelazioni di Tamburrino sulla TAV 2-3-06

Un documentario della TV svizzera veramente ben fatto sulla battaglia contro il TAV in Valle di Susa. Da Vedere:

link all'interno del sito www.legambientevalsusa.it

storia tav pdf


iniziative notav febbraio 2006  il cortile no tav

volantone - comunicato cub foto manifestazione e Venaus

  le ragioni della scienza  foto alp - notav  

manifestazione Torino NOTAV 17 dicembre  file.rtf     TAV dati     treno pdf

articoli da il manifesto   con gli scarponi ai piedi     la tav sui giornali

   pellerina  video grillo 1  video grillo 2   storia A.V.

manifestazione Chambery 7 gennaio

giochino notav: scappa al pulotto  montagne di soldi   sponsor  braciere olimpico

In questo video di un'ora potrete vedere l'intervento di Ivan Cicconi che ci spiega perchè il complesso meccanismo delle opere pubbliche in Italia porterà il nostro paese alla bancarotta.

foto del segretario della CUB, Tiboni (a destra)

 

Abbadia Alpina, Pinerolo, Valchisone - La Notte dei Fuochi notav

 

 

 

manifestazione a Chambery