| L'azienda lusernese chiude i battenti La Vaciago non tesse più Licenziati a febbraio gli ultimi 25 operai |
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È trascorso giusto un anno da quando, dalle colonne di questo
giornale, avevamo portato a conoscenza della crisi irreversibile della
Vaciago di Luserna S. Giovanni. Ed ora, al termine dell’anno di cassa
integrazione speciale previsto in occasioni di questo genere, la chiusura
dell’azienda tessile è ormai imminente.
Con Salvadore Ameduri, referente Cisl di zona del comparto,
ripercorriamo le ultime travagliate tappe dell’industria che si occupava
di lavorazione del pelo di capra da applicare a capi pregiati: «Sono
state esaurite tutte le possibili forme di cassa integrazione previste e a
fine febbraio sono scattati i licenziamenti dei 25 dipendenti. Un numero
elevato per una valle non (più) a grande vocazione industriale. Di questi
solo un paio potranno essere accompagnati al prepensionamento, mentre gli
altri sono già iscritti alle liste di collocamento. Una dozzina di operai
sono stati riassunti alcuni giorni dopo, al fine di terminare le scorte di
magazzino ed esaurire le commesse rimaste».
«Il rammarico cresce – commenta Ameduri – se si pensa
che la proprietà aveva da pochi anni aggiornato i propri macchinari con
un investimento di qualità, segnale, questo, della volontà di non
arrendersi nonostante la crisi globale del mercato tessile».
Una crisi, quella della Vaciago, che si è sviluppata sottovoce, senza
levate di scudi operaie, tant’è che la stessa Amministrazione di
Luserna S. Giovanni non è mai stata interpellata o messa al corrente
della situazione. «Non so quali siano i motivi della mancata protesta
– spiega un operaio, che preferisce restare anonimo –. Credo un
po’ per questioni di carattere di chi qui lavora, ma in parte anche
perché non ci è mai mancato uno stipendio, che anzi è sempre giunto
regolarmente, e questo può in qualche modo aver tranquillizzato tutti.
Certo, ora c’è un certo numero di persone senza lavoro e questo non è
un bel segnale». Claudio Geymonat eco del chisone 22-3-07 |