La holding radioattiva-
Una società madre, la Bnlf, dello stato inglese. Una rete di satelliti, che spadroneggia nel business delle scorie nucleari negli Usa. Con ricche commesse civili e militari
SERGIO FINARDI
Chi produce l'uranio impoverito? Quali società
ne derivano poi prodotti di vario tipo, tra cui le munizioni di
cui si parla in questi giorni? Da anni gruppi ecologisti e
antimilitaristi e vari scienziati, tra cui alcuni eminenti
italiani, denunciano inascoltati questi "prodotti", il
loro uso in guerra, nonchè i paesi produttori e alcune loro
società. Il complesso di interessi che sta dietro la produzione
strategica di nuove leghe metalliche e di prodotti derivati
dall'uso civile e militare dell'energia atomica e dei minerali
radioattivi - entro cui si colloca la produzione di uranio
impoverito - non conosce infatti frontiere e molti paesi, grandi
società del settore e militari, università ed istituti di
ricerca vi sono pienamente coinvolti da decenni, direttamente o
indirettamente. Dagli Stati uniti al Canada, dalla Cina alla
Francia, dalla Gran Bretagna al Sudafrica, alla Russia e prima
all'Urss. I sovietici, ad esempio, usarono, sebbene in modeste
quantità, proiettili ad uranio impoverito in Afghanistan, prima
del massiccio uso che se ne è fatto, specie da statunitensi e
britannici, nella guerra del Golfo, in Bosnia e in Jugoslavia.
Qualche ricerca ulteriore, sebbene limitata al mondo
anglosassone, permette di sapere alcune cose specifiche su tali
società, cose che si possono facilmente ricavare sia dalle
denunce dei gruppi suddetti, sia dalle stesse pubblicazioni di
tali società, sia infine dai documenti che le società, quando
rappresentate nelle Borse, devono registrare presso le competenti
autorità, ad esempio negli Stati uniti la Securities and
Exchange Commission.
La denuncia degli usi militari più azzardati dell'uranio
impoverito e dei pericoli per la salute e l'ambiente è inoltre
almeno vecchia di un paio di decenni, anche se già i primi studi
sulla trasformazione dell'esafluoruro di uranio in uranio
impoverito (che datano dai primi anni '60) sollevavano problemi
al riguardo. Dagli stessi anni '60 iniziarono gli esperimenti
della statunitense Lockheed per l'uso del materiale come
contrappeso per gli aerei militari, poi massiciamente introdotto
anche nell'aviazione civile.
Venendo all'oggi e alle società dell'area anglosassone, ci
troviamo di fronte ad un complesso di compagnie-madri e di
sussidiarie che è principalmente ed ovviamente connesso con gli
impianti civili o militari che trattano o trattavano, negli Stati
uniti e in Gran Bretagna, tutto il complesso di lavorazioni e
produzioni relativo all'energia nucleare. Dalle pubblicazioni di
tali società ricaviamo solitamente che esse sono benemerite
compagnie votate al trattamento, nel più rigoroso rispetto per
ambiente e salute, di tutti i rifiuti passati e presenti dei
complessi energetici nucleari, sia trasformando tali rifiuti in
utili prodotti collaterali, sia disponendone lo stoccaggio in
contenitori e siti super-sicuri, sia trasportando nel migliore
dei modi tali rifiuti o i combustibili nucleari stessi. Non sono
società segrete, ma il fiore dei contrattisti per i ministeri
della Difesa e dell'Energia, in qualche caso diretta proprietà
dei governi.
Cominciamo con una delle maggiori, la British
Nuclear Fuels plc (Bnfl), britannica, a proprietà statale e di
cui alla fine del 2000 era in aspra discussione la vendita ai
privati del 49% del pacchetto azionario, con varie assai negative
conseguenze per i contribuenti inglesi. La società (sede nel
distretto di Warrington, tra Liverpool e Manchester) è un
colosso che non solo gestisce operazioni e produzioni di vario
genere nel settore in Gran Bretagna, ma - attraverso la sua sua
sussidiaria statunitense, la Bnfl Inc. - è destinataria di una
fetta preponderante delle risorse messe a disposizione dal
ministero statunitense per l'Energia per il trattamento e la
"ripulitura" di alcuni tra i più devastati siti
connessi alla produzione nucleare militare della guerra fredda,
nonché del riciclaggio, riposizionamento o trattamento e
trasformazione dei rifiuti degli impianti commerciali per la
produzione di energia nucleare. Nel suo consiglio di
amministrazione sono passati molti celebri nomi
dell'establishment britannico, da John R. S. Guinness a L.
Neville Chamberlain, a John Taylor (recentemente dimessosi dopo
gli scandali che vedremo), sino agli attuali Hugh Collum
(chairman), Norman Askew (amministratore delegato) e altri
amministratori come John Edwards, già alla Jaguar, Chris
Loughlin, tra l'altro presidente della Bnfl Francia e
dell'Istituto mondiale del trasporto nucleare, e Sir Nigel Wicks,
già della Bp, segretario privato dei primi ministri laburisti
Wilson e Callaghan e di Margaret Thatcher, nonché già capo
della divisione Energia del Tesoro britannico, direttore
esecutivo britannico all'Imf e alla World Bank, presidente del
comitato monetario della Ue per cinque anni.
Tratti distintivi della società, oltre a quelli pubblicizzati da
essa stessa, il coinvolgimento in vari scandali che hanno avuto
come centro il sito di produzione di Sellafield, a Cumbria.
Scandali che hanno fatto emergere un criminale inquinamento
radioattivo delle discariche connesse al sito, delle isole vicine
e dello stesso mare d'Irlanda, con gravi conseguenze per le
popolazioni, nonchè la ripetuta e recidiva falsificazione dei
certificati di qualità del combustibile nucleare inviato in
Giappone, Germania e Svizzera (paesi che hanno recentemente
cancellato le relative commesse).
La società ha svariate sussidiarie, tra cui principali sono la
Bnfl Instruments (strumenti di misurazione e monitoraggio,
impegnata nel tentativo di "ripulimento" di uno dei
siti più disastrati del complesso nucleare militare
statunitense, gli ex-impianti di produzione di plutonio di Rocky
Flats, a qualche chilometro da Denver; ha sedi in tutto il mondo
e, tra quelle statunitensi, una a Los Alamos, New Mexico, mentre
si serve in Francia della Saphymo come agente esclusivo e, in
Germania, della Dws Dieter W. Sauer GmbH); la Direct Rail
Services Limited (servizi ferroviari per il trasporto di
materiale nucleare); la Uk Robotics (robotica); la Westinghouse,
una cui sezione, la Westinghouse Electric Company, ha
recentemente acquisito le operazioni nucleari commerciali della
Cbs Corp. e della Abb (mentre è nello stesso tempo contrattista
principale per il recupero e la stabilizzazione dei rifiuti
radioattivi di un sito di produzione di materiali per armi
nucleari in South Carolina, Savannah River; per due altri
progetti di recupero a Buffalo, stato di New York, e a Carlsbad,
New Mexico); la Uranium Assets Management (Uam); la Deva
Manufacturing Services; la International Nuclear Fuels Limited
(Infl) ed infine la già citata Bnfl Inc. statunitense.
Proprio la Bnfl Inc., registrata in Delaware
nel 1990 e con sede principale a Fairfax (Virginia) e uffici in
vari altri stati (Colorado, Idaho, Michigan, South Carolina,
Tennessee, Washington, e Washington, D.C.), è tra le maggiori
società statunitensi che lavorano i rifiuti nucleari,
destinataria sino ad ora di qualcosa come 2 miliardi di dollari
di contratti dal ministero dell'Energia, principalmente in siti
devastati dalle produzioni militari nucleari o civili. I maggiori
sono in Tennessee (smantellamento e decontaminazione di alcuni
impianti di arricchimento dell'uranio ad Oak Ridge, nonché
riciclaggio dei metalli radioattivi recuperati, ove pure opera la
Lockheed Martin Energy Systems, per gli impianti Y-12); nello
stato di Washington (Hanford River Protection Project, con
operazioni varie di contenimento e stoccaggio di liquidi
radioattivi, con un costo finale complessivo comprendente altre
società e processi valutato dai 20 ai 40 miliardi di dollari);
in Idaho (trattamento e stoccaggio relativo ai rifiuti misti
transuranici e alpha dell'Idaho National Engineering and
Environmental Laboratory); in Michigan, per lo smantellamento e
la neutralizzazione della centrale nucleare di Charlevoix. Quasi
tutti questi progetti sono stati oggetto di cause e reprimende
per vari tipi di errori, mancanze contrattuali, non osservanza
delle leggi sulla protezione dell'ambiente. Singolarmente,
inoltre, la società pratica negli Stati uniti l'incenerimento
dei rifiuti radioattivi, che è invece ritenuto dalla
società-madre inglese processo pericoloso e abbandonato da essa
in Gran Bretagna.
Nel suo consiglio di amministrazione sono presenti vari
personaggi importanti, come l'ex-aministratore delegato Rolland
A. Langley, già presidente del Pacific Nuclear Council; il già
citato Norman Askew; l'ammiraglio W.J. Crowe jr., già
ambasciatore statunitense in Gran Bretagna e chairman del Joint
Chiefs of Staff (massima posizione militare statunitense) sotto
Reagan; vari ex-alti funzionari pubblici ed infine l'on. James R.
Schlesinger, figura centrale dell'establishment statunitense
connesso alla gestione strategica dell'energia nucleare. E'
interessante notare che Schlesinger, dagli esordi come docente di
economia negli anni '50, è passato a dirigere gli Studi
strategici alla Rand Corporation alla fine degli anni '60; è
stato consigliere della Federal Reserve, quindi vicedirettore
all'Office of Management and Budget; poi chiamato nel 1971 dal
presidente repubblicano Nixon a presiedere la Us Atomic Energy
Commission, indi nel febbraio 1973 la Cia e nel luglio dello
stesso anno il ministero della Difesa sino al 1977, quando il
nuovo presidente democratico Carter lo chiama a stendere le linee
strategiche per il futuro ministero dell'Energia, che dirigerà
per primo dal 1977 al 1979; poi sotto Reagan in vari incarichi
relativi alla gestione e alla programmazione delle forze
nucleari, infine consulente della grande società finanziaria
Lehman Brothers, membro del Center for Strategic and
International Studies di Washington, nonché membro dell'Atlantic
Council e appunto nel consiglio d'amministrazione della Bnfl Inc.
Pure collegata alla Bnfl e alla Bnfl Inc. da
una "alleanza strategica" di lungo periodo è la Gts
Duratek Inc., sede a Columbia (Maryland), formata nel 1990 dalla
fusione della Duratek Corp. (fondata nel 1983) con la General
Technical Services (fondata nel 1984) e il cui azionista di
maggioranza è la banca commerciale privata Carlyle Group
(Washington, D.C.). Nei suoi impianti (Bear Creek Operating
Facility) di Oak Ridge tratta anch'essa in vari modi (ivi
compreso il riciclaggio di metalli) rifiuti a bassa
radioattività o comunque pericolosi.
Nel 1995 riceve dalla Bnfl un'infusione di 10 milioni di dollari
per "investimenti" in cambio di azioni della stessa
Duratek e, nel 1997 e nel 2000, con l'acquisto del Scientific
Ecology Group e quindi di alcune società consolidate nella Waste
Management Nuclear Services (che comprende un impianto di
riciclaggio di rifiuti nucleari a Barnwell, South Carolina),
diviene la maggiore società statunitense di trattamento di
rifiuti a bassa radioattvità. Con la Bnfl Inc., è contrattista
per i già citati due megaprogetti di "ripulimento" di
Hanford e dell'Idaho National Engineering and Environmental
Laboratory.
Nel suo consiglio di amministrazione siedono Rober E. Prince,
presidente e amministratore delegato, già ufficiale di
sottomarino e, tra altri, Willis W. Bixby, vicepresidente e per
più di vent'anni al ministero dell'Energia e alla Nuclear
Regulatory Commission.
Dulcis in fundo, due società. La prima si
chiama Manufacturing Sciences Corporation, fondata nel 1982,
operativa nella trasformazione metallurgica dal 1985, dal 1993
comprata ("alleanza strategica") ancora dalla Bnfl
Inc., e società leader nel trattare e trasformare metalli
contaminati dalla radioattività. Dal 1985, la società ha
convertito in "prodotti" derivati circa 2.700
tonnellate di uranio impoverito nei suoi impianti che sono tra i
maggiori al mondo. Fornisce prodotti di uranio alle industrie
americane che fabbricano munizioni D.u.: tra le maggiori la
Primex di Saint Petersburg, Florida, la sua concorrente Alliant
Techsystem e la "storica" Aerojet.
La seconda società si chiama Starmet Corporation, è stata
fondata nel 1942 (all'interno del progetto Manhattan) come
laboratorio di ricerca e produzione del Massachusetts Institute
of Technology (Cambridge, nei pressi di Boston) ed acquisita come
sussidiaria dalla A.D. Little Co. nel 1954 con il nome di Nuclear
Metals; indi comprata dalla Textron e poi dalla Whittaker
Corporation; indipendente dal 1972, in Borsa dal 1978, con
l'attuale nome dal 1997, con sede principale ora a Concord
(Massachusetts) ed impianti nella già citata Barnwell (South
Carolina), ancor oggi legata a filo doppio con il Mit e i suoi
uomini, e con clienti quali la Lockheed Martin e la United States
Enrichment Corp., società governativa fondata nel 1990, leader
mondiale della fornitura di uranio arricchito, tre quarti del
mercato Usa e un terzo di quello mondiale.
A quest'ultima società il Commissario europeo Romano Prodi
avrebbe potuto chiedere, con largo anticipo sui suoi tremendi
dubbi attuali, qualche informazione, dato che per molti anni è
stato membro della Massachusetts Institute of Technology
Corporation, il "consiglio di amministrazione" del Mit,
e la Starmet era ed è il gioiello della ricerca e produzione
metallurgica del Mit. Avrebbe potuto ottenerne di ottime
soprattutto su uno dei prodotti principali della Starmet, le
munizioni perforanti all'uranio impoverito per carri armati e
aerei.