Uil, flessibili e contenti- il manifesto
15/02/01
Due proposte del sindacato: più soldi ai precari e contratti
nazionali ogni 3 anni
ALFIO GATTO - TORINO
Mentre Franco Lotito, segretario confederale
della Uil, apriva alla flessibilità come "risorsa per i
lavoratori" e chiedeva l'accorpamento della contrattazione
economica e collettiva, Guidalberto Guidi, consigliere di
Confindustria per le relazioni industriali, annuiva.
Il sindacato di Luigi Angeletti, da Torino dove si è riunito per
il convegno nazionale sul "Valore del lavoro", chiede
di rivedere la concertazione, il patto del '93. E Guidi accoglie
la proposta con il sorriso di chi sa di avere un'altra
controparte più vicina: "Un ragionamento importante - dice
- perché in grado di dare una risposta nuova e di affermare che
tutto deve essere messo in discussione". Il progetto della
Uil parte dalla risanamento degli anni Novanta, "dove i
sindacati hanno svolto un ruolo determinante nella politica dei
redditi, grazie alla concertazione". Ma se Lotito dal palco
fa sapere che "la realtà è cambiata" e occorre
"un nuovo patto, politico per l'unità sindacale", in
platea Angeletti, forse memore degli accordi separati al Comune
di Milano e alla Zanussi, dà una spallata alla Cgil che
"sta efficacemente convincendo quella parte di elettorato
centrista ancora incerta fra i due schieramenti a votare per la
Casa delle libertà" e una al centrosinistra: "Perché
ci sia la concertazione occorre un soggetto che la promuova,
cioè il governo. Ma oggi il governo non c'è, è in campagna
elettorale".
Che l'unità sindacale, in questo momento, sia più
un'aspirazione buona per i convegni che una realtà lo si capisce
bene quando il segretario generale ribadisce l'esistenza di
"serie difficoltà all'interno del sindacato. Noi dobbiamo -
fa sapere Angeletti - essere in grado di fare proposte concrete
ai problemi delle persone che cambiano con la storia e
l'economia. Anche le nostre risposte devono cambiare. C'è invece
chi continua a dire no e a non misurarsi con le questioni
concrete".
E le novità della proposta Uil sono in fin dei conti due. Primo
ripristinare la cadenza triennale del contratto nazionale di
categoria con un accorpamento temporale, ma di fatto sostanziale,
della parte economica e di quella normativa. Secondo salari più
alti ai precari. Come dire, vi diamo un po' di più perché
correte il rischio di rimanere a spasso, poi se non c'è la
conferma, si vedrà. E i centoquarantasette contrattisti a
termine della Fiat lasciati a casa la scorsa settimana ne sanno
qualcosa.
"D'altro canto - ragiona Lotito - la flessibilità non è
che il trasferimento del rischio dall'imprenditore al lavoratore.
Se il rischio è la motivazione della remunerazione del capitale,
perché non deve valere la stessa regola per il lavoro? Quindi,
in nome della flessibilità salari più alti e opportunità di
formazione e professionalità". "E la flessibilità -
ha spiegato Lotito - si realizza quando convivono ma non si
sovrappongono, nel secondo livello, la contrattazione aziendale,
territoriale e di distretto che non devono essere ripetitivi.
Ovvero, laddove c'è l'aziendale non c'è quella territoriale e
viceversa".
La proposta della Uil si chiude con una defiscalizzazione a
favore dei dipendenti per alleviare il costo del lavoro e
ribadisce la necessità di utilizzare parte del tfr come risorsa
per le pensioni integrative.
A proposito di pensioni, la Uil avrà di certo letto che il
premier britannico Tony Blair vuole permettere agli inglesi di
sfondare l'età pensionabile (65 anni). Attendiamo riscontri a
casa Angeletti.