Tumori per caso

La commissione Mandelli assolve l'uranio impoverito. Lo studio commissionato dal ministero della Difesa rivela: l'incidenza statistica dei tumori tra i soldati che sono stati nei Balcani è inferiore alla media. Più alta invece l'incidenza di linfomi Hodgkin: ma questo può essere "un caso"

ANGELO MASTRANDREA –il manifesto 20/03/01

Nove militari italiani di ritorno dai Balcani, su 28 esaminati, si sono ammalati di linfoma Hodgkin, contro la media nazionale di 3,81, e altri due di leucemia, contro una media di 0,72. Un'anomalia che la relazione preliminare della commissione medica nominata dal ministero della difesa per indagare sulla "Sindrome dei Balcani" non nega, ma neppure spiega. E' in questo modo che la commissione, presieduta dall'ematologo Franco Mandelli, ha assolto l'uranio impoverito dallo scomodo ruolo di imputato per la morte di dieci militari che avevano partecipato alle campagne in Bosnia e in Kosovo, e la malattia di altri 18. Per quanto riguarda gli altri casi di tumore, invece, questi rientrerebbero nella norma.
Ma, stando a quanto affermato dal professor Mandelli (che pure ha affermato la necessità di proseguire nelle analisi e di estenderle alla popolazione civile), non sarebbe possibile stabilire un nesso di causa-effetto con l'esposizione all'uranio impoverito. E dunque l'eccesso di linfomi (una singolarità tutta balcanica) sarebbe da ricondurre "al caso".
Una possibile spiegazione a questa anomalia arriva da uno studio condotto dall'accademia nazionale delle scienze di Kiev, in Ucraina, sugli operai che hanno bonificato la centrale nucleare di Chernobyl. "L'incidenza di linfomi e leucemie tra i lavoratori di Chernobyl - spiega il professor Danil Guzman, che ha condotto la ricerca - è 2,6 volte superiore alla media". Un tasso identico a quello dei militari italiani nei Balcani. La causa sarebbe da individuare, secondo Guzman, nell'esposizione prolungata a radiazioni a bassa intensità. "La relazione non è categorica come invece lo sono state le dichiarazioni verbali, che nello sforzo di minimizzare assolvono l'uranio", commenta la senatrice diessina De Zulueta, che dallo studio su Chernobyl ha tratto lo spunto per un'interrogazione parlamentare.
Dure critiche arrivano invece dall'Angesol (l'associazione dei genitori dei soldati in servizio di leva): la commissione non avrebbe valutato le concause e avrebbe "espresso pareri precostituiti, poiché il ministero della Difesa, che l'ha disposta, è uno dei responsabili di quanto accaduto".