Trana - Avigliana

ultime sulla TAV  dossier

100 ragioni contro la tav

 

 

Dopo il vergognoso articolo di Paolo Griseri su Repubblica di domenica
> dove al posto di parlare della manifestazione ha pensato bene di parlare
> di pericolose "infiltrazione anarchiche" all'interno del movimento, ecco
> cosa gli scrive in risposta Giovanni Vighetti. Ricordo che non è la prima
> volta che Griseri infanga il movimento, ci aveva già provato a ottobre
> delle scorso anno dopo la chiaccherata che abbiamo avuto in piazza con il
> sindaco di Almese.
> Per chi volesse scrivergli 2 parole la mail è p.griseri@repubblica.it,
> usiamo toni civili ma determinati.
> saluti no tav
> maurizio

 


> Al Signor  Paolo Griseri
> La libertà di stampa è un diritto ma chi ha il potere di esercitarla ha il
> dovere di attenersi alla realtà delle situazioni che descrive.
> Non è possibile perché non è reale, non è accettabile perché per noi
> valsusini assume il significato di una provocazione,  è vergognoso perché
> agli occhi dell'opinione pubblica che non ha partecipato alla
> manifestazione NO TAV del 31 marzo è disinformazione deviante, intitolare
> l'articolo GLI ANARCHICI TRA IL POPOLO NO TAV e a pag . IV TRA I NO TAV
> GLI AMICI DI EDO E SOLE  con sottotitolo VOLANTINO DEGLI ANARCHICI ALLA
> MARCIA: ATTACCO AI MAGISTRATI
> E che dire del testo dell'articolo ?!?
> Ma come si permette di far prevalere, provocatoriamente, rispetto alla
> partecipazione di oltre 15.000 manifestanti, la distribuzione di un
> volantino che ricorda, e ritengo giustamente, il suicidio di due ragazzi
> ingiustamente accusati di attentati che non hanno commesso ?
> E come si permette di mettere in secondo piano le ragioni della
> manifestazione e cioè le ragioni individuali e collettive che stanno alla
> base di un Movimento che, può piacerle o meno, rappresenta un tentativo di
> rilanciare la democrazia partecipata in questo Paese, soffocato dagli
> interessi di potere delle lobbies politiche economiche ?
> Ma ha visto la manifestazione ? oppure  l'ha guardata senza capirla o
> peggio ancora con un punto di vista negativo già precostituito ?
> Per scrivere quell'articolo poteva anche stare a casa, sul divano, in
> attesa della velina delle Forze dell'Ordine....infiltrazione di
> anarchici..ricevere e trasmettere.
> E' stata una manifestazione importante per partecipazione e  per la
> qualità delle idee che l'hanno promossa e che ha visto l'adesione
> nazionale di Rifondazione e dei Verdi e la partecipazione di
> rappresentanti che solo Lei non ha visto.
> Oltre 15.000 manifestanti in un momento in cui non c'è particolare
> tensione e mobilitazione dimostrano quanto il Movimento sia radicato e
> come stia riuscendo a costruire nuove alleanze.
> Parli di questo, entri nel merito della questione, e soprattutto sia
> corretto.
> E veniamo al volantino.
> C'è chi riesce ad intrufolarsi nel corteo...l' anarchico ...Signor Griseri
> le parole hanno un peso ed un significato, impari ad usarle.
> Nessuno si è intrufolato nel corteo.
> E' stato apertamente distribuito un volantino, alla luce del sole.
> L'ho ricevuto anch'io e chi me lo ha dato  non si è intrufolato  è parte
> di questa Valle e di questo Movimento.
> Lei a questa persona deve delle scuse.
> Il volantino l'ho letto dopo aver visto il suo articolo.
> Lei  ha letto il volantino ?  In cosa lo contesta ?
> Ma la conosce la storia della strategia della tensione in Valle di Susa ?
> Ma si rende conto che due ragazzi si sono suicidati perché schiacciati dal
> peso di accuse e di una inchiesta non obiettiva che è stata poi annullata
> dalla Corte di Cassazione ?
> Sole ed Edo si chiamavano.
> Anche pronunciare il loro nome o ricordarli pubblicamente  o denunciare la
> violenza della provocazione che hanno subito è un reato ?
> Siamo nell'Atene del golpe del 1967 o nel Cile dell'inverno 1973 ?
> Le do io la risposta: siamo semplicemente in un Paese che ha una
> Costituzione tanto valida quanto violentata quotidianamente e di questa
> situazione è complice un'informazione sempre più supina rispetto ai Poteri
> Forti, sempre meno obiettiva rispetto alla realtà.
> Il grave poi  è che Lei la storia della strategia della tensione in Valle
> di Susa la conosce perché da tempo scrive su questa Valle.
> E se la conosce, e la conosce, dovrebbe impegnarsi, più che a
> criminalizzare il termine anarchia, a denunciare con vigore le  trame nere
> che appestano la Valle di Susa  come il resto d'Italia.
>
> Giovanni Vighetti


Domenica 24 giugno2007 dalle ore 20 in poi i NO TAV saranno in piazza Vittorio angolo via PO
Con bandiere, banchetti, striscioni, trenini.
Organizza "Saldatura" - rete contro le nocività di Torino e dintorni

Di seguito il testo di uno dei volantini che saranno distribuiti

250.000 torinesi a rischio Tav
Il 13 giugno il governo ha dichiarato di aver raggiunto l'accordo per la realizzazione di una nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità tra Torino e Lione.
In tal modo ha sancito che Prodi, non diversamente da Berlusconi, è ben deciso a imporre a noi tutti un'opera inutile e dannosa che costerà montagne di soldi pubblici sottratti alla spesa sociale: scuole, ospedali, treni puliti e sicuri per chi lavora e studia.
In quanto alle popolazioni interessate, nessuno ha pensato bene di consultarle. A quei rompiballe della Valsusa, che due anni fa insorsero conto il Tav, pensano che bastino un paio di modifiche di tracciato e la benedizione di sindaci di area governativa, che hanno avuto più a cuore il destino del governo Prodi che quello della popolazioni interessate.
Qui a Torino il problema non l'abbiamo mai avuto, visto che il nostro beneamato sindaco, va a braccetto con la lobby del cemento e del tondino e dopo le cattedrali olimpiche nel deserto urbano, non vede l'ora di mettere a soqquadro mezza città per fare il Tav. Secondo il commissario straordinario per la Torino Lione, Mario Virano, ben 250.000 torinesi si troveranno a fare i conti con i cantieri del Tav. 1 su 4 di noi.
Ma. ne vale la pena - direbbe il nostro sindaco ultras del Tav. La retorica di chi vuole l'opera ad ogni costo è piena di due parole ripetute come una pubblicità ossessiva perché entrino nelle teste di ciascuno di noi.
Le parole sono progresso e collegamento con l'Europa: l'immagine è quella della piccola Italia schiacciata dietro la catena alpina, mentre fuori corrono veloci treni e autostrade: camion e vagoni pieni di biscotti, caramelle e copertoni made in Italy che vanno in Francia mentre dalla Francia arrivano biscotti, caramelle e copertoni made in France e in entrambe le direzioni viaggiano le merci prodotte con il sudore e il sangue dei lavoratori dell'Asia e dei mille sud di un mondo dove la globalizzazione della miseria va di pari passo con la globalizzazione delle merci.

La domanda che facciamo a tutti è semplice ma precisa: a noi, alla nostra vita serve tutto questo?
I dati, confermati anche dai tecnici governativi, dicono NO. Non serve un'altra linea di treni tra Torino e Lione, perché una linea che collega Torino alla Francia c'è già, una nuova Torino Lione non serve perché ogni giorno ci passano 78 treni e, ne potrebbero passare anche 210, tre volte tanto prima che la linea sia satura.
In altre parole Torino è già collegata con Lione da una efficiente linea ferroviaria (oltre che da due statali e un'autostrada). Questa linea, oltre a portare in Francia, trasporta a Torino studenti e lavoratori. Chi ogni giorno prende il treno dai tanti paesi della Val Susa vorrebbe carrozze pulite, treni in orario, gabinetti nelle stazioni, più sicurezza ma di queste "piccolezze" poco importa a chi ci governa, a chi ci governa oggi e a chi ci governava ieri. A chi il Tav ha cercato di imporlo a forza di botte (Berlusconi) e chi invece lo vuole imporre a suon di inganni e carte bollate (Prodi).
Ma se il Tav non serve, devasta i territori che attraversa, qualunque sia il percorso e costa una montagna di soldi perché tutti i nostri governanti lo vogliono a tutti i costi?
La risposta è semplice: fare il Tav, costruire la nuova linea, rende una montagna di soldi ai soliti noti, agli amici del governo e a quelli dell'opposizione, a quelli che in questi anni hanno saccheggiato e devastato mezza penisola. In Mugello hanno fatto 82 Km di gallerie per il Tav, hanno tagliato le falde acquifere, inquinato in maniera irreversibile con i fanghi degli scavi e adesso scoprono che le gallerie sono da rifare perché si sono già "ammalorate", ossia fanno acqua da tutte le parti.
Vogliamo che lo stesso succeda anche a Torino? Siamo convinti che quei 17 miliardi non possano servire per migliorare la nostra vita quotidiana, abbiamo tanto bisogno di pulirci il culo con la carta igienica francese a di mandare ai francesi quella che facciamo qui? Noi crediamo che quello di cui abbiamo bisogno sia non farci prendere per il culo.
Impediamo che saccheggino e devastino la nostra città. Abbiamo già dato e stiamo dando tanto al totem del profitto: eravamo la città intorno alla fabbrica, poi le fabbriche le hanno chiuse e ci hanno messo i centri commerciali, posti peggiori delle fabbriche perché non puzzano e luccicano. Ci fanno dimenticare che in tanti non arriviamo alla fine del mese, che l'asilo per i nostri figli costa troppo, che bisogna fare sei mesi di coda per un esame medico.

In Val Susa lo hanno già fatto, in Val Sangone stanno cominciando. Adesso tocca a noi metterci di traverso, dire no ad un'opera inutile, dannosa, costosa, dire no a chi pretende di decidere sulle nostre teste.

Chi volesse saperne di più sabato 14 luglio ci troverà ai giardini Cavallotti, in corso Toscana, per una giornata NO TAV organizzata da SALDATURA - rete contro le nocività di Torino e dintorni

No Tav autogestione - Comitato contro le nocività di Torino e Caselle