Questa è la trascrizione, a cura di Loris Campetti, dell’intevento che Tom Benetollo stava pronunciando, all’incontro convocato dal manifesto sabato scorso, e che è stato interrotto dal malore che poi lo ha ucciso.
Ho guardato con grande interesse il dibattito che si è aperto
all’interno del manifesto e ho condiviso lo sforzo di ancorarlo di più
ai processi reali nei territori, per leggere e raccontare i cambiamenti,
e anche per cambiare il manifesto stesso. Ora devo dire che questo
cambiamento nel mio giornale comincia a essere evidente, ma deve
diventare ancora più visibile. Le trasformazioni culturali e sociali a
cui dobbiamo guardare si possono leggere persino nei risultati
elettorali di domenica scorsa, e non vanno cercate tanto nei voti per le
europee – dove, in fondo, se sommiamo ai voti della Casa delle libertà
quelli presi dalle altre forze di destra e dai radicali – non si può
certe dire che le forze democratiche siano maggioranza. Il cambiamento
è invece straordinario alle amministrative, un voto più ravvicinato e
legato ai processi sociali in atto nei territori. Guardate come stanno
cambiando le città, comincio a pensare che la rivoluzione della
politica possa iniziare da qui. Uso questa parola perché l’autoriforma
della politica non c’è stata e non ci sarà, ne deduco che sia
necessaria una vera e propria rivoluzione, rovesciando i meccanismi che
conducono alla formazione della volontà politica. Ma il cuore pulsante
di un tale processo – su questo non ho dubbi – deve stare nel
sociale.
L’unico modo per provare a dipanare il nodo posto nella campagna del
manifesto “Democrazia preventiva” è l’attivazione di tutte le
forze disponibili per “democratizzare la democrazia”. Vedete
compagni, Gabriele ha parlato del biennio dei movimenti che abbiamo alle
spalle, ma la storia non si conclude lì, ci sarà il triennio e il
quadriennio, continueremo a batterci finché il nodo resterà irrisolto.
Voglio aggiungere che noi non siamo nati con le botte di Genova, veniamo
da più lontano. Non condivido l’opinione di chi pensa che gli anni
Ottanta e Novanta siano tutti da buttare: qualcosa abbiamo fatto,
abbiamo seminato idee e pratiche nuove ed è cominciata a crescere una
diversa idea della rappresentanza. La Jugoslavia, la Bosnia, sono un
paradigma, il luogo dove si è diffusa un’altra idea della
partecipazione e della solidarietà che ha coinvolto migliaia e migliaia
di giovani.
Dobbiamo mettere in moto un percorso diverso da quelli che abbiamo
conosciuto fino a oggi, e i soggetti centrali devono essere sociali, lo
ripeto, tutto ciò che sta cambiando la realtà e la sua percezione e
siccome per partire serve un programma, togliamoci dalla testa che a
scriverlo possa essere Amato o chi per lui. L’Arci è parte di questo
movimento. E’ vero come dice Loris che l’Arci è cambiata, ma quando
precisa che da bocciofila l’abbiamo fatta diventare motore del
movimento per la pace e contro il liberismo, è come se si
sottovalutasse il ruolo importante delle bocciofile come luoghi di
socialità.
Programmi e percorsi, modi e contenuti della “rivoluzione”: cari
compagni, il mio segretario del Pci, quando mi iscrissi al partito, mi
disse di evitare due derive, riformismo e massimalismo. Il riformismo è
“niente subito”, il massimalismo “tutto mai”… scusate
compagni, non mi sento bene…
LA PERDITA DI TOM BENETOLLO: IL MOVIMENTO CONSUMATORI SI STRINGE AFFETTUOSAMENTE AGLI AMICI DELL'ARCI
Si è spento questa mattina all'alba Tom Benetollo, presidente
nazionale dell'Arci. Ieri mattina, mentre interveniva ad un
dibattito a Roma, è stato colto da malore. Trasportato al
Policlinico Umberto I gli è stato diagnosticato un aneurisma
dell'aorta. Sottoposto immediatamente ad intervento chirurgico, sono
intervenute complicazioni che ne hanno provocato la morte.
Benetollo aveva 53 anni.
Impegnato sin da giovanissimo sul terreno della solidarietà
internazionale, dal 1987 entra nel gruppo dirigente dell'Arci. Ne
diviene presidente nel marzo del '97 per essere poi riconfermato nel
gennaio 2002.
Ha dato un impulso importantissimo allo sviluppo
dell'associazionismo nel nostro paese, anche attraverso l'impegno
per una legislazione di settore più avanzata. E' stato tra i
promotori della Banca Popolare Etica e del Forum permanente del
Terzo Settore.
E' stato uno degli animatori del nuovo movimento pacifista sorto
all'inizio degli anni '80 in tutta Europa contro l'installazione dei
missili pershing e cruise. Un impegno che l'ha visto in prima fila
contro tutte le guerre fino ai nostri giorni e personalmente
presente nelle zone di guerra dell'ex Jugoslavia, dove l'Arci per
anni ha portato la sua concreta solidarietà.
Tom Benetollo è stato uno degli animatori delle iniziative intese a
favorire il processo di pace a partire dal protagonismo diretto dei
popoli, in Palestina e negli altri teatri di guerra.
Con la sua presidenza ha dato un forte impulso all'impegno dell'Arci
nel movimento antirazzista e per i diritti di cittadinanza.
Sin dalle manifestazioni contro il G8 di Genova l'associazione è
stata fra i protagonisti del movimento altermondialista. Le recenti
grandi mobilitazioni pacifiste in Italia devono moltissimo al suo
lavoro.
Tom Benetollo lascia la moglie Eva e il figlio Gabriele di due anni
e mezzo.
La camera ardente sarà allestita presso la sede dell'Arci, via
Monti di Pietralata 16, dalle ore 12 alle 22 di lunedì 21. Il
funerale, sempre presso la sede dell'Arci, si celebrerà martedì
alle ore 11.
