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| 2008-10-30 10:52-ansa |
| STRANIERI IN
ITALIA A QUOTA 4 MILIONI |
ROMA - Gli immigrati regolari
in Italia sfiorano i 4 milioni. Sono il 6,7% della popolazione
italiana. Si tratta di una media leggermente superiore a quella
rilevata nell'Ue nel 2006 pari al 6%. La comunità straniera più
grande - raddoppiata in due anni - è quella romena con un milione
di presenze stimate. Lo afferma il dossier annuale sulla presenza
degli immigrati nel nostro paese al 31 dicembre 2007 redatto dalla
Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes, presentato a Roma.
I cittadini stranieri oscillano fra i 3.800.000 e i 4 milioni,
precisa il dossier, sottolineando che il dato non è in contrasto
con quanto afferma l'Istat che parla di quasi 3 milioni e mezzo di
presenze, in quanto in questo caso si tiene conto anche di quanti,
arrivati più di recente, non hanno ancora acquisito la residenza,
per il cui ottenimento si richiede spesso più di un anno.
Nell'ultimo anno la popolazione straniera è aumentata di circa
mezzo milione. Il 62,5% si trova al nord (oltre 2 milioni), il 25%
al centro (poco meno di un milione) e circa il 10% nel mezzogiorno
(quasi mezzo milione).
UN MILIONE DI ROMENI, IL DOPPIO IN DUE ANNI -
Raddoppiati in due anni, i romeni in Italia sono circa un
milione.Con questo dato la comunità romena si colloca al primo
posto. Seguono la comunità albanese (402 mila) e quella
marocchina (366 mila). Poco al di sotto delle 150 mila presenze ci
sono i cinesi e gli ucraini. In crescita cittadini di origine
europea (52%) mentre gli africani (23,2%) sono stabili e gli
asiatici (16,1%) e gli americani (8,6%9 perdono almeno un punto
percentuale. Nel 2007, fra gli immigrati, si stima che ci siano
stati 251.190 nuovi occupati; 63 mila nuovi nati; 32.744 minori
non comunitari ricongiunti; 60.810 familiari ricongiunti; 200 mila
i comunitari giunti senza registrarsi in previsione di un loro
insediamento.
ALMENO 500 MILA LAVORANO IN NERO - "Almeno
mezzo milione di stranieri sono già insediati in Italia ed
inseriti nel mercato del lavoro nero seppure sprovviste di
permesso di soggiorno". Il lavoro nero fra gli immigrati -
osserva il rapporto -"é enormemente diffuso non solo presso
le famiglie ma anche nelle aziende con un'ampiezza sconosciuta
negli altri paesi industrializzati". In tre anni (2005-2007)
è stato presentato circa un milione e mezzo di domande di
assunzione di lavoratori stranieri. Con un'incidenza rispetto alla
popolazione straniera già residente che va dal 10% al 25% nel
2007 (ma addirittura del 33% rispetto ai lavoratori stranieri già
occupati). I flussi registrati nell'ultimo decennio "sono tra
i più alti e paragonabili, se non superiori, al consistente esodo
verso l'estero degli italiani nel secondo dopoguerra". Per il
dossier, è necessario "una più efficace gestione del
mercato occupazionale. A regolamentare i flussi in entrata non
potranno essere i centri di identificazione e di espulsione gli
interventi repressivi ma si richiede il supporto di interventi più
organici".
800 MILA ISCRITTI AI SINDACATI - Oltre 800 mila
lavoratori stranieri sono iscritti ai sindacati. L'alto tasso di
iscrizione ai sindacati - rileva il rapporto della
Caritas-Migrantes - è indicatore della forte presenza nel mondo
del lavoro degli stranieri. Le tessere di stranieri ai sindacati
sono pari al 5% del totale degli iscritti e ben del 21% sugli
iscritti attivi, ossia quelli decurtati dei pensionati.
DOPPIO DI CITTADINANZE IN 3 ANNI - In tre anni, sono
raddoppiati i casi di cittadinanza di stranieri: nel 2007 ad
acquisire la cittadinanza italiana sono stati 38.466 stranieri. Il
dato italiano è comunque uno fra i più bassi nell'Ue dove sono
700 mila i casi di cittadinanza registrati in Europa, quasi 2 mila
al giorno.
3,7 MLD GETTITO FISCALE, 9% DEL PIL - Nel 2007, gli
immigrati hanno assicurato un gettito fiscale al nostro paese pari
a 3 miliardi e 749 milioni di euro, dei quali 3,1 miliardi per i
soli versamenti Irpef. Fra le altre voci, rilevante è anche la
quota per l'imposta di registro pari a 137,5 milioni e l'imposta
sostitutiva del reddito d'impresa, 254,5 milioni. Secondo l'Unioncamere,
segnala il dossier, gli immigrati concorrono per il 9% al Pil.
Rispetto alle rimesse, a fronte di un dato mondiale nel 2007 che
ammonta a 337 miliardi di dollari, l'Italia ha raggiunto i 6
miliardi di euro, un quinto in più rispetto al 2006. Queste
vanno, prevalentemente, verso la Cina e le Filippine.
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no razzismo
manifestazione Torino
28feb 09
assistenza
domiciliare - pdf 2009
miraggio
cittadinanza
Non
mi chiamare straniero-pdf
Quando i rumeni
erano gli albanesi - Enrico Pugliese
Pacchetto
sicurezza-dossier novembre 2007
CaritasDossierImmigrazione2007
-pdf
vedi L'immigrazione
secondo Paolo Ferrero - pdf nuovo
libro claudiana dic 07
rec. Revelli-
Decreto
flussi - prime domande -pdf dic07
Immigrati,
burocrazia in tilt un milione di permessi fermi- 18.1.08
Vedi
rapporto 2006 Regione Piemonte-pdf 10mb
donne
venete- pdf
servi
pastore - pdf
Europa
cerrada - powerpoint
cinesi
d'Italia
capitoli del rapporto dell’Osservatorio Interistituzionale
sugli stranieri in
Provincia di Torino
dove si trovano i dati dei vari comuni della valle:
Vedi analisi e dati 2005- pdf
Mb1,58
vedi analisi e dati 2004 -pdf Mb
0,704
Negli ultimi anni, la popolazione straniera sta
crescendo rapidamente, dal 2001 si è raddoppiata.
La popolazione straniera conta fra 250 e 300 europei,
più di cento provenienti dall'Africa, una ventina dall'Asia e più di
trenta dall'America del Sud.
Segnaliamo alcune occupazioni: oltre alla ventina di polacchi che lavorano
nella miniera di talco, i rumeni dell'edilizia nell'alta Val Chisone
(per uno studio sulla manodopera per le olimpiadi 2006 vedi
file)una decina nella officina Data di Pinasca ,
le assistenti famigliari (badanti rumene e moldave) cresciute molto anche con l'ingresso della
Romania nella Comunità Europea nel 2007. Inoltre ricordiamo stranieri
negli alpeggi -pdf .Una parte ha trovato lavoro in valle ,
altri nel Pinerolese.
Vedi
dati sulla Popolazione straniera residente - in questa pagina
Per i dati di Pinerolo vedi pagina http://www.comune.pinerolo.to.it/servizi/statistica/stranieri.htm#0
in Piemonte nel 2007 252.000 stranieri
L?Est e l'Unione
Europea - pdf -2007
I minori stranieri in Italia sono un milione - la stampa 24.10.07 -
htm
Memoria- L'IMPERO
ROMANO SALVATO DAGLI IMMIGRATI- Luciano Canfors - pdf
Sognavo
l'Italia, non la schiavitù - pdf il manifesto 3.11.07
i
Rom link schede didattiche vedi ricerca
su 'sinti' in carta
America
il terrore sotto la pelle- il manifesto 8.11.07 -pdf
Stranieri
a Treviso e Lega - htm 5.12.07
Sono
dedicate a:
7.
Morire altrove
8
- I campi per stranieri in Italia
9
- Un "miracolo" di integrazione?
10
- Confinamento per procura
11
- Lo spopolamento dell'Albania
qui
raccolte nel pdf 250Kb
L'Istat: +17% rispetto a un anno
prima. «Raddoppiano i romeni».
E gli stranieri vanno anche al Sud
ROMA la stampa 9.10.08
Boom di immigrati nel 2007 in Italia, con i romeni che sono
addirittura quasi raddoppiati. Al 1 gennaio di quest’anno, secondo
un’indagine annuale dell’Istat, i cittadini stranieri residenti in
Italia sono 3.432.651 e, rispetto a un anno prima, sono aumentati di
493.729 unità (+16,8%).
Si tratta, sottolinea l’istituto di statistica, «dell’incremento
più elevato mai registrato nel corso della storia dell’immigrazione
nel nostro Paese, da imputare al forte aumento degli immigrati di
cittadinanza romena, che sono cresciuti nell’ultimo anno di 283.078
unità (+82,7%)». Circa 457mila residenti con cittadinanza straniera
- secondo lo studio - sono nati in Italia, 64.049 solo nel 2007.
Costituiscono il 13,3% del totale dei residenti e rappresentano un
segmento di popolazione in costante crescita: al censimento del 2001
erano circa 160mila. Sono una «seconda generazione», perchè non
sono immigrati; la cittadinanza straniera, infatti, è dovuta
unicamente al fatto di essere figli di immigrati.
Nel complesso, i minorenni costituiscono un insieme di circa 767mila
individui: la maggior parte sono nati in Italia e coincidono di fatto
con i 457mila stranieri che sono nati nel nostro Paese; il resto sono
arrivati al seguito dei genitori. Quasi la metà dei residenti
stranieri (1,616 milioni di persone, pari al 47,1% del totale)
proviene dai paesi dell’Est europeo. I cittadini dei paesi
est-europei non appartenenti all’Ue sono 839mila (24,4% del totale
dei residenti stranieri), mentre 777mila (22,6% del totale) provengono
da uno dei «Paesi Ue di nuova adesione», e fra questi 625mila sono
cittadini romeni. I flussi migratori dai «Paesi Ue di nuova adesione»
sono in progressivo aumento dal 2005, mentre nel complesso c’è una
diminuzione per le altre aree di provenienza.
L’insediamento degli immigrati, aggiunge l’Istat, «mostra per la
prima volta una lieve redistribuzione a favore delle regioni
meridionali, a causa della presenza romena, che in queste regioni è
cresciuta più intensamente che altrove». Tuttavia, questo «non muta
sostanzialmente la nota geografia del fenomeno: il 62,5% degli
immigrati risiede nelle regioni del Nord, il 25% in quelle del Centro
e il restante 12,5% nel Mezzogiorno».
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Una stagione all'inferno.
Abbiamo deciso di dare questo titolo
al rapporto di Medici Senza Frontiere
(MSF) perché raccoglie l'idea di quello che ogni
anno migliaia di stranieri vivono nelle campagne del
Sud Italia quando si spostano da una regione all'altra per
essere impiegati in agricoltura come stagionali. Pur di lavorare
queste persone accettano paghe da fame e sono costrette a condizioni
di povertà estrema ed esclusione. Vittime consapevoli di
un sistema economico e politico perverso che li sfrutta e che allo
stesso tempo li tollera ma poi li criminalizza.
Con questo rapporto MSF vuole denunciare ancora una volta
quest'inaccettabile stato di cose che lede la dignità degli ultimi e
tutelare un diritto fondamentale, quello dell'accesso alla salute.
Da anni siamo impegnati anche in Italia perché chiamati a rispondere
al mandato della nostra organizzazione: assistenza sanitaria
di popolazioni vulnerabili e testimonianza. Dai Centri di
Permanenza Temporanea agli sbarchi a Lampedusa, dagli ambulatori
dedicati agli stranieri irregolari fino all'intervento con gli
stagionali la nostra azione umanitaria si è concentrata laddove
maggiore erano i bisogni.
Oggi, nel complesso fenomeno dell'immigrazione in Italia, la condizione
degli stagionali resta un nervo scoperto ipocritamente
nascosto. Già nel 2004, MSF aveva visitato le campagne del Sud
Italia per portare assistenza sanitaria agli stranieri impiegati come
stagionali e per indagare questa scomoda realtà. Allora avevamo
potuto testimoniare le vergognose condizioni di vita e il preoccupante
stato di salute in cui gli stranieri versavano.
A distanza di tre anni MSF ha potuto constatare che nulla è
cambiato.
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Monongah-
6 dicembre 1907 Centenario - 170
emigranti italiani muoiono in miniera
Il sindacato e gli immigrati - intervista 1 -la
CGIL- ascolta:
A) Lo sportello CGIL per gli
immigrati - mp3
B) Le comunità straniere - i
Neocomunitari - mp3
C) Agenzie private - come gli
imprenditori truffano la Bossi-Fini - mp3
ALCUNI DATI
sul Pinerolese LA
COMUNITA' CINESE A LUSERNA -PDF(eco del chisone 19-09-07)
Decreto
sull'integrazione degli immigrati - 17-09-2007
pdf Ferrero: scendete in piazza-
intervista corriere della sera
I
braccianti schiavi della piana del Sele pdf
Molotov
contro i rom - link
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Torino 10 ottobre 2007
Saluzzo e Savigliano (Cuneo) 11-14 ottobre 2007
Il tema della III Edizione di
FestivalStoria è “la razza”: un
mito che ha segnato in modo funesto la vicenda umana, da tempi
remoti a oggi.
Con questa III Edizione FestivalStoria affronta un tema di
terribile attualità, ma che affonda le sue radici nel passato;
tracce di idee razziali si trovano in molte civiltà, religioni,
ideologie politiche, lungo i secoli, da un continente all’altro.
Il Festival, secondo la sua filosofia, cercherà di percorrerne un
gran numero, tentando di fornire una rappresentazione rigorosa ma
destinata a un pubblico ampio, di questo insieme di tematiche, con
l’ausilio, oltre che di storici, di genetisti, biologi,
antropologi, filosofi, giuristi, sociologi…
Sono previste, accanto alle conferenze, alle conversazioni e
interviste, e ai forum, proiezioni di film storici e di attualità,
spettacoli teatrali, concerti e mostre.
Via al bando da 50 milioni di euro l'anno per l'integrazione
degli immigrati
di Nicoletta Cottone-18 settembre 2007-ilsole240re
Cinquanta milioni di euro l'anno, dal 2007 al 2009, destinati
all'integrazione degli immigrati. Cifra che il ministro della
Solidarietà sociale Paolo Ferrero vuole raddoppiare, tanto che si
appresta ad avanzare al Governo la richiesta da inserire nella
Finanziaria per il 2008. L'avviso sul finanziamento dei progetti
è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 settembre 2007
n. 216 ed è aperto a quei soggetti (Regioni, Province autonome,
enti locali e loro enti strumentali, associazioni, organizzazioni
di imprenditori, di datori di lavoro e di lavoratori) che entro le
ore 13 del 2 novembre 2007 saranno in grado di presentare dei
progetti validi. «Non vorremmo trovarci con le banlieues domani -
dice Ferrero - per cui lavoriamo a smontare i ghetti oggi».
Sono previste varie aree di intervento che vanno dal sostegno
all'accesso all'alloggio all'accoglienza degli alunni stranieri,
Rom, Sinti e Camminanti, dalla valorizzazioni delle seconde
generazioni alla tutela delle donne immigrate a rischio di
marginalità sociale fino alla diffusione della lingua e della
cultura italiana.
Ferrero nel corso della conferenza stampa di presentazione
dell'iniziativa ha segnalato che gli immigrati che lavorano in
Italia contribuiscono per il 5% al prodotto interno lordo. Una
somma che vale 65 miliardi di euro e dalla quale derivano 10
miliardi di tasse, di entrate per lo Stato. «Qui parliamo di 50
milioni - sottolinea Ferrero - e la proporzione tra questo valore
e il guadagno dello Stato mi sembra chiara». Il ministro per la
Solidarietà sociale ha anche sottolineato che si tratta di un
progetto importante perché «per molti anni per l'immigrazione si
è fatta una spesa di repressione e poco o nulla per l'inclusione.
In Italia ci sono 3 milioni di emigranti regolari e 500mila
bambini. Vogliamo intervenire sui punti di maggiore criticità per
evitare che quando si parla di immigrazione si parli solo di una
questione di ordine pubblico. Non ci troviamo davanti a
un'immigrazione temporanea, ma di significativa permanenza».
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alla festa della CGIL 23/9/07
S.Pietro Val Lemina
audio
del dibattito del 23/9/07

Nel pinerolese ci sono varie sezioni del Centro
Territoriale di formazione per adulti, con corsi di alfabetizzazione
per stranieri
Le collaboratrici
famigliari sono molto numerose, ora sono organizzate
con una rete interna che procura del personale alle famiglie che fanno
richiesta. Di solito abitano nelle famiglie, ma altre si sono cercate un
alloggio per il tempo libero. Ci sono casi di speculazioni ed
affitti di 'abitazioni' non adeguate e in nero. La comunità rumena si
trova nei week end a Torino, molto usato il supermercato Lidl per gli
acquisti. Alcune hanno trovato un compagno in valle e messo su
famiglia...altre hanno fatto venire i famigliari.
L'alto costo delle case per anziani, il diffuso lavoro
femminile , l'allungamento dell'età della vita, sono fra i fattori del ricorso alle
collaboratrici famigliari per gli anziani
e
i malati, di fronte alla alta percentuale
di anziani ultrasessantacinquenni presenti
sul territorio; abbiamo una media del 27% sulla popolazione totale,
contro un 21% della Provincia
di Torino e un 22% della Regione Piemonte. Per una decina di casi la C.
Montana interviene con l'assegno
di cura ad aiutare le famiglie (spesa tot.35.000 euro l'anno) , è
richiesto che la collaboratrice famigliare sia in regola coi contributi. Il problema degli
anziani è grave, lo stato riesce a sostenere solo il 4% delle famiglie
che hanno bisogno di aiuto, le famiglie devono aggiustarsi come possono.
Le collaboratrici famigliari straniere sono una soluzione tampone che
non durerà a lungo ( gli stranieri vengono in Itala per un periodo a
termine, le famiglie si indebitano) ed è necessario che lo stato usi i
suoi soldi in modo migliore aumentando i contributi alle famiglie con
anziani. Purtroppo le previsioni per i prossimi decenni dicono che le
pensioni 'alte' di questo periodo spariranno, e ci sarà meno di un
figlio per famiglia per aiutare i genitori, quindi non ci saranno
margini nè per pagare assistenti famigliari nè per le case di riposo.
Dopo la lunga esperienza dello stato sociale, sperimenteremo nuovi
problemi perchè il capitalismo non intende farsi carico di chi non
lavora - finora erano state solo le lotte dal dopoguerra agli anni '70 a
elevare il livello di reddito dei lavoratori. Nel '70 a loro andava il
70% della ricchezza totale prodotta , oggi meno del 50%.
Acli: Indagine
colf:
Presentata la ricerca sulle
collaboratrici domestiche straniere. «Il sistema non può reggere così
per sempre» denuncia il presidente Andrea Olivero. Solo una
collaboratrice su quattro intenzionata a rimanere in Italia. 6 colf su
10 vivono separate dai figli o dal marito. 4 su 10 mandano in Patria
almeno la metà di quanto guadagnano. Il 24% è in Italia senza
documenti di soggiorno. Il 57% lavora del tutto o in parte in nero. Il
61% concorda col datore di lavoro le irregolarità nei versamenti. Il
salario medio è di 880€ mensili. Più della metà (51%) assiste
persone anziane e il 17% si prende cura dei bambini. Si sentono membri
di famiglia (60%) ma chi vive nella casa in cui presta servizio (33%)
lavora fino a 59 ore settimanali e pensa di andare avanti ancora per
poco (70%)
segue in Poche vogliono restare in Italia
Articoli
eco del chisone 24-10-2007
sul fenomeno in Italia:
Chi sono le “badanti”?
Daniela Ricci e Catia Iori (noi donne)
Arriva dai Paesi dell’Est come turista e
in pochi giorni è una clandestina senza identità. Come far emergere un
fenomeno sommerso così diffuso? Come salvaguardare la qualità di un
lavoro indispensabile, l’integrazione sociale delle donne che lo
svolgono e al tempo stesso i bisogni e l’economia delle famiglie?
Sono in gran parte straniere le “assistenti familiari”, definite
comunemente con il termine poco appropriato di “badanti”, occupate
nell’assistenza di anziani e di persone non autosufficienti. Una marea
di 500mila o forse 700mila donne (le cifre in questo caso non sono
ufficiali così come il fenomeno in gran parte sotterraneo, complesso
quanto molto diffuso) che si è estesa in ogni luogo d’Italia, dal più
piccolo paese alla più grande metropoli, ha fatto ingresso nelle nostre
case e si prende cura di noi, delle nostre famiglie, dei nostri anziani.
Senza di loro oggi nel nostro Paese il sistema di assistenza sarebbe in
seria crisi. La maggior parte di loro proviene dall’Est Europa e
arriva in Italia regolarmente con un visto turistico che dura pochi
giorni. In genere sono alla prima esperienza lavorativa e restano in
media un anno nel nostro Paese. Il tempo di accantonare un gruzzolo che
servirà a tamponare le difficoltà per le quali sono state costrette a
partire, poi fanno rientro a casa. Secondo i dati raccolti circa la metà
di loro sarebbe clandestina, ricattata e sfruttata da organizzazioni
illegali prive di scrupoli che guadagnano sul traffico “di cura”. Le
altre sono contattate attraverso conoscenti o parenti ma solo per una
minima parte di loro il contatto con le famiglie avviene mediante un
servizio pubblico o un’agenzia. Il lavoro è molto duro e chiede
spesso un’assistenza continua agli anziani e ai malati, 24 ore su 24,
in cambio di 700/800 Euro mensili. E quando si perde il lavoro si
perdono anche la casa e i mezzi per vivere. Alcune Regioni hanno
ratificato formalmente la figura dell’assistente familiare. Su questa
base già da tempo in Italia si stanno svolgendo esperienze
significative per sostenere le famiglie nelle spese legate al carico di
cura, per l’avvio di percorsi formativi rivolti alla qualificazione
del lavoro delle assistenti familiari e di progetti finalizzati a
sollevare dall’isolamento le donne che svolgono questa attività. Ed
è recente il riconoscimento della figura per contratto - in via di
definizione mentre chiudiamo il servizio - e l’impegno della ministra
Rosy Bindi ad istituire un Fondo nazionale non autosufficienza per
sostenere le spese delle famiglie. Il fenomeno richiede tuttavia
ulteriori approfondimenti e scelte che vanno ad intrecciare ambiti
politici differenti, dal sociale al lavoro a quello dell’immigrazione.
In queste pagine apriamo su questi temi un’ampia riflessione.
(continua su dossier
badanti (Noi donne) )
Rumeni
in Italia- liberazione 13_10_2007
altri link
http://www.meltingpot.org/articolo4496.html
http://www.meltingpot.org/articolo1610.html
http://www.ferdinandocamon.it/articolo_2007_03_09_Rumeni.htm
ricerca
sul sito cgil
ricerca su 'carta' rassegna
cgil
Cosa dicono i programmi elettorali del 2006
sugli stranieri?
sulla vita operaia negli anni sessanta ascolta
ascolta storie
di vita
ascolta Emigranti
Express- link radio2
ascolta
europa precari
inchiesta
fra i muratori - repubblica pdf
Cinesi
immigrati 2005
La
Milano del Dragone raccolta
rai3- link
La
valigia di cartone - emigrazione in Germania -
rai3-link
Governo-immigrazione:
si cambia troppo poco link
stranieri
in Italia - pdf
ROM-
dossier repubblica pdf così
i Rom in Europa link

| IMMIGRAZIONE,
L'INTEGRAZIONE PASSA ANCHE DAI CONSUMI - ansa 18-10-07 |
ROMA - Sui tre milioni di
stranieri residenti regolarmente in Italia, il 34% possiede
automobili per un terzo nuove, l'11% ha acceso un mutuo, il 15% ha
un finanziamento, il 70% preferisce prodotti di marca quando fa la
spesa e il 76% frequenta ristoranti e pizzerie. Sono alcuni dei
dati che emergono dalla ricerca 'Marketing the melting pot -
osservatorio sui consumi degli stranieri in Italia', svolta da
TomorrowSwg e prodotta da etnocom etnomarketing. Dall'indagine,
presentata a Roma, emerge anche che il 54% degli immigrati va al
cinema e il 37% in discoteca, il 61% ama il calcio e il 42% le
lotterie. Inoltre, il 50% usa i mezzi pubblici in città e il 42%
ha fatto un viaggio nell'ultimo anno, una metà per visitare i
parenti, l'altra per turismo.
"Gli immigrati extracomunitari - ha osservato Stefano
Ghezzi, responsabile della ricerca per TomorrowSwg - vengono
considerati o come 'minaccia' o come 'risorsa' lavorativa, ma la
nostra analisi ha voluto considerarli dal punto di vista della
domanda. E la ricerca - ha proseguito - rivela aspetti
interessanti di una comunità spesso considerata 'povera', ma i
cui consumi sono uno dei principali veicoli di integrazione.
Esiste cioé una 'maggioranza silenziosa' della popolazione
immigrata che non solo lavora e produce, ma si informa sui nostri
media, compra i nostri prodotti, fa ricorso al credito e viaggia.
La ricerca evidenzia poi - ha concluso - come gli stili di consumo
siano influenzati dai modelli del paese in cui si trovano e dalla
giovane età di questi consumatori, visto che il 34% ha una
parabola, il 55% si connette al web tutti i giorni e il 93%
possiede un cellulare.
nota (quale era il
campione? non sembra molto credibile negli ultimi dati)
|
vedi articolo su Riforma del
27-6-07
ecco un raffronto fra il 2001 e il 2006 sulla Popolazione straniera residente
(IN
ALLESTIMENTO)
|
Tavola:
Popolazione straniera residente - (dettaglio comunale) -
Censimento 2001.
|
Situazione al 31/12/2006 in
rosso da verificare
|
|
|
|
alcune nazionalità
|
|
COMUNI
|
Popolazione
straniera residente
|
Popolazione
straniera residente
|
Romania
|
Marocco
|
Polonia
|
Moldavia
|
altri
|
|
Fenestrelle
|
9
|
12
|
|
|
|
|
|
|
Inverso
Pinasca
|
2
|
8
|
5 adulti
2 minori
|
|
|
|
1
|
|
Massello
|
0
|
0
|
|
|
|
|
|
|
Perosa
Argentina
|
40
|
83
|
28 adulti
5 minori
|
10
|
1
|
9
|
30
|
|
Perrero
|
8
|
24**
|
|
|
17
|
|
7
|
|
Pinasca
|
29
|
92
|
39 adulti
22 minori
|
7
|
|
8
|
16
|
|
Pomaretto
|
10
|
27(2007)**
|
7
|
6
|
7
|
1
|
6
|
|
Porte
|
21
|
54
|
13
|
34
|
|
|
7
|
|
Pragelato
|
41
|
135
|
111
150(2007) |
|
|
2
|
12
|
|
Prali
|
19
|
10(2007)**
|
|
|
|
|
|
|
Pramollo
|
0
|
0
|
|
|
|
|
|
|
Roure
|
10
|
21
|
|
|
|
|
|
|
Salza
di Pinerolo
|
0
|
2
|
|
|
|
|
|
|
San
Germano Chisone
|
28
|
51
|
21
|
19
|
|
|
11
|
|
Usseaux
|
3
|
1
|
|
|
|
|
1
|
|
Villar
Perosa
|
31
|
55
|
|
31
|
1
|
|
23
|
|
|
totale
|
251
|
534
|
|
|
|
|
|
++ nel 2007 i polacchi residenti alla Gianna (Prali) si sono
trasferiti stabilmente a Pomaretto e Perrero
cittadini stranieri registrati anagrafe situazione al 31/12/2005
|
Comune
|
Stranieri
Maschi
|
Stranieri
Femmine
|
Totale Stranieri
|
di
cui minori
|
Pop.
Totale
|
%
Stranieri
|
|
FENESTRELLE
|
5
|
4
|
9
|
1
|
597
|
1,51
|
|
INVERSO
PINASCA
|
3
|
5
|
8
|
3
|
696
|
1,15
|
|
MASSELLO
|
0
|
0
|
0
|
0
|
65
|
0,00
|
|
PEROSA
ARGENTINA
|
32
|
46
|
78
|
15
|
3499
|
2,23
|
|
PERRERO
|
6
|
6
|
12
|
1
|
759
|
1,58
|
|
PINASCA
|
49
|
47
|
96
|
28
|
2981
|
3,22
|
|
POMARETTO
|
4
|
10
|
14
|
0
|
1092
|
1,28
|
|
PORTE
|
0
|
0
|
0
|
0
|
989
|
0,00
|
|
PRAGELATO
|
60
|
67
|
117
|
26
|
573
|
20,42
|
|
PRALI
|
22
|
5
|
27
|
3
|
319
|
8,46
|
|
PRAMOLLO
|
0
|
0
|
0
|
0
|
231
|
0,00
|
|
ROURE
|
9
|
16
|
25
|
5
|
928
|
2,69
|
|
SALZA DI
PINEROLO
|
0
|
0
|
0
|
00
|
74
|
0,00
|
|
SAN
GERMANO CHISONE
|
18
|
25
|
43
|
10
|
1852
|
2,32
|
|
USSEAUX
|
1
|
1
|
2
|
0
|
183
|
1,09
|
|
VILLAR
PEROSA
|
44
|
40
|
84
|
18
|
4.192
|
2,00
|
|
totale
|
253
|
272
|
525
|
110
|
19030
|
2,75
|
|
Tavola:
Popolazione straniera residente per sesso e area geografica di
cittadinanza - Torino (dettaglio comunale) - Censimento 2001.
|
|
Pagina
relativa a: sesso = maschi.
|
|
COMUNI
|
Aree
geografiche di cittadinanza
|
|
Europa
|
Africa
|
Asia
|
America
|
Oceania
|
Apolidi
|
Totale
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Fenestrelle
|
4
|
1
|
0
|
0
|
0
|
0
|
5
|
|
Inverso
Pinasca
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
|
Massello
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
|
Perosa
Argentina
|
3
|
8
|
5
|
1
|
0
|
0
|
17
|
|
Perrero
|
1
|
2
|
0
|
0
|
0
|
0
|
3
|
|
Pinasca
|
10
|
4
|
0
|
1
|
0
|
0
|
15
|
|
Pomaretto
|
2
|
3
|
0
|
0
|
0
|
0
|
5
|
|
Porte
|
11
|
2
|
0
|
0
|
0
|
0
|
13
|
|
Pragelato
|
23
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
23
|
|
Prali
|
15
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
15
|
|
Pramollo
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
|
Roure
|
3
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
3
|
|
Salza
di Pinerolo
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
|
San
Germano Chisone
|
2
|
11
|
1
|
1
|
0
|
0
|
15
|
|
Usseaux
|
1
|
1
|
0
|
0
|
0
|
0
|
2
|
|
Villar
Perosa
|
5
|
5
|
0
|
1
|
0
|
0
|
11
|
|
|
totale
|
80
|
37
|
6
|
4
|
0
|
0
|
127
|

Iniziativa in
Val Pellice bambini/e del Caucaso
In Val Pellice





segnalazione siti utili
http://www.meltingpot.org/
http://www.chainworkers.org/
http://www.piemonteimmigrazione.it/newsletter.htm
http://www.immigrazione.it/
http://www.ilmaleppeggio.it/index.php
http://www.internazionale.it/home/
http://www.gruppoabele.org/
http://www.libera.it/
http://www.1000peacewomen.org/
http://www.istat.it/
http://www.eurasia-rivista.org/
http://www.itempidellaterra.org/
http://www.storieinmovimento.org/
http://www.centrostudilibertari.it/
|
|
Se questo è un uomo. Il mio
"safari" tra i migranti di Foggia
di Angelo Ferracuti
su Liberazione del 26/08/2007
Reportage dalle campagne
pugliesi che sembrano africane
Quello che ho visto stamattina
non ha dell'umano, eppure è umanissimo. Certi parametri cambiano da
luogo a luogo, sono le spugne sensibili dell'Epoca. Con Passpartout,
reporter free lance che sa tutto di questi posti, e Issa, un ragazzo
della Costa d'Avorio che vive nel foggiano da sette anni, siamo partiti
stamattina in auto per un viaggio nelle campagne qui intorno.
Sembra incredibile come il paesaggio di questa parte di Puglia possa
occultare certe vite. Improvvisamente da un'arteria di città, mentre
stai transitando in una di queste superstrade semivuote con ai lati
centri industriali dismessi, stradoni deserti sotto cieli pieni di
nuvole prosperose, ti ritrovi in un pezzo di terra fantasmatico, che è
tanto luogo, perché ci sono distese di campi immense tra due sagome
lontane di monti, ma è anche una terra desolata, una terra di nessuno.
Raro infatti incontrare automobili, e quelle poche sono modelli in
disuso, vecchie Mirafiori, Tipo dalla verniciatura variopinta fatte di
pezzi e colori diversi, furgoni, Fiat uno scassate, però capita di
vedere gente a piedi, ragazzi neri sempre slanciati di corpo, eleganti
nonostante lo stato di cattività, che camminano contro il vento, e
autotreni con i rimorchi stipati di casse di pomodori che corrono
all'impazzata perché anche per loro il tempo è denaro.
Tutto è danaro e tempo qui: per gli agricoltori, per i cinici spietati
caporali che organizzano le uscite, per i lavoratori stagionali che poi
migreranno in Trentino a raccogliere mele e in tutte quelle geografie
possibili dove serve manodopera assoggettata e veloce. Hai la percezione
di stare da un'altra parte dell'Italia, un piccolo spazio di realtà che
nessuno riesce a vedere, oppure fa finta di non accorgersi che esista, e
dove loro malgrado questi schiavi nomadi cercano di ricostruire una
comunità, una cittadella di lavoratori, di uomini e basta.
Costeggiando la stazione di Rignano sostano dietro un cancello
braccianti africani stanchi, sembra un luogo sperduto dove non
immagineresti che davvero un convoglio possa passare per davvero, con
tanto di vagoni e passeggeri, per quanto l'atmosfera è assurda. Hai la
sensazione di esserti perso, che ti stiano portando a spasso
nell'Altrove, e provi quasi un senso di angoscia a ritrovarti senza la
minima protezione e a orientarti.
Non c'è presenza umana da nessuna parte, le strade polverose sono piene
di buche, è come se sentissi la Storia indietreggiare, farsi beffe
dell'uomo che eri prima nell'alberghetto dignitoso e pulito del centro
storico di Foggia, con aria condizionata, telefono, abatjour, libri a
iosa che ti sei portato dietro, per combattere in qualche modo contro il
tempo che passa. E il tuo tempo, quello che vivi, vuole solo consumarsi
e consumarti. Merci che chiamano merci. T'immagini come può essere qui
la vita d'inverno, quando piove e i fulmini corrono lungo il cielo
aggrottato per colpire un bersaglio, cosa può diventare all'improvviso
questa prateria, e come può vivere uno che è catapultato qua da un
altro Mondo come un boomerang: la Costa d'Avorio, o il Mali, il Senegal,
per ritrovarsi solo nel Nulla, in uno spazio senza tempo. Uno che a
Foggia non ci va mai, che non conosce i negozi del centro e che ha un
solo problema: lavorare.
Dobbiamo arrivare al Ghetto, così lo chiamano, un villaggio africano a
tutti gli effetti. La strada polverosa sembra infinita, non si vede mai
un orizzonte. Mancano solo i leoni e le zebre lungo questi tratti di
campagna brulla dove vedi solo grandi ragnatele per terra di pomodori a
grappoli, eppure le zebre potrebbero starci davvero, potresti vedere
anche giaguari correre e antilopi scappare e cacciatori con le lance
inseguirli. Siamo nel mondo selvaggio, animale. Sono fermi oggi, non c'è
lavoro, ci sono troppi controlli, perché i neri sono visibili e
extracomunitari, i caporali preferiscono i bianchi polacchi, i rumeni, i
bulgari. Danno meno nell'occhio. Piovesse sarebbe diverso, allora sì
che si aprirebbe per loro uno spiraglio.
Issa, che nel suo paese significa Gesù, è una specie di sindacalista e
caporale buono insieme: rivendica diritti per i suoi connazionali del
Ghana, dell'Uganda, del Mali, del Senegal, però organizza la vita dei
nuovi arrivati, li sistema, li colloca. In queste vecchie masserie
cadenti ci vivono in parecchi. Sono case fatiscenti, gli intonaci
sgraziati dall'umidità, i vecchi materassi polverosi ammassati, le
tende che separano i corpi. Vivono come le bestie, bevono acqua
inquinata e si ammalano. Fortuna che il dottore di Medici senza
frontiere viene qui periodicamente a curarli.
Allora ti chiedi se questo è un uomo. Uno che vive lontano dal proprio
paese, senza affetti, uno che ha solo bisogno di lavorare e mangiare per
18 bastardi euro al giorno. Ti chiedi se è umano in questo paese vivere
senza l'acqua per bere, senza quella per lavarsi, se un uomo per
sopravvivere deve infilarsi dentro i vasconi che raccolgono l'acqua
piovana da usare per irrigare i campi, e magari morirci annegato perché
la melma schiumosa gli ingoia il corpo e non è più capace di risalire.
Ti chiedi se gli occhi che hai visto, d'una tristezza infinita, in
questi volti nerissimi, non debbano interrogarti e farti vergognare.
Sono ragazzi partiti dall'Africa con un sogno, e che hanno pagato un
sacco di soldi per traghettare, frutto di collette tra i parenti,
sacrifici di tutta la vita in paesi poverissimi. Quei soldi dovranno
restituirli. E se li beccheranno senza documenti per loro sarà una
sconfitta atroce anche economica.
Ti chiedi perché un uomo che con le sue mani raccoglie ortaggi e crea
un pezzo di ricchezza di questo paese non è un uomo, non esiste, non ha
una cittadinanza, e questa cosa t'indigna.
Stanno in una specie di androne, seduti a bere coca cola o acqua, niente
alcol perché sono musulmani. Il ghetto è fatto di un agglomerato di
case distanziate di poco una dall'altra. Dentro materassi posticci,
tramezzi di cartone, e tante mosche che svolazzano e cercano carni da
succhiare. C'è persino un bar gestito da un tipo che sembra mezzo
scemo, Gigino, vecchia conoscenza di Passpartout. Lui sta lì perché il
proprietario è in galera. Gli hanno messo le manette ai polsi, non
vuole dirmi perché, forse per storie di droga e prostituzione. La notte
scorsa hanno ballato, c'è stata una festa per un anniversario di
matrimonio. Sugli scaffali organizzati c'è di tutto e sotto a ogni
merce esposta, siano aranciate, cocacole o superalcolici, è scritto il
prezzo come al supermercato. Le bibite fresche stanno dentro vecchi
frigoriferi mantenuti dal gruppo elettrogeno alimentato a gasolio. Ci
sono ancora i festoni in alto, sul soffitto, e un sistema audio che
diffonde la musica, c'è persino un Grundig con un bello schermo e la
stufa a legna al centro, i tavolini e le sedie per gli avventori che
tornano dalle campagne strafatti di stanchezza. Dietro il bar c'è lo
scopatoio, un loculo di un metro per uno dove la sera due prostitute
colombiane, a prezzi modici, sfamano sessualmente per pochi euro un
intero popolo di africani che fanno la fila. Questo box è
squallidissimo, somiglia a quelli degli autolavaggi. Per terra c'è un
tappeto di plastica dura e intorno bottiglie di plastica vuote e
cartacce. Qualcosa che non si vorrebbe vedere e che pure esiste, umilia
lo sguardo.
Appena arrivato in questa terra di nessuno scatto delle foto e un
ragazzo nero giovanissimo subito s'inalbera, sento che parla con un
altro connazionale pieno di rabbia nel corpo. Un altro africano
occhialuto, tuta adidas taroccata, ciabatte ai piedi logore mi dice:
"vuoi fotografare questa merda? Ma che ci stiamo portando per il
culo?" Ha ragione, ho sbagliato. Gli chiedo subito scusa. Poi mi
spiegheranno che ogni volta che un giornalista viene qui li individuano,
così dopo qualche giorno arrivano i carabinieri a sgomberare. Molti
sciacalli della carta stampata approdano in fretta e furia, li
fotografano e poi se ne vanno dopo aver fatto lo scoop. Poco dopo saremo
fianco a fianco a guardare gli scatti memorizzati dalla mia Pentax e sarò
costretto a cancellare quelli che lui reputa giustamente compromettenti.
Non vogliono farsi fotografare, a loro non importa esistere oggi. Questo
ragazzo sta costruendo una baracca vicino alla casa, con le travi di
legno, e si muove ardimentoso tra le zolle. Anche in lontananza, nelle
case vicine, stanno tirando su nuovi abitazioni. Lavorano nella calura
tirando su le baracche. Vecchie automobili vanno e vengono, tutti si
salutano animosamente ogni volta che passano, sembra un villaggio
dell'America del Sud, quelli delle piantagioni di tabacco lontani nel
tempo, quando la Storia indietreggia è così. Nella casa di Issa ci
sono dei ragazzi seduti su sedie bianche di plastica, sono nerissimi e
bellissimi, un vestiario per niente dimesso, anzi quasi elegante.
Ridono, la mitezza dei loro atteggiamenti è palpabile. Le mosche
corrono lungo i piedi, si fanno beffe delle ciabatte di cuoio. Ma anche
se vivono come bestie non perdono mai il controllo, li vedi sereni. La
casa è piena di crepe. In cucina una donna africana giunonica, capelli
nerissimi e faccia allegra sta davanti a due pentoloni dove bolle il
riso. La rivendita delle bibite è gestita dalla compagna polacca di
Issa, l'unica bianca, pallidissima e imbarazzata, stridente rispetto al
contesto, i prezzi sono buoni e io e Passpartout ne approfittiamo per
bere delle birre fresche. Siamo a Rignano, a pochi chilometri da Foggia,
ma è davvero come se oggi fossimo partiti per un Safari.
|