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2008-10-30 10:52-ansa
STRANIERI IN ITALIA A QUOTA 4 MILIONI
 ROMA - Gli immigrati regolari in Italia sfiorano i 4 milioni. Sono il 6,7% della popolazione italiana. Si tratta di una media leggermente superiore a quella rilevata nell'Ue nel 2006 pari al 6%. La comunità straniera più grande - raddoppiata in due anni - è quella romena con un milione di presenze stimate. Lo afferma il dossier annuale sulla presenza degli immigrati nel nostro paese al 31 dicembre 2007 redatto dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes, presentato a Roma.

I cittadini stranieri oscillano fra i 3.800.000 e i 4 milioni, precisa il dossier, sottolineando che il dato non è in contrasto con quanto afferma l'Istat che parla di quasi 3 milioni e mezzo di presenze, in quanto in questo caso si tiene conto anche di quanti, arrivati più di recente, non hanno ancora acquisito la residenza, per il cui ottenimento si richiede spesso più di un anno. Nell'ultimo anno la popolazione straniera è aumentata di circa mezzo milione. Il 62,5% si trova al nord (oltre 2 milioni), il 25% al centro (poco meno di un milione) e circa il 10% nel mezzogiorno (quasi mezzo milione).

UN MILIONE DI ROMENI, IL DOPPIO IN DUE ANNI - Raddoppiati in due anni, i romeni in Italia sono circa un milione.Con questo dato la comunità romena si colloca al primo posto. Seguono la comunità albanese (402 mila) e quella marocchina (366 mila). Poco al di sotto delle 150 mila presenze ci sono i cinesi e gli ucraini. In crescita cittadini di origine europea (52%) mentre gli africani (23,2%) sono stabili e gli asiatici (16,1%) e gli americani (8,6%9 perdono almeno un punto percentuale. Nel 2007, fra gli immigrati, si stima che ci siano stati 251.190 nuovi occupati; 63 mila nuovi nati; 32.744 minori non comunitari ricongiunti; 60.810 familiari ricongiunti; 200 mila i comunitari giunti senza registrarsi in previsione di un loro insediamento.

ALMENO 500 MILA LAVORANO IN NERO - "Almeno mezzo milione di stranieri sono già insediati in Italia ed inseriti nel mercato del lavoro nero seppure sprovviste di permesso di soggiorno". Il lavoro nero fra gli immigrati - osserva il rapporto -"é enormemente diffuso non solo presso le famiglie ma anche nelle aziende con un'ampiezza sconosciuta negli altri paesi industrializzati". In tre anni (2005-2007) è stato presentato circa un milione e mezzo di domande di assunzione di lavoratori stranieri. Con un'incidenza rispetto alla popolazione straniera già residente che va dal 10% al 25% nel 2007 (ma addirittura del 33% rispetto ai lavoratori stranieri già occupati). I flussi registrati nell'ultimo decennio "sono tra i più alti e paragonabili, se non superiori, al consistente esodo verso l'estero degli italiani nel secondo dopoguerra". Per il dossier, è necessario "una più efficace gestione del mercato occupazionale. A regolamentare i flussi in entrata non potranno essere i centri di identificazione e di espulsione gli interventi repressivi ma si richiede il supporto di interventi più organici".

800 MILA ISCRITTI AI SINDACATI - Oltre 800 mila lavoratori stranieri sono iscritti ai sindacati. L'alto tasso di iscrizione ai sindacati - rileva il rapporto della Caritas-Migrantes - è indicatore della forte presenza nel mondo del lavoro degli stranieri. Le tessere di stranieri ai sindacati sono pari al 5% del totale degli iscritti e ben del 21% sugli iscritti attivi, ossia quelli decurtati dei pensionati.

DOPPIO DI CITTADINANZE IN 3 ANNI
- In tre anni, sono raddoppiati i casi di cittadinanza di stranieri: nel 2007 ad acquisire la cittadinanza italiana sono stati 38.466 stranieri. Il dato italiano è comunque uno fra i più bassi nell'Ue dove sono 700 mila i casi di cittadinanza registrati in Europa, quasi 2 mila al giorno.

3,7 MLD GETTITO FISCALE, 9% DEL PIL
- Nel 2007, gli immigrati hanno assicurato un gettito fiscale al nostro paese pari a 3 miliardi e 749 milioni di euro, dei quali 3,1 miliardi per i soli versamenti Irpef. Fra le altre voci, rilevante è anche la quota per l'imposta di registro pari a 137,5 milioni e l'imposta sostitutiva del reddito d'impresa, 254,5 milioni. Secondo l'Unioncamere, segnala il dossier, gli immigrati concorrono per il 9% al Pil. Rispetto alle rimesse, a fronte di un dato mondiale nel 2007 che ammonta a 337 miliardi di dollari, l'Italia ha raggiunto i 6 miliardi di euro, un quinto in più rispetto al 2006. Queste vanno, prevalentemente, verso la Cina e le Filippine.

no razzismo

manifestazione Torino 28feb 09 

Da 35.491 a 35.938 abitanti grazie agli immigrati- pinerolo- eco 21.1.10

La città cresce malgrado… i pinerolesi

Più morti che nati - È straniero il 7,2 per cento della popolazione

Pinerolo cresce (35.938 abitanti al 31 dicembre 2009 contro i 35.491 dell'anno precedente) a dispetto dei… pinerolesi che non amano le famiglie numerose. La bassa natalità è un problema nazionale (i figli sono un lusso, con i salari che corrono), ma per la verità sotto il Monviso giochiamo al meno da decenni. 
Raccontiamo un film già visto: l'evidenza dei fatti conferma che gli immigrati (1.545, 737 maschi, 808 femmine) fanno la differenza compensando ampiamente il perdurante prevalere dei morti (416) sui nati (323) in ribasso rispetto ai 348 dell'anno precedente. 
Detratti i 1.005 che hanno cambiato indirizzo emerge un saldo attivo di più 447 superiore a quello del 2008 (348) ma inferiore al boom del 2007 (503), quando l'Anagrafe prese in carico 1.689 persone per quasi un terzo (538 tra "comunitari" e non) provenienti dall'estero.
Piaccia o no, è merito loro se la città invecchia meno, malgrado gli afflussi da oltre confine (233 arrivi nel 2009) risultino in calo anche raffrontandoli al 2008 (341); è presto per parlare di inversione di tendenza, ma giocherà pure un ruolo il clima pesante che si sta instaurando (altro che "accoglienza") nei confronti dei cosiddetti "extracomunitari". 
Tra i 2.601 domiciliati da 70 nazioni (nel 2008 erano 2.334) il 22,1 per cento ha meno di diciott'anni, mentre i minorenni complessivamente iscritti (5.392) non superano percentualmente il 15. Da che parte stiano i giovani è evidente: non a caso la leva "straniera" dei trentenni (82) è la più numerosa, mentre i 46 ultrasessantacinquenni esprimono un marginale 1,8 per cento neanche raffrontabile al 23,1, seppure in ribasso rispetto al precedente 24,5, che percentualizza il totale degli 8.318 over 65 che abitano in città. Pinerolo, insomma, si sta svecchiando grazie a forze fresche (il dato è importante, 7,2 per cento) che vengono da lontano.
Uno "svecchiamento" favorito in larga misura dai comunitari romeni che valgono ormai l'esatta metà dei 2.601 immigrati dall'estero. Sono passati da 1.155 a 1.301, in gran parte occupati nell'edilizia o, se donne, come colf o badanti. Seguono, a debita distanza, i marocchini (oggi 376, ieri 341) e gli albanesi, in leggero calo da 287 a 282.
Tra 35.938 pinerolesi espressi in 16.926 famiglie anagrafiche (anch'esse in aumento, erano 16.646) le 18.867 donne dominano la scena. Non solo: la forbice a favore del presunto sesso debole si allarga man mano che l'età cresce: la dice lunga il raffronto vedovi-vedove (502 contro 2.685) mentre su 2.244 ovver 80 i maschi sono appena 713 tra cui due ultracentenari delle classi 1907 e 1908. Manco a dirlo è donna anche la senior tra le senior, nata nel 1905.


Dai romeni al vietnamita
Rappresentano il 7,2 per cento della popolazione i 2.601 stranieri residenti a Pinerolo. La comunità più numerosa è quella romena.   
Romania 1.301 (692 femmine, 609 maschi); Marocco 376 (165-211); Albania 282 (136-146); Perù 79 (51-28); Cina 59 (28 -31); Moldavia 56 (33-23); Polonia 34 (21.13); Brasile 33 (23-10); Germania 28 (14-14); Francia 26 (12-14); Nigeria 23 (17-6);  Congo 20 (9-11); Gran Bretagna 18 (8-10); Cuba 18 (18-0); Argentina 16 (9-7); Ucraina 16 (15-1); Costa d'Avorio 14 (6-8); Spagna 14 (10-4); Tunisia 14 (5-9); Camerun 12 (6-6); Egitto 10 (4-6); Rep. Dominicana 10 (5-5); Russia 9 (8-1); Algeria 8 (3-5); Filippine 8 (4-4); Portogallo 8 (6-2); Ecuador 7 (6-1); Bulgaria 6 (4-2); Messico 6 (5-1); Olanda 6 (4-2); Stati Uniti 6 (1-5); Ungheria 6 (3-3); Bielorussia 5 (5-0); Colombia 5 (5-0); Ghana 5 (3-2); Slovacchia 5 (4-1); Bosnia 4 (2-2); Belgio 3 (0-3); Cile 3 (1-2); India 3 (2-1); Pakistan 3 (3-0); Senegal 3 (0-3); Svezia 3 (1-2); Thailandia 3 (3-0); Giappone 2 (2-0); Jugoslavia 2 (1-1); Afghanistan 1 (0-1); Austria 1 (1-0); Cambogia 1 (0-1); Canada 1 (1-0); Capo Verde 1 (1-0); Cechia 1 (1-0); Croazia 1 (1-0); Danimarca 1 (1-0); Estonia 1 (1-0); Gambia 1 (0-1); Guinea 1 (0-1); Indonesia 1 (1-0); Irlanda 1 (0-1); Lettonia 1 (1-0); Mali 1 (1-0); Mauritius 1 (1-0); Nicaragua 1 (0-1); Norvegia 1 (1-0); Salvador 1 (0-1); Sierra Leone 1 (0-1); Svizzera 1 (1-0); Uruguay 1 (0-1); Vietnam 1 (1-0).

 

 

  assistenza domiciliare - pdf 2009

miraggio cittadinanza 

Non mi chiamare straniero-pdf  

Quando i rumeni erano gli albanesi - Enrico Pugliese

Pacchetto sicurezza-dossier novembre 2007 

CaritasDossierImmigrazione2007 -pdf

vedi L'immigrazione secondo Paolo Ferrero - pdf     nuovo libro claudiana  dic 07

rec. Revelli

Decreto flussi - prime domande -pdf dic07      

      Immigrati, burocrazia in tilt un milione di permessi fermi- 18.1.08       

                Vedi rapporto 2006 Regione Piemonte-pdf 10mb

donne venete- pdf

servi pastore - pdf

Europa cerrada - powerpoint

cinesi d'Italia

 capitoli del rapporto dell’Osservatorio Interistituzionale sugli stranieri in Provincia di Torino dove si trovano i dati dei vari comuni della valle:

                              Vedi analisi e dati 2005- pdf Mb1,58                    vedi analisi e dati 2004 -pdf Mb 0,704

Negli ultimi anni, la popolazione straniera sta crescendo rapidamente, dal 2001 si è raddoppiata.

La popolazione straniera conta fra 250 e 300 europei, più di cento provenienti dall'Africa, una ventina dall'Asia e più di trenta dall'America del Sud.

Segnaliamo alcune occupazioni: oltre alla ventina di polacchi che lavorano nella miniera di talco, i rumeni dell'edilizia nell'alta Val Chisone (per uno studio sulla manodopera per le olimpiadi 2006 vedi file)una decina nella officina Data di Pinasca , le  assistenti famigliari (badanti rumene e moldave) cresciute molto anche con l'ingresso della Romania nella Comunità Europea nel 2007. Inoltre ricordiamo stranieri negli alpeggi -pdf  .Una parte ha trovato lavoro in valle , altri nel Pinerolese.

Vedi dati sulla Popolazione straniera residente - in questa pagina

Per i dati di Pinerolo vedi pagina http://www.comune.pinerolo.to.it/servizi/statistica/stranieri.htm#0

in Piemonte nel 2007 252.000 stranieri

L?Est e l'Unione Europea - pdf -2007    I minori stranieri in Italia sono un milione - la stampa 24.10.07 - htm

Memoria- L'IMPERO ROMANO SALVATO DAGLI IMMIGRATI- Luciano Canfors - pdf

Sognavo l'Italia, non la schiavitù - pdf il manifesto 3.11.07

i Rom link schede didattiche  vedi ricerca su 'sinti' in carta

America il terrore sotto la pelle- il manifesto 8.11.07 -pdf

Stranieri a Treviso e Lega - htm 5.12.07

le ultime cinque "LETTURE"  pubblicate sulla Newsletter dell'OSSERVATORIO  SULL'IMMIGRAZIONE, leggibili in www.piemonteimmigrazione.it/newsletter.htm  - di Claudio Canal:
 
Sono dedicate a:  
7. Morire altrove  
8 - I campi per stranieri in Italia
9 - Un "miracolo" di integrazione?
10 - Confinamento per procura 
11 - Lo spopolamento dell'Albania

qui raccolte nel pdf 250Kb

L'Istat: +17% rispetto a un anno
prima. «Raddoppiano i romeni».
E gli stranieri vanno anche al Sud
ROMA la stampa 9.10.08
Boom di immigrati nel 2007 in Italia, con i romeni che sono addirittura quasi raddoppiati. Al 1 gennaio di quest’anno, secondo un’indagine annuale dell’Istat, i cittadini stranieri residenti in Italia sono 3.432.651 e, rispetto a un anno prima, sono aumentati di 493.729 unità (+16,8%).

Si tratta, sottolinea l’istituto di statistica, «dell’incremento più elevato mai registrato nel corso della storia dell’immigrazione nel nostro Paese, da imputare al forte aumento degli immigrati di cittadinanza romena, che sono cresciuti nell’ultimo anno di 283.078 unità (+82,7%)». Circa 457mila residenti con cittadinanza straniera - secondo lo studio - sono nati in Italia, 64.049 solo nel 2007. Costituiscono il 13,3% del totale dei residenti e rappresentano un segmento di popolazione in costante crescita: al censimento del 2001 erano circa 160mila. Sono una «seconda generazione», perchè non sono immigrati; la cittadinanza straniera, infatti, è dovuta unicamente al fatto di essere figli di immigrati.

Nel complesso, i minorenni costituiscono un insieme di circa 767mila individui: la maggior parte sono nati in Italia e coincidono di fatto con i 457mila stranieri che sono nati nel nostro Paese; il resto sono arrivati al seguito dei genitori. Quasi la metà dei residenti stranieri (1,616 milioni di persone, pari al 47,1% del totale) proviene dai paesi dell’Est europeo. I cittadini dei paesi est-europei non appartenenti all’Ue sono 839mila (24,4% del totale dei residenti stranieri), mentre 777mila (22,6% del totale) provengono da uno dei «Paesi Ue di nuova adesione», e fra questi 625mila sono cittadini romeni. I flussi migratori dai «Paesi Ue di nuova adesione» sono in progressivo aumento dal 2005, mentre nel complesso c’è una diminuzione per le altre aree di provenienza.

L’insediamento degli immigrati, aggiunge l’Istat, «mostra per la prima volta una lieve redistribuzione a favore delle regioni meridionali, a causa della presenza romena, che in queste regioni è cresciuta più intensamente che altrove». Tuttavia, questo «non muta sostanzialmente la nota geografia del fenomeno: il 62,5% degli immigrati risiede nelle regioni del Nord, il 25% in quelle del Centro e il restante 12,5% nel Mezzogiorno».

 


 

Allegato file pdf : una_stagione_all_inferno.pdf

Una stagione all'inferno.
Abbiamo deciso di dare questo titolo
al rapporto di Medici Senza Frontiere
(MSF) perché raccoglie l'idea di quello che ogni
anno migliaia di stranieri vivono nelle campagne del
Sud Italia quando si spostano da una regione all'altra per
essere impiegati in agricoltura come stagionali. Pur di lavorare
queste persone accettano paghe da fame e sono costrette a condizioni
di povertà estrema ed esclusione. Vittime consapevoli di
un sistema economico e politico perverso che li sfrutta e che allo
stesso tempo li tollera ma poi li criminalizza.
Con questo rapporto MSF vuole denunciare ancora una volta
quest'inaccettabile stato di cose che lede la dignità degli ultimi e
tutelare un diritto fondamentale, quello dell'accesso alla salute.
Da anni siamo impegnati anche in Italia perché chiamati a rispondere
al mandato della nostra organizzazione: assistenza sanitaria
di popolazioni vulnerabili e testimonianza. Dai Centri di
Permanenza Temporanea agli sbarchi a Lampedusa, dagli ambulatori
dedicati agli stranieri irregolari fino all'intervento con gli
stagionali la nostra azione umanitaria si è concentrata laddove
maggiore erano i bisogni.
Oggi, nel complesso fenomeno dell'immigrazione in Italia, la condizione
degli stagionali resta un nervo scoperto ipocritamente
nascosto. Già nel 2004, MSF aveva visitato le campagne del Sud
Italia per portare assistenza sanitaria agli stranieri impiegati come
stagionali e per indagare questa scomoda realtà. Allora avevamo
potuto testimoniare le vergognose condizioni di vita e il preoccupante
stato di salute in cui gli stranieri versavano.
A distanza di tre anni MSF ha potuto constatare che nulla è
cambiato.

 

 


Monongah- 6 dicembre 1907 Centenario- 170 emigranti italiani muoiono in miniera

Il sindacato e gli immigrati - intervista 1 -la CGIL- ascolta:

A) Lo sportello CGIL per gli immigrati - mp3

B) Le comunità straniere - i Neocomunitari - mp3

C) Agenzie private - come gli imprenditori truffano la Bossi-Fini - mp3

ALCUNI DATI sul Pinerolese        LA COMUNITA' CINESE A LUSERNA -PDF(eco del chisone 19-09-07)

Decreto sull'integrazione degli immigrati - 17-09-2007


pdf    Ferrero: scendete in piazza- intervista corriere della sera

I braccianti schiavi della piana del Sele pdf

Molotov contro i rom - link

Logo 2007

Torino 10 ottobre 2007
Saluzzo e Savigliano (Cuneo) 11-14 ottobre 2007

 

Il tema della III Edizione di FestivalStoria è “la razza”: un mito che ha segnato in modo funesto la vicenda umana, da tempi remoti a oggi.
Con questa III Edizione FestivalStoria affronta un tema di terribile attualità, ma che affonda le sue radici nel passato; tracce di idee razziali si trovano in molte civiltà, religioni, ideologie politiche, lungo i secoli, da un continente all’altro. Il Festival, secondo la sua filosofia, cercherà di percorrerne un gran numero, tentando di fornire una rappresentazione rigorosa ma destinata a un pubblico ampio, di questo insieme di tematiche, con l’ausilio, oltre che di storici, di genetisti, biologi, antropologi, filosofi, giuristi, sociologi…
Sono previste, accanto alle conferenze, alle conversazioni e interviste, e ai forum, proiezioni di film storici e di attualità, spettacoli teatrali, concerti e mostre.

http://www.festivalstoria.org:80/edizione.php         Discorso introduttivo- Angelo d'Orsi


 

Via al bando da 50 milioni di euro l'anno per l'integrazione degli immigrati

di Nicoletta Cottone-18 settembre 2007-ilsole240re

Cinquanta milioni di euro l'anno, dal 2007 al 2009, destinati all'integrazione degli immigrati. Cifra che il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero vuole raddoppiare, tanto che si appresta ad avanzare al Governo la richiesta da inserire nella Finanziaria per il 2008. L'avviso sul finanziamento dei progetti è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 settembre 2007 n. 216 ed è aperto a quei soggetti (Regioni, Province autonome, enti locali e loro enti strumentali, associazioni, organizzazioni di imprenditori, di datori di lavoro e di lavoratori) che entro le ore 13 del 2 novembre 2007 saranno in grado di presentare dei progetti validi. «Non vorremmo trovarci con le banlieues domani - dice Ferrero - per cui lavoriamo a smontare i ghetti oggi».

Sono previste varie aree di intervento che vanno dal sostegno all'accesso all'alloggio all'accoglienza degli alunni stranieri, Rom, Sinti e Camminanti, dalla valorizzazioni delle seconde generazioni alla tutela delle donne immigrate a rischio di marginalità sociale fino alla diffusione della lingua e della cultura italiana.

Ferrero nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa ha segnalato che gli immigrati che lavorano in Italia contribuiscono per il 5% al prodotto interno lordo. Una somma che vale 65 miliardi di euro e dalla quale derivano 10 miliardi di tasse, di entrate per lo Stato. «Qui parliamo di 50 milioni - sottolinea Ferrero - e la proporzione tra questo valore e il guadagno dello Stato mi sembra chiara». Il ministro per la Solidarietà sociale ha anche sottolineato che si tratta di un progetto importante perché «per molti anni per l'immigrazione si è fatta una spesa di repressione e poco o nulla per l'inclusione. In Italia ci sono 3 milioni di emigranti regolari e 500mila bambini. Vogliamo intervenire sui punti di maggiore criticità per evitare che quando si parla di immigrazione si parli solo di una questione di ordine pubblico. Non ci troviamo davanti a un'immigrazione temporanea, ma di significativa permanenza».

 


< alla festa della CGIL 23/9/07 S.Pietro Val Lemina 

audio del dibattito del 23/9/07


Nel pinerolese ci sono varie sezioni del Centro Territoriale di formazione per adulti, con corsi di alfabetizzazione per stranieri


 

Le collaboratrici famigliari sono molto numerose, ora sono organizzate con una rete interna che procura del personale alle famiglie che fanno richiesta. Di solito abitano nelle famiglie, ma altre si sono cercate un alloggio per il tempo libero. Ci sono casi di speculazioni ed  affitti di 'abitazioni' non adeguate e in nero. La comunità rumena si trova nei week end a Torino, molto usato il supermercato Lidl per gli acquisti. Alcune hanno trovato un compagno in valle e messo su famiglia...altre hanno fatto venire i famigliari.

L'alto costo delle case per anziani, il diffuso lavoro femminile , l'allungamento dell'età della vita, sono fra i fattori del ricorso alle collaboratrici famigliari per gli anziani e i malati, di fronte alla alta percentuale di anziani ultrasessantacinquenni presenti sul territorio; abbiamo una media del 27% sulla popolazione totale, contro un 21% della Provincia di Torino e un 22% della Regione Piemonte. Per una decina di casi la C. Montana interviene con l'assegno di cura ad aiutare le famiglie (spesa tot.35.000 euro l'anno) , è richiesto che la collaboratrice famigliare sia in regola coi contributi. Il problema degli anziani è grave, lo stato riesce a sostenere solo il 4% delle famiglie che hanno bisogno di aiuto, le famiglie devono aggiustarsi come possono. Le collaboratrici famigliari straniere sono una soluzione tampone che non durerà a lungo ( gli stranieri vengono in Itala per un periodo a termine, le famiglie si indebitano) ed è necessario che lo stato usi i suoi soldi in modo migliore aumentando i contributi alle famiglie con anziani. Purtroppo le previsioni per i prossimi decenni dicono che le pensioni 'alte' di questo periodo spariranno, e ci sarà meno di un figlio per famiglia per aiutare i genitori, quindi non ci saranno margini nè per pagare assistenti famigliari nè per le case di riposo. Dopo la lunga esperienza dello stato sociale, sperimenteremo nuovi problemi perchè il capitalismo non intende farsi carico di chi non lavora - finora erano state solo le lotte dal dopoguerra agli anni '70 a elevare il livello di reddito dei lavoratori. Nel '70 a loro andava il 70% della ricchezza totale prodotta , oggi meno del 50%.


Acli:  Indagine colf: 

Presentata la ricerca sulle collaboratrici domestiche straniere. «Il sistema non può reggere così per sempre» denuncia il presidente Andrea Olivero. Solo una collaboratrice su quattro intenzionata a rimanere in Italia. 6 colf su 10 vivono separate dai figli o dal marito. 4 su 10 mandano in Patria almeno la metà di quanto guadagnano. Il 24% è in Italia senza documenti di soggiorno. Il 57% lavora del tutto o in parte in nero. Il 61% concorda col datore di lavoro le irregolarità nei versamenti. Il salario medio è di 880€ mensili. Più della metà (51%) assiste persone anziane e il 17% si prende cura dei bambini. Si sentono membri di famiglia (60%) ma chi vive nella casa in cui presta servizio (33%) lavora fino a 59 ore settimanali e pensa di andare avanti ancora per poco (70%)

 segue in Poche vogliono restare in Italia         Articoli eco del chisone 24-10-2007


 

sul fenomeno in Italia: 

Chi sono le “badanti”?
Daniela Ricci e Catia Iori (noi donne)

Arriva dai Paesi dell’Est come turista e in pochi giorni è una clandestina senza identità. Come far emergere un fenomeno sommerso così diffuso? Come salvaguardare la qualità di un lavoro indispensabile, l’integrazione sociale delle donne che lo svolgono e al tempo stesso i bisogni e l’economia delle famiglie?

Sono in gran parte straniere le “assistenti familiari”, definite comunemente con il termine poco appropriato di “badanti”, occupate nell’assistenza di anziani e di persone non autosufficienti. Una marea di 500mila o forse 700mila donne (le cifre in questo caso non sono ufficiali così come il fenomeno in gran parte sotterraneo, complesso quanto molto diffuso) che si è estesa in ogni luogo d’Italia, dal più piccolo paese alla più grande metropoli, ha fatto ingresso nelle nostre case e si prende cura di noi, delle nostre famiglie, dei nostri anziani. Senza di loro oggi nel nostro Paese il sistema di assistenza sarebbe in seria crisi. La maggior parte di loro proviene dall’Est Europa e arriva in Italia regolarmente con un visto turistico che dura pochi giorni. In genere sono alla prima esperienza lavorativa e restano in media un anno nel nostro Paese. Il tempo di accantonare un gruzzolo che servirà a tamponare le difficoltà per le quali sono state costrette a partire, poi fanno rientro a casa. Secondo i dati raccolti circa la metà di loro sarebbe clandestina, ricattata e sfruttata da organizzazioni illegali prive di scrupoli che guadagnano sul traffico “di cura”. Le altre sono contattate attraverso conoscenti o parenti ma solo per una minima parte di loro il contatto con le famiglie avviene mediante un servizio pubblico o un’agenzia. Il lavoro è molto duro e chiede spesso un’assistenza continua agli anziani e ai malati, 24 ore su 24, in cambio di 700/800 Euro mensili. E quando si perde il lavoro si perdono anche la casa e i mezzi per vivere. Alcune Regioni hanno ratificato formalmente la figura dell’assistente familiare. Su questa base già da tempo in Italia si stanno svolgendo esperienze significative per sostenere le famiglie nelle spese legate al carico di cura, per l’avvio di percorsi formativi rivolti alla qualificazione del lavoro delle assistenti familiari e di progetti finalizzati a sollevare dall’isolamento le donne che svolgono questa attività. Ed è recente il riconoscimento della figura per contratto - in via di definizione mentre chiudiamo il servizio - e l’impegno della ministra Rosy Bindi ad istituire un Fondo nazionale non autosufficienza per sostenere le spese delle famiglie. Il fenomeno richiede tuttavia ulteriori approfondimenti e scelte che vanno ad intrecciare ambiti politici differenti, dal sociale al lavoro a quello dell’immigrazione. In queste pagine apriamo su questi temi un’ampia riflessione. (continua su 
dossier badanti (Noi donne)  )

Rumeni in Italia- liberazione 13_10_2007

altri link          http://www.meltingpot.org/articolo4496.html    

http://www.meltingpot.org/articolo1610.html              

http://www.ferdinandocamon.it/articolo_2007_03_09_Rumeni.htm                

     ricerca sul sito cgil       ricerca su 'carta'    rassegna cgil 

Cosa dicono i programmi elettorali del 2006 sugli stranieri?

sulla vita operaia negli anni sessanta ascolta 

 ascolta storie di vita 

ascolta Emigranti Express- link radio2

ascolta europa precari

inchiesta fra i muratori - repubblica pdf

sogni di donne immigrate- mp3

  Cinesi immigrati 2005 

La Milano del Dragone raccolta rai3- link

La valigia di cartone - emigrazione in Germania - rai3-link

Governo-immigrazione: si cambia troppo poco link

stranieri in Italia - pdf

ROM- dossier repubblica pdf  così i Rom in Europa link

 

IMMIGRAZIONE, L'INTEGRAZIONE PASSA ANCHE DAI CONSUMI - ansa 18-10-07
 ROMA - Sui tre milioni di stranieri residenti regolarmente in Italia, il 34% possiede automobili per un terzo nuove, l'11% ha acceso un mutuo, il 15% ha un finanziamento, il 70% preferisce prodotti di marca quando fa la spesa e il 76% frequenta ristoranti e pizzerie. Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca 'Marketing the melting pot - osservatorio sui consumi degli stranieri in Italia', svolta da TomorrowSwg e prodotta da etnocom etnomarketing. Dall'indagine, presentata a Roma, emerge anche che il 54% degli immigrati va al cinema e il 37% in discoteca, il 61% ama il calcio e il 42% le lotterie. Inoltre, il 50% usa i mezzi pubblici in città e il 42% ha fatto un viaggio nell'ultimo anno, una metà per visitare i parenti, l'altra per turismo.

 "Gli immigrati extracomunitari - ha osservato Stefano Ghezzi, responsabile della ricerca per TomorrowSwg - vengono considerati o come 'minaccia' o come 'risorsa' lavorativa, ma la nostra analisi ha voluto considerarli dal punto di vista della domanda. E la ricerca - ha proseguito - rivela aspetti interessanti di una comunità spesso considerata 'povera', ma i cui consumi sono uno dei principali veicoli di integrazione. Esiste cioé una 'maggioranza silenziosa' della popolazione immigrata che non solo lavora e produce, ma si informa sui nostri media, compra i nostri prodotti, fa ricorso al credito e viaggia. La ricerca evidenzia poi - ha concluso - come gli stili di consumo siano influenzati dai modelli del paese in cui si trovano e dalla giovane età di questi consumatori, visto che il 34% ha una parabola, il 55% si connette al web tutti i giorni e il 93% possiede un cellulare. 

nota (quale era il campione? non sembra molto credibile negli ultimi dati)

 


vedi articolo su Riforma del 27-6-07

ecco un raffronto fra il 2001 e il 2006  sulla Popolazione straniera residente (IN ALLESTIMENTO)

Tavola: Popolazione straniera residente - (dettaglio comunale) - Censimento 2001.

 Situazione  al 31/12/2006 in rosso da verificare

 

 

alcune nazionalità

COMUNI

Popolazione straniera residente

Popolazione straniera residente

Romania

Marocco

Polonia

Moldavia

altri

Fenestrelle

9

12

 

 

 

 

 

Inverso Pinasca

2

8

5 adulti

2 minori

 

 

 

1

Massello

0

0

 

 

 

 

 

Perosa Argentina

40

83

28 adulti

5 minori

10

1

9

30

Perrero

8

24**

 

 

17

 

7

Pinasca

29

92

39 adulti

22 minori

7

 

8

16

Pomaretto

10

27(2007)**

7

6

7

1

6

Porte

21

54

13

34

 

 

7

Pragelato

41

135

111

150(2007)

 

 

2

12

Prali

19

10(2007)**

 

 

 

 

 

Pramollo

0

0

 

 

 

 

 

Roure

10

21

 

 

 

 

 

Salza di Pinerolo

0

2

 

 

 

 

 

San Germano Chisone

28

51

21

19

 

 

11

Usseaux

3

1

 

 

 

 

1

Villar Perosa

31

55

 

31

1

 

23

totale

251

534

 

 

 

 

 

++ nel 2007 i polacchi residenti alla Gianna (Prali) si sono trasferiti stabilmente a Pomaretto e Perrero

cittadini stranieri registrati anagrafe situazione al 31/12/2005

Comune

Stranieri Maschi

Stranieri Femmine

Totale Stranieri

 

di cui minori

Pop. Totale

% Stranieri

FENESTRELLE

5

4

9

1

597

1,51

INVERSO PINASCA

3

5

8

3

696

1,15

MASSELLO

0

0

0

0

65

0,00

PEROSA ARGENTINA

32

46

78

15

3499

2,23

PERRERO

6

6

12

1

759

1,58

PINASCA

49

47

96

28

2981

3,22

POMARETTO

4

10

14

0

1092

1,28

PORTE

0

0

0

0

989

0,00

PRAGELATO

60

67

117

26

573

20,42

PRALI

22

5

27

3

319

8,46

PRAMOLLO

0

0

0

0

231

0,00

ROURE

9

16

25

5

928

2,69

SALZA DI PINEROLO

0

0

0

00

74

0,00

SAN GERMANO CHISONE

18

25

43

10

1852

2,32

USSEAUX

1

1

2

0

183

1,09

VILLAR PEROSA

44

40

84

18

4.192

2,00

totale

253

272

525

110

19030

2,75

 

Tavola: Popolazione straniera residente per sesso e area geografica di cittadinanza - Torino (dettaglio comunale) - Censimento 2001.

Pagina relativa a: sesso = maschi.

COMUNI

Aree geografiche di cittadinanza

Europa

Africa

Asia

America

Oceania

Apolidi

Totale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fenestrelle

4

1

0

0

0

0

5

Inverso Pinasca

0

0

0

0

0

0

0

Massello

0

0

0

0

0

0

0

Perosa Argentina

3

8

5

1

0

0

17

Perrero

1

2

0

0

0

0

3

Pinasca

10

4

0

1

0

0

15

Pomaretto

2

3

0

0

0

0

5

Porte

11

2

0

0

0

0

13

Pragelato

23

0

0

0

0

0

23

Prali

15

0

0

0

0

0

15

Pramollo

0

0

0

0

0

0

0

Roure

3

0

0

0

0

0

3

Salza di Pinerolo

0

0

0

0

0

0

0

San Germano Chisone

2

11

1

1

0

0

15

Usseaux

1

1

0

0

0

0

2

Villar Perosa

5

5

0

1

0

0

11

totale

80

37

6

4

0

0

127


Iniziativa in Val Pellice bambini/e del Caucaso

In Val Pellice

 


 

segnalazione siti utili

http://www.meltingpot.org/

http://www.chainworkers.org/

http://www.piemonteimmigrazione.it/newsletter.htm

http://www.immigrazione.it/

http://www.ilmaleppeggio.it/index.php

http://www.internazionale.it/home/

http://www.gruppoabele.org/

http://www.libera.it/

http://www.1000peacewomen.org/

http://www.istat.it/

http://www.eurasia-rivista.org/

http://www.itempidellaterra.org/

http://www.storieinmovimento.org/

http://www.centrostudilibertari.it/

 


 

Se questo è un uomo. Il mio "safari" tra i migranti di Foggia

di Angelo Ferracuti

su Liberazione del 26/08/2007

Reportage dalle campagne pugliesi che sembrano africane

Quello che ho visto stamattina non ha dell'umano, eppure è umanissimo. Certi parametri cambiano da luogo a luogo, sono le spugne sensibili dell'Epoca. Con Passpartout, reporter free lance che sa tutto di questi posti, e Issa, un ragazzo della Costa d'Avorio che vive nel foggiano da sette anni, siamo partiti stamattina in auto per un viaggio nelle campagne qui intorno.
Sembra incredibile come il paesaggio di questa parte di Puglia possa occultare certe vite. Improvvisamente da un'arteria di città, mentre stai transitando in una di queste superstrade semivuote con ai lati centri industriali dismessi, stradoni deserti sotto cieli pieni di nuvole prosperose, ti ritrovi in un pezzo di terra fantasmatico, che è tanto luogo, perché ci sono distese di campi immense tra due sagome lontane di monti, ma è anche una terra desolata, una terra di nessuno.
Raro infatti incontrare automobili, e quelle poche sono modelli in disuso, vecchie Mirafiori, Tipo dalla verniciatura variopinta fatte di pezzi e colori diversi, furgoni, Fiat uno scassate, però capita di vedere gente a piedi, ragazzi neri sempre slanciati di corpo, eleganti nonostante lo stato di cattività, che camminano contro il vento, e autotreni con i rimorchi stipati di casse di pomodori che corrono all'impazzata perché anche per loro il tempo è denaro.
Tutto è danaro e tempo qui: per gli agricoltori, per i cinici spietati caporali che organizzano le uscite, per i lavoratori stagionali che poi migreranno in Trentino a raccogliere mele e in tutte quelle geografie possibili dove serve manodopera assoggettata e veloce. Hai la percezione di stare da un'altra parte dell'Italia, un piccolo spazio di realtà che nessuno riesce a vedere, oppure fa finta di non accorgersi che esista, e dove loro malgrado questi schiavi nomadi cercano di ricostruire una comunità, una cittadella di lavoratori, di uomini e basta.
Costeggiando la stazione di Rignano sostano dietro un cancello braccianti africani stanchi, sembra un luogo sperduto dove non immagineresti che davvero un convoglio possa passare per davvero, con tanto di vagoni e passeggeri, per quanto l'atmosfera è assurda. Hai la sensazione di esserti perso, che ti stiano portando a spasso nell'Altrove, e provi quasi un senso di angoscia a ritrovarti senza la minima protezione e a orientarti.
Non c'è presenza umana da nessuna parte, le strade polverose sono piene di buche, è come se sentissi la Storia indietreggiare, farsi beffe dell'uomo che eri prima nell'alberghetto dignitoso e pulito del centro storico di Foggia, con aria condizionata, telefono, abatjour, libri a iosa che ti sei portato dietro, per combattere in qualche modo contro il tempo che passa. E il tuo tempo, quello che vivi, vuole solo consumarsi e consumarti. Merci che chiamano merci. T'immagini come può essere qui la vita d'inverno, quando piove e i fulmini corrono lungo il cielo aggrottato per colpire un bersaglio, cosa può diventare all'improvviso questa prateria, e come può vivere uno che è catapultato qua da un altro Mondo come un boomerang: la Costa d'Avorio, o il Mali, il Senegal, per ritrovarsi solo nel Nulla, in uno spazio senza tempo. Uno che a Foggia non ci va mai, che non conosce i negozi del centro e che ha un solo problema: lavorare.
Dobbiamo arrivare al Ghetto, così lo chiamano, un villaggio africano a tutti gli effetti. La strada polverosa sembra infinita, non si vede mai un orizzonte. Mancano solo i leoni e le zebre lungo questi tratti di campagna brulla dove vedi solo grandi ragnatele per terra di pomodori a grappoli, eppure le zebre potrebbero starci davvero, potresti vedere anche giaguari correre e antilopi scappare e cacciatori con le lance inseguirli. Siamo nel mondo selvaggio, animale. Sono fermi oggi, non c'è lavoro, ci sono troppi controlli, perché i neri sono visibili e extracomunitari, i caporali preferiscono i bianchi polacchi, i rumeni, i bulgari. Danno meno nell'occhio. Piovesse sarebbe diverso, allora sì che si aprirebbe per loro uno spiraglio.
Issa, che nel suo paese significa Gesù, è una specie di sindacalista e caporale buono insieme: rivendica diritti per i suoi connazionali del Ghana, dell'Uganda, del Mali, del Senegal, però organizza la vita dei nuovi arrivati, li sistema, li colloca. In queste vecchie masserie cadenti ci vivono in parecchi. Sono case fatiscenti, gli intonaci sgraziati dall'umidità, i vecchi materassi polverosi ammassati, le tende che separano i corpi. Vivono come le bestie, bevono acqua inquinata e si ammalano. Fortuna che il dottore di Medici senza frontiere viene qui periodicamente a curarli.
Allora ti chiedi se questo è un uomo. Uno che vive lontano dal proprio paese, senza affetti, uno che ha solo bisogno di lavorare e mangiare per 18 bastardi euro al giorno. Ti chiedi se è umano in questo paese vivere senza l'acqua per bere, senza quella per lavarsi, se un uomo per sopravvivere deve infilarsi dentro i vasconi che raccolgono l'acqua piovana da usare per irrigare i campi, e magari morirci annegato perché la melma schiumosa gli ingoia il corpo e non è più capace di risalire.
Ti chiedi se gli occhi che hai visto, d'una tristezza infinita, in questi volti nerissimi, non debbano interrogarti e farti vergognare. Sono ragazzi partiti dall'Africa con un sogno, e che hanno pagato un sacco di soldi per traghettare, frutto di collette tra i parenti, sacrifici di tutta la vita in paesi poverissimi. Quei soldi dovranno restituirli. E se li beccheranno senza documenti per loro sarà una sconfitta atroce anche economica.
Ti chiedi perché un uomo che con le sue mani raccoglie ortaggi e crea un pezzo di ricchezza di questo paese non è un uomo, non esiste, non ha una cittadinanza, e questa cosa t'indigna.
Stanno in una specie di androne, seduti a bere coca cola o acqua, niente alcol perché sono musulmani. Il ghetto è fatto di un agglomerato di case distanziate di poco una dall'altra. Dentro materassi posticci, tramezzi di cartone, e tante mosche che svolazzano e cercano carni da succhiare. C'è persino un bar gestito da un tipo che sembra mezzo scemo, Gigino, vecchia conoscenza di Passpartout. Lui sta lì perché il proprietario è in galera. Gli hanno messo le manette ai polsi, non vuole dirmi perché, forse per storie di droga e prostituzione. La notte scorsa hanno ballato, c'è stata una festa per un anniversario di matrimonio. Sugli scaffali organizzati c'è di tutto e sotto a ogni merce esposta, siano aranciate, cocacole o superalcolici, è scritto il prezzo come al supermercato. Le bibite fresche stanno dentro vecchi frigoriferi mantenuti dal gruppo elettrogeno alimentato a gasolio. Ci sono ancora i festoni in alto, sul soffitto, e un sistema audio che diffonde la musica, c'è persino un Grundig con un bello schermo e la stufa a legna al centro, i tavolini e le sedie per gli avventori che tornano dalle campagne strafatti di stanchezza. Dietro il bar c'è lo scopatoio, un loculo di un metro per uno dove la sera due prostitute colombiane, a prezzi modici, sfamano sessualmente per pochi euro un intero popolo di africani che fanno la fila. Questo box è squallidissimo, somiglia a quelli degli autolavaggi. Per terra c'è un tappeto di plastica dura e intorno bottiglie di plastica vuote e cartacce. Qualcosa che non si vorrebbe vedere e che pure esiste, umilia lo sguardo.
Appena arrivato in questa terra di nessuno scatto delle foto e un ragazzo nero giovanissimo subito s'inalbera, sento che parla con un altro connazionale pieno di rabbia nel corpo. Un altro africano occhialuto, tuta adidas taroccata, ciabatte ai piedi logore mi dice: "vuoi fotografare questa merda? Ma che ci stiamo portando per il culo?" Ha ragione, ho sbagliato. Gli chiedo subito scusa. Poi mi spiegheranno che ogni volta che un giornalista viene qui li individuano, così dopo qualche giorno arrivano i carabinieri a sgomberare. Molti sciacalli della carta stampata approdano in fretta e furia, li fotografano e poi se ne vanno dopo aver fatto lo scoop. Poco dopo saremo fianco a fianco a guardare gli scatti memorizzati dalla mia Pentax e sarò costretto a cancellare quelli che lui reputa giustamente compromettenti. Non vogliono farsi fotografare, a loro non importa esistere oggi. Questo ragazzo sta costruendo una baracca vicino alla casa, con le travi di legno, e si muove ardimentoso tra le zolle. Anche in lontananza, nelle case vicine, stanno tirando su nuovi abitazioni. Lavorano nella calura tirando su le baracche. Vecchie automobili vanno e vengono, tutti si salutano animosamente ogni volta che passano, sembra un villaggio dell'America del Sud, quelli delle piantagioni di tabacco lontani nel tempo, quando la Storia indietreggia è così. Nella casa di Issa ci sono dei ragazzi seduti su sedie bianche di plastica, sono nerissimi e bellissimi, un vestiario per niente dimesso, anzi quasi elegante. Ridono, la mitezza dei loro atteggiamenti è palpabile. Le mosche corrono lungo i piedi, si fanno beffe delle ciabatte di cuoio. Ma anche se vivono come bestie non perdono mai il controllo, li vedi sereni. La casa è piena di crepe. In cucina una donna africana giunonica, capelli nerissimi e faccia allegra sta davanti a due pentoloni dove bolle il riso. La rivendita delle bibite è gestita dalla compagna polacca di Issa, l'unica bianca, pallidissima e imbarazzata, stridente rispetto al contesto, i prezzi sono buoni e io e Passpartout ne approfittiamo per bere delle birre fresche. Siamo a Rignano, a pochi chilometri da Foggia, ma è davvero come se oggi fossimo partiti per un Safari.