Vedi documento Cai 2005 - pdf

 

e_mail /dibattito sulle strade di montagna

Subject: Re: firmiamo contro l'asfaltatura delle strade militari

 

Buongiorno  

Mi dispiace contraddire ma sinceramente non sono assolutamente d'accordo con il Vostro pensiero,

in quanto è il solito pensiero utopico di chi in montagna ci va per il fine settimana, se fa bello, poi se ne ritorna a casa in città o dove,  sputando sentenze su quello che bisogna fare o non bisogna fare in montagna.

Ma perchè invece i pareri sulla asfaltatura, o sulla chiusura della strada (in questo caso quella dell' Assietta) non li chiediamo a chi in montagna e sulla quella strada ci vive?

a chi gestisce gli alpeggi, per fare latte e formaggio, a chi a prezzo di fatiche e passione ha aperto una attività commerciale bar o piccola ristorazione su quella strada....

a chi in montagna cerca di viverci e giustamente cerca di viverci dignitosamente, oppure vogliamo che i VALLIGIANI PER I LAVORI AGRO-SILVO-PASTORALI vivano di stenti come facevano i loro bisnonni.

Non vi sembra giusto che il "bergè " del 2007 possa vivere con le stesse comodità e agi del cittadino ? non pretendo di arrivare al modello svizzero od altoatesino dove il Montanaro è considerato un lavoro  altamente dignititoso e riconosciuto dalla comunità, che fornisce a loro tutti gli strumenti e comodità dei conterranei che vivono in città, dai servizi sociali quali sanità, scuolabus, soccorso, alle comodità tipo televisone, telefono, internet ecc. ecc. dove le strade di accesso invece di essere chiuse sono mantenute alla perfezione..... pensate che in Svizzera o in Alto Adige è tutto così perfetto (senza divagare sul fatto che sia bello o brutto, meglio o peggio, che piaccia o no.. ) dai prati falciati, alle case addobbate di fiori, al bestiame sempre ordinato, ai sentieri sempre ben segnati, solo perchè li sono in Svizzera o in Austria ? oppure perchè il sistema sociale vuole che sia così ? perchè il sistema sociale che comanda in montagna, poi di fatto in montagna ci abita e ci vive? dove da sempre hanno capito che per la montagna l'unico sbocco di vita è il turista, che se ben trattato porta da mangiare alla comunità intera.

Oppure preferiamo chiudere le strade, per fare andare solo a piedi o in bici ?  personalmente (faccio la guida alpina professionista dal 90) che tutto sommato in montagna ci vado molto spesso, non ho mai visto il turista in bici che stanco, sudato, con poco o niente da cambiarsi (d'altronde sta andando in bici..) si ferma alla piola di Pian dell' Alpe per mangiare primo, secondo, dolce, caffe, e amari lasciando sul tavolo i relativi denari; mentre ho visto praticamente sempre gruppi di motociclisti o automobilisti farlo, non ho mai visto escursionisti comprare e caricarsi nello zaino una forma di Tomà da 13/14 kg. alla bergeria dell'Assietta o del colle delle Finesetre e poi farsi 1000 mt di dislivello, mentre l'ho sempre visto fare dai conducenti di mezzi motorizzati. Poi dobbiamo pensare che la montagna è un bene e una passione che può essere di tutti e tutti devono poterne godere, anche chi ci vuole andare per fare pic nic a 5 metri dal veicolo in quanto vuole avere con se tavolo sedie barbecue ecc. non accetto il ragionamento egoistico, che in montagna ci devono andare solo coloro che sono in grado e hanno voglia di camminare 10 ore al giorno.

E poi ricordiamocelo e cerchiamo di essere obbiettivi chiudere una strada di accesso in quota come L'Assietta, o il Sommeiller per fare un altro esempio, vuole di fatto dire abbandonare quel territorio, perchè tolto dieci  WE l'anno più un perido continuativo di non oltre 15 gg tra luglio e agosto (e cerco di essere già molto ottimista) lassù non ci andrà nessuno, e soppratutto nessuno potrà mai pensare di viverci, quindi non facciamo discorsi retorici di recupero dell'ambiente alpino se poi di fatto ne vietiamo l'accesso e quindi le possibilità di sviluppo e sostegno dei possibili residenti, perchè alla fine della fiera se si vuole recupero e sviluppo del territorio alpino, bisogna fare in modo che il territorio dia reddito, altrimenti ogni altra forma di sostegno è pura utopia. Il modello svizzero/altoatesino insegna ancora. Ma allo stesso modo anche nei parchi della Savana Africana hanno costruito e fatto in modo da permettere l'accesso al turista, se invece tornassero ad un recupero totale dell' ambiente gli unici frequentatori della savana tornerebbero ad essere i cacciatori di frodo per commerciare in pellami pregiati e zanne di elefante, perchè neanche più le popolazioni locali tornerebbero a vivere e di radici e fauna selvatica come facevano i loro antenati....  

In sostanza non sono mai d'accordo con i divieti assoluti, quello che invece credo sia giusto è una regolamentazione oculata, (che non vale solo per le strade ma anche per altre cose  dalle moto alle motoslitte all' eliski....ecc.ecc )  che però sia dettata principalmente dalle esigenze dei residenti e dei locali, e non da idealisti e ambientalisti che poi di fatto non si trovano mai a dover sbarcare il lunario sul quel territorio, ma fanno solo una gran teoria.

Su come regolamentare si potrebbe discutere parecchio dagli orari ai pedaggi, alle navette.... ma ovviamente bisogna prima essere d'accordo sulla non chiusura..........

  Cordiali Saluti

Pier Mattiel


e-mail

Concordo  che chi giustamente lavora in montagna debba avere più voce di chi ci va solo per il fine settimana.
L'iniziativa della raccolta firme che è stata messa in campo non è nata in una bella giornata di sole al Pian dell'Alpe, ma è il frutto di un lungo impegno con associazioni, guide Alpine e bergè.
 
Faccio l'esempio della pista alla conca del Prà in V.Pellice. E' stata accettata da tutti "tranne qualcuno" per agevolare l'accesso ai pastori ed ai gestori dei rifugi. Nei  primi due anni era presente un servizio navetta che portava i turisti al Prà, poi a qualcuno dava fastidio e i finanziamenti per la navetta sono finiti.
 
Negli anni hanno tolto la navetta , gli automobilisti alcune volte parcheggiano le macchine su prati dove c'è il pascolo, i bergè si incazzano perchè trovano anche l'immondizia sui pascoli.
 
E' paradossale invece trovare il gestore del Rifugio Jerwis del Rifugio Sellerie che sono nettamente contrari alle asfaltature di queste piste, perchè lavorano con un turismo diverso da quello motociclistico. e sostengono questa iniziativa.
 
Inoltre il costo di queste operazioni al Sellerie si aggirerebbe sui 300.000 € !!!
Cosa si potrebbe fare con quei soldi per le comunità alpine ?
 
Alla provincia di Torino è stato presentato un piano di sviluppo territoriale più compatibile con le esigenze di chi ci lavora, creando posti di lavoro con l'utilizzo delle navette che partirebbero dal parcheggio dal parcheggio di Balboutet per l'agriturismo del Pian dell'Ape.
E' stato fatto un sondaggio sui motociclisti che fanno il giro dell'Assietta ; quasi tutti passano sulla strada e scendono a prendersi un caffè al Sestriere o a Cesana.
 
Gli alpeggi in quota non ci sono, l'unico in disuso è la vecchia casa cantoniera dove qualcuno si ferma a consumare panini.
Al Pian dell'Alpe si fermano invece i turisti del fine settimana, mentre gli altri proseguono o in bici o in moto.
 
Alla Conca del Prà i bergè vendono più comodamente le loro tome a Villanova dove si ferma la maggioranza dei turisti dopo una bella passeggiata, idem al pian del Re e lungo la Valle Varaita.
Nessuno ha mai visto un motociclista incollarsi una forma di 15Kg sulle spalle.
Anzi nei banchetti vicino ai posteggi si ha più tempo e voglia di fare qualche ghiotto acquisto.
 
 
Per il Pian del Re si è proposto per l'estate di fermare le auto al Pian della Regina e utilizzare la navetta durante i fine settimana per decongestionare il Pian del Re. La strada che sale è diventata molto pericolosa quando le macchine si incrociano, creando caos e nervosismo tra i turisti.
 
La maggioranza dei treker intervistati  non si ferma all'Albergo del Pian del Re ma proseguono per gli altri rifugi. I gestori dei rifugi sono favorevoli ad un Pian del Re più pulito e meno affollato.
Tra l'altro c'èra in progetto di installare sul Visolotto un faro alogeno molto potente per illuminare la cima del M.te Viso.
Grazie alla presa di posizione della popolazione il progetto è stato bocciato, si sarebbero spesi 90 mila € per accendere una lampadina, sbancando parte della parete Nord est del Visolotto.
 
Valle Varaita
 La provincia di Cuneo propone l'asfaltatura della strada militare dei cannoni.
Una provincia con problemi occupazionali di rinnovo infrastrutturale "ospedali, autostrade, aereoporto Levaldigi ecc.." può permettersi di spendere 500. 000 € c.a per un alpeggio stagionale sopra la V. Mala?
 
Quale programma di sviluppo sostenibile può valere una spesa simile?
Stanno facendo morire la pista da fondo della V.Mala!
Mancano i soldi per rinnovare le funivie di Pontechianale!
 
La Valle Varaita vive grazie all'industria del legno, nessuno in vallata riesce a capire l'utilità di tale spesa per una strada che finisce sotto il Pelvo d'Elva!
Ti portasse almeno in Francia!
 
Si sono sviluppati invece in vallata aziende e rifugi che propongono attività immerse nella natura e non nel transito di Enduro e moto da trial.
Vedi il rifugio al bosco dell'Alvè.
Che bello sarebbe invece allargare la mulattiera che sale al Rifugio Vallanta e aprirla al traffico motorizzato fino sotto le pareti di roccia di Punta Caprera.
Il gestore del Vallanta farebbe soldi a palate.
 
A già dimenticavo, si potrebbe continuare al passo di Vallanta scendere in Francia, sbancare il passo delle Traversette e collegarsi con il Rifugio Granero e la conca del Prà.
Bellissimo tutto in auto e riempire di soldi i due bergè rimasti nell'alto vallone del Guil, visto che al Rif. Granero bergè non c'è nè più.
Ma il gestore del Rifugio Granero, con il libero accesso alle auto farebbe soldi a palate.
 
Scherzo ma se pensiamo di trasformare l'arco alpino in un bel carosello libero a tutti vedremo le moto in cima al Rocciamelone.
 
Chi ha ancora voglia di andare a pascolare pecore sui monti?
 
Pochi, io arrivo da Norcia, in Umbria.
Assicuro che nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini i pastori sono tutti MACEDONI!!
A Castelluccio di Norcia dove quando nevica arrivano 4 metri neve in inverno ci sono solo i fantasmi, i giovani Italiani sono al bar a giocare a calciobalilla.
Nessuno vuole restare a 1400 metri isolati con mucche e pecore.
Viviamo nell'era del consumismo, del telefonino e dell'individualismo.
I pecorai sono quelli che scappano dai paesi dell'EST.
 
Quindi cosa vogliamo farne delle ALPI?
 
Strade per tutti con bar e paninoteche, o progettare con gli abitanti del posto attività ecocompatibili?
Ci sono ormai moltissimi esempi del successo di questa politica. Chianale è stata completamente ristrutturata rispettando i canoni paesaggistici, ed a nessuno è venuto in mente di fare passare le auto al centro del paese, o peggio aprire il traffico automobilistico nelle strade pastorali verso i laghi BLU o nel vallone Soustra.
Perchè la clientela che viene in vallata, delle macchine delle moto ne ha le balle piene.
 
Le piste silvo-agropastorali sono aperte ai proprietari terrieri, agli allevatori ed ai gestori.
 
Per loro l' accesso è stato facilitato.
Limitare il traffico per quei due mesi all'anno  serve per fare entrare nella testa della gente che deve abbandonare la vita comoda e rispettare il territorio dei montanari, che con enormi sacrifici ci hanno regalato montagne, prati e borgate stupende.
 
Dobbiamo diventare meno schiavi del consumismo e rispettare i tesori dei montanari, non distruggerli.
 
Il vero montanaro è geloso dei suoi monti e non vede di buon occhio il turista 'caciarone' a bordo della sua moto.
Rispetta di più l'escursionita che entra nel suo ambiente con educazione e rispetto della sua attività.
 
Questo ripaga la vita della montagna e non un trampolino di lancio che è già in passivo e che la regione Piemonte non sa a chi sbolognare tale onere.
 
Il villaggio della Val Troncea è stato dichiarato dalla procura di Torino completamente abusivo, perchè i geometri del comune di Pragelato hanno falsificato gli atti che registravano l'aspetto geologico dei terreni.
 
tTerreni alluvionali!!!! hanno costruito all'imbocco di due torrent:i il Chisone e Chisonetto!!!
 
Se questi esondano come nel 2000 chi paga?
I montanari sulla loro pelle!!
 
La stessa amministrazione ha fatto abbattere delle bergerie in V. Troncea senza autorizzazioni, per costruire 500 nuovi posti letto!!!
Tutto denunciato e sotto sequestro!!
Questi sono montanari?
 
Il montanaro non costruiva in bocca ad un torrente, il montanaro non sbancava il fronte di una montagna per un trampolino costato milioni di €.
 
Il montanaro serio avrebbe voluto vedere apprezzati i prodotti della sua terra.
I montanari Cuneesi stanno lottando ed hanno ottenuto il riconoscimento di vendere i loro prodotti a un giusto prezzo, mettendo un freno alle illogiche leggi agroalimentari della Comunità Europea.
Ora un marchio tutela questi prodotti.
 
In Sardegna i pastori Sardi stanno vincendo una dura lotta contro le banche che stanno soffocando la vita di 5000 aziende.
I pastori i montanari non vogliono le auto all'Assietta, vogliono vedere apprezzati i loro prodotti. Non su può sacrificare un territorio per una trattoria.
 
Noi cosa vogliamo offrire? le macchine in cima all'Assietta?
Al Pian dell'Alpe hanno poco da piangere, abbiamo visto durante l'estate un costante afflusso alla loro struttura, la domenica non trovi un posto neanche a morire.
Se il cliente sa che li si mangia bene stai tranquillo che ci arriva a piedi, in navetta ed anche in macchina.
 
Si vuole quindi limitare il traffico per fare cambiare mentalità agli Italiani non ai montanari.
I tedeschi i Francesi a casa loro non hanno possibilità di scorrazzare sulle strade sterrate alpine. Vengono a casa nostra per scaricare le loro voglie senza lasciare una lira ai montanari.
Al massimo qualche camera  occupata a Susa, all'Hotel Napoleon.
 
Anche questi si battono contro la TAV e poi vogliono le moto in cima alle montagne!!
Bah!
 
 Salvatore

*****

Da: leciaspole@libero.it [mailto:leciaspole@libero.it]
Inviato: gio 06/12/2007 22.04
Oggetto: Messaggio NOI E LE ALPI da Tonino

NOI E LE ALPI
Da strade di guerra a ciclostrade e percorsi escursionistici di pace

Può la nostra Associazione, per la filosofia che sta alla base delle sue azioni ed attività, ignorare che le nostre Alpi sono state dichiarate dall’UNESCO, patrimonio mondiale dell’umanità?
No, certo!
E’ per questo che tutte le nostre iniziative sono finalizzate alla valorizzazione del loro territorio, del loro habitat, della loro cultura, delle loro genti.
E’ per questo che abbiamo aderito ed applaudito alla decisione della Provincia di Torino di vietare l’accesso ai mezzi motorizzati nei giorni festivi dello scorso mese di Agosto alla strada militare dell’Assietta ed al Colle delle Finestre.
Ed è per questo che abbiamo reagito alla raccolta delle firme (quasi 3000) contrarie a questa iniziativa avviata da gruppi di motociclisti, automobilisti, ristoratori ed albergatori, con una nostra raccolta firme unitamente a CAI, Mountain Winderness, WWF, Lega Ambiente, Giovane Montagna ed altre Associazioni favorevoli non solo a questa prima sperimentazione ma all’assunzione di un Progetto Regionale che regolamenti l’accesso non soltanto alle strade militari ma anche a quello agro-forestali ed in particolare ai sentieri alpini e che si opponga decisamente alla loro asfaltatura.
Sull’onda di queste iniziative si è deciso con le Associazioni più sopra indicate di promuovere sulla viabilità alpina (vista in un’ottica più generale sul futuro delle Alpi), un importante Convegno Regionale il prossimo mese di Aprile 2008, preceduto da serate preparatorie nelle Valli Chisone, Pellice, Susa, ecc.
Queste serate e questo Convegno dovranno registrare la partecipazione convinta e massiccia degli associati di tutte le Associazioni impegnate alla salvaguardia e valorizzazione del territorio alpino.
La posta in gioco è molto alta ed importante, tale da imporre l’individuazione e l’assunzione di una strategia generale capace di finalizzare ogni intervento alla realizzazione di uno sviluppo ecocompatibile e sostenibile delle Alpi, per cui ognuno di noi dovrà sentirsi impegnato in prima persona nel portare avanti queste ed altre istanze.
Nel frattempo prosegue la raccolta delle firme a sostegno delle nostre posizioni sulla viabilità alpina, per cui sollecitiamo tutti a firmare ed a pubblicizzarla. Le adesioni vengono raccolte anche via internet facendo riferimento a:
WWW.MOUNTAINWINDERNESS.IT

Le nostre posizioni sulla viabilità alpina sono le seguenti:

?       Fatte salve le eccezioni di “servizio” (opere idraulico-forestali, vigilanza, antincendio e soccorso, veicoli per servizio pubblico, proprietari e residenti) i mezzi motorizzati debbono arrestarsi dove storicamente si sono arrestati gli insediamenti umani permanenti (es.: Usseaux, Balboutet, Grand Puy, Villanova, Pracatinat, ecc.), con la creazione di parcheggi attrezzati con aree sosta e pic nic che si colleghino a mezzo di un servizio pubblico con piccoli autobus coordinati con i trasporti di valle.
?       Da questi attestamenti si potrà proseguire a piedi, a cavallo, in bicicletta o, per chi non intende utilizzare queste possibilità, procedere per mezzo di navette.
?       Incentivare con mirati contributi economici l’avvio di attività ricettive “dolci” per consentire l’accoglienza a tutti gli escursionisti offrendo la possibilità all’acquisto dei prodotti tipici locali.


Pinerolo, 30.11.2007                                    Per l’Associazione “Le Ciaspole”
                                                                        Tonino Chiriotti