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e_mail /dibattito sulle strade di montagna
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Subject:
Re: firmiamo contro l'asfaltatura delle strade militari Buongiorno
Mi
dispiace contraddire ma sinceramente non sono assolutamente d'accordo con
il Vostro pensiero, in
quanto è il solito pensiero utopico di chi in montagna ci va per il fine
settimana,
se fa bello, poi se ne ritorna a casa in città o dove, Ma
perchè invece i pareri sulla asfaltatura, o sulla chiusura della strada
(in questo caso quella dell' Assietta) non li chiediamo a chi in
montagna e sulla quella strada ci vive? a
chi gestisce gli alpeggi, per fare latte e formaggio, a chi a prezzo di
fatiche e passione ha aperto una attività commerciale bar o piccola
ristorazione su quella strada.... a
chi in montagna cerca di viverci e giustamente cerca di viverci
dignitosamente, oppure vogliamo che i
VALLIGIANI PER I LAVORI AGRO-SILVO-PASTORALI vivano di stenti come facevano i loro bisnonni. Non
vi sembra giusto che il "bergè " del 2007 possa vivere con le
stesse comodità e agi del cittadino ? non pretendo di arrivare al
modello svizzero od altoatesino dove il Montanaro è considerato un lavoro altamente
dignititoso e riconosciuto dalla comunità, che fornisce a loro tutti gli
strumenti e comodità dei conterranei che vivono in città, dai servizi
sociali quali sanità, scuolabus, soccorso, alle comodità tipo televisone,
telefono, internet ecc. ecc. dove le strade di accesso invece di essere
chiuse sono mantenute alla perfezione..... pensate che in Svizzera o in
Alto Adige è tutto così perfetto (senza divagare sul fatto che sia
bello o brutto, meglio o peggio, che piaccia o no.. ) dai prati falciati,
alle case addobbate di fiori, al bestiame sempre ordinato, ai sentieri
sempre ben segnati, solo perchè li sono in Svizzera o in Austria ? oppure
perchè il
sistema sociale vuole che sia così ? perchè il sistema
sociale che comanda in montagna, poi di fatto in montagna ci abita e ci
vive? dove da sempre hanno capito che per la montagna l'unico sbocco di
vita è il turista, che se ben trattato porta da mangiare alla comunità
intera. Oppure
preferiamo chiudere le strade, per fare andare solo a piedi o in bici ?
personalmente (faccio la guida alpina professionista dal 90) che tutto
sommato in montagna ci vado molto spesso, non ho mai visto il turista in
bici che stanco, sudato, con poco o niente da cambiarsi (d'altronde sta
andando in bici..) si ferma alla piola di Pian dell' Alpe per mangiare
primo, secondo, dolce, caffe, e amari lasciando sul tavolo i relativi
denari; mentre ho visto praticamente sempre gruppi di motociclisti o
automobilisti farlo, non ho mai visto escursionisti comprare e caricarsi
nello zaino una forma di Tomà da 13/14 kg. alla bergeria dell'Assietta o
del colle delle Finesetre e poi farsi 1000 mt di dislivello, mentre l'ho
sempre visto fare dai conducenti di mezzi motorizzati. Poi dobbiamo
pensare che la montagna è un bene e una passione che può essere di tutti
e tutti devono poterne godere, anche chi ci vuole andare per fare pic
nic a 5 metri dal veicolo in quanto vuole avere con se tavolo sedie
barbecue ecc. non accetto il ragionamento egoistico, che in
montagna ci devono andare solo coloro che sono in grado e hanno voglia di
camminare 10 ore al giorno. E
poi ricordiamocelo e cerchiamo di essere obbiettivi chiudere una strada di
accesso in quota come L'Assietta, o il Sommeiller per fare un altro
esempio, vuole di fatto dire abbandonare quel territorio, perchè tolto
dieci WE l'anno più un perido continuativo di non oltre 15 gg
tra luglio e agosto (e cerco di essere già molto ottimista) lassù non ci
andrà nessuno, e soppratutto nessuno potrà mai pensare di viverci, quindi
non facciamo discorsi retorici di recupero dell'ambiente alpino se poi di
fatto ne vietiamo l'accesso e quindi le possibilità di sviluppo e
sostegno dei possibili residenti, perchè alla fine della fiera se si
vuole recupero e sviluppo del territorio alpino, bisogna fare in modo che
il territorio dia reddito, altrimenti ogni altra forma di sostegno è pura
utopia. Il modello svizzero/altoatesino insegna ancora. Ma allo stesso
modo anche nei parchi della Savana Africana hanno costruito e fatto in
modo da permettere l'accesso al turista, se invece tornassero ad un
recupero totale dell' ambiente gli unici frequentatori della savana
tornerebbero ad essere i cacciatori di frodo per commerciare in pellami
pregiati e zanne di elefante, perchè neanche più le popolazioni locali
tornerebbero a vivere e di radici e fauna selvatica come facevano i loro
antenati.... In
sostanza non sono mai d'accordo con i divieti assoluti, quello che invece
credo sia giusto è una regolamentazione oculata, (che non vale solo per
le strade ma anche per altre cose dalle moto alle motoslitte all'
eliski....ecc.ecc ) che però sia dettata principalmente dalle
esigenze dei residenti e dei locali, e non da idealisti e
ambientalisti che poi di fatto non si trovano mai a dover sbarcare il
lunario sul quel territorio, ma fanno solo una gran teoria. Su
come regolamentare si potrebbe discutere parecchio dagli orari ai
pedaggi, alle navette.... ma ovviamente bisogna prima essere d'accordo
sulla non chiusura.......... Pier
Mattiel
Concordo che chi giustamente lavora
in montagna debba avere più voce di chi ci va solo per il fine
settimana.
L'iniziativa
della raccolta firme che è stata messa in campo non è nata in una
bella giornata di sole al Pian dell'Alpe, ma è il frutto di un lungo
impegno con associazioni, guide Alpine e bergè.
Faccio l'esempio della pista alla conca
del Prà in V.Pellice. E' stata accettata da tutti "tranne
qualcuno" per agevolare l'accesso ai pastori ed ai gestori dei
rifugi. Nei primi due anni era presente un servizio navetta che
portava i turisti al Prà, poi a qualcuno dava fastidio e i
finanziamenti per la navetta sono finiti.
Negli anni hanno tolto la navetta , gli
automobilisti alcune volte parcheggiano le macchine su prati dove c'è
il pascolo, i bergè si incazzano perchè trovano anche l'immondizia sui
pascoli.
E' paradossale invece trovare il gestore
del Rifugio Jerwis del Rifugio Sellerie che sono nettamente contrari
alle asfaltature di queste piste, perchè lavorano con un turismo
diverso da quello motociclistico. e sostengono questa iniziativa.
Inoltre il costo di queste operazioni al
Sellerie si aggirerebbe sui 300.000 € !!!
Cosa si potrebbe fare con quei soldi per
le comunità alpine ?
Alla provincia di Torino è stato
presentato un piano di sviluppo territoriale più compatibile con le
esigenze di chi ci lavora, creando posti di lavoro con l'utilizzo delle
navette che partirebbero dal parcheggio dal parcheggio di Balboutet per
l'agriturismo del Pian dell'Ape.
E' stato fatto un sondaggio sui
motociclisti che fanno il giro dell'Assietta ; quasi tutti passano
sulla strada e scendono a prendersi un caffè al Sestriere o a Cesana.
Gli alpeggi in quota non ci sono, l'unico
in disuso è la vecchia casa cantoniera dove qualcuno si ferma a
consumare panini.
Al Pian dell'Alpe si fermano invece i
turisti del fine settimana, mentre gli altri proseguono o in bici o in
moto.
Alla Conca del Prà i bergè vendono più
comodamente le loro tome a Villanova dove si ferma la maggioranza dei
turisti dopo una bella passeggiata, idem al pian del Re e lungo la Valle
Varaita.
Nessuno ha mai visto un motociclista
incollarsi una forma di 15Kg sulle spalle.
Anzi nei banchetti vicino ai posteggi si
ha più tempo e voglia di fare qualche ghiotto acquisto.
Per il Pian del Re si è proposto per
l'estate di fermare le auto al Pian della Regina e utilizzare la navetta
durante i fine settimana per decongestionare il Pian del Re. La strada
che sale è diventata molto pericolosa quando le macchine si incrociano,
creando caos e nervosismo tra i turisti.
La maggioranza dei treker intervistati
non si ferma all'Albergo del Pian del Re ma proseguono per gli
altri rifugi. I gestori dei rifugi sono favorevoli ad un Pian del Re più
pulito e meno affollato.
Tra l'altro c'èra in progetto di
installare sul Visolotto un faro alogeno molto potente per illuminare la
cima del M.te Viso.
Grazie alla presa di posizione della
popolazione il progetto è stato bocciato, si sarebbero spesi 90 mila
€ per accendere una lampadina, sbancando parte della parete Nord est
del Visolotto.
Valle Varaita
La provincia di Cuneo propone
l'asfaltatura della strada militare dei cannoni.
Una provincia con problemi occupazionali
di rinnovo infrastrutturale "ospedali, autostrade, aereoporto Levaldigi
ecc.." può permettersi di spendere 500. 000 € c.a per un
alpeggio stagionale sopra la V. Mala?
Quale programma di sviluppo sostenibile
può valere una spesa simile?
Stanno facendo morire la pista da fondo
della V.Mala!
Mancano i soldi per rinnovare le funivie
di Pontechianale!
La Valle Varaita vive grazie
all'industria del legno, nessuno in vallata riesce a capire l'utilità
di tale spesa per una strada che finisce sotto il Pelvo d'Elva!
Ti portasse almeno in Francia!
Si sono sviluppati invece in vallata
aziende e rifugi che propongono attività immerse nella natura e non nel
transito di Enduro e moto da trial.
Vedi il rifugio al bosco dell'Alvè.
Che bello sarebbe invece allargare la
mulattiera che sale al Rifugio Vallanta e aprirla al traffico
motorizzato fino sotto le pareti di roccia di Punta Caprera.
Il gestore del Vallanta farebbe soldi a
palate.
A già dimenticavo, si potrebbe
continuare al passo di Vallanta scendere in Francia, sbancare il passo
delle Traversette e collegarsi con il Rifugio Granero e la conca del Prà.
Bellissimo tutto in auto e riempire di
soldi i due bergè rimasti nell'alto vallone del Guil, visto che al Rif.
Granero bergè non c'è nè più.
Ma il gestore del Rifugio Granero, con il
libero accesso alle auto farebbe soldi a palate.
Scherzo ma se pensiamo di trasformare
l'arco alpino in un bel carosello libero a tutti vedremo le moto in cima
al Rocciamelone.
Chi
ha ancora voglia di andare a pascolare pecore sui monti?
Pochi, io arrivo da Norcia, in Umbria.
Assicuro che nel Parco Nazionale dei
Monti Sibillini i pastori sono tutti MACEDONI!!
A Castelluccio di Norcia dove quando
nevica arrivano 4 metri neve in inverno ci sono solo i fantasmi, i
giovani Italiani sono al bar a giocare a calciobalilla.
Nessuno vuole restare a 1400 metri
isolati con mucche e pecore.
Viviamo nell'era del consumismo, del
telefonino e dell'individualismo.
I pecorai sono quelli che scappano dai
paesi dell'EST.
Quindi cosa vogliamo farne delle ALPI?
Strade per tutti con bar e paninoteche, o
progettare con gli abitanti del posto attività ecocompatibili?
Ci sono ormai moltissimi esempi del
successo di questa politica. Chianale è stata completamente
ristrutturata rispettando i canoni paesaggistici, ed a nessuno è venuto
in mente di fare passare le auto al centro del paese, o peggio aprire il
traffico automobilistico nelle strade pastorali verso i laghi BLU o nel
vallone Soustra.
Perchè la clientela che viene in
vallata, delle macchine delle moto ne ha le balle piene.
Le piste silvo-agropastorali sono aperte
ai proprietari terrieri, agli allevatori ed ai gestori.
Per loro l' accesso è stato facilitato.
Limitare il traffico per quei due mesi
all'anno serve per fare entrare nella testa della gente che deve
abbandonare la vita comoda e rispettare il territorio dei montanari, che
con enormi sacrifici ci hanno regalato montagne, prati e borgate
stupende.
Dobbiamo diventare meno schiavi del
consumismo e rispettare i tesori dei montanari, non distruggerli.
Il vero montanaro è geloso dei suoi
monti e non vede di buon occhio il turista 'caciarone' a bordo della sua
moto.
Rispetta di più l'escursionita che entra
nel suo ambiente con educazione e rispetto della sua attività.
Questo ripaga la vita della montagna e
non un trampolino di lancio che è già in passivo e che la regione
Piemonte non sa a chi sbolognare tale onere.
Il villaggio della Val Troncea è stato
dichiarato dalla procura di Torino completamente abusivo, perchè i
geometri del comune di Pragelato hanno falsificato gli atti che
registravano l'aspetto geologico dei terreni.
tTerreni alluvionali!!!! hanno costruito
all'imbocco di due torrent:i il Chisone e Chisonetto!!!
Se questi esondano come nel 2000 chi
paga?
I montanari sulla loro pelle!!
La stessa amministrazione ha fatto
abbattere delle bergerie in V. Troncea senza autorizzazioni, per
costruire 500 nuovi posti letto!!!
Tutto denunciato e sotto sequestro!!
Questi sono montanari?
Il montanaro non costruiva in bocca ad un
torrente, il montanaro non sbancava il fronte di una montagna per un
trampolino costato milioni di €.
Il montanaro serio avrebbe voluto vedere
apprezzati i prodotti della sua terra.
I montanari Cuneesi stanno lottando ed
hanno ottenuto il riconoscimento di vendere i loro prodotti a un giusto
prezzo, mettendo un freno alle illogiche leggi agroalimentari della
Comunità Europea.
Ora un marchio tutela questi
prodotti.
In Sardegna i pastori Sardi stanno
vincendo una dura lotta contro le banche che stanno soffocando la vita
di 5000 aziende.
I pastori i montanari non vogliono le
auto all'Assietta, vogliono vedere apprezzati i loro prodotti. Non su può
sacrificare un territorio per una trattoria.
Noi cosa vogliamo offrire? le macchine in
cima all'Assietta?
Al Pian dell'Alpe hanno poco da piangere,
abbiamo visto durante l'estate un costante afflusso alla loro struttura,
la domenica non trovi un posto neanche a morire.
Se il cliente sa che li si mangia bene
stai tranquillo che ci arriva a piedi, in navetta ed anche in macchina.
Si vuole quindi limitare il traffico per
fare cambiare mentalità agli Italiani non ai montanari.
I tedeschi i Francesi a casa loro non
hanno possibilità di scorrazzare sulle strade sterrate alpine. Vengono
a casa nostra per scaricare le loro voglie senza lasciare una lira
ai montanari.
Al massimo qualche camera occupata
a Susa, all'Hotel Napoleon.
Anche questi si battono contro la TAV e
poi vogliono le moto in cima alle montagne!!
Bah!
Salvatore
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Da:
leciaspole@libero.it [mailto:leciaspole@libero.it]
Inviato: gio 06/12/2007 22.04 Oggetto: Messaggio NOI E LE ALPI da Tonino NOI E LE ALPI
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