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storie di storia |
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Daniela
Matteo
Storie di storia (ex trasmissione mensile di Radio Beckwith, con Valeria Dinamo (sostituita da Daniela Grill nell'aprile 2007) e Piero Baral) L'11 luglio 2005 iniziò un ciclo - che era previsto fosse solo di cinque puntate - sugli anni settanta/ottanta nel pinerolese su proposta di Piero che aveva curato una ampia ricerca sul Pinerolese in vista di un libro, fino ad oggi non stampato. Tutta la ricerca con un centinaio di contributi di protagonisti è raccolta in un sito del pinerolese in Rumori di fondo. I temi trattati in questa tramissione, che si conclude dopo due anni, sono stati i seguenti : (da ascoltare, file mp3 - consigliata adsl aspettare che sia caricata tutta la pagina altrimenti si blocca, i collegamenti evidenziati in verde servono per lo scarico. Per ascoltare invece subito con lo streaming cliccare sulla freccetta > nel box audio.) gruppi
di base negli anni settanta/ottanta
Presso il Centro Diocesano era entrata in funzione un’esperienza specifica rivolta a studenti e studentesse delle Medie superiori (mentre nell’Azione Cattolica parrocchiale era prevista la mescolanza con chi già lavorava). Certamente con l’origine di tale attività era legato don G. Barra, che aveva costruito una Casa alpina a Soucheres Basses dove organizzava in estate soggiorni di svago e formazione per giovani di entrambi i sessi. Inoltre, prima di fondare Comunione e Liberazione, a Milano, don Giussani aveva lanciato una “Gioventù studentesca”. Don Accastelli si era laureato in filosofia presso l’Università Cattolica di Milano e conosceva l’esperienza; pur non condividendone alcuni principi di fondo, ne intuì le potenzialità come formula organizzativa. (Vincenzo Baraldi) NOTA 1 )documenti
'XXV ora'- 1966- 1969 e poi 'il giornale di pinerolo e valli' -1969-78 (40 anni fa)
Erano tempi in cui facilmente si finiva sul banco degli imputati per " reati a mezzo stampa". De Giorgis fu processato nella primavera del '72 per diffusione di notizie false e tendenziose in relazione ad un articolo di interpretazione dello scoppio di una bomba di fronte alla caserma del Nizza Cavalleria di Pinerolo e per apologia di reato per il modo in cui in un altro articolo erano stati presentati i fatti di una manifestazione a Torino e condannato a 20.000 lire di ammenda per il primo reato. De Giorgis fu poi assolto in appello a Torino nel dicembre '75. D'Orsi fu denunciato nel '74 per diffusione di notizie tendenziose ed istigazione di militari a disobbedire alle leggi in relazione ad un articolo sulla funzione di repressione interna dell'esercito. Processato nel '77 in Corte d'assise a Torino fu assolto con formula piena. (Gottero-Salvai)
documenti
lotta continua (Isa Demaria)
Sapevo che erano ancora moltissimi anche nel Pinerolese i lavoratori, occupati o disoccupati, che non possedevano il diploma della scuola dell’obbligo e che ciò costituiva per loro un grave ostacolo nella vita e nelle occasioni di lavoro. Parlandone con mio fratello Claudio venni a sapere che due ragazze, Aurelia e Olga, stavano aiutando dei lavoratori a conseguire il diploma di terza media. Ci trovammo con loro per avere qualche indicazione concreta per una possibile scuola popolare e ci dissero dell’esperimento avanzato condotto dal pastore valdese Giorgio Bouchard a Cinisello Balsamo, nella cintura di Milano. Così telefonammo a Bouchard e partimmo in quattro per Cinisello. Credo fosse una sera del 1970 , e forse era autunno perché trovammo una gran nebbia sull’autostrada. Bouchard ci raccontò le loro esperienze e potemmo assistere ad una lezione della scuola di Cinisello. Tornammo carichi di sacro fuoco e a distanza di pochi giorni uscimmo con un volantino che illustrava le nostre intenzioni e fissava un incontro per discutere sulla fondazione a Pinerolo di una scuola popolare.8Corrado Bertolotto)
Fabrizia Ramondino 'L'isola dei bambini' - pdf
L’intervento
politico nell’esercito ha le sue origini nel movimento sessantottesco.
Questa origine è ben sintetizzata in un documento del
“collettivo esercito” – movimento studentesco di Pinerolo – del marzo
1970: “ … perché operai,
studenti e braccianti che hanno fatto le lotte in questi anni non devono
considerare il militare come una parentesi nella loro vita, ma devono poter
continuare a lottare, dentro le caserme, così come hanno lottato a scuola,
nelle fabbriche, nelle campagne”.
documenti Pinerolo/pace (M.Ughetto) proletari in divisa soldati oggi (Radio3)audio http://www.youtube.com/watch?v=1KL5wSLIrHEla naia 'bella' -Piero Baral pdf
Nei primi anni ‘70, a Pinerolo, un gruppo di giovani donne e uomini operavano nel centro storico, a fianco delle molte famiglie immigrate dal sud che vivevano tutte le difficoltà dello sradicamento dalla terra di origine e del riadattamento al nord. I bambini soprattutto necessitavano di essere seguiti nei compiti e nell’uso dell’italiano, per questo motivo questi giovani avevano creato un doposcuola. Lavorare con i bambini portava ad incontrare i loro genitori, soprattutto le madri. Madri di molti figli, lontane per educazione dalle conoscenze relative al controllo delle nascite ed impegnate a gestire famiglie comunque numerose. I sistemi contraccettivi erano allora poco noti ed usati, sia per scarsa diffusione culturale che per la diffidenza creata anche dal veto della chiesa cattolica. Eppure, risultava matura l’esigenza sociale che fossero conosciuti ed usati nel modo più opportuno. L’interruzione volontaria di gravidanza, clandestina a quel tempo, metteva in serio rischio molte vite di donne e di madri e certamente, non poteva in alcun modo rappresentare una serena scelta di maternità responsabile. (Mariella)
documenti
09/07/2009 http://www.fiom.cgil.it/metalmeccaniche/08_04_17-sintesi.ppt
Per dieci anni dal 1970 si svolge la vita più vivace del comitato sugli anziani a Pinerolo; otterrà il riconoscimento istituzionale con la partecipazione alla Commissione congiunta in Comune ( con Gianni Losano, Pino Morero, Romano Suppo ecc.). Si effettua nel 1972 in Pinerolo una indagine sugli anziani per stabilire la necessità di assistenti domiciliari, Si organizza una mostra in piazza Fontana, con i cartelli legati agli alberi e le canzoni di Giorgio Gaber. (Luigi Moine)
documenti banca della memoria - link gli anziani
Affiancandosi
o contrapponendosi alle sinistre storiche
la ‘nuova sinistra’
è stata coraggiosa e generosa a spendersi a cavallo degli anni Settanta-Ottanta
sull’inchiesta di fabbrica, a puntare sulle lotte, a cercare una saldatura con
gli studenti e i fermenti delle chiese, ma in una fase, che
ancora continua, prima di ripiegamento e poi di frantumazione della
classe, ha tirato i remi in barca e abbandonate organizzazioni, gruppi di paese
e di fabbrica si è sovente occupata d’altro.In
certi periodi – con una punta negli anni Settanta-Ottanta,
appare un pullulare di iniziative e
di piccole pubblicazioni, di paese e di gruppo che segnalano la
diffusione e il radicamento nel territorio della sinistra ‘giovane’ e no.
Le
esperienze di questo periodo che emergono anche con scritti sono sovente di
breve durata: di tutta questa effervescenza rimane ben poco. I lavoratori
in crisi, battuti dalle ristrutturazioni, delusi, non meritavano di essere
accompagnati anche in questo percorso dai molti intellettuali che avevano
sovente dato loro la voce? Quanti consigli di fabbrica e singoli lavoratori che
erano capaci di analizzare e divulgare hanno resistito e continuato a prendere
la parola?
documenti
02/10/2009
8- febbraio
–trasmissione sulle donne (persa, ma era una replica) radio Alice 1977 bolognese.pdf Comincia un ciclo di puntate sulla storia delle fabbriche
La storia dell'Indesit potrebbe essere concentrata in una
battuta: "privatizzazione degli utili socializzazione delle
perdite", Una battuta non è solo schematica, ma non spiega perché è
sempre Pantalone a pagare, anche quando si ritiene fortunato (vedi alla voce
cassadisintegrato).
crisi indesit- rassegna stampa testi di storia dell'Indesit
La FIAT viene identificata da tutti con la famiglia Agnelli. Ma non è nata per loro iniziativa, e il modo con cui se ne sono impossessati fornisce un esempio classico del funzionamento del capitalismo. La FIAT era nata l’11 luglio 1899 per iniziativa di un gruppo di imprenditori affascinati dalle prospettive dell’automobile: il conte Roberto Biscaretti di Ruffia, che già importava automobili da corsa dalla Germania, il conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, l’avvocato Carlo Racca, Michele Lanza, un modesto produttore di cande (non per automobili, ma di cera), e l’avvocato Cesare Goria-Gatti, il redditiere Lodovico Scarfiotti, il banchiere e setaiolo Michele Ceriana-Mayneri, un agente di cambio, Luigi Damevino, e un terzo nobile, il marchese Alfonso Ferrero de Gubernatis di Ventimiglia. Giovanni Agnelli entra successivamente come piccolo azionista. Nell’assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione era stato formato solo dai “padri fondatori” che abbiamo ricordato. (web)
dossier
Fiat Storia
della Fiat dal 1969 al 1989 -Lavorare in Fiat Marco
Revelli IL 1969
CASSINTEGRATI cronologia Fiat dal 1998 al 2003 cronologia Fiat dal 2004 al 2009
La storia della Riv non inizia in val Chisone ma a Torino, il 29 settembre 1906 in via Marochetti, davanti al notaio Costa. La denominazione ufficiale della società era Roberto Incerti & C. Villar Perosa, fabbrica di cuscinetti a sfere e sfere in acciaio. Il capitale versato ammontava a lire 600 mila: 150 da Agnelli, 100 da Incerti, 50 da Ettore Rabezzana, 250 dalla Fiat e 50 dalla Fiat Brevetti. La sigla Riv da sempre ha significato Roberto Incerti Villar e l'ingegner Roberto Incerti, meccanico costruttore di biciclette, era proprietario di due piccole aziende familiari a Torino e Villar Perosa. A questa attività si associa Giovanni Agnelli, ricco proprietario fondiario della valle. Da questo matrimonio nasce il primo cuscinetto Riv. L'azienda continua ad essere chiamata Riv perché Roberto Incerti non cede il brevetto, anzi reca anche fastidi giudiziari ad Agnelli in seguito all'accusa di irregolare appropriazione di brevetti. (Lorenzo Tibaldo)
dossier riv-skf-omvp 100 anni RIV-SKF / 10 anni alpcubskf pdf storia della Riv- Lorenzo Tibaldo STORIA DELLA RIV - LORENZO TIBALDO audiotesi
sulla Riv di Alessandra Godino
1990. Talco purissimo, in gran quantità e subito , chiusura delle coltivazioni di ridotte dimensioni e a scarsa redditività immediata, secca riduzione degli organici: stavolta è scritta con l'eleganza del francese la cura da cavallo presentata per "risanare" le miniere della Talco--Grafite in val Germanasca e ottenere un rapido riequilibrio di conti aziendali da tempo in dissesto. Monsieur le medecin è il dottor Bruno J.P. Ducasse, in rappresentanza della societa franco-inglese Talc de Luzenac che, rilevando le quote azionarie cedute dai soci italiani, ha acquisito la proprieta del 97% dell'industria estrattiva pinerolese. Dietro Luzenac si intravede l’ombra poco rassicurante della multinazionale Rio Tinto Zinc la quale, dalla sua sede di Londra, può controllare a sua volta l’ impresa d'oltralpe nella misura deI1'87%. E se, forte di un fatturato di 6, 1 miliardi di sterline ( 12 mila miliardi in lire italiane) , una multinazionale del calibro di Rio Tinto entra in miniera, i lavoratori prima o poi escono, perchè Ducasse si mette presto a fare il conto degli esuberi. (Mario Dellacqua)
Orario di lavoro: nel tessile, con la scusa della concorrenza e dell’utilizzo impianti, è da più di vent’anni che sono state introdotte le turnazioni più strane. A partire dal 6x6, allo scorrimento, al lavoro di sabato e domenica, senza parlare del 3° turno fisso. Come si può concepire tutta una vita lavorativa con cadenze così sballate? E’ vero che l’essere umano ha forti capacità di adatta-mento, però in questi casi vengono alterati i più elementari cicli biologici: notte-giorno, fatica-riposo – con quali conseguenze sulla salute delle lavoratrici?(Franco Polastro)
14 – agosto
-trasmissione non registrata
1958 …La Beloit, multinazionale americana, entra in Italia nel 1958 acquistando dalla Cartiera Burgo prima metà e poi tutto il pacchetto azionario delle officine Poccardi di Pinerolo (OMPP). La Beloit Italia costruisce macchine continue per cartiera. Altri stabilimenti Beloit sono in Canada, Spagna, Gran Bretagna ecc.. Nel ’58 l’officina Poccardi conta 400 dipendenti con una forte tradizione sindacale e di lotta. La nuova direzione non intende assorbire il personale del reparto Riparazione Carri Ferroviari (65 operai) ma con la lotta vengono fermati i licenziamenti. In tre anni si passa a 1200 dipendenti, la Beloit assorbe personale specializzato mettendo in crisi la piccola industria locale – arrivano poi maestranze specializzate da tutta Italia. (XXV ora)
L'Italia esce dalla guerra in condizioni economiche disastrose: un terzo del patrimonio nazionale era stato distrutto, danni ingenti alle abitazioni, ai servizi civili, alle opere pubbliche, ai mezzi di comunicazione e alla rete dei trasporti. Gli insediamenti industriali, pur limitatamente danneggiati, soffrivano dalla mancanza di materie prime e dalla necessità di riconvertire gli impianti dalla produzione bellica a quella civile. Inoltre i rapporti sociali erano stati sconvolti dalla guerra e dalla lotta di Liberazione. La classe operaia aveva preso coscienza della propria forza politica, del ruolo svolto nella lotta contro il fascismo durante la Resistenza. Con la fine della Resistenza l'unità delle forze antifasciste tenta di proseguire la sua strada con la nascita dei Consigli di Gestione nelle fabbriche e la partecipazione comune dei rappresentanti delle varie tendenze politiche e di quelli dell'azienda. (Lorenzo Tibaldo) inizia un nuovo ciclo di argomenti attuali
Nel 2006, allo sforzo di raddoppiare le quote annuali di lavoratori provenienti dall’estero (portate a 170.000) hanno fatto seguito domande di assunzione tre volte più ampie, evidenziando le carenze dei meccanismi di incontro tra domanda e offerta. Da anni si continua a presupporre che i lavoratori stranieri da assumere aspettino dall’estero la loro chiamata, mentre è risaputo che, in attesa di essere ufficialmente assunti, essi già hanno iniziato a lavorare in Italia.(web)
CaritasDossierImmigrazione2007 -pdf
Contadini alle prese con un ambiente ostile e selvaggio, montanari che da
lift o camerieri diventano direttori di grandi hotels internazionali, comunità
di emigranti, parroci e pastori che tengono le fila dei legami tra gli emigrati
e la comunità d'origine... È un mondo policromo e variegato quello che si
agita tra le pagine di questo libro, un mondo che gli autori hanno cercato di
penetrare sfruttando tutte le fonti a loro disposizione per una ricerca così
complessa ed articolata: le lettere, i documenti d'archivio, la viva voce dei
protagonisti... Una ricerca non certo esaustiva, ma che per la prima volta cerca
di individuare le motivazioni di chi emigrava e soprattutto di capire quali
relazioni si stabilissero tra chi rimaneva al paese e chi lo abbandonava.(web)
Il coordinamento pendolari è costituito da un gruppo spontaneo che ha lo scopo di ottenere un servizio ferroviario qualitivamente migliore. E’ un gruppo in continua mutazione. Si può osservare che dal 2 dicembre 1995 (data di presentazione di un nostro dossier) c’è stato un discreto rimescolamento; 4 uscite per pensionamento ed 1 per decesso (il nostro indimenticabile amico Agostino Vera), sostituti da giovani volenterosi con una anzianità di viaggio molto bassa. E’ sorto 14 anni fa con una petizione contro disservizi ferroviari; ha continato con la ‘dfesa’ della linea Pinerolo-Torre Pellice ed è riuscito a formulare una proposta di cui vogliamo parlare. In questi anni abbiamo avuto contatti con Enti lcali (comuni, comunità montane, provincia e regione), rapporti con la Direzione Compartimentale di Torino in merito ad orari, istituzione di treni e facendo puntualmente presente i disservizi della linea.(Piero Cristini) http://www.pinographic.altervista.org/coordpendolari.htm Val Susa giù dal treno e L'odissea quotidiana dei pendolari L'odissea
quotidiana dei pendolari
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| Pinerolo a memoria | ||
| Una chiesa da raccontare (5) | ||
| di Vittorio Morero | ||
| Anno I - N.6 - Novembre 2005 | ||
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Le difficoltà di metodo e di impostazione teologica erano piuttosto riscontrabili con la generazione dopo e con i coetanei, anche perché dopotutto noi dei Centri Diocesani avevamo anche i nostri integralismi, le nostre opzioni, non sempre flessibili e imparziali. Ad esempio si aveva una certa ritrosia nei confronti della pietà popolare che ci portava a preferire i salmi al Rosario, l'omelia teologicamente corretta a quella aneddotica e moralista (non per nulla ai tempi del dissenso negli Anni '70 gli eredi del nostro Centro Diocesano allestirono una specie di inchiesta che in maniera un po' impietosa registrò un bel numero di omelie che vennero pubblicate con relativo commento), una organicità formativa che collocava in secondo piano l'apparato ricreativo dell'Oratorio e quindi il Teatro dei bambini e il Carnevale dei medesimi di don Lisa che pure hanno avuto un grande impatto sulla città, hanno educato una generazione intera, hanno mostrato un volto positivo della Chiesa, un volto gioioso, disinibito, umanizzante nei canoni del cosiddetto umanesimo integrale di Maritain, che pure noi professavamo in linea teorica. Certo la dialettica era fine e non semplicemente reattiva al dinamismo degli altri che è sempre stata malattia pinerolese con l'abitudine di assolvere la pigrizia e di maciullare chi lavora e inventa. Si temeva infatti che il primato della ricreazione nascondesse un certo minimalismo di proposte e anche di formazione e in più non tenesse conto di una questione che allora era molto viva nella Chiesa e fuori, cioè la questione sociale. Prendevano corpo dunque in quella stagione altre coordinate che avrebbero poi creato nell'immediato futuro (Anni '70 sopratutto) una certa spaccatura all'interno della comunità cattolica, ma anche nella società: le coordinate del riformismo ecclesiale in rapporto al Concilio e le coordinate del riformismo politico anche in chiave di lettura marxista della società da parte di alcuni. Le due coordinate erano connesse fra loro ed erano presenti anche se con un certo dosaggio nell'Azione Cattolica giovanile che venne dopo di noi, quella non più di Aurelio Bernardi, ma di Elio Salvai e di Claudio Canal sia pur temperate da una scelta dell'assistente diocesano Giorgio Accastelli tendenzialmente portato a privilegiare la scelta religiosa su quella ideologica. Coordinate che però passarono ben presto in ambito extraistituzionale, nel Movimento studenti di Don Franco Barbero, fuori dai rigidi canoni dell'Azione Cattolica che rimase così un po' orfana di quadri dirigenti (anche Accastelli si trasferì come parroco a San Lazzaro) quindi votata al tramonto (fu un grave errore!) Devo dire che ho camminato con una certa difficoltà in quei tempi di transizione e di rapido e infuocato cambiamento. Appartengo infatti alla generazione che è stata lambita dal 68, ma non ha fatto il 68 se non per riflesso e per riflesso critico e ciò non per merito o demerito, ma perché eravamo quasi quarantenni e quindi un po' vaccinati. Così è successo per Aurelio Bernardi, Alberto Barbero, anche per la Fuci che rimase fedele a se stessa e tardò in qualche modo il suo esaurimento. La Fuci di Pazé non stava fuori da quelle coordinate, ma in chiave di riflessione e non in chiave movimentista, soprattutto quando il gruppo Pazé-Fassone-Losano si raccolse attorno alla rivista La Fornace che era in certo qual modo la continuazione extra istituzionale della Fuci e Pazé stesso cominciò a imboccare la strada dell'ecumenismo. |
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Centro storico di Pinerolo, oggi ampiamente restaurato, negli anni '60 abitato da meridionali per lo più in condizioni fatiscenti.
la fornace (1964) la zanzara (1965) la comune di Cinisello - T.Rochat
documenti pagina-spettacolo68 audio pagina IL 1969 audio
L'operaismo italiano e il suo Sessantotto lungo vent'anni n+1 -link 1969_09_una_eresia_comunista.pdf : il manifesto
Da
Terza edizione-2008
Festival della
Filosofia
“Sessantotto. Tra pensiero e azione”:
Tavola
Rotonda con Daniel Cohn-Bendit Paul Berman Adam Michnik Fernando Savater
conduce Paolo Flores d’Arcais audio Etiche
della rivolta: 1968 - 1989
Valle
Giulia, frammenti di uno scontro di classe audio
Tavola Rotonda con Ennio Di Francesco,
Massimiliano Fuksas, Claudio Petruccioli, Franco Piperno, Lidia Ravera, Marino
Sinibaldi
Con la partecipazione di Ascanio Celestini
La
fede oltre la Chiesa. Il '68 e i movimenti religiosi audio
Tavola Rotonda con Marcelo Barros, Giovanni
Franzoni, Daniele Garrone, Enzo Mazzi, Mauro Pesce, Giancarlo Zizola
BasagliaPrima c'era la Città dei matti, il manicomio. Con tutto il suo carico di orrori piccoli e grandi. In tutto il mondo occidentale, nessuno aveva mai messo in discussione il manicomio. Almeno fino all'inizio degli anni '60 quando, in una città di provincia del Nord, un giovane psichiatra ribelle, emarginato dal mondo accademico, Franco Basaglia, accese quella scintilla che provocò un incendio impensabile fino a qualche anno prima
extra
http://rbe.it/caravan/2010/03/in-studio-con-jean-louis-sappe-50-anni-di-musica-teatro-e-spettacolo/

Radio Beckwith nasce nel 1984, come radio a carattere comunitario legata alla chiesa protestante valdese, sviluppa nel tempo il suo bacino d’utenza, amplia le ore di trasmissione e rivolge sempre più attenzione a ciò che succede nel proprio territorio. Nel novembre 2004 RBE compie 20 anni festeggiando con eventi importanti, di diversa natura e argomento, che riscuotono un notevole successo di pubblico. Tra le iniziative ricordiamo presentazioni di libri, culti valdesi in diretta, pranzi comunitari, concerti e serate dedicate al pubblico giovane.
In questi ultimi anni RBE si è impegnata per integrarsi sempre più nel territorio, caratterizzarsi meglio migliorando la qualità ed i contenuti delle sue trasmissioni e potenziare la qualità e la diffusione del segnale radiofonico, che attualmente ha due frequenze: 87.800 – 96.500 ed è dotato anche del live on streaming.
Attualmente Rbe trasmette 24 ore su 24, 7 giorni a settimana, grazie all’impegno di un’equipe redazionale che cura l’organizzazione del palinsesto mattutino, pomeridiano e serale; altro punto di forza di questa radio libera sono i circa 70 collaboratori che settimanalmente si occupano di aspetti tecnici, programmi musicali e non.
Tra i programmi che nel corso degli anni sono stati proposti si segnala la rilevanza riservata all’informazione di carattere sociale, culturale, economico e politico relativa alla Regione Piemonte, alle Province di Torino e di Cuneo ed alle P.A. Pinerolesi, Saluzzesi e Cuneesi con una particolare attenzione alle valli Pellice, Chisone e Germanasca. Citiamo il ciclo di trasmissioni realizzate in collaborazione con l’amministrazione di Pinerolo, Luserna San Giovanni e Torre Pellice; Le trasmissioni ad informazione sanitarie con l’Asl 10 di Pinerolo o gli sopedali valdesi del territorio; le interviste ad associazioni locali; le informazioni relative ai movimenti sindacali locali; le trasmissioni deidcate alla cultura locale; le trasmissioni e le rassegne stampa in lingua francese.
Peculiarità di RBE è l’attenzione riservata alle minoranze linguistiche francofone ed occitane: si sono avvicendate nel tempo trasmissioni in dialetto piemontese, “patois” (dialetto locale) ed in lingua francese nonché programmi che trattano tali argomenti sensibilizzando l’opinione pubblica. Citiamo ad esempio la realizzazione di trasmissioni in dialetto “Lou Frommage“, “Favole in francese“, “Rassegna stampa in francese“, “La Beidana“, “Actualité de l’Evangile.
La Radio propone quotidianamente informazione giornalistica attraverso la quotidiana rassegna stampa nazionale e l’approfondimento dell’informazione regionale, provinciale e locale con la lettura dei i quotidiani e dei periodici locali.
L’informazione locale è arricchita da anni rapporti con le amministrazioni comunali della zona, con le comunità montane, con i medici degli ospedali e dell’Asl 10, con i servizi sociali presenti sul territorio che sfociano in programmi specifici e numerose interviste rilasciate da Assessori, Sindaci, inserite in programmi redazionali come Caravan.
Da non dimenticare l’attenzione agli eventi catastrofici e il servizio che Radio Beckwith ha reso alla cittadinanza in occasione dell’alluvione del 2000 e poi nuovamente in quella più recente, del maggio del 2008, quando ogni tipo di collegamento di comunicazione telefonico o elettronico era impossibile.
I notiziari quotidiani riservano particolare attenzione agli appuntamenti ed agli eventi della Provincia di Torino e di Cuneo segnalando: eventi, mostre, convegni e concerti anche grazie all’informazione che giunge direttamente alla redazione di Rbe oltre che attraverso quotidiani, siti, newsletters anche sotto forma di comunicato stampa.
Si segnalano inoltre le iniziative condotte con l’editoria locale e con le associazioni di diversa natura prestando attenzione anche ad eventi di particolare rilievo che accadono nella città di Torino. Citiamo ad esempio la partecipazione ai saloni del libro, con realizzazione di interviste, la presenza alla manifestazione Occitanica e alle conferenze stampa di presentazione di grandi eventi o mostre. La nostra caratteristica di radio comunitaria ci permette di poter offrire ampio spazio all’interno del nostro palinsesto a tutte quelle realtà che spesso vengono “dimenticate” dai mass media: associazioni “no-profit” di volontariato (Emergency, Amnesty International, Anfass, Diapsi) associazioni politiche, sportive locale alle lingue minoritarie.
Soprattutto nella fascia pomeridiana e serale Radio Beckwith, essendo una radio libera e comunitaria, offre la possibilità a numerosi non professionisti di avvicinarsi al mondo radiofonico, i quali gestiscono spazi musicali autonomi all’interno del palinsesto di Rbe.
Sono più di 70 i collaboratori che, ogni settimana, attraversano gli studi della nostra radio, la tipologia varia dai ragazzi di 14 anni (presenti soprattutto il pomeriggio e la sera del sabato) agli anziani di 70 anni e questo fa sì che la radio si rivolga ad un pubblico quanto più possibile ampio ed assortito.
Bacino d’utenza e frequenze di trasmissione:
96.500 e 87.800: Pinerolese, Val Chisone, Val Pellice, prima cintura di Torino, Cuneese, Saluzzese, Fossanese e Saviglianese.
Credits: Associazione Culturale Francesco Lo Bue
Via Beckwith, 5 | 10066 Torre Pellice (TO)
Partita IVA: 06104870016 | C.F.: 94509050012