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storie di storia

vai 'le storie' di Augias rai3

Daniela                                                    Matteo  

Storie di storia

(ex trasmissione mensile di Radio Beckwith, con Valeria Dinamo (sostituita da Daniela Grill nell'aprile 2007) e Piero Baral)

L'11 luglio 2005 iniziò un  ciclo - che era previsto fosse solo di cinque puntate - sugli anni settanta/ottanta nel pinerolese su proposta di Piero che aveva curato una ampia ricerca sul Pinerolese in vista di un libro, fino ad oggi non stampato. Tutta la ricerca con un centinaio di contributi di protagonisti è raccolta in un sito del pinerolese  in Rumori di fondo

I temi trattati in questa tramissione, che si conclude dopo due anni, sono stati i seguenti :

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gruppi di base negli anni settanta/ottanta  

 

1        –luglio 2005- movimento degli studenti cattolici 66-67 –68–  -ecc 

documenti  pagina-                spettacolo1968 audio   

  

In occasione della prima Giostra degli Acaia il movimento studenti scende in piazza con cartelli che ricordano le condizioni di vita nel centro storico e contestano lo spreco della celebrazione folcloristica.

Presso il Centro Diocesano era entrata in funzione un’esperienza specifica rivolta a studenti e studentesse delle Medie superiori (mentre nell’Azione Cattolica parrocchiale era prevista la mescolanza con chi già lavorava). Certamente con l’origine di tale attività era legato don G. Barra, che aveva costruito una Casa alpina a Soucheres Basses dove organizzava in estate soggiorni di svago e formazione per giovani di entrambi i sessi. Inoltre, prima di fondare Comunione e Liberazione, a Milano, don Giussani aveva lanciato una “Gioventù studentesca”. Don Accastelli si era laureato in filosofia presso l’Università Cattolica di Milano e conosceva l’esperienza; pur non condividendone alcuni principi di fondo, ne intuì le potenzialità come formula organizzativa. (Vincenzo Baraldi) 

  NOTA 1      )altri documenti 


 

  2        agosto-   stampa del movimento:

'XXV ora'- 1966- 1969 e poi 'il giornale di pinerolo e valli' -1969-78 (40 anni fa)  

  

Erano tempi in cui facilmente si finiva sul banco degli imputati per " reati a mezzo stampa". De Giorgis fu processato nella primavera del '72 per diffusione di notizie false e tendenziose in relazione ad un articolo di interpretazione dello scoppio di una bomba di fronte alla caserma del Nizza Cavalleria di Pinerolo e per apologia di reato per il modo in cui in un altro articolo erano stati presentati i fatti di una manifestazione a Torino e condannato a 20.000 lire di ammenda per il primo reato. De Giorgis fu poi assolto in appello a Torino nel dicembre '75. D'Orsi fu denunciato nel '74 per diffusione di notizie tendenziose ed istigazione di militari a disobbedire alle leggi in relazione ad un articolo sulla funzione di repressione interna dell'esercito. Processato nel '77 in Corte d'assise a Torino fu assolto con formula piena. (Gottero-Salvai)

documenti  lotta continua (Isa Demaria)


  3   settembre   -   Scuole popolari  - scuola popolare Pinerolo (s:Domenico)- s. Secondo - Perosa 

    

Sapevo che erano ancora moltissimi anche nel Pinerolese i lavoratori, occupati o disoccupati, che non possedevano il diploma della scuola dell’obbligo e che ciò costituiva per loro un grave ostacolo nella vita e nelle occasioni di lavoro. Parlandone con mio fratello Claudio venni a sapere che due ragazze, Aurelia e Olga, stavano aiutando dei lavoratori a conseguire il diploma di terza media. Ci trovammo con loro per avere qualche indicazione concreta per una possibile scuola popolare e ci dissero dell’esperimento avanzato condotto dal pastore valdese Giorgio Bouchard a Cinisello Balsamo, nella cintura di Milano. Così telefonammo a Bouchard e partimmo in quattro per Cinisello. Credo fosse una sera del 1970 , e forse era autunno perché trovammo una gran nebbia sull’autostrada. Bouchard ci raccontò le loro esperienze e potemmo assistere ad una lezione della scuola di Cinisello. Tornammo carichi di sacro fuoco e a distanza di pochi giorni uscimmo con un volantino che illustrava le nostre intenzioni e fissava un incontro per discutere sulla fondazione a Pinerolo di una scuola popolare.8Corrado Bertolotto)

xxv ora

  II/2   Cultura?No, fesserie  6marzo 1968 6,6 MB

  3    Per una università migliore? (la fine della Cattolica?)  25 marzo 1968 -6,9Mb

 

 

  documenti   il 69 pdf

Fabrizia Ramondino 'L'isola dei bambini' - pdf

150 ore metalmeccaniche

Gli spot del programma televisivo gestito dalla Fiom del Piemonte negli anni '80...

 


  4        ottobre  – proletari in divisa – origini  68/ poi 1969 lotta continua: PID – dal 1976 declino  

   

L’intervento politico nell’esercito ha le sue origini nel movimento sessantottesco.

            Questa origine è ben sintetizzata in un documento del “collettivo esercito” – movimento studentesco di Pinerolo – del marzo 1970: “ …  perché operai, studenti e braccianti che hanno fatto le lotte in questi anni non devono considerare il militare come una parentesi nella loro vita, ma devono poter continuare a lottare, dentro le caserme, così come hanno lottato a scuola, nelle fabbriche, nelle campagne”. (Vivina Forgia)

documenti  Pinerolo/pace (M.Ughetto) proletari in divisa

 1915-18:600mila morti vittime della guerra capitalista -31ottobre 1968 - 6,9 Mb

xxv ora 

http://www.youtube.com/watch?v=1KL5wSLIrHE

la naia 'bella' -Piero Baral pdf

cappellani militari pdf


  5- novembre –  gruppi donne  Perosa Argentina , Villar Perosa, S. Germano, Pinerolo, Val Pellice , donne Fgei 

  (la carissima  Francesca)              

Nei primi anni ‘70, a Pinerolo, un gruppo di giovani donne e uomini operavano nel centro storico, a fianco delle molte famiglie immigrate dal sud che vivevano tutte le difficoltà dello sradicamento dalla terra di origine e del riadattamento al nord. I bambini soprattutto necessitavano di essere seguiti nei compiti e nell’uso dell’italiano, per questo motivo questi giovani avevano creato un doposcuola. Lavorare con i bambini portava ad incontrare i loro genitori, soprattutto le madri. Madri di molti figli, lontane per educazione dalle conoscenze relative al controllo delle nascite ed impegnate a gestire famiglie comunque numerose. I sistemi contraccettivi erano allora poco noti ed usati, sia per scarsa diffusione culturale che per la diffidenza creata anche dal veto della chiesa cattolica. Eppure, risultava matura l’esigenza sociale che fossero conosciuti ed usati nel modo più opportuno. L’interruzione volontaria di gravidanza, clandestina a quel tempo, metteva in serio rischio molte vite di donne e di madri e certamente, non poteva in alcun modo rappresentare una serena scelta di maternità responsabile. (Mariella)

documenti 09/07/2009 Ida Dominijanni intervista Luisa Muraro

http://www.fiom.cgil.it/metalmeccaniche/08_04_17-sintesi.ppt


 

  6- dicembre – comitato anziani pinerolo   

   

Per dieci anni dal 1970 si svolge la vita più vivace del comitato sugli anziani a Pinerolo; otterrà il  riconoscimento istituzionale con la partecipazione alla Commissione congiunta in Comune ( con Gianni Losano,   Pino Morero, Romano Suppo ecc.). Si effettua nel 1972 in Pinerolo una indagine sugli anziani per stabilire la necessità di assistenti domiciliari, Si organizza una mostra in piazza Fontana, con  i cartelli legati agli alberi e le canzoni di  Giorgio Gaber. (Luigi Moine)

 

estratto tesi Agù Silvana -pdf

 documenti   banca della memoria - link  gli anziani

centri sociali


  7 – gennaio 2006 – collettivi politici e di paese 

: Perosa, Bricherasio ,None , Perosa, Val Pellice , Cavour, Villar Perosa ,Rivalta ,Fiat-MVP(Villar Perosa) ,Piossasco , Bagnolo Piemonte 

  

Affiancandosi o contrapponendosi alle sinistre storiche la ‘nuova sinistra’ è stata coraggiosa e generosa a spendersi a cavallo degli anni Settanta-Ottanta sull’inchiesta di fabbrica, a puntare sulle lotte, a cercare una saldatura con gli studenti e i fermenti delle chiese, ma in una fase, che  ancora continua, prima di ripiegamento e poi di frantumazione della classe, ha tirato i remi in barca e abbandonate organizzazioni, gruppi di paese e di fabbrica si è sovente occupata d’altro.In certi periodi – con una punta negli anni Settanta-Ottanta,  appare un pullulare di iniziative e  di piccole pubblicazioni, di paese e di gruppo che segnalano la diffusione e il radicamento nel territorio della sinistra ‘giovane’ e no.  Le esperienze di questo periodo che emergono anche con scritti sono sovente di breve durata: di tutta questa effervescenza rimane ben poco. I lavoratori in crisi, battuti dalle ristrutturazioni, delusi, non meritavano di essere accompagnati anche in questo percorso dai molti intellettuali che avevano sovente dato loro la voce? Quanti consigli di fabbrica e singoli lavoratori che erano capaci di analizzare e divulgare hanno resistito e continuato a prendere la parola? (Piero Baral)

 

 

documenti    02/10/2009 Centri sociali. Mappe di un'utopia audio 

radio Alice 1977 bolognese.pdf 


 

8- febbraio –trasmissione sulle donne (persa, ma era una replica)   

 


Comincia un ciclo di puntate sulla storia delle fabbriche

  9- marzo-  / Indesit     

  

La storia dell'Indesit potrebbe essere concentrata in una battuta: "privatizzazione degli utili socializzazione delle perdite", Una battuta non è solo schematica, ma non spiega perché è sempre Pantalone a pagare, anche quando si ritiene fortunato (vedi alla voce cassadisintegrato).

L'Indesit costruisce le sue fortune in tempi lontani, come le altre aziende del settore, con una politica di bassi salari che consentono l'esportazione massiccia sia nei paesi europei che extra europei. Di questa fase si dirà poi che il prodotto italiano "sfonda" nel mondo per il design "italiano"…

Certamente gli elettrodomestici italici non sono orribili, sono decentemente affidabili e soprattutto costano molto meno di quelli dei concorrenti locali.

Mediamente i produttori di elettrodomestici italiani esportano il 50% della produzione, L'Indesit raggiunge addirittura il 70% (Bruno Redoglia)

 

 

  crisi indesit- rassegna stampa   testi di storia dell'Indesit


  10 – aprile – fiat   

  

La FIAT viene identificata da tutti con la famiglia Agnelli. Ma non è nata per loro iniziativa, e il modo con cui se ne sono impossessati fornisce un esempio classico del funzionamento del capitalismo. La FIAT era nata l’11 luglio 1899 per iniziativa di un gruppo di imprenditori affascinati dalle prospettive dell’automobile: il conte Roberto Biscaretti di Ruffia, che già importava automobili da corsa dalla Germania, il conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, l’avvocato Carlo Racca, Michele Lanza, un modesto produttore di cande (non per automobili, ma di cera), e l’avvocato Cesare Goria-Gatti, il redditiere Lodovico Scarfiotti, il banchiere e setaiolo Michele Ceriana-Mayneri, un agente di cambio, Luigi Damevino, e un terzo nobile, il marchese Alfonso Ferrero de Gubernatis di Ventimiglia. Giovanni Agnelli entra successivamente come piccolo azionista. Nell’assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione era stato formato solo dai “padri fondatori” che abbiamo ricordato. (web)

 

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-0520412c-0e68-423d-81bc-250c3d17542f.html

 dossier Fiat  Storia della Fiat dal 1969 al 1989 -Lavorare in Fiat Marco Revelli      IL 1969   CASSINTEGRATI

cronologia Fiat dal 1998 al 2003     cronologia Fiat dal 2004 al 2009


  11 – maggio  Riv- SKF Villar Perosa    

    

La storia della Riv non inizia in val Chisone ma a Torino, il 29 settembre 1906 in via Marochetti, davanti al notaio Costa. La denominazione ufficiale della società era Roberto Incerti & C. Villar Perosa, fabbrica di cuscinetti a sfere e sfere in acciaio. Il capitale versato ammontava a lire 600 mila: 150 da Agnelli, 100 da Incerti, 50 da Ettore Rabezzana, 250 dalla Fiat e 50 dalla Fiat Brevetti.

La sigla Riv da sempre ha significato Roberto Incerti Villar e l'ingegner Roberto Incerti, meccanico costruttore di biciclette, era proprietario di due piccole aziende familiari a Torino e Villar Perosa. A questa attività si associa Giovanni Agnelli, ricco proprietario fondiario della valle. Da questo matrimonio nasce il primo cuscinetto Riv. L'azienda continua ad essere chiamata Riv perché Roberto Incerti non cede il brevetto, anzi reca anche fastidi giudiziari ad Agnelli in seguito all'accusa di irregolare appropriazione di brevetti. (Lorenzo Tibaldo)

  Capitale e classe operaia - 1   RIV  31maggio 1968- 9,3 MB xxv ora

 

dossier riv-skf-omvp          100 anni RIV-SKF / 10 anni alpcubskf  pdf

storia della Riv- Lorenzo Tibaldo   

STORIA DELLA RIV - LORENZO TIBALDO audio 

tesi sulla Riv di Alessandra Godino  

   


  12  giugno – miniera  talco Val Germanasca   

    

1990. Talco purissimo, in gran quantità e subito , chiusura delle coltivazioni di ridotte dimensioni e a scarsa redditività immediata, secca riduzione degli organici: stavolta è scritta con l'eleganza del francese la cura da cavallo presentata per "risanare" le miniere della Talco--Grafite in val Germanasca e ottenere un rapido riequilibrio di conti aziendali da tempo in dissesto. Monsieur le medecin è il dottor Bruno J.P. Ducasse, in rappresentanza della societa franco-inglese Talc de Luzenac che, rilevando le quote azionarie cedute dai soci italiani, ha acquisito la proprieta del 97% dell'industria estrattiva pinerolese. Dietro Luzenac si intravede l’ombra poco rassicurante della multinazionale Rio Tinto Zinc la quale, dalla sua sede di Londra, può controllare a sua volta l’ impresa d'oltralpe nella misura deI1'87%. E se, forte di un fatturato di 6, 1 miliardi di sterline ( 12 mila miliardi in lire italiane) , una multinazionale del calibro di Rio Tinto entra in miniera, i lavoratori prima o poi escono, perchè Ducasse si mette presto a fare il conto degli esuberi. (Mario Dellacqua)

  Capitale e classe operaia - 4 Talco e grafite -31dicembre 1968 - 7,5MB xxv ora

 

dossier miniere


  13 luglio – Manifattura di Perosa Argentina - tessili  

  

Orario di lavoro: nel tessile, con la scusa della concorrenza e dell’utilizzo impianti, è da più di vent’anni che sono state introdotte le turnazioni più strane. A partire dal 6x6, allo scorrimento, al lavoro di sabato e domenica, senza parlare del 3° turno fisso.

Come si può concepire tutta una vita lavorativa con cadenze così sballate? E’ vero che l’essere umano ha forti capacità di adatta-mento, però in questi casi vengono alterati i più elementari cicli biologici: notte-giorno, fatica-riposo – con quali conseguenze sulla salute delle lavoratrici?(Franco Polastro)

Capitale e classe operaia - 3 Val Pellice - tessili  30 settembre 1968 .- 7,9Mb 

xxv ora

 

 Rassegna stampa


14 – agosto -trasmissione non registrata nell'archivio Rbe


  15-    settembre –Beloit- PMT Pinerolo   

   

1958 …La Beloit, multinazionale americana, entra in Italia nel 1958 acquistando dalla Cartiera Burgo prima metà e poi tutto il pacchetto azionario delle officine Poccardi di Pinerolo (OMPP).

La Beloit Italia costruisce macchine continue per cartiera. Altri stabilimenti Beloit sono in Canada, Spagna, Gran Bretagna ecc.. Nel ’58 l’officina Poccardi conta 400 dipendenti con una forte tradizione sindacale e di lotta. La nuova direzione non intende assorbire il personale del reparto Riparazione Carri Ferroviari (65 operai) ma con la lotta vengono fermati i licenziamenti. In tre anni si passa a 1200 dipendenti, la Beloit assorbe personale specializzato mettendo in crisi la piccola industria locale – arrivano poi maestranze specializzate da tutta Italia. (XXV ora)

  Capitale e classe operaia - 2 la Beloit    31 luglio 1968 - 7,5 mB xxv ora

dossier Beloit-PMT


 

  16-    ottobre – incontro con Renzo Tibaldo sul suo libro sulla RIV

    

L'Italia esce dalla guerra in condizioni economiche disastrose: un terzo del patrimonio nazionale era stato distrutto, danni ingenti alle abitazioni, ai servizi civili, alle opere pubbliche, ai mezzi di comunicazione e alla rete dei trasporti. Gli insediamenti industriali, pur limitatamente danneggiati, soffrivano dalla mancanza di materie prime e dalla necessità di riconvertire gli impianti dalla produzione bellica a quella civile.

Inoltre i rapporti sociali erano stati sconvolti dalla guerra e dalla lotta di Liberazione. La classe operaia aveva preso coscienza della propria forza politica, del ruolo svolto nella lotta contro il fascismo durante la Resistenza.

Con la fine della Resistenza l'unità delle forze antifasciste tenta di proseguire la sua strada con la nascita dei Consigli di Gestione nelle fabbriche e la partecipazione comune dei rappresentanti delle varie tendenze politiche e di quelli dell'azienda. (Lorenzo Tibaldo)


inizia un nuovo ciclo di argomenti attuali

  17-    novembre –

  immigrati dal sud-stranieri- emigranti italiani    

      bibliografia  

Nel 2006, allo sforzo di raddoppiare le quote annuali di lavoratori provenienti dall’estero (portate a 170.000) hanno fatto seguito domande di assunzione tre volte più ampie, evidenziando le carenze dei meccanismi di incontro tra domanda e offerta. Da anni si continua a presupporre che i lavoratori stranieri da assumere aspetino dall’estero la loro chiamata, mentre è risaputo che, in attesa di essere ufficialmente assunti, essi già hanno iniziato a lavorare in Italia.(web)

 

  CaritasDossierImmigrazione2007 -pdf

http://andreastivi.blogspot.com/2009/04/la-via-crucis-del-precario-by-vauro.html 

 


 

  18-    dicembre – 

incontro con autori del libro 'Cit Paris' – emigrazione dalla Val Chisone

       

Contadini alle prese con un ambiente ostile e selvaggio, montanari che da lift o camerieri diventano direttori di grandi hotels internazionali, comunità di emigranti, parroci e pastori che tengono le fila dei legami tra gli emigrati e la comunità d'origine... È un mondo policromo e variegato quello che si agita tra le pagine di questo libro, un mondo che gli autori hanno cercato di penetrare sfruttando tutte le fonti a loro disposizione per una ricerca così complessa ed articolata: le lettere, i documenti d'archivio, la viva voce dei protagonisti... Una ricerca non certo esaustiva, ma che per la prima volta cerca di individuare le motivazioni di chi emigrava e soprattutto di capire quali relazioni si stabilissero tra chi rimaneva al paese e chi lo abbandonava.(web)


 

  19-    gennaio 2007 

coordinamento pendolari 1985/oggi  - ferrovie oggi – TAV  

   

 Il coordinamento pendolari è costituito da un gruppo spontaneo che ha lo scopo di ottenere un servizio ferroviario qualitivamente migliore. E’ un gruppo in continua mutazione. Si può osservare che dal 2 dicembre 1995 (data di presentazione di un nostro dossier) c’è stato un discreto rimescolamento; 4 uscite per pensionamento ed 1 per decesso (il nostro indimenticabile amico Agostino Vera), sostituti da giovani volenterosi con una anzianità di  viaggio molto bassa.

E’ sorto 14 anni fa con una petizione contro  disservizi ferroviari; ha continato con la ‘dfesa’ della linea Pinerolo-Torre Pellice ed è riuscito a formulare una proposta di cui vogliamo parlare.

In questi anni abbiamo avuto contatti con Enti lcali (comuni, comunità montane, provincia e regione), rapporti con la Direzione Compartimentale di Torino in merito ad orari, istituzione di treni e facendo puntualmente presente i disservizi della linea.(Piero Cristini)

http://www.pinographic.altervista.org/coordpendolari.htm

http://trenovivo.it/

  Val Susa giù dal treno e L'odissea quotidiana dei pendolari

L'odissea quotidiana dei pendolari
treni sporchi, lenti, in ritardo o soppressi

Il lungo treno della privatizzazione: da Ferrovie di Stato a ferrovie di libero mercato.
Trent'anni di trasformazioni raccontate dai ferrovieri


 

  20- febbraio - donne   (nuova ,sui gruppi delle donne ieri e oggi ) 

     

Purtroppo nessuna documentazione è stata conservata sulla genesi e lo sviluppo dei gruppi-donne delle Valli Chisone e Germanasca. Motivazioni singole e/o collettive; rapporto con il femminismo; relazione/indipendenza rispetto ai gruppi e alle organizzazioni della sinistra; rapporti di antagonismo/collaborazione con gli Enti locali; intrecciarsi di iniziative a livello sociale e culturale; organizzazione del tempo libero …, tutto questo è reperibile unicamente affidandosi alla memoria orale, peraltro molto labile.(Graziella Tron)

 

 

le donne parlano di loro

 Parole vive e coraggio di uscire dalle identità - Chiara Zamboni pdf

 


 

21-    marzo - trasmissione non registrata nell'archivio Rbe

  22-    aprile 

Morti bianche 1 - speciale Amisnet     -Premessa.1 

           

La tragedia di Torino alla Thyssen-Krupp e quella di Molfetta della Truck Center hanno fatto parlare molto, ma sono soltanto due di tanti, troppi incidenti mortali che colpiscono i lavoratori di tutto il mondo. Cosa fare per arginare un problema che in Italia uccide piu' di mille lavoratori in un anno? In realta' si e' fatto molto, con la legge 626, e si continua a farlo, con un testo unico, ma il fenomeno, che tende ad attenuarsi, rimane ancora una piaga sociale che da sempre ha sconvolto milioni di famiglie, anche tra gli emigrati, come i minatori di Marcinelle in Belgio e di Monongah nel West Virginia. (web)

 

 infortuni sul lavoro-1-  

   


 

  23-    maggio

  Morti bianche 2 - speciale Amisnet  Premessa.2 

    

Incidenti mortali sul lavoro ogni anno 
L'ordine di grandezza è di circa due milioni di morti annualmente nel mondo, di cui circa 12 mila bambini. Il numero di morti in Italia al 2007 è di 1260. Questa cifra è andata continuamente diminuendo dagli anni '60 ad oggi ma l'andamento di questa riduzione è meno confortante che in altri Paesi industrializzati. Tra il 1995 e il 2004, infatti, gli infortuni mortali nell’Unione Europea sono diminuiti, in media, del 29,41%, mentre in Italia solo del 25,49%.[2]. L’Italia, nel decennio 1996-2005, è risultato il paese con il più alto numero di morti sul lavoro in Europa (web)

  infortuni sul lavoro 2

    


 

  24-    giugno

  letture su TFR - spezzoni da you tube /Slai Cobas

    

TFR ADDIO-

Per ché addio? Non si perde, si deve solo scegliere dove destinar lo, all’INPS o ai vari fondi. Gli amici dei lavoratori ci sanno fare, indubbiamente. Introducono cambiamenti che presentano come miglioramenti o solo come modifiche formali in modo che non sollevino nessuna obiezione sostanziale, in fondo il TFR passa solo di mano. Allo stesso modo l’abolizione della scala mobile avrebbe aperto nuove possibilità di difesa dei salar i che in questi anni abbiamo ben potuto ver ificare. In realtà il loro obiettivo è l’utilizzo del TFR per integrare le pensioni che tendenzialmente riducono. (web)


 

  25-    luglio –   risultati

  TFR- trattativa pensioni - cronologia storia pensioni in Italia

      

Lo sciopero generale,infatti, vuole anche tenere viva l'attenzione sulle emergenze del paese: la redistribuzione del reddito, la difesa ed il rilancio del sistema previdenziale pubblico e dello stato sociale (scuola, sanità, casa,ecc…), l'aggancio delle pensioni alle dinamiche inflattive e retributive, i salari inferiori a quelli europei, i rinnovi contrattuali al ribasso, il lavoro precario e non tutelato, le spese militari e la guerra, lo scippo del TFR,la legge 30 ed il pacchetto Treu.(ALP)


 

  26-    agosto –  

intervista a Tayert Ahmed (sindacato-immigrati) Pinerolo CGIL 

    

Negli ultimi anni, la popolazione straniera in Val Chsione sta crescendo rapidamente, dal 2001 si è raddoppiata.

La popolazione straniera conta fra 250 e 300 europei, più di cento provenienti dall'Africa, una ventina dall'Asia e più di trenta dall'America del Sud.

Segnaliamo alcune occupazioni: oltre alla ventina di polacchi che lavorano nella miniera di talco, i rumeni dell'edilizia nell'alta Val Chisone (per uno studio sulla manodopera per le olimpiadi 2006 vedi file)una decina nella officina Data di Pinasca , le  assistenti famigliari (badanti rumene e moldave) cresciute molto anche con l'ingresso della Romania nella Comunità Europea nel 2007. Inoltre ricordiamo stranieri negli alpeggi -pdf  .Una parte ha trovato lavoro in valle , altri nel Pinerolese.(piero)

 

 

  Immigrati in valle    lotte a Rosarno

Io schiavo
in Puglia

di Fabrizio Gatti

Sfruttati. Sottopagati. Alloggiati in luridi tuguri. Massacrati di botte. Diario di sette giorni nell'inferno. Tra i braccianti stranieri nella provincia di Foggia

(01 settembre 2006)

 


 

  27-    settembre  -

  Chiusura di 'storie di storia'- bilancio della trasmissione- indice- –avvisi vari - lettura dalla premessa alla ricerca 'Rumori di fondo'   - 

     

 Ci sono ancora nel pinerolese le forze a sinistra per ripensare a forme snelle di informazione che si affianchino, con una voce propria sia pur limitata, all’ECO DEL CHISONE per esprimere valutazioni diverse e notizie non troppo filtrate? Quanti sentono il bisogno di un’informazione che serva a tenere unita nelle sue diversità una area diffusa di persone che ancora si interrogano, si stupiscono , sono curiose? (piero)

     24/09/2009 Ritanna Armeni intervista lo storico Marco Revelli

A. Asor Rosa - IL GRANDE SILENZIO Intervista sugli intellettuali

Odifreddi


nota1

Pinerolo a memoria
Una chiesa da raccontare (5)
di Vittorio Morero
Anno I - N.6 - Novembre 2005
 

Le difficoltà di metodo e di impostazione teologica erano piuttosto riscontrabili con la generazione dopo e con i coetanei, anche perché dopotutto noi dei Centri Diocesani avevamo anche i nostri integralismi, le nostre opzioni, non sempre flessibili e imparziali. Ad esempio si aveva una certa ritrosia nei confronti della pietà popolare che ci portava a preferire i salmi al Rosario, l'omelia teologicamente corretta a quella aneddotica e moralista (non per nulla ai tempi del dissenso negli Anni '70 gli eredi del nostro Centro Diocesano allestirono una specie di inchiesta che in maniera un po' impietosa registrò un bel numero di omelie che vennero pubblicate con relativo commento), una organicità formativa che collocava in secondo piano l'apparato ricreativo dell'Oratorio e quindi il Teatro dei bambini e il Carnevale dei medesimi di don Lisa che pure hanno avuto un grande impatto sulla città, hanno educato una generazione intera, hanno mostrato un volto positivo della Chiesa, un volto gioioso, disinibito, umanizzante nei canoni del cosiddetto umanesimo integrale di Maritain, che pure noi professavamo in linea teorica. Certo la dialettica era fine e non semplicemente reattiva al dinamismo degli altri che è sempre stata malattia pinerolese con l'abitudine di assolvere la pigrizia e di maciullare chi lavora e inventa. Si temeva infatti che il primato della ricreazione nascondesse un certo minimalismo di proposte e anche di formazione e in più non tenesse conto di una questione che allora era molto viva nella Chiesa e fuori, cioè la questione sociale.

Prendevano corpo dunque in quella stagione altre coordinate che avrebbero poi creato nell'immediato futuro (Anni '70 sopratutto) una certa spaccatura all'interno della comunità cattolica, ma anche nella società: le coordinate del riformismo ecclesiale in rapporto al Concilio e le coordinate del riformismo politico anche in chiave di lettura marxista della società da parte di alcuni. Le due coordinate erano connesse fra loro ed erano presenti anche se con un certo dosaggio nell'Azione Cattolica giovanile che venne dopo di noi, quella non più di Aurelio Bernardi, ma di Elio Salvai e di Claudio Canal sia pur temperate da una scelta dell'assistente diocesano Giorgio Accastelli tendenzialmente portato a privilegiare la scelta religiosa su quella ideologica. Coordinate che però passarono ben presto in ambito extraistituzionale, nel Movimento studenti di Don Franco Barbero, fuori dai rigidi canoni dell'Azione Cattolica che rimase così un po' orfana di quadri dirigenti (anche Accastelli si trasferì come parroco a San Lazzaro) quindi votata al tramonto (fu un grave errore!)

Devo dire che ho camminato con una certa difficoltà in quei tempi di transizione e di rapido e infuocato cambiamento. Appartengo infatti alla generazione che è stata lambita dal 68, ma non ha fatto il 68 se non per riflesso e per riflesso critico e ciò non per merito o demerito, ma perché eravamo quasi quarantenni e quindi un po' vaccinati. Così è successo per Aurelio Bernardi, Alberto Barbero, anche per la Fuci che rimase fedele a se stessa e tardò in qualche modo il suo esaurimento.

La Fuci di Pazé non stava fuori da quelle coordinate, ma in chiave di riflessione e non in chiave movimentista, soprattutto quando il gruppo Pazé-Fassone-Losano si raccolse attorno alla rivista La Fornace che era in certo qual modo la continuazione extra istituzionale della Fuci e Pazé stesso cominciò a imboccare la strada dell'ecumenismo.

Centro storico di Pinerolo, oggi ampiamente restaurato, negli anni '60 abitato da meridionali per lo più in condizioni fatiscenti.


 

la fornace (1964)  la zanzara (1965) la comune di Cinisello - T.Rochat

documenti  pagina-spettacolo68 audio   pagina IL 1969 audio

L'operaismo italiano e il suo Sessantotto lungo vent'anni n+1 -link    1969_09_una_eresia_comunista.pdf    : il manifesto

Diego Giachetti, Anni Sessanta comincia la danza. Giovani ...      Articolo sul Sessantotto Diego Giachetti 

Vietnam   La meglio gioventù speciale di diario del mese -pdf  questionario Pdup-'75

Il Sessantotto è online- l'espresso

Da Terza edizione-2008
Festival della Filosofia
“Sessantotto. Tra pensiero e azione”: 

Tavola Rotonda con Daniel Cohn-Bendit Paul Berman Adam Michnik Fernando Savater
conduce Paolo Flores d’Arcais audio Etiche della rivolta: 1968 - 1989

Valle Giulia, frammenti di uno scontro di classe audio
Tavola Rotonda con Ennio Di Francesco, Massimiliano Fuksas, Claudio Petruccioli, Franco Piperno, Lidia Ravera, Marino Sinibaldi
Con la partecipazione di Ascanio Celestini

La fede oltre la Chiesa. Il '68 e i movimenti religiosi audio
Tavola Rotonda con Marcelo Barros, Giovanni Franzoni, Daniele Garrone, Enzo Mazzi, Mauro Pesce, Giancarlo Zizola

BasagliaPrima c'era la Città dei matti, il manicomio. Con tutto il suo carico di orrori piccoli e grandi. In tutto il mondo occidentale, nessuno aveva mai messo in discussione il manicomio. Almeno fino all'inizio degli anni '60 quando, in una città di provincia del Nord, un giovane psichiatra ribelle, emarginato dal mondo accademico, Franco Basaglia, accese quella scintilla che provocò un incendio impensabile fino a qualche anno prima

 


extra

http://rbe.it/caravan/2010/03/in-studio-con-jean-louis-sappe-50-anni-di-musica-teatro-e-spettacolo/

in studio con Jean Louis Sappè: 50 anni di musica, teatro e spettacolo  - teatro Angrogna


25 anni di Radio Beckwith

Radio Beckwith nasce nel 1984, come radio a carattere comunitario legata alla chiesa protestante valdese, sviluppa nel tempo il suo bacino d’utenza, amplia le ore di trasmissione e rivolge sempre più attenzione a ciò che succede nel proprio territorio. Nel novembre 2004 RBE compie 20 anni festeggiando con eventi importanti, di diversa natura e argomento, che riscuotono un notevole successo di pubblico. Tra le iniziative ricordiamo presentazioni di libri, culti valdesi in diretta, pranzi comunitari, concerti e serate dedicate al pubblico giovane.

In questi ultimi anni RBE si è impegnata per integrarsi sempre più nel territorio, caratterizzarsi meglio migliorando la qualità ed i contenuti delle sue trasmissioni e potenziare la qualità e la diffusione del segnale radiofonico, che attualmente ha due frequenze: 87.800 – 96.500 ed è dotato anche del live on streaming.

Attualmente Rbe trasmette 24 ore su 24, 7 giorni a settimana, grazie all’impegno di un’equipe redazionale che cura l’organizzazione del palinsesto mattutino, pomeridiano e serale; altro punto di forza di questa radio libera sono i circa 70 collaboratori che settimanalmente si occupano di aspetti tecnici, programmi musicali e non.

Tra i programmi che nel corso degli anni sono stati proposti si segnala la rilevanza riservata all’informazione di carattere sociale, culturale, economico e politico relativa alla Regione Piemonte, alle Province di Torino e di Cuneo ed alle P.A. Pinerolesi, Saluzzesi e Cuneesi con una particolare attenzione alle valli Pellice, Chisone e Germanasca. Citiamo il ciclo di trasmissioni realizzate in collaborazione con l’amministrazione di Pinerolo, Luserna San Giovanni e Torre Pellice; Le trasmissioni ad informazione sanitarie con l’Asl 10 di Pinerolo o gli sopedali valdesi del territorio; le interviste ad associazioni locali; le informazioni relative ai movimenti sindacali locali; le trasmissioni deidcate alla cultura locale; le trasmissioni e le rassegne stampa in lingua francese.

Peculiarità di RBE è l’attenzione riservata alle minoranze linguistiche francofone ed occitane: si sono avvicendate nel tempo trasmissioni in dialetto piemontese, “patois” (dialetto locale) ed in lingua francese nonché programmi che trattano tali argomenti sensibilizzando l’opinione pubblica. Citiamo ad esempio la realizzazione di trasmissioni in dialetto “Lou Frommage“, “Favole in francese“, “Rassegna stampa in francese“, “La Beidana“, “Actualité de l’Evangile.

La Radio propone quotidianamente informazione giornalistica attraverso la quotidiana rassegna stampa nazionale e l’approfondimento dell’informazione regionale, provinciale e locale con la lettura dei i quotidiani e dei periodici locali.

L’informazione locale è arricchita da anni rapporti con le amministrazioni comunali della zona, con le comunità montane, con i medici degli ospedali e dell’Asl 10, con i servizi sociali presenti sul territorio che sfociano in programmi specifici e numerose interviste rilasciate da Assessori, Sindaci, inserite in programmi redazionali come Caravan.

Da non dimenticare l’attenzione agli eventi catastrofici e il servizio che Radio Beckwith ha reso alla cittadinanza in occasione dell’alluvione del 2000 e poi nuovamente in quella più recente, del maggio del 2008, quando ogni tipo di collegamento di comunicazione telefonico o elettronico era impossibile.

I notiziari quotidiani riservano particolare attenzione agli appuntamenti ed agli eventi della Provincia di Torino e di Cuneo segnalando: eventi, mostre, convegni e concerti anche grazie all’informazione che giunge direttamente alla redazione di Rbe oltre che attraverso quotidiani, siti, newsletters anche sotto forma di comunicato stampa.

Si segnalano inoltre le iniziative condotte con l’editoria locale e con le associazioni di diversa natura prestando attenzione anche ad eventi di particolare rilievo che accadono nella città di Torino. Citiamo ad esempio la partecipazione ai saloni del libro, con realizzazione di interviste, la presenza alla manifestazione Occitanica e alle conferenze stampa di presentazione di grandi eventi o mostre. La nostra caratteristica di radio comunitaria ci permette di poter offrire ampio spazio all’interno del nostro palinsesto a tutte quelle realtà che spesso vengono “dimenticate” dai mass media: associazioni “no-profit” di volontariato (Emergency, Amnesty International, Anfass, Diapsi) associazioni politiche, sportive locale alle lingue minoritarie.

Soprattutto nella fascia pomeridiana e serale Radio Beckwith, essendo una radio libera e comunitaria, offre la possibilità a numerosi non professionisti di avvicinarsi al mondo radiofonico, i quali gestiscono spazi musicali autonomi all’interno del palinsesto di Rbe.

Sono più di 70 i collaboratori che, ogni settimana, attraversano gli studi della nostra radio, la tipologia varia dai ragazzi di 14 anni (presenti soprattutto il pomeriggio e la sera del sabato) agli anziani di 70 anni e questo fa sì che la radio si rivolga ad un pubblico quanto più possibile ampio ed assortito.

Bacino d’utenza e frequenze di trasmissione:

96.500 e 87.800: Pinerolese, Val Chisone, Val Pellice, prima cintura di Torino, Cuneese, Saluzzese, Fossanese e Saviglianese.

Credits: Associazione Culturale Francesco Lo Bue
Via Beckwith, 5 | 10066 Torre Pellice (TO)
Partita IVA: 06104870016 | C.F.: 94509050012