Storia di Sestriere

 

Non è ancora certo il significato del toponimo Sestriere. Alcuni lo vogliono far risalire al toponimo medievale "ad petram sextarium o sextera" con riferimento ad una pietra miliare di epoca romana esistente sul colle stesso, anche se studi recenti affermano che la via al passo non fosse compresa tra le strade più importanti del periodo romano e quindi non potesse essere attrezzata. Altri studiosi pensano che il toponimo si possa far risalire al termine sextarium nel senso di misura da applicarsi al terreno. L'origine più accreditata pare derivi da "petra sistraria" ovvero sesta pietra ad indicare che lì era posta la sesta pietra per segnare la distanza dalla città più vicina.

Su quello che oggi è Sestriere, un tempo c'era solo un colle a 2035 metri di altezza che univa la valle del Chisone con quella della Dora Riparia. Uno spartiacque naturale, di confine, fra le vallate francesi e quelle piemontesi di nord-ovest. Solo i pascoli, e qualche raro larice, furono gli spettatori del passaggio di eserciti invasori come quello di Annibale, o delle legioni di Cesare per o dalle Gallie, delle scorrerie delle bande valdesi, delle milizie cattoliche, degli eserciti francesi e spagnoli oppure delle carovane portatrici di sale nel medioevo. Per tre secoli quel passo fu molto utilizzato benché non esistesse una vera e propria via di comunicazione.

La prima data certa nella storia di Sestriere è il 1814 anno in cui Napoleone decise di dotare il Piemonte di una nuova via di accesso per la Francia. Quella strada collegava Briançon a Pinerolo passando proprio per il colle del Sestriere. Ma all'epoca le strade non portavano nuovo sviluppo come oggi e per un buon mezzo secolo nulla successe sui pascoli che ricoprivano il colle. Nessuno costruì, nessuno decise di metter su casa lassù a duemila e trentacinque metri di altitudine.

Per incontrare il primo abitante di Sestriere bisogna andare al 1864 e per una vicenda legata ancora alla strada napoleonica. Infatti il neocostituito Regno d'Italia decide che quell'importante via di comunicazione tra Piemonte e Francia deve essere tenuta in ordine e anche i viandanti che si inerpicano su, fino a duemila metri, devono poter contare su un punto di rifugio e soccorso. Si costruisce così una casa cantoniera affacciata verso la val Chisone e i primi a ricoprire il ruolo di cantonieri furono i coniugi Lorenzo e Francesca Possetto. Prima di loro c'erano solo i margari e i pastori di Borgata Sestriere e di Champlas du Col, che alloggiavano nelle diciotto baite, dove oggi c'è piazza Fraiteve, più quelle di Piagnol.

Cinquantanni dopo l'Italia sta per accingersi a combattere l'ultima guerra per conquistare i suoi confini naturali. Lassù sul colle Vincenzo Possetto, figlio dei primi abitanti del Sestriere, ha un'idea: se i signori della Torino-bene trascorrono le loro villeggiature sulle montagne della Valle D'Aosta, di Bardonecchia, o della val di Lanzo, possono spingersi anche fin quassù ai duemila metri del Sestriere.

L'idea si concretizza con l'avvio dei lavori di un albergo, che devono essere però fermati nel 1914 a causa della guerra. La struttura verrà inaugurata il 21 agosto del 1921. Quello stesso giorno si procede ad un'altra inaugurazione, quella della posa dell'obelisco in ricordo dei cento anni della strada napoleonica, ora statale 23 del colle del Sestriere. Quattro anni dopo Possetto decide di tenere aperto anche d'inverno e per cinquanta anni gestirà il suo locale apportando via via nuove modifiche e ampliamenti.

Gli anni passano, iniziano a circolare le prime automobili e, d'estate, al colle salgono i torpedoni pieni di gitanti. Ma d'inverno Sestriere è deserto e sulla strada transitano solo le slitte. Su altre montagne del Piemonte, invece, impazza un nuovo sport inventato dai norvegesi e portato qui da noi da Adolfo Kind e dai Fratelli Smith: lo sci. La borghesia torinese impazzisce all'idea di scivolare sulla neve e anche la famiglia del senatore Giovanni Agnelli, proprietario della Fiat, se ne innamora.

Dalla sua casa di Villar Perosa, l'imprenditore ha compiuto numerosi viaggi al Sestriere e si è affezionato a quei prati innevati che sembrano toccare il cielo azzurro, così decide di impiantare lì la sua stazione sciistica. Viene incaricato l'ingegnere Vittorio Bonadè-Bottino di progettare e costruire le prime funivie e le torri, proprio quel professionista che più tardi sarà responsabile della divisione costruzione impianti della Fiat.

Da questo momento, siamo nel 1930, inizia la storia di Sestriere, praticamente una proprietà della famiglia Agnelli, che acquista i terreni per 20-40 centesimi al metro quadro e costituisce la Società anonima per azioni "Incremento turistico Sestriere". Nel marzo dello stesso anno viene aperta la strada fino al colle ad opera della Sapav (Società autolinee Perosa alte valli) e l'anno dopo i trattori Fiat, con spartineve della Sapav, si fanno strada fino a Champlas, garantendo l'apertura invernale della strada.

Sempre nel 1930 viene inaugurata la prima funivia Alpette-Sises, con annesso ristorante. Con la consulenza del saltatore norvegese Kielberg viene costruito il trampolino di salto del lago Losetta ed infine si apre alla clientela l'albergo "Principi di Piemonte". Per gestire questi impianti viene costituita la Saes (Società anonima esercizi Sestriere). Il 18 gennaio 1932 entra in funzione la funivia del Sises e a Sestriere iniziano ad arrivare non solo più i signori ma anche gli sciatori della domenica. In primavera riprende la costruzione del Principi, crollato durante i lavori, ed il 21 maggio inizia la costruzione della Torre di Sestriere che sarà inaugurata il 5 dicembre 1932.

L'anno successivo, 1933, viene eretta l'altra torre quella dell'albergo "Duchi d'Aosta" e la funivia "Banchetta". Il 18 ottobre 1934, con regio decreto, viene costituito il Comune di Sestriere su un territorio di duemila 580 ettari sottratti al vecchio comune di Champlas du Col (che diventa frazione), parte di quello di Pragelato (Borgata) e di Sauze di Cesana che all'epoca era frazione di Cesana. La vita amministrativa del neocomune inizia il 1° gennaio 1935, il sindaco è Paolo Frà e viene ideato anche lo stemma, una banda nera ed una verde ed in mezzo un paio di sci a confermare la vocazione di stazione invernale di Sestriere.

Nel 1937 viene costruita la funivia del Fraiteve sul versante più assolato e poco dopo, sempre sullo stesso versante, le seggiovie Platasse e rio Baucet che, a causa del continuo scarso innevamento, verranno smantellate definitivamente nell'inverno 1990/91. È sempre di quegli anni la nascita della scuderia che diventerà, poi, la scuola di sci. I maestri sono bravissimi e richiestissimi: i fratelli Guyot, Alberto Marcellin, Franco Passet, Pino Armand, solo per citarne qualcuno. Per il turismo estivo, sempre negli anni '30, viene costruito un prestigioso campo da golf a 18 buche (il più alto d'Europa) che nel 1932 ospitò uno dei primi "Open" d'Italia.

La seconda guerra mondiale blocca il turismo, arresta lo sviluppo e soprattutto danneggia gli impianti. La ricostruzione arriva negli anni '50. Sindaco è Giovanni Nasi (eletto nel 1948) nipote del vecchio senatore Agnelli, che sarà riconfermato fino al 1980. Tra gli anni '60 e '70 lo sci di massa approda al Sestriere. Negli anni '80 la famiglia Agnelli riprende le redini della situazione e, sulle ceneri della Saes, nasce la "Sestieres spa" completamente controllata dalla Ifil la finanziaria Fiat. Dalla stagione 1983-84 parte il rilancio della stazione con investimenti massicci e progetti ambiziosi. Spuntano i cannoni che garantiscono la neve a dispetto degli inverni avari, si corre la Coppa del Mondo ed inizia l'era di Alberto Tomba che al Sestriere lega il suo nome.

Nell'87 nasce la "Via Lattea" che unisce agli impianti del Sestriere quelli di Sauze d'Oulx e di San Sicario-Cesana-Claviere, diventando uno dei più grandi comprensori europei. Dieci anni dopo, 1997, Sestriere è sotto i riflettori del mondo che ruota intorno al circo bianco: nel febbraio di quell'anno si svolgono i Mondiali di sci e Alberto Tomba è ancora il testimonial più prestigioso.

Per ospitare il grande carrozzone del Mondiale la cittadina si dilata aumentando le strutture ricettive e la disposizione dei servizi. Si costruiscono due torri in più, più piccole ma sulla falsariga delle antiche, che costituiscono il villaggio atleti, si erige il mega-centro-commerciale e poi si migliora la viabilità, in particolare, con la circonvallazione. Oggi le due torri del villaggio atleti sono in gestione al Club Valtur.

da montagnedoc