Sul REFERENDUM non sono passate le nostre indicazioni, ma la partecipazione è stata comunque buona, in particolare dei giovani che stufi dell’attuale situazione chiedono salari decenti, orari più umani e garanzie per il futuro.

 

La vicenda del referendum ci insegna ogni giorno di più come certi personaggi che inneggiano ad ogni occasione alla democrazia e si vantano di esserne paladini, abbiano di questo termine una strana interpretazione.

E ci riferiamo al fatto molto grave di invitare la gente a non votare.

Noi abbiamo con le nostre ragioni invitato i lavoratori a votare no.

Riteniamo comunque lecito che non tutti la debbano pensare come noi. La nostra verità e le nostre idee, non è la verità e non sono le idee di tutti. Per questo motivo crediamo che la cosa più logica fosse che tutti esprimessero la loro idea, fossero le nostre opinioni o quelle degli altri.

Chiedere il disimpegno di chi deve esprimersi sul risultato di una vertenza crediamo non sia una cosa onorevole, ma sia invece un modo per allontanare sempre di più le persone dai problemi che li riguarda, richiedendo loro una delega in bianco sulle decisioni da prendere.

Per vincere una partita di qualsiasi tipo essa sia, bisogna giocarla. Vincere a tavolino è sempre umiliante e lo si fa soltanto quando non è possibile fare altrimenti.

OPPURE BASTA VINCERE? ad ogni costo e con qualsiasi mezzo?

Se questa è la soddisfazione di qualche dirigente sindacale non se ne compiaccia. Ci pensi e cambi mestiere perché il sindacato si fa con la partecipazione e il consenso della gente. Anche un sindacato diverso dal nostro! Non è dicendo ai lavoratori di andarsene al BAR.

Purtroppo i lavoratori al Bar ci vanno ugualmente senza doverli spingere troppo.

O vogliamo arrivare al punto di pagargli anche le consumazioni

purchè non vengano alle assemblee?

Questa situazione fa emergere sempre di più l’esigenza di una Legge che stabilisca delle regole certe e chiare. Ad oggi non sappiamo ancora la percentuale esatta dei votanti rispetto ai presenti quel giorno in fabbrica!! Regole certe sono indispensabili altrimenti qualsiasi sindacato che decide di firmare un accordo che sta bene ai padroni è poi in grado di bloccare qualsiasi tentativo di giudizio da parte di chi poi l’accordo subisce.

Questa battuta d’arresto però non ci deve fermare. Un buon numero di lavoratori pensa che diciamo cose giuste e sensate e allora non dobbiamo deluderli.

Prepariamoci subito per affrontare il problema della vendita dello stabilimento, per coinvolgere tutti i lavoratori, le istituzioni, il territorio, conoscere bene i termini dell’operazione e darci almeno due obbiettivi:

  1. Difesa dell’occupazione.
  2. Difesa dei diritti acquisiti.

Stiamo uniti e rafforziamo il sindacato di base che ascolta e difende i lavoratori.

Ciclinalpmaggio001

v.bignone89pinerolo

Collettivo ALP/Cub SKF Villar