Materiali sui sindacati
Il sindacato di base italiano più grande è la Cub (700 mila iscritti)- che raggruppa 18 organizzazioni di base - inoltre ci sono altri sindacati di base con alcune decine di migliaia di iscritti.
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Esce un libro, ustionante come acido solforico, sul mega business della Triplice. S'intitola "L’altra casta. Privilegi. Carriere. Stipendi. Fatturati da Multinazionale. L’inchiesta sul sindacato" (ed. Bompiani, 2008) ed è scritto da un giornalista dell'Espresso. L’inglobamento del sindacato nell'orbita istituzionale corrisponde al tentativo di disciplinare, vista la sua ineliminabilità, il conflitto capitale-lavoro, ed esprime un'esigenza precisa del capitalismo senile. "La sola CGIL ha un giro d’affari valutato in un miliardo di euro. I delegati delle tre centrali sindacali sono 700 mila, sei volte più dei carabinieri. I loro permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al mese. E costano al sistema-paese un miliardo e 854 milioni di euro l’anno". Dal punto di vista strutturale, il riconoscimento del ruolo istituzionale del sindacato si traduce in finanziamenti da parte dello Stato. Essi hanno permesso lo sviluppo di un enorme apparato burocratico intrecciato con le istituzioni, come fosse una specie di appendice di vari ministeri. E così lo percepiscono i lavoratori, consapevoli di non aver più un organismo per la difesa dei propri interessi.
I dati sugli iscritti sono quelli forniti nei siti delle organizzazioni sindacali

| Categoria | N.Tessere |
| FILLEA | 343389 |
| FIOM | 359407 |
| FILTEA | 107514 |
| FILCAMS | 331442 |
| FILT | 144040 |
| FUNZ.PUBBLICA | 397468 |
| FISAC | 87515 |
| FLAI | 289979 |
| SLC | 93476 |
| NIdiL | 29408 |
| MISTE | 31482 |
| FLC | 174783 |
| FILCEM | 163677 |
| SPI | 2879511 |
| SPI PROVVISORIE | 114073 |
| DISOCCUPATI | 19445 |
| Totale CGIL 2006 | 5566609 |


|
AGGREGATI PER CATEGORIA |
||
|
CATEGORIE |
2005 * |
2006 * |
|
AGROALIMENTARE |
199.534 |
192.784 |
|
UIMEC |
52.843 |
45.560 |
|
UILA |
146.691 |
147.224 |
|
INDUSTRIA |
348.425 |
344.878 |
|
UILCEM (Chimica, Energia e Manifatturiero) |
80.171 |
78.541 |
|
FENEAL |
133.835 |
136.245 |
|
UILM |
91.060 |
86.714 |
|
UILTA |
43.359 |
43.378 |
|
TERZIARIO |
203.180 |
205.975 |
|
UILCA (Credito, Esattoriali e Assicuratori) |
42.954 |
43.987 |
|
UILCOM (Grafici, Spettacolo, Telecomunic.ni) |
37.409 |
37.681 |
|
UILPOST |
29.393 |
29.393 |
|
UILTUCS |
93.424 |
94.914 |
|
TRASPORTI |
106.241 |
106.182 |
|
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE |
326.828 |
330.843 |
|
UIL FPL (Sanità ed Enti Locali) |
193.341 |
196.231 |
|
OO.CC. |
481 |
522 |
|
UIL SCUOLA |
64.278 |
65.258 |
|
UILPA |
68.728 |
68.832 |
|
TOTALE LAVORATORI ATTIVI |
1.184.208 |
1.180.662 |
|
PENSIONATI |
539.011 |
552.713 |
|
VARIE |
33.120 |
33.166 |
|
IIa AFFILIAZIONE |
167.546 |
169.384 |
|
TOTALE GENERALE |
1.923.885 |
1.935.925 |
RECENTI TENDENZE DEL SINDACATO IN EUROPA:
LA FORBICE FRA PRESENZA E INFLUENZA
†Tito Boeri, Università Bocconi
Daniele Checchi, Università degli Studi di Milano Bicocca - vedi PDF
Diseguaglianza e sindacalizzazione
†Daniele Checchi, Massimiliano Bratti e Antonio Filippin
(Università di Milano)
vedi PDF
Disuguaglianza sindacato e lavoro temporaneo
"Con un numero di aderenti pari a 10.909.282 unità nel
1999 (11.064.429 se si conteggiassero anche i 155.147 iscritti di seconda
affiliazione alla Uil), il sindacato confederale italiano è il più forte
(quanto a numero di associati) dell'Europa Occidentale [attenzione, però:
questi sono numeri assoluti, non il tasso di sindacalizzazione, o union density
(rapporto tra iscritti e forza lavoro), di cui si diceva prima] e tra i più
forti del mondo. Superato solo da Brasile, Usa [dove gli iscritti sono sui 13
milioni; ma rappresentano, appunto, si è no il 13% della forza di lavoro
dipendente], Cina, Giappone, Russia e Ucraina. (...)
I dati tutto sommato più attendibili, e anche i più aggiornati pure se
ormai un po' datati, sui tassi di sindacalizzazione (rapporto tra iscritti e
forza lavoro dipendente) sono quelli pubblicati nel 1998 dall'Organizzazione
Internazionale del Lavoro (nel World Labour Report 1997-98) e si riferiscono al
1995.
In Italia, allora, tasso di adesione dei lavoratori attivi ("esclusi i
lavoratori autonomi, pensionati e disoccupati iscritti al sindacato") al
44% della forza lavoro (la union density ancora più elevata in Europa, dopo i
paesi nordici e il Belgio: che godono, però, non a caso, di un monopolio o di
un duopolio – con le imprese – di competenze su collocamento e previdenza
sociale; in Germania, per dirne una importante, il tasso di sindacalizzazione
era al 28,9%). Scrive il rapporto dell'OIL che in Italia "il numero dei
lavoratori sindacalizzati è rimasto stabile, ma la percentuale dalla metà
degli anni ‘80 è scesa del 7% al 44,1% attuale".
Un riscontro – autorevolissimo – a questi dati viene dal più recente,
documentatissimo e monumentale lavoro sugli ultimi cinquant'anni di storia dei
sindacati in Europa elaborato, con un fondo di sano scetticismo per i dati
"autoproclamati", da J.Visser e B. Ebbinghaus, Trade Unions in Western
Europe since 1945, MacMillan, 2000. Gli autori, che aggiornano le cifre fino al
1998, concludono che i sindacati italiani – tutti ovviamente – affiliano a
tutt'oggi all'incirca il 40% della forza lavoro. (...)
Due informazioni aiutano a tracciare un identikit dei suoi iscritti. Secondo i dati forniti dall'Eurobarometro (si veda il grafico), l'età dei lavoratori italiani iscritti al sindacato è la più alta in Europa. In Italia, il lavoratore mediano iscritto al sindacato ha quarantaquattro anni, ben quattro in più della media europea. Inoltre, da uno studio di Tito Boeri, Agar Brugiavini e Lars Calmfors risulta che quasi il 50 per cento degli iscritti non è un lavoratore, in Francia e Germania, la percentuale è del 20 per cento. Molti membri del sindacato sono in realtà già in pensione. Questi due fenomeni fanno del sindacato italiano il più vecchio in Europa.
GIOVANI E IL SINDACATO Autore: Daniele Marini WORD - LINK