Osservazioni
sulla lotta alla Fiat
Noi, S. In. Cobas, non siamo di serie B
Caro Curzi, ti
scriviamo in qualità di Rsu e di lavoratori
iscritti al S. In. Cobas della Fiat di Mirafiori,
appartenenti ai vari circoli di Rifondazione
comunista. In questi giorni, come tu saprai e
come abbiamo potuto leggere sul nostro giornale
Liberazione, alla Fiat sono ripresi
gli scioperi spontanei contro la flessibilità,
contro i licenziamenti dei 136
lavoratori con contratto a termine. Ora, mentre
le organizzazioni sindacali confederali davanti
ai cancelli della Fiat pensano solo a curare la
propria immagine non dando seguito alla
spontaneità delle lotte e nello stesso tempo le
loro Rsu firmano con la Fiat laccordo sugli
straordinari (che tra laltro prevede per
quanto riguarda i 136 lavoratori il seguente
passaggio: «
si è convenuto che in caso
di necessità di inserimento di personale dallesterno
presso il Sito stesso saranno presi in
considerazione in via prioritaria, a parità di
mansioni, i lavoratori che già vi hanno operato
con lapporto di lavoro a tempo determinato
e il cui contratto di lavoro sia scaduto nel
corso dei 12 mesi precedenti), il solo S. In.
Cobas assieme ad alcune (4) Rsu confederali
organizzano allinterno la lotta. Sempre il
S. In. Cobas assieme alle 4 Rsu confederali hanno
guidato i cortei alloccupazione di corso
Traiano lunedì 5 e di corso Orbassano martedì
6. Sfogliando il nostro giornale ci accorgiamo
con un certo stupore misto a malumore che, pur
trattando la notizia in prima pagina e in più
pagine interne, non cè una sola riga sulle
occupazioni delle vie della città e sul lavoro
svolto dai compagni del S. In. Cobas. Anzi a
malincuore scopriamo che tutte le pagine sono
occupate dalle battaglie dei
confederali, in particolare dei compagni della
Fiom (gli stessi che hanno firmato laccordo
sopra citato). Eppure questo è il terzo
comunicato stampa che inviamo a Liberazione,
e nei precedenti cerano tutte le azioni
sopra riportate, nel dettaglio. Non vogliamo
credere che il nostro giornale voglia mettere il
bavaglio ai comunicati del S. In. Cobas per
favorire la sinistra Cgil. In ogni
caso ti diciamo sin dora che non ci
sentiamo affatto comunisti di serie B solo per il
fatto di appartenere a un sindacato alternativo
come il S. In. Cobas e di non fare parte della
grande Cgil, e come comunisti di
serie B non vorremo essere trattati.
Sandro
Moschion, Giuseppe Cuteri, Vincenzo Caliendo,
Antonio Lo Bascio, Lorenza Crini, Marcello Magli,
Roberto Galluzzi, Roberto Tricarico, Walter
Melcarne, Antonio Puccio, Franca Corriero,
Giovanni Iannetti, Giuliano Marinelli, Teresa
Elefante, Massimo Santi, Nicola Comite, Michele
Scinica... seguono altre firme
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