ricerca di Carlo Ferrero sulle cause di morte dei minatori

vedi dati inail al 1997

L'ultima delle mie ricerche, assai laboriosa, l'ho iniziata quest'anno, allo scopo di conoscere i nomi dei minatori- della sola Val Germanasca - che hanno lavorato in miniera nel periodo compreso tra il 1900 e il 31 ottobre 1988 ( sono esclusi i forestieri e gli operai addetti a lavori fuori delle miniere).

Ho fatto questa ricerca zona per zona, borgata per borgata ( tutte le 156 borgate della valle ), con l'aiuto di un anziano minatore del luogo, ed avvalendomi della collaborazione di 14 persone, alle quali va il mio ringraziamento di tutto cuore.

La ricerca ha dato i seguenti risultati:

Numero complessivo dei minatori 875

dei quali deceduti               525

viventi (pensionati+attivi)     350

Fra i minatori deceduti ho rilevato:

decessi per infortuni sul lavoro 20

decessi per silicosi            70% dei rimanenti

Minatori deceduti non sposati    87

Vedove di minatori              431

delle quali: decedute a loro volta 240

          tuttora viventi        191

 

Questo triste bilancio di vedove è una eloquente testimonianza della durata della vita dei minatori.

31.10.1988

Carlo Ferrero

La questione della silicosi, tra tutte quelle suscitate dalle malattie professionali,

è certamente la più pesante quanto a gravità ed estensione delle conseguenze

invalidanti. L’INAIL ha gestito circa 85.000 rendite dirette o versate a superstiti

(di cui circa 70.000 sono tuttora in vigore) ed i costi assicurativi che ne conseguono

sono dell’ordine di 500 milioni di euro l’anno, sfiorando il 10% dell’intero

costo degli infortuni e delle malattie professionali.

L’andamento dell’erogazione di tali rendite denota una netta diminuzione nel

corso degli anni: si passa infatti dalle oltre 45.000 unità erogate nel decennio

1965-1974 a poco più di 5000 rendite riferite al periodo 1990-1999. Tale diminuzione

è dovuta al parziale abbandono di lavorazioni ad alto indice di rischio,

quali ad esempio i lavori in miniera, e soprattutto all’ottimizzazione delle condizioni

lavorative relativamente alle attività più rischiose ed al miglioramento

delle misure di prevenzione e sicurezza attuate nelle aziende anche in funzione

dell’entrata in vigore del D.Lgs. 626/1994.