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Trovato morto per freddo Sher Khan
partecipò all'occupazione della Pantanella
Era Sher Khan, leader dell'occupazione della Pantanella, l'uomo morto
martedì notte forse per il freddo in piazza Vittorio. Pakistano, 55
anni, Khan (nella foto alle spalle di don Di Liegro) aveva
partecipato all'occupazione dell'ex pastificio 'Pantanella' insieme a
don Luigi Di Liegro. Negli anni si era impegnato in diverse lotte
sociali diventando un punto di riferimento per la comunità pakistana e
per i migranti di Roma
E' morto per il freddo dopo una vita fatta di grandi battaglie e di grandi
difficoltà. Si chianmava Mohammad Muzaffar Alì, detto Sher Khan, la
persona trovata senza vita mercoledì mattina in piazza Vittorio, a Roma.
Sher Khan, 55 anni, era in Italia da molto tempo, e aveva avuto un ruolo
attivo nella fondazione delle prime associazioni costituite da migranti
nella capitale. Venti anni di occupazioni, manifestazioni, volantini: la
sua vita erano la strada e le sue storie, soprattutto quelle degli
stranieri come lui.
"La sua esistenza era un vero tourbillon", dice ora il suo
avvocato, Mario Angelelli, che lo aveva incontrato per la prima volta alla
Pantanella nel 1991 e da allora ne ha sempre seguito le complicate
vicende. Negli ultimi tempi, Sher Khan aveva vissuto nella struttura
dell'ex museo della Carta sulla via Salaria, stabile occupato abusivamente
da gruppi di immigrati fino allo sgombero deciso dal comune il 9 settembre
scorso. Da allora viveva per lo più per strada, anche se appena qualche
giorno fa era stato trattenuto al Cie di Ponte Galeria: pur avendo
ottenuto lo status di rifugiato politico, infatti, ci aveva vissuto per
quindici giorni.
"Un evidente errore- dice l'avvocato- e infatti lo hanno fatto uscire
ancora prima del nuovo incontro con la Commissione che era previsto per il
prossimo 14 gennaio. Certo, ho fatto di tutto per farlo uscire, ma ora mi
dico che se fosse rimasto a Ponte Galeria non avrebbe bevuto, non sarebbe
stato per strada e forse non sarebbe morto. Ma è andata così: la strada
è stata la sua vita, e sulla strada è morto".
Presidente della United Asian Workers Association, una fra le prime
associazioni di immigrati sorte a Roma, il giovane Sher Khan aveva
partecipato in passato all'occupazione della Pantanella, la fabbrica
abbandonata nella zona di Porta Maggiore occupata per poco più di sei
mesi nel 1991: in quei locali fatiscenti trovarono posto tremila
immigrati. Sher Khan visse in prima linea quella straordinaria stagione di
impegno sociale e politico, animata anche dall'allora direttore della
Caritas diocesana don Luigi Di Liegro: nella vita dell'allora quarantenne
pachistano, l'impegno pubblico e di lotta sui versanti del lavoro, del
diritto alla casa e dell'asilo politico rivestivano un ruolo predominante.
Negli anni successivi, però, questa passione si era scontrata con
gravi difficoltà personali: soprattutto seri problemi di alcol, che lo
avevano allontanato dall'impegno attivo, e - più recentemente - un
infarto che aveva ulteriormente pregiudicato le sue già precarie
condizioni di salute. "Diceva sempre che quella era la sua benzina-
racconta l'avvocato Angelelli- ma non faceva mistero dei suoi problemi:
spesso riusciva a ragionare lucidamente anche quando beveva". Sher
Khan viveva da single, non aveva una famiglia: "Ce l'aveva in
Pakistan, ma qui in Italia la sua famiglia era la strada e i ragazzi che
vi incontrava, specialmente gli irregolari e chi non aveva alcuna
protezione giuridica".
Sull'episodio è intervenuto anche il capogruppo di Sinistra arcobaleno
nel I Municipio, Letizia Ciccioni, che denunciando quanto avvenuto afferma
che "è indecente per una città come Roma che tali situazioni di
degrado umano e sociale non siano nell'agenda delle priorità
dell'amministrazione comunale, che sembrerebbe fare solo a parole
politiche di assistenza, che poi nei fatti vengono puntualmente
smentite".
Immediata la replica del sindaco Gianni Alemanno. "Il piano freddo
partira' come ogni
anno e darà un ricovero a tutti coloro che non hanno un luogo dove andare
a dormire per proteggersi dal freddo", ha detto Alemanno che ha
aggiunto: "Fino ad ora la temperatura non si era abbassata
tantissimo, in ogni caso siamo già pronti a partire con il piano messo a
punto dall'assessore Belviso".
(09 dicembre 2009) repubblica
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