| Il
futuro delle scuolette
Beckwith
Non sono, per ora, nella lista
degli edifici valdesi censiti dalla Soprintendenza regionale. Un certo
numero, sul totale di 117, sono state alienate, altre lo saranno, per
altre ancora la vendita è esclusa
Samuele Revel
Scuolette Beckwith, argomento
«di moda» nelle ultime due Conferenze distrettuali del I distretto: si
discute se vendere o meno questi storici e numerosi edifici. Intanto dal
1999 la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Piemonte ha
avviato una catalogazione puntuale dei beni architettonici nell’ambito
valdese. Per ora le scuolette non rientrano nei beni individuati, mentre
templi, cimiteri e altri edifici sono stati inseriti e catalogati.
Si prospetta perciò una gestione «autonoma» da parte dei singoli
Concistori per ogni scuola, anche se alcune linee guida sono state
tracciate sia per la conservazione sia nel caso si voglia vendere. In
quest’ultima ipotesi in un documento redatto dal Centro culturale
valdese di Torre Pellice si propone il posizionamento di una targa che
ricordi il nome della scuola e della borgata, il periodo di costruzione
e utilizzo e l’importanza dell’edificio per l’alfabetizzazione
delle Valli. Le targhe dovrebbero essere tutte uguali e avere il logo
del Coordinamento musei e luoghi storici valdesi. In caso di dismissioni
i Concistori dovrebbero chiedere il mantenimento della targa come
elemento di valorizzazione dell’edificio stesso.
Scendendo nel particolare dei dati forniti in Conferenza distrettuale,
alcuni fattori risultano importanti: innanzi tutto il numero di scuole
(117) dà il senso della capillarità dell’istruzione delle Valli; di
queste 27 sono state vendute (questo al momento del censimento: in realtà
ora il numero di quelle vendute è un po’ superiore). Il 3° circuito
ha ben 52 scuole, quasi il 50% (mancano però i dati di Torre Pellice).
Da evidenziare che Luserna San Giovanni e San Germano Chisone hanno
venduto o stanno vendendo praticamente la totalità degli edifici
(rispettivamente 4 su 6 e 10 su 12). Altre comunità come Massello e
Angrogna nonostante il numero elevato di scuolette le hanno mantenute
tutte di proprietà (9 su 9 e 11 su 12). 20 sono abitualmente
utilizzate, altrettante occasionalmente e 15 sono inutilizzate; 8 sono
in affitto e 16 sono in procinto di essere vendute. Infine alcuni dati
sulle condizioni della struttura: 39 sono in buono stato, 26 in discrete
condizioni e 11 in pessime. 8 sono ormai soltanto più ruderi.
Un problema dunque che si presenta complesso, anche perché ormai alcuni
vendite sono già state effettuate senza rispettare i parametri che si
sono delineati nello studio del Centro, mentre per quelle in procinto di
vendita si spera che vengano rispettati e venga mantenuta per quanto
possibile la struttura originaria dell’edificio. Alcune, va ricordato
infine, sono già diventate poli museali (quella degli Odin vicino alla
Ghieiza d’la Tana ad Angrogna per intenderci) mentre altre più «appartate»
rispetto a percorsi predefiniti spesso divengono un onere troppo grande
per le comunità.
da riforma- 2007-agosto
|