Anche le Funzioni Obiettivo piangono

Ci è pervenuto un interessante documento elaborato da un gruppo di colleghi di Padova che hanno svolto il ruolo di funzione obiettivo. Lo facciamo circolare non perché ne condividiamo l’impianto complessivo dato che, anzi, alcune affermazioni contenute nel testo sono decisamente discutibili ma perché può essere utile alla discussione sul ruolo delle funzioni obiettivo stesse.

Ci limitiamo a segnalare alcuni problemi che il testo solleva.

I colleghi di Padova, nella premessa, pongono l’accento sul fatto che alle funzioni obiettivo non è garantita la rielezione. Noi, come è noto, siamo contrari alla costruzione di uno strato di funzioni obiettivo separato dall’assieme dei colleghi, dove è stato possibile abbiamo agito perché non venissero elette e consideriamo che, in ogni caso, questo incarico deve essere a rotazione. In realtà la normativa è volta a favorire la rielezione visto che l’aver seguito il corso di formazione per funzione obiettivo è una condizione per svolgere questo incarico. Ida questo punto di vista i colleghi di Padova sono più realisti del re. Capita sin troppo spesso.

La critica alla mediocre qualità della formazione delle funzioni obiettivo è assolutamente condivisibile anche se va detto che una considerazione analoga può essere fatta per l’assieme della formazione in servizio. Non pare, invece, condivisibile il fastidio per il confronto fra colleghi dei diversi ordini di scuola. che, certamente, va organizzata in maniera più seria di quanto avviene oggi.

Pienamente condivisibili, invece, sono le affermazioni contenute nei paragrafi "Siamo stanchi di essere presi in giro" e "Il dono divino dell’ubiquità". Si tratta di considerazioni che danno ragione a due delle rivendicazioni che ci caratterizzano:

- quella del distacco per chi svolge compiti importanti diversi dall’insegnamento;

- quella della necessità di creare figure professionali nuove e diverse da quella dell’insegnante per compiti che richiedano competenze specifiche di tipo organizzativo.

Di straordinario realismo è la considerazione che i colleghi di Padova fanno sulla resistenza dei colleghi "normali" a collaborare con loro.

Una sola domanda facciamo loro: non erano consapevoli del fatto che la creazione delle funzioni obiettivo era sin dall’inizio pensata come strumento per dividere la categoria con un costo assai limitato per l’amministrazione? D’altro canto, è positivo che proprio chi ha vissuto questa esperienza ne denunci le contraddizioni, le ambiguità, la mancanza di serietà.

Infine, i colleghi in questione tengono molto alla loro indipendenza sia rispetto al sindacalismo concertativo che a quello di base. è un loro diritto, ovviamente, ma forse farebbero bene a domandarsi se l’attuale politica scolastica è il prodotto di un destino cinico e baro o di scelte precise dell’amministrazione e dei sindacati concertativi.

 

 

 

 

FUNZIONI-OBIETTIVO

bilancio da Padova (27 giugno 2000)

 

PREMESSA

I corsi relativi alla funzione obiettivo docenti sono iniziati ad Aprile inoltrato, mentre le nostre prime nomine risalgono ad Ottobre scorso: a Maggio (o Settembre ?) la maggior parte di noi dovrà rimettere l'incarico nelle mani dei collegi docenti che ci hanno nominato senza, ovviamente, alcuna certezza della rielezione.

Che senso ha un corso di "formazione" che arriva dopo che l'attività è stata già svolta? Quale industria privata investirebbe tempo e risorse economiche su del personale che poi quasi sicuramente non andrà a ricoprire ancora le mansioni per le quali è stato "formato"?

CHE FORMAZIONE?

Dopo mesi di attesa ci troviamo a frequentare un corso di aggiornamento "burletta", dove, come è ormai di moda nel Ministero della P.I., i contenuti non ci sono perché non fanno più tendenza in favore di vaghi psicologismi che riempiono il vuoto con altrettanto vuoto. L'idea è fantastica (ironia!): "scambiare le proprie esperienze progettuali in rete", esentando così il Ministero dal fornire concretezza e contenuti di base.

Teoricamente la rete può anche essere una bella idea: ma arriva con le maglie sbrecciate e , considerato il periodo, in ritardo anche per prendere qualche pesce d’Aprile…

LA RETE

Scambiamoci pure esperienze ed idee, parliamo di progetti ed innovazioni, "formiamoci" tra di noi se è questo che si vuole. Ma che senso ha tutto ciò se alcuni, molti gruppi di formazione, formati in base all’appartenenza ad un determinato distretto scolastico, risultano nettamente sbilanciati, ad esempio con una grossa preponderanza di figure obiettivo appartenenti alla Scuola elementare o Media e solo una/due in rappresentanza della Scuola superiore o viceversa ?

 

FIDUCIA

Non abbiamo alcuna fiducia in corsi che non hanno alcun concreto supporto formativo, che sicuramente non ci daranno più di tanto e che probabilmente, come ci è stato fatto capire , finiranno con noi , visto che le Figure obiettivo di nuova elezione non saranno obbligate a seguire alcun corso. E se li dovranno fare, si troveranno anche loro con un bel pesce d’Aprile?

Dispiace che in questa trappola siano cadute le uniche forze innovative della scuola, alle quali spetta il compito di stimolare la crescita professionale degli altri colleghi verso modelli di scuola più consoni alla realtà. Noi sicuramente ci metteremo da parte e lasceremo ad altri il nostro testimone.

SIAMO STANCHI DI ESSERE PRESI IN GIRO

Poche figure obiettivo, per non dire quasi nessuna, hanno avuto l'esonero parziale: Come si fa a tenere seri contatti con Scuole, Enti locali, ASL, etc. quando i relativi uffici funzionano prevalentemente al mattino?

Molti di questi lavori di "contatto" non possono essere fatti al pomeriggio: e noi siamo in classe, non possiamo assentarci, pena innominabili responsabilità civili, penali ed amministrative varie. Ma, ovviamente, chi ha firmato il contratto, si è sentito alquanto deresponsabilizzato su questo punto…, probabilmente perché non è, o non è mai stato, un frequentatore concreto delle aule scolastiche…

A tale problema durante il corso non abbiamo avuto risposte concrete: solo le solite chiacchiere…e il solito "arrangiatevi" detto più o meno tra le righe…. A parole il Ministero parla della qualità del servizio verso l'utenza, salvo dimenticarsi di fornire le risorse materiali e concrete per assicurarlo.

IL DONO DIVINO DELL'UBIQUITÀ

Un’altra farsa riguarda poi incompatibilità tra corso suddetto e orari di servizio (i colleghi che insegnano al pomeriggio), corsi di recupero, collegi docenti di fine anno, riunioni per gli Esami di Stato, ricevimenti generali genitori e varie riunioni finali commissioni POF etc etc..

Di questo gravissimo problema non se ne è voluto tenere conto: per certi "formatori" ad Aprile e Maggio solo le gite scolastiche possono creare qualche piccolo intoppo!. A questo punto ci viene il dubbio che tali "signori" siano ormai talmente fuori dalle classi e dalle scuole da ignorare cosa succede, altro che gite scolastiche!.

Resta la realtà che secondo le metafisiche direttive del ministero, molti di noi dovrebbero avere l'attributo divino dell'ubiquità, ovviamente sempre secondo i più recente ed aggiornati orientamenti psicopedagogicodidattici e blah blah blah…come al solito manca agli "esperti" e/o, "saggi" un fondamentale requisito: "la concretezza e i piedi per terra…"

QUALCOSA DI BUONO

Comunque, c'è ed è doveroso riconoscerlo: il sito internet della BDP a noi dedicato è abbastanza agile da utilizzare. La possibilità di confronto immediato coi colleghi apprezzabile e così anche la parte relativa alla presentazione e diffusione dei progetti: certo tutto è perfettibile e non ci lamentiamo di qualche inevitabile e risolvibile disagio tecnico quando almeno si vede che la strada intrapresa è quella della concretezza.

Purtroppo anche qui non mancano le sorprese: tra il materiale di studio relativo all'area "4" si ritrovano espressioni del genere "..dietro

ogni progetto sta una visione cosmicologica…, ….. ogni progetto deve essere valutato per la visione planetaria…". Pensavamo di aver trovato un sito New Age, e invece no: arieccoli (in romanesco!!!) i metafisici del ministero.!, hanno pure le visioni cosmiche: " ….. a San Giovanni della Croce, all'estasi di Santa Teresa, all'illuminazione Zen… ?????"

Scusateci, non abbiamo raggiunto le vostre ardite sintesi Antropopsicodidatticulturalmetafisiche (forse perché tra lezioni in aula, compiti, test corsi e corsetti non abbiamo avuto il tempo di leggere e

meditare ………).

Scusateci se non voliamo al vostro livello, non siamo ancora in grado di

levitare da terra come forse fate voi. Noi viviamo con i piedi ancorati a terra: andiamo a scuola in macchina per tutta la provincia, come tanti

altri lavoratori, magari in gruppo o cooperativa per risparmiare. Nel nostro mondo la benzina aumenta ogni giorno, l'euro cala rispetto al dollaro, l'inflazione reale è superiore a quella "televisiva"… e per questo, forse, cari amici esperti, non riusciamo a capirvi.

CONCLUSIONE (AMARA !)

Date queste premesse con quale spirito stiamo lavorando?. Se abbiamo fatto tutto ciò, indipendentemente da quei miseri circa 2.000.000 netti, (o per la precisione, con una pressione fiscale media del 44% tra IRPEF e balzelli vari, 1.560.000 netti…) allora il nostro futuro è segnato: "NON VEDREMO MAI CAMBIARE IN MEGLIO LA NOSTRA Scuola in cui tanto credevamo!"

Come volete che "negoziamo" (altra parola che fa tendenza…) la collaborazione dei colleghi quando noi saremmo i privilegiati e loro prendono 11.000 nette all'ora? Anche loro sono nel mondo reale, specialmente le colleghe mamme fanno i loro conti: "benzina+baby sitter" ; ci rimettono!

Hanno ragione, anche se a noi "disturba".! Se volete motivare (altra parola che fa tendenza) i colleghi dovete farlo economicamente, alzando il livello degli extra di tutta la categoria.

Attenti, genitori "meno abbienti": questo è un discorso che riguarda anche voi! Così stanno dequalificando ed allontanando dall’intero settore dell’istruzione i migliori docenti, demotivando quelli che restano: potrete permettervi le loro scuole private.. o corsi gratuiti, ma con numero chiuso e selezione d'ingresso? Probabilmente no!

La presente è frutto di un coordinamento spontaneo tra le funzioni obiettivo, attuato al di fuori di qualunque sigla sindacale, confederale, autonoma e di base che dir si voglia visto che nella concretezza si riconoscono persone di ispirazioni diverse e che vivono tutti "in the real world…"

PADOVA 12.5.2000