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Il ritrovo di amici, colleghi e parenti presso la casa di Maria Teresa e Sandro: Podere Cipollino – Rosia, Sovicille (Siena) si terrà il prossimo 24 agosto 2012 alle ore 18.

Solo pochi mesi fa avevamo salutato Maria Teresa Battaglino, morta in un incidente stradale, e ci eravamo stretti intorno a suo marito, Sandro Guiglia, anche lui amico, socio e collaboratore da anni del COSPE, che da quell’incidente era uscito ferito ma vivo. Purtroppo però anche Sandro ci ha lasciato. Era ritornato solo pochi giorni fa dalla Tunisia dove aveva partecipato per il COSPE alla preparazione del Forum sociale mondiale insieme ad un altro nostro collega. Sandro ci teneva molto a questo viaggio e noi ci tenevamo a riavere/riascoltare la sua voce tra noi. Le primavere arabe lo avevano sorpreso come tutti noi: solo un anno e mezzo fa era impensabile in Tunisia un appuntamento cos? importante per i forum sociali.

Per lui il Mediterraneo e soprattutto i paesi della sponda sud rappresentavano da tempo un’area piene di sfide e per anni si è dedicato con dedizione a tessere reti, creare connessioni, promuovere progetti nella convinzione che le contraddizioni di questi paesi erano in parte anche le nostre ed erano interconnesse e dunque ci riguardavano. Il Mediterraneo, culla delle più importanti culture classiche, luogo di scambio e intermediazione tra diversi saperi, lingue, religioni, arti e modelli di civiltà, che hanno consentito la diffusione di una comune cultura mediterranea a cui tutti e tutte apparteniamo. Il Mediterraneo però anche luogo storico di guerre e conflitti, processi di colonizzazione e post-colonialismi esercitati dagli stati europei verso la sponda sud ed est: quale possibile futuro comune” Sandro non si stancava mai di dire che occorreva sovvertire in maniera sostanziale questi processi e guardare al Mediterraneo come ad uno spazio unico, omogeneo; il Mediterraneo come luogo politico e sociale omogeneo, in cui tutti i popoli possano sentirsi coinvolti allo stesso modo nel dare una risposta compatta ai processi omologanti della globalizzazione e all’ideologia imperante del neoliberismo; il Mediterraneo come uno spazio politico di confronto tra Nord e Sud, un luogo per la costruzione della pace e della conoscenza reciproca, per frenare i fondamentalismi religiosi da una parte e quelli economici e politici, dominanti invece nell’Occidente capitalistico. Ma il suo appello non era solo ideologico. Per anni aveva lavorato in Algeria a fianco del movimento delle donne durante il periodo difficile del terrorismo degli anni ‘90. E il movimento politico delle donne in Algeria, che il COSPE aveva deciso di sostenere, considerava Sandro un interlocutore importante, un interlocutore rispettoso, intelligente, dalla loro parte. In quegli anni Sandro andava e veniva dall’Algeria portando ogni volta notizie, sollecitazioni, nuove domande. Ci chiedeva ogni volta di porre come priorità del nostro lavoro nel Mediterraneo i diritti e in particolare i diritti delle donne. I diritti delle donne come una cartina tornasole di tutte le violazioni. Partire da lì per toccare il nodo vivo delle ingiustizie, facendo leva e stando comunque dalla parte dei movimenti politici delle donne. O dei movimenti sindacali, tiepidi e oppressi nei diversi paesi arabi prima delle primavere arabe ma comunque vivi. Sapeva Sandro che quello che ci proponeva non era facile, era un po’ come stare continuamente in trincea, su un bordo instabile di una frontiera scoscesa. Ma in fondo quale è  il senso del nostro lavoro se non questo? Ce lo ricordava sempre, a volte anche infastidito da alcune nostre perplessità, paure, forse tentazioni del progetto facile. ‘Occorre avere una visione politica e piegare un progetto a quella visione politica e su quella visione portare le istituzioni che si occupano di cooperazione’.

Mi sembra di vederlo ancora con i suoi tanti capelli bianchi e folti, la sua sigaretta accesa e un bicchiere di vino chiedere: ‘Raccontami, come va in Albania, in Marocco, in Tunisia, in Egitto,…? Come va?’ E poi ascoltare con calma, a lungo, commentare e ridarti la parola. Democraticamente. Per lui non era solo uno slogan. Era uno stile di vita, una modalità di stare al mondo. Nel privato come nel pubblico. Pubblicamente. Non era stato facile per lui dare l’addio a Maria Teresa eppure nel giorno del suo funerale aveva preso la parola ‘pubblicamente’ e parlando di lei, parlò a tutti noi, di una storia di impegno comune, di un cammino che avevano fatto insieme lungo e difficile ma in nome sempre di un cambiamento possibile e visionario al tempo stesso e dell’impegno per questo. Che forse alla fine aveva avuto ragione lei, Maria Teresa, che le cose cambiano solo se si parte dal micro, dalle relazioni, da un tessere incessante che a volte può sembrare poco incisivo ma che invece nel tempo modifica davvero e che la ‘visione’ da sola non basta, che l’idea da sola non basta. Eppure a noi quella sua visione e quel suo ricordarci continuamente che senza visione non c’è progettualità che modifica ma solo tecnicismo di sopravvivenza, ci manca già.
Quando scrivemmo in ricordo di Maria Teresa, dicemmo che ci sentivamo più soli e sole. Adesso forse possiamo davvero scrivere che ci sentiamo orfani. Orfani di una storia, di un messaggio, di una visione che camminava insieme a loro, Maria Teresa e Sandro, così diversi e indipendenti e così insieme. Ma senza nostalgia di un tempo passato, Sandro amava i giovani, e i tanti giovani del . Con alcuni di loro nel tempo aveva stretto delle amicizie e delle collaborazioni. Ne parlava sempre con grande affetto e curiosità. Come uno sguardo verso il futuro. Come una rassicurazione che le belle storie non finiscono mai, che rimangono comunque patrimonio di chi le ha anche solo guardate da fuori e che lo sguardo deve andare sempre in avanti, verso il cambiamento, quello possibile e quello visionario, come due mani che si intrecciano.
di Debora Angeli, amica e collaboratrice di Sandro Guiglia.

Sandro è stato cremato lunedì 30 luglio, presso il Tempio Crematorio del Cimitero Monumentale di Torino.
Il ritrovo di amici, colleghi e parenti presso la casa di Maria Teresa e Sandro: Podere Cipollino – Rosia, Sovicille (Siena) si terrà il prossimo 24 agosto alle ore 18.