A S. Germano l'area della ex Widemann, cotonificio,oggi area artigianale:

scheda breve.

Cotonificio di S.Germano

1862 costruzione del cotonificio del barone di Pralafera Paolo Mazzonis, in frazione Villa di San Germano Chisone. Nel territorio scelto la manifattura avrebbe potuto sfruttare il canale Risaglietto, costruito a suo tempo per il molino comunale. L'anno seguente iniziò la produzione, sotto la direzione di Vittorio Widemann e con l'amministrazione di Camillo Simondetti. L'impianto di oltre 13.000 fusi modernamente attrezzato e mosso da una turbina idraulica azionata dalle acque del torrente dava lavoro nei primi anni di attività a circa 200 operai; la manifattura - composta da tessitura e filatura del cotone di titolo 12 - raggiunse alla fine dell' 800 i 20.000 fusi, con 800 dipendenti.

Nell' agosto 1892 un incendio distrusse l'impresa in modo irreparabile, tanto che i Mazzonis si liberarono degli stabilimenti e dei terreni, vendendoli per 152.000 lire a Widemann e Simondetti, decisi a ricostruire e riprendere l'attività. I due soci diedero il via alla ricostruzione e nel 1894 lo stabilimento venne riaperto, raggiungendo presto i 150 dipendenti. Nel 1903 Simondetti, già socio di minoranza, ritirò le sue azioni, per cui Vittorio Widemann rimase l'unico proprietario. A quel tempo gli operai erano saliti a 300, con turni di 12 ore, spesso anche nei giorni festivi.

Alla fine degli anni 50 iniziò l' emorragia di manodopera, attratta dalla retribuzione più interessante della Riv. Nel 1966 Widemann jr. morì in un incidente d’auto e da quel momento la crisi, vuoi per problemi di successione che per errori di conduzione, si fece ogni anno più grave. Nel 1977 lo stabilimento venne acquistato dall' americana Forsyth & C. e nel giro di un anno (16 marzo 1978) venne decretato il fallimento. Il 16 ottobre 1979 tutti i beni della ditta furono venduti all'asta ed acquistati per 1590 milioni dalla Fin-Tor s.p.a., che iniziava una produzione leggera collegata al settore automobilistico, con una dozzina di addetti e provvedeva a vendere parte delle strutture non utilizzate ad imprese artigianali. Una parte dei locali destinati alla produzione sono perciò stati riutilizzati, ma senza un piano di recupero, mentre la maggioranza degli edifici è abbandonata ed in una condizione di progressiva decadenza.

 

 

Sul lato sinistro della valle ci sono le vecchie miniere di grafite 

diffuse in tutta la valle. La quasi totalità delle miniere fu acquistata 

dalla Società Talco e Grafite Val Chisone. (vedi file RIDONI)

scheda breve,

LE MINIERE DI GRAFITE

Le prime coltivazioni di miniere di grafite, note nelle Alpi Cozie risalgono a metà ‘800. In valle vengono autorizzate ricerche nei comuni di Inverso Pinasca, Pramollo e San Germano Chisone. Concessioni vengono rilasciate nel 1890 a Vinçon Davide in località Dormigliosi e alla ditta Brayda in loc. Timonsella, entrambe nel comune di S. Germano. Vengono aperte numerosissime miniere di grafite nei comuni di Roure, Pomaretto, Inverso Pinasca, Villar (Miandassa), Pramollo e San Germano. In seguito la quasi totalità delle miniere fu acquistata dalla Società Talco e Grafite Val Chisone. La massima produzione, 8000 tonnellate, si raggiunse negli anni 1920-30 con circa 200 operai tra minatori e addetti ai mulini. Progressivamente le miniere sono state abbandonate fino al 1983, quando è stata chiusa la miniera di Icla-Brutta Comba in San Germano, la più importante della valle.

**S. Germano: MINIERA DI ICLA - BRUTTA COMBA. A sinistra della provinciale, salendo a Pramollo, ai confini fra i due Comuni, si trova uno degli ingressi della miniera di grafite di Icla - Brutta Comba il cui sviluppo sotterraneo è di 5 - 6 Km per una profondità massima di 520 m. L'altro ingresso è sul versante di S. Germano. La miniera, aperta nel 1893 da una ditta di Liverpool ed assorbita dalla Talco e Grafite Val Chisone nel 1907, occupò fino a 65 minatori. Fu chiusa nel 1983 quando vi lavoravano ormai pochi Italiani e una decina di Polacchi.

**Nella seconda metà del 1800 Inverso Pinasca ebbe un periodo di particolare operosità e notorietà dovute al ritrovamento di alcuni filoni di grafite nelle località Don, Peyrot, Valentin e Vivian (miniere di Gran Roccia, Combaviola, Peyrotti, Masseilotti), la cui coltivazione cessò alle soglie della seconda guerra mondiale e di cui rimangono ancora alcuni imbocchi di gallerie nascosti dalla vegetazione

** A Pomaretto attive le miniere di grafite al Clot Boulard (smantellate nel 1968) e  ai Pons ( smantellate nel 1960)

** La T&G Val Chisone possedeva dagli anni '30 anche una miniera a Murialdo (Savona)

e dal '45 al '48 fu attiva la miniera a Monterosso calabro

vedi anche le notizie di Carlo Ferrero

 

 

Sempre a S.Germano dal 1999 la Paradigma

 scheda

Paradigma® Srl - 43 dipendenti

nasce nel 1998 a seguito della volontà del sig. H_J Korff di diffondere e distribuire sul territorio nazionale “SISTEMI DI RISCALDAMENTO ECOLOGICO” che utilizzano energie “alternative”, limitando il più possibile l’emissione di sostanze nocive e riducendo lo sfruttamento di energie “non rinnovabili”. Sede nel trentino a Darzo. Dal 1999 filiale a S.Germano Chisone con 13 dipendenti.

 

a S.Germano dal  1894 c'è L'asilo dei vecchi. Ristrutturato dà lavoro a 50 dipendenti e 30 di aziende esterne.

Un centinaio di ospiti.

http://www.chiesavaldese.org/  asilosgermano@diaconiavaldese.org

 

A San Germano il museo valdese

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