Safim

http://www.safim-srl.it sito aziendale

http://www.safim-srl.it/azienda/storia-safim.html

 

https://www.youtube.com/watch?v=wGP0M8gmyWM  video aziendale


(...)la condizione migrante formulata da Saskia Sassen, come di colui che si sposta fra l’essere autorizzato, ma sempre meno riconosciuto (le limitazioni del welfare e dei servizi sociali ne sono un esempio), e l’essere non autorizzato (cioè privo dello status giuridico di cittadinanza), ma sempre più riconosciuto nel mercato del lavoro (attraverso le specifiche segmentazioni e la normazione attraverso le differenze). In questo paradosso – nel quale si attua il crepuscolo della cittadinanza – lo Stato rinuncia a rappresentare l’universale.(....)

http://www.sinistrainrete.info/lavoro-e-sindacato/6816-girolamo-de-michele-globalizzazione-e-crisi-il-lavoratore-multinazionale.html

natura del sindacato ieri e oggi

I licenziati politici Safim convocano

ASSEMBLEA PUBBLICA     

A TORINO, PER UNA RETE SOLIDALE DI LOTTA:

“CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI”

 

                                       SABATO 25 FEBBRAIO ORE 14,30

                              CASCINA MARCHESA - C.so VERCELLI 141/7

APPELLO di SAID, MAHMUD, MOHAMED, AMID (licenziati politici Safim)

Breve storia della nostra lotta

Dalla “schiavitù” all’inizio della nostra lotta

Nel 2010, a None (TO), la Safim srl (azienda della logistica alimentare appaltante della  Dimar Spa per i supermercati Mercatò, Family ecc..  ) favorisce la costituzione della cooperativa Stella S.C., affidandole gran parte del suo carico di movimentazione merci . A capo della cooperativa Stella è Omar, operaio egiziano proveniente da una cooperativa, la A.C. Gestioni S.C.,  della quale uno dei proprietari della Safim (il sig. Crivello Alessandro ) ricopriva il ruolo di rappresentante legale. In poco tempo, la S. Coooperativa Stella si trasforma in una realtà di circa 80 lavoratori dove (nel frattempo ingranditosi) oggi lavorano circa 200-220 persone tra facchini, autisti e impiegati.

Gran parte dei primi lavoratori assunti vengono direttamente “reclutati”  in Egitto, nella cerchia dei parenti e dei conoscenti di Omar. Dal 2010 al 2014, i facchini della Stella lavorano fino a 14 ore al giorno per 6 giorni alla settimana. Spesso arrivano addirittura a lavorare più di 300 ore al mese con oltre 150 ore di straordinario mensili: ore però pagate forfettariamente soltanto 100 euro (cioè ben meno di 1 euro l’ora!), anche grazie all’accordo siglato con un sindacato compiacente alla Safim.

Perciò, in questi anni la Safim raggiunge traguardi di fatturato enormi per milioni e milioni di euro, aprendo nuovi magazzini refrigerati di migliaia di metri quadrati (solo l’ultima cella refrigerata realizzata misura 5000 mq). Significativamente, l’inizio del nostro sfruttamento alla cooperativa Stella coincide con una forte crescita del fatturato, una crescita frutto anche di un accordo con la Dimar, azienda della grande distribuzione alimentare organizzata del cuneese: dalla sede di Cherasco, che gestisce oltre 200 punti vendita (Mercatò, Family … .

Nel 2014, dopo anni di ritmi di sfruttamento sempre più insostenibili, senza alcun beneficio salariale e contrattuale, con tanti già colpiti da malattie professionali (mal di schiena, ernie, ecc.), in una decina di lavoratori decidiamo di organizzarci sindacalmente nel Sicobas.

Da allora, nonostante l’ostilità e le numerose azioni antisindacali da parte dei Crivello e del loro preposto Omar,  grazie alla sensibilizzazione e alla partecipazione di gran parte dei lavoratori del gruppo Safim, abbiamo avanzato rivendicazioni basilari (riconoscenza della rappresentanza sindacale Sicobas, nuovi e migliori regimi salariali e contrattuali, condizioni di lavoro adeguate) e portato avanti una lotta continua e intensa, soprattutto ricorrendo al mezzo dello sciopero ma anche attuando presidi, picchetti, campagne.

A maggio 2014, finalmente, siamo stati riconosciuti come RSA e abbiamo finalmente siglato un accordo migliorativo del contratto collettivo nazionale del lavoro della logistica, arrivando a guadagnare 1500 euro netti al mese ( naturalmente per 8 ore di lavoro ed esteso a tutti i lavoratori).

Gli ultimi due anni di lotta

Tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, grazie alla nostra pressione per essere internalizzati direttamente alla Safim, la cooperativa Stella abbandona l’appalto, questo trasferimento però avviene prima disconoscendo la nostra rappresentanza sindacale e poi col ricatto, costringendoci a sottoscrivere un tombale riguardo la nostra precedente, irregolare situazione lavorativa e salariale presso la Stella. Costretti dal ricatto dell’assunzione alla Safim Logistic Service, e senza rappresentanza sindacale, abbiamo perso tutto ciò che avevamo ottenuto con una lotta dura e lunga, a partire dal regime salariale e contrattuale conquistato solo pochi mesi prima. In più, obbligandoci a firmare i tombali, la Safim (coobbligata solidale) ha evitato di rimborsarci, se non in minima percentuale, quanto ci spettava per il nostro lavoro degli anni passati.

Tuttavia, la nostra decisione è stata quella di continuare a lotta con il nostro sindacato.

A febbraio 2016, una cinquantina di lavoratori s’iscrivono nuovamente al Sicobas: ma l’azienda si ostina a non riconoscerci come rappresentanti sindacali (RSA) e anzi persiste nel non voler riconoscere alcun ruolo dentro l’azienda. Perciò, a marzo, tutti i lavoratori egiziani abbiamo scioperato bloccando l’azienda per 24 ore: è persino intervenuta l’assessore al lavoro della Regione Piemonte Pentenero per trovare una mediazione, ma nulla di fatto. A maggio, l’azienda improvvisamente firma un accordo sulla produzione con la Cisl: subito, si riunisce nel magazzino l’assemblea dei lavoratori che a stragrande maggioranza boccia l’accordo. Nonostante ciò il gruppo Safim, decide unilateralmente e senza preventiva consultazione con noi di applicare ugualmente l’accordo, che entra progressivamente in vigore nei mesi successivi.

Da quanto finora descritto, emerge senza dubbio alcuno come noi abbiamo sempre e comunque cercato il dialogo e l’intesa con la controparte, avendo trovato invariabilmente sfruttamento e oppressione (da mille ostilità più o meno manifeste e gravi, fino al razzismo più irrispettoso e ogni altra sorta di discriminazione delle nostre libertà sia come uomini che come lavoratori).

Avendo perso tutto quanto avevamo conquistato e ritrovandoci, oltre che sfruttati, confinati i luoghi di lavoro isolati, nel dicembre 2016 abbiamo deciso di denunciare l’azienda all’Ispettorato del Lavoro per lavoro nero e attività antisindacale e discriminatoria. Da allora, senza che dall’Ispettorato ci sia giunta notizia alcuna sulle verifiche della nostra denuncia e i relativi esiti, siamo stati tutti e quattro licenziati in tronco: secondo il gruppo Safim, infatti, proprio la nostra denuncia costituisce motivo più che sufficiente per licenziare a causa della rottura del rapporto di fiducia tra noi e loro.

È chiaro l’obiettivo della Safim, licenziando noi , hanno  voluto intimorire tutti i lavoratori per avere via libera ad agire liberamente sullo sfruttamento selvaggio a cui erano abituati negli anni passati prima che iniziassimo la nostra lotta.

Ma noi abbiamo deciso di continuare con ogni mezzo la nostra lotta, pur avendo impugnato i licenziamenti, vogliamo ritornare alla Safim a testa alta, non solo perché noi lo vogliamo, ma perché lo vogliono tutti i lavoratori che sono rimasti a lavorare nella peggiore situazione di ricatto e di sfruttamento.              Sappiamo anche, che a Torino, come in tutti i posti di lavoro oggi, chi lavora è costretto subire ogni sorta di ricatto, spesso costretti a rinunciare alla propria dignità per poter portare a casa un salario per sopravvivere. Sappiamo anche che in tanti luoghi di lavoro non esiste più la libertà di pensiero ne tanto meno quella di aderire al sindacato scelto dal lavoratore, anche per effetto del vergognoso e recente accordo del Testo Unico sulla rappresentanza sindacale siglato tra Cgil-Cisl e Uil e la Confindustria, di cui la Safim si è sempre fatta forte.

Siamo altresì coscienti che questa nostra lotta, e la sua vittoria, sarà anche quella di tanti lavoratori ingiustamente licenziati per rappresaglia politica.

Per questo motivo invitiamo chiunque stà dalla parte dei lavoratori, a partecipare all’Assemblea di sabato 25 febbraio ore 14,30 alla Cascina Marchesa in Corso Vercelli 141/7  Torino.

L’obiettivo che ci siamo dati per questa assemblea è quella di stimolare la formazione di una rete solidale che si mobilita a sostegno di ogni lavoratore che subisce un licenziamento discriminatorio, come quello che noi abbiamo subito.

La tua partecipazione è importante per realizzare questo obiettivo, a partire da un presidio che lanceremo a breve davanti alla Safim e per tutte le iniziative che intendiamo portare avanti in questa città.

Ti chiediamo di scriverci per l’adesione e per la solidarietà a  licenziatipoliticisafim@gmail.com

 

                                                          Grazie da   SAID, MAHMUD, MOHAMED e AMID

 

ecodelchisone 1 feb2017

 


BOICOTTA I SUPERMERCATI MERCATO’

                    CORSO UNIONE SOVIETICA 493

                           Sabato 28 gennaio ore 15          

Presidio di solidarietà contro i  licenziamenti politici dei Rappresentanti sindacali Sicobas alla SAFIM (logistica dei supermercati MERCATO’)             

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PER SOTTOMETTERE  TUTTI  i LAVORATORI  NELL’APPALTO  DIMAR  dei   SUPERMERCATI  MERCATO’

         SAFIM  LICENZIA   Mahmud,  Said,  Amid  e  Mohamed

Da oltre 2 anni alla SAFIM di None (appalto logistico dei supermercati MERCAT0’ della DIMAR) si stà lottando per il rispetto dei più elementari diritti dei lavoratori.

Dopo  anni di  lavoro supersfruttato, di diritti negati, di lavoro nero rimosso con tombali illeciti e forzati,  dopo anni di schiavitù coperti da finte cooperative, dopo aver accumulato patrimoni e ricchezze sulle spalle dei lavoratori,  i “ Crivello” titolari della SAFIM, con la solita cinica cattiveria che sempre li ha caratterizzati,  licenziano 4 rappresentanti dei lavoratori che hanno osato denunciarli per la loro attività antisindacale

La SAFIM licenziando Mahmud, Said, Amid e Mohamed vuole via libera per TORNARE INDIETRO ai tempi dello sfruttamento selvaggio nei magazzini della Dimar che servono i supermercati MERCATO’.

ALLA SAFIM NON SI DEVE TORNARE INDIETRO !

LA SAFIM DEVE RITIRARE i licenziamenti e riconoscere le Rappresentanze sindacali Sicobas,

LA LOTTA  di Mahmud, Said, Amid e Mohamed è la lotta di tutti i lavoratori che lottano per i diritti e la dignità, la loro lotta è la lotta di tutti !

                                                     LAVORATORI SICOBAS TORINO  

                   sicobastorino@gmail.com  Corso Vigevano, 33 u 

 


 

None nella notte alle 23,30 tolto il blocco dei tir. Sul posto Carabinieri e Digos

None blocco dei tir alla Safim

come&dove- 21-01-2017- 10:35 - None nella notte alle 23,30 tolto il blocco dei tir

E’ rientrata la protesta davanti ai cancelli della Safim logistics group di None, dove ieri sera alle  20 una quarantina   di manifestanti hanno bloccato il traffico dei tir, che da qui partono per distribuire le derrate alimentari nei grandi magazzini. La protesta organizzata dal Sicobas è legata al licenziamento di 4 dipendenti. Provvedimento preso dopo che avevano inviato un esposto all’Ispettorato del lavoro nel quale muovevano delle accuse nei confronti dell’azienda. Di parere contrario il direttore del personale che dice: “Il licenziamento è stato motivato per giusta causa, nell’esposto si riportavano fatti non veritieri”. La Safim logistics group ha affidato la parte relativa al carico e scarico merci ad una cooperativa la Safim srl formata in prevalenza da egiziani e romeni. I quattro licenziati sono infatti degli egiziani. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Pinerolo e la Digos. Non ci sono stati disordini.

 

 

 


 

Da: Si Cobas Torino <sicobastorino@gmail.com>
Data: 18/01/2017 17:53 (GMT+01:00)
A:
Cc: francescolatorraca1 <francescolatorraca1@gmail.com>
Oggetto: La Safim di None licenzia 4 delegati del Sicobas

La Safim di None, (logistica supermercati Dimar) Licenzia 4 lavoratori rappresentanti sindacali .
Una gravissima azione antisindacale che si aggiunge ad altre degli ultimi anni, 

Venerdì sciopero e presidio dalle ore 19 . Sosteniamo e diffondiamo lo sciopero e la partecipazione di venerdì 20 gennaio dalle 19 

Tutti davanti alla Safim via supeja Gallino frazione palmeto None ( strada x Orbassano Candiolo.
Per info 3482640440
Sicoba
s Torino


 

eco del Chisone 4mag2016

sicobastorino@gmail.com
Oggetto: LA VERGOGNOSA "LEGITTIMITA'" DELLA SAFIM AVALLATA DALL'ASSESSORE AL LAVORO PENTENERO

SIAMO TUTTI LAVORATORI SAFIM

CAMPAGNA PER SOSTENERE LA LOTTA DEI LAVORATORI

DOPO UN INCONTRO ISTITUZIONALE VERGOGNOSO E OFFENSIVO VERSO I LAVORATORI IMMIGRATI

Ieri si è svolto l’incontro in Regione – v. Magenta - tra i lavoratori iscritti al Sicobas della Safim , ll’Assessore Regionale Pentenero e il dispotico direttore della Safim srl.

Questo  incontro nasce a seguito dello sciopero del 18-19 marzo nell’ottica di cercare una mediazione.

Purtroppo, nel frattempo la Safim è andata avanti con il suo agire contro i lavoratori siglando un accordo sulla produttività con la CISL che prevede persino la sospensione e il licenziamento se non si raggiungono gli obiettivi quantitativi posti. L’accordo però viene respinto nelle assemblee, ma la Safim nella persona del suo direttore Giglio  in modo sfacciato e illegittimo (l’accordo prevedeva il voto in assemblea)  convocava  nel proprio ufficio i singoli lavoratori per farli firmare.

Purtroppo ai lavoratori è emerso chiaramente da che parte stava la Pentenero “superpartis” che riteneva possibilmente legittimo i gravi comportamenti della Safim,  cosi pure quali erano le intenzioni dell’arrogante diretore della Safim.

Questi lavoratori in gran parte egiziani hanno capito che il loro destino alla Safim sarà di schiavitù, di sottomissione e sfruttamento, su di lor grava un’associazione a sfruttare costituita dalla Safim, dalla Cisl e i suoi tirapiedi, da capi e capetti ruffiani,  impiegati amici del padrone, dall’appaltante Dimar che ricava  tariffe agevolate, ci mancava l’assessore Pentenero per completare il quadro;  tutti questi  sanno che se gli schiavi “accettano le regole” potranno continuare con i loro guadagni e le loro prebende.

I lavoratori egiziani alla Safim sono discriminati, dicono che devono sottomettersi alle regole ed allo sfruttamento e non devono rivendicare neanche la libertà di scegliere quale sindacato deve rappresentarli, la Safim  continua a invitarli a rivolgersi ai sindacati “firmatari” di CGIL, Cisl e UIL, con grande preferenza ai loro soci d’affari della CISL, per questi  gli schiavi non devono scegliere, non devono protestare, non devono parlare, devono solo lavorare con la testa piegata.

Questi lavoratori che la SAfim e company li vuole sottomessi, oggi hanno preso coraggio e rivendicano soprattutto rispetto,  a loro dobbiamo dare la più forte solidarietà perché  la lotta che stanno facendo serve a tutti, soprattutto  a quei  lavoratori italiani che hanno abbassato la testa.  

Domenica 8 maggio ore 10  assemblea in C. Vigevano 33 u   

Siamo tutti lavoratori Safim  

                                                                                                                                                                                                            SICOBAS TORINO

 


 audio http://www.alpcub.com/intervista-rbe_safim_sicobas29mar2016.mp3


audio http://www.alpcub.com/intervista-rbe_safim_sicobas29mar2016.mp3

sintesi dell'intervista di Rbe, pubblicata sulla locandina alpcub n.808 del 31/3/2106 a Francesco Latorraca

La Safim di None 

– circa 200 addetti- (vicino al centro tumori),  nodo logistico alimentare con migliaia di metri quadri di magazzini e con 80 camion interni, è cresciuta di molto negli ultimi dieci anni grazie alle bassissime paghe e quindi ai profitti e plus lavoro estorti ai lavoratori di due cooperative che avevano l’appalto. Una parte di questi lavoratori , immigrati africani, si è iscritta al Si.Cobas ed ha iniziato a lottare, avere Rsa e strappare accordi migliorativi, eliminando fra l’altro il lavoro nero (circa 100 ore al mese).
Poi a fra novembre e gennaio la Safim assume i lavoratori delle cooperative chiedendolo di lasciare il Si.Cobas e inizia un nuovo periodo conflittuale perche’ le condizioni salariali sono regredite (meno 250 euro al mese) e l’azienda di fronte al contenzioso del recupero di tutto il lavoro nero degli anni precedenti (circa 30mila euro a testa) fa firmare una tombale, cioè una sanatoria in cambio di 2000 euro): Tutto questo avviene col benestare della Cisl. I lavoratori così riprendono l’iniziativa col Si.cobas e ci sono alcune lotte, ultime lo sciopero nazionale del 18 marzo e infine il blocco dei cancelli del 24-25 marzo  , poi sospeso per un incontro che si è svolto in Regione (cui la direzione non ha partecipato). La tregua durerà una settimana  in vista di una svolta se la Regione farà sentire il suo peso e l’azienda aprirà al Si.cobas e alle richieste dei lavoratori, fra queste il riconoscimento del sindacato di base.. (p.b)

 

 


eco del chisone

"Una scorrettezza dell'eco del chisone che ha pubblicato senza certezze delle
informazioni, hanno firmato parenti amici e clienti.   Inviteremo
l'articolista Eliana Canova a rettificare, diversamente non riceverà piu
interviste da noi"-

Si.Cobas

 


 

Protesta Safim: la Regione convocherà un Tavolo istituzionale

 eco del chisone web

In merito alla protesta dei dipendenti Safim di None, la Regione Piemonte ha comunicato che contatterà, subito dopo Pasqua, l'azienda nonese per arrivare all’apertura di un tavolo istituzionale a cui siedano azienda e sindacati. Lo ha dichiarato ieri sera, l’assessora al Lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, al termine di un incontro con una delegazione di lavoratori dell'azienda di None. Intanto, in attesa della convocazione del tavolo, i lavoratori si sono impegnati a sospendere ogni forma di agitazione. «Il nostro obiettivo – ha aggiunto Pentenero – è favorire il raggiungimento di un accordo tra le parti, anche se la natura del contendere è prettamente sindacale. Chiediamo a ciascuno – conclude l’assessora – di fare la propria parte: all’azienda di ascoltare le rivendicazioni dei lavoratori e ai lavoratori di porre fine a manifestazioni che possano compromettere l’ordine pubblico».

 


 

il giornale radio del giorno dopo

http://www.alpcub.com/safim-gr26marzo.mp3


immagini dal TG3 regione della notte del 25 ; audio: http://www.alpcub.com/safim-regione-tgpiemonte25mar-notte.mp3

 

 

 

 

    

 


Ore 12 Assemblea per   preparare  l'incontro in Regione


I manifestanti hanno interrotto il blocco dei tir di fronte alla Safim di None. La situazione si è temporaneamente sbloccata perché oggi pomeriggio il sindacato Si Cobas incontrerà l'assessore regionale al Lavoro.

 


 la stampa web 25/3/2016 ore 9

None , sciopero alla Safim: “Non riconoscono il sindacato”

Da ieri un gruppo di lavoratori, egiziani e marocchini, che aderiscono al sindacato Si Cobas impediscono l’accesso ai mezzi nei magazzini

 

none

Manifestazione di protesta davanti ai cancelli della Safim di None, azienda che si occupa dello stoccaggio delle derrate alimentari da distribuire ai supermercati. Da ieri un gruppo di lavoratori, egiziani e marocchini, che aderiscono al sindacato Si Cobas, impediscono l’accesso ai mezzi nei magazzini.  

La protesta è legata al fatto che l’azienda non riconosce il sindacato, la maggior parte dei lavoratori ha aderito ad una contrattazione siglata dalla Cisl considerata dagli scioperanti non garantista dei loro diritti. 


«Materialmente, è stata la cooperativa Stella ad emettere il provvedimento di sospensione verso i quindici operai che hanno scioperato giovedì: noi andremo avanti, con l'organizzazione a singhiozzo e senza preavviso di azioni di lotta sindacale come sta accadendo questa notte, fino a quando il provvedimento non sarà ritirato.»: così Francesco Latorraca, rappresentante del “Si Cobas”, durante il nuovo picchetto che, a partire dalle 23.30 circa di ieri, si è materializzato davanti ai cancelli dell'impresa nonese.
Con scene già viste giovedì, anche se non permeate dalla stessa tensione che aveva provocato l'arrivo dell'antisommossa. Gli autoarticolati, in via Supeja Gallino, bloccati dai dimostranti tra i quali vi erano non solo le maestranze interessate dal provvedimento disciplinare ma anche attivisti del centro sociale Askatasuna . Parimenti, una nutrita squadra di forze dell'ordine ha sorvegliato l'area: i carabinieri, a partire dall'altezza dall'intersezione con la Provinciale 142, hanno presidiato, in più punti, le due strade della frazione (oltre la via citata, dove ha sede la Safim, anche via Palmero). Non si sono registrati scontri.

fed. ra.


infoaut

Venerdì 30 Ottobre 2015 17:28

Safim: i lavoratori bloccano, l'impresa li sospende, la Digos minaccia!

  • None (Torino) - Che la logistica fosse un settore chiave nel funzionamento dell'odierna macchina capitalistica è cosa risaputa, così com'è risaputa la collusione di un sindacato come la Cisl con le peggiori manovre padronali. Se a questo aggiungiamo le minacce delle questure ai lavoratori e ai sindacati conflittuali, abbiamo un quadro di cosa sono oggi le cosiddette "relazioni industriali" e lo smantellamento del diritto di sciopero.

    Ieri, nel quadro della giornata di sciopero nazionale della logistica, una trentina di lavoratori della Safim di None, in provincia di Torino, acompagnati da una decina di solidali, hanno bloccato dalle 9 alle 15.30 l'ingresso e l'uscita degli automezzi di uno dei più grandi poli logistici di immagazzinamento e smistamento di cibi "a freddo" (stroccati in celle frigorifere) della provincia di Torino.

    Al centro della contesa, il mancato riconoscimento del sindacato SiCobas,che totalizza una 60ina di tesserati e che ha fatto avanzare le condizioni salariali e di contratto ai circa 200 lavoratori. Succede però che la direzione della ditta S.A.F.I.M. preferisca realizzare la chiusura delle nuove e migliori condizioni di lavoro solo con la Cisl, che ha meno di una decina di iscritti. "Non vogliamo trattare coi SiCobas!" avrebbero ripetutamente affermato nelle settimane precedenti.

    E così ieri è scattata la protesta, con decine di camion incolonnati e impediti nelle operazioni di carico/scarico delle merci. Nel corso della giornata si è potuta osservare la dinamica mafioso-ricattatoria dei delegati Cisl che hanno prima minacciato, quindi passato il resto della giornata a pompare-minacciare le poche decine di lavoratori che ieri non hanno scioperato, al fine di schierarli contro i colleghi che bloccavano gli ingressi e le uscite.

    Oggi la rappresaglia aziendale: la Safim di None sospende i lavoratori che ieri hanno scioperato e partecipato ai blocchi. Alla risposta padronale fanno eco le minacce della Digos torinese che intimidisce il sindacato Si Cobas per la sua azione conflittuale e non collaborativa.

     

    Stasera alle 23 protesta e lotta!

     

     

     

     


    Sabato 18 Aprile 2015 11:57

    Sciopero e blocco notturno alla Safim di None (To)

  • La Safim Logistics è un gruppo che gestisce la distribuzione dell agroalimentare, in particolare dei supermercati Dimar, fortemente cresciuto negli ultimi anni grazie sopratutto allo spudorato sfruttamento di lavoratori sottomessi al caporalato di pseudo-cooperative per conto del padrone, la famiglia Crivello. Fino a qualche mese fa in una delle cooperative si lavorava mediamente 250 ore al mese con un forfettario di straordinario di 100 €.

    Sin dal maggio 2014 i lavoratori della cooperativa Stella presso la sede Safim situata sulla strada tra None e Candiolo, a pochi chilometri da Torino, si sono organizzati col sicobas, grazie alla determinazione in pochi mesi si raggiungono condizioni contrattuali decisamente migliorative anche rispetto al contratto nazionale. Ma sul fronte degli autisti, dipendenti diretti dell’azienda, la situazione è peggiore, i cobas faticano ad affermarsi, la safim arriva persino a licenziare un lavoratore che che su Facebook si lamentava dei comportamento dei padroni. Tra i facchini invece si crea una forza e una unità che preoccupa i padroni, fino a giungere in questi giorni a rivendicare le assunzioni di tutti i lavoratori che negli hanni non hanno avuto un contratto regolare – il pagamento dei giorni di carenza della malattia – contestare l organizzazione dispotica e parassitaria dei capi, il riconoscimento dei sicobas in tutto il gruppo safim, il riconoscimento di una indennità di disagio-freddo, ecc.. In settimana si lancia lo stato di agitazione senza preavvisare il giorno, infatti la notte tra giovedi e venerdi all’una i lavoratori si danno appuntamento in alcuni punti di Torino per raccogliersi e dirigersi verso la Safim, ma la notizia trapela in azienda, infatti già sul percorso ci intercettano con 2 posti di blocco dei carabinieri , ci fermano, arrivano digos e ufficiali che ci avvisano che non avrebbero assolutamente tollerato alcun presidio o blocco delle merci. Infatti davanti ai cancelli ci troviamo le forze dell ordine in tenuta antisommossa che ci aspettavano. Le minacce di arresto sono state le prime cose.

    Ma non hanno sortito effetto di fronte alla determinazione e al coraggio dei lavoratori che subito prendono posto per bloccare l’uscita dei camion. Da quel momento inizia un duro contrasto con i lavoratori che si buttano sotto i camion e siedono per terra tenendosi stretti per contrastare l’azione delle forze dell ordine che cercavano di aprire un varco per i camion. Il parapiglia dura fino alle 5 di mattina quando i carabinieri fermano e ammanettano Salam. Sotto la pioggia battente si decide di riordinare le fila in cambio di un impegno di un incontro per le 9 e dell immediato rilascio di Salam. Purtroppo all’incontro c'è solo la cooperativa con tono di rottura, safim non si presenta, rifiuta ogni confronto.

    E’ una prima battaglia, abbiamo imparato qualcosa in più su come organizzarci per la prossima volta. Vergogna Safim, dopo anni di sfruttamento sulla pelle e la sofferenza di centinaia di lavoratori che ti hanno arricchito, vedere quei lavoratori per terra aggrediti dalla polizia, che difendeva quanto per anni hai estorto, in nome di una presunta legalità. E’ lo spettacolo vergognoso di un sistema nel quale chi lavora soffre, chi sfrutta gode. E’ uno spettacolo che però non ha più fiato lungo, le lotte dei lavoratori presto lo capovolgeranno.

    Presto saremo di nuovo davanti a quei cancelli. La solidarietà di altri lavoratori arriverà piu forte.

    Lavoratori sicobas Torino

     

     

    http://www.safim-srl.it/azienda/storia-safim.html sito aziendale