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dati rsu
2006 nazionali
fonte cgil distretti pinerolese
2006 (le tabelle sono complete?):
cgil 34, cisl 10, uil 5, snals 6, cobas 2, cub 7
secondo i cobas
le rsu cobas sono 4 (2 Prever+ 2 Alberti)
dati
rsu 2003 nazionali
rsu
2003 locali %
rsu
pinerolo 2003 seggi
| cgil
15 |
cisl 2 |
uil 2 |
cobas5 |
cub 6 |
snals 3 |
dati
rsu 2000 pinerolese e sintesi nazionale
cgil 17, cisl 6, uil 7, alp 18, cub 7, cobas 1, snals
6
- il grande risultato delle elezioni per le
RSU nella scuola è la conseguenza delle lotte promosse
dal sindacato di base contro la privatizzazione ed il
passaggio del modello confindustriale nei programmi e nei
rapporti col personale.
-
( A Pinerolo ci sono state grandi
discussioni alla fine si sono presentate tre liste: alp,
alp-cub, cobas e praticamente è iniziata una vita autonoma dei Cobas scuola).
E' un dato eccezionale, che negli anni avrà un calo vistoso dei risultati.
2006/135 rsu
2006/1251 rsu
20006/10705 rsu
per quanto riguarda l'I.I.S. Prever di Pinerolo (Alberghiero +
Agrario)
le prime elezioni del 2000 1 RSU Cgil
1 RSU Alp 1 RSU
Uil
le elezioni 2003 hanno visto eleggere 1 RSU CGIL 1
RSU SNALS e 1 RSU UIL
le elezioni 2006 1 RSU Cobas 1 RSU Snals
1 RSU UIL
nel 2007 dopo l'accorpamento con l'Agrario di Osasco abbiamo rifatto le
elezioni che hanno dato il seguente risultato:
2 RSU Cobas 1 RSU Cgil
1RSU Cub/scuola 1 RSU Uil
1 RSU Cisl
sono 6 i membri della RSU perchè siamo una scuola con più di 200
lavoratori.
2006- ITI "Alberti" di
Luserna S. Giovanni:
58,4% dei voti, 2 seggi (su
3)ai Cobas
RSU liceo Scientifico “Curie”
2000
Milanesi (COBAS)
Tamagno (CUB)
Pisciotta (COBAS)
2003
Baltieri (CGIL)
Milanesi (COBAS)
Pisciotta (COBAS)
2006
Baltieri (CGIL)
Giovannini (CGIL)
Tamagno (CUB)
Porporato
2000 1Alp 2 CGIL
>
>2003 2 COBAS 1 CGIL
>
>2006 2 CGIL 1 CISL
BUNIVA Pinerolo:
Rsu 2000 1 Alp
1 Cgil 1Cisl
Rsu 2003 2 Cgil
1 Cub
Rsu 2006 2 Cgil
1 Cub
Ist. Comprensivo Perosa Argentina:
Rsu 2000
1 Cisl 1
Uil 1 Alp
Rsu 2003 1 Cgil
1 Cub 1 Uil
Rsu 2006 1 Cgil
1 Cisl 1 Uil
dati raccolti da Rosy,GianPaolo,Franco, Claudio,
Beniamino,Piero ed altri
Quando sono state inventate le RSU nella scuola, noi
dell'ALP e della
CUB ci siamo posti prima di tutto la domanda se partecipare alle
elezioni. Avevamo ben chiaro il fatto che le RSU di scuola, dietro una
parvenza di democrazia, riproducevano, in dimensione ridotta, il
meccanismo della concertazione ed erano funzionali a quella
'"autonomia scolastica" da noi fortemente criticata. La scuola
dove
non c'erano differenze salariali e di "status" tra docenti e il
lavoro
in classe era centrale con l'"Autonomia" si stava modificando:
erano
previste figure professionali diverse ed i "progetti" assumevano
una
rilevanza anche simbolica superiore al lavoro in classe. La filosofia
che ispirava (ed ispira) il modello della scuola "autonoma" è
la
seguente: esistono gli insegnanti-massa, che svolgono il loro lavoro
di docenti e non sanno o non vogliono fare di più; poi ci sono gli
insegnanti-élite, che si impegnano maggiormente ed ai quali devono
essere riconosciuti dei meriti. Però il governo non ha molti soldi da
spendere e poi è complicato (e pericoloso per un politico) decidere
chi va premiato e chi no. Così alla fine si è deciso che
"migliore" è
colui che svolge attività aggiuntive (svolge mansioni non pertinenti
al proprio profilo professionale, come fare l'orario delle lezioni o
comporre le classi distribuendo gli allievi nelle varie sezioni,
oppure inventa ed eventualmente realizza "progetti", cioè
attività
varie da fare al di fuori dell'orario delle lezioni con allievi propri
o altrui o addirittura con estranei alla scuola) e che saranno gli
organi collegiali di autogoverno delle scuole e le rappresentanze
sindacali elette dai lavoratori a decidere chi sono i "buoni" e
quanto
debbano essere ricompensati. Così facendo si nobilitava
istituzionalizzandolo il lavoro straordinario, le attività
extracurricolari prendevano più valore del lavoro in classe, i
lavoratori ed i loro rappresentanti venivano coinvolti nella gestione
della scuola-azienda. Cosa c'entravamo noi, militanti di un sindacato
di base, con questa "sporca" faccenda? Bisognava "per
forza"
partecipare alle elezioni, perché, in base alle regole della "scuola
dell'autonomia" stabilite dal governo e da cgil-cisl-uil, solo i
rappresentanti sindacali eletti dai lavoratori o nominati dalle
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative potevano
esercitare le prerogative sindacali. Non partecipare alle elezioni
significava, per noi dell'ALP/CUB, non poter più fare attività
sindacale nei nostri luoghi di lavoro.
E così iniziò l'avventura. Già che ci toccava
giocare questa
partita, tanto valeva giocarla al meglio e tentare di portare a casa
il miglior risultato possibile: il raggiungimento della maggior
rappresentatività non solo a livello di singole scuole, ma anche a
livello nazionale, la qual cosa ci avrebbe dato la possibilità non
solo di partecipare alle trattative per la stipula dei CCNL, ma anche
di poter esercitare attività sindacale in tutte le scuole d'Italia.
Non potevamo certo sperare di realizzare un simile progetto da soli:
cercammo quindi un accordo con i Cobas per presentare liste comuni
alla prima scadenza elettorale del 2000. Andammo a Roma dai Cobas in
delegazione; fummo ricevuti, ascoltati, ma alla fine, il succo del
"loro" discorso fu più o meno il seguente: "Se volete
presentare liste
unitarie, presentate liste Cobas". Ebbi l'impressione che loro ci
snobbassero, che fossero convinti che avrebbero raggiunto la maggior
rappresentatività anche da soli. A Pinerolo si aprì una crisi tra i
militanti del collettivo della scuola: c'era chi voleva presentare
liste Cobas e chi era contrario: presentare liste Cobas significava
infatti confluire nei Cobas e cancellare il sindacato
"CUB-Scuola".
Alcuni pensarono di mediare presentando all'appuntamento elettorale
liste ALP. Alla fine, nel Pinerolese furono presentate liste CUB,
liste COBAS e liste ALP.
Nonostante le divisioni, le elezioni del 2000 nel
Pinerolese
furono un trionfo per il sindacalismo di base, che aveva preso più
voti di qualunque altro sindacato, segno del suo radicamento sul
territorio e dell'apprezzamento di cui godeva. Già nel 2001, però,
iniziarono le difficoltà. Il meccanismo in cui ci trovavamo in qualità
di RSU era davvero micidiale. L'agibilità sindacale nei luoghi di
lavoro non era piena, le regole stabilite da cgil-cisl-uil
subordinavano il nostro agìre alla loro approvazione, persino la
convocazione di un'assemblea sindacale doveva essere un atto unitario
della RSU. Nella contrattazione di scuola, poi, ci trovavamo in
compagnia dei colleghi eletti nelle altre liste: perlopiù persone che
si erano candidate per meglio curare i propri interessi, o per
ambizione personale, o perché "forzate" dal sindacato di
appartenenza.
Perdevamo tempo a discutere su quisquiglie, trascurando il lavoro
sindacale "vero", quello che informa, àgita e mobilita, senza
riuscire
a "portare a casa" nulla di buono per i lavoratori.
Contrattazioni che
hanno sfinito i migliori militanti e hanno dissuaso molti di loro dal
ripresentarsi alle successive tornate elettorali.
Dopo le prime votazioni del 2000, ci sono state quelle
del 2003 e
del 2006. Ad ogni tornata elettorale è stato più difficile presentare
liste. Le "vecchie" RSU non avevano più voglia di fare qualcosa
di cui
non vedevano il senso. Nessuno, nel sindacato di base, s'era fatto
illusioni sulle RSU. Ma i fatti, quando càpitano, sono sempre più duri
di come si sono immaginati. Le assemblee sindacali non si riescono a
fare. Le RSU appaiono sempre più il consiglio di amministrazione del
preside e dei suoi amici; il rapporto tra i rappresentanti sindacali
ed i lavoratori è sempre più flebile: i secondi non sanno (e non sono
interessati a sapere) cosa combinano i primi e questi ultimi, nel bene
e nel male, operano in splendida solitudine. Alle elezioni delle RSU i
lavoratori pare votino "a caso": nessuna relazione tra l'aver
ben
operato durante il precedente mandato e la riconferma: vengono mandate
a casa ottime RSU per essere sostituite da persone di scarso valore e
dubbia moralità; nessuna comprensione del fatto che il voto dato ad un
collega "amico" o "simpatico" non promuove solo lui,
ma anche
l'organizzazione sindacale nelle cui liste il collega si è presentato,
cosicché il successo (o l'insuccesso) elettorale dei vari sindacati
non rispecchia se non in minima parte il consenso dei lavoratori nei
confronti delle loro politiche.
All'inizio del prossimo anno scolastico ci saranno le
nuove
elezioni delle RSU. Nelle scuole c'è la "morte civile": la
"rivoluzione" che avrebbe dovuto esplodere contro Gelmini ed il
governo non c'è stata ed è difficile che a breve ci sarà. Le prossime
elezioni si terranno in scuole "normalizzate" dove non sarà
facile
un'affermazione dei sindacati di base e della loro visione del mondo.
Pinerolo, 24 luglio 2009
Umberto Ottone
riflessioni sulla scuola-
vito prudente -pdf
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