Pinerolesi
illustri,
dal
Secolo dei Lumi alla fine dell’Ottocento
(a
cura di Marino BOAGLIO)
Eco
mese- ott-2005
XL
ERCOLE
RIDONI (1868-1943)
Ingegnere
minerario, sperimentatore e collezionista di minerali. Diede impulso alla
“Talco e grafite”, costruendo elettrodi con la grafite naturale.
Ercole
Ridoni nacque nel 1868 a Torino in una famiglia di origine milanese, che aveva
dovuto rifugiarsi in Piemonte per il suo impegno patriottico nelle Cinque
giornate. Laureatosi in ingegneria nel 1892 al Politecnico torinese, fece due
anni di praticantato in miniere sarde e toscane e nel 1895 fu assunto da una
società mineraria di Montecatini, dove per 15 anni fu direttore delle miniere
di rame.
Nel
1911 giunse a Pinerolo, cooptato nel consiglio direttivo della società “Talco
e grafite Val Chisone”, alle cui fortune contribuirà in modo decisivo in
qualità di ricercatore e di progettista, oltre che di dirigente e di ingegnere.
Ridoni ebbe infatti una particolare attitudine alla sperimentazione scientifica,
che applicò con tenacia al campo delle industrie estrattive, conseguendo
notevoli risultati teorici e pratici.
Con
una lunga serie di esperimenti, iniziati con mezzi di fortuna già durante la
Grande guerra, rivoluzionò la produzione degli elettrodi, impiegando come
materia prima la grafite naturale, più resistente alle alte temperature di
quella artificiale derivata dal carbone. Questi elettrodi, cilindri di grafite
che arrivavano anche al diametro di un metro, erano indispensabili
all’industria pesante, perché servivano ad immettere nel ciclo produttivo
degli altoforni la grande quantità di energia necessaria per le loro
lavorazioni.
L’invenzione
fu brevettata nel 1918 e Ridoni si occupò di progettare e realizzare a Pinerolo
lo stabilimento per la produzione industriale degli elettrodi. Il successo fu
travolgente, tanto che nel decennio successivo la “Talco e grafite” giunse a
soddisfare il 50% del fabbisogno totale delle acciaierie italiane.
L’altro
campo privilegiato dei suoi esperimenti fu quello del talco, che egli riuscì ad
applicare nei prodotti ceramici di tipo refrattario ed isolante, costruendo a
Pinerolo un impianto apposito per la loro produzione industriale, l’“Isolantite”.
Ridoni si distinse anche per l’attenzione alle condizioni di lavoro degli
operai, con una lunga serie di iniziative (allora inusuali) atte a migliorare la
ventilazione e lo scolo delle acque nelle miniere e a rafforzare la sicurezza
nelle officine.
Oltre
che sperimentatore, inoltre, fu divulgatore della scienza: autore di apprezzate
pubblicazioni (in particolare “La grafite”, 1917, e “Il talco”, 1918) e
brillante conferenziere, non mancava mai di rivendicare il valore pratico, oltre
che ideale, della ricerca scientifica e si contrapponeva al tradizionalismo di
tanta cultura italiana, refrattaria ad ogni novità.
La
sua passione per il settore minerario trovò concretezza in una ricca collezione
mineralogica, comprendente oltre 1.200 campioni provenienti dai siti in cui
aveva lavorato o che aveva avuto occasione di visitare. La collezione, di alto
valore documentario, è stata di recente smembrata tra vari collezionisti
privati e solo una piccola parte è stata acquistata dall’Associazione
naturalistica pinerolese per essere esposta nel Museo di Scienze naturali di
Pinerolo.
25
novembre 1868: nasce a Torino, da famiglia di origine milanese.
1892:
si laurea in ingegneria al Politecnico di Torino.
1895-1910:
dirige le miniere di rame della Società miniere di Montecatini.
1911:
entra nel consiglio direttivo della Talco e Grafite delle valli Chisone e
Germanasca e si stabilisce prima a Porte, poi a Pinerolo.
1918:
brevetta la produzione di elettrodi con l’utilizzo della grafite naturale.
24
aprile 1943: muore a Pinerolo.