Regina Pero   (2012)

ex staffetta partigiana

poesia
è il mondo l'umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento

Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso

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  eco del chisone 22.8.2012

nel consiglio di fabbrica, prima fila Regina Pero, seconda fila Adelina Morello

Ricordi di Regina Pero:

" facevo pare del consiglio di fabbrica presso la Gutermann e poi della Filseta. Abbiamo ottenuto molti miglioramenti. Quando abbiamo saputo della vendita della Cooperativa aziendale, dopo una unga trattativa sull'aumento salariale- avendo ottenuto molto poco - Giachino (sindacalista CGIL) ci consigliò di chiedere la cooperativa. Subito non eravamo molto convinti e poi l'abbiamo fatto. Sono intervenuti Aloi (cisl), Ortona e Ossola (cgil) tenendo assemblee con gli operai. la fine abbiamo fatto conoscere i prodotti e a quel punto tutto il consiglio di fabbrica fu coinvolto nel progetto : Renato Calzi, Alfedo Paolasso, Breuza Guerrina, Stocco Sandra, Morello Adellna, Collet Dolores, Pero Regina, Long Ines, Pons Valdo,  Peyronel Romana, Bertalotto-Grangetto Ferruccio, Clot Bruno, Collet Filiberto,Bertalot Aldio. 

Siamo andati avanti   per 7 anni facendo volontariato ( nel frattempo abbiamo contattato la Coop che ci riforniva dei prodotti che vendevamo) avevamo tutto personale volontario, anche le cassiere.

Facevamo orario ridotto e noi come consiglio di fabbrica andavamo secondo i turni a fare pulizie e a mettere la merce negli scaffali, fare le ordinazioni.

Poi è subentrata la Filseta, abbiamo tenuto con le nostre molti miglioramenti, nell'ambiente in Macerazione ed altri reparti, la mensa, per la Filatura i grembiuli, tute, grembiulini, cuffie.

Inoltre in tre delegati facevamo parte del collettivo operaio..

Quando dopo tre ani la COOP ha assunto il personale, noi del consiglio di fabbrica abbiamo ripreso il nostro tran tran normale.

 Certo nessuno si sarebbe aspettato che dopo tutti quegli anni saremmo riusciti ad aprire la COOP, 

wesen 2006

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Donna dai molti interessi , inoltre era  attiva nellUnitre di Perosa,

ballava ancora nel gruppo di danze occitane 'Teto aut'   (  La Teto Aut: Storia del Gruppo ),

http://www.youtube.com/watch?v=Kd0RahdLD5I

sempre presente al presidio delle operaie new co.cot

Un grande dolore per aver perso una "compagna di viaggio prima e amica poi". (Paola)

video presidio New co. cot

 

IL SETIFICIO DI PEROSA ARGENTINA

La comparsa dell'industria propriamente detta in Val Chisone risale al 1835-37, anni in cui i baroni Bolmida, fratelli imprenditori provenienti dall' alessandrino, decisero di impiantare uno stabilimento per la lavorazione della seta in Perosa Argentina. Furono costruiti quattro blocchi: la filanda, il filatoio, la carderia meccanica e il laboratorio.Nel 1870, un familiare dei Chancel, Benedetto Berthelot, dopo dissidi con la famiglia, si trasferì a Perosa, impiantando un nuovo stabilimento per la lavorazione di cascami di seta, con criteri tecnici avanzatissimi per quel tempo, utilizzando le macchine pensate dai Bolmida.. Il prodotto era assolutamente concorrenziale con quello dei Bolmida che nel breve volgere di pochi anni furono costretti ad abbandonare l'impresa. Era il 1880 e la seta scompariva dall'antico stabilimento di via Re Umberto per continuare a vivere in quello del Berthelot in Via ChiampoIl Berthelot, che dal 1870 in poi aveva tratto enormi vantaggi dalle innovative tecniche di produzione, dovette subire una grave crisi commerciale dieci anni dopo, per cui fu costretto a cedere l'azienda nel 1883. Compratrice fu la famiglia Gutermann, già fabbricante di seta per cucire e ricamare in quel di Gutach (Germania), ma priva di reparti per la macerazione e la pettinatura dei cascami di seta greggia: con l'acquisizione dell' azienda perosina i Gutermann detennero l'intero ciclo produttivo. L'avvento dei Gutermann produsse la sperata ripresa: agli inizi del '900 si assistette ad un notevole aumento di personale, infatti le 140 persone iniziali divennero ben 691 nel 1908.

Il massimo splendore si ebbe negli anni '30, quando si arrivò a contare 1200 dipendenti;la seconda guerra mondiale, con le difficoltà di approvvigionamento della materia prima presso i mercati d'oriente, determinò una pesante crisi, superata nel '47. L'avvento delle fibre tessili sintetiche, nel decennio successivo, riportò l'azienda in una situazione precaria, aggravata anche dal mancato rinnovo delle strutture e delle tecnologie e dallo scarso aggiornamento del personale. Possibili soluzioni si intravidero nella produzione di filati misti (seta-lana e seta-sintetico), ma questo non impedì il ricorso alla cassa integrazione per buona parte del personale, fino alla cessione dell’azienda nel 1976 alla Cascami. Denominata Filseta Val Chisone S.p.A (420 lavoratori) visse fino alla chiusura della filatura nel 1983 e della pettinatura nel 1986. Dal 1986 fino al  2000 rimase in funzione la Macerazione (Cascami seta) Alla fine c'erano circa trenta addetti..

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La fabbrica della lavorazione dei Cascami di seta di Perosa fu la prima al mondo e fu inoltre protagonista di uno dei primi atti di spionaggio industriale della storia, che riempì le cronache del tempo

wesen 2006

Gli stabilimenti industriali di Perosa Argentina- Dino Ceredi- 1982 - htm

collettivo operaio

di Perosa Argentina>> (1972-73)

 

Il Collettivo Operaio di Perosa A. si costituisce nel 1972. E' frequentato in prevalenza da delegati e operai della Gutermann (Morello,Pero,Clot...), ma vede anche la partecipazione di membri del gruppo residente di Agape  (Beniamino e Giovannino) e di altri operai di varie fabbriche della zona (Piero). L'obiettivo del collettivo è quello di contribuire alla costruzione dal basso di un movimento operaio organizzato. La discussione e la riflessione parte dalle condizioni materiali di lavoro degli operai della Gutermann, fabbrica tessile di Perosa gestita in modo patriarcale, per estendersi ai problemi sociali e sindacali della valle. E' un'esperienza che non si rinchiude in un ambito di paese, ma cerca collegamenti con altre realtà operaie (Chieri, Val Susa, Biellese). Il seguito ed il successo che il Collettivo riscontra all'interno della fabbrica, lo pone in conflitto con i sindacati che lo percepiscono quasi come una organizzazione alternativa in grado anche di dichiarare degli scioperi. Importante è stato il lavoro su "nocività e ambiente" della fabbrica che è stato realizzato grazie all'apporto di due medici (Paolo Ribet e Pierangelo Baschera) ela collaborazione con la CGIL di Torino. Rapporto con studenti e insegnanti ( sia della scuola Popolare che della CGIL scuola), contratti, referendum sul divorzio, condizioni di disagio sociale di un'intera vallata : da tutto questo nasce e vive una riflessione e una presa di coscienza di cui abbiamo documentazione nel "bollettino di collegamento", interamente finanziato dai membri del collettivo e dalle offerte dei lettori.

Beniamino Lami

 

le vignette del volantino sulla salute in fabbrica - pdf