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quarta
settimana
eco del
chisone 26.3.08

Sulla linea ferroviaria Torino-Pinerolo,
indietro di due anni
Fervono (ancora!) i lavori olimpici
Il sottopasso a None è un cantiere aperto -
Stazioni
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Fervono i lavori "olimpici" sulla linea ferroviaria
Torino-Pinerolo. Non è uno scherzo, avete letto bene. Il cantiere
aperto nel sottopasso della stazione di None fa ancora parte - come
completamento - dei lavori previsti entro il 10 febbraio 2006, data
di apertura dei Giochi.
È una lunga storia, iniziata proprio in quei giorni frenetici,
quando, di fronte alla palese impossibilità di completare le opere,
i lavori erano stati sospesi rendendo agibili provvisoriamente
soltanto i sottopassi pedonali tra i binari di Piscina, Airasca,
None, ma non i relativi scivoli per disabili. Sangone, invece, era
ancora totalmente inagibile.
Finita l’Olimpiade, le operazioni - anziché riprendere
immediatamente - sono rimaste in stallo. Rete ferroviaria italiana
ha preferito risolvere il contratto con la ditta appaltatrice, causa
inadempienza dei termini del contratto, affidandosi ad altre
aziende.
«I tempi burocratici per affidare un nuovo appalto sono
andati per le lunghe, come sempre in questi casi - spiegano a
Rfi -. I lavori alla stazione di None saranno perciò conclusi
entro il mese di giugno di quest'anno». E Bivio Sangone? «Attualmente
è agibile. Completeremo la piattaforma per disabili entro il 2009,
in quanto il progetto sta andando all'appalto proprio in queste
settimane».
Non mancano i problemi perfino ai sottopassi di Piscina e
Airasca, da tempo in funzione. Sono legati alla situazione di
stazioni "impresenziate", ovvero prive di personale dopo
l’automatizzazione del movimento treni. Abbandonati a se stessi e
sporchi, per via dell’uso "improprio" - diciamo così -
che ne viene fatto, suscitano le proteste dei viaggiatori e non è
raro che gli stessi preferiscano attraversare ancora i binari,
piuttosto che «scendere lì sotto».
A chi compete la loro manutenzione? Ai Comuni - cioè i soggetti
che altrove sono già gravati dalla preoccupazione di utilizzare in
qualche modo gli edifici delle stazioni abbandonate - oppure a Rfi,
proprietaria degli impianti fissi delle Ferrovie italiane?
«Una nostra competenza? Ma non scherziamo – risponde il
sindaco di Piscina Edda Basso –: con 11 dipendenti il
nostro Comune non può certamente permettersi un operatore per le
pulizie di un sottopasso che, mettendo in comunicazione i binari,
serve esclusivamente la stazione!». Sulla stessa lunghezza
d’onda anche Leopoldo De Riso, vice-sindaco di Airasca: «La
manutenzione e la pulizia del sottopasso è totalmente a carico di
Rete ferroviaria italiana e ho già visto degli operatori
occuparsene. Da noi il problema che costringe i viaggiatori ad
attraversare i binari è l'allagamento del sottopasso in caso di
pioggia».
Netta la risposta di Rete ferroviaria italiana: «La Direzione
movimento ha già appaltato l'incarico ad un'impresa. L'accordo
prevede la pulizia giornaliera a Pinerolo, Piscina e Airasca;
settimanale a Bivio Sangone».
Fernando Franchino
1- La situazione economica in Val
Pellice: cioccolato, acqua e non solo
Se l'industria traina, l'agricoltura
affascina
I giovani riscoprono la terra - Spunti per
artigianato e turismo
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VAL PELLICE - In quello che un tempo fu il feudo dei
Mazzonis, nella valle che attrasse un'immigrazione specifica a
servizio del settore tessile, nella patria del cioccolato di
qualità, della pietra e dell'acqua minerale, l'industria può
ancora essere considerata il settore trainante dell'economia?
C’è stata, seppur minima, un’eredità lasciata dalle
Olimpiadi invernali, che ha dato nuova linfa al turismo? Come
potrebbe cambiare, da qui ai prossimi cinquant'anni, il volto
economico del nostro territorio?
Le prime risposte - in questa nostra inchiesta - arrivano
dagli amministratori locali. Nei prossimi numeri interverranno
le organizzazioni sindacali ed alcune realtà industriali,
artigianali ed agricole della Val Pellice.
«La nostra struttura economica è piuttosto articolata -
premette Valter Mensa, assessore all’Industria di Luserna S.G.
-: se l’industria rimane il settore portante, anche
l'agricoltura sta inviando segnali positivi. Stabile
l’artigianato, trainato dall’attività estrattiva della
pietra; positivo il commercio, sul quale sono stati fatti
investimenti in numerosi Comuni». E il turismo? «La
ricaduta post-olimpica che si sperava non c'è stata - risponde
-. Ma le potenzialità ci sono».
È dello stesso parere Giorgino Cesano, assessore all’Agricultura
e alle Attività produttive della Comunità montana, nonché
vice-sindaco di Lusernetta. Cesano approfondisce l’analisi
partendo proprio dal settore primario: «Grazie ad una
politica di sostegno, intrapresa negli Anni '80, molti
valligiani sono rimasti nelle terre dei padri per lavorarle. I
Piani di sviluppo rurale 2000-2006 hanno poi dato una spinta
ulteriore alla struttura già consolidata negli anni precedenti,
l’allevamento locale conta oggi 12mila capi di bestiame».
Significativo il fatto che gli imprenditori agricoli abbiano
un’età media molto bassa: «Sono giovani che hanno colto
le opportunità offerte dai Psr su biologico, lavorazioni
casearie e trasformazione della frutta. Si è intrapresa con
successo la strada della “filiera corta”, in cui il prodotto
trasformato viene venduto direttamente sui mercati locali».
Discreto l’artigianato, che potrebbe tuttavia puntare più
in alto: «La pietra non subisce ancora grandi trasformazioni
- continua Cesano -: le "frattaglie" non sono
sfruttate, mentre si dovrebbe spingere l’attività di
artigiani locali che le trasformino in oggetti magari partendo
dall’arredamento».
Comunque sia, dall'industria vera e propria non si può
prescindere: «Al momento il tessuto è stabile - osserva
Mensa -. A Luserna S.G. si contano circa mille occupati nelle
industrie di valle, di cui buona parte sono donne». Se al
momento l'unica area industriale e artigianale è quella di
Luserna S.G., con la nuova strada delle Cave potrebbe nascere un
nuovo polo attrattivo sul territorio di Lusernetta: «Fino a
questo momento mancavano le possibilità a livello urbanistico,
la nuova strada aprirà delle opportunità - spiega Cesano,
nelle vesti di vice-sindaco del piccolo Comune -. Comunque,
non si tratterà di insediamenti "selvaggi": si punterà
soprattutto sull’artigianato».
E per il futuro industriale di tutta la Val Pellice? «Serve
un progetto comune sul destino del nostro territorio - risponde
Mensa -. Chi può sapere se tra cinquant'anni ci saranno
ancora le aziende di oggi? Il turismo potrebbe garantire un
valido sostegno a livello occupazionale, se curato e sviluppato
correttamente». Nel frattempo, aggiunge l'assessore
lusernese, «è necessario che le Amministrazioni ragionino
su come conciliare i tempi del lavoro e quelli della vita
quotidiana, adattando e potenziando i servizi. Bisogna
comprendere ed accompagnare i mutamenti interni alle aziende:
dagli assetti societari all'organizzazione del lavoro, dalle
tipologie contrattuali agli orari».
Stefania Ferrero
Comunità montana, a sorpresa
105.000 euro in meno per le valli
Lo Stato taglia, il bilancio è
unanime
La minoranza vota a favore, ma invoca
tagli agli emolumenti
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PEROSA - Su 48
consiglieri, tutti i 36 presenti (compresa la nuova
rappresentante di Prali Sandra Aglì, che ha preso il
posto del dimissionario Bruno Grill) lunedì scorso hanno
approvato il bilancio di previsione 2008 della Comunità
montana Valli Chisone e Germanasca. All’unanimità. È
la prima volta in questa legislatura. A unire maggioranza
e minoranza, la nuova riduzione del contributo statale
decretata dal ministro dell’Interno il 4 marzo:
105.047,08 euro in meno, un taglio che ha costretto
l’assessore Sergio Pera a correggere lo scema di
bilancio approvato dalla Giunta il 18 febbraio.
Le cifre del bilancio: pareggio in 6.596.322,90 euro,
avanzo presunto di 50.872,31 euro. Praticamente si è
stati costretti a tagliare quasi tutti i capitoli di spesa
in mancanza della copertura. L’assessore ha elencato i
principali titoli di spesa: servizi generali 632.558 euro;
servizi tecnici 2.161.233 euro; nessun taglio ai servizi
socio-assistenziali, che impegnano il 45 per cento del
bilancio, 2.237.952 senza servizi conto terzi;
anticipazioni di tesoreria 1.011.529; partite di giro
553.050.
«Successivamente - ha evidenziato Pera nella sua
esposizione – si dovrà recuperare fondi per la
programmazione in quanto il taglio indiscriminato è
pesante, anche se la Comunità montana ha dimostrato di
avere tutti i parametri in regola». Ha infine ricordato
che i costi dell'urbanistica non sono più sostenibili.
Il presidente Andrea Coucourde ha dato conto della «triste
riunione di presidenti di Comunità montane» cui ha
partecipato, dove tutti hanno espresso timore se questi
tagli saranno mantenuti. Lo Stato ha demandato alle
Regioni la riduzione delle Comunità montane e dei loro
membri, per ridurre i costi della politica.
Il consigliere Leger, capogruppo della minoranza, mutate
le condizioni di bilancio, non ha presentato
l’intervento scritto dal suo gruppo. Ha ritenuto però
che per ridurre i costi della politica non è avvenuto
nessun taglio ai costi degli organi istituzionali, e ha
proposto il taglio del 3,72 per cento sugli emolumenti del
presidente e della Giunta e che tale importo sia assegnato
al settore socio-assistenziale: «È un segnale da dare»,
ha sostenuto.
Pera ha aggiunto che di tale proposta si possa tenerne
conto nella prima variazione al bilancio. D’accordo
anche Coucourde, però ha precisato che «i costi della
politica non sono quelli delle Comunità montane».
L’assessore al Lavoro Viller Manfredini ha valutato
posivamente la proposta di Leger, aggiungendo un appello:
«Ritornare a pensare alla funzione specifica della
Comunità montana. Tutti debbono confrontarsi in un
discorso politico e dare un assetto al bilancio di
conseguenza».
L’assessore ai Servizi sociali Clara Bounous ha spiegato
che si è già deliberato in accordo con i sindaci
l’aumento del contributo dei Comuni di due euro per
abitante: «Non ci sono stati tagli, e se si sarà
costretti a farne, saranno sulla organizzazione e non sui
servizi».
Il consigliere Sanmartino ha sostenuto la necessità di
protestare contro i tagli dello Stato. Garrone ha ritenuto
che la protesta possa essere dimostrata il 13 e 14 aprile
con il voto, «mandando tutti a casa».
eco
delle
valli valdesi 28.3.08
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terza
settimana
eco del
chisone 19.3.08
La Fondazione post-olimpica non può
vivere solo di neve
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È stata una giornata triste domenica a Pragelato. Poche
decine di persone sui bordi dei campi di gara per la Coppa del mondo
B di combinata nordica. Eppure il battage, massiccio, non è
mancato ma probabilmente c'è una causa di fondo a questo
"deserto" che si è riscontrato in alcune manifestazioni
post-olimpiche. Non si può vivere infatti soltanto di eventi legati
alla neve; poi gli eventi non sono tutti uguali. Più sono di
nicchia, più selezionano il pubblico.
Un esame che la Fondazione post-olimpica dovrà pur fare
appena insediato il nuovo Consiglio di amministrazione. Altrimenti
si rischia soltanto di sprecare risorse senza ottenere alcun
risultato. Una Fondazione che deve esprimere fantasia e creatività,
ricercando eventi più coinvolgenti sia per i ritorni mediatici, sia
soprattutto per pareggiare i conti della gestione degli impianti.
Solo nell'ultimo anno gli impianti di Pinerolo, Pragelato e Torre
Pellice sono costati 700mila euro.
p.g.t.
A casa i 13 dipendenti del supermercato
Chiude la Sigma di Roletto
I sindacati sperano in un passaggio alla
Coop
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Tra le tante voci di un'imminente chiusura di vari
supermercati nel Pinerolese, tutti colpiti da una sorta di
sindrome da Ipercoop (il grande centro commerciale in fase di
realizzazione alle porte di Pinerolo), giunge purtroppo in
questi giorni una conferma. Ci riferiamo al supermercato della
catena Sigma che ormai da alcuni anni opera all'interno
dell'area commerciale "Prealpina" che si affaccia
sulla ex-Statale 589, all'altezza della rotonda per Roletto. In
tutto sono 13 i lavoratori destinati a perdere il posto di
lavoro quando, il prossimo 29 marzo, l'esercizio chiuderà i
battenti.
I lavoratori della Sigma, a cui la decisione è stata
comunicata il 18 febbraio in modo verbale, chiedono chiarezza e
garanzie sulle procedure di mobilità. «Dal 18 febbraio non
abbiamo più saputo nulla, ci sentiamo abbandonati, vediamo gli
scaffali che con il passare dei giorni si svuotano mentre
l'angoscia tra di noi aumenta».
Il prossimo 20 febbraio dovrebbe tenersi un incontro (già
rinviato più volte) tra il sindacato e la proprietà per
discutere appunto sul futuro dei dipendenti, professionisti
qualificati a quanto pare, visto che a segnalare la loro
situazione al giornale è stata una cliente del supermercato:
«Da tanti anni compro in quel supermercato e il personale mi ha
sempre trattato come una di famiglia, non mi sembra giusto che
vengano trattati in questo modo», ci ha detto. L'auspicio
del sindacato e anche del sindaco di Pinerolo che li ha
ricevuti, è che proprio la Coop possa assorbire i lavoratori
messi in mobilità dalla Sigma. Difficile dire invece se la
decisione sia dovuta all'imminente apertura del grande
ipermercato o ad altri motivi, come ad esempio l'alto costo di
affitto dell'immobile; tra l'altro la Sigma starebbe chiudendo
un altro punto vendita ad Ivrea.
A.M.
Satellite a Usseaux e Pramollo
Banda larga, piccoli Comuni si
attrezzano
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USSEAUX - Anche il piccolo capoluogo di Usseaux adesso è
collegato in banda larga alla rete delle reti. Le opportunità
di connessione veloce a Internet sono passate nelle scorse
settimane da nessuna ad almeno due.
Forse non è delle più veloci, ma una delle opzioni è
fruibile anche dai cittadini con il numero telefonico che
inizia per 83: si tratta di una connessione 640 kbit
ottenuta collegandosi alla centralina Telecom di Fenestrelle
(che attinge alla fibra ottica) grazie al progetto della
Regione contro il digital devide.
Questo collegamento serve anche la biblioteca comunale,
connessa con due personal computer. A questo passo avanti
(almeno rispetto alla vecchia connessione Isdn non a banda
larga) si aggiunge un'altra nuova tecnologia. Il palazzo del
municipio sfoggia da qualche settimana anche un terminale
satellitare bidirezionale, che offre al personale comunale
la possibilità di utilizzare una connessione a due megabit.
Come ad Usseaux la Regione, tramite il Csi, ha fornito un
terminale simile anche al Comune di Pramollo, dove l'Adsl
non arriva.
Il supporto tecnico ai due municipi è stato fornito da
Alpimedia di Perosa, che sta per presentare in Comunità
montana anche un progetto che riguarda la Val Germanasca e
le tecnologie a banda larga su onde radio. Il prossimo
passo: trovare i finanziamenti.
l.p.
Pragelato, da ottobre vivono
allo stato brado
Tre manze in cerca di libertà
Pelo lungo tipo yak e zampe veloci
come cervi
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PRAGELATO - È una storia di corna, vette innevate
e libertà. Erano in tre in mezzo a tutte le altre, ma
sul camion non ci sono salite. Quando è arrivato
ottobre ed è scoccata l'ora di demonticare, lasciarsi
dietro le code l’alpeggio, con l’aria sottile e le
erbe profumate, e tornare in stalla a svernare, tutte in
fila… No. Altro che farsi prendere.
È quasi Pasqua e ancora le tre manze stanno lassù,
fianco a fianco. Un danno, certo, per gli sfortunati
margari di Villardamont, che sopra Pragelato hanno
lasciato un pezzo della loro mandria, con tutti i
grattacapo che ne conseguono. Il fatto è che loro, le
giovenche, hanno proprio eletto domicilio nei prati tra
Allevé e Giarasson. I veterinari dell’Asl ci provano
da allora ad avvicinarsi, almeno abbastanza da sparare i
narcotici. Una faticaccia, ma allo stato brado non si può
proprio lasciarle.
Basterebbe un tiro di due o trecento metri, ma non
c’è verso. Fiutano e scappano. E sì che la libertà
costa cara: temperature proibitive, d’inverno a 2.000
metri con i lupi che popolano i valloni. Si sono
adattate, inselvatichite, il loro manto è diventato più
folto, più simile al pelo degli yak tibetani. Chi le ha
viste le ricorda più veloci dei cervi quando scappano,
anche immerse nella neve, sempre in formazione compatta.
Dietro, una scia che pare uno spartineve. Senza mai
voltarsi, verso la primavera.
Luca Prot |
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eco delle
valli 21.3.08


SECONDA
SETTIMANA
eco del
chisone 12.3.08
Discarica, ecomulte e nuovo metodo di calcolo
fanno lievitare le bollette
Chock rifiuti sui bilanci comunali
Record a Cavour (+50 per cento) – Pinerolo
(+35 per cento) – Ma c'è anche chi è premiato
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È del 23% l'aumento medio per i Comuni della bolletta rifiuti.
È l'effetto non solo dell'emergenza discarica (a cui va addebitato
un 15%), ma anche delle Ecomulte per quei Comuni con alta produzione
di indifferenziato. Inoltre agisce da moltiplicatore, in alcuni
casi, il nuovo metodo di calcolo, voluto dai sindaci e introdotto
dal Conzorzio presieduto da Giuseppino Berti. Ovvero la ripartizione
dei costi del servizio in base all'effettiva quantità di rifiuti
raccolti in ciascuna realtà. Succede così che l'Amministrazione di
Cavour si vede appioppare un più 50% rispetto al 2007, quando il
calcolo veniva fatto per numero di abitanti. Il record in aumento
spetta a Salza di Pinerolo con +59% a causa della preponderante
presenza di case occupate, soprattutto in estate, da non residenti.
Ci sono poi Comuni che invece vengono premiati dal nuovo calcolo, è
il caso di Porte che con il suo 4% si attesta ben al di sotto della
media.
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Obbligatoria la denuncia
Acqua senza bolletta paga la fognatura
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Fognatura: non dappertutto c'è, ma tutti la devono pagare.
Questo è un assioma dell'Ato provinciale dell'acqua che impone ai
gestori di verificare se qualcuno sfugge a questa gabella. Una
tariffa che chiunque sia allacciato all'acquedotto pubblico paga
sulla bolletta in proporzione all'acqua consumata. Anche chi scarica
nelle fosse biologiche, si giustifica l'Ato, deve pagare perché
almeno una volta all'anno le si dovrebbero pulire e chi esegue lo
spurgo deve scaricare le acque reflue nel depuratore del Comune.
Succede invece che qualche casa "sparsa" in collina,
montagna od anche in pianura ancora attinga acqua per l'uso
domestico da proprie fontane e pozzi sfuggendo alle bollette. A
costoro viene ora richiesta un'autodenuncia entro il 31 marzo,
indicando, su appositi moduli prestampati, ritirabili presso gli
uffici dell'Acea, la quantità d'acqua prelevata ed utilizza per uso
domestico nel 2007. Su tale quantità verrà commensurata la tariffa
che dovrà versare per il servizio fognatura.
Appelli che negli anni precedenti sono andati pressoché a vuoto,
anche perché difficili da scovare, ma che l'attuale e più solerte
censimento del Catasto in fatto di abitazioni che hanno perso le
caratteristiche di ruralità potrebbe in qualche modo far emergere.
r. a.
A Pinerolo, Saluzzo o Nichelino stessa
situazione
Volontariato in crisi: un po' ovunque
manca il ricambio generazionale
Se il volontariato si fermasse, molti
settori dell'assistenza alla persona andrebbero in panico
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Anche il volontariato risente della crisi di
"vocazioni". Sembra scemato quell'entusiasmo che
solo un decennio fa aveva gonfiato le fila di eserciti
generosi: associazioni per l'assistenza ad anziani; gruppi per
la promozione dello sport nelle realtà giovanili; per l'aiuto
ospedaliero; oppure per lo sviluppo di attività culturali.
Anche il volontariato è in crisi.
Nel Pinerolese come a Saluzzo o a Nichelino, ovunque si
lamenta la difficoltà nel trovare nuove forze, linfa fresca
per generare idee stimolanti, affrontare inediti percorsi di
solidarietà.
Persino l'Avass, probabilmente l'associazione di
volontariato più "solida", in termini numerici, del
Pinerolese, ha il fiato corto, come spiega la sua stessa
presidente Piera Mossotto: «Abbiamo difficoltà a trovare
il ricambio, e noi non ce la facciamo più, gli impegni sono
diventati davvero tanti». Nata nell'82 con il gruppo in
ospedale, l'accoglienza notturna e poco altro, da anni
l'associazione ha aggiunto i servizi di volontariato al
domicilio, Casa Betania, servizio di trasporto per disabili e
anziani con difficoltà, l'animazione e la presenza amicale
nelle case di riposo.
Impegni tutti posti in convenzione con gli enti
responsabili, pertanto oggetto di veri e propri contratti da
rispettare. 320 i volontari effettivi, un esercito di presenze
amiche, di mani sicure che offrono il proprio sostegno.
«La maggior parte dei volontari - prosegue Mossotto
- è in quella età in cui si ha la necessità di dare
attenzioni e tempo anche ai propri genitori, nel frattempo
divenuti anche loro anziani; ai nipotini venuti al mondo».
Non è dunque facile conciliare il tutto.
«Tante persone vorrebbero diventare volontari, ma
quando capiscono che l'impegno bisogna mantenerlo con
regolarità e continuità, si tirano indietro». Per certi
servizi è necessario garantire una presenza almeno una volta
alla settimana. Molte le donne, la maggior parte, «ma gli
uomini non mancano, e sono molto apprezzati, soprattutto nel
servizio in ospedale, è una presenza che rassicura e
trasmette molta fiducia».
Quelli che mancano davvero nell'Avass sono i giovani: «Qualcuno
è venuto per qualche tempo ma poi lo studio, il lavoro che
inizia, e li perdiamo. Mi dispiace che non si sia riusciti a
penetrare nel cuore dei giovani, ad agganciarli, ci abbiamo
provato però». Pensare che, come dice la presidente
Mossotto, «mettersi a disposizione degli altri, dare
amicizia, è il primo segno di pace».
I giovani vanno in "Croce"
Una delle poche associazizoni che riesce a richiamare i
giovani è la Croce verde. A Pinerolo, presenza storica, che
conta oltre 120 volontari, i giovani fortunatamente fanno
capolino. «Non basterebbero mai con tutti i servizi da
coprire, ma anche per il prossimo corso, che inizierà tra
breve - spiega il direttore dei servizi, Bartolomeo
Chiappero - abbiamo una ventina di iscrizioni». Spesso
entrano in gruppo: «Amici, che coprono anche i turni
insieme». Al momento in Croce verde ci sono 5 squadre
organizzate, «ognuna deve coprire un turno domenicale e
due notti nella stessa settimana», formare un bel gruppo
di amici è anche un modo per rendere meno pesante l'impegno.
Non in tutte le sedi, però, si registra la presenza elevata
di volontariato. In Val Chisone, a Perosa, ad esempio, la
stessa Croce verde ha una pressante esigenza di ingrossare il
gruppo volontario, al momento invece ridotto.
E così in altre sedi del Saluzzese.
E i Volontari Torino 2006?
Sono rimaste le tute e le belle giacche, a testimoniare
l'indimenticabile esperienza. Dei circa 500-600 volontari che
a Pinerolo e nelle Valli si erano messi a disposizione durante
l'evento olimpico Torino 2006, non c'è più traccia. «Si
sono persi - racconta Ferruccio Garis, presidente Pro loco
che durante i Giochi aveva l'incarico di coordinare le forze
-, qualcuno è ancora impegnato nelle manifestazioni
sportive di grande importanza a Torino». Quelli che
invece hanno fatto gruppo e si incontrano periodicamente nella
sede della Pro Pinerolo - l'associazione ha messo loro a
disposizione un locale - sono "i volontari civici",
quelle persone cioè che durante i Giochi non potevano
garantire un servizio continuativo di 8 ore giornaliere per 15
giorni: «Sono una cinquantina di persone, offrono il loro
contributo come servizio d'ordine durante le manifestazioni».
Li abbiamo visti durante la Rassegna dell'artigianato,
nelle giornate di sfilate per il Carnevale, in occasione di
manifestazioni e gare sportive. «Ci incontriamo ogni
mercoledì mattina, chi vuole iscriversi è il benvenuto»,
conclude il presidente Garis.
Sofia D'Agostino
"No-centralina", la
proteste dei borghigiani
Scoppia il caso Pourrieres «La
Cenerentola di Usseaux»
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USSEAUX - Doveva essere solo una verifica sulle
modifiche richieste dalla minoranza consiliare. Invece
l'incontro di domenica 9, sul progetto della centralina
idroelettrica nell'acquedotto, ha fatto esplodere un nuovo
affaire Pourrieres. Ad aspettare sindaco, assessori
e tecnici comunali, un comitato di oltre trenta abitanti
della borgata. Petizione alla mano, hanno ribadito un «no»
senza condizioni.
Per loro i risultati ottenuti dal gruppo di Mirella
Maifreda insieme a cittadini come Oscar Bonnin (una serie
di richieste di fatto accolte dall'Amministrazione) non
bastano. Non importa se l'impianto è stato spostato
lontano dalle case; se è stata promessa attenzione
all'impatto ambientale; se il rumore deve restare
inferiore a quello del rio e se tutta l'acqua turbinata
sarà riversata nella vasca di approvvigionamento.
Molti degli abitanti ancora non si fidano. Lamentano
(come tutti i comitati "nimby", "non
nel mio cortile") una carenza nell'informazione.
Anche se del progetto se ne parla da anni, non solo in
Consiglio comunale.
Sindaco e vice si sono comunque scusati. Sorpresi
perché in genere le centraline nell'acquedotto sono
considerate l'alternativa ambientalmente sostenibile,
mentre i comitati nascono contro le centrali sui torrenti,
spremuti per un guadagno in gran parte privato. In questo
caso per metà rimpinguerebbe le esangui casse comunali.
«Non vogliamo bere acqua turbinata», insistono
i firmatari. Nonostante le rassicurazioni dell'ing. Guido
Gilli, consulente del Comune, su tre vantaggi: «Più
acqua e migliore, grazie a tubi nuovi e più grandi; e i
filtri "uv" che l'Acea potrà mettere, evitando
il cloro».
La popolazione resta preoccupata per la possibilità
che l'acqua centrifugata perda il magnesio e diventi
tiepida (il riscaldamento in realtà sarebbe di pochi
decimi di grado). Inoltre, se lo scopo della centralina è
incassare denaro, abitanti e villeggianti chiedono «che
la maggior parte degli introiti rimanga sul posto, magari
per sistemare la scuoletta». Considerano la
loro «la più trascurata delle cinque borgate».
C'è già chi promette, come Valentina Bò, giovane
architetto originaria di Pourrieres, «una lista alle
prossime elezioni». Il sindaco Adriano Sgarbanti
risponde che è stata ottenuta l'opzione sul nuovo
terreno, come richiesto nello scorso incontro. «Siamo
intenzionati a fare la centralina», ha ribadito,
aggiungendo che le opere per riqualificare il villaggio
alpino sono in corso anche a Pourrieres. «Ben venga la
lista - ha commentato - ma sarebbe bello che
nascesse sulla base di proposte e non sempre di proteste.
La petizione? Ce ne sono state diverse in borgata, una
anche per le campane che non suonavano».
Luca Prot |
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riforma
14.03.08


primA
SETTIMANA
ECO DEL CHISONE 5.03.08
Approvati in Giunta tagli anche sui rifiuti
SESTRIERE ANTICIPA I TEMPI: NIENTE ICI PRIMA
CASA AI RESIDENTI
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SESTRIERE - «Abbiamo abolito l'Ici sulla prima casa». In
epoca di promesse elettorali su scala nazionale, il sindaco di
Sestriere Andrea Colarelli è fra i pochi a poterlo dire con la
determina comunale già in mano. La sua Giunta nei giorni scorsi ha
approvato lo schema di bilancio che mercoledì 19 sarà sottoposto
al Consiglio comunale. E nelle tabelle delle entrate, in fondo ai
conteggi dell’Imposta comunale sugli immobili, il risultato delle
"prime case" è zero.
Tecnicamente l’imposta non può essere abolita. Però può
essere applicata l'aliquota più bassa, il 4 per mille, con una
detrazione «fino a copertura dell’importo dovuto».
Attualmente l’aliquota è al 4,5 con alcune detrazioni.
Per Colarelli, «un gesto d’attenzione verso i residenti,
che avevamo previsto nel programma elettorale». Un taglio alle
entrate che probabilmente sarebbe difficile da realizzare in
qualsiasi altro Comune sui 900 abitanti con un bilancio che non
pareggi a sei milioni di euro. A fare la differenza, le seconde case
e le strutture ricettive e commerciali: se l’incasso totale
previsto dall’Ici è circa due milioni e mezzo di euro, la minore
entrata, dopo l’azzeramento sulle prime case, non arriverà a
centomila. Le pertinenze saranno escluse dall'abolizione.
«A Sestriere è un sacrificio possibile - spiega il
sindaco -. Grazie anche al mercato immobiliare che non molla, a
giudicare da prezzi e richieste. Mi chiedo però come farebbero i
Comuni residenziali a sostenere un'abolizione generalizzata».
La proposta di bilancio prevede anche il taglio della tassa sui
rifiuti di sette punti, per il sindaco frutto della nuova raccolta
differenziata attuata dalla società Acsel con le 26 eco-isole di
quattro cilindri per le utenze domestiche, cui si aggiunge il porta
a porta per quelle commerciali.
«Con questo sistema, che abbiamo fortemente voluto, la
differenziata ha raggiunto quota 45,7 per cento», spiega
Colarelli. Un risultato che consente di abbassare il conferimento in
discarica e di conseguenza i costi del servizio. La Polizia
municipale, però, deve ancora eseguire controlli e multe: «C’è
chi lancia il sacchetto dal finestrino senza fermarsi, e chi lascia
l'immondizia fuori dai contenitori, o non usa il "cip" per
il cilindro dell'indifferenziato. Forse qualcuno pensa di pagare di
meno, ma il sistema che pesa i rifiuti non è ancora in funzione». Sono
comunque allo studio i minimali per non penalizzare i villeggianti.
Luca Prot
Azienda di Nichelino del settore della
meccanica di precisione
Altro fallimento a Nichelino: i 26
senza più lavoro
Tensione davanti ai cancelli per impedire
la fuga dei macchinari
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Un'altra impresa del settore metalmeccanico segna il passo.
La Clz, azienda che produceva particolari meccanici di
precisione è fallita ed il 21 scorso ha portato i libri in
tribunale. I suoi 26 dipendenti devono ora trovare un nuovo
lavoro. Della situazione di crisi dell’azienda se ne è
avuta notizia nel gennaio scorso quando i lavoratori hanno
indetto uno sciopero spontaneo con assemblea permanente
nell’azienda. Prima di allora c’erano state avvisaglie di
crisi, gli stipendi erano stati erogati con ritardo ma poi
comunque pagati. A febbraio invece la situazione è
precipitata fino al fallimento. Ora per quei lavoratori e
quelle famiglie la vita cambia inevitabilmente.
Così si è assistito a un'altra settimana di tensione
davanti ai cancelli dell'azienda in via Nino Bixio. Mercoledì
scorso i 21 dipendenti hanno cercato di impedire l'ingresso ai
fornitori ed al personale dell'Omr, un'azienda cliente che
forte di un'ordinanza del tribunale, era giunta per
riprendersi tutti i materiali di sua proprietà. C'è stato
addirittura bisogno dell'intervento dei carabinieri per
evitare che la contrapposizione degenerasse.
«Siamo di fronte a una situazione assurda che purtroppo
continua a ripetersi- ha commentato Giovanni Giacobino,
rappresentante della Fim -. Come sempre alle aziende si
consente in 48 ore di riappropriarsi dei propri beni, mentre
gli operai devono aspettare 6 mesi senza stipendio per
ottenere gli ammortizzatori sociali». I dipendenti hanno
ottenuto solo un acconto sugli stipendi arretrati e si parla
di un buco nel bilancio di circa un milione di euro. Mercoledì
le delegazioni sindacali hanno cercato invano di raggiungere
un accordo. Inizialmente hanno chiesto ai rappresentanti dell'Omr
di aspettare la nomina del curatore fallimentare e poi hanno
lanciato una proposta: saldare gli stipendi arretrati in
cambio dell'apertura pacifica dei cancelli. Nonostante le tre
pattuglie della Tenenza di Nichelino non c'è stato niente da
fare e alla fine l'ufficiale giudiziario ha ordinato di
entrare.
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Le domande entro il 7 aprile
Come si può accedere agli assegni di
studio
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Entro il 7 aprile le famiglie che hanno un reddito Isee
inferiore ai 29mila euro possono inoltrare la domanda per
ottenere gli assegni di studio previsti dalla Regione Piemonte
per finanziare trasporti, acquisti di libri di testo e attività
integrative previste dai Piani dell'offerta formativa
predisposti dai vari istituti.
Il rimborso raggiungerà il 100% per i redditi fino a 24mila
euro; il 75% per quelli fino a 26mila euro e il 50% per quelli
che raggiungono i 29mila euro.
Il tetto massimo previsto è di 200 euro per la scuola
primaria, 300 euro per la secondaria di primo grado e 500 euro
per la secondaria di secondo grado e per i corsi di formazione
professionale.
«Si tratta di un forte investimento che la Regione fa per
sostenere il diritto allo studio e le famiglie che hanno redditi
medio-bassi» spiega Gian Piero Clement, capogruppo
regionale del Prc.
Tutte le spese, documentabili, devono essere relative
all'anno scolastico 2007-2008.
Non rientrano tra le spese rimborsabili quelle relative alla
mensa, ai viaggi di istruzione, al pre e post scuola, ai sussidi
e ai materiali didattici. Naturalmente le domande inoltrate,
considerate a tutti gli effetti delle autocertificazioni, sono
soggette a controlli a campione (Dpr 445/2000). Ulteriori
informazioni sul sito: www.regione.piemonte.it/istruz/dirstu/index.htm
t. r.
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Perosa, al via il tesseramento
Un Centro aperto a tutto il territorio
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PEROSA - Il Centro aperto per anziani è una struttura
consolidata negli anni ed ha una intensa attività assistenziale
che contribuisce alla vita attiva del territorio e dà grande
senso di impegno della attività parrocchiale perosina.
L’Associazione che gestisce questa residenza ha molti soci
sostenitori che, con il pagamento della quota annuale (11 euro),
danno un sostegno economico. Il tesseramento per l’anno 2008
è aperto.
Come ricorda il direttore del Centro aperto, Danilo Galliano,
«la struttura ha la possibilità di ospitare 63 persone
parzialmente o totalmente autosufficienti. Grazie ad un notevole
investimento di denaro, alle quote sociali degli associati e
alla convenzione con l'Asl, il Centro può ospitare anche 10-15
persone in condizioni di non autosufficienza».
Una seconda attività dell'associazione del Centro aperto
anziani è la fornitura di pasti a domicilio in collaborazione
con la Comunità montana. Nel 2007 la media è stata di 10-15
pasti giornalieri a domicilio; esiste pure la possibilità di
usufruire dei pasti nella struttura.
Il Centro aperto occupa attualmente 27 dipendenti, 6
operatori di cooperativa esterna, diverse collaborazioni con
liberi professionisti, oltre una distribuzione locale di risorse
attraverso acquisti di parte degli alimenti necessari e di
materiale vario. Senza dimenticare il prezioso lavoro dei
volontari: tutto il Consiglio di amministrazione, due addetti
alla segreteria quattro in aiuto lavanderia e stireria, due
addetti alla manutenzione e sei in aiuto all’assistenza e
animazione. Chiunque abbia disponibilà di tempo e voglia, le
porte del Centro sono aperte.
Ricardo Lussana
Perosa
Luca Mercalli apre il ciclo
"Noi nelle Alpi"
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PEROSA - Sarà Luca
Mercalli, venerdì 7, ad aprire il ciclo di incontri
"Noi nelle Alpi-Esperienze di futuro per le
valli", promosso dalle associazioni Le Ciaspole,
Mountain Wilderness, Cai Pinerolo e Legambiente.
Appuntamento alle 21 a Perosa presso il salone del cinema
Piemont. Il noto climatologo affronterà la conversazione
"Le mucche non mangiano cemento". Presenta
Federico Magrì. Gli incontri, accomunati da un'idea di
sviluppo sostenibile, proseguiranno dal 14 marzo al 18
aprile.
Il ciclo d’incontri è un percorso di discussione
collettiva per raccogliere pensieri e speranze delle
persone e sottoporle a chi deve prendere le decisioni
politiche ed economiche. Saranno affrontate, tra le altre,
questioni come il "turismo responsabile", la
viabilità alpina e la partecipazione attiva dei montanari.
RIFORMA
7.03.08



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