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rassegna stampa ,audio e video- Manifattura

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avviso: l'archivio contenuto in questa pagina dal 2005 fino a maggio 2009 aveva molti indirizzi dei files errati, sono stati ripristinati, mi scuso con chi non avesse potuto vedere questi materiali e invito chi trovasse errori di segnalarli per poter riordinare il sito-  scrivere a postmaster@alpcub.com


 

Mi vo in filanda, mi vo in filanda,
Ma tutt el di me pias cantà,
L'è la mia mamma che la me manda,
L'è el gran bisogn de guadagnà.
Se l'aria bona dent la manca,
mi fa nagott anca patì.
Me prem ciapalla una quai palanca,
Gho i mè vegitt da mantegnì.

 

Sorge il sole e canta il gallo

in filanda comincia il ballo:

metà dentro a lavorare

le altre fuori a protestare.

 

La Newcocot trarallallero:

'vi metto in cassa a ore zero'.

Dal presidio risponde un coro:

'invece noi divideremo il lavoro'.

 

Vogliamo i contratti di solidarietà

così a casa nessuno ci sta

e chi ha fretta di firmare

lo manderemo davvero a cagare.

 

Sorge il sole e canta il gallo

il presidio è sempre più arzillo,

tutte le fabbriche ne facciano uno

per non lasciare a piedi nessuno.

 

Se il traguardo oggi è la pensione

quel che vogliam è rivoluzione (un vero padrone)

e se uniti noi sarem

avrem la forza e vincerem.

audio

http://www.alpcub.com/1maggio2009.mp3

 

 

 

giro foto         la stampa pdf   l'unità pdf

 

video giro 2009 villar perosa scarica

 

il presidio di Perosa


audioTessili in lutto. Con V. Fedeli, M. Revelli, M. Brezzo, F. Dall’Orzo, T. Bellanova

M. Revelli, sociologo; M. Brezzo, Filctem Prato; F. Dall’Orzo, Radio Città Futura Bari; T. Bellanova, parlamentare; V. Fedeli, Filctem
Elleradio 10/10/2011 - ( 31,52 MB)


news 

http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/05/14/news/wrapbook_fodere_attorno_ai_libri_per_rilanciare_le_donne_pinerolesi-58740338/

Wrapbook, fodere attorno ai libri
per rilanciare le donne pinerolesi

Da Perosa Argentina al Salone del libro, il progetto di un'associazione che mira a dare un impiego a un gruppo di ex operaie tessili facendo loro cucire delle copertine in stoffa per testi scolastici e romanzi

http://video.repubblica.it/edizione/torino/fodere-attorno-ai-libri-per-rilanciare-le-donne-pinerolesi/127956?video

 

 


 

eco 12.121.12

riforma 26ott2012-lettera

quindici posti offerti dal club Med

 

19set2012

 

12sett2012

 

 

29ago2012

 

 

 

 

 

11lug2012

 

 

4lug2012

 

20giu2012

 

15giu2012

 

 

 

 

30mag2012

 

23mag2012

 

 

 


 

New Co.Cot, domani l'incontro col prefetto

Mer, 02/05/2012 - 14:50

Le maestranze della New Co.Cot di Perosa annunciano che è stato fissato per domani alle 17 l'incontro con il prefetto di Torino, rappresentante del governo nazionale nel capoluogo della nostra Provincia.

 

La proposta di richiedere un incontro al prefetto, «per alzare il livello della protesta, in modo conseguente alla gravità della situazione» era stata avanzata ieri al presidente della Comunità montana Andrea Coucourde da Enrico Lanza, sindacalista dell'Alp che sin dalla sera di lunedì 30 coordina la protesta delle lavoratrici del cotonificio perosino.

 

Un'assemblea pubblica presso il presidio occupato (sede di Perosa Argentina della Comunità montana, in via Roma 22) è stata annunciata per stasera ale 20,30.

 

 


Questo è il servizio andato in onda ieri al TG3 Piemonte

 

1° maggio in val Chisone

La battaglia per il lavoro

Davide Rosso- riforma.it

«Un primo maggio in cui abbiamo poco da festeggiare. Un 1° maggio semmai di lotta per i diritti e per il lavoro in una realtà, quella delle Valli e della val Chisone in particolare, in cui le fabbriche chiudono e la disoccupazione cresce». Si potrebbero riassumere in questo modo gli interventi degli oratori della manifestazione del 1° maggio a Villar Perosa. La sensazione, sentendo le parole del presidente della Comunità montana Andrea Coucourde, del sindaco di Villar Perosa, Claudio Costantino e della sindacalista Rossella Ribet, era non solo di vivere in un contesto di difficoltà ma di essere su un territorio che sta pagando molto alla crisi e che ha bisogno di «lottare per salvaguardare il lavoro e poter guardare con speranza al futuro».

Risalendo la valle poi la crisi e le difficoltà dei lavoratori si materializzavano a Prerosa nella sala del Consiglio della Comunità montana occupata dalle lavoratrici della Newcocot da lunedì 30 aprile.

Un’occupazione pacifica avvenuta dopo un incontro pubblico in cui per l’ennesima volta sono state ribadite le problematiche dello stabilimento produttivo dell’azienda di filati perosina e soprattutto delle più di 180 lavoratrici in cassa e ormai da troppo tempo lasciate in sospeso rispetto al loro futuro così come in sospeso è il futuro di diverse altre realtà produttive della valle.

Dopo una nottata di occupazione la giornata del 1° maggio, per le circa 50 persone che occupavano la sala della Comunità montana, è stata «una giornata di visite», di incontri e di confronto. Diversi i giornalisti che sono passati per raccogliere informazioni sull’iniziativa. Alla Comunità montana in via Roma a Perosa, sono passati soprattutto, in mattinata, il sindaco di Pomaretto, Danilo Breusa, e il presidente della Comunità montana del Pinerolese Andrea Coucourde, e poi nel pomeriggio il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero.

Intenso l’incontro con i due rappresentanti delle istituzioni locali che hanno dato la loro solidarietà alle lavoratrici dichiarandosi in accordo con la loro richiesta di lavoro e di programmazione. «Non posso però essere d’accordo con l’occupazione di una struttura pubblica – ha detto Andrea Coucourde – anche se parimenti non posso non condividere le preoccupazioni delle lavoratrici per il futuro che non può che essere anche un problema delle istituzioni locali. Non è che fino a ora come enti non abbiamo fatto nulla. Sono stati attivati tavoli e colloqui sulla questione, il problema è che non siamo riusciti a incidere sulla situazione».

Anche il sindaco Breusa ha insistito sul fatto che non si è riusciti «a incidere» sottolineando come iniziative come quella portata avanti a Perosa il 1° maggio oltre che dare visibilità alla questione «lavoro in valle» può anche essere un aiuto in termini di sostegno per gli amministratori nella loro «cercare di fare». «Certo – ha concluso Breusa – la crisi è generale ma occorre che si sappia che in val Chisone è particolarmente grave. Perdere 200 posti di lavoro a Perosa equivale a perderne 2000 a Torino. I negozi chiudono, le attività artigianali faticano ad andare avanti ecc. Dobbiamo fare programmazione, ma anche qui come enti locali ci si confronta con i tagli e con la quantità di tempo che dobbiamo investire per risolvere i problemi che da questi tagli arrivano: tempo che viene sottratto inevitabilmente alla programmazione».

Per parte loro le lavoratrici e Enrico Lanza del sindacato Alp-cub (unico presente all’occupazione perosina anche se, come hanno sottolineato le lavoratrici, «non è questione di sindacato») hanno ribadito la necessità di porre al centro dell’attenzione il problema delle fabbriche della val Chisone. «L’elenco di quelle in difficoltà o in via di chiusura potrebbe essere lungo. Servono per la Newcocot o per la Stabilus, per fare solo due esempi, soluzioni alternative a quelle proposte che sono andate a monte».

Già, ma cosa fare in termini pratici? La proposta emersa è stata quella da parte del presidente Coucourde di convocare in tempi strettissimi un’assemblea dei sindaci delle valli, dei sindacati, delle forze sociali, di chi vive sul territorio con l’obiettivo di organizzare una grande manifestazione per il lavoro. Proposta accettata dagli occupanti che con Lanza hanno anche invitato Coucourde e Breusa a chiedere un incontro con il Prefetto di Torino per poter dire anche a lui le preoccupazioni per un territorio, quello della val Chisone, sempre più deindustrializzato e in crisi lavorativa. La parola d’ordine condivisa hanno concluso i rappresentanti degli enti pubblici e dei lavoratori è: «bisogna far tornare il lavoro altrimenti per la valle sarà la fine». O, se si preferisce, è quella detta da una delle lavoratrici della Newcocot: «per uccidere una persona, (e per estensione una valle, diremmo noi) non occorre arrivare a togliergli la vita, basta levargli il lavoro».

( 1 maggio 2012)

 


 

1 maggio 2012 a Villar Perosa

 

audio

http://www.alpcub.com/1maggio2012villar.mp3

 parlano il sindaco di Villar Perosa Costantino, il presidente della 

Comunità Montana Coucourde e Rossella Ribet di Apcub.

Seguono, di nuovo il sindaco e Laura Zoggia sindaco di Porte, non registrati.

 


OCCUPAZIONE COMUNITA' MONTANA PEROSA

 

vedi Rbe.it

Circa 50 persone continuano l’occupazione della sede della Comunità montana in Via Roma a Perosa. Insieme alle maestranze 

della New Cocot di Perosa ci sono pensionati e altri lavoratori e lavoratrici, oltre che i sindacalisti dell’Alp.

 

 

 

Hanno scelto la giornata dei lavoratori per raccontare del lavoro che non c’è in Val Chisone, 

della cassa integrazione che finirà a luglio e delle prospettive nulle per il futuro. Solo alla New Cocot 

sono 186 le persone che rimaranno senza lavoro se non ci sarà un cambiamento. E la Val Chisone

 purtroppo ha nella memoria recente una lunga lista di fabbriche che hanno chiuso.

Eppure le strategie ci sarebbero, se si cominciasse seriamente a parlare di riconversione e se ci fosse 

una strategia da parte della politica locale e regionale.

Chiedono un cambiamento e per questo, dopo l’assemblea pubblica del 30 aprile hanno

 deciso di restare nella sede dell Comunità Montana per lanciare un segnale: se non si cambia, la valle muore.

Nel pomeriggio il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, ha fatto visita agli occupanti 

e si è intrattenuto a lungo a parlare con loro

 

http://rbe.it/news/2012/05/01/occupata-la-sede-della-comunita-montana-a-perosa-se-non-si-cambia-la-valle-non-ha-futuro/

 

 

Prosegue nella sede della Comunità montana a Perosa l'occupazione da parte delle maestranze della New Co.Cot e di altre aziende del territorio.

Nel corso della mattinata una lavoratrice della Tekfor ha tenuto l'orazione ufficiale nella corso della celebrazione del 1º maggio a Villar Perosa.

 «Non possiamo dire né festa né lavoro - ha detto - né tantomeno festa delle lavoratrici e dei lavoratori». Poi ha elencato i numerosi problemi

 legati a tutte le industrie della valle.

 

Il presidente della Comunità montana Andrea Coucourde nella tarda mattinata ha raggiunto gli occupanti e ha preso parte al loro dibattito,

 accettando la proposta del sindacalista Enrico Lanza dell'Alp - l'unico sindacato presente - di riunire i sindaci e richiedere un incontro al prefetto 

già nella giornata di domani.

 

Ancora non è stato deciso quando concluderanno l'occupazione. Ma le maestranze hanno già comunicato l'intenzione di ricreare un presidio e 

organizzare altre iniziative.

 

9mag2012

 

Perosa: maestranza New Co.Cot occupano la Comunità montana

Mar, 01/05/2012 - 00:02

Una cinquantina di dipendenti della ex manifattura di Perosa hanno occupato la sede della Comunità montana a seguito di un incontro in programma

 stasera per parlare dell'imminente liquidazione della New Co.Cot.

Le maestranze hanno fatto sapere che hanno intenzione di presidiare l'edificio per tutta la notte. Per loro la cassa integrazione scadrà a luglio e il timore

 dei sindacati è che non venga rinnovata, vista la messa in liquidazione della società. Sono circa 180 i dipendenti, per lo più donne, che stanno rischiando

 di perdere il posto di lavoro.


s.pe.

 

 

 


Che cosa è Newlife™ : - NewLife by Miroglio- pdf -----------------filati dalle bottiglie di plastica

 

 

 

Perosa: incontro Porchietto-maestranze New Co.Cot

Ven, 02/03/2012 - 15:52

Si è appena concluso nella sala consigliare del Comune di Perosa Argentina un incontro tra gli Assessori Regionale e Provinciale alle attività produttive Claudia Porchietto e Ida Vana e le lavoratrici della New Co.Cot.

Erano presenti anche i sindaci di Perosa Renzo Furlan e di Pomaretto Danilo Breusa e i principali sindacalisti: Enrico Lanza per l'Alp, Enrico Tron per la Cisl e Giuseppe Graziano per la Uil. Ha partecipato all'incontro anche il direttore generale della manifattura Bonino.

«Non ci aspettavamo la presenza delle lavoratrici - commenta Claudia Porchietto - ma questo incontro sarà utile a fare il punto sulla situazione. La Regione ha valutato numerose possibilità ma gli imprenditori non vogliono investire su Perosa, occorre cambiare strategia lavorando insieme». Regione, Provincia e sindacati hanno quindi iniziato ad avanzare alcune nuove proposte che comprendano anche la riqualificazione delle operaie. (eco del chisone.it)

 

15feb2012

 

15feb2011


 

9.02.012

Alle lavoratrici e ai lavoratori NEW COCOT

e p.c. Prof.Renzo Furlan Sindaco di Perosa Argentina

e p.c. Dott.ssa Claudia Porchietto Ass. Regione Piemonte

 

In questi giorni abbiamo ricevuto due lettere in merito alla situazione New Cocot.

La prima dal Sindaco di Perosa Furlan, molto preoccupato, che dice che non si è fatto abbastanza per convincere Albini e ce lo siamo fatto scappare.

La seconda dalla Dott.ssa Porchietto della Regione che risponde al Sindaco di Perosa, anche un po' seccata, che è stato fatto tutto quello che si poteva.

Crediamo che si possa sempre fare di più e meglio. In particolare, mi riferisco alle iniziative e alle lotte che come sindacati e come lavoratrici e lavoratori, avremmo dovuto fare in maggior numero e con  più incisivita.

In realtà, dopo il presidio di aprile 2010 davanti allo stabilimento, dopo che eravamo riusciti a  bloccare le zero ore che qualcuno era anche intenzionato a sottoscrivere, ben poco abbiamo fatto. Abbiamo fatto perchè le iniziative di lotta toccava a noi pensarle, proporle, organizzarle e, se possibile, farle riuscire. Il Primo Maggio a Perosa per qualche anno è poca cosa rispetto alla gravità della situazione.

Ricordiamo che, ogni qualvolta nelle assemblee, le operaie dell'ALP proponevano qualche iniziativa di lotta, quasi sempre venivano ignorate se non sbeffeggiate.

In questi anni, la fabbrica è andata avanti grazie ad un comportamento delle operaie sicuramente eccessivo nell'accettare condizioni di lavoro, ambientali e di sicurezza. Quando la situazione è precipitata, alla proposta dell'ALP di presidiare i macchinari, unico valore per la continuità produttiva, ci è stato risposto che non erano nostri e che nessuno voleva rischiare.

Alla proposta di Albini di acquisto e con un terzo di personale, abbiamo posto un solo vincolo: nessuna tombale. Sappiamo che si vocifera che siamo stati troppo rigidi....

Ora sono mesi che la fabbrica è ferma e un nuovo Curatore deciderà se proporre il concordato o il fallimento.

Pensiamo con convinzione che chi ha mancato in tutta questa vicenda sia la “classe imprenditrice” e tutti i parassiti che  ci hanno “girato attorno”, speculando sulla pelle di chi continuava a lavorare e rubando, loro sì, il futuro ai giovani e al nostro territorio.

Una parte di imprenditori, in questa fase di crisi e di cambiamenti, è capace solo di approfittare, di chiedere soldi per poter fare qualche palazzo, ponendo il ricatto: se non c'è niente vado da un'altra parte.

Manca una guida da parte dello Stato e della “politica” su cosa fare dopo questa crisi.

I sindacati divisi e molte volte subalterni non sono più un riferimento per molti lavoratori, ma alcune volte lo sono per le imprese.

In questa situazione, dal punto di vista produttivo ci sembra impossibile trovare qualcuno che si prenda la “responsabilità” di recuperare la fabbrica. Il nostro errore e il ritardo, è non aver insistito in questi anni nel fare intervenire le Istituzioni, e altre realtà (es Acea) per rendere gli stabilimenti almeno agibili, se non “appetibili”, con interventi sul risparmio energetico  e la sicurezza.

L'unico esempio, per la situazione New Cocot,  al quale guardare oggi con interesse ci sembra essere il progetto Miroglio/Refil sollecitato dall'ACEA di Pinerolo e che produce un filato dal recupero delle bottiglie di plastica. Questo progetto è tutto realizzato in Piemonte e pensiamo sarebbe utile che la Regione lo tenesse presente.

Sindacalmente, oltre a richiedere il mantenimento degli strumenti di sostegno al reddito (cassa integrazione), dobbiamo iniziare a pensare e a praticare la redistribuzione del lavoro esistente a partire dai contratti di solidarietà.

Direttivo ALP/Cub – RSU ALP/Cub New Cocot  

 

8feb2012

 

 

1feb2012


31ago2011



12 mesi di cassa integrazione


Sembra proprio che la storia della ex-Manifattura di Perosa sia arrivata al suo ultimo atto. Lunedì a Roma, presso il ministero, è stata firmata alla presenza dei sindacati la concessione della cassa integrazione per i prossimi 12 mesi, mentre preseguirà l'iter del concordato preventivo per il fallimento della New Co.Cot, l'ultima società che aveva preso in affitto la fabbrica.
Come molti ricorderanno, nei primi giorni di agosto l'imprenditore Albini aveva comunicato di aver rinunciato all'acquisto della società, chiudendo di fatto il tavolo aperto con la Regione che stava tentando di favorire l'operazione. L'assessore regionale Porchietto, in un incontro successivo con sindacati e Rsu, aveva dichiarato che sarebbero stati portati avanti altri tentativi, ma risulta davvero difficile intravvedere un futuro per la Manifattura. Ora i dipendenti dovranno chiedere di entrare nel concordato fallimentare per ottenere il pagamento delle pendenze. Su questi e altri temi martedì si è svolta un'assemblea in fabbrica.

agosto- pdf eco del chisone

 

 

 

eco delchisone 27 luglio 2011

 

 

 

22giu2011

15giu2011

11 magg2011

 


 

riforma 29 aprile 2011

 


 

 

27apr2011

20apr2011 -eco


verso il 1°maggio a Perosa

audio radio 3 rai- 18 aprile 2011:  (Fahreneit)trasmissioni sul lavoro

1: Aris Accornero parla delle lotte e storie di vita  delle operaie del cotonificio Valle Susa del 1960-61 /11 fabbriche fra cui Perosa (spezzone audio registrato in diretta- in attesa di caricare nel sito dal podcast rai)-mp3

per scaricare http://www.alpcub.com/lottecvs60-61_accornero_18aprile2011_spezzone_radio3rai.mp3

2: Antonio Sciotto  (autore di 'Sempre più blu-operai nell'Italia della grande crisi  )ed Erri de Luca parlano della classe operaia ieri e oggi  15'- mp3 ( avviso:  precedono 13 minuti  di conversazione col poeta dialettale Villalta)

 per scaricare http://www.alpcub.com/sciotto_de-luca_radio3rai_18aprile2011.mp3

 


13apr2011

Dati sulla struttura del gruppo Albini al 31 marzo2011-pdf (a  cura Femca/Cisl-Pinerolo)

[Albini era il principale cliente (80%) del filato di Perosa]

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8 aprile

New Cocot: Non si riesce a trovare un imprenditore che sia interessato allo stabilimento di Perosa nemmeno a fronte di consistenti impegni della Fin Piemonte. Come dire, non si trova un padrone nemmeno a pagarlo....ALP/Cub ribadisce che in ogni caso la cosa importante è non spaccare le persone, ma tenerle tutte insieme chiedendo la cassa integrazione per tutti. Se arriva del lavoro dividerlo il più possibile fra tutti e pensare ad altre iniziative produttive

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locandina 675: Abbiamo un territorio che si impoverisce sempre più. Non ci sono iniziative produttive innovative. Le aziende chiedono e ricattano: se le istituzioni pubbliche non tirano fuori soldi o possibilità di farne ( speculazioni immobiliari) minacciano di andarsene via, o addirittura nessuno è interessato anche quando dalla Regione vengono offerte cifre importanti come alla New Cocot. Non siamo stati in grado di intervenire sul territorio e ora alla prima pioggia si bloccano le strade come a Prali mandando in fumo una stagione che poteva essere importante.

L'unico settore che è in crescita è quello delle armi che ovviamente producono molti profitti ma poi producono guerre. Vendiamo armi alla Libia poi la bombardiamo e ci da fastidio se poi arrivano persone che scappano dalla guerra. Non sappiamo più reagire, lo facciamo al massimo per noi o per la "nostra famiglia".

Sabato alla manifestazione contro la guerra eravamo poche centinaia e il 15 aprile ci sarà lo sciopero generale indetto dalla Cub ma non vedo molta attenzione. Gli argomenti per fare lo sciopero sono tanti e la Cub li sta sostenendo: dal salario alla precarietà ai dirittti per tutti immigrati compresi. Ma tante dichiarazioni di scioperi generali, USB, CUB e il 6 maggio la Cgil rischiano di non avere efficacia e di confondere quei lavoratori ancora disponibili a spendersi e lottare.

Nella nostra assemblea generale, che decideremo in questi giorni, dovremmo affrontare questo problema e magari inviare un documento a Tiboni della Cub e Leonardi dell'Usb le nostre perplessità.

Per il 15 di aprile lo sciopero è stato dichiarato e quindi "TUTTI" possono farlo. Pensiamo di non dichiararlo alla New Cocot in quanto hanno già fatto due giornate di sciopero.

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6apr2011

 

 

 

il 2 aprile - in seguito allo sciopero dell'1 - c'è stato un incontro col responsabile della Finanziaria della Regione (dott.Seira):

fissato per martedì 5 aprile al mattino l'incontro col curatore fallimentare e con la sig.ra Porchietto (Regione)

ore 16.30 assemblea in Newco.cot Perosa

La Regione e il curatore fallimentare fanno ponti d'oro - Albini si impegna a dare un po' di lavoro per due anni ( si parla di 15mila fusi al reparto Ring), cioè  a poche persone- si attiverà nuova cassa integrazione; bisogna battersi per la rotazione; in questo periodo la Porchietto cercherà nuovi sbocchi in produzioni alternative (ad esempio di fibre ottiche)- cercasi sempre imprenditore per gestire l'azienda...

2011

riforma 2011

 

foto sciopero 8 ore e manifestazione Perosa 1 aprile 2011

foto- Studio Massimo Bosco -Via Gùtermann 3 Perosa Argentina (ai Pioppi vicino Autoscuola Solferino).

 

 

 

 

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Sciopero 8  ore 23 marzo 2011 e presidio con incontro alla Regione Piemonte

articolo eco del chisone 23 marzo2011 pdf

foto- Studio Massimo Bosco

 

la scritta parzialmente coperta da una bandiera CGIL dice:< nessun compromesso, salvi 190 >

news

aggiornamento al 30 marzo

Nell'assemblea del 18 marzo ALP/Cub propone una giornata di sciopero che viene votata e approvata da tutti per Martedi 22 in occasione dell'incontro in Regione. 

Oltre 130 operaie e operai hanno partecipato al presidio in Via Alfieri mentre si svolgeva l'incontro dove si è deciso: 1. di riproporre ad ALBINI -che non è interessato ad acquistare lo stabilimento - di continuare a dare il lavoro a Perosa ; 2. fare intervenire un Fondo per coprire i finanziamenti sull'immobile e investimenti. 

Albini si è riservato di dare una risposta ma le probabilità sembrano molto scarse.

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------- incontro brevissimo il 29 marzo  a Milano, col liquidatore, di Rsu,CGIL,CISL,UIL,AlpCub > Rinviato al 20 aprile 

> Assemblea il 30 a Perosa, presenti i sindaci di Perosa e Pomaretto : 

votato lo sciopero di  8 ore per venerdì 1 aprile, appuntamento alle 10 davanti alla New co. cot

30mar2011

 

 30mar2011

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23mar2011

Martedì 23 marzo ci sarà una manifestazione in Regione per la New Cocot vista la situazione tragica. In assemblea la proposta dell'ALP/Cub di 8 ore di sciopero è passata e votata all'unanimità.

Ci saranno dei pullmans che partiranno alle ore 12 da Perosa- Piazza terzo Alpini con fermate a Villar (SKF) e Pinerolo Lidl- Euroball. Chi può venire si faccia sentire


loc. alp 673-New Cocot: Salta la trattativa con Albini e torna il rischio fallimento.

ASSEMBLEA UNICA VENERDI' 18 MARZO ORE 13,30. Occorre reagire.SE NON ORA QUANDO?

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alpcub-cronologia recente:

17/12/2010 nell'incontro tenutosi all'unione industriali viene illustrata la grave situazione aziendale: la società ha perso tutto il capitale, quindi il CDA si incontrerà di nuovo il 23/12 per ulteriore piano di salvataggio dove decideranno se ricapitalizzare o  chiudere. Firmata richiesta per ulteriore mese di cassa in deroga.

 

23/12/2010 il CDA decide nuovamente di prendere tempo spostando la riunione al 10/01/11.

 

10/01/2011 il Cda decide di mettere l'azienda in liquidazione,ora la situazione è in mano al liquidatore dott. La Croce.

 

15/02/2011 riunione a Cologno Monzese con liquidatore e le RSU di tutti gli stabilimenti del gruppo.Il liquidatore illustra le sue decisioni:continuare la produzione visto il portafogli ordini e per mantenere occupazione,   la prospettiva è  pilotare aziende verso concordato preventivo,ci sono contatti con imprenditori per l'affitto del ramo di azienda finalizzato all'acquisto.  Per Perosa si sta lavorando con un imprenditore per approfondire la conoscenza della situazione. Il curatore si auspica di trovare la soluzione entro la metà di marzo perché bisogna negoziare in tempi brevi. Se non ci saranno novità importanti la prossima riunione a Cologno Monzese è fissata per il 22/03/11.

L'incontro con il liquidatore lascia aperta qualche possibilità di continuità produttiva. Si riparla però di eccedenti : noi pensiamo invece che non sia così costoso continuare con la rotazione. Le istituzioni possono favorire l'arrivo di qualche imprenditore sostenendo un piano di risanamento dello stabilimento. Non dimentichiamo le condizioni e i carichi di lavoro: ci sono limiti che non si possono superare.

 

Mercoledì 23/02/11 si è tenuta un'assemblea a turni riuniti per illustrare la situazione alle maestranze

(da aggiornare)

 

 

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eco del chisone  3 marzo 2011

  vedi pdf sull'assemblea del 23 febbraio

23 feb2011

9feb2011

 

26gen2011

 

 

19gen2011

 

12gen2011

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riforma

 

 

 

5gen2011

vedi articolo eco del chisone  19.01.2011 - 1 pdf

vedi articolo eco del chisone 19.1.2011 - 2 - pdf

>>>New Cocot: L'azienda è in liquidazione e il liquidatore dovrà decidere se ci sono le condizioni per continuare l'attività oppure chiudere la vicenda con i libri in tribunale. Al momento sembra sia intenzionato a mantenere l'attività.Ci sarà una nuova richiesta di cassa integrazione che dovrà essere con rotazione.Sarà necessario intervenire con un progetto sullo stabilimento e su questo progetto chiedere gli interventi delle istituzioni.(locandina alpcub 17 gen)

 news

Il consiglio di amministrazione della NewCocot  il 10 gennaio ha messo in liquidazione la filatura di cotone di Perosa  (190 addetti) e altri stabilimenti del gruppo. Nominato un curatore che verificherà i conti e deciderà se assumere la gestione dell'azienda. Il comunicato ufficiale Newcocot non è ancora stato emesso.

Ascolta le interviste a  Enrico Tron CISL  , al sindaco di Perosa Renzo Furlan, e a Enrico Lanza dell'alpcub - da Radio Beckwith l'11-12 -14 gennaio.

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Manifattura in liquidazione

Perosa, commissariata la New Co.Cot

PEROSA - La New Co.Cot, società che gestisce la Manifattura di Perosa, è stata messa in liquidazione. La decisione sarebbe stata presa lunedì 10 dal Consiglio di amministrazione.
Lunedì in mattinata il commissario Giovanni Croce, milanese, ha sciolto le riserve: per ora la fabbrica non dovrebbe chiudere, ma l'attività sarebbe destinata a proseguire, anche grazie alle commesse che potrebbero proseguire da parte del principale committente della filatura.
Questo è quanto appreso, in modo non ufficiale, anche dal sindaco di Perosa Renzo Furlan, che ha convocato per martedì pomeriggio un Consiglio comunale informale per avvertire gli amministratori perosini. Sono 190 i dipendenti che rischiano il posto. (approfondimenti nell'edizione in edicola)
Luca Prot- eco del chisone.it  12.1.2011

 

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Manifattura in liquidazione

Perosa, commissariata la New Co.Cot

PEROSA - La New Co.Cot, società che gestisce la Manifattura di Perosa, è stata messa in liquidazione. La decisione sarebbe stata presa lunedì 10 dal Consiglio di amministrazione.
Lunedì in mattinata il commissario Giovanni Croce, milanese, ha sciolto le riserve: per ora la fabbrica non dovrebbe chiudere, ma l'attività sarebbe destinata a proseguire, anche grazie alle commesse che potrebbero proseguire da parte del principale committente della filatura.
Questo è quanto appreso, in modo non ufficiale, anche dal sindaco di Perosa Renzo Furlan, che ha convocato per martedì pomeriggio un Consiglio comunale informale per avvertire gli amministratori perosini. Sono 190 i dipendenti che rischiano il posto. (approfondimenti nell'edizione in edicola)
Luca Prot- eco del chisone.it  12.1.2011

 

 


 

TerraTerra
L'imbroglio del cotone
Paola Desai
Tra un paio di giorni la Commissione europea presenterà la sua proposta di riforma della «politica agricola comune», il sistema di sovvenzioni che regge l'intera produzione agricola e alimentare dell'Unione: possiamo scommettere su settimane di accanite discussioni su quote, rimborsi, agevolazioni, incentivi a piantare questo o estirpare quello. Ciò di cui meno si parla però è l'effetto perverso delle sovvenzioni agricole europee sui paesi «in via di sviluppo» le cui economie si basano sull'export di derrate agricole. Il cotone è un esempio. La fibra tessile non è tra le colture agricole più rilevanti qui ma un po' se ne coltiva, in Spagna e Grecia: anche perché l'Unione europea versa ai propri coltivatori di cotone l'equivalente di 2,51 dollari per ogni libbra (poco meno di mezzo chilo) di prodotto, che è più del prezzo del cotone sul mercato mondiale - con un tale bonus è ovvio che coltivare cotone è redditizio. Africa occidentale, Benin, Burkina Faso, Chad e Mali sono detti «i quattro del cotone», o C4, perché questa è la loro maggiore derrata da esportazione. È il cotone meno caro al mondo, con costi di produzione molto bassi, anche perché i circa 10 milioni di coltivatori nei quattro paesi se la passano piuttosto male, il reddito del cotone permette a malapena di coprire il costo della vita e non tutti riescono a mandare i bambini a scuola. Il cotone non permette ai coltivatori dell'Africa occidentale di uscire dalla povertà, e il principale motivo sono proprio i sussidi che l'Unione europea - come anche gli Stati uniti - garantisce ai propri agricoltori. È un meccanismo perverso descritto dalla Fairtrade Foundation (una fondazione britannica per il «commercio equo») in uno studio diffuso lunedì: dove sostiene che i soldi distribuiti dai paesi ricchi ai propri agricoltori tengono artificialmente su la produzione e distorcono i prezzi, creando un ostacolo insormontabile per il cotone africano. Lo studio «The great cotton stitch-up» (www.fairtrade.org.uk) sottolinea l'assurdità. L'Unione regala circa un miliardo di dollari l'anno ai suoi centomila coltivatori. Lo stesso vale per gli Stati uniti, che hanno sovvenzionato con circa 24 miliardi di dollari negli ultimi nove anni le circa 3.500 aziende produttrici di cotone (con 340mila addetti) degli stati meridionali nel bacino del Mississippi. In totale, dal 2001 al 2009 incluso, Unione europea e Stati uniti insieme hanno versato poco meno di 32 miliardi di dollari ai rispettivi coltivatori di cotone (con Cina e India il totale sale a 47 miliardi), leggiamo nel rapporto.
Il 2001 è preso a data di riferimento perché quell'anno in Qatar era cominciato un round di negoziati mondiali sul commercio (il Doha Round) che dichiaratamente puntava a eliminare le distorsioni (barriere tariffarie, sovvenzioni e altro) che impedivano ai paesi più poveri l'accesso ai mercati dei paesi ricchi. Il caso dei «C4» del cotone era citato ad esempio. Ebbene: non è successo nulla, Usa e Unione europea continuano a sovvenzionare i propri produttori. Ma questa barriera di sussidi si traduce in un danno tangibile e quantificabile per i produttori africani: Fairtrade cita il Segretario di stato britannnico al commercio, Vince Cable, secondo cui i C4 hanno perdono in totale 250 milioni di dollari ogni anno a causa dell'effetto dumping dei sussidi europei e statunitensi. Con il suo rapporto, Fairtrade lancia dunque una campagna: chiediamo alla Commissione europea di abolire le sovvenzioni sul cotone.

 

 

 

 

 

 

Nuovo amministratore delegato, pochi giorni dopo l'incontro con amministratori e sindacato  l'assemblea in fabbrica il 28

 

In settembre arriva con regolarità i cotone, anticpato da un cliente importante

Marinella Correggia- il manifesto 25.9.10
Penuria di cotone
Allarme cotone. Tre dei quattro maggiori produttori mondiali - Cina, Usa, India e Pakistan forniscono il 70% del totale - sono funestati da rovesci climatici. Molti campi in Pakistan sono azzerati dalle alluvioni. La Cina (che è anche la principale consumatrice mondiale in quanto «fabbrica del mondo») è colpita dalla siccità. Quanto all'India (la principale esportatrice mondiale), il suo cotone è minacciato da una stagione monsonica insolitamente lunga; del resto il paese già in passato ha annunciato una riduzione delle esportazioni per evitare carenze di materia prima all'interno. A queste circostanze si aggiunge l'aumento del consumo di fibre tessili: una combinazione di fattori ambientali ed economici sta portando a una certa penuria internazionale di questa fibra data per scontata.
Se ne è parlato perfino alla Fiera della moda a Londra ed è un fatto nuovo perché gli stilisti non si sono mai interessati granché dei campi e dei lavoratori che coltivano le fibre da essi utilizzate. Né si sono mai preoccupati della concorrenza slealissima che il pubblicamente sovvenzionato cotone statunitense esercita nei confronti dei cotonicoltori africani, privi di qualunque aiuto pubblico.
Lo spettro della scarsità dovrebbe far riflettere. Forse è finita l'epoca dell'abbigliamento usa e getta, economico - quando non si aggiunge la «cresta» della firma - e subito rottamato per i continui cambiamenti di forma e colore dettati dalla «moda».
Gli abiti sono a buon mercato sia per le scarse paghe dei lavoratori tessili del Sud del mondo, sia per il basso prezzo della materia prima, che nasconde elevati costi ambientali e sociali. Il cotone ha in effetti virtù e difetti. È chiamato da un economista francese «il maiale della botanica», nel senso che della pianta si usa tutto, anche i semi per farne olio. Se coltivato in modo appropriato e su scala minore potrebbe essere davvero utile. Ma attualmente è una commodity internazionale a basso prezzo dalla quale spesso milioni di piccoli coltivatori del sud del mondo ricavano solo debiti con i venditori di semi e pesticidi - sono cotonicoltori molti dei contadini indiani che si tolgono la vita. Del resto la coltura richiede un elevato impiego di acqua e sostanze nutritive ed è molto sensibile ai parassiti (dunque è abbondantemente irrorata di pesticidi). In Uzbekistan, poi, è notorio il cotone è tuttora raccolto da lavoro infantile coatto.
Invece, nel cotone biologico ed equo la formazione del prezzo e addirittura l'ideazione delle collezioni parte dalla garanzia di un reddito sufficiente per i produttori e dall'individuazione di modi di coltivare sostenibili. Nel mercato convenzionale è il contrario: si cerca e si trova la fibra più a buon mercato. Una camicia di cotone bioequo di qualità contiene fino a 500 grammi di fibra, rispetto ai soli 50 di una maglietta ordinaria che contiene prodotti di finitura e colori chimici, talvolta così mefitici da essere in grado di inquinare le acque di intere città «tessili». La qualità ecoequa costa (parecchio) di più e dura di più: diversi anni anziché qualche lavaggio. Rimane in gran parte da esplorare anzi da riscoprire il mondo delle fibre tessili vegetali alternative al cotone: il «lino di Nuova Zelanda» (Phormium tenax) che è una pianta perenne - non annuale - e produce una fibra di alta qualità risparmiando acqua, degrado dei suoli e input chimici. E l'eterna canapa.
In ogni caso occorrerà che la moda universale cambi: meno abiti (dunque meno fibre), più durevoli e senza sfruttamento.

 

riforma

 

 

CONTRATTI : FILCTEM, SOTTOSCRITTA IPOTESI RINNOVO TESSILEABBIGLIAMENTO

Lo SMI (Sistema Moda Italia - Federazione Tessile e Moda) e le organizzazioni

sindacali dei lavoratori (FEMCA, FILCTEM, UILTA) hanno sottoscritto l'ipotesi di

accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale per i lavoratori

dell'abbigliamento e del settore tessile. L’intesa unitaria ha previsto per la parte

economica un aumento di 102 euro lordi per 36 mesi (parametrato al 3° livello

super) con una somma a titolo di una tantum di 40 euro lordi. Per la FILCTEM si

tratta di un contratto "non schiacciato dalla crisi" ma caratterizzato da

"innovazione e qualità". Con l’accordo sulla flessibilità, secondo la categoria della

CGIL, per la prima volta si è inserito nel contratto una procedura per fare la

contrattazione in anticipo rispetto agli eventi che ormai non sono più

programmabili. Nel settore tessile, infatti, "la contrattazione degli orari di lavoro è

l'elemento da sempre qualificante".

 

incontro all'Ufficio lavoro della regione il 24 per la cassa in deroga

Firmata la cassa in deroga fino a dicembre, a rotazione

(Del 25/5/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 60) la stampa

CASSA IN DEROGA
Accordo tra Provincia e Unicredit per l’anticipo


Da oggi anche i lavoratori in cassa integrazione in deroga potranno chiedere un anticipo alla banca, come già avviene per i lavoratori in cassa integrazione straordinaria. E' quanto sancito dall'estensione dell’accordo firmato a dicembre tra Provincia e UniCredit Banca. Anche questi lavoratori riceveranno da UniCredit, nel corso dei sei mesi che solitamente impiega l'Inps a corrispondere le indennità di cassa integrazione e qualora la loro azienda non sia in grado di provvedere, un anticipo fino all'80% della retribuzione netta mensile (non superiore a 900 euro e con un tetto massimo per l'intero periodo, 9 mesi, di 6.000 euro) senza spese aggiuntive. UniCredit Banca ha messo a disposizione un ulteriore milione di euro.

ALE.MON.

 

 

 

presidio New Co Cot il 19

Scenario possibile: in Regione la direzione presenta oltre la cassa in deroga  anche la richiesta di tagli, chiedere assemblea, decidere forme di lotta

incontro istituzionale in Provincia

 

manifattura speciale - pdf

http://www.alpcub.com/Agata.wmv video

 Agata e il cotone - 26 anni di lavoro- 2008 (a cura Wesen)

 

  http://www.alpcub.com/giulia.wmv video

 Giulia e il cotone 

 

: RINVIATO L'INCONTRO PER LA NEW COCOT A TORINO del 16 aprile.

Vengono così rinviati lo sciopero e la manifestazione a Torino in attesa che venga insediata la nuova giunta regionale.

Continuiamo la sensibilizzazione di tutti i soggetti: lavoratori, istituzioni, popolazione.

Ribadiamo i punti prioritari della trattativa:

Rilancio della produzione con investimenti.

Piano che coinvolga "TUTTI" i lavoratori con l'utilizzo di tutti gli strumenti a disposizione con la rotazione per la cassa integrazione e la sperimentazione dei contratti di solidarietà.

Interventi di sostegno da parte della Regione.

Iniziamo a pensare ad un utilizzo di una parte di stabilimento, riproponendo e rilanciando l'intervento dell'Acea, per iniziative produttive legate all'ambiente, all'energia e alla difesa del territorio. (alpcub)

 


eco del chisone 24.3.10

 

 


 

(Del 20/3/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 58) la stampa

Reportage
Nella valle dei cassintegrati anche il dentista è un lusso


Nella valle degli eroi della Resistenza, ricordati da decine di lapidi e strade, oggi si combatte una nuova guerra. A Pomaretto e a Perosa Argentina, due paesi appena separati dalle acque del Chisone ma per gli abitanti come due mondi diversi, gli operai del cotone combattono per sopravvivere. Sono gli ultimi rimasti in Europa per qualità di filati: unici, di alta classe. Il loro nemico è a oriente: in Cina, in India. Non si vede, il nemico. Eppure è nelle loro case, uccide i loro sogni. Solo la dignità resta. Quella dignità che porta alcuni di loro a rifiutare l’aiuto dei servizi sociali, pur avendone diritto. O a giocare alla roulette russa con la propria salute per non sottrarre soldi ad un figlio che va a scuola. E c’è chi, da tempo, ha messo una croce anche sul dentista: «Troppo caro. Devo comperare le scarpe ai bambini»
A questi uomini e donne della «gloriosa» Manifattura di Legnano, oggi New Co.Cot., azienda sull’orlo della chiusura, il consigliere comunale di minoranza di Pomaretto, Gemma Garrou, avrebbe voluto donare le indennità percepite in un anno dall’amministrazione del suo paese. Circa 21 mila euro. Poco più che trentenne, guida l’opposizione. «Al sindaco - dice - ho proposto di creare un fondo di solidarietà con i nostri gettoni di presenza. Tutto qui. Un segnale concreto di solidarietà al di là delle parole». Così, nell’ultima assemblea, aperta al pubblico e dedicata all’agonia dell’azienda - 188 lavoratori, di cui 148 donne - ha fatto i conti in tasca ai colleghi chiedendo un po’ di sacrificio. «Bene o male chi è là dentro - afferma - ha un lavoro. Fuori no. Molti non ce l’hanno». Al termine di un accesso dibattito, sindaco e consiglieri di maggioranza hanno respinto la proposta. I compensi non si toccano. Il sindaco, Danilo Breusa, responsabile in una ditta metalmeccanica, vive metà delle sue giornate in municipio. Non avendo un dirigente in ufficio tecnico fa le sue veci. Firma e si prende le rogne. E quando c’è da correre non si tira indietro. Non ci sta, quindi, a passare per un «politico qualsiasi»: di quelli che promettono l’impossibile per farsi eleggere e poi chi s’è visto s’è visto. «Facciamo i conti? Bene. Come sindaco prendo 700 euro lordi al mese. Non mi va di pesare le cose che faccio, ma se qualcuno vuole vedere quanto spendo col mio telefonino per questioni del Comune rimarrà sbalordito. Onorevoli a parte, quanto prende un consigliere regionale? Centomila euro? Di Più? Ecco, basta evocare queste cifre per capire che quella proposta è puro populismo. Un modo per cercare applausi». La sua agenda trabocca di incontri e impegni istituzionali. «Sto facendo il possibile - ammette - per far capire agli enti superiori che abbiamo i giorni contati. Se entro il 30 maggio la manifattura non risolverà i problemi gestionali, chiuderà. Per i nostri Comuni sarà un disastro».
Nella fabbrica, al di là del torrente, si lavora. Poco, ma si lavora. «Siamo più o meno al 45% della capacità produttiva - spiega Pierpaolo Boaglio, delle Rsu - La situazione è preoccupante». Con altri colleghi era in Consiglio comunale. «Solidarietà dalle indennità? Sì, bella idea, ma c’è bisogno di ben altro. Gli spiccioli non ci servono. Ci vogliono garanzie di continuità del lavoro. Fa male vedere che i nostri guai vengono usati in beghe politiche».
Eppure, per Gemma Garrou, la battaglia andrebbe allargata. Dal suo punto di vista sembra una lotta, come una nuova resistenza contro il sistema economico sempre più spietato. «Siamo seri. So anch’io che i 21 mila euro non sono molti - replica - Ma la politica deve avere più coraggio. Dobbiamo scuotere le coscienze». E come? «A Massello, ad esempio, hanno rinunciato ai gettoni per il bene della collettività. Ho calcolato che se in tutti i Comuni della zona facessero lo stesso, si racimolerebbero 12 milioni di euro. Un po’ come raccogliere fondi per un terremoto». Da queste parti anche i commercianti sono solidali. «A Natale abbiamo fatto sconti del 5% ai lavoratori della manifatturiera - dice Andrea Biamino - portavoce dei commercianti di Perosa - Se loro non lavorano anche a noi va male. Dall’inizio dell’anno, a Perosa, l’8% delle attività ha chiuso i battenti. Il 30% delle case è disabitato. L’effetto Olimpiadi qui non s’è visto».

 

 

la foto dell'articolo della stampa, con l'occhiello malizioso che dice che gli scioperi in valle non son serviti a nulla:

la Manifattura ne ha fatti pochi e ilk resto della valle senza gli scioperi sarebbe già un deserto.

 

 

 

 

 

(Del 19/3/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 79)

POMARETTO
Niente gettone per le addette New.co.cot E’ polemica

POMARETTO

Cade nel vuoto la proposta di solidarietà lanciata dalla minoranza che chiedeva al Consiglio di Pomaretto di rinunciare per un anno al gettone di presenza. Un aiuto concreto, quantificato in 21 mila euro, che sarebbe servito a creare un fondo a sostegno delle lavoratrici della New Co.cot, la manifattura di Perosa Argentina che corre il rischio di chiusura. Ed è subito polemica. L’iniziativa era partita dal consigliere Gemma Garrou: «In una delibera l’amministrazione comunale aveva deciso, in modo generico, che si sarebbero dovute attuare politiche di sostegno. Allora ho proposto questa forma di autotassazione. Del resto anche dalle stesse rappresentanze sindacali era arrivato l’invito all’ amministrazione di schierarsi accanto ai lavoratori». Ma perché il Comune non ha accolto la proposta? Replica il sindaco, Danilo Breusa: «Perché abbiamo intenzione di mettere in atto una serie di iniziative più articolate. Come ad esempio alcune variazioni di bilancio per sostenere economicamente i lavoratori. Altra iniziativa riguarda il 5 per mille destinato ad attività sociali, una parte potrebbe essere usata per fronteggiare questa crisi. Ma crediamo che per essere più incisivi si debba lavorare in gruppo: insieme ad altri sindaci ci stiamo organizzando per sollecitare Provincia e Regione che indubbiamente hanno disponibilità economiche maggiori alle nostre. Il prossimo incontro importante, da cui dipenderà il futuro della New Co.cot, sarà il 16 aprile all’Unione industriale».

LUISA GIAIMO

17 marzo

Un numeroso gruppo di maestranze della new co.cot di Perosa Argentina ha partecipato al consiglio comunale di Pomaretto.
Uno dei punti dell’ordine del giorno del consiglio era la discussione della grave situazione occupazionale delle aziende del territorio.
Il sindaco ha letto una lettera esplicativa della situazione e di sostegno per i lavoratori.
Le R.S.U. New co.cot. hanno chiesto solidarietà e collaborazione all’istituzione.
Alcuni membri della minoranza comunale hanno proposto di creare un fondo a sostegno degli operai in difficoltà economica tenendo conto che la maggior parte delle famiglie è monoreddito e che, a partire da giugno se verrà approvata la “cassa in deroga” i tempi d’attesa per i salari saranno ulteriormente dilungati. ... Mostra tutto
La minoranza comunale ha esortato il consiglio a mettere ai voti, seduta stante, l’utilizzo del fondo “gettoni di presenza” del consiglio predisponendolo per aiutare gli operai in difficoltà.
Un membro della minoranza ha più volte sottolineato che i gettoni di presenza sono un “extra” destinato a chi in realtà possiede già un reddito fisso.
Il sindaco ha decretato che non era, secondo lui, una decisione da sottoporre a voto immediatamente ma ha promesso che avrebbe trattato l’argomento durante le successive sedute.
Dopo il rifiuto del sindaco la minoranza comunale per manifestare il proprio dissenso ha abbandonato l’aula consiliare.
Nei prossimi giorni le maestranze cercheranno di essere presenti nei consigli comunali dei comuni limitrofi per continuare a chiedere solidarietà e collaborazione alle amministrazioni.Si spera di non essere “oggetto”di strumentalizzazione da parte di nessuno. (savina)

Cronaca di Torino la stampa

file pdf eco del chisone17-3-10

16 marzo

In occasione della campagna elettorale del candidato Marco Bellion un gruppo di maestranze della New co.cot si è radunato al teatro valdese di Pomaretto munito di striscione.
Durante il dibattito la R.S.U. ALP CUB ha messo in luce la drammatica situazione aziendale e ha esortato il candidato a prender in considerazione il fatto che il 16 aprile presso l’unione industriale si decideranno le sorti dell’industria. Bellion ha suggerito di recarsi domenica c.m.. a Cavour dove lui e la presidente della regione Mercedes Bresso in occasione della campagna elettorale potranno ascoltare e prendere in esame la situazione. (Savina)

 

12 assemblee

Le assemblee decidono per il aprile 8 ore di sciopero con manifestazione a Torino- preparata da altre iniziative

11 incontro unione industriale

Alla Manifattura New Co Cot di Perosa  lavorano il cotone 190 donne e uomini. 90 fanno la rotazione in CIG . L’azienda tribola per comperare la materia prima.La Banca San Paolo pur avendo il 30% delle azioni non fornisce i capitali. L’11 marzo c’è stato un incontro alla Unione Industriale, l’azienda aspetta il rinnovo dell’amministrazione regionale per battere cassa, per ridurre il costo dell’affitto degli immobili. Sostiene di avere bisogno di soli 100 operai, è quindi interessata alla CIG in deroga,  ma  se un mese dopo il rinnovo dell’amministrazione regionale non ci sono novità può chiedere la cessazione delle attività. Oggi assemblee. Prossimo incontro il 16 aprile. 

9 marzo incontro in comune a Perosa

http://www.alpcub.com/perosa_ncc_9marzo10.mp3  audio

comunicato Cisl-Femca


 

 

631/alp : PRECIPITA LA SITUAZIONE DELLA NEW COCOT:

Dopo il fallimento dell'incontro in Regione per la mancanza degli assessori che ci hanno convocati, slitta ulteriormente l'incontro dal 5 all'11 marzo con l'azienda. Intanto la Regione fa sapere che secondo le sue valutazioni il prezzo dello stabilimento dovrebbe essere intorno ai 5 milioni e quindi non ci sono  le condizioni per un suo intervento.

 

E' giunto il tempo di mobilitarci sia nei confronti della New Cocot perche' non si può pretendere di fare gli imprenditori con i soldi degli altri e nei confronti della Regione che deve mantenere quello che ha ufficialmente detto nella riunione di ottobre 2009, che a fronte di un piano industriale ci sono dei fondi a disposizione.

 

Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori: FACCIAMOCI SENTIRE nei confronti della New Cocot, della Regione, delle istituzioni locali, se vogliamo conservare il lavoro. Come abbiamo detto nell'assemblea di Perosa ognuno deve fare la sua parte ma i lavoratori in prima persona, senza scuse o tentennamenti.

 

Giovedì 11 è la prima occasione per farci sentire a Torino dove ci sarà l'incontro con la New Cocot che presenterà il piano industriale che potrebbe anche essere molto pesante dalle voci che circolano.Per queste ragioni dovremo coinvolgere i Sindaci e la Comunità Montana ad essere presenti a Torino..ù

Per fare il punto sulla situazione e preparare questa iniziativa ci sarà un incontro in Comunità Montana Martedì 9 marzo ore 14,30 partecipiamo.

 

http://www.alpcub.com/comeedove_newcc_marzo2010.wmv    estratto comeedove

Cronaca di Torino- la stampa


(Del 3/3/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 58)

NEW CO COT
Futuro nero nell’azienda tessile nata a inizio ’800


PEROSA ARGENTINA

Arrivano segnali sempre più preoccupanti sul futuro dei 190 dipendenti della manifattura «New Co Cot» di Perosa Argentina. A giugno, infatti, al termine di un lungo periodo di cassa integrazione, l’azienda potrebbe chiudere definitivamente. Un duro colpo per questa impresa specializzata in filati e nata negli anni della rivoluzione industriale inglese. Ovviamente preoccupati operai, sindacati e amministratori locali. Il sindaco del paese, Renzo Furlan, dice: « I vertici della società avevano chiesto alla Regione di acquistare l’immobile: un bene il cui valore è stato stimato dal perito del tribunale in 7 milioni d’euro. Gli uffici regionali competenti, però, sono stati chiarissimi: non c’è la benché minima intenzione di farsi carico di questo stabilimento». All’ingegnere Leopoldo Varati, che ha affittato il ramo d’azienda, i conti proprio non quadrano. «I 60.000 euro d’affitto richiesti dal liquidatore della manifattura di Legnano incidono pesantemente sul bilancio - spiega Giuseppe Graziano della Uilta - Giovedì 11 avremo un incontro all’Unione industriale, per la presentazione del piano aziendale: lì’ si capirà davvero che cosa sta per accadere in quella fabbrica». E ancora: «Noi non chiediamo alla Regione di diventare un’ impresa immobiliare, ma una mano la potrebbe dare per davvero».
L. GIA.

 

 

11 marzo incontro a Torino

seguono assemblee e una manifestazione a Torino

 

25 febbraio

serata al salone della casa dell'Anziano a Perosa

su Asilo Nido e Newcocot

 

http://www.alpcub.com/perosa_nido.mp3

  

dopo la serata del 25 febbraio

Il sindaco di Perosa Furlan ha le sue ragioni, con gli altri comuni, nel dire che non si può andare avanti col passivo attuale del nido a carico prevalentemente di Perosa. Si poteva però chiedere che il passivo che eccedeva la quota a carico dei comuni per i propri bimbi fosse coperta dalla Comunità Montana. Se non ha soldi, si chiude il nido. Meglio che dare la gestione a cooperative che prestano un pessimo servizio, vanno e vengono, sottopagano i lavoratori. La situazione di sfascio della scuola italiana e l'allegra politica del governo è il risultato del voto di metà degli italiani. Pagano i lavoratori. I sindacati confederali che hanno firmato l'accordo sul nido che tutela le lavoratrici che saranno trasferite ha fatto un pessimo servizio ai genitori che non si accontentano del 'minor male'.

Per la Newcocot, è chiaro che la stima dell'immobile e l'affitto che si paga (ma ha pagato solo due mesi) al curatore fallimentare della Legnano sono eccessivi. Il ricatto con la Regione da parte della Newcocot non è un buon segno. La cinquantina di lavoratrici silenziose presenti alla riunione saranno uscite col morale a terra. Come dice Lanza tocca a loro prendere in mano la situazione e farsi sentire: se vogliono difendere la fabbrica è ora di iniziative forti...

 


 

Come far fronte alla disoccupazione? La battaglia di Alp sui contratti di solidarietà


«E se riscoprissimo l'orario ridotto?»


Parla il sindacalista Enrico Lanza: «Non è la panacea, ma riscopriremmo un valore» 



Ormai è sempre più diffusa la convinzione che anche a fronte di una ripresa produttiva, difficilmente si riusciranno a recuperare i livelli di occupazione precedenti alla crisi. Quali contromisure adottare senza limitarsi alla semplice assistenza? Il sindacato di base Alp-Cub a questo proposito sta portando avanti un presidio nella sala Lombardini di Pomaretto anche per far conoscere ai lavoratori la formula dei contratti di solidarietà in alternativa alla cassa integrazione a zero ore. All'ex-presidente di Alp, il sindacalista Enrico Lanza, abbiamo posto alcune domande su questo tema.

Cosa sono i contratti di solidarietà?

«Una riduzione dell'orario di lavoro in caso di crisi ed eccedenza del personale, dove le ore non lavorate sono “integrate” cioè pagate dall'Inps per l'80 per cento. Esempio: si lavora 20 ore la settimana invece di 40. Venti ore vengono pagate dall'azienda e l'80 per cento delle altre 20 cioè 16 ore, sono a carico dell'Inps. Conclusione lavori 20 ore e te ne pagano 36. Questo strumento è in alternativa ai licenziamenti, alla mobilità, alle zero ore».

Quali i vantaggi per i lavoratori?

«Nessuno viene messo fuori dalla fabbrica. Dal punto di vista salariale si perdono meno soldi che fare le stesse ore in cassa integrazione. Perché da giugno 2009 con le ultime modifiche fatte dal Governo, l'Inps integra l'80 per cento delle ore non lavorate mentre prima era solo il 60 per cento. Inoltre ci sono dei vantaggi anche per le aziende con la riduzione di un terzo della percentuale dei contributi previdenziali».

Esempi in cui sono stati applicati?

«Ne cito due segnalati da "Il Sole 24 ore": il più importante è quello con Telecom Italia del 26 maggio 2009 dove la Telecom denunciava 470 eccedenti su 1.254 Directory Assistence). Entro il 2011 un'altra trance per 1.054 lavoratori. 

Il secondo, sempre citato da "Il Sole 24 ore" è quello del 10 settembre 2009 alla Rimor di Val d'Elsa per crisi nel Settore produzioni camper. L'accordo prevede che per un anno tutti i 250 dipendenti, operai e impiegati passeranno da 40 ore settimanali a 28. (per capirci: 28 ore lavorate pagate 37,6 per tutti…). Accordo fatto da Fim e Fiom». 

Perché le aziende e altri sindacati sono restii a seguire questa strada?

«Per le aziende è chiaro il motivo: oggi hanno interesse a ridurre il personale per sanare i loro bilanci e creare un clima di grande preoccupazione tra i lavoratori, che accetteranno qualsiasi soluzione.

Per i sindacati invece fare una scelta non in linea con le strategie delle imprese significherebbe far saltare lo spirito della “concertazione”, che alla fine vuol dire che si fa l'accordo che vuole l'azienda o la Confindustria. Poi ci sono gli operai che a differenza di qualche anno fa non sono disponibli a fare solidarietà purtroppo… e quindi è un problema di “cultura” e non solo materiale, del lavoro, del salario: il nostro compito è tentare d'invertire questa tendenza».

Quali scenari futuri sul piano occupazionale? «Si uscirà da questa crisi con una drastica riduzione degli occupati nell'industria manifatturiera. Tocca alle imprese e al Governo pensare a settori nuovi ed avanzati che ci mettano al riparo, almeno in parte, dalla globalizzazione selvaggia.

Al sindacato il compito di evitare che nei prossimi due o tre anni ci siano montagne di lavoratori in mezzo alla strada: i contratti di solidarietà non sono il toccasana in questo senso, ma una scelta politica forte e non subalterna: un primo piccolo passo che ci consentirà non solo di evitare disoccupazione, ma anche e soprattutto di recuperare il valore della solidarietà».

Conclude Lanza: «Colgo l'occasione per fare gli auguri di Natale e ringraziare tutte le lavoratrici e i lavoratori e coloro che in questi mesi hannno contribuito alla lotta in difesa del lavoro e do' loro appuntamento al concerto di mercoledì 23 al teatro valdese di Pomaretto».


A cura di 

Alberto Maranetto

consiglio comunale Perosa 17 dic 09- audio

http://www.alpcub.com/consiglio1_newcocot17dic09.mp3

 http://www.alpcub.com/consiglio2_newcocot17dic09.mp3

 http://www.alpcub.com/consiglio3_newcocot17dic09.mp3

   

 


 

New Cocot Presidio di Perosa Argentina - incontro

Giovedì 3 dicembre alle ore 16,45 con Coucourde Andrea, l' Assessore

Manfredini  sulla situazione New Cocot e di Valle.

registrazione:

http://www.alpcub.com/presidio_3dic09-.mp3

la New Cocot ha acquisito sol il ramo d'azienda non i fabbricati

 

riforma 11.12.09

 

Perosa, a New Co.Cot solo marchio e macchine, non i muri


Ex-Manifattura, acquisto mutilato


Ancora attesa per il Piano industriale, previsti 70 esuberi


PEROSA - Venerdì 4 si sono tenute le assemblee dei lavoratori tessili dello stabilimento ex-Manifattura di Legnano. I sindacalisti Graziano della Uil e Lanza dell’Alp Cub, hanno illustrato la situazione, con l’offerta al curatore fallimentare da parte della società New Co.Cot - che da due anni gestisce in affitto l’attività - per acquistare il solo marchio e i macchinari. Escluso dall'acquisto, quindi, l’immobile. 

La sintesi del lungo dibattito: il sindacato, i lavoratori e gli enti locali devono trovare una soluzione con la Regione per aiutare la New Co.Cot ad acquisire i fabbricati, al fine di legare l’azienda al territorio.

Di fronte a questo impegno, precisa Graziano, «chiediamo di mantenere l’occupazione e investire per fare dell’industria di Perosa una filatura di eccellenza europea». Mentre auspica che nella prima decade di gennaio si promuova in Regione un tavolo di trattativa.

Giovedì 3 al presidio (sala Lombardini) lavoratori e cassaintegrati avevano incontrato il presidente della Comunità montana Andrea Coucourde e l’assessore al Lavoro Viller Manfredini.

La delegata Rsu Savina Gaydou ha chiesto notizie più precise sull’acquisto del 17 novembre scorso, di cui nessuno ha visto il rogito. Coucourde ha reso noto che nessuna comunicazione ufficiale gli è pervenuta e si dichiara preoccupato se l’immobile non è stato acquistato: «Va bene la cassa integrazione straordinaria che scade il prossimo giugno e potrà forse essere prolungata di un anno, ma dopo cosa succede?».

Interrogativo preoccupante. Si attendeva con ansia il Piano industriale promesso entro la fine di novembre, ma non è stato presentato. Manfredini: «L'assessore regionale Bairati ha dichiarato di essere disponibile ad esaminare il Piano industriale della New Co.Cot, in quanto la legge destina dei finanziamenti per il settore».

L’immobile è stato valutato in sei-sette milioni di euro e l’interrogativo posto dai lavoratori è preciso: «La Regione può acquistarlo e destinarlo ad attività produttiva per la New Co.Cot?». Alla società l’acquisto, in questo momento di crisi, non interessa. Lo ha confermato al sindaco Renzo Furlan nell’incontro dell’11 novembre l’amministratore delegato Varasi.

Furlan: «Secondo la dirigenza New Co.Cot, in base all’attuale attività produttiva, si prevede al massimo l’occupazione di 120 unità, quindi sono 70 gli esuberi. La società dice di perdere, oggi, 150mila euro al mese ed è una situazione che non può reggere».


Lussana-Eco del chisone 10.12.09

 

 

 

 

Del 27/11/2009 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 87)la stampa

MERCATINO VINTAGE PER FINANZIARE UNA PIÈCE SU QUESTO TEMA
Perosa ora riscopre la tradizione tessile




Un paese all’imbocco di due valli, e la cui storia è legata all’industria tessile. Oggi esiste la volontà di raccontare gli anni d’oro di questa produzione a Perosa Argentina. Un compito affidato all’Associazione Ecomuseo del tessile, nata nel 1996, con lo scopo di raccogliere, conservare e valorizzare il patrimonio di documenti, materiali e macchinari legati alle attività delle valli. E così domenica, dalle 10 alle 16, nella palestra delle elementari in piazza Europa ci sarà un mercatino vintage, in cui si potranno trovare capi di abbigliamento degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. «Con il ricavato dalla vendita – spiega il presidente dell’associazione, Alessandro Calzavara – copriremo la parte di spesa che ci manca per realizzare uno spettacolo teatrale sul lavoro e l’immigrazione». Era a cavallo tra gli anni Venti e Trenta quando i tedeschi Gutermann e gli svizzeri Abegg crearono un setificio per la lavorazione dei cascami di seta ed un cotonificio. Questi due opifici sorsero su filande preesistenti e ne potenziarono e modificarono profondamente la lavorazione. Spiega il presidente dell’Associazione: «Perosa, negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, era la capitale dell’industria tessile. Qui lavoravano oltre mille persone. Molte erano ragazze che arrivavano dal sud e venivano ospitate dalle suore nel convitto». Oggi i locali dei vecchi opifici sono in buona parte in disuso, altri sono stati adibiti a magazzini. Continua Alessandro Calzavara: «L’ex convitto Gutermann, che ora è di proprietà della Provincia, ospiterà il nostro ecomuseo: la storia del lavoro nelle nostre vallate».

 

 

 

riforma 27.11.09

 

La New Co.Cot acquista la Manifattura- eco del chisone


PEROSA - La New Co.Cot. che affitta lo stabilimento perosino della Manifattura di Legnano, martedì 17 ha firmato il rogito per l’acquisto dell’azienda. Si chiude positivamente una vertenza che avrebbe potuto portare alla perdita di tutti i posti di lavoro.

Il sindacalista Graziano della Uil: «Nell’acquisto si sono mantenuti i patti concordati con le organizzazioni sindacali, le quali hanno chiesto alla New Co.Cot. di presentare un Piano industriale». Dal 1º giugno sono 90 i lavoratori in cassa integrazione straordinaria a rotazione per un anno.

Conclude Graziano: «Da parte sindacale si lavorerà tutti insieme per mantenere occupati il maggior numero di lavoratori, salvaguardando la loro professionalità e il prodotto tessile perosino». Approfondimenti sui prossimi numeri. (Lussana)

 


SINTESI DELL'INCONTRO IN REGIONE PER NEW COCOT del 20 -10-09

 

Bairati; Apre l'incontro con i soliti convenevoli, la crisi che continua, le banche che strozzano la ripresa prestando denaro anche sopra l'8%, la regione che nel tessile continua a lavorare sul progetto “filiera” cioè mettere assieme le produzioni dalla materia prima alla commercializzazione del prodotto, che per produrre il tessuto se si fa 1000 il costo complessivo, solo 60/70 è il costo del lavoro e dell'energia!!! Ribadisce che non parteciperà più a convegni sul costo del lavoro.

 

Varasi: Il mercato non si riprende, ci sono cali anche del 70% in tutto il settore.

 L'accordo sulla rotazione ha penalizzato l'azienda ( mio commento,non riesco a capire come e dove), la redditività è bassa ma i soci per adesso la coprono per evitare il peggio....

 

Oggi non ci sono decisioni strutturali ma alla fine dell'anno ci saranno.

Alla domanda sulla “missione” cioè cosa farà in futuro questa azienda risponde che una volta acquistato il gruppo si deciderà cosa far fare ai quattro stabilimenti e quali privilegiare.

La ricetta di Varasi è quella di essere “ricettivi e creativi”.... e che a Perosa già si sperimenta la creatività con il “melange”......

 

Ricauda dell'unione industriale dice che ci tiene molto alla fabbrica di Perosa perchè è l'ultima fabbrica associata della provincia e la cosa a tranquillizzato il sindaco Furlan (ironicamente si intende) molto più preoccupato dopo l'incontro che hanno avuto prima di quello ufficiale.

 

All'osservazione di un sagace sindacalista che ricorda a Varasi i 90 esuberi messi sul tavolo in primavera, risponde che a questo tavolo non era all'ordine del giorno.

 

Bairati in conclusione ribadisce: se la New Cocot ha un progetto i fondi regionali sono ancora disponibili e Varasi risponde che intorno alla fine di novembre presenteranno il piano industriale del gruppo dove ci saranno la decisioni sugli stabilimenti e anche il conto occupazionale.

 

Strette di mano e si torna a casa.

 

Come vedete nonostante le “buone maniere” della dirigenza New Cocot e devo dire  una buona disponibilità della Regione, non è emerso niente di nuovo, ma si è ribadito che in ogni caso le decisioni saranno prima discusse con tutti.

 

Enrico Lanza-alpcub

 

riforma

 

: Dopo la riunione con gli assessori regionali sulla situazione in Val Chisone l'assessore Bairati convoca le parti per il 20 di ottobre ore 17,30 in Regione

 

 

SITUAZIONE DELLA NEW CO.COT

Informazioni sull'attuale situazione della New Co.cot:
A fine luglio il lavoro è "calato" notevolmente in alcuni reparti per mancanza di materia prima, quindi buona parte di maestranze è stata  collocata in Cigs ( non riuscendo ad effettuare la rotazione mensile lavorativa, così come il personale di forza lavoro ad agosto).
A fine luglio l'azienda comunica alle R.s.u. che il periodo di fermata collettiva estiva sarà dal 3 al 24 agosto, ma solamente il periodo dal 10 al 17 agosto verrà coperto dalle ferie, per il restante periodo si ricorrerà alla cigl per tutti i dipendenti perchè l'azienda ha bisogno di contenere i costi.
Le R.s.u non sono assolutamente d'accordo perchè la decisione aziendale non è assolutamente fattibile con il cnl, si cerca una mediazione, ma l'azienda rimane ferma sulle proprie decisioni.
Alla riapertura dopo la pausa estiva si parte con poca materia prima a disposizione.
A inizio settembre si registra nuovamente un "calo" di lavoro sempe per mancanza di cotone, molte persone inizialmente non coinvolte nella cigs di settembre rimangono nuovamente a casa dopo tre giornate di lavoro.
Gli ordini ci sono, però non possono essere evasi sempre per lo stesso motivo: mancanza di materia prima dovuta alla scarsa liquidità di denaro della ditta.
Unica nota positiva, ad agosto è stato effettuato il versamento cigs di giugno da parte dell'Inps ed a settembre è stato versato cigs di luglio.
Inotre lavorando in squadra con le istituzioni abbiamo creato tempi d'attesa cigs accettabili!!


 

8/9/2009 (7:31) - INDUSTRIA IN AFFANNO

Tessile in sofferenza
"A rischio 80 mila posti"

A Milano Unica, il salone del settore, il 25% di stand in meno

SUSANNA MARZOLLA

MILANO
L’idea di punta è «On stage», passerella dei migliori dieci «stilisti emergenti» a livello internazionale: una spruzzata di novità per non pensare troppo alla crisi del settore. Ma anche a Milano Unica, il salone del tessile che si apre oggi - presente Silvio Berlusconi - i numeri sono crudeli: 486 espositori (382 italiani e 98 da altri paesi europei) con un calo del 25 per cento. E anche se la diminuzione si è attenuata tra l’esposizione di febbraio e l’odierna («solo» un meno 10%) basta girarsi intorno nella regione ospitante per capire cosa sta succedendo. «Ventotto aziende chiuse, 749 in crisi, oltre 29mila lavoratori in cassa integrazione e mobilità»: questi i dati snocciolati dalla Femca-Cisl della Lombardia. Che, più nel dettaglio, specifica: «Il 70% per cento dei lavoratori in cassa è attualmente sospeso dall’incarico. I territori più colpiti sono Como (6.600 lavoratori sospesi), Varese (2.700), Bergamo (1.600)». Cioè i distretti della seta, oppure la Val Seriana chiamata un tempo «la valle dell’oro» per il valore dei suoi filati e soprannominata adesso, da chi ci vive, «la valle dell’orfano» per il lavoro che si è perduto.

Difficile allora stupirsi di quel quarto di aziende «scomparse» dalla Fiera di Milano. Quelle stesse aziende - prevalentemente piccole, di nicchia - che sono scomparse o rischiano di scomparire del tutto, non solo da una rassegna. Lo spiegano gli stessi organizzatori di «Milano Unica»: «I grossi marchi ci sono tutti, ma per altri produttori è molto più difficile. La crisi li costringe a risparmiare al massimo; e la partecipazione a una fiera costa. Così rinunciano del tutto, oppure scelgono quella che sembra più interessante per il loro mercato». E’ successo così per i produttori di Prato, ad esempio (dalla Toscana a Milano sono arrivati in tutto soltanto 53 espositori): hanno organizzato una Fiera locale e poi hanno scelto Parigi, sperando che sia una vetrina più proficua. C’è bisogno di “tirarsi su” visto che nel 2008 il 72% delle aziende pratesi ha visto una diminuzione del proprio fatturato, per qualcuna accettabile, per altre drammatica con pesanti ripercussioni occupazionali.

Da qualsiasi lato lo si guardi, il settore tessile fornisce numeri impietosi. Il centro studi di Sistema moda Italia (Smi), la federazione delle aziende tessili e abbigliamento, ha analizzato il settore filati: nel 2008 il fatturato è calato del 10%, la produzione del 13% e l’export del 17%; nel primo trimestre di quest’anno è andata anche peggio: il fatturato dà un meno 22%. Il settore abbigliamento è andato un po’ meglio nel 2008 (meno 3% il fatturato), ma quest’anno si è allineato al ribasso: meno 15%. Visto dalla parte dei lavoratori Valeria Fedeli, segretaria nazionale della Filtea-Cgil la sintetizza così: «Quest’anno rischiano il posto 60-80 mila addetti». Cioè quasi il dieci per cento delle 750mila persone che nel nostro paese si occupano di filar tessuti, cucire vestiti, lavorar la pelle. E spiega che a essere colpite saranno sopratutto «quelle centinaia di aziende, medie o piccole, contoterziste». Cioè quelle che vengono impiegate dai grandi marchi per lavorazioni spesso di altissima qualità: «In sostanza - dice Fedeli - l’ossatura della filiera del made in Italy».

La dirigente sindacale ricorda come il tessile sia, dopo la meccanica, la seconda industria manifatturiera del nostro paese, che dà un impulso senza pari all’esportazione e a migliaia di attività commerciali, «ed è anche il primo acquirente dell’industria chimica». Spezzare uno o più anelli di questa catena produttiva - e con cali di fatturato che per certe aziende sono del 40-60% non è difficile - può portare a ripercussioni imprevedibili. «Vedo che a “Unica” ci sarà Berlusconi. Era ora - osserva - sono mesi che tutti noi, rappresentanti dei lavoratori e delle aziende insieme, gli chiediamo un incontro. Non ci ha mai risposto».

la stampa


L'Inps ha avviato le procedure per il pagamento della cigs di giugno

COMUNICATO:
In relazione al comunicato esposto dall'Azienda il 31/07/09, il Sig. Bonino, durante l'incontro che si è svolto nel pomeriggio, ha motivato la necessità
di usufruire di una sola settimana di ferie con le pesanti difficoltà finanziarie e di liquidità in cui l'Azienda si trova e con le impossibilità di garantire il pagamento degli stipendi di agosto, sottolineando che negli altri stabilimenti del gruppo la soluzione è stata accolta; ha inoltre aggiunto come " nota positiva" la regolarizzazione dei versamenti piu' arretrati a Previmoda.

Le RSU pur riconoscendo tutte le difficoltà attraversate dall'Azienda, hanno espresso parere contrario evidenziando che questa soluzione avrebbe avuto come conseguenza la perdita di salario e di un ulteriore rateo (tfr, ferie e tredicesima) per molti dipendenti. Inoltre la situazione di C.I.G.S in cui ci troviamo con pagamento diretto, di cui non ci sono ancora note le tempistiche, è cosa ben diversa dalla C.I.G ordinaria anticipata in cui si trovano gli altri stabilimenti del gruppo.

Dopo aver ascoltato le ragioni e un tentativo di mediazione da parte delle RSU il sig. Bonino ha ribadito che la posizione dell'Azienda rimaneva invariata.

L'atteggiamento dell'Azienda ci costringe ad un amara considerazione, pensiamo sia MOLTO SCORRETTO scaricare sui dipendenti le difficoltà a reperire liquidità da parte dell'Azienda anche se ci rendiamo conto che chi è abituato ha gestire milioni dia poco peso a qualche decina di Euro che purtroppo per alcuni nuclei famigliari fanno una notevole differenza.

Riteniamo poi estremamente grave che non si tenga conto che negli articoli citati ( 91-98-107) del C.C.N.L. non si parla di " COMUNICARE " alle RSU ma di "CONCORDARE" con le RSU PAROLE SIMILI MA DI SIGNIFICATO ESTREMAMENTE DIVERSO.

SE QUESTO E' LO STILE DELL'AZIENDA A VOI IMMAGINARE IL FUTURO CHE CI ASPETTA...

Perosa 3/08/09 Le R.S.U


 

INCONTRO SU NEW COCOT ED EX STABILUS

Giovedì 30 Luglio 2009 09:40

Industria e Lavoro

“Si è svolto mercoledì 21 presso la Comunità Montana Val Chisone l’incontro tre le operaie della New Cocot, una rappresentanza di lavoratori ex Stabilus, le organizzazioni sindacali, gli amministratori della Comunità Montana ed i Sindacid i Perosa Argentina, Pomaretto, Roure, Villar Perosa.

Sono sostanzialmente emerse alcuni interventi in positivo e diverse criticità molto preoccupanti

 

Per la New Cocot è stato firmato il decreto per la cassa integrazione straordinaria e quindi l’Inps nel breve periodo (20-30 agosto) dovrebbe iniziare a pagare

Comunità Montana insieme ad alcuni comuni ha comunicato la propria disponibilità a farsi carico degli interessi (7%) per i lavoratori che chiederanno alla banche del territorio l’anticipo della Cigs. Inoltre sempre la comunità montana ha aperto un confronto con la Provincia per attivare alcuni corsi di formazione finalizzati ad una nuova collocazione lavorativa 

I punti critici sono sostanzialmente tre:

 

Il mancato acquisto e la nuova scadenza del 30 ottobre lasciano nell’assoluta incertezza il sito produttivo di Perosa Argentina;

L’assenza di un vero sostegno alla filiera del tessile da parte del Governo nazionale e della Regione Piemonte, costituisce un ostacolo alla scelta di crearsi una propria autonoma filiera (filatura-tessitura-confenzionamento).

La crisi di liquidità di New Cocot rischia di produrre ulteriori cali produttivi, il mancato acquisto di materie prime, lo slittamento del pagamento degli stipendi

 Queste tre questioni devono essere al centro dell’iniziativa della Regione e dell’Assessore Bairati, che mi auguro di incontrare, assieme ai sindaci della Comunità Montana, prima delle ferie.

 E’ stata inoltre evidenziata l’assoluta necessità di individuare qualche nuova attività ed imprenditori interessati all’ex Stabilus, anche per evitare aumenti di costi e rischi connessi alla Sachz che condivideva lo stesso sito produttivo

 Su queste due vicende continuerò a lavorare anche poiché ritengo siano di importanza vitale per il futuro dell’industria nella nostra Valle. 

 Torino, 24 Luglio 2009

 

Gian Piero Clement,

Capogruppo Regionale PRC


 

 

Edizione del 29 luglio 2009

La crisi dell'azienda di Perosa- eco del chisone
New Co.cot, manca il cotone da lavorare

Venerdì la direzione della New Co.cot, ex-Manifattura di Perosa, ha incontrato i rappresentanti delle Rsu. Al termine è apparso il seguente comunicato rivolto ai lavoratori: «A fronte del mancato arrivo della materia prima i reparti Filatura e Ritorcitura si fermeranno dal 25 luglio sino al 23 agosto. La normale attività produttiva riprenderà il 24, subordinata all’arrivo del cotone».

Lavoreranno regolarmente sino al 2 agosto invece i reparti di finissaggio: Gasatura-Ritoccatura e Spedizione filati. Il periodo di ferie dello stabilimento è fissato dal 3 al 23 agosto, tre settimane di cui due si ritiene saranno pagate come cassa integrazione straordinaria.

La gravità della situazione dell'azienda è stata al centro di un incontro in Comunità montana Valli Chisone e Germanasca, presenti i sindaci di Perosa, Pomaretto, Roure e Villar Perosa e l'assessore regionale Clement. Afferma quest'ultimo: «La situazione dell'azienda è sempre più preoccupante. La mancata definizione dell'acquisto dell'ex-Manifattura da parte delle New Co.cot e la perdurante crisi di liquidità della stessa rischiano di produrre ulteriori cali produttivi e il perdurare della mancanza di materia prima». Conclude Clement: «Il mio impegno sarà di portare la questione al centro dell'iniziativa della Regione e dell'assessore Bairati, forse con un incontro prima delle ferie».

In Comunità montana si è parlato anche dello stabilimento della Stabilus: proprio in questi giorni è iniziato il lavoro di smontaggio dei macchinari da parte di una squadra di tecnici giunti dalla Germania. Per Clement: «A questo punto è urgente individuare una nuova attività da collocare nello stabilimento, anche per evitare aumenti di costi per la Sachs, azienda che condivideva il sito con la Stabilus».
Ricardo Lussana

 

 

-la cassa è stata approvata per un anno il 20 luglio

22 luglio sciopero e incontro con l'assemblea dei sindaci ore 17,30-  73 Mb audio

 

consiglio comunale 13.07.09 audio 43Mb

http://www.alpcub.com/consiglio_perosa_130709.mp3

 

consiglio comunale cronaca Eco - pdf

riforma

Lavoratrici e lavoratori New Cocot, Popolazione della Valle,

Comunità Montana, Sindaci di Perosa e Pomaretto,

Presidente e Consiglieri Provincia di Torino,

Presidente,Assessore al Lavoro/Industria e Consiglieri Regione Piemonte.

Responsabili lavoro Chiesa Valdese e Chiesa Cattolica

 

Vogliamo denunciare ancora una volta l'estrema gravità della situazione New Cocot, che a nostro giudizio è ormai diventata insostenibile, perchè le persone non possono continuare a vivere aspettando l'elemosina della cassa integrazione o il misero stipendio che non arriva mai puntuale, senza prospettive.

La situazione non appare sicuramente in via di miglioramento, anzi, l'ulteriore slittamento della vendita e lo stato di abbandono sempre più evidente in cui versa lo stabilimento di Perosa, senza interventi manutentivi o migliorie agli impianti e macchinari, sono un segnale non solo preoccupante, ma da principio comatoso per una qualsiasi azienda che voglia continuare ad operare sul mercato.

Oltre alla ormai cronica mancanza di lavoro, si registrano situazioni da “raschiatura del barile” :  non è credibile un'azienda che utilizza una materia prima rilavorata, in pessime condizioni di conservazione e di scarsissima qualità.

Infine ci preoccupa che comunque oltre  metà del personale continua ad essere in cassa integrazione e non sempre con la rotazione prevista dall'accordo, con gravi ripercussioni sulle condizioni di vita e di salute di molte persone.

Noi chiediamo quindi alle lavoratrici e ai lavoratori New Cocot di riflettere su questo nostro giudizio e alle istituzioni di farsi carico con la massima celerità di questa situazione che stà precipitando.

 

Sono, a nostro modo di vedere, urgenti iniziative che portino ad un chiarimento definitivo di questa situazione e ad una forma di tutela più alta per i lavoratori iniziando fin da ora a verificare la fattibiltà del contratto di solidarietà.

Ribadiamo con forza i nostri obiettivi che invitiamo tutti a sostenere:

 

         Nessuno deve uscire dal ciclo produttivo.

         Tempi certi per il salario sia da parte dell'Azienda che da parte dell'INPS.

( visto che il famoso accordo per il prestito tra Sindacati, Confindustria, Banche, NON FUNZIONA, mentre le spese per le famiglie hanno tempi  e scadenze precise e non rinviabili).

 

Alle istituzioni locali inoltre chiediamo di non modificare le destinazioni d'uso del terreno su cui sorge lo stabilimento, che favorirebbe solo speculazioni e non posti di lavoro.  

ALP/Cub Associazione Lavoratori Pinerolesi

 

ciclinalpcubviabignone89pinerolo-luglio 09


 

video spezzone intervista presidio Newcocot giugno 2009

-- Martedì 19/05 con le maestranze della Stabilus abbiamo deciso di manifestare durante il giro d'Italia con degli striscioni preparati il sabato precedente, in particolar modo a Villar Perosa abbiamo trovato un punto strategico e avvisata la Rai ci hanno dato risalto con il commentatore del giro d’Italia che si è soffermato a leggere lo striscione ed ha elogiato il nostro comportamento civile e corretto…
Anche la Stampa ci ha dato spazio in un suo articolo del 20/05…”Abbiamo fatto un ottimo lavoro!”
--Giovedì 21/05 le R.S.U., le O.O.SS. territoriali, la proprietà, il dott. Ricauda dell’ Unione Industriale, la sign.a  Zoccolan della regione si sono incontrati per firmare l’accordo dopo che l’ipotesi di accordo era stata approvata in assemblea dalla maggioranza dei lavoratori; si è cosi giunti alla cigs straordinaria per un anno a rotazione mensile e all’anticipo tramite convenzione di banche CGIL CISL e UIL e Unione Industriale. L’unico “nodo” ancora da risolvere resta il tasso d’interesse da pagare alle banche per l’anticipo di cigs .
--Lunedì 25/05 incontro tra R.S.U., azienda, presidente della Comunità Montana, Sindaco, Direttrice della San Paolo per parlare della questione, purtroppo le banche non anticiperanno i soldi perché la cigs è a rotazione, nonostante sull’accordo dell’anticipo sociale non ci sia questa clausola !!
L’Alp con il consigliere regionale, Clement, si sono subito attivati per organizzare un incontro insieme alla proprietà, all’INPS e all’ agenzia regionale sportello lavoro per stabilire i tempi di erogazione da parte dell’INPS e chiarire se sono tempi accettabili…
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L'11 maggio il sindaco di Perosa ha fatto rimuovere lo striscione e la bandiera di Piazza Marconi , i limiti di velocità e le transenne vicino al presidio: Il presidio continua. Sabato 16 maggio sono state tolte le tende: il presidio ora è alla sala Lombardini. Riunione settimanale il giovedì pomeriggio.

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"Lunedì 11 maggio c.m. la RSU Savina Gaydou e il coordinatore dell'ALP Lanza sono stati convocati in azienda.La direzione ha chiesto collaborazione affinchè fossero tolte le tende del presidio per una questione d'immagine aziendale in previsione della visita allo stabilimento da parte di clienti "importanti" in primis Albini (famoso camiciaio). Nella stessa mattinata il sindaco aveva già fatto rimuovere le transenne che limitavano la velocità perchè servivano in un altro luogo.
Tutti insieme, così, abbiamo deciso di dare l'ennesimo segno di buona volontà, perchè per sopravvivere abbiamo bisogno di clienti, quindi con molta calma venerdì 15 abbiamo smantellato il presidio davanti all'azienda. Vista la disponibilità del Pastore Manna e di tutta la comunità Evangelica Valdese ci siamo trasferiti di circa 100 m., alla sala Lombardini facendola diventare il luogo d'incontro settimanale per fare il punto della situazione; ben consapevoli che al "primo accenno" di avvisaglia di gravi problemi siamo pronti a rimontare la tenda per continuare il presidio.."


4 maggio Torino

ipotesi di accordo:

1 anno di cig straordinaria per tutte dal 1 giugno 2009

anticipo attraverso le banche

rotazione mensile

ipotesi accordo pdf

A un mese dalla scadenza per l'acquisto della Manifattura, la Newcocot non ha ancora un piano. La rotazione  della Cigs e l'anticipo da parte delle banche vanno bene ma bisognerà vedere se si farà rispettare tutto.

 

assemblea 5 maggio

maggioranza approva l'ipotesi di accordo, il presidio va avanti

firmato accordo il 21 maggio

alla manifattura Legnano (gruppo) la CIG scade il 6 agosto

 


Edizione del 3 giugno 2009 eco del chisone

Perosa, dal 1º giugno alla New Co.cot
Salari a rischio con la Cassa?
Le banche non hanno ancora concesso l'anticipo


PEROSA - Sull’accordo di messa in cassa integrazione straordinaria a rotazione di tutti i dipendenti della New Co.cot, cresce la preoccupazione dei 191 lavoratori sul pagamento degli anticipi del salario. Le banche locali, infatti, non hanno ancora espresso il loro impegno.

In base alla convenzione firmata a Roma il 15 aprile, non è prevista anticipazione da parte delle banche in caso di rotazione dei lavoratori.

Secondo il sindacalista Giuseppe Graziano della Uil regionale, «per i sindacati la rotazione in cassa integrazione straordinaria dei lavoratori è importantissima, perché non permette di espellere i lavoratori dal processo produttivo e salvaguarda la loro professionalità all’interno dell'attività produttiva. Siamo in un periodo molto grave di recessione. L’accordo raggiunto a Roma di un anno di cassa a rotazione pagata dall’Inps è un'opportunità di salvataggio per i dipendenti della New Co.cot ed è un accordo che tutela le lavoratrici».

Nonostante, però, i continui e intensi colloqui con le banche locali, l'accordo non è ancora stato raggiunto. I sindacati chiedono quindi interventi immediati alle istituzioni (Comune, Comunità montana, Provincia e Regione) per far pressioni sulle banche del territorio al fine di risolvere il problema dell’anticipo del salario, mediamente di 834 euro lordi al mese.

L’azienda, da parte sua, è fiduciosa che la soluzione si troverà. Intanto l’attività produttiva, seppur ridotta, prosegue con i nuovi turni di lavoro. Dal 1º giugno è iniziata la cassa integrazione a rotazione per circa 90 dipendenti e per loro la prima incertezza sullo stipendio avverrà nel mese di luglio.

 


unita


NEW COCOT E STABILUS, DUE ACCORDI CHE SEGNANO STRADE OPPOSTE

Lunedì 11 Maggio 2009 00:00

Nei giorni scorsi si sono concluse due importanti vicende occupazionali che riguardano la Val Chisone.

Da un parte vi è stato il buon accordo per quel che riguarda la New Cocot di Perosa Argentina: con la prevista rotazione si salvano tutti i posti di lavoro, anche se bisogna continuare a tenere alta l’attenzione e la mobilitazione per capire che cosa potrà accadere dopo il 30 giugno, quando scadrà il contratto di affitto con la Manifattura di Legnano. Ritengo comunque che le lotte e l’unità dei lavoratori abbiano portato a casa un buon risultato.


Dall’altra vi è la Stabilus di Villar Perosa per la quale l’accordo sindacale certifica la scomparsa di questa realtà produttiva dal nostro territorio. L’accordo ha grandi aspetti di criticità anche e soprattutto se confrontato con altre simili vicende – penso per esempio all’Olimpias di Piobesi o alla Cabind di Chiusa San Michele – dove si sono riusciti ad ottenere almeno due anni di cassa integrazione, e sulla Cabind a mantenere aperto un confronto per la ricollocazione dei lavoratori o per nuovi insediamenti produttivi in quello stabilimento. Le difficoltà nel costruire un migliore accordo sulla Stabilus sono in gran parte legate all’intransigenza della proprietà e a forti divisioni tra i lavoratori tra i quali è prevalsa (salvo alcune eccezioni) la sfiducia, la rassegnazione e la mancanza di volontà di lottare per salvaguardare il proprio posto di lavoro.

 

 


articolo su liberazione 10 maggio 2009 pdf  :

«Licenziamenti preventivi

senza garanzie. Ora i turni

li facciamo qui, in tenda»


""L'incontro all'unione industriale di lunedì 4-05-09 si è concluso con un' ipotesi d' accordo, con la cassaintegrazione straordinaria a partire dal 1 giugno 2009 per un anno più un anno a rotazione mensile con pagamento diretto dall 'INPS, però con la possibilità di avere tramite alcune banche che hanno stipulato un accordo, l'anticipo della C.G.S...In assemblea la maggioranza delle maestranze ha votato per la firma dell'accordo che dovrebbe essere retificato in regione il 21 c.m..
Il presidio però continua per mantenere alta l'attenzione e poichè il nostro obiettivo non è ancora stato raggiunto; fino a fine giugno non sapremo se l'azienda concluderà l'operazione dell'affitto del ramo d'azienda con l'acquisto...""

Facebook Newcocot


 

 raccolta foto1 maggio 2009 a Villar e  a Perosa

Questo volantino si  dovrebbe divulgare non solamente il 1° maggio a Zurigo, ma dappertutto 
 e per tutto l'anno. Perciò lo voglio pubblicare anche qui:

 "Ci sono bambini che muoiono sui motoscafi nella traversata del 
 mediterraneo.
 Mentre le loro madri cercano fortuna in terre più sicure.

 Ci sono bambini che vivono con i loro nonni in Romania.
 Mentre le loro madri fanno le prostitute in Svizzera.

 Ci sono bambini che ancora in pigiama vengono portati dalle suore 
 negli asili.
 Mentre le loro madri devono varcare la frontiera e farsi 3 ore di 
 viaggio al giorno per lavorare in Svizzera.

 Ci sono bambini che vanno a scuola con le chiavi di casa al collo.
 Mentre le loro madri al collo portano il mazzo delle chiavi degli 
 uffici dove fanno le pulizie.

 Ci sono bambini che a pranzo mangiano da soli il pranzo riscaldato nel 
 microonde.
 Mentre le loro madri fanno le cameriere nei ristoranti e servono 
 pranzi di lavoro.

 Ci sono bambini che si addormentano con il bacio del papà.
 Mentre le loro madri devono ancora rientrare dal lavoro perché i 
 negozi restano aperti fino a tardi.

 Ci sono bambini che vanno al parco gioco con i nonni.
 Mentre le loro madri al parco portano gli anziani di cui fanno le badanti.

 Ci sono bambini che passano il tempo da soli davanti alla televisione 
 alla  playstation.
 Mentre le loro madri davanti alla televisione si addormentano stremate.

 Ci sono bambini che si addormentano con le mani sulle orecchie.
 Mentre le loro madri discutono con i papà dei debiti da pagare e dei 
 soldi che non bastano mai.

 Ci sono bambini che sognano un mondo migliore.
 Mentre le loro madri dignitosamente ogni giorno si battono per loro."

 Il volantino è firmato: OFFICINA DONNA - L'ALTRA METÀ DELLA RESISTENZA



articolo 'voce pinerolese.it del  18.5 pdf

riforma

29 aprile visita del Vescovo e del Pastore Nofke

 Vescovo    Nofke


riepilogo ultimi fatti

IL 2 marzo la direzione ha comunicato la richiesta di 90 esuberi da mettere in cig straordinaria senza anticipo e senza rotazione- prossimo incontro il 13.

Presidio davanti alla fabbrica con 150 persone, lavoratrici e lavoratori,sindaci, cittadini, delegati delle altre fabbriche. la trattativa è iniziata in ritardo. La direzione non vuole mediare su rotazione e anticipo. Alle 14 assemblea con tutte le dipendenti - si cercano volontari per uscire-

altrimenti CGIL  CISL e ALP non firmano senza rotazione e anticipo. L'assemblea prende le distanze dalla direzione e conferma  il 20 marzo  manifestazione a Torino insieme all'Indesit.

presidio 13 marzo- l'incontro viene aggiornato alla Regione per il 25

 

23 marzo assemblea alle porte col prc  audio 9 _Mb

http://www.alpcub.com/newcocot23mar09.mp3

 

l 24 incontro sindacati - Regione

Il 25 tavolo ufficio regionale del lavoro >spostato al 6 aprile

giovedì 26 marzo al teatro di Pomaretto dibattito sulla crisi (comunicato) -organizzato dal pRC ore 20,45

 

il 22 aprile assemblee  -  dice la direzione che l'azienda è disponibile a prolungare la cassa  ordinaria e per maggio a sperimentare la rotazione in attesa di un accordo. Le lavoratrici ritengono necessario continuare il presidio.

il 28 incontro in azienda slittato al 4 maggio

 

28 aprile direttivo alp al presidio della New cocot a Perosa dalle 18 alle 20 ( in caso di pioggia sala Lombardini Perosa)

 

A TUTTA LA POPOLAZIONE

PRESIDIO VUOL DIRE DIFESA E TUTELA DEL NOSTRO POSTO DI LAVORO CON MANIFESTAZIONE PERMANENTE DAVANTI ALL’AZIENDA PER MANIFESTARE IL NOSTRO DISSENSO ALLA LORO PRESA DI POZIONE DI COLLOCARE 90 PERSONE IN C.I.G.S. SENZA ROTAZIONE NE’ ANTICIPO.
E’ ANCHE UN MODO PER CONTINUARE A TENERE ALTA L’ATTENZIONE SUI PROBLEMI OCCUPAZIONALI CHE RIGUARDANO NOI, MA ANCHE TUTTA LA NOSTRA VALLE.
LA SCELTA TEMPORANEA DI NON FERMARE LO STABILIMENTO NONOSTANTE IL PRESIDIO ESTERNO E’ PER NON PREGIUDICARE L’ATTIVITA’ PRESENTE E FUTURA NE’ TANTOMENO L’ACQUISTO A FINE GIUGNO 2009, MA PER RIAFFERMARE IL NOSTRO DIRITTO AL LAVORO !!!!!!
LA NOSTRA NON E’ DEBOLEZZA MA VOLONTA’ DI CONTINUARE A FAR VIVERE LE NOSTRE AZIENDE!!!!

LE R.S.U.
NEWCO.COT

 

1 maggio partecipazione al corteo di Villar Perosa

e pranzo al sacco al presidio della Stabilus

pomeriggio al presidio della Newcocot

il 4 maggio aTorino.


 

VENERDI' 1 MAGGIO 2009 --> Esce in edicola sul settimanale " Monviso" l'articolo di retifica  mandato la scorsa settimana..

SABATO 2 MAGGIO --> Visita intorno alle ore 16.30 della delegazione della Chiesa Valdese di Pomaretto.. La delegazione sarà composta dal Pastore Sergio Manna, dalla presidente del Concistoro, Paola Revel, dalla diacona Karola Stobeaus, da Paolo Corsani (già membro della delegazione ecumenica che si era recata in Germania ad incontrare i vertici della Stabilus) e dalla segretaria della Concistoro, Ines Marchetti.   Letto messaggio

 

 

UNA VOCE DI SPERANZA PER IL LAVORO IN VALLE

Non è ancora detto che nella nostra valle sia tutto perduto:
benessere,dignità,lavoro! Non è ancora scritto da nessuna parte che i lavoratori Stabilus di Villar Perosa e le lavoratrici della New co.cot di Perosa siano stati sconfitti senza lottare e privi della possibilità di rivincita. Anzi, dopo alcuni tentennamenti hanno ripreso a far sentire la loro voce: una voce ancora isoltata, debole, ma molto chiara.
Non una voce perduta nel deserto dell'egoismo individuale, ma una nota, nello stesso tempo, determinata e dolce.
Una voce che chiede senza sosta:"DIGNITA', DIGNITA', UOMINI E DONNE DELLA VALLE, COERENZA, ANCHE A COSTO DI MOLTA SOFFERENZA" . E l'esempio trascina, è dirompente.
Per questo dobbiamo tutti iniseme alimentare quella voce fino a quando non saremo decine,centinaia, a gridare :" DIGNITA', DIGNITA', LAVORO PER CHI AMA QUESTO TERRITORIO AL PUNTO DI NON VOLERSENE STACCARE, COSTI QUEL CHE COSTI".
Costi giorni al freddo, sotto la pioggia, appena riparata da una tenda che ti protegge solo come una "pelle d'aglio", sotto il sole battente e ..tanta, tanta fame.....
PINEROLO 19 APRILE 2009
FRANCO BREUZA PRESIDENTE DELL'ALP-CUB

 

articolo su operai contro/maggio 2009 link

 

riforma

 

 

Si è deciso di mettere una tenda e un presidio alle porte.

Volantino distribuito i 20 aprile a  Perosa

A TUTTA LA POPOLAZIONE

Siamo le maestranze della New Cocot e vogliamo portare a conoscenza della popolazione i nostri gravi problemi lavorativi. Facciamo parte di una azienda in contratto di affitto che ci dovrebbe acquistare a giugno e già da ora ha deciso che ci sono 90 esuberi !

L'azienda vorrebbe 90 persone in cassa integrazione straordinaria senza anticipo di stipendio per un anno. Sarebbe una decisione drammatica che non coinvolge solamente i singoli individui ma il'ntera comunità come  gli esercizi pubblici, scuole ecc.

Abbiamo così deciso di insediare un presidio permanente davanti all'azienda. per sensibilizzare l'opinione pubblica sui nostri problemi: abbiamo bisogno della solidarietà di tutti!

Ricordiamoci della nostra collega della Stabilus che manifesta per una valida causa nell'indifferenza della società. 

 

 

(Del 10/4/2009 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 70)

Perosa
Si tratta ancora per la New Co Cot




Ancora incertezze sul futuro della New Co Cot di Perosa Argentina. Ieri pomeriggio si è svolto un incontro con la dirigenza dell’azienda. Presenti i sindacati, l’assessore regionale Migliasso e il consigliere regionale Clement. «Martedì si apriranno le trattative congiunte in Regione – spiega Angela Migliasso – forse proprio grazie alla qualità del prodotto tessile che viene elaborato a Perosa Argentina e alla sua tracciabilità, sarà possibile trovare delle soluzioni che allontanino i rischi di licenziamenti». A Perosa lavorano 190 dipendenti, quasi tutte donne. L’azienda dice però di avere esuberi per la metà.

STABILUS E NEW COCOT, GIOVEDI 9 IMPORTANTI INCONTRI CON LA REGIONE link rifondazione

Venerdì 03 Aprile 2009 00:00

“Vista la situazione molto critica di Stabilus e New Cocot - dice Gian Piero Clement, Capogruppo Regionale del Prc – mi sono attivato per favorire un confronto su queste realtà per capire se ci sono margini per convocare un tavolo di crisi regionale che sia al di fuori della procedura di chiusura della Stabilus di Villar Perosa e della messa in cassa integrazione della New Cocot di Perosa Argentina”.


“Giovedì 9 mattina – continua il consigliere –  a Torino si terrà un incontro (slittato martedì scorso per impegni degli Assessori regionali) tra enti locali, Comune di Perosa e Comunità Montana Val Chisone, l’amministratore delegato della New Cocot  e gli Assessori competenti Bairati e Migliasso. Sempre giovedì 9 alle 18 al Comune di Villar Perosa vi sarà un incontro tra l’amministrazione di Villar Perosa, le organizzazioni sindacali, le maestranze Stabilus e gli Assessori Bairati e MIgliasso”.

“La Regione – conclude Clement – metterà in campo tutte le sue possibili competenze per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro, mentre ad oggi non vi è alcuna azione prevista e programmata dal Governo centrale”.

 

video sul processo produttivo e breve cronologia sindacale - 174 Mb  42' (scarica)

http://www.alpcub.com/MANIFATTURA%20DI%20PEROSA_x.wmv

 

      eco 1 aprile 2009  

 

il 24 marzo 2009 incontro sindacati - Regione

Il 25 marzo tavolo ufficio regionale del lavoro >spostato al 6 aprile

giovedì 26 marzo al teatro di Pomaretto dibattito sulla crisi (volantino pdf)- organizzato dal pRC ore 20,45

dibattito Pomaretto 26 marzo

introduzione Franco Polastro audio  http://www.alpcub.com/introduzione_polastro.mp3

Lanza (alp) audio  http://www.alpcub.com/lanza_27.mp3

Mandarano (CGIL) audio  http://www.alpcub.com/mandarano_27.mp3

Tron (CISL) audio  http://www.alpcub.com/tron_27.mp3

Clement (PRC) audio http://www.alpcub.com/clement_27.mp3

dibattito e repliche audio  http://www.alpcub.com/dibattito_27.mp3

 

23 marzo assemblea alle porte col prc  audio 9 _Mb  http://www.alpcub.com/newcocot23mar09.mp3

 

Lanza (alp), Ferrero, Provera, Clement (PRC)

 

 

 

 

    altre foto  video avi

80 anni fa...

 

 

Edizione del 18 marzo 2009- eco del chisone

Perosa, per la New Co.cot 90 esuberi e nuovi orari
Perosa: New Co.cot ancora nessun accordo
Nessun accordo coi sindacati - Ora si tratta in Regione

PEROSA - Nessun accordo è stato raggiunto nell'incontro azienda-sindacati di venerdì 13, quando un centinaio di lavoratori e cittadini ha presidiato l'entrata dello stabilimento New Co.cot ex-Manifattura di Legnano.

Il 2 marzo la direzione aveva comunicato la richiesta di 90 esuberi da mettere in cassa integrazione straordinaria, senza anticipo e senza rotazione dei lavoratori. Per loro, nessuna possibilità di rientro. Ad aspettarli ci sarebbe stata la mobilità. Per gli altri cento sono stati prospettati nuovi orari dal 1º aprile: eliminati i part-time, il reparto Filatura applicherà la turnazione a scorrimento di quattro giorni di lavoro di otto ore e due giorni di riposo, compreso il turno notturno; i reparti di preparazione lavoreranno cinque giorni di otto ore per settimana.

L'azienda non sembra disposta a trattare. E i sindacati - a queste condizioni - non firmano. Per la New Co.cot. hanno partecipato il direttore Rampinini, il responsabile della produzione Bonino, i consulenti sindacali Carrara e Ro. Dall'altra parte Tron della Cisl, Graziano della Uil, Breusa dell'Alp, e i delegati Rsu aziendali.

Graziano, a nome di tutti, ha auspicato che venga richiesto un ulteriore ciclo di cassa integrazione ordinaria per altre 13 settimane, dopo quella che coinvolge già 70 lavoratori, ed è in scadenza il 18 aprile. Si è insistito per attuare i contratti di solidarietà, auspicando che nel frattempo avvenga un miglioramento di un mercato in crollo verticale.

L'azienda ha evidenziato l'estrema necessità di adeguare la produzione di filati in base alle richieste: non si possono produrre 1.500 chilogrammi di filati con 191 lavoratori: «I costi sono massacranti, fuori mercato».

«Ho proposto di sospendere la trattativa - spiega il consigliere regionale Gian Piero Clement (Prc), presente fra i lavoratori - e di portare questa problematica a un tavolo di crisi in Regione, dove potranno essere verificate le condizioni di criticità dell'azienda sul versante del credito e sul calo dei volumi produttivi».

La proposta è stata accolta da tutte le parti. E l'assemblea dei dipendenti, che si è tenuta dopo l'incontro, ha confermato lo sciopero di otto ore per il 20 marzo, con manifestazione a Torino insieme all'Indesit. «L'obiettivo - aggiunge Clement - deve essere chiaro: non dobbiamo perdere nessun posto di lavoro in valle»

Il sindaco di Perosa Giovanni Laurenti e il presidente della Comunità montana Valli Chisone e Germanasca Andrea Coucourde, hanno incontrato il responsabile della produzione Bonino. Questa la situazione prospettata: l'azienda gestisce in affitto lo stabilimento di Perosa di proprietà della Manifattura di Legnano. Ma «il sistema bancario - spiega Laurenti - ha difficoltà e stenta a sostenere l'impegno dell'azienda. Nessun riferimento alla Banca Intesa SanPaolo, che mantiene i suoi impegni e le linee di credito, ma da parte di tutte le altre banche sul territorio».

Inoltre è emersa la necessità di normalizzare la situazione produttiva: quando la New Co.cot ha assunto la gestione dello stabilimento, il settore camiceria tirava. L'attuale crisi avrebbe invece ridotto gli ordini di un terzo.

«Con la Comunità montana - conclude il sindaco - si cercherà di aprire il tavolo di trattativa presso la Regione con gli assessori dell'Industria Andrea Bairati e del Lavoro Angela Migliasso».

L'obiettivo di tutti è arrivare al 30 giugno, scadenza del contratto di affitto, con un'attività produttiva in piedi, seppur ridotta. Altrimenti, se la produzione dovesse essere sospesa, l'azienda ha fatto capire che potrebbe rimettere il suo impegno di affitto alla proprietà. E non riaprire.

Riccardo Lussana

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ASSEMBLEA A VILLAR PEROSA ALLA FINESTRA DELLE VALLI ORE 18- 9 MARZO  audio :

sindaco+ Tron (cisl) http://www.alpcub.com/sindaco+tron.mp3

+ Corsani (chiesa valdese) + Coucourde (c.Montana)  http://www.alpcub.com/corsani+coucourde.mp3

rsu Stabilus  http://www.alpcub.com/rsu%20stabilus.mp3

Lanza (alp)

Rsu Fiom Avio precisi

replica RSU Stabilus + Breuza (alp SKF)

Migliasso

Piazza del lavoro. Intervista a Giorgio Ruffolo audio link

 

 

riforma 20.3.09

Attenzione: apre in una nuova finestra. 


NEW COCOT, MI ATTIVERO’ CON GLI ASSESSORI PER ISTITUIRE IL TAVOLO DI CONFRONTO REGIONALE

Venerdì 13 Marzo 2009 00:00

“Questa mattina – dice Gian Piero Clement, Capogruppo Regionale del Prc - ho partecipato al presidio davanti allo stabilimento di Villar Perosa della New Cocot insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, ai Sindaci della Val Chisone e ai rappresentanti dei lavoratori delle altre fabbriche”.

“All’interno la proprietà stava trattando con le organizzazioni sindacali del futuro dei 195 dipendenti. La richiesta dell’azienda è di sospendere a 0 ore circa  90 dipendenti con nessuna prospettiva di rientro e quindi con il passaggio attraverso la cassa integrazione e poi la mobilità”.

“Il sindacato ha contrapposto due proposte: un contratto di solidarietà che coinvolga tutti i lavoratori o il ricorso alla cassa integrazione, ma a rotazione tra tutti i dipendenti. L’azienda sembra non disposta a trattare e impone sostanzialmente un aut aut: o si trova un accordo o saltano tutti i posti di lavoro”.



“Ho proposto ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali di chiedere all’azienda di sospendere la trattativa e portare questa problematica ad un tavolo di crisi in Regione, dove potranno essere verificate le condizioni di criticità dell’azienda sul versante del credito e sul calo di volumi produttivi”.

“Tutte le parti in causa hanno accolto questa proposta e dunque mi farò parte con gli assessori competenti affinché venga al più presto attivato un tavolo di confronto”.

“L’obiettivo deve essere chiaro: non dobbiamo perdere nessun posto di lavoro in Valle, dobbiamo mantenere le nostre industrie e non è accettabile nessun percorso che possa portare a lasciare a casa delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Torino, 13 Marzo 2009

 

 

 

archivio New Cocot-ex MANIFATTURA DI LEGNANO


giovedì 19 febbraio alle 11 a Perosa Argentina presidio 

davanti alla banca per la crisi della Newcocot

Una quarantina di operaie,delegati, amministratori.Dopo due interventi dei sindacati Cisl e Alpcub, una delegazione sindacale e gli amministratori sono entrati a portare alla direttrice della filiale la richiesta di segnalare il problema del credito bancario per la Newcocot di Perosa. Quindi un breve corteo e un incontro col direttore della Manifattura 

 

 

articolo del 25 febbraio eco del chisone-pdf


 

Edizione del 18 febbraio 2009 eco

Perosa, dopo una settimana di cassa integrazione totale
Alla New Co.Cot ripartono le macchine
Il sindaco scrive al Governo: «Non dimenticate il tessile»


PEROSA - L’imprevista fermata dell'attività produttiva per mancanza della materia prima (cotoni), a causa di contrattempi commerciali, ha costretto la direzione dello stabilimento Cotonificio New Co.Cot - ex-Manifattura di Legnano - a mettere in cassa integrazione ordinaria tutti i 192 lavoratori per una settimana.

Con l’arrivo di un primo container di 15.000 kg di cotone, mercoledì 11 un gruppo di operai dei reparti Mischia-Carderia è stato richiamato al lavoro per predisporre il ciclo produttivo (caricamento delle macchine). Si ritiene che entro alcuni giorni la ripresa del lavoro avverrà in tutti i reparti.

È certo auspicabile che la materia prima arrivi regolarmente per evitare le interruzioni di lavoro, che causano imperfezioni sulla produzione di filati di qualità.

In merito alla situazione economico-finanziaria che colpisce gravemente in questi tempi anche l’industria tessile, molta è la preoccupazione della popolazione e della stessa Amministrazione comunale sulla vita dell’unica azienda tessile superstite in valle.

Il sindaco di Perosa Giovanni Laurenti, preoccupato per la situazione attuale dello stabilimento perosino, a fine gennaio ha inviato una lettera di richiesta di misure di sostegno all'attività produttiva al presidente del Consiglio Berlusconi; al ministro delle Attività produttive Scagliola; all’Unione industriale di Torino e alla stessa direzione della società New Co.Cot.

Scrive Laurenti: «Il Comune di Perosa Argentina esprime preoccupazione per il mantenimento del settore tessile in questo momento di crisi a livello mondiale. Vista la richiesta del settore auto di sostegno economico, si chiede di non dimenticare il settore tessile dal complesso delle misure anticrisi, essendo tale settore uno dei pilastri del made in Italy. Si consideri inoltre il valore in termini di export, di innovazione e di occupazione del settore tessile che in questi anni ha già dovuto subire attacchi e scarsa attenzione da parte del Governo. Si confida pertanto in una ferma presa di posizione da parte del Governo italiano».



Ricardo Lussana

 

 

manifestazione 29.12.08 audio intervento rsu cisl Boaglio  - mp3

 

la tranquilla Val Chisone si mobilita per non pagare la crisi eco del chisone

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alp comunicato 24.09.08  pdf

Verbale accordo New Cocot- Manifattura di Legnano 10 marzo 2008- pdf

 

La New Cocot Spa affitta la Manifattura di Legnano Spa mediante trasferimento di ramo d'azienda,art.47 L.428/90.

La comunicazione del 1° febbraio è stata fatta ai sindacati e alle RSU di tutti gli stabilimenti. Da una prima lettura emergono le eccedenze in molti stabilimenti in particolare a Legnano. Nei prossimi giorni ci sarà l'incontro nel quale si dovrà recuperare il dato occupazionale.

intervista a Franco Agliodo- segr. provinciale Cisl 

   audio1    

  audio2 

 

 

 

 

eco del chisone 27.2.08

 

 

 

Rinnovo Rsu Manifattura- pdf gennaio 2008 locandina alp

Votanti 158 aventi diritto 221 valide 139

Bianche 1 Nulle 18

Cisl  lista 7 voti + impiegati 4 voti + operai 34 voti= 45

Alp lista 7 voti    + operai 44 voti = 51

Uil lista 1 voto + impiegati 6 voti + operai 28 voti =35

Cgil lista 2 voti + operai 6 voti = 8

Rsu: 3 Uil, 2 Cisl, 1 Alp

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LETTERA APERTA FEMCA - 30-10-2007 - pdf

Comunicato Femca 16-07-07 - pdf

 

 Dibattito sull' Eco del chisone 23-5-07 pdf

L'incontro del 18 maggio  2007a Milanopdf

 

L'incontro dell'8 maggio 2007 a Milano pdf

 

 

C'era una volta un accordo... ma quale è il futuro della Manifattura?

 

Firmato l'accordo tra sindacati e proprietà
Perosa: la Manifattura è salva
A Perosa lavoro per 220 e nuovi macchinari


È stato raggiunto lunedì a Legnano l'accordo sul Piano industriale tra la proprietà della Manifattura di Legnano (Gruppo a cui appartiene la Manifattura di Perosa) e il coordinamento sindacale.

La buona notizia è che lo stabilimento di Perosa non chiuderà, ma anzi verrà potenziato. Il rovescio della medaglia è che il Piano industriale prevede la chiusura di sei stabilimenti, compresi quelli di Crespi e Cerro, e la mobilità per circa la metà dei 999 dipendenti del Gruppo. Secondo l'accordo raggiunto, anche nello stabilimento di Perosa ci sarà una riduzione dei dipendenti (a partire da settembre attraverso mobilità volontaria e pensionamenti) dagli attuali 247 a 220. Se le cose andassero per il verso giusto, però, in futuro potrebbero tornare le assunzioni, anche perché a Perosa verrà trasferita la fase di preparazione per tutto il Gruppo.

Per quanto riguarda il resto del Gruppo si prevede il mantenimento di 90 lavoratori a Legnano Tinti, 30 nella sede amministrativa e 85-90 nell'altro stabilimento di Legnano.

L'accordo è stato sottoscritto dai sindacati di categoria della Cgil, Cisl e Uil. È probabile che nei prossimi giorni saranno diverse le valutazioni espresse sull'accordo dai vari rappresentanti locali dei sindacati. Tra i segnali positivi da tenere in considerazione l'ottimo riscontro avuto dai filati di qualità del Gruppo a "Pitti fiera".



A.M. eco del chisone 11-7-07

Comunicato sindacale Legnano  6-4-2007 -link

Comunicato stampa regione 29.1.2007pdf

IL FUTURO DELLA VAL CHISONE- DAVIDE ROSSO - RIFORMA -PDF

Comunicato  femca CISL 21.7.2006 pdf

Accordo tessili -11-4-06 pdf

Firmato accordo per la cig-htm- eco del chisone 7-9-06

presidio alp Pinerolo- foto  22.6.05

Volantino alp sciopero 22 giugno  e  volantino cgil cisl uil-torino