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 come procede Fabbrica Italia 2011

vedi sito operaio

http://www.operaicontro.it/

 

Italia dopo Mirafiori/  e articoli economici sull'estero / e Giappone

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per approfondire, e in mancanza di notizie di alcuni giorni in questa rubrica:

 

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**su http://www.esserecomunisti.it/

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( promosso da centro-destra regionale) vedi registrazione incontro sulla Val Chisone e la crisi Newcocot dell'11 aprile:

http://www.alpcub.com/incontro%20centro%20anziani_perosa11aprile2011.htm

 

da Radio Beckwith di Luserna S.Giovanni - selezione audio 2011:

 http://rbe.it/inediti/2011/03/31/detroit-o-torino-valentino-castellani/

http://rbe.it/caravan/2011/03/unoccasione-per-fermare-gli-estremismi-la-fiom-sulla-trattativa-alla-bertone/

http://rbe.it/caravan/2011/03/i-rischi-del-nucleare-intervista-a-stefano-ciafani/

http://rbe.it/caravan/2011/03/le-pari-opportunita-in-piemonte-ne-parliamo-con-cristina-corda/

http://rbe.it/caravan/2011/03/crescono-le-imprese-in-provincia-di-torino-parlano-molte-lingue-si-diversificano/

http://rbe.it/caravan/2011/03/artesio-una-riforma-a-colpi-di-maggioranza/

http://rbe.it/caravan/2011/02/lacqua-come-bene-pubblico-le-modifiche-allo-statuto-del-comune-di-pinerolo/

http://rbe.it/caravan/2011/02/trattativa-bertone-intervista-zulianello/

http://rbe.it/caravan/2011/02/la-consulta-stranieri-a-bra/

http://rbe.it/caravan/2011/02/nuova-normativa-sui-boschi-intervista-a-claudio-sacchetto/

http://rbe.it/caravan/2011/02/slow-food-parte-civile-al-processo-sulla-semina-di-ogm-a-pordenone-e-in-pericolo-la-biodiversita/

http://rbe.it/caravan/2011/02/un-racconto-dal-forum-sociale-mondiale-a-dakar/

http://rbe.it/caravan/2011/01/migrazioni-esodi-e-nomadismi/

http://rbe.it/caravan/2011/01/il-referendum-di-mirafiori-parte-ii-e-ora-cosa-succede/

http://rbe.it/caravan/2011/01/referendum-mirafiori-intervista-a-edi-lazzi/

http://rbe.it/caravan/2011/01/la-crisi-della-newcocot-di-perosa-argentina-intervista-a-enrico-tron/furlan/lanza

 

giappone

http://rbe.it/caravan/2011/03/la-situaziozione-giapponese/

http://rbe.it/caravan/2011/03/il-terremoto-in-giappone-la-testimonianza-di-giuseppe-percivati/

 

 

Giappone, "oltre 10mila morti". Allarme in tre centrali - Foto -

CRONACA Tremila vittime accertate del terremoto ma se ne temono molte di più: alcune migliaia di dispersi. Fumo dall'impianto di Onagawa, vicino all'epicentro. Danni al reattore 3 di Fukushima,  contaminati (foto), problemi a Tokai.  Il premier: "Situazione grave. Elettricità razionata".

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Fisco, non denunciano più un reddito
oltre 200 mila giovani tra i 15 e i 24 anni

La fotografia della crisi dell'occupazione giovanile nelle dichiarazioni dei redditi 2010. In sostanza vuol dire che in questa fascia d'età il lavoro regolare è diminuito del 10 %


 repubblica.it 12marzo 2011-18.04

 Giappone, ancora scosse: rischio nuovo tsunami / Video
Centrale nucleare, primi contaminati - Video - In 3D
Trovati 400 corpi, diecimila dispersi in un porto / Audio Mastrogiacomo
Grattacieli / Dal tetto / Sos / Crepe / Reattore / Giorno dopo / Fotoconfronto

Giappone, ancora scosse: rischio nuovo tsunami /   Video    Centrale nucleare, primi contaminati  -   Video   -  In 3D

DIRETTA  La terra continua a tremare il giorno dopo il sisma (video). Almeno 1.700 i morti accertati.Trovati cadaveri a Rikuzentakata, nel porto di Minamisanriku disperse 9.500 persone. Centrali, il governo rassicura: radiazioni in calo. Dopo il crollo della gabbia reattore di Fukushima, tecnici feriti e tre persone positive alla radioattività. Evacuata la popolazione (satellite) / Prime pagine 1 - 2 - 3 / Siti -VIDEO L'auto sul tetto
LE TESTIMONIANZE La centrale fa paura di FABIOLA PALMERI   INVIATECI IL VOSTRO RACCONTO - MAPPA / ANIMAZIONE 12

Italia 12 marzo

Costituzione e scuola pubblica
100 città in piazza
Speciale / twitter
Diretta tv - Video - Foto - Striscioni

 


Contro il sovversivismo delle classi dirigenti  

Paolo Ferrero

(Liberazione

 del 12/03/2011)

 

Una lunga stagione di lotte. Il sindacato di base ci sta  

Fabio Sebastiani

(Liberazione

 del 12/03/2011)

Un lungo corteo si snoda per le vie di Roma. L'obiettivo unificare le vertenze per battere la crisi

 

La Costituzione va in piazza  

Gaetano Azzariti

(il manifesto

 del 12/03/2011)

 

«Il 26 marzo in piazza per l'acqua bene comune»  

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(Liberazione

 del 12/03/2011)

Appello per la manifestazione a Roma: «Accorpare il referenudm alle amministrative»

 

«Il potere si è blindato, è democrazia dei pochi»  

Andrea Fabozzi

(il manifesto

 del 12/03/2011)

Intervista al politologo Alfio Mastropaolo: i diritti non sono un fatto individuale

 

Ecco il nuovo "Patto per l'euro"  

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(Liberazione

 del 13/03/2011)

 


 

12 marzo, un'altra tappa verso lo sciopero generale  

Mimmo Pantaleo *

(Liberazione

 del 11/03/2011)

 

La fine dell’indipendenza della Magistratura  

Marco Sferini

(Lanterne rosse.it

 del 11/03/2011)

 

Chi ha paura dei movimenti per l'acqua?  

Marco Bersani

(il manifesto

 del 11/03/2011)

 

Chiamparino: «I democratici non hanno futuro»  

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(il manifesto

 del 11/03/2011)

 


La concorrenza come bene pubblico/ Mercati liberi fanno imprese libere di crescere e di competere

di Luca di Montezemolo , pubblicato il 10 marzo 2011- www.italiafutura.it

 

immagine documento
L’Italia ha bisogno di più concorrenza a tutti i livelli della sua vita pubblica. Ne ha bisogno la politica, da troppi anni al riparo da meccanismi di competizione interna e che anche per questo deve mettere al centro del paese l’impresa: non già come categoria sociale o come soggetto da proteggere, ma come strumento di crescita economica e civile. Nelle fasi di espansione economica, sono stati la concorrenza e il mercato ad aver fatto crescere il mondo a ritmi sconosciuti. L’Italia, con la sua crescita vicina allo zero, è un’eccezione. Tale eccezione non è dovuta all’aumento della concorrenza internazionale, ma alla nostra scarsa competitività. È lì che dobbiamo intervenire. Non possiamo frenare il mondo, perché noi possiamo farcela.

Accanto ad imprese manifatturiere che competono bene sui mercati mondiali, abbiamo lavoratori preparati, famiglie industriose, amministratori pubblici impegnati, ricercatori ed intellettuali noti nel mondo. Abbiamo copioso risparmio. Abbiamo un Paese meraviglioso e abbiamo bisogno di mercati liberi dove le imprese possano crescere e competere. Quello che ci manca è l’assunzione della concorrenza e del mercato come valori fondanti del nostro essere una comunità nazionale capace di crescere: valori che sarebbe bene potessero essere fatti circolare tra i nostri ragazzi fin dalla scuola, anche per contrastare i troppi pregiudizi storici che in Italia vi si oppongono da decenni.

Mercati liberi fanno imprese libere di crescere e di competere. Noi lo sappiamo bene. E’ la nostra storia di imprenditori italiani, è la nostra esperienza di imprese che sono cresciute in giro per il mondo. Ma in Italia - e anche in molte zone d’Europa - non abbiamo molti mercati liberi. E la concorrenza ha tanti nemici, tanti avversari. Soprattutto nel nostro Paese, dove funziona spesso la cultura del “battitore libero”, del free rider. Ossia quella del furbo, che agisce al riparo di regole corporative, regole che vuole egli stesso poter aggirare, quando gli serve. In questa cultura possono emergere – come sta accadendo - veri fenomeni degenerativi nell’area grigia ai confini tra il pubblico e il privato. L’esempio macroscopico è quella sorta di neo-statalismo municipale che si sta diffondendo a macchia d’olio nei nostri comuni, nelle province, nelle regioni, insomma negli Enti locali di ogni colore. Nel 1996 c’erano 30 aziende municipalizzate in forma di SpA, oggi ce ne sono oltre 800.

Sta avvenendo il contrario di quanto sarebbe necessario: invece di liberalizzare il mercato, si allarga la concorrenza sleale di chi opera in regimi protetti con i soldi dei cittadini. Non solo: si sottraggono spazi vitali per iniziative veramente imprenditoriali dove soprattutto le nostre piccole e medie imprese potrebbero essere protagoniste. Questo comporta una discriminazione odiosa tra imprenditori, troppo spesso divisi tra coloro che rischiano e investono con coraggio e coloro che invece possono operare in settori protetti al riparo dalla vera concorrenza. D’altra parte proprio le liberalizzazioni sono le vittime eccellenti della “politica degli annunci” che affligge il nostro Paese. Quante volte abbiamo sentito parlare di grandi ondate di liberalizzazioni, senza che vi fosse alcuna conseguente decisione operativa? Quante volte abbiamo visto governi che si dicevano liberali solo a parole, ma in realtà incapaci di aprire nuovi spazi di concorrenza?

Tutto ciò non è senza costi per i cittadini e per le imprese. Sprechi e inefficienze si traducono infatti in una sorta di tassazione occulta, fatta di tariffe elevate per servizi di scadente qualità, prestati in condizioni di assoluto monopolio. E questo è esattamente il contrario della riduzione delle tasse. Questa cultura va cambiata. E occorre farlo in fretta se non vogliamo perdere altro terreno. Abbiamo vissuto troppo a lungo un’epoca di assistenzialismo. Ed oggi abbiamo un Paese che si è imborghesito senza aver creato una vera borghesia che sia classe dirigente!


 

repubblica.it- 10 marzo 21.06

Trasporti, un venerdì a rischio
Sciopero dei sindacati di base

 Usb, Slai Cobas, Unicobas e Snater sfilano domani a Roma per l'occupazione e "contro la precarietà e il metodo-Marchionne". La protesta interesserà anche il personale degli enti locali, la sanità e l'università. Ecopass e Ztl sospesi a Milano e Torino

Crisi, l'allarme di Confindustria
"Shock petrolio rallenta la ripresa"

Gli industriali: "Segnali più decisi di accelerazione dell'economia, ma resta ampio divario con le altre nazioni". "Greggio a 115 dollari a barile potrebbe costare lo 0,7% del Pil". Intanto l'Istat certifica un calo della produzione industriale 


 

La traiettoria del capitalismo storico e la vocazione tricontinentale del marxismo  

Samir Amin

(Resistenze

 del 10/03/2011)

Prima parte (1 di 2)

 

Il primo sciopero generale di una primavera intensa  

Rocco Di Michele

(il manifesto

 del 10/03/2011)

Il sindacato di base domani in una intera giornata di sciopero

 

Quelle immagini inquietanti reclamano tutta la verità  

Dino Greco

(Liberazione

 del 10/03/2011)

L'inchiesta di Liberazione sugli spari alla manifestazione contro il governo del 14 Dicembre 2010


mer, 09 mar @ 08:52 operai contro

 

-  Il primo ministro cinese, Wen Jiabao, non ritiene superata la crisi economica;
il governo paventa il rischio di fratture sociali, prioritaria la lotta
all’inflazione da contenere sotto il 4% nel 2011. Nel 2010  +3,3% contro il +3%
previsto.

o   L’aumento degli alimentari (gennaio 2011 +16% su gennaio 2010) colpisce
soprattutto la popolazione delle campagne e gli strati urbani inferiori.

-  Riconosciuto il non raggiungimento di importanti obiettivi posti dal precedente
piano quinquennale:

o    aumento dei problemi per materie prime e ambiente, divario eccessivi dei redditi
e contraddizioni città-campagna; 

limitata la capacità di innovazione, agricoltura debole. Ineguaglianza nell’accesso a
educazione e sanità; espropriazioni illegali; demolizioni forzate e corruzione.
-  Il Congresso nazionale del popolo, organo non elettivo che si riunisce una volta
l’anno, deve varare quest’anno il 12° piano quinquennale, che prevede

o   puntare su consumo interno, servizi e industria ad alto valore aggiunto più che
sull’export di massa e gli investimenti;

o   aumento medio del 7%/anno del reddito pro-capite reale;

o   entro il 2015 creare circa 45 milioni di posti di lavoro urbani;

o   aumento della quota di combustibile non fossile all’11,4%, ogni punto PIL farebbe
diminuir del 17% l’emissione di CO2.

o   +4 punti percentuali la popolazione urbana, al 51,5%.

-  Da sondaggi, i cinesi protestano soprattutto contro: 

divario dei redditi, penuria di abitazioni e inflazione.


 

Più prestiti, meno soldi a casa. La famiglia italiana è in rosso

di Ester Nemo

su il manifesto del 09/03/2011

In uno studio, gli effetti della crisi che persiste. E il carovita avanza

Le famiglie italiane restano a rischio. L'ultima fotografia rilasciata da Bankitalia ritrae un paese dove aumentano i prestiti bancari e diminuiscono i soldi sul conto corrente. Secondo i dati contenuti nel supplemento «Moneta e Banche» della Banca d'Italia, diffuso ieri, in gennaio sono aumentati del 5%, su base annua, i prestiti richiesti dalle famiglie, mentre sono calati dell'1,7%, sempre su base annua, i depositi dell'intero settore privati, che include anche le famiglie. «A gennaio 2011 - si legge nella nota di sintesi in attesa della pubblicazione integrale sul Bollettino - il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato, corretto per le cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è salito al 4,8% rispetto al 3,6% di dicembre. Il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle società non finanziarie è salito al 4,2% dal 2% del mese precedente, mentre è rimasto invariato al 5% l'analogo tasso di crescita per il credito alle famiglie».
I dati, avverte Bankitalia, risentono comunque di una discontinuità statistica. «Dal mese di giugno del 2010 - è scritto nella nota - le banche hanno riconosciuto nei bilanci larga parte dei prestiti che erano stati precedentemente cancellati a causa di operazioni di cartolarizzazione. Ne discende, a partire da quella data, una distorsione verso l'alto nella dinamica dei prestiti e di altri aggregati se calcolata come differenza tra le consistenze riportate nelle tavole del Supplemento al Bollettino Statistico Moneta e banche. Sul fronte della raccolta - scrive ancora Bankitalia - i depositi del settore privato, al netto di quelli di controparti centrali e di quelli connessi con operazioni di cartolarizzazione, registrano una variazione negativa (-1,7 per cento su base annua rispetto al -1,2 per cento di dicembre).
Il tasso di crescita sui dodici mesi della raccolta obbligazionaria rimane negativo e pari a -1,6 per cento (invariato rispetto a dicembre)». Il bollettino misura anche le sofferenze. Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze, non corretto per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche, rimane sostanzialmente stabile al 30,0 per cento dal 29,9 per cento di dicembre.
Questi sull'aumento dei tassi del credito al consumo «confermano quanto affermato, da tempo, dalle associazioni Casper». È quanto sottolinea, in una nota, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori). «Le famiglie italiane stanno attraversando una crisi profonda, che le costringe a indebitarsi sempre di più, a fronte della riduzione del risparmio e del potere d'acquisto, soprattutto per le pensioni e per i redditi bassi. Come se non bastasse, un nuovo balzello è saltato fuori dal cilindro delle banche: la "tassa sul contante". Imposizione dell'importo medio di 3 euro, che da qualche giorno molti istituti di credito richiedono a quei clienti che si recano in agenzia a prelevare denaro contante». «Bankitalia intervenga urgentemente per fermare questa vergogna. «I dati confermano l'accelerazione della contrazione del risparmio netto delle famiglie italiane», è il commento di Stefano Fassina, responsabile dell'ufficio economia e lavoro del Pd. «E l'aumento del debito delle famiglie non riesce a evitare la stagflazione che segna l'economia italiana. Il governo ha enormi responsabilità per quanto avviene».


repubblica.it 9 marzo 2011

Lo spot per "La Costituzione siamo noi"
Cgil: "La Carta garantisce i lavoratori"Ascanio Celestini: "Sabato dobbiamo contarci"
10.000 messaggi / Oltre 90mila firme

il 12 marzo:  Sabato in programma manifestazioni, cortei e sit-in in più di 50 città. Il Pd: l'8 aprile la "Nottebianca della scuola". Il sindacato: "E' un imperativo esserci" di CARMINE SAVIANO
Rai, premier dilaga nei Tg: 402 minuti a gennaiodi L. PALESTINI


L'Arma spara ad altezza d'uomo. Come a Genova dieci anni fa  

Checchino Antonini

(Liberazione

 del 09/03/2011)

Il 14 dicembre, a Roma, i carabinieri usarono anche le armi da fuoco contro il corteo degli studenti

 

Nel 2010 fallite 11.000 imprese in Italia  

(il manifesto

 del 09/03/2011)


Laureati travolti dalla crisi bassi, stipendi e più precarietà  

Federico Pace

(la Repubblica

del 08/03/2011)

Peggiorano ancora i dati su retribuzioni, occupazione e stabilità. Raddoppia il fenomeno di chi non ha neppure un contratto. I laureati di famiglie operaie guadagnano quasi duecento euro al mese in meno dei colleghi di estrazione borghese. I risultati del rapporto di AlmaLaurea su 400mila giovani

 

Buon viaggio, sulle "Ferrovie dello Stato"  

Alberto Burgio

(altre testate

 del 08/03/2011)

 

C'è bisogno di una manifestazione unificante  

Fabio Nobile *

(Liberazione

 del 08/03/2011)

 


 

repubblica.it 7 marzo 2011

Elkann difende le scelte Fiat
"All'estero per rilanciare l'Italia"

Intervista del presidente di Exor al Financial Times: un miliardo per nuovi investimenti e la possibilità di diluire la quota nella Fiat: "L'orgoglio per le radici non può frenare la crescita"

Laureati travolti dalla crisi
E crollano le nuove iscrizioni
In piazza per scuola e Costituzione
10.000 messaggi / 90mila firme

Peggiorano i dati su retribuzioni, occupazione e stabilità: i risultati del rapporto di AlmaLaurea su 400mila giovani. E il Consiglio universitario lancia l'allarme: matricole giù del 5% ma crescono negli atenei privati  di P. MATTEUCCI e F. PACE

Petrolio, record storico della benzina
1,56 al litro, e in qualche regione è più alto

Il prezzo consigliato per la verde della Esso supera il massimo toccato nel 2008. Ma in alcune zone d'Italia, come la Campania, la verde già supera 1 euro e 60 a litro. Insorgono i consumatori

Napolitano: "Ricerca, una priorità
su cui si gioca il futuro dell'Italia"

Stanziamenti, in un anno meno 7%

Il capo dello Stato nel messaggio per Telethon. Le istituzioni "investano con coraggio" per favorire "il concreto sviluppo della ricerca". Ma i dati del ministero sono scoraggianti
di SALVO INTRAVAIA
/
 

Benzina mai così "salata"
1,5680 al litro, record storico

Alitalia, accordo su 700 esuberi
cigs e mobilità "volontarie" fino a 7 anni

Intesa tra azienda e sindacato sull'uscita "morbida" e il piano di riduzione degli organici. La Cigs riguarderà sia i lavoratori di terra che il personale viaggiante. Via libera a 550 contratti part-time col rientro di 170 dipendenti dalla cig


Pronti allo sciopero. Equilibrio a rischio  

Sara Menafra

(il manifesto

 del 06/03/2011)

 

Quel giorno che a Pomigliano cominciò un'altra storia  

Ciro D'Alessio *

(Liberazione

 del 06/03/2011)

Il 22 giugno si votava al referendum sull'accordo Fiat: il clima pesante, le pressioni e quel dvd patetico. E il risultato-svolta

 

«Standard salariale per salvare l'Europa»  

Fabio Sebastiani

(Liberazione

 del 06/03/2011)

Intervista ad Emiliano Brancaccio, docente di economia Università del Sannio

 

«Le crisi finanziarie sono strutturali»  

Federico Raponi

(Liberazione

 del 06/03/2011)

Intervista ad Andrea Molaioli, regista de "Il gioiellino"

 

Pechino approva il dodicesimo piano quinquennale  

Matteo Alviti

(Liberazione

 del 06/03/2011)

Crescita sostenibile. Ma niente odore di gelsonimi


 

repubblica.it 5 marzo

Inflazione, a fine 2011 salasso da quasi 860 euro
gli effetti degli aumenti sui bilanci familiari

La Cgia di Mestre ha calcolato le ripercussioni dei rincari di prezzi e tariffe sulla spesa media. Va peggio al Nord, dove il carovita comporterebbe un aggravio di quasi 1.000 euro, mentre nel Meridione ci si attesterebbe a circa 630


Inflazione e debito: pretesti per politiche recessive  

Alfonso Gianni

(Paneacqua

 del 05/03/2011)

La Banca centrale europea ha quindi lasciato inalterato il tasso d'interesse all'1% quale riferimento principale nell'Eurozona. Era una decisione annunciata, ma come vedremo il rialzo dei tassi è un pericolo scampato per poco

 

Cgil, mobilitazione da far riuscire a tutti i costi  

Fabio Sebastiani

(Liberazione

 del 05/03/2011)

Scuola e Pubblico impiego hanno deciso per le otto ore. La Filcams lo farà mercoledi

 

Lo sciopero è efficace se è di 8 ore  

Uff. stampa CGIL

(CGIL

 del 05/03/2011)

Dichiarazione di Maurizio Landini (FIOM)

 

Sciopero Cgil, bisogna fare sul serio  

Giorgio Cremaschi

(Liberazione

 del 05/03/2011)

 


repubblica.it 4 marzo-15,22

"Addio posto fisso, lavoro da casa"
Avanza l'esercito dei wwworkers

 In Italia sempre di più i "nuovi lavoratori della Rete". Un manuale spiega chi sono e come si sono 'inventati' una professione grazie alle nuove tecnologie. Per capire come mettersi in proprio puntando sulle proprie passioni di G. SCORZA BARCELLONA

Benzina, continua la corsa al rialzo
Fine settimana con aumenti record

Tornano a muoversi Eni, IP, Q8, Shell e TotalErg. La media per la verde va dall'1,548 euro/litro all'1,557. Per il diesel dall'1,440 euro/litro all'1,452. Per le tensioni in Nord Africa e Medio Oriente, ancora in rialzo il barile di greggio: il Brent tocca i 115,90 dollari

Inail, nel 2010 in calo gli infortuni sul lavoro
980 le vittime, ai minimi dal dopoguerra

Nel complesso gli incidenti sono diminuiti dell'1,9%, ma i decessi mostrano una flessione del 6,9%. Per la prima volta da decenni le vittime scendono sotto quota mille. La situazione migliora in particolare nei settori Industria e Costruzioni

"Cemento per finanziare i Comuni"
Così sta morendo il territorio

Nello studio annuale di Legambiente "Ambiente Italia" i dati della cementificazione crescente che sta consumando il suolo e contribuisce a frane e smottamenti in condizioni climatiche difficili. Ogni anno coperti 500 km quadrati di ANTONIO CIANCIULLO
Trasporti e inquinamento: i nodi irrisolti delle città italiane
Roma, cancellata un'area verde grande come Bolzano


La lotta di classe in America  

Marco d'Eramo

(il manifesto

 del 04/03/2011)

L'aggressione repubblicana ai diritti sindacali è partita dal Wisconsin. Con la scusa della crisi si vogliono tagliare stipendi e contratti collettivi dei dipendenti pubblici. Il paese però reagisce

6 maggio, uno sciopero inadeguato  

Paolo Ferrero

(Liberazione

 del 04/03/2011)

 

Sciopero generale  

Loris Campetti

(il manifesto

 del 04/03/2011)

 

Sciopero generale a lunga conservazione  

Fabio Sebastiani

(Liberazione

 del 04/03/2011)

 


sbilanciamoci Newsletter n. 109 - 4 marzo 2011

 

Le imprese italiane, l’Europa, la Libia

Anche gli inglesi e i francesi hanno avuto i loro business con Gheddafi. Ma gli italiani hanno fatto di più. Ecco la situazione
di Vincenzo Comito

Economisti tedeschi, i consigli tragici

Stop al sostegno alla periferia indebitata dell'Ue, lasciateli fallire. Teorie sbagliate e interessi forti dietro una linea che non porta l'Europa da nessuna parte
di Sergio Cesaratto

La natura nel forno. Il riuso-riciclo

Una ricerca indipendente mostra i vantaggi per l’ambiente, la sicurezza e il risparmio energetico nel sostituire ai “termovalorizzatori” il riuso-riciclo
di Guglielmo Ragozzino

Togliere ai poveri per dare ai ricchi

Introduzione a un articolo sulla diseguaglianza in Italia nell'era di Berlusconi, pubblicato sul numero 2/11 di Micromega, dedicato a "Berlusconismo e fascismo", in edicola dal primo marzo.
di Roberta Carlini

In vetrina:

 

 


 

repubblica.it Giovedì 03 marzo 2011 Aggiornato alle 21.20

Cgil, sciopero generale il 6 maggio
Inps, balzo Cig: a febbraio +17,2%

Aumento prezzi, Bce apre a rialzo tassi

Camusso: "Governo affossa il paese". Lo stop sarà di quattro ore. Cassa integrazione, ripartono le richieste. Nuovi aumenti per verde e gasolio. Trichet: "Pronti a intervenire per la stabilità". Fao, allarme per il costo globale dei prodotti alimentari
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Chi pagherà il debito Usa?  

Nicola Melloni

(Liberazione

 del 03/03/2011)

Lo scontro sociale che deciderà il futuro dell'America

 

Cina, tasse più basse con salari aumentati Usa, più occupati  

Galapagos

(il manifesto

 del 03/03/2011)


 

MARCHIONNE INSISTE
<Mirafiori è il mio modello»  
Loris Campetti :: il manifesto 2 Marzo 2011

ATTACCO SOCIALE
Istat, arriva la stagflazione  
Fa. Sal. :: Liberazione 2 Marzo 2011

PER LA SCUOLA PUBBLICA
Un appello per una grande mobilitazione a Roma ad aprile 
Atenei in rivolta :: Liberazione 2 Marzo 2011

Italia senza lavoro ma con prezzi boom  

Roberto Tesi

(il manifesto

 del 02/03/2011)

Nel 2010 il Pil è salito dell 1,3%


 

repubblica 1 marzo 2011 - 21.16  Rai, il Pdl vuole le "targhe alterne"
Giornali-tv, l'altolà dell'Antitrust     Garante al premier: non può decidere lui

 Il relatore di maggioranza: "Ogni mese due martedì e il giovedì vadano alla destra". Santoro: "Siamo al Minculpop". Zavoli bacchetta l'opposizione per l'ostruzionismo. L'Autorità per la Concorrenza attacca il decreto milleproroghe per il potere assegnato a Berlusconi sugli incroci stampa-televisione

E la Lega ottiene la festa del Carroccio   Piccola Italia. Lombardia, le camicie verdi rinunciano all'ostruzionismo sulle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. In cambio, il Pdl concede l'istituzione di una nuova festività con scuole e uffici chiusi il 29 maggio di A. CAPORALE

Volano i prezzi, benzina alle stelle   Ue: in Italia ripresa ancora modesta  Inflazione ai massimi dal 2008: +2,4. Nell'Eurozona si teme ulteriore balzo per l'effetto Nordafrica. Disoccupazione stabile a gennaio, ma è record dei giovani senza lavoro: 29,4%. Nel 2010 crescita rivista al rialzo per il nostro Paese: +1,3%

Scuole, la protesta del silenzio    
I ragazzi sul web: il 12 in piazza

Oltre 7.000 messaggi a Repubblica.it
Il sì di artisti e intellettuali - firma l'appello


Agile ed Eutelia in crisi? Riunifichiamole. La proposta dei lavoratori»  

Fabio Sebastiani

(Liberazione

 del 01/03/2011)

Intervista a Sergio Bellavita, segreteria nazionale Fiom, responsabile Ict

 

La crisi non è alle spalle  

Roberto Tesi

(il manifesto

 del 01/03/2011)

Vede nero il 92 per cento degli italiani. La perdita di posti di lavoro ha coinvolto il 15% delle famiglie

 

 


 

repubblica.it 28feb2011

Parlamento, spariti precari e lavoro
iperattività per le leggi sulla giustizia

Openpolis: il 60% del tempo dedicato alle norme penali. Le intercettazioni appassionano deputati e senatori più del doppio della corruzione di ANTONELLO CAPORALE


 

repubblica.it 27feb2011

Draghi: "Crescita stenta da quindici anni
Salari fermi, una gioventù sprecata" -
Audio

Il governatore al Forex di Verona: "Servono riforme coraggiose che vadano in direzione dell'efficienza del sistema". I salari di ingresso nel mondo del lavoro sono fermi da un decennio, il tasso di disoccupazione tra gli under 30 aumenta"


 

"Uno sciopero vero che fermi il paese"  

Fabio Sebastiani

(Liberazione

 del 27/02/2011)


liberazione 26 feb
Stefano Galieni
Le proposte che Rifondazione Comunista intende mettere in campo nei prossimi mesi per caratterizzare il proprio ruolo e indicare i primi passi per una fuoriuscita da sinistra dalla crisi, sono state ieri approvate col voto unanime dei presenti alla riunione della direzione nazionale

Stefano Galieni
Le proposte che Rifondazione Comunista intende mettere in campo nei prossimi mesi per caratterizzare il proprio ruolo e indicare i primi passi per una fuoriuscita da sinistra dalla crisi, sono state ieri approvate col voto unanime dei presenti alla riunione della direzione nazionale. Un dibattito che è servito a sciogliere perplessità emerse nella precedente direzione necessario, come ha ricordato nelle conclusioni Paolo Ferrero, per definire come un partito che è fuori dal parlamento può provare ad influenzare la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori rompendo anche il senso di impotenza in cui ci si ritrova. Un titolo, ancora da affinare che individua alcune proposte immediate "Futuro, lavoro, dignità, per le ragazze e i ragazzi, le donne e gli uomini in ogni età della vita". Hanno trovato larga condivisione 5 binomi chiave, che contengono i problemi da affrontare e le risorse per risolverli. "In primis" il sostegno al reddito attraverso una politica fiscale, il reddito sociale per i disoccupati e gli inoccupati, garantendo le cure ai non autosufficienti. Una misura attuabile attraverso una lotta all'evasione fiscale ed una tassa patrimoniale al di sopra degli 800 mila euro. Affrontare la disoccupazione creando buoni posti di lavoro (riconversione ecologica, messa in sicurezza, riassetto idrogeologico, potenziamento del trasporto pubblico locale) con un taglio alle grandi opere inutili e dannose. Bloccando poi le delocalizzazioni, facendo restituire alle imprese che provano a farlo, tutte le agevolazioni e i finanziamenti pubblici ricevuti. Finanziando scuola, università la cultura e la ricerca pubblica, tagliando le spese militari. Bloccare infine i licenziamenti e stabilizzare i precari del pubblico impiego, iniziando a tagliare gli stipendi di parlamentari, manager pubblici, consulenze dorate, enti e società inutili. Idee semplici che dimostrano come la soluzione per una politica di redistribuzione ci sia e sia a portata di mano e solo gli interessi del capitale, di un capitalismo che non è in grado di rispondere alla crisi, impediscono di attuare. Per ognuno dei binomi elencati verranno fornite ai circoli schede di approfondimento. Si tratta di una piattaforma non esaustiva, si sta infatti lavorando ad un programma di impianto complessivo che veda al centro le questioni del lavoro e della democrazia. Non sono mancate anche ieri opinioni e interventi in parte emendativi e in parte di problematizzazione. E' stata accolta la richiesta avanzata da Aurelio Crippa di far precedere la piattaforma da una breve introduzione che contestualizzi le scelte operate, Matteo Gaddi ha proposto di individuare alcune vertenze in grado di riassumere le proposte avanzate. Questi ed altri suggerimenti (Emprin, Nicotra, Russo Spena, solo per citarne alcuni), sono stati accolti e andranno ad arricchire la parte programmatica del lavoro da svolgere. Divergenze su cui si tornerà a discutere sono riemerse rispetto alle indicazioni relative ad un salario sociale o ad un reddito minimo di cittadinanza. Rocchi ha chiesto ed ottenuto che il voto di approvazione assumesse valore immediatamente operativo.Il secondo punto dell'ordine del giorno, ha riguardato il rilancio e il futuro di Liberazione. Sono state definite le linee di un progetto politico ed editoriale per il giornale che nascono dalla necessità di mettere in sicurezza la testata partendo dalle pesanti condizioni di crisi in cui questa versa. Marco Gelmini, amministratore unico della Mrc e Dino Greco hanno illustrato, il primo la situazione economica ed il piano per farvi fronte, il secondo le proposte su cui ripartire, ben consapevoli della difficoltà dell'operazione. Il bilancio economico, già migliorato, soprattutto grazie ad una gestione basata sui contratti di solidarietà ed una crescita mai realizzata finora degli abbonamenti e delle sottoscrizioni, impongono scelte dolorose ma necessarie. La direzione ha votato una proposta che definisce, almeno temporaneamente, una radicale ridefinizione del giornale. Ci sarà una riduzione pesante nell'organico, utilizzando pensionamenti, prepensionamenti ed ammortizzatori sociali per giornalisti e poligrafici, una riduzione della foliazione (da 12 a 8 pagine esclusa la domenica quando saranno 16, mantenendo l'inserto "lotte"), ci saranno 5 uscite settimanali (il martedì "Liberazione" non sarà in edicola), e ci sarà un taglio mirato a spese di tipografia, carta, collaborazioni e distribuzione. Ovviamente questo presuppone un radicale ripensamento del quotidiano che sarà meno generalista e in cui sarà superata la ripartizione per "servizi". Sarà un giornale di battaglia politica, incentrato quotidianamente su temi che si cercherà di trattare in maniera approfondita fornendo elementi che altre testate non offrono. Una parte importante di quanto oggi è nel cartaceo, dal dibattito politico agli incontri, agli appuntamenti, verrà trasferita sul sito che sarà potenziato ed attivo 6 giorni su 7, vantando già oggi una media di 4000 contatti individuali al giorno. Più interventi hanno considerato in maniera critica alcune decisioni come quella della riduzione del numero delle uscite, in altri è emersa una affezione forte ad un giornale che comincia ad essere sempre più considerato strumento fondamentale per il partito. Certo è avvertita la necessità di rendere un prodotto ridimensionato migliore e ancora più interessante, una sfida ambiziosa in un contesto affatto favorevole. Per questo da portare avanti.


26/02/2011

 

Giorgio Ferri
Secondo le stime dell'Unicef, nel 2009 gli adolescenti nel mondo erano 1,2 miliardi, il 18% di tutta la popolazione globale

Giorgio Ferri
Secondo le stime dell'Unicef, nel 2009 gli adolescenti nel mondo erano 1,2 miliardi, il 18% di tutta la popolazione globale. L'88% di questi adolescenti vive nei Paesi in via di sviluppo; più della metà è in Asia, ma nel 2050 l'Africa avrà più adolescenti di qualunque altro continente. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto 2011 presentato dall'organismo dell'Onu per l'infanzia, intitolato quest'anno: «Adolescenza, il tempo delle opportunità», presentato ieri a Roma. Attualmente sono almeno 70 milioni i ragazzi nel mondo a cui oggi è negata l'istruzione. Per le femmine la partecipazione scolastica è ancora più ridotta. Le percentuali più basse si registrano nell'Africa orientale e meridionale, con tassi netti d'iscrizione nella scuola media pari al 24% per i maschi e al 22% per le femmine. «Senza istruzione - dice il presidente di Unicef Italia, Vincenzo Spadafora - gli adolescenti non possono sviluppare le conoscenze e le capacità di cui hanno bisogno per affrontare i rischi di sfruttamento, di abuso e di violenza, che risultano più alti proprio nel secondo decennio di vita». Il rapporto evidenzia anche la gravità della situazione che si trovano a vivere le adolescenti più povere: con circa il triplo di probabilità di sposarsi prima dei 18 anni rispetto alle coetanee che vivono nei Paesi ricchi. Nei cosiddetti paesi in via di sviluppo (Cina esclusa), una ragazza adolescente su cinque è sposata o convivente. Questo tasso aumenta fino al 28% in Asia meridionale, la regione in cui si registra la maggiore incidenza del fenomeno, e addirittura fino al 59% nel Niger. Il matrimonio precoce - definito come il matrimonio o l'unione in cui uno o più sposi abbiano dai 19 anni in giù - risulta più comune in Asia meridionale e nell'Africa sub-sahariana. Nuovi dati provenienti da 31 paesi di queste due regioni dimostrano che la maggior parte dei matrimoni precoci si verifica tra i 15 e i 18 anni. In Africa, il 25% delle donne tra i 20 e i 24 anni ha partorito prima dei 18 anni. In Asia meridionale questa percentuale scende al 22%, ma risulta marginalmente più elevata rispetto all'America Latina e ai Caraibi (18%). Queste ragazze sono esposte ai rischi di gravidanza precoce, alta mortalità materna e malnutrizione, nonché di violenza domestica, abusi sessuali e aids. E mentre la disoccupazione, che nel 2009 ha toccato 81 milioni di giovani, resta una grande sfida in molti Paesi del mondo, sono circa 150 milioni i bambini tra i 5 e i 14 anni impegnati nel lavoro minorile. L'organizzazione delle Nazioni unite ritiene poi che più di un milione di bambini siano detenuti.


26/02/2011


incassati 118 mln dividendi repubblica.it 25feb2011

Conti d'oro malgrado la recessione per le aziende del premier. Marina ha avuto cedole per 12 milioni di euro e Piersilvio per 5 milioni. Nelle casse delle 4 holding del capofamiglia circa 544 milioni di liquidi di E. LIVINI


sbilanciamoci - Newsletter n. 108 - 25 febbraio 2011

Lavoro e outsorcing. Il piano zoppo di Obama

Politica della domanda interna e accordi di libero investimento: c'è qualcosa che non torna nei progetti statunitensi
di Gerald Epstein

Le coop sono diverse davanti alla crisi?

I dati su fallimenti e Cig mostrano che le cooperative hanno una maggiore tenuta occupazionale. A causa dei settori di appartenza, certo. Ma forse c'è anche dell'altro
di Antonio Zanotti

I meccanici negli anni di plastica

"Ritorno di Fiom", un libro di Gabriele Polo sulle scelte dei metalmeccanici della Cgil dal '94 a oggi (ed. manifestolibri)
di Mario Pianta


TEMPO DI SCIOPERO
Loris Campetti
C'è vita nella Cgil. Una vita travagliata, ma in tempi duri è pur sempre un punto di partenza. Il sindacato diretto da Susanna Camusso ha deciso di organizzare uno sciopero generale di tutte le categorie, una scelta molto importante, tutt'altro che scontata alla vigilia del direttivo nazionale del più forte sindacato italiano. Inizialmente a chiedere una mobilitazione straordinaria di tutte le categorie dell'industria, dei servizi, del commercio e dei pensionati era la sola Fiom con il sostegno della minoranza congressuale della Cgil. La Fiom ai metalmeccanici ha già chiesto molto: una manifestazione e uno sciopero nazionali in tre mesi per spiegare che in Italia non c'è solo il bubbone Berlusconi ma anche la mina Marchionne, tutti e due da rimandare a casa perché l'uscita dalla crisi non sia peggiore della crisi stessa. A rischio, ha ripetuto la Fiom, non ci sono solo le tute blu ma l'intero mondo del lavoro. Si sta facendo a pezzi la democrazia nel nostro paese.
Quando il modello Marchionne si è esteso come la peste e, a partire dalla Fiat, ha contagiato persino la scuola e il pubblico impiego; quando anche i pensionati dello Spi hanno compreso l'intreccio velenoso tra una Confindustria piegata a Marchionne e un governo impegnato nello smantellamento dell'intero sistema dei diritti che quei lavoratori di ieri avevano conquistato al prezzo di durissime lotte; quando persino nel commercio ha fatto capolino il modello Mirafiori; quando cioè la politica degli accordi separati contro la Cgil è diventata dominante, allora il direttivo della Cgil ha capito che il tempo degli appelli alla buona volontà e ad improbabili alleanze era finito e ha deciso lo sciopero generale.
Non era questo l'obiettivo a cui lavorava la segretaria generale, comprensibilmente preoccupata dal rischio di isolamento della Cgil. Susanna Camusso ha fatto l'impossibile per convincere Cisl e Uil che la strada imboccata è destinata a provocare rotture ancor più insanabili e a far arretrare di decenni il movimento dei lavoratori. La segretaria ha poi spedito messaggi concilianti alla Confindustria, puntando alla costruzione di un fronte unico contro il governo Berlusconi. Ma ha ricevuto solo schiaffi, anche insulti e nuovi accordi separati. Il problema in Italia non è la Fiom e la sua radicalità, i problemi si chiamano governo, Confindustria, Cisl, Uil. E, probabilmente a monte di tutti gli altri, c'è l'assenza, quando non la complicità con gli avversari, delle forze maggioritarie dell'opposizione.
Susanna Camusso ha dovuto prendere atto che il tempo del dialogo è finito. Sarebbe incomprensibile se ora, attraverso sotterfugi burocratici, qualcuno in Cgil tentasse di diluire l'effetto sciopero spostando nel tempo la data. Non lo capirebbero i lavoratori e le lavoratrici in attività e in pensione. Non lo capirebbero gli studenti che si battono nelle scuole e nelle università contro un modello culturale devastante, non lo capirebbero i precari di ogni lavoro, i giovani disoccupati, gli attivisti impegnati nella difesa dei beni comuni e del territorio. E non lo capirebbero i cittadini, donne e uomini, tornati protagonisti in difesa della democrazia e della Costituzione. La Cgil può diventare una casa comune per l'Italia non berlusconizzata e non pacificata, come già è per la Fiom.
C'è bisogno di uno sciopero subito, generale e, perché no, generalizzato. Sarebbe, con i suoi effetti benefici, il modo migliore per festeggiare i 150 anni dell'unità d'Italia.

il manifesto 25.02.2011

 

Sciopero generale: Il momento è ora  

Giorgio Cremaschi

(Liberazione

 del 25/02/2011)

 

Recessione da petrolio, i rischi del caro-prezzo  

Francesco Paternò

(il manifesto

 del 25/02/2011)

Libia. I pozzi a est in mano agli insorti. Gheddafi: chiudo i rubinetti

 

Un'auto-élite si sostituisce alle dinamiche sociali  

Giampaolo Calchi Novati

(il manifesto

 del 25/02/2011)

 

Italia, l'armata anti-immigrati  

Antonio Mazzeo

(Peacereporter

 del 25/02/2011)

Aerei, navi, soldati: come l'Italia si prepara ad 'accogliere' l'ondata di migranti dal Maghreb

 


«Stiamo morendo», 100 mila ad Atene contro l'austerità  

Michelangelo Cocco

(il manifesto

 del 24/02/2011)

 

Sciopero generale ora»  

Rocco Di Michele

(il manifesto

 del 24/02/2011)

Inattesa conclusione del Direttivo della confederazione. Stravolte le divisioni congressuali, «discussione vera»

 

Tra Libia e Italia gli interessi dell'oro nero  

Bruno Steri

(altre testate

 del 24/02/2011)

Una corrispondenza da Al Jazeera

 

La partita a scacchi era truccata: ingannevole lo spot pro nucleare  

Massimo De Maio

(altre testate

 del 24/02/2011)

 

 


 

Maurizio Simoncelli *

(Liberazione

 del 23/02/2011)

Tripoli è all'undicesimo posto tra i paesi importatori dall'Italia

 

Greenstream bloccato. Niente gas dalla Libia  

Galapagos

(il manifesto

 del 23/02/2011)

Per il petrolio si impennano i prezzi

 

Eurocrack  

Vladimiro Giacchè

(Su la testa

 del 23/02/2011)


 

Così il governo affossa il testamento biologico  

Giorgio Ferri

(Liberazione

 del 22/02/2011)

Mobilitazione delle associazioni per il diritto all'autodeterminazione

 

POLITICA INTERNA

Costituito il comitato per il sì al referendum sul nucleare  

Alfiero Grandi

(altre testate

 del 22/02/2011)

 

La CGIL, Pilato e il referendum sul nucleare  

Fausto Ortelli *(redazione

 del 22/02/2011)

 

ECONOMIA E SOCIETA'

Wisconsin o Fiat, il Maghreb in casa  

Tommaso De Berlanga

(il manifesto

 del 22/02/2011)


 

ESTERI

La Libia ad una svolta storica  

Marco Sferini

(Lanterne rosse.it

 del 21/02/2011)

La rivolta totale bussa alla porta di Gheddafi

 


Alla radice del "disordine" mondiale  

Nicola Melloni

(Liberazione

 del 22/02/2011)

 

 

A Dakar, mentre cadeva Mubarak  

Immanuel Wallerstein

(il manifesto

 del 20/02/2011)

 

ECONOMIA E SOCIETA'

G20, accordo sugli «squilibri» ma la ripresa è «disomogenea»  

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(Liberazione

 del 20/02/2011)

Vertice di Parigi

 

«Fiat fuori da Russia e Cina. E i nuovi modelli non si vedono»  

Roberto Farneti

(Liberazione

 del 20/02/2011)

Intervista a Francesco Garibaldo, sociologo industriale

 

Quei regimi al capolinea erano i nostri gendarmi  

Enrico Pugliese

(il manifesto

 del 20/02/2011)

Viene da lontano il fallimento della politica migratoria italiana

 

Misteri di un delitto perfetto (e la chiamano globalizzazione)  

Maria R. Calderoni

(Liberazione

 del 20/02/2011)

Quasi un romanzo criminale quello di Marco Panara, che spiega in modo chiaro «perché il lavoro non vale più»

 


 

Due milioni di euro al giorno per la guerra  

S.C.

(Liberazione

 del 19/02/2011)

Il rifinaziamento alle missioni approvato con voto bipartisan

 

 

L'Istat a piacere  

Galapagos

(il manifesto

 del 19/02/2011)

 

«Il revisionismo è nella fase suprema Riscrive la storia d'Italia»  

Tonino Bucci

(Liberazione

 del 19/02/2011)

Intervista ad Angelo d'Orsi, storico e docente
all'università di Torino

 

POLITICA INTERNA

«In piazza insieme, se non ora quando?»  

Rosa Rinaldi *

(il manifesto

 del 19/02/2011)

Rifondazione Comunista risponde a Vendola


 

 

E il Belpaese arranca in coda  

Roberto Tesi

(il manifesto

 del 18/02/2011)

Nel quarto trimestre del 2010 la crescita economica ha rallentato.
Maltempo e manovre correttive in molti paesi Ue frenano la ripresa

 

Finmeccanica e le altre, Tremonti-Letta a scacchi  

Francesco Paternò

(il manifesto

 del 18/02/2011)

Rinnovo o no? Le pressioni della Lega, gli interessi Usa

 

Povertà, salute, istruzione: lo sviluppo sociale dopo la grande crisi  

Martino Mazzonis

(Liberazione

 del 18/02/2011)

Presentato il rapporto annuale del Social Watch: analisi, testimonianze, proposte sulla situazione italiana nel contesto internazionale

 

Il potere dei soldi  

Valentino Parlato

(il manifesto

 del 18/02/2011)

 

Summit hi tech per Barack Obama  

Tommaso De Berlanga

(il manifesto

 del 18/02/2011)

L'inventore di Apple - dato per morente - tra i protagonisti del «rilancio» obamiano dell'economia Usa. L'amministrazione «scopre» l'importanza delle rete e delle sue possibilità: una difesa della «libertà» totale per le popolazioni dei paesi illiberali. Ma con un «nemico combattente» in casa: Wikileaks e il suo Cablegate Una cena a San Francisco con Steve Jobs (Apple), Mark Zuckerberg (Facebook), Eric Schmidt (Google)

 

LAVORO E SINDACATO

Termini Imerese, per la Fiom il dopo-Fiat è «un salto nel buio»  

Roberto Farneti

(Liberazione

 del 18/02/2011)

 

ECONOMIA E SOCIETA'

Una soluzione allo svilimento del lavoro  

Marco Di Mico

(altre testate

 del 18/02/2011)


Newsletter n.107 - 18 febbraio 2011

Facciamogliela pagare

Cara Clinton, cari Geithner e Kirk... Oltre duecentocinquanta economisti (139 americani, 118 in rappresentanza degli altri paesi) chiedono un ritorno dei controlli sui movimenti di capitale. Tra loro Stiglitz e altri big del pensiero economico. Le lobby partono al contrattacco, il dibattito supera i confini statunitensi
di Francesco Bloise e Carlo Cocuzzo - con il testo della lettera, in italiano e in inglese

Finanza, la tassa prende quota

Dopo la festa degli innamorati, la festa agli speculatori. Il 17 febbraio è giornata mondiale della Ttf, la tassa sulle transazioni finanziarie. Scende in campo a sostegno della vera Robin-tax anche il sindacato internazionale Ituc, e da noi la Cgil
di Paolo Andruccioli

Caso Fiat, la politica che manca

Uno specchio fedele del caso Italia, dove il governo è assente e la “filosofia economica” sostituisce la conoscenza reale dei processi produttivi
di Raffaele Brancati

Sbilanciamoci e rilanciamoci

Il successo della lettera sulla Fiat, le iniziative editoriali e politiche, la discussione in rete. Sbilanciamoci fa un bilancio, e rilancia
di Redazione

In vetrina:

sbilanciamoci.info è un portale d'informazione e dibattito per il quale scrivono economisti, ricercatori, giornalisti, studenti, operatori sociali, sindacalisti. E' collegato, attraverso la campagna Sbilanciamoci!, a una vasta rete di associazioni, organizzazioni, movimenti.

 

 


Italia, il biblico fallimento  

Alessandro Dal Lago

(il manifesto

 del 17/02/2011)

 

Schiaffi ai precari, aiuti ai disonesti. Passa il milleproroghe  

Roberto Farneti

(Liberazione

 del 17/02/2011)

L'aula del Senato approva, Fli si divide. Ripristino parziale dei fondi per l'editoria

 

Un «accordo» stato-privati  

Tommaso De Berlanga

(il manifesto

 del 17/02/2011)

Firmata l'intesa di programma, con la benedizione del governo. Sette imprese, tutte diverse, al posto dello stabilimento della Fiat

 

Licenziamenti di massa nelle università»  

----(il manifesto

 del 17/02/2011)


 

FIAT: Il nulla sul tavolo. Con: M. Landini, A. Lettieri, F. Percuoco, N. Leone, G. Giudice audio del 15 febbraio 2011 ed altri con Landini


 

Il diktat della Fiat: «Restiamo in Italia. Alle nostre condizioni»  

Roberto Farneti

(Liberazione

 del 16/02/2011)

 

Marchionne alla Camera insiste sulla «governabilità delle fabbriche» ma sul progetto si tiene le mani libere

Il Responsabile Moffa prepara la stretta sui lavoratori  

Marco Sarti

(altre testate

 del 16/02/2011)

 

Tychy, sabotaggio nella fabbrica-gioiello del Lingotto  

Mauro Caterina

(il manifesto

 del 16/02/2011)

 

FIAT polacca. Vetture danneggiate, i sindacati si dissociano ma i bassi salari fanno crescere la tensione

«E' andato ad esporre il manifesto ideologico»  

Fabio Sebastiani

(Liberazione

 del 16/02/2011)

 

Intervista a Giorgio Airaudo (FIOM)

«Il signor Marchionne nasconde la verità»  

Loris Campetti

(il manifesto

 del 16/02/2011)


E Pechino scavalca il Pil giapponese  

J. H.

(il manifesto

 del 15/02/2011)

 

 

Il segretario Fiom svela i trucchi

Fiat, ma quale "cuore italiano"  

Dino Greco

(Liberazione

 del 15/02/2011)

 


 

Berlino dice no all’acqua privatizzata  

Giornalettismo

(altre testate

 del 14/02/2011)

 


Newsletter n. 106 - 14 febbraio 2011

sbilanciamoci.info

Fiat atipico, ecco il nuovo modello

A Mirafiori forse non basterà la rinuncia a condizioni di lavoro accettabili per mantenere aperti gli impianti. E una clausola dell'accordo prevede nuove assunzioni solo con contratti precari. Mentre la politica guarda altrove
di Lia Fubini

Fermiamo le scommesse sulla fame

Siamo a un passo da una nuova crisi del cibo. Un appello internazionale per un'azione immediata contro la speculazione sulle materie prime alimentari
di * * *

L'armata Fox contro The Nation

L’attacco del Tea party alla libertà di opinione, la sua intolleranza può fare presa negli Stati uniti. Non da noi, dove è tutta un’altra storia…
di Laura Balbo

La larga banda di Telecom Italia

La più completa tra le privatizzazioni italiane ha portato a un risultato deludente. La società, piena di debiti, è in mano a banche e a un concorrente straniero. Ha ogni iniziativa dal punto di vista tecnologico e salva i profitti tagliando i posti di lavoro
di Vincenzo Comito

Come può cambiare il clima in fabbrica

In una grande azienda informatica un’esperienza di trasformazione ecosostenibile. Il progetto Almaviva Green raccontato da un delegato
di Ettore Torreggiani

La green economy che nasce dal basso

Le economie informali dei "waste-pickers" attraversano da sempre le nostre società. E tracciano la rotta per una gestione dei rifiuti più efficiente, più sostenibile
di Pietro Luppi

Sbilanciamoci e rilanciamoci

Il successo della lettera sulla Fiat, le iniziative editoriali e politiche, la discussione in rete. Sbilanciamoci fa un bilancio, e rilancia
di Redazione

In vetrina:

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Fiat, l'ok del Governo al massacro dei diritti  

Fabio Sebastiani

(Liberazione

 del 13/02/2011)

 

Inutile incontro a Roma. Tutti d'accordo, estendere il modello Mirafiori

Fiom: promesse da illusionista, non ci incantano  

An. Sci.

(il manifesto

 del 13/02/2011)

 

Due operai in tenda in cima alla fiaccola del petrolchimico  

Marco Petricca

(il manifesto

 

Effetto Tunisia a Lampedusa  

Fr. Pil.

(il manifesto

 del 13/02/2011)

Il governo, impreparato, si riunisce d'urgenza e decreta lo stato d'emergenza. Ondata di sbarchi, naufraga un barcone: almeno un morto e un disperso

 

 del 12/02/2011)

In Germania scoppia la guerra del welfare  

Guido Ambrosino

(il manifesto

 del 12/02/2011)

 

La Corte costituzionale ha chiesto di riscrivere le regole

Contro la crisi, libertà totale alle imprese  

Roberto Tesi

(il manifesto

 del 10/02/2011)

Il Consiglio dei ministri approva il pacchetto (vuoto) per il rilancio dell'economia. L'unica cosa certa è la revisione della Costituzione, per togliere alle imprese lacci e lacciuoli. E l'ulteriore svuotamento dei fondi Fas: 100 milioni, anziché gli 8,5 miliardi di cui ci sarebbe bisogno, dirottati verso la banda larga. Via libera dei ministri alla modifica dell'articolo 41. Ma il pacchetto anticrisi non convince Confindustria

 

Il culto del mercato totale  

Marco Mancassola

(il manifesto

 del 13/02/2011)

 

 

L'Italia, fabbrica cacciavite della Fiat- Guido Viale - Il Manifesto

 

Niente soldi: solo uno spot elettorale  

Roberto Tesi

(il manifesto

 

 del 09/02/2011)

Oggi la manovra di rilancio

Petrolio, se Suez chiude Usa ed Europa a secco. Ma l’Asia pesca altrove  

Loretta Napoleoni

(l'Unità

 

 del 09/02/2011)

 

L'egemonia tedesca sull'eurozona  

Joseph Halevi

(il manifesto

 

 del 08/02/2011)

 

 

Il totem rotto di Marchionne  

Antonio Lettieri

(il manifesto

 del 08/02/2011)

 

Sciopero generale aumentano le pressioni in Cgil  

Antonio Sciotto

(il manifesto

 del 08/02/2011)

 

«La politica? Un ruolo da notai del Lingotto»  

Rocco Di Michele

(il manifesto

 del 08/02/2011)

Intervista a Giorgio Airaudo (FIOM)

 

 

LAVORO E SINDACATO

E adesso? Sciopero generale  

Giorgio Cremaschi

(Liberazione

 

 del 06/02/2011)

 

LAVORO E SINDACATO

Fiom: «Avvalorate le nostre supposizioni»  

Maurizio Pagliassotti

(Liberazione

 

 del 06/02/2011)

Gli industriali: la sede non è un problema. Fim: colpa delle tute blu Cgil. Sconcerto a Torino, nonostante la smentita

LAVORO E SINDACATO

I tormenti della Cgil, tra ricerca della trattativa e necessità del conflitto  

Tommaso De Berlanga

(il manifesto

 

 del 06/02/2011)

 

LAVORO E SINDACATO

Landini a Cgil: «Subito il direttivo nazionale»  

Fabio Sebastiani

(Liberazione

 

 del 05/02/2011)

Il leader Fiom: «Situazione straordinaria». Al documento finale 375 voti contro 109

LAVORO E SINDACATO

«Non è solo una boutade. Temo faccia sul serio»  

Fa. Seba.

(Liberazione

 

 del 06/02/2011)

Intervista al sociologo Luciano Gallino

LAVORO E SINDACATO

La Fiom: «Ora riconquista del contratto»  

Fabio Sebastiani

(Liberazione

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dalla nesletter di sbilanciamoci del 4 febbraio

Sbilanciamoci e rilanciamoci

Il successo della lettera sulla Fiat, le iniziative editoriali e politiche, la discussione in rete. Sbilanciamoci fa un bilancio, e rilancia
di Redazione

Patrimonio all'italiana

Chi si rivede, la patrimoniale. Il come e perché di un'imposta utile, che può portare come gettito un punto di Pil. Purché non sia una mossa disperata e straordinaria – come pare da certe proposte –, e si regga su tre pilastri stabili: il patrimonio finanziario, gli immobili, i gruppi d'impresa
di Alessandro Santoro

Regno Unito: le ricette sbagliate

I tagli draconiani al settore pubblico e l’aumento delle tasse in senso antiprogressivo del governo di coalizione caratterizzano un capitalismo sempre meno inclusivo
di Nicola Melloni

Formazione: il ritardo delle imprese italiane

Secondo il Ministero del lavoro restano inutilizzati 700 milioni di euro pari al 62% delle risorse disponibili tramite i Fondi interprofessionali
di Nicola Acocella e Riccardo Leoni

Verso un sistema di mobilità sostenibile

Un modello alternativo di mobilità potrebbe rendere più vivibili le città e più agili i trasporti, aumentando anche l'occupazione nel settore (il che non guasta)
di Anna Donati

La parabola dell'Ingegnere

La storia singolare di Carlo De Benedetti, dalle grandi battaglie finanziarie del passato alla ridotta della Cir. Oggi il gruppo si concentra su editoria, energia, componentistica per auto, sanità, alcuni servizi finanziari. In vista un aumento del peso dell'energia nei conti e nell'interesse del gruppo
di Vincenzo Comito

In vetrina:

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 del 04/02/2011)

Al centro dell'assemblea dei delegati sciopero generale, democrazia, tesseramento. E l'iniziativa per bypassare l'accordo separato

LAVORO E SINDACATO

Marcegaglia e Bonanni, gli ultimi sostegni per Berlusconi  

Giorgio Cremaschi

(altre testate

 

 del 04/02/2011)