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15 anni di Alp

vedi news web  15a assemblea annuale alpcub - 17 aprile 2010   finanziaria  2011    

I giovani ‘senza futuro e gli operai e che hanno lottato da noi senza risultato in questa lunga ritirata che dura dagli anni 80, quelli che non sanno come lottare,guardano ai fratelli egiziani in lotta e imparano, come già avevano imparato dai movimenti che anni addietro hanno provocato e accompagnato il crollo dei regimi dell’est a capitalismo di stato.La crisi lavora in tutto il mondo dentro le teste e dentro la pancia….

 

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Che cos'è ALP

ALP come dice lo statuto è un’organizzazione sindacale, culturale e di mutuo soccorso, che si prefigge il miglioramento delle condizioni di vita e lavoro dei lavoratori, la ricerca degli elementi fondamentali per la costruzione di un sindacato che sia effettivamente dei lavoratori, unitario, intercategoriale e nazionale.

ALP si ispira a valori di giustizia, solidarietà. uguaglianza nel riconoscimento e valorizzazione delle specificità. ALP trae ispirazione da una visione classista della società e fonda la sua azione con la contrattazione a tutti i livelli e con l’uso del conflitto come mezzo di regolazione democratica degli interessi diversi presenti nella nostra società. Con ALP vogliamo quindi fare un’esperienza non subalterna al Governo e al Padronato e praticare modelli organizzativi meno burocratici.

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assemblea generale alpcub

L'Assemblea Generale si terrà Martedì 5 aprile alle ore 17,30
presso il Circolo Stranamore.
Tutte le iscritte e gli iscritti sono invitati.
Sarebbe utile che i collettivi dei vari luoghi di lavoro dicessero cosa pensano del nostro lavoro,

 (quali sono gli interventi prioritari nelle fabbriche, sul territorio) e rispetto ai problemi più generali.

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Indice archivi sito alp   

alcuni archivi: 

  bloc notes operaio     materiali              news locandine settimanali         

news  ogni giorno: good times, bad times  :   dal link notizie in primo piano  di rassegna.it

 newsletter lavoro         dossier crisi locali e varie

nel sito inoltre:       1969  storie di storia   ricordi (la memoria di alcuni scomparsi)



GIAPPONE

È superfluo ripetere che le immagini che arrivano dal Giappone, l'enormità del disastro e delle sofferenze chiamano il senso della fraternità, ma è anche odioso che questa dichiarazione venga ripetuta a legittimare censure su ciò che quegli eventi suggeriscono per i fatti di casa nostra. Al contrario, quella vicenda porta alla luce fatti ai quali viene da rispondere con un senso di ribellione per l'incompetenza e/o la disonestà che emergono nel dibattito di queste ore. Siamo alle soglie di una catastrofe, afferma il commissario europeo Oettinger, ma in Italia si proclama che il programma nucleare italiano prevede la realizzazione di impianti della migliore tecnologia, per i quali non ci sono questi rischi. Chi lo dice, se è un competente, sa di dire cose contrarie alla realtà. (...)

vedi: 
La cricca dell'atomo  Gianni Mattioli e Massimo Scalia

(il manifesto  del 16/03/2011)

A FUKUSHIMA IL MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTA È GIUNTO AL CAPOLINEA  associazione Pon Sin Mor 15.3.2011-- pdf

 



 

Dossier stampa Mirafiori (fino al 31 gennaio 2011)

  newsdopo Mirafiori/ come procede "Fabbrica Italia"/archivio articoli- (comprende Giappone e problema centrali nucleari)

 



 

Onda araba- vedi articoli raccolta

news Libia/archivio

alcune posizioni italiane  contro l'intervento

la Cub e la guerra .doc

 

ascolta audio 1h 46'       Primavera nordafricana "

- Farenait-Torre 11 marzo 2011

 scarica  da http://www.alpcub.com/farenait_11mar2011.mp3 175 Mb

 

new rainews24  tag LIBIA: http://www.rainews24.it/it/tag.php?id=1386

new blog sulla Libia   http://www.ilmondodiannibale.it/





 

UNITA' Di LOTTA - da alpcub- 17 marzo

E' senso comune che l'Italia è un paese in crisi (da questa considerazione molti traggono la conclusione che non c'è niente da fare, ognuno si arrangi. 

  Intanto siamo ancora tra le nazioni più ricche, ma abbiamo 125 milioni di euro di evasione fiscale all'anno, l'economia sommersa  è ormai arrivata al 35,5% del P.I.L. ufficiale.  

Lavoratori e pensionati pagano circa il 90% delle tasse

Il 10 per cento delle famiglie possiede il 45 per cento della ricchezza, mentre c’è un 50 per cento delle famiglie che in totale arriva a mettere insieme il 10 per cento della ricchezza totale (Banca d'Italia- dati 2008). 

In questa situazione di ingiustizia cui si somma la crisi del sistema capitalistico mondiale , molti in questi anni si sono impoveriti . Dobbiamo lottare per la  sopravvivenza immediata.  

(Forse sarà possibile raggiungere la massa d'urto quando la crisi avrà morso ancora più a fondo e convinto chi oggi ha ancora piccoli margini o conta ancora sull'aiuto delle generazioni precedenti e delle famiglie...).

L'unità d’Italia ( e del mondo) che vogliamo costruire è quella dei lavoratori, a partire da operai ed operaie, di origine italiana e immigrati; 

secondo noi è raggiungibile su questi punti: 

se ci decidiamo a lottare per la riduzione orario a parità di salario ( per aumentare l'occupazione) e per il salario ai disoccupati ( e contratti di solidarietà come fase di transizione). 

Nessun governo, quale che sia il colore sarà disposto a  concederli. 

Dovremo strapparli con lotte di massa e di lunga durata che unifichino i mille lavori dispersi e precari,i lavoratori della piccola industria e magari anche del lavoro autonomo. 

Quando cominciamo? A chi giova la lotta separata di sindacati storici e di base?   

Gli scioperi generali separati dei sindacati di base e della Fiom e CGIL, già fatti o previsti, sono parte di una lunga resistenza dei lavoratori, devono essere questi a spingere le frazioni sindacali e politiche a convergere su una lotta il più possibile unitaria e forte. 

Oggi ci sono molti movimenti tematici e di lotta importanti su vari problemi , non è il caso di scegliere le priorità, le rivendicazioni unificanti per arrivare a una piattaforma ridotta all'essenziale e condivisibile dal più alto numero di persone?

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new  1 MARZO 2011: INSIEME CONTRO RAZZISMO E SFRUTTAMENTO - avvisi per Torino

www.primomarzo2011.it

 repubblica.it 2 marzo 2011- Migranti, la rivolta nei Centri d'identificazioni
"E' un vero inferno dal quale fuggire"

Mondo solidale. Tensione ai massimi livelli. Quattrocento nuovi ospiti a Lampedusa. A Bologna un centinaio di attivisti dei centri sociali sono entrati nel Cie "per liberare" gli stranieri. Scontri in quelli di Torino e di Gradisca d'Isonzio di VALERIA PINI

 


 news locali:

       Segnaliamo le seguenti iniziative pubbliche :  

 vedi archivio avvisi 2011

  • Sp 169 della Val Germanasca chiusa al km 7,2nel comune di Perrero per frana;
  • Sp 170 di Massello, chiusa al km 0,3 nel comune di Perrero per frana;

Frane prima di Perrero , strada Massello e  strada Prali

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 locandina  673 alpcub- New Cocot: Salta la trattativa con Albini e torna il rischio fallimento.

ASSEMBLEA UNICA VENERDI' 18 MARZO ORE 13,30. Occorre reagire.SE NON ORA QUANDO?

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***********    Martedì 23 marzo ci sarà una manifestazione in Regione per la New Cocot vista la situazione tragica. In assemblea la proposta dell'ALP/Cub di 8 ore di sciopero è passata e votata all'unanimità.
Ci saranno dei pullmans che partiranno alle ore 12 da Perosa- Piazza terzo Alpini con fermate a Villar (SKF) e Pinerolo Lidl- Euroball. Chi può venire si faccia sentire

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riforma 17.3.2011

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nessuno a Pinerolo aveva  ancora organizzato una riflessione pubblica  o un corteo sulle lotte del Nord Africa e sul Massacro in Libia....
-ecco la prima iniziativa al
Farenait- Circolo Arci  di Torre Pellice

tel 339 8931900  

Venerdì 11 marzo al circolo cominciamo ad occuparci di quanto sta
> accadendo  nel vicinissimo nord africa con una prima serata con Karim Metref,
> giornalista algerino, che torna a Torre per aiutarci a capire qualcosa di
> questa straordinaria Primavera nordafricana.

ascolta registrazione

***** Una seconda serata venerdì 8 aprile, fra gli altri con Elisa Ferrero ( che commenta l'Egitto)

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8 marzo 2011

Napolitano: "Basta donne oggetto"
Il governo frena sulle quote rosa

 Il presidente per l'8 marzo: "Avete dovere di esigere rispetto. Parità lontana" (video). In Senato no dell'esecutivo alla rappresentanza nei Cda entro i due prossimi mandati. Giornaliste e scrittrici per una Italia diversa / NELLE CITTA'
Cairo, donne maltrattate in piazza / IL VIDEO
Sydney le anti-Berlusconi

 

8 marzo 2011- prima pagina del manifesto - pdf  e  articoli

repubblica 5 marzo 2011- 20.45   L'8 marzo di "Se non ora, quando?"
Iniziative e spettacoli in 50 città italiane

 Flash mob, proiezioni e concerti: torna in piazza il comitato nato in occasione della manifestazione in difesa della dignità delle donne. La Gelmini: "No a falsi egualitarismi"

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logo CUBvai alla CUB

Notizie Cub

"LA GIORNATA DELLA COLLERA(1) IL 15 APRILE 2011" - La CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE (CUB), IL SINDACATO INTERCATEGORIALE COBAS E IL COMITATO IMMIGRATI IN ITALIA PROCLAMANO UNO SCIOPERO GENERALE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI INDIGENI E IMMIGRATI DI TUTTE LE CATEGORIE PUBBLICHE E PRIVATE PER L'INTERA GIORNATA.  (prendi la locandina e il telegramma di indizione dello sciopero generale)


RIPARTE LA LOTTA DEGLI IMMIGRATI CONTRO LA SANATORIA TRUFFA - MARTEDI' 1° MARZO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A VERONA per chiedere: ASILO POLITICO AI RIFUGIATI - PERMESSO DI SOGGIORNO - DIRITTO AL VOTO PER GLI IMMIGRATI - CITTADINANZA AI NATI IN ITALIA - DIRITTO ALLA CASA, ALLA ISTRUZIONE, ALLA SANITA' e AL REDDITO. (Coordinamento migranti di Verona, comitato immigrati in italia, Cub, Cobas e comitato primo marzo)


GARANTIRE IL DIRITTO AL LAVORO E AL REDDITO ATTRAVERSO LA TASSAZIONE DEI GRANDI PATRIMONI, IL TAGLIO DELLE SPESE MILITARI, LA LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE, LA TRASFORMAZIONE DEI CONTRATTI PRECARI A TEMPO INDETERMINATO. PERMESSO DI SOGGIORNO PER CHI HA PERSO IL LAVORO E NON HA PIU' I REQUISITI ALLUNGANDONE LA DURATA. DIRITTO ALLA CONTRATTAZIONE PER I LAVORATORI PUBBLICI. GARANTIRE IL DIRITTO DI ASILO, IL DIRITTO ALLA CITTADINANZA PER CHI NASCE O CRESCE IN ITALIA.

Pubblico Impiego: una intesa che è l’ennesima presa in giro  - Nel solco del modello di relazioni sindacali tracciato con l’accordo FIAT, anche nel pubblico impiego con la totale sudditanza e complicità dei sindacati di regime CISL e UIL è stata firmata con il Governo una intesa che per i firmatari rappresenta una grande conquista e che, invece, non è altro che l’ennesima presa in giro per i lavoratori pubblici.



Sorpresa!: Fiat se ne va? Imbecilli o complici le anime belle di governo e sindacati di comodo. Flmuniti-Cub rivendica l’intervento pubblico per garantire l’occupazione, e attuare la riconversione produttiva
NASCITA DELLA “RETE DEI SINDACATI EUROPEI ALTERNATIVI E DI BASE” - RESOCONTO DELLA RIUNIONE DEI SINDACATI DI BASE EUROPEI TENUTASI A MILANO IL 19 FEBRRAIO 2011 - Alla riunione hanno partecipato membri di CUB (Italia), USB (Italia), USI (Italia), SISA (Italia), Solidaires (Francia), CGT (Spagna), Confederacion Intersindical (Spagna), IAC (Catalogna), SUD Canton de Vaud (Svizzera), FAU Berlin (Germania), TIE (Germania).

Proposte della Confederazione Unitaria di Base (Cub) sulle rappresentanze sindacali unitarie nei luoghi di lavoro, sulla rappresentatività sindacale e sull’efficacia dei contratti collettivi di lavoro (audizione in Commissione lavoro  previdenza sociale del Senato) Prendi il testo della proposta.

Sono disponibili, sul sito www.confederazionecub.it : documenti  di Riccione – assemblea nazionale CUB- 22-24 maggio 2009
- il Documento preparatorio: clicca qui
- la Relazione introduttiva e la Mozione finale approvati con una Galleria fotografica: clicca qui
- le registrazioni Audio della maggior parte degli interventi: clicca qui

Stiamo pubblicando, su YouTube, i Video di una parte degli interventi, le Conclusioni e la Mozione con votazione finale; la pubblicazione dei Video continuerà nei prossimi giorni in base alla disponibilità dei singoli filmati: clicca qui




 news


l                 NON finira' mai la divisione dei sindacati di base?
Come nella storia dei polli da portare al mercato descritta nei "promessi sposi"
anche la riunione dei sindacati di base per promuovere lo sciopero generale ha visto
una divisione in due tronconi: USB, SLAI COBAS lo sciopero è per
la data dell'11 marzo, CUB e Confederazione Cobas il 15 aprile. 

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repubblica.it- 10 marzo 21.06

Trasporti, un venerdì a rischio
Sciopero dei sindacati di base

 Usb, Slai Cobas, Unicobas e Snater sfilano domani a Roma per l'occupazione e "contro la precarietà e il metodo-Marchionne". La protesta interesserà anche il personale degli enti locali, la sanità e l'università. Ecopass e Ztl sospesi a Milano e Torino

locandina alpcub 7-11 marzo 2011

(...)sono stati indetti diversi SCIOPERI GENERALI. Ora se da un lato vuol dire che si inizia a reagire, non è possibile che ci sia sempre una maggiore frammentazione, come se lo sciopero servisse ai vari sindacati e non ai lavoratori, agli ultimi e più deboli che pagano questo arretramento inarrestabile. Cosa possiamo dire e fare noi? La prima cosa è che almeno il sindacato di base dovrebbe dichiarare gli scioperi in modo unitario. Invece Venerdì 11 marzo lo dichiara l'USB con Unicobas. Il 15 aprile la Cub con il Comitato Immigrati e il 6 maggio la Cgil con 4 ore...(meglio tardi...)

Pensiamo che la Cub debba farsi promotrice di una lotta unitaria per occupati, precari e immigrati. Importante è stata la giornata del 1° marzo a Verona organizzata dalla CUB con il Coordinamento Migranti, ma occorre essere più umili e non pensare che solo noi facciamo la lotta giusta. Non si arresta questo degrado in ordine sparso. Come Alp/Cub lavoreremo perchè il sindacato di base ritorni a fare iniziative unitarie. E.Lanza

 

repubblica.it Giovedì 03 marzo 2011 Aggiornato alle 21.20

Cgil, sciopero generale il 6 maggio
Inps, balzo Cig: a febbraio +17,2%

Aumento prezzi, Bce apre a rialzo tassi

Camusso: "Governo affossa il paese". Lo stop sarà di quattro ore. Cassa integrazione, ripartono le richieste. Nuovi aumenti per verde e gasolio. Trichet: "Pronti a intervenire per la stabilità". Fao, allarme per il costo globale dei prodotti alimentari
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CGIL: Direttivo, mandato a segreteria su prosecuzione mobilitazione
Il Comitato Direttivo ha confermato le iniziative di mobilitazione -
 la campagna sulle regole per la democrazia e la rappresentanza sindacale 
e le marce per il lavoro - e ha dato mandato alla Segreteria per definire 
la data e le modalità dello Sciopero generale
Tempo di sciopero - Loris Campetti - il manifesto 25feb2011



12 marzo in piazza per la scuola e la Costituzione
LO STORICO DISCORSO
Scuola pubblica, ecco come ucciderla  
Piero Calamandrei :: Liberazione 2 Marzo 2011
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MI DICHIARO COLPEVOLE

Il Presidente del Consiglio dice che la scuola pubblica non è una proprietà degli insegnanti. Lui non voleva attaccarla. Voleva solo mettere in guardia la nazione dall'indottrinamento ideologico di alcuni insegnanti che “vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli" In effetti ha ragione e mi dichiaro colpevole.

Insegno che la pena di morte va superata. Molti dei loro genitori dicono ai loro figli che essa va mantenuta, ma solo in alcuni casi. Parlo del dettato costituzionale che vuole il rispetto della dignità umana della persona e concepisce la pena in funzione della rieducazione del detenuto. Molti dei loro genitori gli dicono invece che in carcere si sta troppo bene perchè c'è la televisione. Esalto i valori della Resistenza che con tutti i suoi difetti di cui non bisogna avere paura ci ha dato la libertà e la Repubblica. Molti dei loro genitori gli rivelano che anche i partigiani sono stati violenti. Racconto che in uno Stato laico tutte le fedi religiose hanno uguale libertà. Molti dei loro genitori gli spiegano che se noi andassimo negli Stati arabi non ci lascerebbero così liberi. Spiego che il diritto alla vita è sacro e che con gli stranieri bisogna affrontare la fatica della legalità e dell'umanità. Molti dei loro genitori gli dicono d'accordo, però prima i nostri. Mi permetto anche il lusso di difendere la dignità degli omosessuali. Molti dei loro genitori li deridono o ne hanno ribrezzo.

Cordiali saluti.      Mario Dellacqua

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repubblica.it 12 marzo

Costituzione e scuola pubblica
"Siamo un milione"
Speciale
Diretta tv - Video - Foto - Striscioni
Costituzione e scuola pubblica
100 città in piazza
 

in margine alle lotte della scuola-

LO SPECIALE SULLA PROTESTA - LE SCHEDE repubblica

LEGGI LE PROPOSTE DEGLI STUDENTI, SCARICA IL TESTO DELL'ALTRARIFORMA pdf

 



   news   governo & C.> vedi archivio da febbraio 2011

Scrisse Elsa Morante

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.
La maggioranza si rendeva  naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi
atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Elsa Morant
e
(Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini.)
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WELFARE ADDIO ANCHE PER I DISABILI

notiziario disabilità 1   9feb2011

notiziario disabilità 2 7mar 2011

Roma. 14 dicembre 2010

Il governo ha avuto la fiducia alla Camera per soli tre voti.

Sotto gli occhi del paese si è svolto il Libero Mercato dei parlamentari. Berlusconi gongola ripetendo che la maggioranza degli  italiani è con lui.

Ha scritto Ilvo Diamanti: “non esistono possibilità di verifica e di controllo diretto da parte degli elettori, con questo sistema elettorale, centralizzato, senza preferenze, a liste bloccate, che premia le coalizioni. Che attribuisce alle leadership di partiti personali oppure oligarchici il potere di scegliere e decidere. Chi eleggere e dove. Chi candidare, ricandidare oppure escludere. Questa democrazia è sempre meno rappresentativa. ".

Stefano Rodotà su El Pais è più concreto: ‘L'Italia è un laboratorio del totalitarismo moderno’.

 



 

 news 

new http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/sezione/INTERNAZIONALE/

1 MARZO 2011: INSIEME CONTRO RAZZISMO E SFRUTTAMENTO - avvisi per Torino

 

news Libia/archivio

repubblica.it 22 marzo 20.54

Battaglia nei cieli, contraerea a Tripoli - Video

Il rimorchiatore - Bombe sul portoJet caduto - foto - Tv
Diario da Tripoli - Valli da Bengasi - D'Alema - Mappa  

LA DIRETTA. Nuovi raid (video). Attacco lealista a  Misurata e ad Ajdabiya. Precipita jet Usa, nei soccorsi feriti sei civili. Obama, Cameron e Sarkozy trovano l'intesa sul comando dell'Alleanza. La Germania si ritira dalle operazioni nel Mediterraneo. Ora il dibattito in Parlamento dal nostro inviato VINCENZO NIGRO
Armiamoci e pentiamoci di M.BRACCONI - BLOG Cento anni fa di E.FRANCESCHINI - Emergency
D'Alema a Repubblica Tv: "Intervento tardivo e disorganizzato, ma era necessario muoversi"

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(...)Di “efferatezze” Gheddafi ne avrà sicuramente compiute. Molte meno di quante un’imponente campagna mediatica glie ne abbia attribuite, e, pur tuttavia, quel che accade in Libia non ha nulla di simile a quanto accaduto in Tunisia ed Egitto. Diverse sono, anzitutto, le condizioni economico-sociali. La Libia è il paese africano con il più alto reddito pro-capite (oltre 14.000 dollari), quello in cui sono più contenute le diseguaglianze sociali e più distribuita d’ogni altro paese produttore di petrolio è la rendita petrolifera. La disoccupazione giovanile è elevata come nei paesi limitrofi, ma i disoccupati dispongono di sussidi statali che altrove si sognano. Vi sono ritardi nel soddisfare il fabbisogno di case, infrastrutture e servizi, ma vi è anche una massa di 1,5/2 milioni di lavoratori immigrati (su una popolazione di 6,5 milioni), cui è riservata la maggior parte dei lavori manuali. Risultati raggiunti grazie alla rivoluzione contro re Idris, creato dalle e asservite alle potenze europee, e alla nazionalizzazione del petrolio che ne conseguì. Altri e più ambiziosi obiettivi che la rivoluzione si era prefissi non sono stati raggiunti, per motivi che non approfondiamo qui, e in cui figurano responsabilità anche della sua leadership. In particolare non ha avuto successo il piano di trasformare la Libia in un paese di moderno capitalismo, con apparati industriali e relative classi di borghesi e proletari, lasciando, di conseguenza, sul terreno sociale una struttura a relativamente forte prevalenza tribale. Persa questa battaglia, Gheddafi ha cercato di amministrare lo stato con un compromesso tra le tribù per la spartizione di potere e rendite petrolifere, senza, però, abbandonare alcune caratteristiche –quanto a uso “sociale” della rendita petrolifera- profondamente diverse rispetto alle petro-monarchie.

Sul piano della politica internazionale, esauritasi nella sconfitta la spinta pan-araba e falliti i tentativi di più o meno improbabili alleanze con movimenti “rivoluzionari” sparsi per il mondo (Europa inclusa), la Libia ha cercato di conquistarsi una relativa tranquillità intrecciando accordi e affari con paesi occidentali, e soprattutto con l’ex-madrepatria coloniale, l’Italia. Il prezzo è stato di trasformare il paese nell’ante-murale della jihad islamista e in cane da guardia dei flussi migranti dall’Africa sub-sahariana.(...)  LEGGI TUTTO IN:

Alcune pacate considerazioni sulle vicende libiche  doc  22 MARZO

 

new   Onda araba- vedi articoli raccolta al 22 marzo

new 5 marzo L'imperialismo nel grande gioco nordafricano - 1a parte - Assoc. culturale Pon Sin Mor

new vedi aggiornamenti dalla newsletter di Elisa sull'Egitto  

 new  L'Egitto in rivolta al centro di un ampio marasma sociale-18feb

http://1000memories.com/egypt: ricordo dei caduti egiziani

 

new   il ruolo dei lavoratori http://www.argenpress.info/2011/02/la-caida-de-mubarak-y-el-papel-de-los.html 14 feb

 

11 febbraio 2011- ORE 17 al 18° giorno di lotta popolare,  

il presidente egiziano cede il potere alle forze armate

 (link al Corriere della Sera.it)11 febbraio 

 

Piazza Tahir

Fotoracconto I 18 giorni della protesta - repubblica.it 12 febbraio

VIDEO LA7- YOU TUBE 11 febbraio

vedi COME LE BANCHE E GLI INVESTITORI STANNO FACENDO MORIRE DI FAME IL TERZO MONDO.pdf

new L'Egitto in rivolta al centro di un ampio marasma sociale 18.2 da 'n+1'

18 febbraio 2011- da 'n+1': La rivolta del pane e dell'insofferenza

 
Qualunque sia l'esito delle recenti rivolte, il loro significato trascende i confini politici delle "nazioni". Non si tratta di un semplice "effetto domino" ma di un accumulo di tensione entro il fenomeno generale della tettonica rivoluzionaria. L'effetto politico-sociale di un'ondata che ha coinvolto Algeria, Tunisia, Egitto, Libia, Giordania, Yemen, Libano, Bahrein, Sudan, Marocco, Mauritania, Siria, Arabia Saudita, Malaysia, e forse altri paesi meno soggetti all'osservazione da parte dei media come il Perù, non è quello di un terremoto, come hanno scritto i giornali ma quello dell'energia che si accumula prima di un terremoto. Stanno circolando sul web strane teorie dietrologiche sui manovratori delle rivolte. Come se in questo mondo non ci fosse materia sociale esplosiva a sufficienza per scatenarle. La mistica del Grande Burattinaio, che sia Dio o un "Governo Imperialista Cattivo" è dura a morire.
 
Paura, anzi, panico
 
L'onda di rivolta non si placa. Scioperi e manifestazioni continuano in Egitto, coinvolgendo sempre più i salariati (metallurgici, tessili, ospedalieri, insegnanti, addetti ai servizi del Canale e al turismo, ecc.). I governi un po' reprimono con le armi, un po' trattano per non peggiorare la situazione. I vecchi partiti di potere con i loro esponenti sono sotto attacco da parte dei movimenti interclassisti. Anche nei paesi più reazionari la paura della rivolta ha provocato concessioni e tentativi di normalizzazione. Gli Stati Uniti cercano di arginare la rabbia cavalcandola e ciò sconvolge i vecchi equilibri senza che vi siano ancora le basi per quelli nuovi. Per le borghesie nazionali l'incertezza diventa panico.
 
 
California, Egitto
 
Secondo il Center on Budget and Policy Priorities americano, per l'anno fiscale 2012 il disavanzo dell'insieme di tutti gli stati federati sarà di circa 140 miliardi di dollari, che si aggiungerà al deficit del 2011 già quantificato in 125 miliardi. Siamo a un deficit annuale globale vicino al 20% del bilancio. Il deficit è dovuto soprattutto alla diminuzione del gettito fiscale in seguito alla perdita di posti di lavoro. Essendo anche aumentate le spese per l'assistenza ai poveri e a coloro che si ammalano per la vita disagiata, l'unica via per risanare il bilancio è tagliare spietatamente. Questa tendenza è giudicata irreversibile nel lungo periodo. Tra gli stati in difficoltà la California è al limite della bancarotta, la Florida è fra quelli che hanno operato tagli più drastici e il Wisconsin è quello che sta progettando di smantellare lo stato sociale e l'associazionismo sindacale più sviluppati dell'Unione. Sarà un caso ma nei tre stati, specie nell'ultimo, si sono avute manifestazioni di piazza contro la perdita di ciò che in passato si era ottenuto. L'Egitto ha confini vastissimi.

 ( vedi Report di Loren Goldner dal Wisconsin.pdf ) 17 marzo - inglese-ancora da tradurre

 
 
Come se niente fosse
 
Fallite alcune banche, le altre si concentrano. Così le industrie e i canali della finanza. Il New York Stock Exchange, Euronext e Deutsche Börse hanno annunciato la loro fusione. I tedeschi avevano comprato Euronext, che gestisce le borse di Parigi e Amsterdam, mentre la borsa di Londra si era già fusa con quella di Toronto. I tedeschi avrebbero la maggioranza azionaria ma gli americani mantengono il controllo tecnico. Il mondo finanziario sarebbe dunque diviso fra sole quattro borse che contano: New York, Londra, Tokyo e Pechino. Ma le prime due monopolizzano gli scambi globali delle materie prime e delle multinazionali agrarie e minerarie. Sappiamo che cosa vuol dire: esse controllano il mondo, e i loro profitti salgono col salire dei prezzi delle materie prime. Capitali tolgono spazio ad altri capitali, la somma parziale cresce, quella generale diminuisce.

video- l'infedele 31 gennaio 2011:   Mubarak, non è una barzelletta


 

radio articolo1   Onda araba. Con U. De Giovannangeli, H. Kirat, G. Lerner, A. Lakhous, R. Guolo, G. Bosetti, A. Amaro ascolta:

Onda araba. Con U. De Giovannangeli, H. Kirat, G. Lerner, A. Lakhous, R. Guolo, G. Bosetti, A. Amaro  (2.2.2011)

 

locandina alpcub 1-5 febbraio - 668: Le rivolte in Tunisia ed Egitto sono dei segnali che indicano come i popoli oppressi da regimi autoritari e corrotti che hanno provocato miseria, repressione e nessuna speranza di futuro per le giovani generazioni, possono, con la lotta, ricostruirsi un futuro più giusto.Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto, Albania. E' l'altro Mediterraneo che si ribella, quello da dove partono le barche degli immigrati a caccia di fortuna e di un pizzico di libertà.Anche da noi ci sono alcuni governanti "corrotti e corruttori" ma non c'è aria di ribellione popolare.Solo le donne in questi giorni si stanno ribellando.Qualcuna di loro scrive:

Il grande interrogativo che grava sull’Italia, oggi, non è cosa faccia Silvio B. e perché. La vera domanda è perché gli italiani e le italiane gli consentano di rappresentarli. Il problema non è lui, siete voi. Quel che il mondo ci domanda è: perché lo votate? Non può essere un’inchiesta della magistratura a decretare la fine del berlusconismo, dobbiamo essere noi. E non può essere la censura dei suoi vizi senili a condannarlo, né l’accertamento dei reati che ha commesso: dei reati lasciate che si occupi la magistratura, i vizi lasciate che restino miserie private.Quel che non possiamo, che non potete consentire è che questo delirio senile di impotenza declinato da un uomo che ha i soldi – e come li ha fatti, a danno di chi, non ve lo domandate mai? - per pagare e per comprare cose e persone, prestazioni e silenzi, isole e leggi, deputati e puttane portate a domicilio come pizze, continui ad essere il primo fra gli italiani, il modello, l’esempio, la guida, il padrone.





 news

repubblica 5 marzo 2011- 20.45   L'8 marzo di "Se non ora, quando?"
Iniziative e spettacoli in 50 città italiane

 Flash mob, proiezioni e concerti: torna in piazza il comitato nato in occasione della manifestazione in difesa della dignità delle donne. La Gelmini: "No a falsi egualitarismi"

 

13 febbraio

Site amiche scelta di luoghi telematici che vogliono dare notizia di centri, associazioni, gruppi, riviste e iniziative che riteniamo importanti per la nostra politica (Libreria delle donne-Milano).

Roma

Se non ora, quando? Tutte le voci della manifestazione del 13 febbraio-Roma

  new rassegna dibattito  e notizie sul 13 febbraio e dintorni:se non ora quando?(dal 1 febbraio) da 'il manifesto'

 vedi >>>>IL MANIFESTO.IT
Donne e uomini, sultani e complici.
Un dossier di analisi e interventi per ripercorrere due anni vissuti pericolosamente, senza cadere nelle trappole di destra e di sinistra sulla separazione fra pubblico e privato, fra perbene e permale, fra politica e morale, fra reato e peccato, fra le notti di Arcore e i giorni di palazzo Chigi. Voci di donne sui fili invisibili che legano sessualità e potere, voci di uomini sulle complicità indicibili fra il sultano e i suoi sudditi.
Su http://www.ilmanifesto.it/archivi/13febbraio/

vedi 13febbraio2011_su_riforma: raccolta articoli da 'Riforma' (sito alpcub)

http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/

Repubblica 13 feb ( Roma Interventi - Foto
Il silenzio, poi l'urlo: "Se non ora, quando?" - Ascolta

LA CRONACA Partecipazione oltre ogni attesa ai 230 appuntamenti in tutta Italia.

La manifestazione in piazza del Popolo

TORINO
 foto
San Torino- Piazza S. Carlo gremita nel nome delle donne

 

appello

Se non ora, quando?
In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia - hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.

L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI GRANDE CITTA’ ITALIANA
 
Per le adesioni e informazioni l’indirizzo mail è
mobilitazione.nazionale.donne@gmail.com

http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/

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le donne dicono basta

Lavoro, dignità, libertà. La forza delle donne. 

Partecipano V. Fedeli, Filctem C. Sereni, scrittrice; C. Cantone, Spi; T. Ferrario, giornalista; C. Comencini, regista T. Di Salvo, Enpals; S. Camusso, segretario generale Cgil

ascolta:

audio radio articolo 1- 1 febbraio 2011  

13 febbraio in piazza: se non ora quando?

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se non ora quando?
 
dall'archivio di bloc notes operaio:

 per chi non avesse seguito la radio in diretta
o in internet nel sito di radio Beckwith le trasmissioni dedicate alle donne e alle donne operaie
 di bloc notes operaio

audio

Venerdì 29 Ottobre – SPECIALE DONNA CASALINGA
in   http://rbe.it/caravan/2010/10/bloc-notes-operaio-ottobre-2010/
e
 
 dal 2 novembre
al 16 novembre 2010 raccolte in
 
i testi sono i seguenti: , raccolti su alpcub in

29 - Blocnotes operaio  144\ SPEC. DONNA-CASALINGA

novembre

--- tratto da  inchiesta fiom

http://www.fiom.cgil.it/metalmeccaniche/08_04_17-sintesi.ppt

2 nov - -Blocnotes operaio  145\ donne e fabbrica/1-fiom

3 - Blocnotes operaio  146\ donne e fabbrica/2-fiom

4 - Blocnotes operaio  147\ donne e fabbrica/3-fiom

e poi la lettura in  6 puntate

5 - Blocnotes operaio  148\ donne e fabbrica/4

 

8 - Blocnotes operaio  149\ donne e fabbrica/5

9 - Blocnotes operaio  150\ donne e fabbrica/6

10 - Blocnotes operaio  151\ donne e fabbrica/7

11 - Blocnotes operaio  152\ donne e fabbrica/8

12 - Blocnotes operaio  153\ donne e fabbrica/9-fine

vedi inoltre rapporto IRES- pdf: 

la condizione femminile in Piemonte-2006

e gli speciali

15 - Blocnotes operaio  154\ speciale -donne e lotte locali

16 - Blocnotes operaio  155\Maria Airaudo operaia e partigiana

 

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leggi pdf

operaie e capitale - pdf

new berlusconismo e fascismo- estratto Micromega1/2011-pdf - 6Mb





dossier stampa Mirafiori (fino al 31 gennaio 2011)

procede Fabbrica Italia/articoli-dopo Mirafiori

dichiarazione di sciopero generale alpcub e CUB Piemonte per il 28 gennaio 2011

Lavoro bene comune. L'intervento di Maurizio Landini, Fiom, a Milano audio radioart.1

speciali 28 gennaio

Il lavoro e i diritti, il futuro dell'auto e quello dell'industria italiana

On line lo speciale il manifesto – Sbilanciamoci per lo sciopero generale dei metalmeccanici

Lo speciale, frutto di un'iniziativa comune de il manifesto e Sbilanciamoci, e diffuso in edicola oggi con il manifesto, contiene scritti e interviste di: Giorgio Airaudo, Piergiovanni Alleva, Loris Campetti, Vincenzo Comito, Anna Donati, Aldo Enrietti, Lia Fubini, Francesco Garibaldo, Andrea Ginzburg, Antonio Lettieri, Giulio Marcon, Gerardo Marletto, Mario Pianta, Marco Revelli , Roberto Romano, Adriano Serafino, Alessandro Sterlacchini, Guido Viale.

 vedi speciale Grosso guaio a Mirafiori- speciale il manifesto-

sbilanciamoci per lo sciopero del 28 gennaio 2011 pdf

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in allegato l'intero giornale scaricabile di operai contro,
per lo sciopero del 28 Gennaio. Allegato:oc133.pdf /fabbrica Italia
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raccolta Articoli su Marchionne e gli operai di Mirafiori su "Riforma"

 


PINEROLO

Martedì

25 gennaio

ore 21

Teatro

del Lavoro

via Chiappero 12

Dopo il referendum di Mirafiori

vedi volantino:

Assemblea pubblica

registrazione in basso

Alp/Cub, Fiom, Arci, Circolo Stranamore, Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia Libertà, Studenti e altri soggetti a titolo individuale..

 

Pinerolo.registrazione assemblea 25 gennaio 2011 per lo sciopero del 28 gennaio audio

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Torino 29.01.2011

video dopo Mirafiori

"Democrazia!" - Gli interventi
al seminario Fiom/MicroMega

Landini, Gallino, Ingroia, Flores d'Arcais, Zagrebelsky, Revelli, Iovino, Brancaccio,

 Garibaldo, Pianta, Bagni, Cafagna, Rinaldini, Perna, Graziano


 






 

 

 

 dossier crisi locali e varie

conti inps e pensioni




 news-locali

 

eco del chisone 2.2.2011


crisi NewCocot- Perosa Argentina > archivio Manifattura

cronologia recente:

17/12/2010 nell'incontro tenutosi all'unione industriali viene illustrata la grave situazione aziendale: la società ha perso tutto il capitale, quindi il CDA si incontrerà di nuovo il 23/12 per ulteriore piano di salvataggio dove decideranno se ricapitalizzare o  chiudere. Firmata richiesta per ulteriore mese di cassa in deroga.

 

23/12/2010 il CDA decide nuovamente di prendere tempo spostando la riunione al 10/01/11.

 

10/01/2011 il Cda decide di mettere l'azienda in liquidazione,ora la situazione è in mano al liquidatore dott. La Croce.

 

15/02/2011 riunione a Cologno Monzese con liquidatore e le RSU di tutti gli stabilimenti del gruppo.Il liquidatore illustra le sue decisioni:continuare la produzione visto il portafogli ordini e per mantenere occupazione,   la prospettiva è  pilotare aziende verso concordato preventivo,ci sono contatti con imprenditori per l'affitto del ramo di azienda finalizzato all'acquisto.  Per Perosa si sta lavorando con un imprenditore per approfondire la conoscenza della situazione. Il curatore si auspica di trovare la soluzione entro la metà di marzo perché bisogna negoziare in tempi brevi. Se non ci saranno novità importanti la prossima riunione a Cologno Monzese è fissata per il 22/03/11.

 

Mercoledì 23/02/11 si è tenuta un'assemblea a turni riuniti per illustrare la situazione alle maestranze

 

loc.alpcub673- New Cocot: Salta la trattativa con Albini e torna il rischio fallimento.

ASSEMBLEA UNICA VENERDI' 18 MARZO ORE 13,30. Occorre reagire.SE NON ORA QUANDO?

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Martedì 23 marzo ci sarà una manifestazione in Regione per la New Cocot vista la situazione tragica. In assemblea la proposta dell'ALP/Cub di 8 ore di sciopero è passata e votata all'unanimità.
Ci saranno dei pullmans che partiranno alle ore 12 da Perosa- Piazza terzo Alpini con fermate a Villar (SKF) e Pinerolo Lidl- Euroball. Chi può venire si faccia sentire

 

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Il consiglio di amministrazione della NewCocot  il 10 gennaio ha messo in liquidazione la filatura di cotone di Perosa  (190 addetti) e altri stabilimenti del gruppo. Nominato un curatore che assume la gestione dell'azienda: 

Ascolta le interviste a  Enrico Tron CISL  ,al sindaco di Perosa Renzo Furlan, e a Enrico Lanza dell'alpcub - da Radio Beckwith l'11-12 -14 gennaio.

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Manifattura in liquidazione

Perosa, commissariata la New Co.Cot

PEROSA - La New Co.Cot, società che gestisce la Manifattura di Perosa, è stata messa in liquidazione. La decisione sarebbe stata presa lunedì 10 dal Consiglio di amministrazione.
Lunedì in mattinata il commissario Giovanni Croce, milanese, ha sciolto le riserve: per ora la fabbrica non dovrebbe chiudere, ma l'attività sarebbe destinata a proseguire, anche grazie alle commesse che potrebbero proseguire da parte del principale committente della filatura.
Questo è quanto appreso, in modo non ufficiale, anche dal sindaco di Perosa Renzo Furlan, che ha convocato per martedì pomeriggio un Consiglio comunale informale per avvertire gli amministratori perosini. Sono 190 i dipendenti che rischiano il posto. (approfondimenti nell'edizione in edicola)
Luca Prot- eco del chisone.it  12.1.2011

>>>New Cocot: L'azienda è in liquidazione e il liquidatore dovrà decidere se ci sono le condizioni per continuare l'attività oppure chiudere la vicenda con i libri in tribunale. Al momento sembra sia intenzionato a mantenere l'attività.Ci sarà una nuova richiesta di cassa integrazione che dovrà essere con rotazione.Sarà necessario intervenire con un progetto sullo stabilimento e su questo progetto chiedere gli interventi delle istituzioni.(loc. alpcub 17 gen)

 

 vedi articolo eco del chisone  19.01.2011 - 1 - pdf

vedi articolo eco del chisone 19.1.2011 - 2 - pdf

fine gennaio 2011 firmata a Roma la cassa integrazione per due anni






 news

Mirafiori 

 

L'accordo firmato da sindacati e Fiat, ma non dalla Fiom, il 23/12/2010 (pdf). da rassegna.it

il Comitato centrale della Fiom ha  deciso lo sciopero generale con 102 voti a favore e i 29 astenuti della minoranza Fiom che fa riferimento alle posizioni della segretaria della Cgil Susanna Camusso. Gli astenuti, guidati da Fausto Durante, sostengono che la Fiom dovrebbe comunque accettare l'esito del referendum imposto dall'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne

  dossier stampa Mirafiori

dichiarazione di sciopero generale alpcub e CUB Piemonte per il 28 gennaio 2011

All'indirizzo
> http://cubvideo.it/index.php?page=./video/visualizza_video&id_video=313 troverete
> un  video sull'ultima manifestazione dei metalmeccanici a Torino e di
> spiegazione del perché la CUB indice lo sciopero generale.
>

vedi articolo eco del chisone 19.01.2011 pdf

Gli operai della FIAT hanno votato NO.  

il manifesto

La FIAT riporta che il referendum è stato approvato dal 54%. Decisivo, per la vittoria del sì a Mirafiori, l'apporto degli impiegati, che hanno votato in massa a favore dell'accordo voluto da Marchionne: su 441 voti espressi, solo 20 tra i colletti bianchi hanno respinto l'intesa, mentre 421 l'hanno approvata. Fra gli impiegati 300 capi.

La prevalenza dei "no" si e' avuta nei primi quattro seggi scrutinati relativi al montaggio con 1.576 voti contrari e 1.386 a favore e nel seggio 2, uno dei due relativi alla lastratura, con 218 no e 202 si'. Prevalgono i si fra gli operai in verniciatura e nel turno di notte. In totale, i "si'" degli operai delle carrozzerie di Mirafiori, senza il seggio relativo al voto degli impiegati, superano i "no" di 9 voti

Per poter dare una valutazione seria di questo risultato occorre ricordare che il fronte dei sindacati pro-accordo (Fim Cisl, Uilm, Ugl, Fismic) aveva prima di ieri il 71% dei voti nelle Rsu, mentre il “fronte del no” (Fiom, in primo luogo, più Cobas e Usb) soltanto il 29. Si è quindi verificato un “quasi” perfetto rovesciamento degli equilibri interni a questa fabbrica, da molti anni dipinta come “rassegnata” e ormai estranea al conflitto sociale.
Se riguardiamo il film dei giorni scorsi, fino al voto, dobbiamo ricordare le centinaia di persone, uomini e donne spesso in lacrime, che spiegavano alle telecamere che avrebbero detto “sì” solo perché messi di fronte a un ricatto in piena regola, un autentico “o la borsa o la vita”. Dobbiamo quindi sapere tutti – Marchionne, i “sindacati complici”, l'inguardabile classe politica di questo paese – che persino in questo microcosmo di 5.400 persone messe con le spalle al muro non trova “consenso” autentico un imbarbarimento delle vite e un annullamento dei diritti che vuol riportare il lavoro nelle condizioni degli inizi dell'800.

audio  il segretario della Fiom Landini a rai3 il 15 gennaio - 26'

senti altre interviste a http://rbe.it/caravan/tag/mirafiori/

 

 

  il manifesto

Accordo Mirafiori /Marchionne in una lunga intervista a Repubblica (allegata in pdf sul sito di alpcub— http://www.alpcub.com/marchionne_repubblica_18gen2011.pdf ): l'intesa di Mirafiori non si tocca e verrà estesa anche a Melfi e Cassino. Risposta di Landini sul ‘manifesto’--  http://www.alpcub.com/landini_manifesto_19gen2011.pdf

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scrive alpcub (dic2010)

La Fabbrica Italia di Sergio Marchionne è servita.

Quello che non hanno fatto i falchi di confindustria e amma negli anni 50-60. Quello che non sono riusciti a fare i governi di destra democristiani-fascisti. Quello che non è riuscito a Valletta negli anni 50,  a Romiti nell'1980, lo fa  Sergio Marchionne.

Allora ci sarebbe stato uno sciopero generale sicuramente dei metalmeccanici. Ora invece abbiamo solo la Fiom e il sindacato di base che cercano di opporsi. (…)

dichiarazione di sciopero generale alpcub e CUB Piemonte per il 28 gennaio 2011

pdf un documento di operaicontro: fabbrica Italia produce schiavi

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Confederazione Unitaria di Base

Federazione del Piemonte

Corso Marconi 34, 10125 Torino

Tel/fax 011.655897  e-mail: info@cubpiemonte.org

www.cubpiemonte.org

CONTRO L'ACCORDO DI MIRAFIORI

PER LA DIFESA DEL SALARIO E DELLA LIBERTA'

SCIOPERO GENERALE IL 28 GENNAIO

 

L'accordo imposto dalla FIAT e firmato da Fim, Uilm, UGL e Fismic per Mirafiori alla vigilia di Natale è un ulteriore attacco al reddito e alle condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, non solo della fabbrica di Torino ma di tutta Italia.

Quello che passa in Fiat, passa in Italia.

L'accordo in estrema sintesi prevede

-         la possibilità per l'azienda di imporre turnazioni a sua scelta: i turni verranno decisi dalla Fiat senza dover contrattare con nessuno

-         l'imposizione di 120 ore di straordinario obbligatorio: in sostanza i sabati straordinari diventano parte integrante dell'orario lavorativo; è ovvio che il prossimo passaggio sarà il loro pagamento in ordinario. In due parole: PIU' ORARIO MENO SALARIO;

-         il taglio della paga in caso di malattia: la malattia è una colpa che devi pagare rinunciando al reddito;

-         il taglio delle pause durante il lavoro e la loro gestione da parte dell'impresa. A Marchionne non importa che con le pause si limitino gli effetti della ripetitività e della fatica, né gli importa dei molti operai che, a Mirafiori, soffrono di malattie professionali;

-         la mobilità interna a discrezione dell'azienda con la cancellazione di ogni diritto del lavoratore al mantenimento del posto di lavoro;

-         l'accettazione dell'accordo da parte di ogni singolo lavoratore con la conseguenza che la contestazione anche di un solo punto dell'accordo può condurre sino al licenziamento del dipendente.

E' il dispotismo aziendale, il controllo totale sulla produzione cioè sulle vite dei lavoratori.

Si torna così ad una concezione ottocentesca per la quale il lavoratore non ha diritti e il padrone è il suo “benefattore”. Anche lo stipendio non è più certo ma diventa una variabile dipendente dalla alterne fortune e dai mutevoli umori del management del Lingotto. Marchionne e i suoi complici sindacali ci ricordano la verità ultima dei padroni: i lavoratori sono solo merce da sfruttare e pagare il meno possibile.

Non a caso l'accordo prevede clausole che aboliscono le libertà sindacali per i sindacati che non lo accetteranno e per i lavoratori: questi non eleggeranno più i propri delegati e solo i sindacati firmatari avranno rappresentanti, trattenute in busta paga e diritto di assemblea.

La Fiat vuole applicare un principio semplice e brutale: gli accordi li scrive l’azienda, li firmano i sindacati complici, chi non ci sta lo si butta fuori dalla fabbrica; per garantirsi questo risultato calpesta i principi elementari di democrazia, libertà, rappresentatività. Oggi colpisce  anche la Fiom ma per noi non è una novità: analoghe regole del gioco truccate, sono state ampiamente usate per impedire l'attività dei sindacati di base, con il consenso della stessa CGIL. Questo però non c'impedisce di vedere il pericolo principale: l'accordo di Mirafiori apre la strada al peggioramento delle condizioni di vita e di reddito di tutti i lavoratori, non riguarda solo i metalmeccanici Fiat ma tutti noi. Per questo abbiamo proclamato lo sciopero generale per il 28 gennaio e chiamiamo tutti alla mobilitazione unitaria, in difesa del nostro reddito, delle nostre condizioni di lavoro e della nostra libertà.

FERMIAMOLI!






 Contro la nocività del lavoro e la frammentazione operaia e sociale riproponiamo la riduzione orario a parità di salario e ilsalario ai disoccupati. 

Non facciamoci distruggere, per salvare banche e profitti, da qualunque tipo di governo

Per non dimenticare vedi  Tyssen  

Sono passati 3 anni dalla tragedia di Torino, i morti sul lavoro sono quotidiani,  1080 nel 2010. 

Gli infortuni sembravano in calo , ma nonostante la crisi e cassa integrazione di massa e disoccupazione sono più del 2009

Thyssen, il pm chiede 16 anni di carcere per l'ad Ipotizzato per la prima volta il reato di omicidio volontario Aula gremita a Torino (foto) per il processo sulla strage di operai del 2007 nelle acciaierie. Il procuratore Guariniello chiede una condanna senza precedenti in un caso di morti sul lavoro per l'amministratore delegato Harald Espenhanh.

 Ma si tratta di soli tre anni per ogni operaio ucciso. I padroni della Thyssen restano in libertà. E tra 20 anni la sentenza di assoluzione.  

 

Morti quotidiane

all'inizio del 2010 al 30 dicembre
per lavoro, ci sono stati:
1080 morti
più di 1milione e 100mila infortuni
più di 25mila invalidi

2011-18 marzo

Dall'inizio dell'anno ad ora,
per lavoro, ci sono:

220 morti
220100 infortuni
5502 invalidi

una lettera:
I morti sul lavoro non fanno festa

Relazione Senato su dati 2009- pdf

Tutti parlano di sicurezza sul lavoro ma in realtà è solo fumo. L'ASL To 3 non investe, non sostituisce chi va via e dunque i controlli sono sempre più complicati. Nelle fabbriche la situazione è sempre più brutta: se c'è un problema di pericolo pochissimi hanno il coraggio di denunciarlo. Troppe le paure e i ricatti: la crisi, i figli precari, la cassa integrazione e i trasferimenti.Sarebbe utile fare il punto su cosa succede nel territorio con il Servizio Prevenzione di Pinerolo

Saviano racconta L’Aquila video

Il primo monologo dell’ultima puntata di Vieni via con me

3 dicembre

5 dicembre

Codice stradale/la 'qualità totale' delle auto si ferma alle porte della fabbrica

E' di otto vittime il gravissimo bilancio dell'incidente che, stamattina, ha visto una Mercedes scontrarsi in fase di sorpasso con un gruppo di ciclisti sulla statale 18 nel lametino. 
L'uomo alla guida dell'auto, di origine marocchina, è stato arrestato con l'accusa di omicidio colposo. Era senza patente dopo che gli era stata ritirata sette mesi fa a causa di un sorpasso azzardato. L'uomo e' risultato positivo al test della cannabis.


L'11 settembre dei ciclisti La tragedia di Lamezia Terme, in cui un'auto ha travolto un gruppo di cicloturisti uccidendone otto e ferendone molti altri, è "una sorta di 11 settembre del ciclismo di cui non si ricorda paragone fra gli incidenti ai velocipedisti in Italia e in Europa". Quella delle biciclette, vittime seriali sulla strada, è infatti la categoria più esposta ai rischi della circolazione, assieme ai pedoni, sottolinea Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, il cui staff sta lavorando alla redazione dell'annuario della sicurezza stradale 2011, nel quale ai dati ufficiali dell'Istat per il 2009 saranno affiancati quelli dei vari Osservatori della sinistrosità di cui l'associazione si occupa ormai da molti anni. Nel corso del 2009 i ciclisti che hanno perso a vita sulle strade italiane sono stati in tutto 295, pari a quasi due gruppi di corridori del Giro d'Italia, di cui 243 uomini e 51 donne

audio 

06/12/2010-La strage di Lamezia Terme: l'Italia non e' un paese per bici






news

volantino TORINO

sabato 27 novembre alle13,45 partirà dalla stazione di
Porta Nuova un corteo per i diritti dei/delle migranti

Dossier - I nuovi schiavi

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27 novembre 2010 Roma

 

segui la diretta su www.cgil.it/tv

 

il futuro è dei giovani e del lavoro. L'intervento di Susanna Camusso audio 35'

Certo manca una sponda politica per le lotte attuali e future. Scrive ALPCUB sulla locandina:

Continua la farsa quotidiana dei nostri governanti, elezioni, rimpasto, governo di "responsabilità"...tutti però, opposizione compresa, sono d'accordo nell'approvare la finanziaria, il patto di stabilità. Questo vuol dire che i lavoratori, pensionati, studenti, gli utimi, intanto pagheranno poi si vedrà come andra a finere con il voto o senza voto.

vedi Campetti

 

scrive operai contro

21 nov.Chi dice che solo la chiesa organizza processioni è un mentitore. La CGIL, prima con Epifani adesso con Camusso, ne organizza piu' dei preti. Che cosa chiede con la processione la CGIL? " PIU' DIRITTI PIU' DEMOCRAZIA " Noi operai pensavamo che la CGIL si decidesse a fare uno sciopero contro i licenziamenti e la cassa integrazione, ma ci sbagliavamo. Chi dovrebbe darci piu' diritti e piu' democrazia? Berlusconi? Il governo di unita' nazionale con Bersani, Fini e Casini? Operai la processione guardiamola in televisione

 

27nov. E' partita la processione della CGIL. "Dopo questa manifestazione - ha detto il segretario generale della Cgil Susanna Camusso - credo che il Governo dovrà dare le risposte che gli abbiamo chiesto e soprattutto dovrà cominciare ad avere politiche di contrasto alla crisi altrimenti andremo allo scioperò. La Camusso prevede uno sciopero nel 2012. Gli operai non hanno bisogno di processioni. (Operai contro propone un partito operaio che raccolga la parte più combattiva della classe - vedi )

 

 

 

ho scritto loro:

Ritengo ingiusto definire processioni le manifestazioni della CGIL - per quanto oggi sembri moderata- io sono in un piccolo sindacato di base e credo che solo l'unità di lotta di tutti i lavoratori può darci qualche speranza di poter resistere in questa crisi del capitalismo.
Piero Baral

 






 

 lavoro   diritti

1980-2010

Il 28 settembre (ore 10, presso il Gruppo Abele, corso Trapani 90) Airaudo, Benvenuto, Bertinotti, Manghi, Pizzinato, Tridente e Landini discutono di «Democrazia e rappresentanza, 1980-2010».

Fiom: Democrazia e Rappresentanza (1)

Torino 28 settembre 2010 -Autore: CGIL
Democrazia e Rappresentanza (seconda parte).
Seconda parte del seminario "Democrazia e Rappresentanza" 

Democrazia e Rappresentanza (terza parte). 

(segue)

leggi pdf- 6Mb:

berlusconismo e fascismo- estratto Micromega1/2011

 


   13 novembre ore 21:  "la crisi non va in crisi "

- invettiva contro il tempo presente per un futuro

DI CLAUDIO CANAL- Teatro del lavoro-Pinerolo  

audio                                  vedi altri teatri di C.Canal


caro Berlusconi -pdf

(...)mi ha rammaricato non poco notare come, all'annuncio dei vari punti della finanziaria ove si voleva ostacolare platealmente la possibilità di persone in difficoltà di accedere ad una pur esigua pensione di poco più di 260 Euro innalzando il tetto della percentuale di invalidità requisito per aver diritto a tale dal 75% all'85%, effettivamente tagliando fuori coloro affetti da sindrome di Down, nonchè molti amputati ed invalidi civili per i quali, spesso, il reintegro lavorativo non funziona, le istituzioni politiche all'opposizione, che hanno fatto della tutela delle persone in difficoltà il loro credo ideologico e manifesto politico, siano state pervase da un tragico ed inaccettabile silenzio riguardo ai paventati provvedimenti. Per fortuna, è stato fatto un passo indietro in quello che sarebbe stato un autentico minare i fondamenti basilari di una società quantomeno civile e democratica(?). In ogni caso, l'accetta inumana di questo governo ha comunque colpito duramente i diversamente abili, basti pensare alla 'legge di stabilità' (qual ironia):

http://www.fishonlus.it/2010/11/16/requiem-per-l-inclusione/

http://www.uildm.org/2010/11/20/cinque-per-mille-ovvero-la-sussidiarieta-negata/

Che dire poi dell'ulteriore ostacolazione dell'integrazione con tagli all'educazione ed al sostegno?
Comunque, ho notato che la percezione collettiva riguardo ai (spesso) gravi problemi che attanagliano queste persone e le loro famiglie sia pericolosamente finita un po' nel dimenticatoio.

Paolo

intervista a Guido Rossi 31.10

tutto scorre

Obama dimezzato- m.d'eramo pdf 4 nov

Quel vicolo cieco delleconomia - halevi 4 nov

Le pagelle di Washington: Berlusconi incapace

(28 novembre 2010)

leggi pdf- 6Mb:

berlusconismo e fascismo- estratto Micromega1/2011

 







dossier Innse   

la lotta quotidiana

Resistere occupando le fabbriche e impedendo lo smantellamento dei macchinari, CHE SONO DEGLI OPERAI DAL MOMENTO CHE SONO GLI OPERAI A FARLE VIVERE E PRODURRE. Se la situazione non vi convince, dicono i compagni della INNSE, non perdete tempo: decidete il da fare organizzatevi e fatelo. Non aspettate sindacati che non ci sono o che arrivano dopo la musica…. Costringete i sindacati a fare ciò che VOI volete fare!

  • Forse non è stato dato il giusto peso al gesto che le Rsu della Innse Presse di Milano – i primi “gruisti” nella storia della attuale crisi economica italiana – hanno fatto alla manifestazione di sabato a Brescia, dove nuovi figli di quella loro protesta si sono arrampicati su una gru e da più di una settimana vivono a 35 metri di altezza. Figli di un dio minore, in qualche modo: sono sei immigrati, di nazionalità diverse tra loro, ma tutti, allo stesso modo, lavoratori in Italia. Protestano contro la sanatoria del 2009 per cercare di rientrare nella quale sono stati spesso truffati, vittime oltretutto di un giochino tutto politico all’interno del Viminale che a sanatoria già chiusa cambiò le regole stabilendo che chi aveva subito un’espulsione non sarebbe stato regolarizzato. Figli di un dio minore perché la loro protesta non sta avendo la stessa eco di altre battaglie per i diritti al lavoro. Ma soprattutto perché ieri il presidio in loro solidarietà promosso dal comitato “Diritti per tutti” è stato attaccato dalla polizia perché era stato ordinato uno sgombero. Non è mai successo in questo anno di durissime battaglie per difendere i posti di lavoro che arrivasse la polizia a caricare. Questo è il clima. Il motivo è semplice: nei desiderata dei nostri governanti – da Berlusconi alla Lega – il popolo non riconosce come simili quei gruisti dalla pelle scura. Ebbene. Gli operai della Innse hanno detto no, un’altra volta, e sabato hanno partecipato alla manifestazione in solidarietà con i sei migranti in lotta. E hanno regalato loro uno striscione con su scritto “Lotta dura senza paura”, lo stesso slogan che tenne compagnia ai cinque lavoratori della Innse in quei drammatici e indimenticabili giorni di resistenza. Di nuovo gli inventori della protesta della gru si sono opposti al pensiero comune e dominante, riconoscendo negli immigrati che chiedono la regolarizzazione una parte di sé, e non dei nemici, non degli antagonisti, non delle persone da cacciare. Bensì, in questa lotta molto meno coccolata, molto meno riconosciuta, molto meno considerata della loro persino dalla sinistra (non è una novità, è ovvio), quegli operai si riconoscono, e la condividono, e la sostengono persino. Quegli operai che sanno benissimo cosa voglia dire disoccupazione (fantasma su cui la destra fa leva per soffiare sul fuoco del razzismo). Di certo ne sanno più loro del lavoro e della tenuta sociale che ne consegue dell’ex ministro ad interim per lo Sviluppo, Silvio Berlusconi (e anche dell’attuale, direi). Il lavoro in fabbrica lo conoscono in prima persona. E hanno capito che l’unico modo per preservarlo è garantire pari diritti a tutti. Che una legge sull’immigrazione basata sulla clandestinità delle persone è un favore ai padroni che danno lavoro in nero e alle mafie. Chissà se questa consapevolezza, spesso assente nei luoghi di lavoro, gli operai della Innse l’hanno guadagnata dopo (e grazie) alla loro battaglia. Fatto sta che quello striscione donato è un segnale chiarissimo per il futuro.

L’elenco di Aroun Javeid

Uno degli immigrati operai di Brescia ha letto la lista delle cose che ha portato con sé su una gru, per 18 giorni

 

 






 

 

 LAVORATORI... TIE'!  dossier Fiat   

Marchionne a che tempo che fa testo

video http://www.youtube.com/watch?v=SfKCGqa68wY 1a parte Marchionne

 video   http://www.youtube.com/watch?v=ETPHg6Antus&feature=mfu_in_order&playnext=1&videos=PpGyf_f-ss0 2a parte Marchionne

commenti

rispondono i lavoratori fiom - 'in 1/2ora'

TUTTA LA CITTà NE PARLA http://www.radio3.rai.it

[ Giorgio Airaudo, responsabile auto della FIOM  ,  Rocco Palombella, segretario generale della UILM, Giuseppe Berta, insegna Storia contemporanea all'Università Bocconi di Milano. Tra i suoi libri più recenti sono Eclisse della socialdemocrazia e L’Italia delle fabbriche (il Mulino), Loris Campetti, inviato del Manifesto. Nel 2002 ha pubblicato Non fiat. Come evitare di svendere l'Italia (Cooper)  ]

Marchionne: “senza l’Italia la Fiat potrebbe fare di piu’”, dichiarazioni dal sito del Corriere della Sera

L’ultimatum di Super Sergio, Giuseppe Berta sul Mattino

Lingotto. La falsa scorciatoia della delocalizzazione, Luciano Gallino su Repubblica

Sacconi risponde: qui e’ l’insediamento storico della Fiat, Paolo Bricco e Andrea Malan sul Sole24ore

Il cambio di mentalita’ che il Paese stenta a fare, Oscar Giannino sul Messaggero

Marchionne, non racconti balle, Gianola sull'Unita'

Fiat reintegra l'operaio licenziato per una mail, da Repubblica Torino

Perche' i tedeschi sono piu' competitivi, Focus dalla Stampa

Marchionne. L’uomo che compro’ la Chrysler, il libro di Marco Ferrante uscito per Mondadori nel 2009

Marchionne, la Fiat e gli altri, il libro di Riccardo e Ludovica Varvelli uscito per ilSole24ore libri nel 2009

 

la cub http://www.youtube.com/watch?v=KRHaY2RgH5k&feature=related

 

Una delle accuse più ricorrenti alla Fiat è quella di avere ricevuto soldi pubblici e dunque di avere un debito di riconoscenza verso il paese. La Cgia di Mestre ha fatto due conti in base ai quali gli aiuti di Stato ricevuti dal gruppo torinese ammontano a 7,6 miliardi di euro negli ultimi 30 anni (15.000 miliardi di vecchie lire). La fetta più consistente, oltre 5 miliardi, risale agli anni Ottanta. Ma contributi per la costruzione o la ristrutturazione di impianti (a Melfi , Pratola Serra, Foggia) sono stati erogati anche dopo e fino al 2003. La Cgia ricorda anche la spesa a carico dello Stato per coprire gli incentivi alla rottamazione (in vigore fino al 2009) pari a 465 milioni di euro e andati a vantaggio di tutti i costruttori auto. Insomma, i dati confermano che la Fiat ha avuto molto anche se non durante la gestione Marchionne (se si escludono gli incentivi).

 

Contro il modello Marchionne/di Loris Campetti

su il manifesto del 27/11/2010

In tanti oggi attraverseranno le strade e le piazze di Roma con la Cgil per chiedere un cambiamento radicale dello stato di cose. Non si accontentano di mandare a casa Berlusconi, vogliono poter costruire insieme un futuro diverso, più umano e meno mercificato e precario. La Cgil dovrà farsi carico di questa domanda, con i mezzi e i ruoli che competono a un sindacato. Insomma, ci vorrebbe uno sciopero generale. Anche per quel che sta succedendo a Torino.
C'era una volta Mirafiori, il gigante italiano delle automobili e c'era una volta la Fiat. C'era una volta il contratto nazionale di lavoro e c'era una volta il modello sociale europeo. Lo scenario nel XXI secolo d.c. (dopo Cristo) parla una lingua vicina all'inglese e prevede tante società per quante fabbriche ci saranno - se ci saranno. Il nome che apre la porta a un nuovo modello sociale è Newco: si chiude una società e se ne apre una nuova color giallo, alla (ri)assunzione ogni lavoratore dovrà firmare gli accordi sottoscritti da tutti, o solo da qualche sindacato amico. Siamo ai contratti individuali. La Fiat sognata da Marchionne, americana e defiommizzata, è uno spezzatino di aziende da mettere sul mercato, far fruttare per vendere automobili o vendere tout court al miglior offerente, spremendo oltre ogni limite fisiologico gli operai, senza vincoli, senza scioperi, senza giudici tra i piedi. Senza pietà. Turni di dieci ore al giorno più un po' di straordinario se serve a saturare gli impianti, e i cocci di chi si rompe si restituiscono alla famiglia e alla fiscalità generale. Di ogni stabilimento si può discutere con i sindacati, ma uno alla volta: il piano generale è nella testa e nelle mani di Marchionne, chi mi ama mi segua. In Italia si deve "fare", come in America, mica chiacchierare.
Poi, se vogliono dare una spruzzata di democrazia apparente e di partecipazione militarizzata, i sindacati trasformati in guardiani della rivoluzione di Marchionne possono sempre indire un referendum: siete pronti a baciare il rospo o rinunciate a lavorare? Ma che volete, a Mirafiori o come diavolo si chiamerà in inglese investiremo 1 miliardo e faremo costruire a tanti operai, più di quelli attuali e va da sé obbedienti, la carrozzeria di un magnifico Suv (te la do io la svolta ecologica) con un motore costruito oltre Atlantico in 250 mila unità. Mercato permettendo, e solo a partire dalla metà del 2012. Prima, ai residui operai vecchio modello sarà regalato qualche frammento di produzione declinante e tanta cassa integrazione. La Fiat non chiede soldi allo stato.
Marchionne propone un modello generale di relazioni all'Italia. Cerca di imporlo ai suoi dipendenti e siccome tutti i suoi colleghi vogliono fare come a Pomigliano, e il governo, per quanto moribondo, ha asfaltato la strada ai moderni padroni del vapore, anche in politica si vuole fare come a Pomigliano, a Melfi e a Mirafiori. Si parla più di Montezemolo che di Montecitorio. L'opposizione sembra (o finge di) non accorgersi che alla Fiat si sta giocando una partita generale, e aspetta di vedere come andrà a finire la guerra tra le due destre che hanno introiettato il modello Marchionne, limitandosi a tifare per una delle due. Peggio, l'opposizione cerca alleanze con Marchionne e Marcegaglia per mandare a casa Berlusconi. Dei sindacati guardiani della rivoluzione meglio tacere. Che ci resta, allora? Ci restano le centinaia di migliaia di persone che il 16 ottobre si sono strette intorno alla Fiom, ci restano gli studenti in rivolta in tutta Italia, ci restano i precari e tutti quelli che si battono in difesa dei beni comuni e del territorio.

Marchionne a Pinerolo edco del chisone 17dic2010-  pdf


 

     

documentazione pdf

dossier Caritas 2010

immigrati 11% prodotto interno lordo

Italiani all'estero, la vostra storia- raccolta su repubblica


16 ottobre FIOM-Roma

 

Ho seguito in internet la diretta sul sito della Fiom della manifestazione nazionale di Roma.

. Ricordo solo alcuni aspetti. Prima dei metalmeccanici hanno parlato lavoratrici e lavoratori dell’Eutelia, dei ricercatori, della scuola, dei lavoratori sardi della chimica in lotta, delle comunità di lavoratori immigrati, hanno ballato le ragazze zingare- senza parole di fronte al rigetto delle loro comunità da parte dell’Europa. Poi un giovane lavoratore del sud che ha ricordato che il 27% dei giovani è disoccupato (1 su 2 al sud), e che chi lavora guadagna il 50% in meno dei lavoratori più anziani, che 2 milioni di giovani italiani emigrano ogni anno. Chiede alla classe dirigente qual è il valore che dà ai giovani. Segue una Rsu della Fincantieri che vuole espellere 2500 esuberi. Poi uno studente medio di Somigliano che ha ricordato la lotta in corso contro la riforma della scuola, Gustavo Zagrebeski della Corte Costituzionale per telefono che ha salutato la ‘lotta per la giustizia e la ricomposizione sociale’- ‘sappiamo che una società divisa tra i chi è tutelato e chi non è ,è una minaccia per la democrazia’. Segue uno spezzone video da ‘la classe operaia va in Paradiso’. Poi un giovane operaio dei centri sociali che canta una ballata improvvisata e dice ‘ siamo operai con la coscienza bianca che lavoriamo in nero’…e conclude ‘ occupiamo pacificamente il Parlamento’. Poi una studentessa della Sapienza che ha ricordato che il lavoro e il sapere sono dei beni comuni e ricordato le lotte francesi di questi giorni contro la riforma delle pensioni. Cremaschi ha poi letto i messaggi di solidarietà dei sindacati di varie parti del mondo. Segue una rappresentante del ‘Popolo dell’acqua’ che ha raccolto un milione e mezzo di firme in due mesi.. A rappresentare gli intellettuali e l’informazione Paolo Flores d’Arcais di Micromega ha ricordato l’appello ’fuori Berlusconi, realizziamo la Costituzione ’ e ha detto che questa è la più grande manifestazione della storia d’Italia, che non ha ancora una rappresentanza politica. Cecilia Strada -di Emergency che  sta con la Fiom- : basta che in un paese si voti perché si definisca democratico?

Seguono i metalmeccanici di Pomigliano, Melfi, Termini Imerese, Torino. Concludono Maurizio Landini (ascolta)  segretario generale della Fiom che ricorda i NO della Fiom ma anche le proposte, e  Guglielmo Epifani segretario della CGIL. Una cinquantina di persone isolatissime fischiavano Epifani (tra la gioia delle TV).----------- piero  

Tutti i video degli interventi dal palco della manifestazione nazionale Fiom del 16 ottobre 2010

Maurizio Landini | Guglielmo Epifani | Simona Savini | Cecilia Strada | Arianna Ussi, precaria della scuola | Enrico Natalizio | Claudio Scavo, Rsu Fincantieri | Andrea Pelliccia | Gustavo Zagrebelski | Marina Montanelli | Touria e Alar | Paolo Flores D'Arcais | L'esibizione di Andrea Rivera | L'esibizione delle Cheja Celen | Paolo Paticchio delle Terre di Fuoco | lavoratrici di Eutelia | Operai della Fiat | Anna Mazza, del Popolo viola | Tino Tellini | L'esibizione della Banda Jorona

 

16 ottobre 2010. Andrea Rivera CANTA A RUOTA LIBERA  FOTO CORTEO   GAD LERNER


 scrivi alpcub@associazionelavoratoripinerolesi.191.it

8 ottobre CGIL in piazza per i diritti per i giovani

clicca 

per ricordare Marcinelle- pdf






Dati inerenti alla crisi 2008/2009

Le informazioni di seguito esposte presentano i dati, estratti ed elaborati dall’Ufficio Statistiche dell’Osservatorio Mercato del Lavoro, relativi al periodo di crisi. I dati sono comparati con il rispettivo periodo del 2007. Le tabelle potranno subire variazioni nel prossimo periodo a seguito di aggiornamenti effettuati ai dati che transitano nel software.

 

Dati quarto trimestre 2008

Dati 2009
Dati 2010
I lavoratori stranieri durante l'anno di crisi

 

Andamento e grafici sulle ore di CIG autorizzate nella provincia di Torino

 Monte ore CIG nella Provincia di Torino nel periodo di crisi

 

http://www.articolo21.org/

Roberto SAVIANO: rifiuti e veleni - "Vieni via ...
34 min





 

Principali indicatori distinti per dimensione di impresa

 

E  
   
 

2006 (Valori % salvo diversa specificazione)

Italia 

 %   Imprese per grandezza

Micro e piccola 99,4 

di cui: Micro 94,6 

di cui: Piccola 4,8 

Media 0,5 

Grande 0,1

Totale 100,0

 

% Persone occupate

Micro e piccola 68,5 

di cui: Micro 46,9 

di cui: Piccola 21,6 

Media 12,5 

Grande 19,0 

 

Pinerolese aziende artigiane 2009 - pdfù

Italia Occupati per professione  

Tutti i settori-2003

16.046.000 dipendenti

6.008.000 indipendenti

22.054.000 totale occupati di cui:

7.323.466 operai 33,2% 7.506.000 con

apprendisti e lavoratori a domicilio per conto imprese.

7.172.652 impiegati 32,5%

8.540.000 con “dirigenti e quadri”

4.267.000 lav. in proprio 19,4%

1.741.000 imprend. e liberi profes. 7,9%

1.367.348 dirigenti e quadri 6,2% sommati

agli impiegati nella rilevazione per settori

182.534 altro 0,8% apprend. e lav. a

domic. per conto imprese. Aggiunti agli operai 100%

Totale disoccupati 2003

4.192.000 disoccupati pari al 19% rispetto agli occupati e al 17,3% rispetto alla forza lavoro disponibile, (24.150.000).

doppio lavoro

Sergio Bologna e Andrea Fumagalli: Lavoro autonomo e crisi economica, indagine su una realtà diffusa ma misconosciuta.

 


 

ascolta gli audio di radio articolo1 (CGIL)

http://www.radioarticolo1.it/jackets/audio.cfm

migliaia di audio

il gruppo operaio di Pomigliano d'Arco- audio

su Liberazione del 26/09/2010

Imprese e lavoratori devono impegnarsi e fare un patto sociale che sproni la politica", ha proseguito Marcegaglia. Il leader degli industriali ha fatto tre richieste alla classe politica: "La prima e' che questo Governo vada avanti. La seconda un programma per la crescita che serva al Paese e soddisfi le richieste di Bruxelles. La terza e' che la legge di stabilita' che verra' presentata alle Camere a meta' ottobre non si traduca in uno sforamento della spesa pubblica. Noi chiediamo che l'Italia mantenga una posizione di rigore, che si riduca la spesa pubblica improduttiva e che queste risorse vengano indirizzate ai lavoratori e alle imprese". '

«Finalmente anche la Confindustria si e' accorta che siamo messi male e che in termini di politica industriale questo Paese non sta facendo nulla, ora pero' la Marcegaglia passi dalle parole ai fatti». Così indirettamente risponde. dalle colonne di Repubblica, Maurizio Landini, segretario della Fiom Cgil. «Non si esce dalla crisi puntando sulla conflittualita' - spiega -. Confindustria dovrebbe smetterla di perdere tempo firmando accordi separati e investire piuttosto sul lavoro». Per Landini «la riforma fiscale va fatta, ma non pensando ad un generico taglio delle tasse. Bisogna tener conto - dice - di come, durante la crisi, lavoratori e pensionati abbiano pagato di piu' e di come, sul fronte delle imprese, sia invece aumentata l'evasione fiscale».

  4.ott.2010  Romani ministro dello Sviluppo
L'opposizione: conflitto d'interessi

Berlusconi lascia l'interim dopo 5 mesi






 

la risposta del governo sulle discariche

 

  vignetta 20101023

Viale

 

 

 

 

Afghanistan - foto link

La guerra in Afghanistan l'hanno voluta i borghesi di destra di Berlusconi- Bossi e i borghesi di sinistra di Bersani e compagnia varia. Ma e' il fascista Ignazio La Russa il maggior responsabile della morte dei soldati del contingente italiano. Ignazio ha sbavato per mandare in prima linea i soldati del contingente italiano, ma lui e' restato comodamente seduto a Roma. Ora il fascista Ignazio chiede di dotare di bombe gli aerei del contingente italiano per i bombardamenti. Il fascista Ignazio, ricorda i bombardamenti con i gas della popolazione libica, li vuole anche in Afganistan? Ma Ignazio, la Nato sono dieci anni che bombarda la popolazione Afghana senza concludere niente


 

Il Ministro dell'Economia Tremonti ha definito la 626 (legge sulla sicurezza sul lavoro) "un lusso che non possiamo permetterci".

audio I morti di Capua e la sicurezza del lavoro in Italia

Sacrifici umani. Intervengono: W. Schiavella, V. Ferrara, D. Alhaique, M. Pietrasanta

Sacrifici umani. Intervengono: W. Schiavella, V. Ferrara, D. Alhaique, M. Pietrasanta


 

Il lavoro che ammala. Con: Bagaglio, Pileggi, Napolitano, Del Rosso, Bottazzi, Gallino audio cgil







lun, 14 feb @ 08:35
13 febbraio 2011. In una piazza San Pietro gremita di rom e sinti accompagnati dalla comunità di
San'Egidio, il papa ha voluto ricordare i quattro bimbi morti nel rogo in un campo
abusivo domenica scorsa. Papa Benedetto XVI ha usato parole forti: «Una società più
solidale e fraterna non avrebbe potuto evitare tale tragico episodio?».

Ratzingher è smemorato.

Ratzingher non ricorda che a scatenare la caccia ai ROM e SINTI è stato il ministro
della polizia di Berlusconi: il mezzo federale Maroni.

Ratzingher non ricorda di aver stretto fraternamente le mani di Berlusconi

 

 

la minoranza rom in Italia  nel poco che ne sappiamo
sarebbe di 140 mila persone, di cui almeno la metà in possesso della cittadinanza italiana

      dossier rom

11 marzo 2011

Sono 9 gli europarlamentari della Lega, sbavano come un reggimento di lumache, con in testa Borghezio e Salvini. Il Parlamento europeo ha appena votato una serie di misure insultanti per razzisti doc quali lor signori. Nientemeno considerare i rom come persone pari alle altre!!! Oreste Rossi da sfogo ai sentimenti nazifascisti del gruppo leghista e dichiara: “Trovo inaccettabile l'obbligo per gli Stati membri di assumere i Rom nella pubblica amministrazione, l'imposizione del microcredito d'impresa, l'obbligo di assunzione di mediatori linguistici, e di insegnanti Rom nelle scuole, la parità di accesso nei servizi sociali, in particolare il diritto ad una casa, nonché l'obbligo di coinvolgere i Rom nella politica attiva ad ogni livello. Ancora più scandaloso il divieto di nominare i Rom o i gitani nei comizi pubblici, pena l'applicazione di sanzioni per discriminazioni e incitamento all'odio razziale.” Non poter insultare e discriminare liberamente i Rom durante i comizi, come fanno Borghezio e i caporioni leghisti, per alimentare e coltivare il razzismo su cui fondono la loro politica, è una privazione vitale alle loro xenofobe argomentazioni. Le misure a favore dei Rom, sono state approvate dall'europarlamento di Strasburgo con 736 voti. I voti contrari oltre i 9 della Lega, sono stati 23 tra tutti gli altri gruppi europei razzisti e xenofobi. 







 

ICEBERG POMIGLIANO

Non vi siete accorti che il diritto di sciopero non esiste di fatto per più di un milione di precari e lavoratori autonomi da un bel po' di tempo? Quelle migliaia di giovani laureati che lavorano gratis nei cosiddetti tirocinii, hanno diritto di sciopero quelli? Messi insieme fanno dieci Pomigliano. C'è un'intera generazione che è cresciuta senza conoscere diritto di sciopero, né cassa integrazione, né sussidio di disoccupazione, niente. E l'80% dell'industria italiana è micro+piccola industria.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/a-pomigliano-si-lavora-cosi/2138321

 

Ed è così
che il mondo ci trascinerà
in questa danza
intorno al sole che chiamiamo amore
adesso abbracciami
il mondo ci sorprenderà
con i colori
e le stagioni calde
e i giorni mai uguali
i temporali

 Paola Turci - video

Poveri si diventa. Con A. Olivero, M. Revelli, F. Marsico, E. Granaglia, M. Guglielmetti audio

i lavoratori anziani  Pugliese- audio


La CUB, Confederazione Unitaria di Base alla quale noi aderiamo, ha indetto con altri sindacati di base per

VENERDI' 25 GIUGNO  2010   SCIOPERO GENERALE

di 24 ore per tutte le categorie perchè

         Venga colpita l'evasione e i grandi patrimoni.          Siano tagliate le spese militari e per le grandi opere inutili.

         Si facciano scelte per garantire occupazione, reddito.           Sia garantito un futuro ai giovani eliminando la precarietà.

http://www.youtube.com/watch?v=K0z2Uflyy5g  video


I politici dei grandi paesi sperperano milioni per i loro summit da mafiosi






 

video sui 40 anni dello statuto dei lavoratori- comune di Torino 2010

Giuseppe Castronovo, presidente del Consiglio comunale di Torino, Tom Dealessandri, vicesindaco di Torino, Bruno Gambarotta, presidente dell´Archivio Nazionale Cinematografico della Resisstenza e Ersilia Alessandrone Perona, presidente del Museo Diffuso della Resistenza, il politologo Marco Revelli, dell´Università del Piemonte Orientale, interverrà sulle origini dello Statuto dei lavoratori e il costituzionalista Alfonso Di Giovine, dell´Università di Torino, sul rapporto fra Statuto dei lavoratori e Costituzione. Seguiranno le testimonianze di Bonaventura Alfano, Bruno Canu e Adriano Serafino, protagonisti torinesi della grande stagione di mobilitazione operaia a cavallo degli anni Sessanta e Settanta.

  

 

 

Valletta: stipendio 20 vote quello di un operaio

Marchionne: stipendio 435 volte quello di un operaio

intervista video sulla scuola per manager http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=infedele&video=43626

L'infedele: "la filosofia dei ricconi"- video - copia il il collegamento e incolla su internet http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50189783

blog http://www.gadlerner.it/2010/09/20/linfedele-gli-operai-da-marx-a-marchionne.html

David Hume: "L'avidità è il pungolo dell'operosità' - 1700

Art. 36.costituzione Italiana

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Solo la piazza puo' sbattere in galera Berlusconi

 

Beppe Grillo ad Annozero

In una scombinata puntata di Annozero, gli undici minuti più magnetici

 

 

Mi hanno detto: il comunismo è la fonte di ogni male
mi hanno detto: è assassino è tiranno è bestiale
mi hanno detto: sì è la tomba d’ogni vera libertà
e non c’è democrazia dove il rosso ancora sta

I.della Mea (video)

 

Genova 1960-2010- pdf

ad Anno Zero. Un operaio che sta per perdere il posto di lavoro ha fotografato il Paese. Un'istantanea di disperazione.

 "E' ora di finirla. State mangiando con i nostri soldi da quarant'anni. Qui si perde il posto di lavoro. Noi si perde il posto di lavoro e voi passate il tempo a discutere della casa di Montecarlo..."

 


di Joseph Halevi su il manifesto – 8 giugno 2010

Uno tsunami economico-sociale proveniente dall’Europa sta per abbattersi sul mondo. L’intera zona dell’euro è in deflazione, con la Germania che sta varando dei tagli di bilancio tali da avviare una manovra recessiva da avvolgere l’intera Unione europea.  ( continua)

 

l'uovo di Tremonti

video scheda sulla finanziaria

 

- lancio dello sciopero generale per il 25 giugno. Appello ai lavoratori, ai sindacati di base e alle altre realtà sociali.


 


 

15a assemblea annuale alpcub - 17 aprile - stranamore/Pinerolo

relazione del presidente Franco Breuza pdf

dibattito- audio

revelli


Il 25 aprile e la Liberazione nel pinerolese - link a rbe

http://rbe.it/caravan/2010/04/a-ventanni-la-vita-e-oltre-il-ponte/ audio

E so
Che il tempo vi cancellerà
Un'onda vi sommergerà
Il mondo non perdonerà
Un'onda vi coprirà
"
Cisco- video

1maggio 2010


  crisi greca


http://www.isoladeicassintegrati.com/

speciale Loris Campetti- pdf

Loris Campetti, dall'Isola dell'Asinara (Sassari)
100 giorni da reclusi

Pecore clandestine bloccate a Porto Torres



 

congresso cgil- discorso Epifani 

USB: Unione o Scissione? Di Base o di che natura? pdf cub

 


la crisi infuria, il lavoro manca,

sulla valle sventola la bandiera bianca?

serata con Clement, Passarino,Lanza a Pomaretto- 25 marzo (80 persone)-125'-audio

 




     notav

corteo 9 ottobre 2010 -foto

notav: una delle poche autentiche espressioni di democrazia diretta

Chi volesse approfondire può andare agli indirizzi 

http://www.youtube.com/watch?v=zSoeNOUA79A
http://www.youtube.com/watch?v=0E4b5ycw44s

cos'è la tav - pdf

 


   Lotte immigrati

Che cosa accadrebbe se i 4 milioni di immigrati presenti in Italia incrociassero le braccia per un giorno?

La CUB aderisce allo Sciopero Generale del 29 ottobre indetto dal comitato immigrati in Italia. L'unità nella lotta tra i lavoratori migranti e i lavoratori indigeni è indispensabile per contrastare le politiche liberiste e razziste e rivendicare il diritto al lavoro e al reddito per tutti/e. 

 

Dossier - I nuovi schiavi



 

Comunicazione

Documenti