alcuni post del 2013

 

Assemblea Generale dell'ALP/Cub Sabato 14 dicembre ore 14,30 presso saletta ARCi Via Bignone 89 Pinerolo. L'assemblea è aperta a tutti, iscritti e simpatizzanti.

AUDIO

RELAZIONE   DIBATTITO/A      DIBATTITO/B    

 

 

http://ilmanifesto.it/gallino-un-colpo-di-stato-e-in-atto-in-italia-e-in-europa/

 

 

 

10dic2013

 

da Mirafiori arrivano notizie di lettere di licenziamento recapitate agli operai e continua in tutto il gruppo Fiat, ad imperversare la cassa integrazione.

Inoltre come denunciava la lettera di un operaio di Pomigliano, aumenta la cadenza della produttività, per recuperare la produzione persa con i “ponti” voluti dal padrone, durante le festività.

Più sfruttamento, licenziamenti, salari da fame e sussidi per gli operai, mentre Marchionne esulta per l’acquisto della Chrysler un “passaggio storico: saremo un gruppo auto globale”.

Più fabbriche in giro per il mondo, più operai da licenziare.

Questo il piano di Marchionne contro il quale dobbiamo organizzarci .

 

Cgil: 515.000 lavoratori in cigs a zero ore. Hanno perso 4 miliardi di euro nel 2013

Numeri pesanti che, per il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada, descrivono "un sistema produttivo letteralmente frantumato per un verso dai colpi della crisi e dall'altra dal non aver messo in campo misure per invertire la tendenza.



 

clicca 


 

   9-10-11 dicembre: alcuni commenti

Chi protesta in questi giorni? Si tratta di una piccola borghesia, commercianti, artigiani, agricoltori, trasportatori che ha già visto negli ultimi anni erodersi i propri margini di guadagno e vede ora messa a repentaglio addirittura la propria esistenza come categoria. Una piccola borghesia che è proprietaria dei mezzi di lavoro ma che è anche fortemente indebitata, e fatica duramente (aumentando i tempi di lavoro e diminuendo le tutele per sé e per i propri salariati);  a volte "dipendente" di grandi imprese che subappaltano il lavoro sul territorio, come nel caso degli autotrasportatori. Un tessuto sociale di piccoli padroni o di padroni di se stessi, spesso evasori.

Il  popolo dei blocchi è costituito da ceti sostanzialmente popolari, nei costumi, nei modi di sentire, che non hanno molti canali per esprimersi fuori di quelli della protesta diretta a cui si aggiungono disoccupati e studenti.

due osservazioni riprese da testo di Mario Dellacqua (in corsivo)

: 1.L’incisività e l’efficacia delle lotte sociali non si misura con i danni inflitti all’utenza, ma con il consenso e le alleanze sociali che si riescono a costruire attorno ad obiettivi democraticamente condivisi (con comprensibile fatica) di equità sociale, di riforma fiscale progressiva, di riduzione dei privilegi e degli sprechi, di istruzione e di lavoro per i giovani, di salute e serenità per gli anziani.

2.Se la sinistra resta immobile, gli spazi del malcontento e della protesta vengono occupati dalla destra. E' una legge fisica.  

Mi sembra che le confederazioni sindacali  e i sindacati di base dovrebbero dichiarare uno sciopero generale per un piano di lavoro giovanile, per un fisco equo a favore dei salari, per un massimo di 5mila euro a pensioni e stipendi e per un minimo di mille euro a stipendi e a pensioni. Unità dei lavoratori dipendenti e autonomi, italiani e stranieri. Democrazia, solidarietà, uguaglianza sociale.

Si conosce chi tira le fila del movimento 9 dicembre a livello nazionale, ma non è la prima volta che il sindacato deve fare i conti con lotte che non ha organizzato  e che comunque riesce a recuperare e incanalare in obiettivi e richieste più generali. Anche se ci sono stati episodi di attacco a sedi sindacali, non si può generalizzare e regalare alla destra un movimento popolare anche se limitato. La mobilitazione di risposta della sinistra e dei sindaci nel pinerolese ha raggiunto un risultato trovando ascolto nei presidi. La mobilitazione per il 14 dicembre dei confederali dovrebbe tener conto del movimento sociale di questi giorni.
 
(Piero Baral- Pomaretto)

12 dicembre 2013

 

le corrispondenze di radio Beckwith:

http://rbe.it/news/2013/12/09/la-protesta-dei-forconi-a-torino-e-provincia-il-nostro-liveblog/

http://rbe.it/news/2013/12/10/la-seconda-giornata-di-proteste-dei-forconi-a-torino/

http://rbe.it/news/2013/12/10/pinerolese-dai-presidi-dei-forconi-blocchi-ad-oltranza-gli-amministratori-ci-riprenderemo-le-citta/

http://rbe.it/news/2013/12/11/blocchi-nel-pinerolese-minacce-ai-banchi-del-mercato-a-pinerolo/

http://rbe.it/news/2013/12/12/ultima-chance-per-il-pinerolese/

28/02/2014 – 16:34 – E’ destinato ad allungarsi l’elenco preparato dalla Digos nel quale sono stati inseriti i nomi di 40 manifestanti che hanno dato vita alla protesta dei forconi. Infatti la Compagnia di Pinerolo ha un elenco ben più lungo. Ma saranno i due pm torinesi Rinaudo e Padalino a definire le eventuali ipotesi di reato che vanno da manifestazione non autorizzata a violenza privata. (come&dove)


 

Ai primi di dicembre tragedia in una fabbrica dormitorio cinese di confezioni a Prato. Opifici, minifabbriche, di cui le autorità ne sono al corrente, anche se formalmente nascoste, camuffate in anonimi fabbricati dalla parvenza di normalità. 7 morti. Non c’è da stupirsi né da dire che le fabbriche italiane sono migliori. Che i padroni e gli operai siano cinesi o di qualsiasi nazione di origine, non ha nessuna importanza, qui conta un sistema sociale basata sulla schiavitù del lavoro salariato, la concorrenza fa il resto. A Prato su 6500 imprese 4000 sono cinesi.

confezione_cinese

 video http://video.repubblica.it/edizione/firenze/videoreportage-giacigli-e-bombole-del-gas-nei-capannoni-del-distretto-parallelo-di-prato/148578/147087?ref=HREC1-1

          http://www.repubblica.it/cronaca/2013/12/01/news/prato_fabbrica-morti-72436774/?ref=HREC1-2

cinesi_prato_manifesto  pdf

http://www.radioarticolo1.it/audio/2013/12/03/18603/cinesi-sfruttati-di-chi-le-responsabilita-da-prato-fabbrizzi-bernardini-miceli

http://www.radioarticolo1.it/audio/2013/12/03/18593/gli-invisibili-di-prato-interviene-alessio-gramolati-cgil-toscana

FOXONN A   FOXONN B  PDF


 

 

nov13

http://www.clashcityworkers.org/lotte/cosa-si-muove/1154-genova-quattro-giorni-di-sciopero-raccogliamo-invito-mobilitazione.html

http://www.lastampa.it/2013/11/23/italia/cronache/genova-c-una-bozza-di-accordo-adesso-la-parola-passa-ai-lavoratori-zIo4B2h8fF6MFeYwQkwMyO/pagina.html

la cub sulla lotta amt -pdf

L’accordo del 23 novembre tra Cigil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa, Comune di Genova, Regione Liguria e Prefettura,appare “fumoso” nella scrittura e contraddittorio nei contenuti

 


Migranti: un’altra strage politica
 
 Coordinamento Migranti

Le centinaia di morti della strage di migranti che si è consumata oggi si aggiungono alle migliaia degli ultimi vent’anni. Nonostante il variare dei numeri, queste stragi sono diventate la norma da quando l’Europa di Schengen, mentre celebrava la libertà di movimento al suo interno, ha armonizzato il sistema dei permessi di soggiorno e scaricato sui paesi di frontiera l’onere di fare da ‘filtro’ ai movimenti dei migranti. Del resto, la posizione espressa dal Consiglio d’Europa poche ore prima dell’ennesima strage mostra il vero volto dell’area Schengen: in sostanza, si accusa l’Italia di essere stata troppo morbida e incerta nel gestire i migranti in arrivo. Un discorso che farà piacere alle molte destre europee e forse anche al presidente italiano Napolitano che, inebriato dal fatto che l’Italia ha un governo, pretende anche di governare le coste altrui. Il padre della legge che ha aperto la strada alla Bossi-Fini non si smentisce e neppure si smentisce la Lega, con il suo solito razzismo, né il M5S, che dopo essersi opposto allo ius soli riafferma il suo pensiero di Stato invocando l’intervento dell’Unione europea per garantirne i confini.   (continua)

Canale di Sicilia, in dieci anni oltre 6mila immigrati morti in mare

morti ammazzati pdf il manifesto

il manifesto 11ott2013

Quanti italiani sanno che il numero di sbarchi dal Mediterraneo incide poco o niente sull´immigrazione, pesando poco più del 5% dell´immigrazione totale? Quanti italiani sanno che in Europa siamo il paese con meno rifugiati di tutti, 68mila contro i 590mila della Germania? In rapporto alla popolazione, l´Italia ospita 10 volte meno rifugiati della Svezia, 8 volte meno della Germania, 5 volte meno di Francia ed Olanda. Chiediamo giustamente solidarietà europea per gli sbarchi che solo noi, o quasi, abbiamo, senza dimenticare questi dati e quello che gli altri fanno già più e meglio di noi. Per i rifugiati.

http://www.sindacalmente.org/content/meno-del-10-viene-dal-mare-ncacace-immigrazione

ACCOGLIAMOLI TUTTI

   

Nazisti all'assalto dei municipi del nord
"Il nostro programma parte dal piccolo"
video

  Berlusconi si arrende, sì alla fiducia   *

    *su una cosa tutte le bande di gangster sono d’accordo: salvare l’Italia dei padroni, col  sangue degli operai.

Fiat

Mirafiori a fine anno toccherà l’ennesimo record negativo della sua storia, e Cassino, che si sta lentamente spegnendo, Melfi è a metà
È la fotografia scattata dalla Fim-Cisl, che ha calcolato le vetture prodotte dai singoli siti produttivi negli ultimi tre anni. La sofferenza più grande riguarda Mirafiori, la fabbrica simbolo di tutto il gruppo: da inizio gennaio al 31 ottobre ha prodotto 19.500 Alfa Mito e stop. Vuol dire che a fine 2013 arriverà, forse, a 24 mila: è il 60 per cento in meno di tre anni fa.

Cassino, lo stesso leader della Fim, Ferdinando Uliano, definisce “la più critica”. Nel 2011 sfornava più di 131 mila auto, ma nei primi dieci mesi di quest’anno è a quota 65 mila, la metà esatta: “Bravo e Delta diminuiscono, mentre Giulietta continua a salire”, nota Uliano. Che avverte: “È necessario partire con i nuovi prodotti”. La cassa integrazione scade a fine gennaio, ma è probabile che se ne saprà di più ad aprile, quando Marchionne svelerà il suo piano “Alfa Romeo”.

Anche Melfi lavora la metà rispetto al 2011. È passata da 234 mila auto alle 107 mila di gennaio-ottobre 2013. L’investimento sui mini suv Jeep e sulla 500x è però “in stato molto avanzato”, dice la Fim, che parla di “tempi rispettati”. Dunque a luglio 2014 lo stabilimento dovrebbe tornare a “respirare”.

Un operaio di Mirafiori

(intanto la Fiom recupera il suo ruolo nell'azienda)

http://www.lastampa.it/2013/11/25/economia/riprende-il-dialogo-tra-fiat-e-fiom-BTv1379Be90bXAhGvExjBJ/pagina.html

 

Francesco ha detto:

“Il denaro corrompe, e l’idolatria del danaro allontana da Dio e indebolisce la fede e il pensiero. Non si può servire Dio e il denaro, e ”questo non è comunismo”. Il danaro poi suscita invidie, gelosie e tormenti”.

Siamo d’accordo con te Francesco e aspettiamo ormai da mesi che doni le ricchezze della chiesa ai poveri cristi

La classe operaia non ha utopie belle e pronte da introdurre per decreto del popolo. Sa che per realizzare la propria emancipazione, e con essa quella forma di vita più elevata alla quale tende irresistibilmente la società odierna per la sua stessa struttura economica, essa dovrà passare attraverso lunghe lotte, per tutta una serie di processi storici che trasformeranno completamente le circostanze e gli uomini. La classe operaia non ha da realizzare ideali, ma soltanto liberare gli elementi della nuova società dei quali è gravida la vecchia società in via di disfacimento. 


"La ripresa è in atto in tutta Europa"

CHE STRANO
C´è solo la stranezza che nel paese dei disoccupati si fanno lavorare i "pochi fortunati" quasi 1800 ore l´anno, mentre nei paesi della quasi piena occupazione i "molti fortunati" lavorano meno di 1500 ore. E questo significa almeno 3 milioni di disoccupati in meno se avessimo gli stessi orari.
NICOLA CACACE

http://www.cub.it/article/?c=cassa-integrazione&id=8070


      http://rbe.it/news/podcast/tra-parentesi-del-3-dicembre-2013-i-precari-di-oggi-saranno-i-poveri-di-domani-rischi-e-strategie/

Falliscono, non falliscono?

Secondo la Costituzione degli Stati Uniti, per autorizzare la spesa pubblica il Congresso deve approvare una legge di bilancio. Se la spesa non viene approvata, il governo non può più spendere un dollaro per i servizi non essenziali. Per questo 800.000 dipendenti federali su un paio di milioni sono stati lasciati a casa. Il guaio è che alla lunga nessun governo può permettere né che la semplice gestione del debito si mangi le entrate fiscali, né che si impoverisca l'insieme della popolazione al punto di non pagare tasse. Il debito federale americano è al momento di 17.000 miliardollari, più o meno come il PIL. Al quale bisogna aggiungere quello degli Stati, quasi tutti anch'essi sull'orlo del fallimento, e quello dell'industria (altri 27.000 mld). A loro volta i privati sono indebitati per 16.000 mld. In totale la stratosferica cifra di 60.000 miliardi, quasi come il PIL mondiale. La struttura dell'economia americana, basata su forsennati consumi, non può reggere. Paradossalmente, dal punto di vista capitalistico, hanno "ragione" i repubblicani, che in modo più o meno becero avvertono l'avvicinarsi della catastrofe. (n+1)

 

raddrizzata la Concorde : pù. facile che raddrizzare l'Italia

 

  

 

Italia fatta a pezziquale crescita?

vedi piano governo

L'11% dei giovani ha rinunciato a cercare lavoro

Disoccupazione record al 12,8%. Punta del 41,9% tra i giovani.

Davanti all'Italia solo Grecia e Spagna, che superano ormai il 50%, e il Portogallo, che si attesta al 40%

 

il 58% degli italiani non legge nemmeno un libro l'anno

i laureati sono il 13,8%- ultimo posto fra i 27 paesi

il capitalismo in-finito - audio Aldo Bonomi radio3rai

Fondi finiti per la cassa
integrazione in deroga
350 mila senza sussidio 
-repubblica

 

fine degli autonomi- il manifesto


quale ripresa

D. Dal suo punto di vista quando ritiene si possa immaginare un’inversione di tendenza dell’attuale dinamica recessiva? E quando ciò dovesse accadere, passato il peggio, che insegnamenti potremmo e dovremmo trarne da quanto accaduto?

R. Questa crisi si fermerà quando i 4/5 della popolazione saranno ridotti in condizioni di povertà e marginalizzazione. Un percorso avviato ma che richiede tempo. La “ripresa” sarà una stabilizzazione e istituzionalizzazione della povertà e della dipendenza politica del paese dai centri finanziari. Che questo possa avvenire in forma “pacifica” è da dimostrare. La vera ripresa ci può essere solo se il 99% degli esclusi riprende il controllo sulla macchina del potere politico ed economico. Le forme in cui questo avverrà, se avverrà, non saranno indolori per le vecchie classi dirigenti e per questo si oppongono con tutti gli strumenti a disposizione. La forza obiettiva di questo cambiamento dipende dal fatto che l’alternativa a una vera ripresa è lo scenario dell’implosione dell’Europa sul modello iugoslavo, a noi ben noto. La preferenza per una soluzione, anche europea, negoziata e con un cambio di indirizzo dovrebbe apparire ovvia e di buon senso, oltre che più giusta. Ma raramente l’equità e la giustizia prevalgono sugli interessi costituiti.

Intervista a Bruno Amoroso
"Usciremo da questa crisi quando usciremo dal capitalismo"

 

capire la crisi europea   pps

Nell'attuale fase del capitalismo, la necessità di imporgli sempre più ordine con leggi coercitive è più che mai indice di generale fallimento sociale. Quando il monopolio predomina, lo Stato impone il libero mercato; quando la libera circolazione delle merci porta alla crisi, gli Stati più potenti impongono regole al commercio; quando i capitalisti affamano interi strati sociali, Stati grandi e piccoli impongono politiche di ripartizione del reddito; quando esse falliscono, impongono privatizzazioni nella speranza di un ritorno alla "mano nascosta" di Smith, regolatrice automatica del mercato. Infine, quando si riproduce l'inesorabile divario sociale e tutti sono desiderosi di conservare almeno ciò che si è raggiunto e i potenziali eversori si moltiplicano, lo Stato impone il controllo sempre più capillare sulla vita privata dei cittadini. Lo si chiami fascismo, lo si chiami come si vuole, il fenomeno non è espressione di una destra o una sinistra: esso esiste e basta.

 

Veneto-Fornero

precario pdf


" La Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna di Berlusconi a quattro anni per frode fiscale, chiedendo alla Corte d'Appello di rideterminare il calcolo della pena accessoria di interdizione dai pubblici uffici, dopo che il Procuratore Generale aveva proposto di ridurla. La condanna diventa dunque definitiva, il crimine è accertato, e tutto il mondo oggi sa che Berlusconi ha frodato il fisco, la sua azienda, gli altri azionisti e il mercato, per costruirsi una provvista illecita di fondi neri all'estero da usare per alterare un altro mercato, quello delicatissimo della politica. " (ezio mauro)

http://www.lastampa.it/2013/07/28/multimedia/italia/berlusconi-tutti-i-procedimenti-e-le-sentenze-rmRB53GsYxOd0LUZsfs4EK/timeline.html

 

 


 

UN PAESE IN CIG pdf            inciucio:

documento_segreterie_cgil_cisl_uil_30-4-13.pdf

il commento di G.Cremaschi:  http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it

/2013/04/30/giorgio-cremaschi-no-al-porcellum-sindacale/#more-8607

accordo sulla rappresentanza  31maggio2013

<<“In pratica l'accordo istituisce il maggioritario sindacale con soglia di

 sbarramento  sottolinea Cremaschi -.

 Attenzione, lo sbarramento vero non è quel confuso 5% di rappresentatività che dovrebbe dare accesso al tavolo dei contratti, quello è un trucco per gonzi e

 giornalisti economici, perché la selezione avviene prima. Infatti fruiscono del diritto alla rappresentanza solo le organizzazioni che sottoscrivono l'accordo impegnandosi al rispetto di tutte le sue parti”. Perché non dare a tutti la possibilità di presentare liste?

 “Escluso così preventivamente tutto il mondo sindacale che non si riconosce in CGIL, CISL UIL – sottolinea Cremaschi - e ancor di più esclusa ogni nuova rappresentanza del mondo del lavoro, affermato il principio che chi siede al tavolo oggi occupa tutti i posti presenti e futuri, il maggioritario serve a disciplinare ciò che resta di diversità conflittuale, per capirci la FIOM e quelle RSU che ancora organizzano scioperi”.>> Cremaschi

http://sollevazione.blogspot.it/2013/06/la-dittatura-sindacale-di-piero.html?spref=fb

 

 

Cgil, Cisl e Uil . Mobilitazione unitaria per Sabato 22 giugno  per una grande manifestazione in P.zza San Giovanni a Roma. Alla base della mobilitazione dieci punti. 1- il finanziamento degli ammortizzatori in deroga e l'effettiva salvaguardia degli “esodati”. 2‐ Ridurre le tasse per i lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che faranno assunzioni nel prossimo biennio. 3‐ Rilanciare politiche anticicliche.  4‐ Ridurre i costi della politica. 5‐ Ammodernare e semplificare la Pubblica Amministrazione.  6‐ Prorogare i contratti precari. 7‐ Definire una politica industriale. 8‐ Contrasto alla povertà e il finanziamento della non autosufficienza. 9‐ Applicare la riforma dell’IMU esonerando solo i possessori di un'unica abitazione. 10‐ Correggere le iniquità della legge Fornero sulle pensioni.

 


 

 

 

 

news internazionali

Siria

Obama: chiederò il sì del Congresso per attacco


 

Egitto

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/intervista-islamista-farouq.aspx?utm_medium=twitterutm_source%3Dtwitterfeed

militari  -pdf

Centinaia di stupri in piazza. Quasi un centinaio di aggressioni sessuali si sono contate al Cairo

, in piazza Tahrir e dintorni, durante questi ultimi giorni. Lo denuncia l'Ong americana per i Diritti Human Rights Watch (HRW). Almeno 91 i casi accertati dal 28 giugno. Gruppi di giovani uomini identificano una donna, la circondano e la separano dai suoi amici" prima di aggredirla, per poi strapparle i vestiti o violentarla. In alcuni casi, la vittima viene trascinata via per essere aggredita in un altro luogo. HRW riferisce di donne "picchiate con catene di metallo, bastoni, sedie, e anche attaccate con coltelli." L'organizzazione, nel rapporto deplora "la negligenza del governo" nell'affrontare il problema che si tradurrà in una cultura dell'"impunità". In molti casi questi attacchi erano mirati a colpire giornaliste straniere.


 

Brasilepdf manifesto

 

Molto di più ci sarebbe da dire per un’analisi puntuale e bisognerebbe farlo molto meglio, ma mentre gli avvenimenti incalzano quotidianamente,  alcuni spunti di riflessione un po’ meno estemporanei di quelli offerti dalla grande stampa.

Brasile pdf

Brasile2 -pdf

QUE PASA EN BRAZIL ? - rabbia e protesta 

 


 

  Turchia -pdf

Cosa troverete in questo testo?

- Innanzitutto una ricostruzione della storia della Turchia degli ultimi dieci anni, una storia che ci fa imparare molto su come funziona la “crescita” economica nel modo di produzione capitalista e come la dimensione politica si modelli

plasticamente sulle esigenze del profitto.

- Su questa base, più documentata possibile, tenteremo un’analisi delle classi sociali

in Turchia e delle loro rappresentanze politiche, raccontando anche le mobilitazioni degli scorsi anni e i nuovi movimenti sindacali che si stanno delineando nel paese.

- Nel quarto paragrafo cercheremo poi di fare il punto su quest’ultima rivolta, individuandone i tratti di maggior interesse e gli insegnamenti che ci consegna. (ccw)


 Italia

 

Eternit

http://www.la7.it/quellochenonho/pvideo-stream?id=554944

 

Eternit -pdf il manifesto 4 giu2013

 


Siria

Guerra Mondiale in Siria

In Iraq, ormai è chiaro, la guerra voluta da Washington ha prodotto una divisione su base etnica che minaccia di far precipitare due terzi del paese sotto la tutela iraniana. In Siria sta succedendo la stessa cosa: il governo riesce sempre meno a controllare il territorio in cui le forze ribelli agiscono in modo più organizzato e non ha alleati che possano dare una mano. La fornitura internazionale di armi, sia al governo che ai ribelli, fa pendere fortemente il piatto della bilancia a favore di questi ultimi. Tuttavia essi sono per la maggior  parte controllati da forze jihadiste che hanno base in Iraq e in Iran. Washington e Mosca, che alimentano la guerra per procura, potrebbero perderne definitivamente il controllo senza poter interrompere i flussi di armi e di aiuti ai rispettivi protetti. "Guerra mondiale in Siria" è il titolo dell'ultimo numero di Limes.

 


 

Italia/vince l'astensione

Amministrative -ballottaggio Centrosinistra prende le città: 16-0

cosa dice Calderoli

 


 

Francia

e chissà cos'altro cova sotto la cenere...


 

Gran Bretagna

    

Una trentina di anni fa i minatori inglesi chiesero di mantenere in funzione le peggiori miniere di carbone del mondo, dove la bassa composizione organica del capitale, determinata dalla "messa in coltura" di miniere a rendimenti maggiori in altre parti del mondo, costringeva uomini senza una materiale forza di contrattazione ad un lavoro da bestie. Eppure lottarono caparbiamente, dimostrando che il potenziale proletario è in grado di sconvolgere il tran tran borghese. La signora Thatcher, allora primo ministro, non si scompose, ma solo perché sapeva benissimo che la lotta era stata condotta nell'alveo istituzionale, cioè la sua tomba.

 


Bangladesh

Dopo quindici giorni di ricerche tra le macerie del palazzo crollato lo scorso 24 aprile nella periferia di Dacca, in Bangladesh, sono stati trovati i corpi di 912 morti. Finora risultano sopravvissute 2500 persone che lavoravano nei cinque laboratori dell’edificio adibiti alla lavorazione di tessuti, ma non c’è ancora alcuna stima ufficiale sul numero dei dispersi. Secondo l’associazione dei produttori e degli esportatori tessili del Bangladesh (Bgmea), nel palazzo lavoravano 3122 operai. Le operazioni di recupero sono ancora in corso e i soccorritori stanno lavorando a mani nude e con le gru per cercare tra le macerie. Almeno cento corpi sono stati sistemati in un obitorio improvvisato nel campo di una scuola vicina, in attesa di essere trasferiti negli ospedali della capitale per il riconoscimento. Quelli già identificati (in totale 648) sono stati riconsegnati alle famiglie.

http://www.ilpost.it/2013/05/09/la-strage-infinita-di-dacca/

Basta morti sul lavoro! Chiediamo sicurezza per i lavoratori bengalesi

boicottare le multinazionali

13/5/2013radioi3rai
Dopo Dacca: consumo e responsabilità

La strage sul lavoro in una fabbrica tessile di Dacca, dove sono morte più di mille persone, 

apre una discussione su consumo critico e responsabilità globali

pagati 14 centesimi ora

http://www.sindacalmente.org/content/global-bangladesh-daccatragedia-del-lavoro-diritti-violati

 


Genova

 

http://video.ilmessaggero.it/index.jsp?videoId=7623&sectionId=13&t=genova-la-torre-prima-dopo

9/5/2013 radio3rai
L'incidente al porto di Genova: un disastro imprevedibile?

Il tragico incidente al porto di Genova ferisce al cuore la città e fa temere per le grandi navi a Venezia

 


 

Esodati

Erano presenti in duecento all’Assemblea  CGIL CISL UIL del 29 Aprile, a Torino, per fare il punto sulla vicenda esodati che si trascina nel tempo. Hanno preso la parola più esponenti del Comitato, per le tre Confederazioni sindacali ed i patronati. Alleghiamo la documentazione che ci è stata inviata che consente un buon aggiornamento su questo grande caso sociale e politico che ben simboleggia il colossale fallimento del governo dei tecnici, altra invenzione del Presidente Giorgio Napolitano, che doveva realizzare un programma di “rigore, equità, ripresa economica”.

 Vedi gli allegati

Allegato

Dimensione

assemblea_del_29_aprile_2013.doc

24.5 KB

29apr2013_comitato_schedainformativa.pdf

105.2 KB

29apr2013_situazioneesodati.pdf

39.42 KB

29apr2013_umore_aderenti.pdf

38.01 KB

29apr2013_messaggio_di_giorgio_airaudo.pdf

34.74 KB

945094_4682405865752_1084209611_n.jpg

Rapporto annuale 2012. La situazione del Paese - Istat pdf

 

8/4/2013 radio3rai
Affondata sul lavoro

1 milione di licenziati nel 2012: l'Italia della crisi tra disoccupazione,

 suicidi e prospettive di crescita

http://www.clashcityworkers.org/documenti/analisi/873-la-crisi-ha-il-volto-delle-donne.html

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/06/20/news/lavoro

_mission_impossible-15833896/

http://racconta.repubblica.it/aziende-in-crisi-2012/risultatitotali.php

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/04/30/news/primo_

maggio_in_nero-57751872/

http://inchieste.repubblica.it/?ref=HREC1-8 immigrati

miopia di governo

https://www.youtube.com/watch?v=sWXu6jB3RKc GRILLO

 

news dalle lotte http://www.clashcityworkers.org/rassegna-stampa.html

Salario-Garantito- pdf- Dino Erba

   

   

 

145.63 KB

 

 


Così Monti... e Letta continua

i poveri costretti al suicidio in Italia sono più di 3 milioni

Tra il 2012 e i primi tre mesi del 2013 121 persone si sono tolte la vita per cause legate direttamente al deterioramento delle condizioni economiche personali o aziendali, il 40% in più rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. E’ uno dei dati allarmanti riportati nel report “Il mondo al tempo dell’austerity – rapporto sui diritti globali” a cura di Associazione Società Informazione Onlus e promosso dalla Cgil,

roma 18 maggio Fiom-audio

Lavoro, i conti che non tornano. Con Elena Lattuada, segreteria nazionale Cgil

Non possiamo più aspettare. Con Maurizio Landini

Non possiamo più aspettare. Con Stefano Rodotà

Non possiamo più aspettare. Con Gino Strada


nuovo governo

vecchio presidente

 

     

Berlusconi versus sinistra: vita e morte del PD - Andrea Colombo

CON-LA-FIOM-OLTRE-LA-FIOM.pdf- Marco Revelli


elezioni 2013

 

 

"Le 10 strategie della manipolazione mediatica"  noam chomsky

programmi delle coalizioni repubblica

tsunami 2013

Non c’è dubbio il partito di Grillo è il primo partito nel parlamento dei padroni italiani.

Il Pd di Bersani, dopo aver leccato il culo a Monti, ora tenta di leccare il culo a Grillo.

 

A noi operai non ce ne frega niente.

Noi dobbiamo lottare per ridistribuire il lavoro esistente.

Noi dobbiamo lottare  per difendere il salario.

Noi dobbiamo lottare per il salario garantito ai disoccupati

reddito-o-salario_garantito pdf Dante Lepore

Grillo ti aspettiamo

Wu Ming: Il Movimento 5 stelle ha difeso il sistema

http://sincrifvg.altervista.org/Il-Movimento-5-stelle-ha-difeso-il.html#
OSSERVATORIO sulla REPRESSIONE
 a proposito di forze dell'ordine...
il caso Cucchi - audio rai  
http://www.ristretti.it/areestudio/statistiche/ricerca_statistica/index.htm
 http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Negli-USA-spionaggio-privato-senza-regole/D10249976.html
http://www.osservatoriorepressione.org/2013/04/dossier-usa-critica-italia-per-polizia.html
 
contro la lotta di classe dei padroni
lucha,strike, grève,streik,Забастовку,απεργία, sciopero:
lottiamo uniti a livello mondiale
Proletari di tutto il mondo unitevi e scioperate: tấn công /dan tson/ (vietnamita)
치다 /cida:/ (coreano)
罢工 /bà:kun/ (cinese)
ストライキ /stodaiki/ (giapponese)
lakko (finlandese)
हड़ताल /hadgal/ (hindi)
uderzać (polacco)
grevă /grevi/ (rumeno)
verkfall /verkfaft/ (islandese)
udeřit (ceco)
frapi (esperanto)
vaga (catalano)
/barabat/ (arabo)

LUNEDI’ 25 MARZO

ORE 16,00 Piazza Palazzo di Città (Municipio)

MANIFESTAZIONE DISOCCUPATI, PRECARI, CANTIERISTI

 

VOLANTINO IN DISTRIBUZIONE A TORINO:

Torino: più di 100.000 senza lavoro, altrettanti con contratti precari, di ricatto, in nero e sottopagati !

L’Italia spende per i disoccupati solo lo 0,4% del Pil.

Gli altri paesi d’Europa spendono 6 volte di più !

Un disoccupato tedesco, belga, francese, inglese, danese, olandese….

riceve un sostegno al reddito complessivo mensile fino a 2000 €, … fintanto che non  gli non trovano un lavoro appropriato.

In Italia i soldi ci sono per pagare il Salario garantito

1200 € ai disoccupati e ai precari  50 miliardi € = 3% Pil

Considerando che dal 1980 al 2012 il monte salari sul Pil è diminuito del 12% = 190 miliardi €  persi dai  

lavoratori e  passati alle rendite, ai profitti dei padroni e  alle ruberie!

In Italia solo un movimento di lotta per la garanzia del salario sia per chi  lavora nel ricatto, che  

per chi è disoccupato o  precario, può conquistare la dignità di chi ha solo le braccia e la mente per vivere.

La nostra vita è adesso, non possiamo più aspettare !

Comitato 5 giugno Disoccupati precari

Comitato Cantieristi                                                                                                                                                                     

 Sindacato intercategoriale SiCobas  


 

Il movimento americano Occupy Wall Street non ha onorato la democrazia elettorale. Fino al giorno delle elezioni compreso, sui suoi siti internet non è comparsa una sola parola sulla competizione che tutti i media stavano trattando come evento epocale. Il giorno successivo ha invece diffuso un manifesto ufficiale in cui spiega senza mezzi termini di non essere interessato a questi aspetti della società attuale. Dice di essere in un altro universo, di essere una voce aliena che dal futuro chiama all'appello contro il capitalismo. Non c'è male per un movimento che ha poco più di un anno.

dentro la crisi- reportage il manifesto - pdf

 


 

  

sciopero generale 14 novembre         


 

disoccupazione 20% - pdf 

l.gallino- la scomparsa dell'Italia industriale link pdf

 


 

 

 

 

 

 

  

 

 appuntamentoConferenza a Torino 25 maggio 2013

 

IKEA pdf

http://www.youtube.com/watch?v=7c3eB_CwmJw

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-08/ikea-polo-logistico-piacenza-120757.shtml?uuid=AbMyUHIH

Ikea, il polo di Piacenza torna al lavoro. 

Reintegrati i lavoratori sospesi-8.1.2013

   

22 marzo 2013

 

................................................................................................................

2agosto2012

ILVA-Taranto

ILVA OCCUPATA http://www.operaicontro.it/index.php?id=930bf8

 

ILVA tra lavoro e ambiente_puntate   prima  seconda  terza quarta  quinta  ottobre 2012

http://www.youtube.com/watch?v=tvepYvvE31E

ilva_viale

Ilva- commissariamento - pdf giugno2013

http://www.alpcub.com/pralibro-airaudo-campetti-ilva_connection.mp3

ilva_14set2013

 


formazione

registrazioni convegno Alba a Torino del 6-7 ottobre 2012 su youtube pagine 1-2-3

http://www.youtube.com/results?search_query=alba+6+ott&oq=alba+6+ott&gs_l=youtube.12..33i21.704.6001.0.10049.10.9.0.1.

1.0.314.2038.0j3j5j1.9.0...0.0...1ac.1.tG7t43sqJVs

serata sul libro CHI COMANDA TORINO - Pinerolo 18gen2013

http://www.cgil.it/Archivio/EVENTI/Conferenza_Programma_2013/Piano_Del_Lavoro_CGIL_gen13.pdf

http://www.cgil.it/Archivio/EVENTI/Conferenza_Programma_2013/Sintesi_Piano_Del_Lavoro_gen13.pdf


  cina 2013 link a globalmondo

PECHINO - Per la prima volta una grande azienda con sede in Cina consentirà agli operai di eleggere i propri rappresentanti sindacali. Per il mondo del lavoro cinese è una svolta storica. Lo è però anche per il resto del pianeta, perché il gruppo asiatico che si appresta a dire sì al sindacato è la Foxconn, la "fabbrica più grande del mondo", con oltre 1,2 milioni di dipendenti solo in Cina.

 

Cina-Usa dossier l'espresso pdf

speciale manifesto 12feb13

cina,brasile.india,russia-i nuovi grandi ebook_bric.pdf 3,89 MB

Cina-Foxconn  pdf


 

 

cina pdf 

 

cina: precari


 

 

Dal capitale fittizio alle rivolte (n+1)

Il capitale anonimo ha spinto alle estreme conseguenze il tentativo di autovalorizzazione tentando di scavalcare la produzione e intasando il mondo con una massa enorme di valore fittizio. Ma ora che i nodi vengono al pettine è costretto a ricorrere alle essenziali "cause antagonistiche alla caduta del saggio di profitto". Il primo passo è stato l' abbassamento della composizione organica del capitale, cioè lo sfruttamento all'estero di milioni di salariati a basso costo. Il secondo passo è stato quello di reintrodurre, nei maggiori paesi capitalistici, le vecchie condizioni di lavoro. Il risultato è una tendenza al livellamento mondiale delle condizioni di vita. Così in Oriente si lotta per conquistare condizioni occidentali e in Occidente si lotta per non perderle. In tal modo però non si ottiene una media ma un abbassamento medio generale, perché nessun paese rinuncia all'aumento della produttività, che significa eliminazione di forza-lavoro dal ciclo produttivo. Perciò precariato, disoccupazione, para-schiavismo. E quindi rivolte.

 

 

  

infortuni e morti

LA GUERRA DEL LAVORO

 

 

 

 

 

 

DDL di Riforma del mercato del lavoro

 

L’Italia nei prossimi 50 anni continuerà a crescere lentamente rispetto agli altri Paesi Ocse ma farà meglio della Germania. È quanto emerge da un rapporto dell’Ocse dal titolo “Looking to 2060: long-term global growth prospects” secondo cui nel periodo 2011-2060 il Pil italiano crescerà mediamente solo dell’1,4%. Tuttavia la Germania, oggi locomotiva d’Europa, farà peggio con una crescita dell’1,1%. La media dei Paesi Ocse nel periodo sarà del 2%.