ALLE POSTE SI PUO’ MORIRE !
Ieri pomeriggio è morto un nostro collega, schiacciato da un muletto nelle operazioni di carico dei furgoni, mentre lavorava al CMP di Venezia.
Non è il primo incidente mortale nella storia delle Poste, ma probabilmente il primo che avviene per causa diretta degli aumenti dei ritmi di produttività richiesti dall’azienda.
La domanda è: come si può nel 2001 morire in un ufficio postale mentre si lavora?
La crescita dei ritmi di lavoro e l’arroganza aziendale che non tiene conto delle esigenze umane hanno moltiplicato gli episodi di infortunio più o meno gravi, soprattutto nell’area operativa, dove l’incremento della produttività ha ricadute fisiche nel rapporto con il lavoro.
L’uso da parte dei portalettere dei motorini, il trasporto delle gabbie, il carico e lo scarico dei furgoni, l’uso dei macchinari nei CMP e CPO, sono alla base dei più frequenti incidenti.
Se a questi problemi si aggiungono le sempre crescenti richieste di aumenti di produttività da parte dell’azienda, impegnata in una corsa al miglioramento dei bilanci aziendali sulla pelle dei lavoratori sia in termini di salario, di occupazione, di aumento dei ritmi e disagi negli orari, il rischio aumenta ulteriormente.
MA QUESTA VOLTA NON SAREMO DISPOSTI AD ACCETTARE CHE NON CI SIANO RESPONSABILI!
HANNO IMMOLATO UNO DI NOI SULL’ALTARE DELLA PRODUTTIVITA’ E DEL BILANCIO CALPESTANDO IL RISPETTO DELLA LEGGE 626, E SOPRATTUTTO DELL’ESSERE UMANO!
Le responsabilità sono aziendali ma anche sindacali, che impediscono da anni l’elezione dei R.L.S. (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) e di fatto ostacola l’informazione e la formazione su questo tema.
Al CMP di Venezia i lavoratori ieri si sono fermati, lo sciopero è stato spontaneo ed unanime per tutta la giornata. Venerdì la lotta continua con un quarto d’ora di sciopero (simbolico) nel Veneto, ed intanto si stanno svolgendo numerose assemblee.
La prima risposta che noi, lavoratori delle Poste di Firenze e della Toscana, crediamo di dover dare nell’immediato ad un’azienda che chiede sempre di più offrendo sempre di meno (in fatto di salario, occupazione e sicurezza) è quella di NON CONSIDERARCI PIU’ DISPONIBILI A VENIRE INCONTRO ALLE SUE ESIGENZE CON L’EFFETTUAZIONE DI PRESTAZIONI STRAORDINARIE, ed in questo invitiamo tutti i lavoratori al massimo di unità!
Per quanto riguarda altre eventuali iniziative di lotta, queste saranno determinate dal confronto fra i lavoratori, tenendo anche conto delle iniziative che si stanno sviluppando nel Veneto.
LE MORTI SUL LAVORO NON SONO FATALITA’ !
NON TOLLERIAMO CHE SI POSSA MORIRE DI LAVORO ALLE POSTE !
L’AZIENDA E LA LEGGE DEL PROFITTO SONO I RESPONSABILI !
NON EFFETTUIAMO PIU’ STRAORDINARI VOLONTARI !
SI AL RISPETTO DELLA SICUREZZA !
ELEZIONE IMMEDIATA DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA!
SLAI COBAS POSTE
– Via Nazionale 57 Firenze – Tel./fax 055494858F.i.p. 12/04/01