| La rivolta degli schiavi-
liberazione -marzo2001 Paulo, edile, immigrato a Lucca, chiede i
benefici previsti dalla legge per chi denuncia i propri
sfruttatori. Lo stesso diritto finora riconosciuto solo
alle prostitute
Sono stati ritrovati privi di vita
allinterno di una baracca attigua ad un canile a
Caserta. Limon e Afrim Velia, due immigrati albanesi di
44 e 39 anni, sono stati uccisi dalle esalazioni di
ossido di carbonio sprigionate dal gruppo elettrogeno che
dava elettricità ai box dei cani. Lennesima storia
di disperazione, morte e sfruttamento che non turba e non
scompone più nessuno. Anzi, è un tassello del quadro
della "normalità" italiana che si ostina a non
riconoscere il dramma dellimmigrazione.
Larticolo 18 A Lucca, stessa storia di
sfruttamento e stessa disperazione. Ma questa volta il
finale potrebbe essere diverso. Larticolo 18 della
legge 40, quella sui flussi immigratori, prevede il
cosiddetto programma di protezione a favore degli
immigrati e delle immigrate. Se denunciano i propri
sfruttatori, recita la legge, possono ottenere il
permesso di soggiorno temporaneo. I margini non sono
ampi, ma allufficio stranieri della Cgil si sono
detti che valeva la pena tentare. E
loccasione per Paulo, ma il nome è di pura
fantasia, ventanni, immigrato dal Brasile, per
provare a fuggire da un destino che sembrava quasi
segnato. Dopo quindici mesi di lavoro in nero presso una
ditta edile decide di dire basta. Orari di lavoro senza
limite, condizioni di sicurezza inesistenti, nessuna
possibilità di versamenti contributivi, salario da fame.
Paulo dice no a tutto questo. E decide di voltare le
spalle a mesi e mesi di clandestinità. Denuncia i
titolari della ditta allIspettorato del lavoro. Una
denuncia chiara e senza ombre. Paulo, però, a causa
delle contorsioni della legge italiana, pur ottenendo il
"risarcimento" in denaro non riesce ad avere il
permesso di rimanere in Italia. La norma, in qualche
caso, viene "elettivamente" applicata ai casi
di prostitute che si ribellano ai propri sfruttatori ma
non i lavoratori che rompono la "normalità"
del lavoro nero.
Sentenza pilota La Cgil di Lucca è al suo fianco. Non
solo lo affianca nelle trattative davanti
allUfficio provinciale del lavoro - alla fine delle
quali lazienda è costretta a versare 23 milioni di
lire - ma perora la causa di regolarizzazione presso la
Questura facendo leva proprio sullarticolo 18 della
legge 40. "Devono revocare il provvedimento di
espulsione - sottolinea Gabriele Ciucci - perché Paulo
ha denunciato i suoi sfruttatori. A testimoniarlo è la
trattativa con lazienda". La richiesta di
soggiorno è stata presentata a dicembre. una copia ce
lha in mano anche il ministro del Lavoro Cesare
Salvi. A Lucca non sanno che pesci prendere e tardano un
po nella risposta. Nella vicenda potrebbe metterci
il naso anche il ministero degli Interni. "La
regolarizzazione - sottolinea Ciucci - potrebbe offrire
uno spiraglio di speranza alle migliaia e migliaia di
lavoratori senza permesso di soggiorno presenti sul
territorio nazionale". La Cgil di Lucca, come era
già emerso agli Stati generali dellImmigrazione di
Vicenza, chiede la possibilità di regolarizzazione
"restando sul territorio nazionale" al fine di
fare emergere il lavoro nero e annuncia che il Centro
stranieri e il suo coordinamento sindacale torneranno ad
avanzare la stessa proposta per altri casi.
Lavoro nero Insieme alla Cgil regionale si farà
promotrice di una campagna per lemersione della
grande quantità di lavoro nero e avvierà le vertenze.
Il lavoro nero in Toscana e in provincia di Lucca
soprattutto nei settori delledilizia, del
commercio, del facchinaggio industriale (cooperative dei
servizi nelle imprese industriali), del
tessile-calzaturiero e nel settore metalmeccanico per
quanto riguarda la cantieristica riguarda centinaia e
centinaia di lavoratori con una media di irregolarità
del 70% complessivamente in questi settori produttivi.
Con le esigue quote contemplate dalla legge questa
irregolarità non può che essere alimentata.
Settantamila ingressi lanno, infatti, sono del
tutto insufficienti, a far fronte alla richiesta di
manodopera. Più sono gli immigrati costretti alla
clandestinità e più aumentano le possibilità di
espansione per il mercato delle braccia.
Fabio Sebastiani
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