COMUNICATI STAMPA

Torre Pellice (Torino), 23 marzo 2003

Nella tarda serata ieri, il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, riunito a Torre Pellice (TO) per discutere il problema degli ospedali valdesi del Piemonte, ha approvato a larga maggioranza un ordine del giorno che affida alla Tavola Valdese, l'organismo esecutivo dell'Assemblea, un ampio mandato "teso a perseguire il completo risanamento finanziario ed economico" degli ospedali valdesi di Pomaretto, Torre Pellice e Torino.
Nel corso di un ampio dibattito, la Tavola valdese e le commissioni di controllo incaricate di valutare il suo operato, hanno trasmesso al Sinodo "gli intenti manifestati dalla Regione Piemonte con lettera del 21 marzo 2003" in cui si definiscono, in linea generale, alcune linee operative: si prevede che l'attività dell'istituto di Pomaretto - soprattutto quella ospedaliera - sia in parte assorbita da quello di Torre Pellice; mentre il presidio di Pomaretto continuerebbe ad assolvere "funzioni di natura più propriamente territoriali". Quanto al presidio di Torre Pellice, si prevede "la definizione di un budget che consenta di raggiungere un equilibrio economico e finanziario"; relativamente all'ospedale di Torino, la bozza di intesa rileva che "è stato oggetto di un approfondito confronto con l'amministrazione regionale". In conclusione la bozza prevede un cospicuo impegno da parte della Regione Piemonte, sia con "un intervento di natura liberale da parte della Regione nell'ambito dei bilanci 2004.2005.2006", sia con l'acquisizione del presidio di Pomaretto.
Il documento della Regione Piemonte prevede il raggiungimento di un accordo complessivo "nell'arco temporale operativo di 90 giorni".
L'ordine del giorno sinodale, infine, invita la Tavola Valdese a "continuare l'impegno per la massima salvaguardia possibile dei livelli della qualità dei servizi ospedalieri fin qui offerti alla popolazione".

 

Carta bianca alla Tavola dal Sinodo straordinario della Chiesa valdese
L'ospedale di Pomaretto ceduto all'Asl 10
"Perdiamo un ospedale ma salvaguardiamo i servizi alla valle e l'occupazione"

"Non è una vittoria quella che abbiamo portato a casa ma una possibile soluzione", con queste parole Marco Jourdan, presidente della Commissione sinodale per la Diaconia, commenta l'accordo fino ad ora raggiunto con la Regione in merito alla trattativa sugli ospedali valdesi.

Non è una vittoria perché la Chiesa valdese comunque perde un ospedale: quello di Pomaretto che, con tempi e modi che si dovranno definire nei prossimi 90 giorni, verrà acquisito dalla Regione per passare immediatamente in mano all'Asl 10. "Questo doloroso passaggio però - prosegue Jourdan - permette di salvaguardare due principi per noi fondamentali: garantire i servizi sanitari e la loro qualità nella valle e salvaguardare i livelli occupazionali". Qualche ripercussione però bisogna aspettarsela, perché se è vero che si procederà ad una complessiva riqualificazione del personale presente nella struttura di Pomaretto, è altrettanto vero che una ventina di lavoratori "generici" risultano in esubero e si dovrà trovare per loro una ricollocazione nel "quadrante" in cui è inserita la sanità pinerolese, una fetta di territorio ampia che comprende non solo l'Asl 10, ma si estende fino alla cintura torinese.

Le funzioni della struttura dovrebbero rimanere tali, salvo quelle a carattere extraterritoriale, come il reparto per i grandi obesi, che passerebbe di competenza all'ospedale di Torre Pellice. Sarà la trattativa delle prossime settimane a riempire di contenuti e servizi quello che nella bozza di accordo viene definito "presidio sperimentale montano".

La situazione finanziaria in cui versano i bilanci della sanità valdese è tale che una soluzione, anche drastica, non poteva essere rimandata: "Avremmo potuto ottenere maggiori soldi dalla Regione e chiudere Pomaretto, ma questa possibilità avrebbe tradito i nostri obiettivi". Di soldi comunque ne arriveranno, sotto diverse voci, dal governo regionale: tanti da coprire circa metà di quel deficit che al 31 gennaio 2002 superava i 40 milioni di lire.

L'ospedale di Torre Pellice, gravato da un deficit minore rispetto alla struttura di Pomaretto, per il momento resterà in mano alla Ciov: dovrebbe poter potenziare ulteriori 15 posti letto, oltre agli attuali 60: non perderebbe funzioni rispetto a quelle attuali, semmai ad esse si aggiungerebbero servizi extraterritoriali e nuove sinergie con l'ospedale di Torino (quest'ultimo vicino al pareggio di bilancio). "Non è ancora possibile scendere nei dettagli perché la riqualificazione e l'integrazione dell'ospedale di Torre nella rete della sanità pubblica verrà pianificata in accordo con l'Asl 10 nei prossimi incontri", conclude Marco Jourdan.

Sofia D'Agostino eco dek chisone