CONRICERCA--- FUTURO ANTERIORE-- Borio,Pozzi,Roggero

Dai Quaderni Rossi a ai movimenti globali: ricchezze e limiti dell'operaismo italiano.

commento di Mauro Trotta- manifesto 11/04/02

L'operaismo italiano e il suo Sessantotto lungo vent'anni- critica di  n+1 file word 40 pagine

Dal cd allegato al libro abbiamo tratto 5 delle 58 interviste:---------------------LE RIVISTE E I GIORNALI DI MOVIMENTO

BIbliografia

 

Vittorio Rieser

Silvia Federici

Maria Teresa Torti

Marco Revelli

Mario Tronti

Renato Rozzi

Introduzione

Il lungo percorso della conricerca è cominciato nell'autunno del 1999 per iniziativa di un piccolo gruppo di militanti, scientificamente alquanto "scalzi" ma determinati nel tentativo di costruire nuove ipotesi critiche dell'esistente. Intraprendendo una simile strada, di fronte ad un generalizzato quadro di apparente accettazione e con il fardello delle sconfitte e dei fallimenti dei percorsi passati, si può pensare di dover cominciare ogni volta da zero. Ma così non è: dietro di noi abbiamo limiti e ricchezze, intuizioni ed errori, grandezze e tragedie di chi, in modi e contesti molto diversi, ha comunque provato a cambiare il mondo. E alle spalle del futuro ci sono anche i migliori nemici, nostri ma soprattutto della modernità capitalistica. Tutti insieme ci consegnano ambivalenti eredità che, fuori da ogni folcloristica riproposizione identitaria, possiamo utilizzare per un grande sogno da costruire. O se non altro per non ripetere ciò che già è risultato deleterio.

La nostra conricerca è dunque stata incentrata su quei soggetti che, a livelli differenti, sono stati protagonisti in particolare delle esperienze dell'operaismo politico degli anni '60 e '70, o che comunque hanno avuto un'internità nei movimenti e nel dibattito di quei due ricchissimi decenni. Abbiamo quindi cercato e intervistato coloro che hanno dato vita alle prime esperienze operaiste sul finire degli anni '50, che hanno partecipato ai Quaderni Rossi e a Classe Operaia, che hanno dato vita a Potere Operaio e hanno successivamente preso parte ai vari percorsi imboccati dall'autonomia operaia intesa nel senso più ampio. C'è poi chi non ha fatto la scelta della partecipazione ai gruppi organizzati e che è comunque stato pienamente partecipe del grosso dibattito politico e culturale degli anni '60 e '70. E' importante premettere che gli intervistati configurano un quadro quantitativamente e soprattutto qualitativamente significativo, ma senz'altro non compiutamente esaustivo rispetto all'enorme numero di figure che hanno attraversato i percorsi in questione. Alcuni sono purtroppo morti (senza far torto a nessuno, facciamo solo i nomi di Guido Bianchini, Alessandro Serafini, Gianfranco Faina, Luciano Ferrari Bravo, Emilio Vesce, Lucio Castellano, Guido Neri, Anna Chicco...); una piccola parte ha scelto di non essere intervistata; gli altri (e sono indubbiamente numerosi), potenzialmente interessati, ci auguriamo di incontrarli nel prosieguo di questo percorso. E' anche così che il qualificante prefisso con- può diventare per questa ricerca non solo un'ambiziosa evocazione, ma innanzitutto un concreto obiettivo da realizzare processualmente, ogni volta con un nuovo inizio.

Il fine della ricerca non è in nessun modo storiografico, per quanto dalle interviste emerga comunque una ricostruzione critica di quei percorsi che mai era stata fatta o tentata prima. Inutile poi sottolineare come il progetto non sia mosso da alcun intento vagamente celebrativo o apologetico: solo una spietata analisi critica tesa a evidenziare i limiti e i nodi irrisolti o mai affrontati da quelle esperienze può servire gli interessi della ricerca di progetti nuovi di trasformazione. L'obiettivo analitico, dunque, sta nel capire come si è formata una certa soggettività (a livello individuale e collettivo), quali ne sono stati i limiti e le ricchezze, quali i percorsi successivi, per giungere a ragionare sui nodi politici aperti nel presente e in prospettiva futura (queste sono le categorie temporali che ci interessano).

Inizialmente sono stati preparati un Documento di presentazione e una Traccia di intervista da sottoporre alle persone contattate. La Traccia è servita per rendere la complessità dellle questioni affrontate: di volta in volta si è focalizzata l'attenzione su determinati temi specifici, nodi e punti in essa contenuti sono stati ampliati o ridotti dai singoli intervistati. Ciò nel permanere comunque dei nuclei focali della ricerca.

Il Documento di presentazione è risultato ben presto poco adeguato da molti punti di vista: è tuttavia servito per dare un'idea di come è partito il progetto. La scelta di definire questo percorso conricerca è indicativa del richiamo alle esperienze cominciate in Lombardia e Piemonte tra la fine degli anni '50 e l'inizio dei '60, di cui Romano Alquati è stato il principale protagonista. Anche nei decenni successivi piccoli gruppi e singoli militanti hanno fatto esperienze di conricerca, a riprova della grosse capacità di anticipazione che quegli esperimenti hanno avuto. Non c'è nella nostra scelta un intento esclusivamente simbolico ed evocativo, ma innanzitutto una decisa opzione per ciò che la conricerca presuppone: la creazione di una complessa rete controformativa in cui si superino i classici ruoli di intervistato ed intervistatore, le sue finalità politiche e non sociologiche, e nello stesso tempo il controutilizzo delle scienze sociali per un progetto di trasformazione. Ciò criticando anche il diffuso culturalismo che nella sinistra ha portato a trascurare o addirittura a rifiutare le scienze sociali, identificando (sulle orme di De Sanctis, Croce e Gramsci) la Cultura con quella umanistica.

Abbiamo quindi cercato di usare una metodologia che, per quanto empirica, può essere una base di partenza per altri "ricercatori scalzi" che volessero intraprendere un percorso simile.

Sono state intervistate 58 persone, alcune delle quali più volte.

I colloqui sono stati sbobinati e rivisti dagli intervistati, una parte dei quali li ha sistemati in alcune sue parti, senza tuttavia mai togliere quel carattere di chiacchierata che permette a chi le legge di seguire agilmente la trattazione di temi di livello alto.

Il materiale è integralmente consultabile nella sezione Interviste. In Riviste sono scansite molte copertine dei principali luoghi del dibattito politico e culturale degli anni '60 e '70. Ogni rivista e giornale di movimento è accompagnato da un'ampia nota bibliografica.

Importante è poi la Bibliografia, che cerca di fornire una guida ragionata (per quanto sicuramente non esaustiva) dei principali testi non solo del filone operaista, ma più in generale utili per la costruzione di nuova conoscenza critica. Cliccando Il dibattito oggi si può avere uno spaccato delle riviste e dei link più interessanti dell'attuale panorama politico.

Viene infine presentata una Ricerca sul femminismo che, con presupposti simili alla presente conricerca, parte dalle protagoniste dei percorsi degli anni '70 per porre e affrontare le questioni aperte nell'oggi.

 

Dopo due decenni di un buio politico soffocante, solo qua e là squarciato da sporadici lampi critici e attraversato dalla fede di caparbi militanti, oggi inizia a intravedersi una nuova alba di lotte. Significative minoranze vanno dicendo e urlando che un altro mondo è possibile: ciò è importante, anche se non ancora sufficiente. Dobbiamo saperlo progettare, nella pluralità e nel sincretismo.

Ciò che del passato è morto lo dobbiamo seppellire senza lacrime: il continuismo non solo non ha speranze, ma è deleterio. Ciò che ancora può essere vivo, dobbiamo utilizzarlo criticamente, per andare oltre, non per tornare indietro. Questa conricerca può essere l'importante inizio della costruzione di una dinamica rete di un dibattito aperto e progettuale. In questo ci si potrà avvalere di diversi mezzi, dai convegni alla carta stampata ai supporti telematici. Il percorso da noi fatto e descritto può fornire anche un interessante modello sperimentale per la diffusione di esperienze simili, magari su nodi e livelli differenti, ma con la possibilità di collegarsi tra di loro, di mettersi in rete. Come si potrà leggere nelle interviste, indipendentemente dai percorsi successivi nessuno dei soggetti contattati butta via niente di quelle esperienze, è giustamente autocritico e soprattutto è interessato a nuove forme di riflessioni sull'oggi e non solo sul passato. Nella fase aurorale dei nuovi movimenti diventa quindi più che mai utile iniziare a porre i tanti nodi politici nuovi, aperti o irrisolti. Con nessuna nostalgia per ciò che è definitivamente trascorso, con la preziosa eredità di chi un altro mondo ha cercato di costruirlo. Ricercando ex novo e ancora una volta la profezia di un sogno possibile...

 

Per informazioni scrivere a:

conricerca@hotmail.com