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Mutui, 530mila
famiglie in difficoltà. Unicredit e Mps offrono rinegoziazione
gratis
di Dino Pesole
su Il Sole 24 Ore del
08/12/2007
Da un lato, una sorta di moral
suasion nei confronti delle banche, perchè replichino le iniziative già
messe in atto da Unicredit e Mps per la rinegoziazione gratuita dei mutui
a tasso variabile e l'allungamento del periodo di ammortamento.
Dall'altro, possibili iniziative anche di tipo fiscale a beneficio degli
intestatari di mutui a reddito medio-basso, accompagnate da interventi a
sostegno dell'edilizia sociale. Di difficile attuazione appare invece la
proposta di un Fondo di garanzia per le famiglie in difficoltà nel
pagamento delle rate del mutuo, lanciata dal vice ministro dello Sviluppo
economico, Sergio D'Antoni.
Il Governo prova a definire una strategia comune per far fronte agli
effetti del caro-mutui, tenendo però conto - come spiega il vice ministro
all'Economia, Roberto Pinza che in Italia non siamo in presenza di «un'emergenza
sociale », quale quella esplosa negli Stati Uniti in seguito alla crisi
dei mutui subprime. Gli Usa hanno da fare i conti con un tasso di
insolvenza a dir poco preoccupante, pari al 20%, «mentre da noi non si
supera l'1 per cento». A parere di Pinza, il vero segnale va lanciato in
direzione dell'edilizia sociale, «perchè il problema è l'alto costo
delle abitazioni sul mercato, che costringono a contrarre mutui di importi
elevati ». Misure che in ogni caso andrebbero ad aggiungersi- spiegano
fonti dell'Economia all'aumento a 4mila euro delle detrazioni Irpef per la
prima casa e i 550 milioni stanziati per rilanciare l'edilizia economica,
inseriti in Finanziaria, e al taglio dei costi per la portabilità dei
mutui previsto dal pacchetto Bersani.
Misure che appaiono quanto mai opportune se si considera che secondo il
Rapporto annuale del Censis, reso noto ieri, nel nostro Paese sette
famiglie su cento sono a rischio di insolvenza. Rallenta la domanda di
nuovi mutui per l'acquisto di abitazioni, anche se si registra ancora «un
consistente tasso di crescita», pari al 7% nei primi sei mesi dell'anno,
contro il 21,1% dell'anno precedente. La conclusione del Rapporto Censis
è che i prossimi saranno «anni molto difficili per gli italiani se non
si aggredirà il problema della povertà».
Per quel che riguarda la leva fiscale, si potrebbe agire sul fronte
dell'ulteriore incremento delle detrazioni Irpef per la prima abitazione,
concentrate sui redditi bassi e mediobassi, a patto che si individuino le
necessarie risorse compensative. Al momento, fondi aggiuntivi non sono
stati individuati, tanto che appare improbabile che si possa agire
inserendo le relative norme nel passaggio della Finanziaria alla Camera.
Se ne riparlerà probabilmente con l'anno nuovo. Più concreta si presenta
l'azione di «moral suasion» nei confronti dell'Abi,auspicata anche dal
ministro dell'Economia, Tommaso PadoaSchioppa in una recente intervista
televisiva. Si tratta di mettere a punto una strategia complessiva che
consenta di rivedere, senza costi aggiuntivi, le condizioni dei prestiti.
Nel caso in cui scattassero le penali, potrebbe essere lo Stato a farsene
carico. A trarne beneficio dovrebbero essere soprattutto gli intestatari
di mutuo a tasso variabile che, in seguito all'incremento del tasso
Euribor, stanno subendo i danni maggiori, da quando la Bce ha intrapreso
la strada dell'aumento progressivo del costo del denaro, per far fronte ai
folocai inflattivi. La soluzione proposta da Unicredit e Mps consente, in
sostanza, di mantenere ferma la rata del mutuo sullo stesso livello cui è
fissata oggi, o di dimuinirla. Secondo le prime stime, potrebbero
utilizzarla 15mila clienti di Unicredit. Non è la soluzione al problema,
ma certamente un segnale di disponibilità da non sottovalutare.
Nessuna soluzione all'americana, in ogni caso,con l'eventuale congelamento
fino a cinque anni degli interessi da versare sui mutui sottoscritti. «Sui
mutui - ha osservato Visco - il Governo è pronto a fare la sua parte.
Vedremo in concreto cosa si può fare». I tempi non si annunciano
brevissimi. Del resto, appare arduo già d'ora "ipotecare"
nuovi, possibili surplus di gettito fiscale, quando il quadro
macroeconomico volge verso prospettive tutt'altro che incoraggianti, e
occorrerà comunque approntare una manovra correttiva per il 2009 che
stando a quanto ha anticipato Padoa-Schioppa - non sarà inferiore a 10
miliardi.
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