| Quasi finita la parte su Perosa, agibile da fine
anno Perosa: il Mulino, nome vecchio vita nuova Nell'ex-edificio della Talco e grafite ci sarà posto per 70 insediamenti |
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PEROSA E PINASCA - Non macina più il talco dal 1991. Sta per
diventare un elegante centro artigianale-commerciale, ma il suo nome non
cambierà. Resterà sempre il “mulino”. È tutto un cantiere a S. Sebastiano, nella solida struttura fatta
costruire nel 1911 dalla Talco e grafite. Muratori e carpentieri, fabbri e
falegnami, per ridare un nuovo cuore al vecchio edificio. La Sica Srl di
Saluzzo ha investito parecchi quattrini per recuperare e rendere
funzionale mantenendone le caratteristiche peculiari. È soddisfatto il geom. Franco Santiano progettista e responsabile dei
lavori. «I lavori sono iniziati tra 2004 e 2005. Oggi la parte che
chiamiamo “cortile Perosa” (circa 5mila metri quadri) è pressoché
completata e sarà agibile da fine anno. Sono già state individuate e
vendute 30 unità dove, dopo il completamento degli interni, troveranno
posto altrettante attività». Fanno da corona allo spazioso e
bellissimo cortile lastricato in pietra mantenuto nella sua totale
originalità. «La ristrutturazione ha mantenuto intatto l’esistente,
fatto salvo piccoli adeguamenti». Per esempio il parcheggio
realizzato allo stesso livello del primo piano e collegato con l’interno
tramite una balconata che permette di entrare in tutti i negozi per poi
convergere verso l’ascensore oppure confluire a un passaggio nel
“cortile Pinasca”, ancora tutto da sistemare, dove verranno spostati i
cantieri per creare altrettanti posti commerciali. Le balconate in realtà sono due: una per lo shopping, tutta nuova,
all’interno del fabbricato; l’altra all’esterno, che utilizza una
pensilina un tempo usata per il carico e scarico dei camion. Nel prossimo
futuro servirà da tetto per il piano terreno e da passeggiata per il
primo piano. Un’attenzione particolare è stata riservata ai tre parcheggi, per
complessivi 150-160 posti: due all’esterno, a sud della 23, e uno al
primo piano con rampe d’accesso e d’uscita sovrastante il vecchio
capannone, ricostruito realizzando alcuni negozi a piano terra. Non resta che traslocare nella zona di Pinasca con un obiettivo
definito: termine dei lavori prima dell’estate 2006. Anche qui le
previsione di vendita appaiono buone (sono in corso le trattative per
l’alienazione dei lotti disponibili): in totale 70 insediamenti. Per rendere più vivibile l’ambiente sono stati costruiti sul tetto
piano dei giardini pensili. Chissà che in futuro non possano servire per
l’utilizzo dei fabbricati esistenti nella parte alta delle due torri,
dei “loft” (attico o mansarde) al disopra di un ex-stabilimento
industriale con un giardinetto a disposizione e un accesso carrabile
direttamente dalla strada S. Sebastiano, per arrivare sui tetti con
l’automobile. «Tutto il complesso - conclude Marco Depetris, amministratore
delegato della Sica - è privo di barriere architettoniche. Sono state
studiate e trovate soluzioni idonee (ascensori) per le persone anziane e
meno abili. In questi ultimi anni, la nostra azienda si è specializzata
nel recupero di vecchi fabbricati industriali, affinché non siano
abbandonati, ma valorizzati per riattivare l’attività lavorativa». "Le macine" di Pinerolo (altro intervento della Sica) sono un
esempio: «Qui negli ultimi anni erano presenti poche decine di addetti
e occupavano solo una piccola area. Oggi, dopo il restauro e gli
ampliamenti, ci sono 60-65 attività che occupano in tutto 300 persone». Giovanni Berger
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