I MINATORI IN POLONIA- SCHEDA TRATTA DA 'RIFORMA'- 26/04/02
Sin dal Medioevo il lavoro dei minatori è stato uno dei pilastri delleconomia polacca. Anticamente le miniere polacche fornivano il sale, largento, il rame e il ferro. La loro gestione era sottoposta a un regime di monopolio, gestito dal sovrano in carica. La rivoluzione industriale del Settecento ha contribuito allo sviluppo delle miniere di carbone nella Slesia, la zona nel Sud-Ovest della Polonia di oggi. Lestrazione era controllata principalmente dalle società industriali tedesche e inglesi. La riconquista dellindipendenza nel 1918 significò la progressiva statalizzazione di tutto il settore delle miniere, ma una buona parte della Slesia è rimasta sul territorio della Germania di allora. Nel 1945 i confini della Polonia sono stati spostati verso lOvest, e quindi lo stato polacco ha preso possesso di vastissimi giacimenti di carbone. Negli anni 1950-1990 il settore è diventato la vera spina dorsale delleconomia. Negli Anni Settanta, nelle 75 miniere di carbone lavoravano più di 300.000 operai nel sottosuolo; altri 200.000 nelle strutture di supporto tecnico e amministrativo, e altri 100.000 nelle industrie che forniva macchinari e attrezzi. Tutto questo in una popolazione di circa dieci milioni di persone in età produttiva.
Negli Anni Novanta è iniziata una graduale chiusura delle miniere. Nel 2001 le miniere attive erano solo 40, con 100.000 operai nel sottosuolo e altri 80.000 tra le strutture di supporto e le industrie collegate. La gestione delle miniere è rimasta nelle mani dello stato che ha attuato una politica di massicci licenziamenti. Attualmente la crisi del settore sembra abbastanza grave e la Slesia, la regione più industrializzata della Polonia, deve confrontarsi con una disoccupazione che in alcune fasce detà raggiunge anche il 25%.