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Manifestazione di valle

Villar Perosa 16 dicembre 2012

http://www.alpcub.com/dossier_omvp.htm

La crisi mondiale e la globalizzazione avanzano producendo la crescita di lotte, movimenti, coscienze: apriranno gli occhi a tutti prima di quanto crediamo.

http://rbe.it/news/2012/12/18/dossier-rbe1-lo-stato-del-lavoro-in-val-chisone/

http://rbe.it/news/2012/12/17/ricostruire-la-solidarieta-tra-lavoratori-la-sfida-e-lanciata/

 

 

foto Massimo Bosco

intervenute circa 250 persone

  Enrico Lanza-Alp http://www.alpcub.com/16dic12_lanza.mp3

 

 

 Gianpiero Clement Tekfor  http://www.alpcub.com/16dic12_clement.mp3

 Paola Guglielmino NewCoCot http://www.alpcub.com/16dic12_paola.mp3

 

 Daniela Alberti C.Montana http://www.alpcub.com/16dic12_daniela.mp3

 

raccolta di audio di 

Enrico Lanza, Umberto Poet -ASL, Franco Breuza esodato SKF, Garrone sindaco di Pramollo, sig.raPoet edicolante di V.Perosa, Massimo Bosco fotografo, Enrico Lanza, Vescovo di Pinerolo, Milena Martinat pastora di Villar Perosa, consigliere Ventre-minoranza Villar Perosa  :

http://www.alpcub.com/16dic12_vari.mp3

 

Umberto Poet

 

 

Breuza

 

Garrone

Bosco

 

Vescovo

 

Pastora

 

Ventre

 

 

 

 

 

 

banchetto Federazione Sinistra per referendum lavoro

 

percorso storico fotografico sulla valle


Quale futuro lavorativo per le valli Chisone e Germanasca?

Salendo da Pinerolo verso il Sestriere si attraversa una vallata: la Val Chisone, anomala fra le vallate alpine, con più di un secolo di tradizione industriale e ventimila abitanti. Anche se è famosa per il Sestrieres e la sua neve, o per i ritiri della Juventus a Villar Perosa, ne vogliamo parlare per altri motivi... Gli operai.

Nel 1961 i 22.700 abitanti delle valli Chisone e Germanasca potevano contare su 11.000 posti di lavoro, di cui 9000 nell'industria; ancora vent'anni dopo l'occupazione industriale della valle risultava essere il 65% di quella complessiva.

Migliaia di lavoratori sono passati nelle sue varie aziende:

-in miniera e nelle cave ( il talco della vicina Val Germanasca- 594 minatori nel 1962), oggi in miniera e stabilimento 80 addetti.

-nel tessile come il Cotonificio Widemann di S.Germano Chisone-( 586 operai nel '51) oggi chiuso,

come il Setificio Gutermann (1200 dipendenti negli anni '30)- poi Filseta-infine ridotto alla sola Macerazione (Cascami Seta-oggi chiusa anch'essa); all'inizio del secolo scorso è da segnalare la forte immigrazione dal Bergamasco e dal Veneto

come il Cotonificio (Abegg) ValSusa (950 dipendenti nel '62) - poi Manifattura di Perosa Argentina del gruppo tessile Manifattura di Legnano, poi New Co.Cot con 192 dipendenti nel 2011 -oggi in Cassa integrazione e poi in mobilità per il fallimento e la chiusura;

-nel meccanico con la RIV - poi SKF - (ridotta da 5144 dipendenti nel '62 a 730 nell' OMVP (scorporata – oggi Tekfor) e 80 ai TBU, più 520 SKF-Avio.

con la MVP (Fiat) trasferita e sostituita dalla BOGE-SACHS- ZF ,200 dipendenti (indotto Fiat) trasferita poi a Candiolo e con alcune piccole aziende meccaniche -STABILUS (100) trasferita in Germania DATA (80), MARTIN (50); Gaydou) e infine Taltos (30), BPG (25),Isotalco (30).

La tradizione industriale ha voluto dire anche pesanti condizionamenti e l'ostacolo ad attività alternative, quindi chi non trovava lavoro nell'industria in valle doveva fare il pendolare verso la Fiat e l'Indesit in pianura ( quest'ultima azienda che aveva 6000 dipendenti al nord viene ridotta a 400 e oggi a una cinquantina ). Si è comunque sviluppata la parte di occupazione in valle del terziario, dell'edilizia ecc come si vede dal censimento 2001, ma è cresciuta anche un'area precaria e di lavoro nero. Non abbiamo dati precisi ma nel 2012 l'occupazione manifatturiera dovrebbe essere scesa dai 2837 del 2001 a meno di 1500 addetti.

Gli addetti nelle varie attività secondo il censimento Istat 2001:  

- c.montana val Chisone

occupati per settore economico e sesso

 

settori maschi femmine totale settore
Agricoltura, caccia e silvicoltura 118 66 183
Pesca, piscicoltura e servizi connessi 4 1 5
Estrazione di minerali 91 6 97
Attività manifatturiere 2328 837 3165
Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua 75 10 85
Costruzioni 606 38 644
Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa 485 403 888
Alberghi e ristoranti 165 209 374
Trasporti, magazzinaggio, e comunicazioni 184 38 222
Intermediazione monetaria e finanziaria 74 61 135
Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre attività professionali e imprenditoriali 194 151 345
Pubblica amministrazione e difesa; assicurazione sociale obbligatoria 230 148 378
Istruzione 74 289 363
Sanità e altri servizi sociali 144 434 578
Altri servizi pubblici, sociali e personali 113 129 241
Servizi domestici presso famiglie e convivenze 16 71 87
Organizzazioni ed organismi extraterritoriali 2 0 2
 
totale c.montana 4903 2891 7794

dettaglio per comune maschi  femmine

L'agricoltura di montagna risente della ancora forte occupazione nel settore industriale. Considerata inoltre la crisi che da qualche anno investe il mondo agricolo è chiaro il ruolo marginale che l'agricoltura riveste in queste zone. Il settore è prevalentemente incentrato sulla zootecnia con un numero di occupati in netto calo. Nel censimento del 2000 sono censite 403 aziende agricole, di cui 252 con allevamenti, di cui 152 con bovini (1821), 80 con ovini e caprini (1265), 15 con equini (37), 33 con suini (71), con altri allevamenti 107. Si evidenzia ancora una buona tenuta del settore alpeggio, sfruttato in queste vallate da unita' esterne alla Comunita'.


rassegna stampa

Villar Perosa: in piazza per il lavoro

Dom, 16/12/2012 - 15:06

Circa trecento persone sono al momento radunate davanti allo stabilimento Tekfor ed Skf di Villar Perosa per la manifestazione organizzata oggi pomeriggio dal Comitato per la difesa del lavoro in valle.

 

Sul palco si stanno avvicendando i rappresentanti delle numerose realtà lavorative in crisi nelle valli Chisone e Germanasca: Tekfor, New Co.Cot di Perosa, Comunità montana, ASL. Sono attesi gli interventi di altre realtà, del vescovo di Pinerolo e della Chiesa valdese. Aderiscono all'iniziativa i sindacati ALP, FIOM e FALI.

 

Sono presenti alcuni rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il sindaco di Villar Perosa e rappresentanti di maggioranza e minoranza come Marco Ventre - tra i promotori dell'iniziativa -, il sindaco di Pramollo Garrone, il presidente della Comunità montana Coucourde, e esponenti di altre amministrazioni comunali, tra cui Pinasca. Al microfono anche qualche rappresentante della società civile e del commercio.
l.p.


http://rbe.it/news/2012/12/17/ricostruire-la-solidarieta-tra-lavoratori-la-sfida-e-lanciata/  per audio

INTERVISTA A ENRICO LANZA ALPCUB DI RADIO RBE

Ricostruire la solidarietà tra lavoratori, la sfida è lanciata

Nella giornata di domenica 16 dicembre si è svolta a Villar Perosa una manifestazione dei lavoratori delle aziende delle valli Chisone e Germanasca e degli enti locali.
Di fronte alla Tekfor, prima conosciuta come RIV e poi come SKF, si sono radunati circa 300 manifestanti, preoccupati per la situazione occupazionale del Pinerolese e più in generale per l’indifferenza di molti per questa situazione.
Il risultato è ritenuto buono, soprattutto perché – ci racconta Enrico Lanza, dell’ALP-CUB – è necessario che siano i lavoratori a prendere l’iniziativa, e a riformare un sentire comune simile a quella coscienza di classe che sembra essere ormai sepolta sotto l’individualismo.

 

Un piccolo passo indietro: quali erano le motivazioni della manifestazione?
Sono molte le ragioni di questa iniziativa, in particolare la situazione di degrado della nostra vallata e in particolare di due realtà produttive, la NewCoCot e la Tekfor, ma in realtà molte altre cose, come l’ospedale e la Comunità Montane, o anche Scopriminiera, tutte situazioni che per noi sono molto delicate e finalmente siamo riusciti a mettere un po’ alla luce del sole.

Una grossa preoccupazione è quella legata all’assetto istituzionale che si andrà a delineare. Ieri che cosa è emerso?
Ieri non era una giornata nella quale si costruivano delle prospettive, ieri era la prima iniziativa che dopo sei mesi di insistenze siamo riusciti a mettere in piedi visto che sembrava che solo qualcuno sentisse la necessità di mettere in evidenza questa situazione. Ieri è stata una cosa importante perché finalmente si è riusciti ad uscire allo scoperto e coinvolgere soprattutto i lavoratori di numerose realtà, ma anche commercianti ed istituzioni, anche se abbiamo dovuto tirare un po’ per i capelli i sindaci. La cosa anomala è che questa manifestazione non è stata organizzata da CGIL, CISL e UIL, mentre erano presenti la pastora valdese e il vescovo di Pinerolo, che già al presidio della NewCoCot erano state le due figure che più si erano messe a disposizione.

A cosa si può far risalire questa relativa lontananza dei principali sindacati?
Questa situazione è scoppiata quando il 30 di aprile le operaie NewCoCot hanno deciso di occupare la Comunità Montana, e questa scelta ha diviso, perché è stata fatta solo da chi era d’accordo. Lì c’è stato il distacco, la causa. Ovviamente poi ci sono cause molto più sostanziali, per esempio non tutti sono d’accordo sulle soluzioni: quando anche le istituzioni e i sindaci, oltre a pastori e vescovi, dicono che non è giusto che gli operai devono pagare questa crisi, bisogna poi anche avere il coraggio di dire che per fare questo bisogna tagliare da altre parti, tipo le grandi opere, le spese militari, centrali elettrice locali e non. Bisogna andare a tagliare da qui per poter fornire garanzie ai lavoratori. La ricchezza è concentrata nel 10% della popolazione, e questo dovrebbe essere il punto di partenza, mentre crea dissenso.

 

a coperta è corta, e nel 2012 sembra essersi ulteriormente accorciata. Quali sono i punti più critici della situazione lavorativa pinerolese?
I punti più critici sono numerosi.
Innanzitutto la NewCoCot, ferma da un anno e mezzo e a cui nessuno sembra interessato, tanto che le lavoratrici da tre mesi stanno studiando modelli produttivi alternativi, anche se non è una cosa semplice per chi ha fatto per trent’anni il lavoro dell’operaia. Si stanno comunque reinventando, cosa che forse dovrebbero fare gli imprenditori o le istituzioni.
La seconda è sicuramente la Tekfor, perché qui la situazione vede un gruppo dirigente decisamente non all’altezza, dove le banche che erano prima dentro il gruppo si sono defilate, dove la SKF ha sbolognato questo stabilimento e poi si è tirata via. È la situazione più importante, perché ci sono ancora 600 persone tra operai e impiegati.

Una logica del disinvestimento che fa impressione. L’anno si chiude con un bilancio estremamente negativo. A livello di assetti istituzionali c’è la speranza che qualcuno possa prendere in mano la situazione?
Io sono molto pessimista, la mia idea è che le persone devono prendersi in carico gli impegni: noi infatti nel nostro piccolo cerchiamo di fare questo, il futuro è nell’autogestirsi i problemi. Certo, poi ci sarà qualcuno che a livello istituzionale potrà intervenire, ma non vedo grandi cambiamenti all’orizzonte.
Vorrei sottolineare invece un dato relativo a ieri: è stata una bella manifestazione, c’era una presenza importante, anche se – come ha detto anche la pastora di Villar Perosa – sarebbe stato meglio se ci fosse stata una presenza più massiccia, in grado di bloccare la strada. Tuttavia credo sia stata un’iniziativa importante che ha smosso e smuoverà qualcosa, perché a questo punto si impongono scelte e forse gli assenti si dispiaceranno di non esserci stati. Almeno per quanto riguarda il nostro lavoro, l’obiettivo ora è ricostruire una coscienza solidale, perché ora se qualcuno viene messo fuori alcuni colleghi sembrano quasi essere sollevati, perché si riduce il rischio individuale. Bisogna ricostruire la comunità, l’idea di solidarietà tra lavoratori. Queste iniziative devono servire per ricostruire una coesione. Non bisogna fare squadra, c’è bisogno di qualcosa di più, cioè che tutti coloro che stanno dalla stessa parte lavorino con più solidarietà.

 


1 MAGGIO 2012 - PDF ALPCUB  - 

OCCUPAZIONE e presidio COMUNITA' MONTANA PEROSA

Il 1° MAGGIO è INTERNAZIONALISTA (dossier 2011)