Manifattura di Legnano
Comunicato
stampa di Rifondazione Comunista di Legnano
Dopo
un lungo periodo di incertezza si è arrivati al dunque: i dirigenti della
“Manifattura di Legnano” hanno deciso di mettere in cassa integrazione
straordinaria per un anno tutte le lavoratrici e lavoratori del gruppo.
L’eventuale
blocco delle produzioni sarà un’altra batosta per il distretto industriale
di Legnano e dintorni.
Come
è noto gli stabilimenti legnanesi occupano più di 350 dipendenti, 250 a
Legnano e poco più di un centinaio a Cerro Maggiore, senza contare
l’eventuale indotto.
Con
questa crisi i lavoratori e i cittadini toccano con mano il nudo e crudo
realismo di un mercato liberista e globalizzato al quale anche gli
imprenditori più accorti, ma senza una rete di tutela, soccombono.
E’
altresì nota la “debolezza” cronica del settore tessile-abbigliamento
nazionale, in particolare quello adibito alla sola trasformazione della
materia prima, e, a volte, buona tecnologia e buona qualità del semilavorato
non bastano per stare sul mercato.
Anche
la delocalizzazione di impianti e produzioni nei paesi dell’Est o nei Paesi
ad economia povera, con l’obiettivo di risparmiare sui costi della mano
d’opera, non sempre và a buon fine.
Oramai
anche i Paesi poveri produttori di cotone sono in grado di immettere sul
mercato mondiale, e a costi inferiori, un buon prodotto, senza dimenticare che
chi la fà da padrone in questo momento sono gli USA e la Cina.
In
ogni caso una crisi aziendale non deve sfociare, per forza di cose, nel mare
della disoccupazione.
Per
far cambiare corso alla crisi in questione è necessaria una forte
mobilitazione dei diretti interessati, dei cittadini e delle Istituzioni e
quest’ultime devono intervenire con autorevolezza per:
·
Individuare accordi privilegiati
con i Paesi poveri produttori di cotone (India e Tanzania producono cotone
biologico) sulla base di un equo scambio commerciale e all’insegna della
tutela dei paesi produttori;
·
Incrementare, in generale e nello
specifico, la ricerca su nuovi materiali, nuovi prodotti e nuovi processi di
lavorazione con l’obiettivo di contenere i costi energetici, di trasporto e
di spreco, migliorando nel contempo ambiente e sicurezza;
·
Realizzare un progetto di
riconversione industriale che a partire dall’esistente possa sfociare in un
ciclo produttivo integrato ma con una diversificazione delle filiere
produttive.
A
Legnano esiste un Ente, Euroimpresa, che potrebbe far da supporto ai percorsi
sopra indicati., E’ un Ente pagato e strapagato dai cittadini che dovrebbe,
se non prevenire le crisi aziendali, quantomeno ricercare vie d’uscita:
facciamolo lavorare.
Rifondazione
Comunista nell’esprimere la piena e totale solidarietà a tutti i dipendenti
della “Manifattura” che in questi giorni stanno vivendo momenti difficili,
si rende disponibile a sostenere tutte le iniziative di lotta che le
lavoratrici e i lavoratori organizzeranno e che, per sconfiggere rassegnazione
e paura, dovranno essere forti e partecipate.
Consiglieri
Comunali di Rifondazione Comunista
Comune
di Legnano
Segreteria
e Direttivo del Partito della Rifondazione Comunista
del
Circolo di Legnano
Legnano,
6 settembre 2004