ALCUNE PACATE CONSIDERAZIONI SULLE VICENDE LIBICHE
(...)Di
“efferatezze” Gheddafi ne avrà sicuramente compiute. Molte meno di quante
un’imponente campagna mediatica glie ne abbia attribuite, e, pur tuttavia,
quel che accade in Libia non ha nulla di simile a quanto accaduto in Tunisia
ed Egitto. Diverse sono, anzitutto, le condizioni economico-sociali. La Libia
è il paese africano con il più alto reddito pro-capite (oltre 14.000
dollari), quello in cui sono più contenute le diseguaglianze sociali e più
distribuita d’ogni altro paese produttore di petrolio è la rendita
petrolifera. La disoccupazione giovanile è elevata come nei paesi limitrofi,
ma i disoccupati dispongono di sussidi statali che altrove si sognano. Vi sono
ritardi nel soddisfare il fabbisogno di case, infrastrutture e servizi, ma vi
è anche una massa di 1,5/2 milioni di lavoratori immigrati (su una
popolazione di 6,5 milioni), cui è riservata la maggior parte dei lavori
manuali. Risultati raggiunti grazie alla rivoluzione contro re Idris, creato
dalle e asservite alle potenze europee, e alla nazionalizzazione del petrolio
che ne conseguì. Altri e più ambiziosi obiettivi che la rivoluzione si era
prefissi non sono stati raggiunti, per motivi che non approfondiamo qui, e in
cui figurano responsabilità anche della sua leadership. In particolare non ha
avuto successo il piano di trasformare la Libia in un paese di moderno
capitalismo, con apparati industriali e relative classi di borghesi e
proletari, lasciando, di conseguenza, sul terreno sociale una struttura a
relativamente forte prevalenza tribale. Persa questa battaglia, Gheddafi ha
cercato di amministrare lo stato con un compromesso tra le tribù per la
spartizione di potere e rendite petrolifere, senza, però, abbandonare alcune
caratteristiche –quanto a uso “sociale” della rendita petrolifera-
profondamente diverse rispetto alle petro-monarchie.
Sul
piano della politica internazionale, esauritasi nella sconfitta la spinta
pan-araba e falliti i tentativi di più o meno improbabili alleanze con
movimenti “rivoluzionari” sparsi per il mondo (Europa inclusa), la Libia
ha cercato di conquistarsi una relativa tranquillità intrecciando accordi e
affari con paesi occidentali, e soprattutto con l’ex-madrepatria coloniale,
l’Italia. Il prezzo è stato di trasformare il paese nell’ante-murale
della jihad islamista e in cane da
guardia dei flussi migranti dall’Africa sub-sahariana.(...) LEGGI TUTTO IN
Sarebbe stato meglio perdere Bengasi combattendo che passare
dal dominio di un padrone libico a
quello di un padrone occidentale, assetato di
petrolio.Ma questa è una questione che solo gli insorti possono risolvere.
(continua> COMUNICATO ASLO)
22 marzo
estratto /dalla'Teoria e pratica della non-violenza . M.Gandhi
(...)
La
non-violenza del debole o resistenza passiva va a sua volta, secondo Gandhi,
nettamente distinta da quella che egli chiama la non-violenza del codardo,
cioè dall'atteggiamento di colui che si astiene dalla violenza per
semplice vigliaccheria o per altri motivi puramente egoistici. A coloro
che appartengono a questo gruppo Gandhi non ha che un consiglio da dare,
quello cioè d'imbracciare le armi e riscattarsi piuttosto che sottomettersi o adeguarsi
opportunisticamente al potere dello sfruttatore, del tiranno, del carnefice,
in nome di una presunta non-violenza. Nella scala gandhiana dei valori la
non-violenza del forte occupa dunque il primo posto, la cosiddetta
non-violenza del codardo l'ultimo.
Ε se vi
può essere discussione circa la questione se Gandhi preferisse la
non-violenza del debole alla violenza, non vi può essere dubbio alcuno
che egli sempre preferì la violenza, ove naturalmente la causa fosse
ritenuta giusta, alla codardia. ≪... Non ho mai considerato la violenza
- egli ha scritto in una occasione - come una cosa permessa. Ho semplicemente distinto
tra il coraggio e la codardia. L'unica cosa lecita [lawful] è la
non-violenza... Tuttavia, sebbene la violenza non sia lecita, quando
viene usata per autodifesa o a protezione degli indifesi essa e un atto
di coraggio, di gran lunga migliore della codarda sottomissione≫[34].
Similmente,
in altra occasione, scrisse che pur essendo convinto che ≪la non-violenza
e infinitamente superiore alla violenza≫, tuttavia ≪nel caso in
cui l'unica scelta possibile fosse quella tra la codardia e la violenza,
io consiglierei la violenza≫[35].
Scrisse anche di aver ≪notato che
spesso le persone deboli invocano a giustificazione delle loro azioni la
fede... nei principi da me predicati, quando, a causa della loro codardia, si
rivelano incapaci di difendere il loro onore e quello di coloro che
avrebbero dovuto proteggere≫[36]. Ε ricordando un episodio analogo, egli
disse di aver pubblicamente denunciato tale condotta affermando che la
sua non-violenza ≪giustificava pienamente la violenza usata da coloro
che non credevano nella non-violenza e che erano chiamati a difendere
l'onore delle loro donne e dei loro bambini≫. Ε aggiungeva:
≪La non-violenza non è una
giustificazione per il codardo, ma e la suprema virtù del coraggioso. La
pratica della non-violenza richiede molto più coraggio della pratica
delle armi. La codardia e assolutamente incompatibile con la nonviolenza.
Il passaggio dalla pratica delle armi alla
non-violenza è possibile, e a volte perfino facile. La non-violenza
dunque presuppone la capacita di colpire. Essa e un cosciente e volontario
freno imposto alla propria volontà di vendetta. Ma la vendetta e sempre
superiore alla passiva, imbelle e impotente sottomissione. Il perdono però
e ancora superiore. Anche la vendetta è sintomo di debolezza≫[37].
Se, come molti, ti senti combattuto tra l'orrore della
guerra e la tragedia del popolo libico e pensi che gli eserciti stiano
cercando di aiutare qualcuno, sappi che il pappone indigesto della guerra
umanitaria e necessaria non è l'unico alimento disponibile in questi giorni>
vedi:
avviso- mi sto prendendo un
po' di riposo ulteriore: questo e altri archivi devono essere rimpolpati con
articoli mancanti di repubblica- Lo faro' nei prossimi giorni, non ho segnalazioni che
qualcuno sia interessato e mi scriva ... dunque non mi sento obbligato. (piero)
Il
rappresentante di Bengasi a Roma: "Aiuti in soldi e armi".
Drammatico appello: "Gheddafi pronto ad attacco finale".
Francia e Gran Bretagna invocano uno sforzo maggiore degli alleati
Il
Cnt conferma la precondizione al sì al cessate il fuoco, dopo
la disponibilità di Gheddafi ad accettare il piano dell'Unione
africana (video):
la mediazione "non rispetta i voleri del popolo"
Prima
l'avanzata dei lealisti, poi un intenso bombardamento Nato avrebbe
rovesciato la situazione. Delegazione dell'Unione africana a Tripoli e
Bengasi per una mediazione
Tripoli
sarebbe pronta a un negoziato per arrivare a una soluzione politica della
crisi, ma senza le dimissioni del rais. Avanzata lealista a Brega, raid Nato
sul terminal. Parte la prima petroliera del Cnt, greggio commercializzato
dal Qatar MAPPA
Frattini
annuncia la svolta dopo l'incontro con il rappresentante del Consiglio di
transizione: "E' l'unico interlocutore" (video).
Ad Ankara l'inviato di Gheddafi, in arrivo quello di Bengasi. Gli insorti
rifiutano la mediazione dei figli del rais / MAPPA
Ancora scontri a Misurata,
assediata dai lealisti. Un morto e molti feriti nel crollo di una casa.
Ritirata strategica degli insorti da Brega. Polemiche
sul "fuoco amico": oltre 10 uccisi da raid Nato tra civili e
rivoltosi / MAPPA
Battaglia
per Brega. Fonti mediche: almeno 7 giovanissimi uccisi in un attacco a
convoglio lealista. Gli insorti: "Tregua se il raìs si ferma". Voci
di negoziati di Saif Gheddafi con Londra dopo
le defezioni. Nuovo strappo
della Germaniadi ANDREA TARQUINI
CRONACA.
Vertice a Londra, la Clinton: "Continua azione militare". Cameron:
"Soluzione politica". Insorti in ritirata. Da giovedì il
comando dell'operazione alla Nato
LA
DIRETTA. Frattini: "Lavoriamo ad un cessate il
fuoco". Il Papa: "Fermare le armi, avviare il dialogo". Gli
insorti prendono il centro petrolifero di Ras Lanuf. Nuovo attacco
delle forze del raìs su Misurata ma i miliziani sono costretti ad abbandonare
la città natale del raìs
LA
DIRETTA. Gli insorti liberano Ajdabiya e poi Brega, le forze di
Gheddafi accerchiano e bombardano Misurata. Gelo Roma-Parigi.
Il presidente Usa: "Missione sta avendo successo" dall'
inviato VINCENZO NIGRO La
nazionale libica e la no-fly zone
Un despota che ha in mano tutta la ricchezza. Export al 90% da idrocarburi. Le
potenze esterne, che acquistano gas e petrolio, e muovono il tiranno. Un
copione già scritto, nelle storie delle "hydrocarbon societes"?
Chiunque vinca, tornerà una dittatura del petrolio? Forse non è detto,
stavolta di Francesco Ciafaloni
DIRETTA.Accordo
a Bruxelles, all'Alleanza guida dell'intera missione. Frattini:
"Operativo da lunedì". Berlusconi soddisfatto (video).
Parigi: Con Londra lavoriamo a soluzione politica. La secca risposta della
Farnesina. Assedio
a Misurata (video),
i ribelli denunciano: "Massacro di civili" dall'inviato
VINCENZO NIGRO
LA
DIRETTA Raid su
bunker Gheddafi (video).
Continuano gli scontri nella città ribelle (video):
"Migliaia di stranieri bloccati". Riuniti Consiglio europeo e
Consiglio atlantico. Camera, sì a risoluzione opposizione: quella della
maggioranza approvata per soli 7 voti. Napolitano: "Siamo nella
carta Onu" dall'inviato VINCENZO NIGRO
LA
DIRETTA All'Italia il comando marittimo per l'embargo sulle
armi. Misurata, la città sotto assedio (video).
I lealisti colpiscono l'ospedale. Gheddafi
(video):
"Rido dei missili". Gli inglesi: "Aviazione libica non esiste più".
Insorti formano governo ad interim. Dibattito in Senato, assente Berlusconi. Pd:
"Danni all'Italia" (scheda)dall'inviato
V. NIGRO MappaDIRETTA REPUBBLICA TVFoto
navigabili
LA
DIRETTATerzo giorno di operazioni (video).
Il ministro degli Esteri: "Occorre coordinamento Nato". Ban Ki-moon
aggredito al Cairo da manifestanti filo-Gheddafi. Ieri in azione Tornado
italiani. Missile
centra la residenza del rais. Sarebbe rimasto ucciso il figlio Khamis. I
ribelli: "Ottomila morti". Mistero su rimorchiatore italiano
sequestrato. Governo
italiano diviso, Berlusconi a Bossi: "Non c'era alternativa"
COMUNICATO STAMPA EMERGENCY CONDANNA LA
GUERRA IN LIBIA
Ancora una volta i governanti hanno scelto la
guerra. Oggi la guerra è “contro Gheddafi”: ci viene presentata, ancora
una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria.
Nessuna guerra può essere umanitaria. La
guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri
simili. “La guerra umanitaria” è la più disgustosa menzogna per
giustificare la guerra: ogni guerra è un crimine contro l’umanità.
Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono
alla fine inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle. Se i
governanti si impegnassero a costruire rapporti di rispetto, di equità, di
solidarietà reciproca tra i popoli e gli Stati, se perseguissero politiche
di disarmo e di dialogo, le situazioni di crisi potrebbero essere risolte
escludendo il ricorso alla forza. Non è stato questo il caso della Libia: i
nostri governanti, gli stessi che ora indicano la guerra come necessità,
fino a poche settimane fa hanno finanziato, armato e sostenuto il dittatore
Gheddafi e le sue continue violazioni dei diritti umani dei propri cittadini
e dei migranti che attraversano il Paese.
Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre
una scelta, non una necessità. È la scelta disumana, criminosa e assurda
di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica. È la scelta
dei peggiori tra gli esseri umani.
Ai governanti che vedono la guerra come
unica risposta ai problemi del mondo, rivolgiamo di nuovo l’appello del
1955 di Bertrand Russell e Albert Einstein nel loro Manifesto:
«Questo dunque è il
problema che vi presentiamo, netto, terribile ed inevitabile: dobbiamo porre
fine alla razza umana oppure l'umanità dovrà rinunciare alla guerra?»
Come ha scritto il grande storico
statunitense Howard Zinn: «Ricordo Einstein che in risposta ai tentativi
di “umanizzare” le regole della guerra disse: “la guerra non si può
umanizzare, si può solo abolire”. Questa profonda verità va ribadita
continuamente: che queste parole si imprimano nelle nostre menti, che si
diffondano ad altri, fino a diventare un mantra ripetuto in tutto il mondo,
che il loro suono si faccia assordante e infine sommerga il rumore dei
fucili, dei razzi e degli aerei».
Emergency è contro la guerra, contro tutte
le guerre. Ce lo impongono la nostra esperienza, la nostra etica e la nostra
cultura, la nostra umanità prima ancora che la nostra Costituzione.
Chiediamo che tacciano
le armi e che si riprenda il dialogo, anche attraverso l’invio degli
ispettori delle Nazioni Unite e di osservatori della comunità
internazionale; chiediamo l’apertura immediata di un corridoio umanitario
per portare assistenza alla popolazione libica.
DIRETTA
NON-STOP 24 ORE. Prosegue l'operazione
"Odyssey Dawn" (video).
La contraerea difende il Rais (video).
La Lega Araba: "Le bombe non aiutano la no-fly zone". Condanna di
Mosca. Gheddafi minaccia l'Occidente (audio):
"Stiamo armando un milione di persone. Italia ha tradito".
Poi in serata l'annuncio del governo (video).
Napolitano:
"Non siamo in guerra, è operazione Onu". Sei aerei
italiani in missione nell'area, sono decollati da Trapani. Il Papa:
"Tutelare la popolazione" (video)
dal nostro inviato a Tripoli VINCENZO NIGRO
DIRETTA
NON-STOP 24 ORE. Bloccata nave italiana. In svolgimento
l'operazione "Odissey Dawn". Il Pentagono: "Lanciati 110
cruise" (video).
Raid sulla capitale libica. Scudi umani intorno al raìs. Ora raid
sospesi. Le forze del Colonnello attaccano Bengasi (audio).
Condanna russa. Il raìs chiede riunione Onu e minaccia l'Occidente. L'ira
di Bossi: "Silvio sbaglia, l'Italia rischia". Napolitano:
"Faremo quel che è necessario" dall'inviato
a Tripoli V. NIGRO, di B. VALLI da Tobruk e di C.
BONINI
DIRETTA
NON-STOP 24 ORE. Dopo il vertice con Ue, Usa e Paesi arabi,
Parigi inizia le operazioni. Obama: "Pronti ad agire con la
coalizione" (video).
Aerei italiani schierati in Sicilia. Le forze del raìs attaccano Bengasi
(audio),
bombardato campo Croce rossa. Dal
regime libico scudi umani e minacce (video).
Abbattuto un aereo (video).
Napolitano: "L'Italia farà quel che è necessario" dall'inviato
VINCENZO NIGRO
DIRETTA.
Il Consiglio di sicurezza Onu ha
approvato la risoluzione (video)
che prevede anche "tutte le misure necessarie a proteggere i
civili". Bengasi festeggia (video).
Parigi preme per un'azione immediata, l'Italia dovrebbe concedere basi. Il
Rais (audio)
ventila ritorsioni nel Mediterraneo. Il figlio: "Non abbiamo paura,
arriveremo a Bengasi". Un vice ministro parla di disponibilità al
cessate il fuoco purché concordato.
Il
figlio del rais: forze regolari vicine a Bengasi (video).
Bombe su Misurata. Il ministro francese Juppè: "Non è troppo
tardi" per un'azione militare. Frattini: "Il colonnello non può
essere cacciato". Da oltre un giorno perse le tracce dei reporter,
tra loro Shadid e Farrell
Il
Consiglio nazionale di transizione chiede aiuti concreti alla comunità
internazionale. Clinton: sostegno politico ed economico, ma non
militare. Le truppe del colonnello avanzano verso Bengasi. Nessun
accordo tra i ministri degli G8 riuniti a Parigi
Le truppe lealiste continuano l'avanzata verso est, gli
insorti in ritirata dalle loro roccaforti. Presa Brega. Bandiere lealiste
a Tobruk. Al Jazeera: nostro cameraman ucciso in imboscata
LA
DIRETTA Le truppe leali a Gheddafi continuano l'avanzata verso
est nelle zone controllate dai ribelli. Ora puntanto a Misurata. Al vertice al
Cairo il segretario Mussa favorevole a chiedere all'Onu lo spazio aereo
controllato per fermare bombardamenti
dall'inviato VINCENZO NIGRO
DIRETTA.
Attesa vana per la dichiarazione del colonnello nell'hotel
dei giornalisti. Bombe su Ras Lanouf e Zawiya. Obama e Cameron d'accordo
su no fly zone. Il Consiglio dei ribelli crea sito
web. Sanzioni europee su fondo sovrano Lia e banca centrale libica. Sbarchi
a Lampedusa. Bossi smentisce il Colonnello: "Le armi noi le
fabbrichiamo". Nuova impennata della
benzinadall'inviato VINCENZO NIGRO
DIRETTA.
Attesa vana per la dichiarazione del colonnello nell'hotel
dei giornalisti. Bombe su Ras Lanouf e Zawiya. Obama e Cameron d'accordo
su no fly zone. Il Consiglio dei ribelli crea sito
web. Sanzioni europee su fondo sovrano Lia e banca centrale libica. Sbarchi
a Lampedusa. Bossi smentisce il Colonnello: "Le armi noi le
fabbrichiamo". Nuova impennata della
benzinadall'inviato VINCENZO NIGRO
LA
DIRETTA Continua la controffensiva
del regime nell'est . Ban Ki-moon: "Stop attacchi a civili".
L'Alleanza atlantica: "Se continuano stragi interveniamo". A Bengasi
la nave di aiuti e Frattini dialoga con l'opposizione. Maroni:
"Intervento armato sarebbe un grave errore" BLOG
Lavoro dignitoso di V. LONGHI / Chi
arma il raìsdi R. STAGLIANO'
LA
CRONACA Battaglie negli avamposti ribelli. Gli insorti:
"Tutta la Libia orientale è libera. Il mondo ci riconosca". Il
colonnello: "Se cado, Europa sarà invasa". Maroni: "Gli
americani si diano una calmata". Obama: "Pronti a usare le riserve
di greggio" di VINCENZO NIGRO e FEDERICO RAMPINI
Economia, demografia, sviluppo. Qualche riflessione sulle rivoluzioni in
corso a partire dalla lettura dei numeri di un annuario di Francesco Ciafaloni
Anche gli inglesi e i francesi hanno avuto i loro business con Gheddafi. Ma
gli italiani hanno fatto di più. Ecco la situazione di Vincenzo Comito
-------
Libia, il Pentagono riposiziona tutte le forze navali
«Gli Stati uniti stanno muovendo forze navali e aeree nella regione»
per preparare «l'intera gamma di opzioni» nei confronti della Libia: lo ha
annunciato ieri il portavoce del Pentagono, il colonnello dei marines Dave
Lapan. Ha quindi detto che «è stato il presidente Obama a chiedere ai
militari di preparare tali opzioni», poiché la situazione in Libia sta
peggiorando. I militari hanno quindi iniziato «la fase di pianificazione e
preparazione» per un intervento in Libia. Gli strateghi del Pentagono stanno
lavorando a vari piani specifici, in funzione dei quali è iniziato il «riposizionamento
di forze»..... (il manifesto2mar2011)
Gli aerei del Raìs colpiscono
ancora Brega e Ajdabya. La minaccia: "Migliaia di morti" in caso di
intervento internazionale (Video).
No fly-zone, dubbi
Usa. Maroni: "Piano B se c'è esodo di massa" dall'inviato
V. NIGRO e dal corrispondente F. RAMPINI
La procura di Agrigento
sommersa dalla burocrazia: "Per legge siamo costretti a farlo. Dobbiamo
aprire fascicoli per la mancata presentazione dei documenti". Il
sindaco dell'isola sotto inchiesta: "Ha istigato all'odio
razziale" di F. RUSSELLO
Boldrini
(Unhcr) in Senato: "Da noi pressione non superiore ad altri Paesi,
abbassare i toni". Il governo vara operazione per assistere 10.000
rifugiati. Vertice Ue l'11 marzo. Si lavora a ipotesi embargo. La Russa:
"Forse necessarie nostre navi"
DIRETTA
Bruxelles: il colonnello non controlla più il petrolio. Tentativo di
controffensiva a Zawaija. Forze americane nell'area. Clinton: "Ma nessuna
azione con nostri mezzi". II reportage da
Zawaiya e dalla
Cirenaicadagli inviati V. NIGRO e P. DEL RE
Anche tra le righe si occupa della situazione nordafricana di questo
periodo caldo. In particolare la situazione libica, con attenzione ai
particolari rapporti tra Governo italiano e Gheddafi.