e Germanasca-
Lettera 'scuola 725'
al sindaco di Roma - pdf
"La politica deve essere fatta dal popolo
Questa fu l’affermazione intorno alla quale ruotava tutto lo sviluppodella
"Lettera al sindaco" del 1970.Oggi la riproponiamo e la attualizziamo, in tutta la sua semplicità, con
maggiore urgenza, perché ci sembra veramente che la base sociale sia stata
fatta fuori, per ricordarsene solo ad ogni scadenza elettorale." - Scuola 725
piccola
rassegna stampa
da settembre 2007
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Guide storico turistiche the chisone valley - percorso italiano/inglese-pdf Vier Jahreszeitenin den wiederentdeckten Talern -pdf Chisone Tal - link Los valles Chisone y Germanasca -pdf Fotografie - Valter Bruno- link Fotografie link paesaggi ( archivio c.montana) foto varie (archivio c.montana)
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Situazione disoccupati in Val Chisone al 2007 - iscritti al Centro Impiego Pinerolo-htm gli anziani-htm riunione con la Regione sull'occupazione - Perosa 19-01-2007 Radio Beckwith: Dopo Olimpiadi (Val Chisone) Seconda Puntata (Val Chisone) Terza Puntata (ValPellice) Quarta Puntata (Val Pellice) registrazione mp3 vedi La Carta di Chivasso - pdf La montagna in cifre - pdf Bilancio assistenza sociale 2006 in Val Chisone - pdf Piano di zona servizi sociali 2006-2008- pdf Link Montagna Piemonte- Le comunità montane della provincia di Torino
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PERCORSO FOTOGRAFICO STORICO/indice interattivo:
| PORTE |
| S.GERMANO |
| VILLAR PEROSA |
| PINASCA |
| INVERSO PINASCA |
| PEROSA ARGENTINA |
| POMARETTO |
| PERRERO |
| MASSELLO |
| SALZA |
| PRALI |
| ROURE |
| FENESTRELLE |
| USSEAUX |
| PRAGELATO |
| SESTRIERE |
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sito Comunità Montana Val Chisone e Germanasca (link http://www.chisone-germanasca.torino.it/
che cos' è una Comunità Montana (wikipedia)

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Salendo da Pinerolo verso il Sestriere si attraversa una vallata: la Val Chisone, anomala fra le vallate alpine, con più di un secolo di tradizione industriale e ventimila abitanti.Anche se è famosa per il Sestrieres e la sua neve, o per i ritiri della Juventus a Villar Perosa, ne vogliamo parlare per altri motivi... Gli operai. Nel 1961 i 22.700 abitanti delle valli Chisone e Germanasca potevano contare su 11.000 posti di lavoro, di cui 9000 nell'industria; ancora vent'anni dopo l'occupazione industriale della valle risultava essere il 65% di quella complessiva. Migliaia di lavoratori sono passati nelle sue varie aziende: -in miniera e nelle cave ( il talco della vicina Val Germanasca- 594 minatori nel 1962), oggi in miniera e stabilimento 90 addetti. -nel tessile come il Cotonificio Widemann di S.Germano Chisone-( 586 operai nel '51) oggi chiuso, come il Setificio Gutermann (1200 dipendenti negli anni '30)- poi Filseta-infine ridotto alla sola Macerazione (Cascami Seta-oggi chiusa anch'essa); all'inizio del secolo scorso è da segnalare la forte immigrazione dal Bergamasco e dal Veneto come il Cotonificio (Abegg) ValSusa (950 dipendenti nel '62) - oggi Manifattura di Perosa Argentina del gruppo tessile Manifattura di Legnano, con circa 220 dipendenti dopo la Cassa integrazione e la recente mobilità volontaria; -nel meccanico con la RIV - poi SKF - (ridotta da 5144 dipendenti nel '62 a 730 nell' OMVP (scorporata - di cui si annuncia la vendita) più 520 SKF-Avio. con la MVP (Fiat) trasferita e sostituita dalla BOGE-SACHS- ZF ,200 dipendenti (indotto Fiat) e con alcune piccole aziende meccaniche -STABILUS (100), DATA (80), MARTIN (50); Gaydou) e infine Taltos (30), BPG (25),Isotalco (30). La tradizione industriale ha voluto dire anche pesanti condizionamenti e l'ostacolo ad attività alternative, quindi chi non trovava lavoro nell'industria in valle poteva fare il pendolare verso la Fiat e l'Indesit in pianura ( quest'ultima azienda che aveva 6000 dipendenti al nord è ridotta a 600). Si è comunque sviluppata la parte di occupazione in valle del terziario, dell'edilizia ecc come si vede dal censimento 2001, ma è cresciuta anche un'area precaria e di lavoro nero. Non abbiamo dati precisi ma nel 2007 l'occupazione manifatturiera dovrebbe essere scesa dai 2837 del 2001 a meno di 2000 addetti.
Gli addetti nelle varie attività secondo il censimento Istat 2001:: agricoltura, caccia e silvicoltura:173 Pesca, piscicoltura e servizi connessi: 6 Estrazione di minerali: 95 Attività Manifatturiere: 2837 Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua: 75 costruzioni: 592 Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa:816 Alberghi e ristoranti: 361 Trasporti, magazzinaggio, e comunicazioni: 187 Intermediazione monetaria e finanziaria: 126 Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre attività professionali e imprenditoriali: 319 Pubblica amministrazione e difesa; assicurazione sociale obbligatoria: 345 Istruzione: 356 Sanità e altri servizi sociali: 558 Altri servizi pubblici, sociali e personali:229 Servizi domestici presso famiglie e convivenze: 81 Organizzazioni ed organismi extraterritoriali: 1 TOTALE 7159 L'agricoltura di montagna risente della ancora forte occupazione nel settore industriale. Considerata inoltre la crisi che da qualche anno investe il mondo agricolo è chiaro il ruolo marginale che l'agricoltura riveste in queste zone. Il settore è prevalentemente incentrato sulla zootecnia con un numero di occupati in netto calo. Nel censimento del 2000 sono censite 403 aziende agricole, di cui 252 con allevamenti, di cui 152 con bovini (1821), 80 con ovini e caprini (1265), 15 con equini (37), 33 con suini (71), con altri allevamenti 107.. Si evidenzia ancora una buona tenuta del settore alpeggio, sfruttato in queste vallate da unita' esterne alla Comunita'. tabelle agricoltura 2000 http://www.regione.piemonte.it/agri/ita/agridata/aziendeagricole/cartine/datiprov/dwd/to/provvi_25vchger.xls
Dati/ Centro per
l'impiego/Occupazione 1991-2001 : prima tabella
seconda tabella
UNA PROPOSTA DI LEGGE SULLA MONTAGNA- E.FASSONE - PDF
La più recente occasione di confronto locale è stata la RIUNIONE SULL'OCCUPAZIONE -PEROSA 19-1-2007 Che cosa resta del mito operaio - Gallino- repubblica 12-10.2007 Perchè
la sinistra non ha capito - Aldo Bonomi da Unacittà *** Cresce la popolazione straniera in valle, nel 2001 era di 251 unità, nel 2005 di 525 La pesante eredità olimpica - nuova società -pdf
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di seguito alcuni collegamenti per rubriche utili su questo sito, e un link:
*** dal testo del Cesmap sono tratte le notizie storiche principali inserite nelle schede che seguono
Percorso fotografico/ sintesi storica
Salendo in valle a Porte, sede dell'ex stabilimento Martin
(l'area ospitò in precedenza una filanda e poi una fabbrica di scarpe)
- oggi demolita per edificare un condominio e trasferita a Perosa

e l'edificio dell'antico Filatoio
che risale al 1798, attivo fino ai primi del '900

breve scheda Filatoio La filanda di Porte compare nelle mappe catastali nel 1758. Nel 1891 è censita come torcitoio da seta di proprietà di Giovanni Pavia (anche nel 1913). L'edificio è in stato di abbandono.
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fuori Porte si incontra la Rio Tinto Minerals Val Chisone (Luzenac Val Chisone) ex Talco&Grafite
al Malanaggio, e dove c'è la nuova Sede e lo stabilimento dove viene macinato e insaccato il talco:

Breve schedamulini di Malanaggio.All'origine (primi del '900) i mulini a Malanaggio erano due: uno per la grafite ed uno più grande per il talco.Gli
addetti alla macinazione del talco e della grafite nel 1970 erano 136
(più 45 allo stabilimento di San Sebastiano).
Successivamente al 1976 si assiste al ridimensionamento degli occupati, a causa di una crisi internazionale del mercato ed a causa di una concorrenza sempre più agguerrita. Gli addetti erano 78 nel '90, nel '97 sono la metà. Nell’anno 1984 si chiude la miniera grafite e di conseguenza anche il reparto di macinazione cessa poco dopo l’attività. Negli anni '90 vari ammodernamenti impianti.A fine anni '90 la sede viene spostata da Pinerolo nell'edificio a torre ristrutturato. Oggi ai mulini 27 lavoratori, in sede 13 impiegati.
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Di fronte ai mulini le vecchie cave di Pietra di Malanaggio,
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scheda breve Cava di gneiss, attiva nel '700-metà '900 con una trentina di operai In Val Chisone, ci sono
molte cave di granito; un esempio di utilizzo della pietra è dato dal
monumentale Forte di Fenestrelle, risalente al 1700, dove, sono ancora
visibili gli stipiti, i capitelli e i portali con strutture in barocco
piemontese. |
Per le gallerie e i ponti della tangenziale di valle impiegati numerosi lavoratori
A S. Germano l'area della ex Widemann, cotonificio,oggi area artigianale:
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scheda breve. Cotonificio di S.Germano 1862 costruzione del cotonificio del barone di Pralafera Paolo Mazzonis, in frazione Villa di San Germano Chisone. Nel territorio scelto la manifattura avrebbe potuto sfruttare il canale Risaglietto, costruito a suo tempo per il molino comunale. L'anno seguente iniziò la produzione, sotto la direzione di Vittorio Widemann e con l'amministrazione di Camillo Simondetti. L'impianto di oltre 13.000 fusi modernamente attrezzato e mosso da una turbina idraulica azionata dalle acque del torrente dava lavoro nei primi anni di attività a circa 200 operai; la manifattura - composta da tessitura e filatura del cotone di titolo 12 - raggiunse alla fine dell' 800 i 20.000 fusi, con 800 dipendenti. Nell' agosto 1892 un incendio distrusse l'impresa in modo irreparabile, tanto che i Mazzonis si liberarono degli stabilimenti e dei terreni, vendendoli per 152.000 lire a Widemann e Simondetti, decisi a ricostruire e riprendere l'attività. I due soci diedero il via alla ricostruzione e nel 1894 lo stabilimento venne riaperto, raggiungendo presto i 150 dipendenti. Nel 1903 Simondetti, già socio di minoranza, ritirò le sue azioni, per cui Vittorio Widemann rimase l'unico proprietario. A quel tempo gli operai erano saliti a 300, con turni di 12 ore, spesso anche nei giorni festivi. Alla fine degli anni 50 iniziò l' emorragia di manodopera, attratta dalla retribuzione più interessante della Riv. Nel 1966 Widemann jr. morì in un incidente d’auto e da quel momento la crisi, vuoi per problemi di successione che per errori di conduzione, si fece ogni anno più grave. Nel 1977 lo stabilimento venne acquistato dall' americana Forsyth & C. e nel giro di un anno (16 marzo 1978) venne decretato il fallimento. Il 16 ottobre 1979 tutti i beni della ditta furono venduti all'asta ed acquistati per 1590 milioni dalla Fin-Tor s.p.a., che iniziava una produzione leggera collegata al settore automobilistico, con una dozzina di addetti e provvedeva a vendere parte delle strutture non utilizzate ad imprese artigianali. Una parte dei locali destinati alla produzione sono perciò stati riutilizzati, ma senza un piano di recupero, mentre la maggioranza degli edifici è abbandonata ed in una condizione di progressiva decadenza.
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Sul lato sinistro della valle ci sono le vecchie miniere di grafite
diffuse in tutta la valle. La quasi totalità delle miniere fu acquistata
dalla Società Talco e Grafite Val Chisone. (vedi file RIDONI)
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scheda breve, LE MINIERE DI GRAFITE Le prime coltivazioni di miniere di grafite, note nelle Alpi Cozie risalgono a metà ‘800. In valle vengono autorizzate ricerche nei comuni di Inverso Pinasca, Pramollo e San Germano Chisone. Concessioni vengono rilasciate nel 1890 a Vinçon Davide in località Dormigliosi e alla ditta Brayda in loc. Timonsella, entrambe nel comune di S. Germano. Vengono aperte numerosissime miniere di grafite nei comuni di Roure, Pomaretto, Inverso Pinasca, Villar (Miandassa), Pramollo e San Germano. In seguito la quasi totalità delle miniere fu acquistata dalla Società Talco e Grafite Val Chisone. La massima produzione, 8000 tonnellate, si raggiunse negli anni 1920-30 con circa 200 operai tra minatori e addetti ai mulini. Progressivamente le miniere sono state abbandonate fino al 1983, quando è stata chiusa la miniera di Icla-Brutta Comba in San Germano, la più importante della valle. **S. Germano: MINIERA DI ICLA - BRUTTA COMBA. A sinistra della provinciale, salendo a Pramollo, ai confini fra i due Comuni, si trova uno degli ingressi della miniera di grafite di Icla - Brutta Comba il cui sviluppo sotterraneo è di 5 - 6 Km per una profondità massima di 520 m. L'altro ingresso è sul versante di S. Germano. La miniera, aperta nel 1893 da una ditta di Liverpool ed assorbita dalla Talco e Grafite Val Chisone nel 1907, occupò fino a 65 minatori. Fu chiusa nel 1983 quando vi lavoravano ormai pochi Italiani e una decina di Polacchi. **Nella seconda metà del 1800 Inverso Pinasca ebbe un periodo di particolare operosità e notorietà dovute al ritrovamento di alcuni filoni di grafite nelle località Don, Peyrot, Valentin e Vivian (miniere di Gran Roccia, Combaviola, Peyrotti, Masseilotti), la cui coltivazione cessò alle soglie della seconda guerra mondiale e di cui rimangono ancora alcuni imbocchi di gallerie nascosti dalla vegetazione ** A Pomaretto attive le miniere di grafite al Clot Boulard (smantellate nel 1968) e ai Pons ( smantellate nel 1960) ** La T&G Val Chisone possedeva dagli anni '30 anche una miniera a Murialdo (Savona) e dal '45 al '48 fu attiva la miniera a Monterosso calabro vedi anche le notizie di Carlo Ferrero
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Sempre a S.Germano dal 1999 la Paradigma
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scheda Paradigma® Srl - 43 dipendenti nasce nel 1998 a seguito della
volontà del sig. H_J Korff di diffondere e distribuire sul territorio
nazionale “SISTEMI DI RISCALDAMENTO ECOLOGICO” che utilizzano
energie “alternative”, limitando il più possibile l’emissione di
sostanze nocive e riducendo lo sfruttamento di energie “non
rinnovabili”. Sede nel trentino a Darzo. Dal 1999 filiale a S.Germano
Chisone con 13 dipendenti. |
a S.Germano dal 1894 c'è L'asilo dei vecchi. Ristrutturato dà lavoro a 50 dipendenti e 30 di aziende esterne.
Un centinaio di ospiti.
http://www.chiesavaldese.org/ asilosgermano@diaconiavaldese.org
A San Germano il museo valdese ricordo di Piero Jahier -pdf
poco prima di Villar Perosa ci sono gli stabilimenti della Sachs-ZF e della Stabilus,
nell'area della ex Fiat-MVP:
lotta MVP-Fiat anni 80- Lanza mp3 -6Mb
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scheda breve. Sachs-BOGE --
e Stabilus La Sachz ZF nasce dall’Ex Fiat di Villar perosa quando la Fiat decide di trasferire i giunti omocinetici a Firenze; c’è stata una lotta di tutta la valle, istituzioni e chiese. Nell’aprile ‘84 accordo che faceva nascere questa nuova realtà frutto della fusione tra Boge e Corte Cosso. E’ Il primo accordo Fiat dopo la lotta dei 35 giorni dell’80. L’accordo prevedeva il rientro di tutti i lavoratori che stavano nella vallata. La Boge produce ammortizzatori e sollevatori per auto. Iniziò con 80 dipendenti nel 1985, salitì a 360 nell’89.La BOGE nel 91 passò alla Sachs e iniziò la ristrutturazione. Oggi conta 200 dipendenti.Nel 1994 la Sachs in un altro capannone insediò la Stabilus(molle a gas) con un centinaio di dipendenti. Dal ’93 varie casse integrazione e mobilità. |
in via Nazionale 174, c'era un mulino da grafite, chiuso alla apertura del mulino di Malanaggio.

Un altro mulino di grafite e talco in via Trieste, lavorava per la "G.A.Baldracco & Nipote".
Nel 1920 cede le proprietà alla Talco& Grafite Val Chisone.

A Villar Perosa gli stabilimenti della SKF-OMVP e
della SKF-Avio Precisi- produzione di cuscinetti,
(link http://www.skf.com/ e http://www.skf.it)
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scheda breve. LA RIV
DI VILLAR PEROSA La famiglia Agnelli si trasferì a Villar Perosa a metà ottocento acquistando la villa settecentesca di proprietà dei Turinetti di Priero. il 13 agosto 1866 nacque il personaggio che doveva diventare il maggior creatore dell'industria italiana moderna, Giovanni Agnelli. Questi, nel 1899, fonda la FIAT. Agnelli non trova di meglio che mettersi in società con l'ing. Roberto Incerti, un meccanico costruttore di biciclette che possedeva due piccole aziende familiari a Torino e Villar ed iniziare la produzione dei cuscinetti progettati dall' Incerti stesso. Dapprima si lavora in una piccola officina torinese, con 23 operai, quindi si decide l'espansione. Villar viene prescelta per la sede dello stabilimento di grandi dimensioni (si inizia nel 1907 con 6250 mq, 180 dipendenti, una centrale elettrica e 20000 pezzi annui prodotti).Al termine del conflitto, quando l'azienda si costituisce in società anonima "Officine di Villar Perosa" ed ha come presidente il figlio di Giovanni - Edoardo-, con 1152 operai e 117 impiegati nel 1920, tre centrali elettriche ed un'area coperta di 18.800 mq. Lo stabilimento di Villar comunque non è più sufficiente a soddisfare le richieste del mercato, per cui si aggiungono stabilimenti a Torino (1925), passando ad un totale di 4400 dipendenti e ad una produzione annua di 4 milioni di cuscinetti, e a Massa (1939), arrivando ad una produzione annua di 20 milioni di cuscinetti. La costante crescita viene interrotta dalla seconda guerra mondiale e Villar non è risparmiata dai bombardamenti. I danni allo stabilimento, così come al paese, sono ingenti tanto che la produzione viene trasferita a Cimena in un tunnel al riparo dagli attacchi aerei, mentre uffici e archivio vengono spostati a Pinerolo. Scioperi marzo ’43 contro la guerra e per il pane. Al termine del conflitto si ricostruisce con fervore, per riavviare la produzione nel più breve tempo possibile. Intanto, il 16 dicembre 1945 scompare il fondatore dell'azienda, Giovanni Agnelli senior.Nel secondo dopoguerra vengono ad aggiungersi gli impianti di Cassino (1959), Pinerolo (1960 – ceduta all’Euroball a fine secolo), Airasca (1963) che man mano assorbe la produzione di Torino (PDF 23 MB) fino a quando, nel 1972, quest'ultimo viene chiuso, Bari (1973). Nel 1965 il gruppo Agnelli cede il pacchetto di maggioranza (78,5%) alla Svedish Kullager Fabriken (SKF) che, nel gennaio 1979, diviene unico proprietario acquisendo il restante 22,5% delle azioni. Nella Riv di Villar Perosa gli operai sono stati sempre molto organizzati, anche se in presenza di un forte sindacato aziendale. il Fali. Presente anche 'Pace e Libertà'. Di recente è stata scorporato lo stabilimento e si chiama OMVP. Di recente è partita la mobilità per Omvp stabilimento Villar Perosa 53 persone (su 632), SKF- Avio e Precisi stabilim. Villar Perosa 11persone (su 484) ,SKF-TBU stabilimento Villar Perosa 5persone (su 72).
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tesi di Sandra Godino 'Il villaggio operaio in Italia: il caso di Villar Perosa'
con i villaggi per operai e per impiegati fatto costruire da Agnelli
accanto alla fabbrica:

filmato rai educational scorrere lungo i titoli
Il museo del cuscinetto a Villar Perosa
Descrizione: Lo Stabilimento fondato dal
senatore Giovanni Agnelli nel 1906 a Villar Perosa, è la sede
del museo della meccanica e del cuscinetto in cui si possono trovare modelli in legno di macchine
del passato che hanno disegnato la storia del cuscinetto.
Anno di produzione: 1999
Durata: 13'

Alla RIV, oggi SKF , c'è una storia di organizzazione sindacale secolare:
presso la Biblioteca di Villar l'archivio sindacale RIV
Nella fabbrica il museo del cuscinetto
Vicino alla fabbrica la scuola professionale dal 1930 ( il Consorzio Val Chisone)
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scheda breve Il Consorzio Val Chisone Il Consorzio Val Chisone è un Ente di Formazione Professionale no profit di ispirazione metalmeccanica nato nel 1930 dall'impegno del Senatore Giovanni Agnelli. Sul nascere non furono anni facili in quanto la scuola fu messa a dura prova dalle tragiche vicende belliche e dal difficile periodo post-bellico..Nel 1970 sembrò persino che il suo cammino stesse per interrompersi, ma con la tenace volontà delle Aziende Consorziate ed in collaborazione con la Regione Piemonte, ha resistito ed è giunta fino ai giorni nostri.
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nella nuova zona industriale vari artigiani e la ISOTALCO
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scheda ISO TALCO SOC COOP RL - ( Italia - Villar Perosa (TO) con 29 soci e dipendenti Produzione ceramiche tecniche industriali - Articoli e forniture steatite, cordierite, cordierite densa Nata nel 1984 (18 soci) dalle ceneri della Isolantite della Talco&Grafite Val Chisone, si è spostata nel 200o a Villar in un nuovo capannone
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Alla centrale dell'Inverso arriva il canale che porta l'acqua dal bacino di Perosa

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Nella zona industriale di Dubbione- Pinasca, davanti a dove oggi c' è un laboratorio artigianale di serramenti e vicino
all'area di espansione edilizia, c'è lo stabilimento vuoto della Scot.

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scheda breve Nata nel 1962 ad opera di Ribetto la Scot sas, società costruzioni termomeccaniche , da Villar (10 dipendenti)si è trasferita a Pinasca.ed è arrivata a 50 dipendenti. Nel 1989 conta 30 dipendenti e produce linee complete per la movimentazione dei prodotti, lavora per la Ferrari, linee per la produzione di vetri di sicurezza per l'auto. Nel 1996 comincia la crisi e dopo essere diventata Pramec, chiude. (scheda in allestimento) |
A Dubbione di Pinasca la vecchia filanda
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(breve scheda Proprietà avv. Giulio Bertolotti. Filanda di canapa (produzione sacchi), poi cotone e seta, vicino al ponte di Annibale, 1898-1909 (durante la prima guerra era un cinematografo). Chiusa nel 1918.
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la filanda a destra

A Pinasca La casa del Cottolengo

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scheda Cottolengo di Pinasca Nel 1903 viene aperto l'asilo, la scuola materna di oggi, "per venire in aiuto alle mamme bisognose di lavorare nelle diverse filande già esistenti nella valle".Oggi il Cottolengo di Pinasca ha una cinquantina di ospiti: donne, uomini, sia anziani, sia disabili. Inoltre una parte dell'edificio é occupato da una trentina di suore anziane, "a riposo" dopo aver speso una lunga vita in favore dei poveri malati o disabili e dei bambini dell'asilo. La Casa é ristrutturata di recente ed é accogliente e funzionale ed ora dotata di una bella Fisioterapia, che permette agli anziani di mantenere il loro corpo efficiente il più a lungo possibile. Integrano il lavoro delle 15 religiose 40 volontari e 16 stipendiati.
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Se vuoi notizie sulle antiche carbonaie
A Pinasca il Museo abitare in valle
poco prima di Perosa lo stabilimento della Data- 80 dipendenti-meccanica di precisione:

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scheda breve. Nel 1952 Ferdinando Data proveniente dal Canavesano, ex operaio Riv, apre a Pinasca uno stabilimento meccanico di precisione. Nel 1970 diventa industria. Succede nella direzione Giancarlo figlio del fondatore. Specializzata in lavorazioni meccaniche ed aereonautiche di precisione la fabbrica aveva 43 dipendenti nel 1993.Si vanta di non aver mai avuto crisi e non aver mai ricorso alla cassa integrazione.
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e la Taltos (lavorazione marmi

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scheda breve. Maiera
Dal 1968 stabilimento di Pinasca di lavorazione del marmo estratto a Prali, 50 addetti , poi diventa Tecnomaiera (1976) - 100 lavoratori (+10 indotto) con marmi importati e trattati con resine, poi Taltos –1996- (Sitindustrie), 30 lavoratori.Il processo industriale, coperto da numerosi brevetti internazionali, che si contrappone a quello artigianale del tradizionale settore del marmo, garantisce l’affidabilità e il rispetto degli standard più elevati. La cava di Prali è stata venduta nel 1976 a Catella-Torino.
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al ponte di Castelnuovo il 10 maggio 19944 furono fucilati 12 partigiani
in località S.Sebastiano il supermercato NovaCoop con 27 dipendenti, aperto dal 2003,
che ha messo un po' in crisi i negozi locali.

Sulla destra orografica del Chisone
Il comune di Inverso Pinasca
Il Comune è ubicato nella bassa val Chisone di fronte a Pinasca, a cui fu annesso dal 1928 al 1947.

Municipio
Nella seconda metà del 1800 il paese ebbe un periodo di particolare operosità e notorietà
dovute al ritrovamento di alcuni filoni di grafite nelle località Don, Peyrot, Valentin e Vivian (miniere di Gran Roccia,
Combaviola, Peyrotti, Masseilotti), la cui coltivazione cessò alle soglie della seconda guerra mondiale.
Ora nella zona esistono alcune piccole ditte artigianali di lavorazione del legno e del marmo

Il Bacino dell'Inverso
A Perosa Argentina l'ex mulino di talco di S.Sebastiano in via di ristrutturazione a scopo commerciale artigianale:
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scheda breve Il Mulino di talco di S.Sebastiano fu costruito alla fine del XIX secolo dalla 'F.lli Tron'. Nel 1897 divenne proprietà della 'Società Anglo American Talc and Plumbago Mines Co. Ltd'. Dal 1907 della 'Talco&Grafite ValChisone'
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fra le attività nell'ex-mulino la Alpimedia Comunications (6 persone), e la MediaPoint
nei pressi la stazione degli autobus della SAPAV che ha sostituito
la linea della tranvia storica del 'gibuti' (Gibuti-pdf)
intorno i prati di proprietà ecclesiastica e della cascina Bresso la più grande di Perosa

A Perosa l'ex setificio Gutermann,oggi sede di 16 ditte di artigianato e commercio :
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scheda breve. IL SETIFICIO DI PEROSA ARGENTINA La comparsa dell'industria propriamente detta in Val Chisone risale al 1835-37, anni in cui i baroni Bolmida, fratelli imprenditori provenienti dall' alessandrino, decisero di impiantare uno stabilimento per la lavorazione della seta in Perosa Argentina. Furono costruiti quattro blocchi: la filanda, il filatoio, la carderia meccanica e il laboratorio.Nel 1870, un familiare dei Chancel, Benedetto Berthelot, dopo dissidi con la famiglia, si trasferì a Perosa, impiantando un nuovo stabilimento per la lavorazione di cascami di seta, con criteri tecnici avanzatissimi per quel tempo, utilizzando le macchine pensate dai Bolmida.. Il prodotto era assolutamente concorrenziale con quello dei Bolmida che nel breve volgere di pochi anni furono costretti ad abbandonare l'impresa. Era il 1880 e la seta scompariva dall'antico stabilimento di via Re Umberto per continuare a vivere in quello del Berthelot in Via ChiampoIl Berthelot, che dal 1870 in poi aveva tratto enormi vantaggi dalle innovative tecniche di produzione, dovette subire una grave crisi commerciale dieci anni dopo, per cui fu costretto a cedere l'azienda nel 1883. Compratrice fu la famiglia Gutermann, già fabbricante di seta per cucire e ricamare in quel di Gutach (Germania), ma priva di reparti per la macerazione e la pettinatura dei cascami di seta greggia: con l'acquisizione dell' azienda perosina i Gutermann detennero l'intero ciclo produttivo. L'avvento dei Gutermann produsse la sperata ripresa: agli inizi del '900 si assistette ad un notevole aumento di personale, infatti le 140 persone iniziali divennero ben 691 nel 1908. Il massimo splendore si ebbe negli anni '30, quando si arrivò a contare 1200 dipendenti;la seconda guerra mondiale, con le difficoltà di approvvigionamento della materia prima presso i mercati d'oriente, determinò una pesante crisi, superata nel '47. L'avvento delle fibre tessili sintetiche, nel decennio successivo, riportò l'azienda in una situazione precaria, aggravata anche dal mancato rinnovo delle strutture e delle tecnologie e dallo scarso aggiornamento del personale. Possibili soluzioni si intravidero nella produzione di filati misti (seta-lana e seta-sintetico), ma questo non impedì il ricorso alla cassa integrazione per buona parte del personale, fino alla cessione dell’azienda nel 1976 alla Cascami. Denominata Filseta Val Chisone S.p.A (420 lavoratori) visse fino alla chiusura della filatura nel 1983 e della pettinatura nel 1986. Dal 1986 fino al 2000 rimase in funzione la Macerazione (Cascami seta) Alla fine c'erano circa trenta addetti.. *** La fabbrica della lavorazione dei Cascami di seta di Perosa fu la prima al mondo e fu inoltre protagonista di uno dei primi atti di spionaggio industriale della storia, che riempì le cronache del tempo
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vedi filmato rai educational scorrere lungo i titoli
Descrizione: I convitti, le case per operai e impiegati, le ville dei dirigenti di questa zona,
costituiscono le tappe di un itinerario ecomuseale finalizzato alla tutela e al riconoscimento
di un prezioso patrimonio industriale locale.Anno di produzione: 1999 Durata: 18'
**** E' in corso una ricerca sulle fonti orali curata da Wesen
Nel vecchio stabilimento si sono insediati un supermercato e l'Eco Museo tessile.
Inoltre varie ditte artigiane :
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Micol Willy, Orsello Elmo -Impianti Termici, Siondino Mario, CMB di Morello- decorazioni, Faraud- costruzioni meccaniche, Sea Software Enginering Automatic, Tipolitografia Val Chisone, Dema Mario e Michele, Bertalot Nello, C. VE. snc, LCH- impianti elettrici di Chapel, Italgranito, CE ME SAT ingrosso materiali impianti TV e sat, Collet Gino - impresa edile, Brusa & Comba - autoriparazioni. |
Per alcuni anni vi ha trovato sede ed è stata attiva anche la filatura Turati con una ventina di addetti
(foto di fine '800)
e la Cascami Seta oggi chiusa:
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scheda breve Macerazione (Cascami seta) Lo stabilimento della macerazione dei cascami di seta, dal '76 fa parte del gruppo Cascami Seta che ha altre aziende per le lavorazioni successive (pettinatura e filatura) a Vigevano, Tarcento, lesi. Fa poi capo al gruppo Botto di Biella che ha una notevole posizione nel settore tessile. Il gruppo Cascami . ha la sede legale in Vallemosso (Biella). Fino alla metà degli anni '70 quando anche a Pomaretto/Perosa esisteva il ciclo completo della lavorazione della seta, i dipendenti erano oltre 700. Con la chiusura della filatura ,prima (1983) e della pettinatura poi (1986) i dipendenti rimasero un centinaio tutti addetti alla macerazione. Vennero ulteriormente ridotti ai 35 per la ristrutturazione e ammodernamento dei macchinari e in conseguenza della grande riduzione della. cernita. In questi anni la Cascami ha fatto ampio uso di cassa integrazione e contratti di solidarietà. Chiusa a ottobre 2001. Molti lavoratori in mobilità non troveranno lavoro.
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Filanda Bolmida

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scheda breve Impiantata nel 1835 ( filanda, filatoio, laboratorio meccanico e carderia). Rilevata dai Berthelot passò nel 1883 alla famiglia Jenny che utilizzò gli impianti per breve periodo e terminata la costruzione dello stabilimento prospiciente, lo usò come magazzino. Oggi abitazione.
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di fronte il Cotonificio della Manifattura in continua ristrutturazione :
vedi storia
http://www.alpcub.com/Manifattura%20Legnano%20di%20Perosa.htm
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scheda breve. IL COTONIFICIO DI PEROSA Gli impianti per la lavorazione della seta abbandonati dai Bolmida vennero acquistati nel 1883 da una famiglia svizzera, i Jenny, in società con il torinese Ganzoni ed utilizzati per il tempo necessario alla costruzione di una nuova filatura nell' area immediatamente di fronte alla vecchia filanda. Quest' ultima fu dapprima utilizzata come magazzino, quindi adattata ad abitazione.Lo stabilimento, pochi anni dopo la costruzione, dispose di ventimila fusi con 265 operai e nella produttività non si distanziò dai più attrezzati opifici dell'Europa occidentale. A fine '800, gli Abegg come molti altri connazionali, scelsero l'Italia nord-occidentale come fertile terreno nel quale investire il capitale con imprese produttive legate al settore tessile. Della stirpe Abegg scese in Lombardia Carlo, che si dedicò alla lavorazione della seta ed in Piemonte Augusto, che optò per il settore cotoniero. Augusto Abegg si associò con Emilio Wild, tecnico esperto in filatura e diede il via ad un gruppo che, nel corso degli anni, assunse proporzioni gigantesche, con stabilimenti a Borgone di Susa, Torino, S. Antonino di Susa, Bussoleno, Pianezza, Susa (in ordine di apertura, dal 1880 al 1914). Nel frattempo Wild abbandonò l'impresa e Augusto costituì una società col fratello Carlo, il "Cotonifico Valle di Susa di Abegg & C." Pur con oltre 200.000 fusi a disposizione, Abegg non deteneva una grande produzione di titoli fini ed è per questo che si interessò all'azienda di Perosa. Nel 1939 la "Società Anonima Cotonificio Valle di Susa" incorporò il Cotonificio di Perosa, che perse la sua autonomia e divenne un tassello del grande mosaico C.V.S. Improvvisamente, sul finire del ‘47, gli Abegg decisero di disfarsi dell’ azienda, ed il Cotonificio Valle Susa s.p.a. venne così ceduto a Giulio Riva. Alla morte di Giulio (1959) subentrò il figlio Felice il quale, impreparato al compito per limiti propri, portò al fallimento l'intera società nel breve volgere di cinque anni. Forti scioperi 1960-61. Il governo, considerato che circa ottomila lavoratori erano coinvolti (a Perosa un migliaio) riuscì a costruire un consorzio, l’E.T.I., che avviò la gestione nel marzo 1966. In seguito la società passò alla Montefibre, ma lo stabilimento di Perosa venne presto ceduto alla Manifattura di Legnano del gruppo Roncoroni e assunse la denominazione: "Manifattura di Perosa". Si è servita anche di squadre di lavoratori esterni. Attualmente ha circa 220 addetti. Partita la mobilità per 60 lavoratori. Sindacato molto debole.
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e lo stabilimento Martin di recente trasferitosi da Porte:

link http://www.vds.it/martin/
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scheda breve. Martin L’inizio dell’attività
della MARTIN & C., come società di fatto nel settore metalmeccanico, risale
al 1933 quando i fratelli Martin impiantarono un ‘officina meccanica per la
realizzazione di articoli tecnici in acciaio e successivamente di sfere e
microsfere in acciaio per molteplici applicazioni. |
A Perosa , nella struttura dell'ex Istituto Salesiano (chiuso nel 1973),
dal 1976 c'è il Centro Aperto per Anziani, con 28 dipendenti e 64 ospiti.

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scheda breve Attivo dal 1898, l'Istituto Salesiano di Perosa ospitò la scuola elementare superiore (IV eV classe), la scuola serale, poi le medie giungendo ad avere fino a 200 allievi.In varie riprese ampliato, ospitò durante il fascismo studenti dell'Est Europa. Con la crisi delle vocazioni e lo sviluppo della scuola statale, venne chiuso nel 1973. |
Vicino alla piazza del mercato l'istituto delle Suore Salesiane
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scheda breve Le suore Salesiane arrivano nel 1898 a Perosa. In seguito la contessa Martini lasciò una casa con terreno alle suore Salesiane (nella zona attuale), che all'inizio tennero aperto un Aspirandato. In seguito negli anni '60 aprirono una scuola media privata femminile con alcune convittrici fino al '72. Seguono ristrutturazioni . Oggi sono attivi una scuola per segretarie d'azienda (CIOFS), un laboratorio di cucito e maglia e un asilo infantile. Vedi file CIOFS-pdf
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Dal 2000 si svolge la manifestazione in costume organizzata dall'Associazione Poggio Oddone

A Perosa ha sede la Comunità Montana , istituita nel 1971, dal 1982 insediata nell'ex villa Gutermann
(link http://www.chisone-germanasca.torino.it/
19 dipendenti più dieci precari - amministrazione e tecnici+servizi socioassistenziali+ CST
sede C.
Montana
Con le Olimpiadi invernali in valle è arrivata l'Adsl in molti comuni. A Perosa c'è un Internet point nel negozio di foto Gariglio ed un'altro presso lo Sportello Giovani della Comunità Montana.
Piazza
Marconi
Negli anni '60 l'espansione edilizia devastò il paese con grandi condomini
A Perosa la valle si divide, a sinistra si entra in Val Germanasca
Una vecchia fucina di proprietà del sig. Vale, oggi abitazione,
in via Ribet 54 A Pomaretto. Alimentato da un canale derivato dal Chisone.

A Pomaretto l'ex Ospedale Valdese, oggi parte dell'ASL10

Fondato nel 1828 , prima della crisi aveva 120 dipendenti, oggi 93. L'asl10 ha altri 13 dipendenti
sparsi sul territorio della valle. Inoltre a Villar nella sezione dell'ASL / Equipe psichiatrica
lavorano 7 persone a tempo pieno e 1 a tempo precario
di recente è stata restaurata la Scuola Latina, sede dell'omonima associazione

proseguendo in Val Germanasca si incontrano le ultime vigne del Ramìe a Pomaretto:
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trasporto su cremagliera
archivio ComunitàMontana
Lavori in val Germanasca - Carlo Ferrero pdf link
A Perrero la stazione della funicolare

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scheda breve Nel 1893 fu inaugurato un impianto funicolare per il trasporto del talco. "Lou Courdoun da Count Brayda" trasportava 600 quintali al giorno e il peso del talco che scendeva portava in quota legnami e l'occorrente per le miniere.Chiusa nel 1963. Oggi abitazione. |
Perrero fu, dal 1704 al 1708, la capitale della Serenissima Repubblica della Val San Martino,
con Pomaretto, Inverso Pinasca e Chianaviere,detta anche ‘Repubblica del sole’,
Sempre a Perrero il Mulino Gay

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scheda breve A fine Ottocento la compagnia 'Gay, De Giorgis ed Elleon' costruì il mulino per la macinazione del talco proveniente dalle proprie miniere. Poi divenne una segheria. Oggi abbattuta. |
a Riclaretto il Gran Consortile
sui monti continua lo sfruttamento degli alpeggi: vedi file Maniglia di Perrero
pastori val Susa pdf
in valle opera la cooperativa recupero Ambientale, con 3 soci
all'inizio del vallone laterale di Massello , le vecchie miniere di talco del Vallone.

Più in alto , a Massello, la nuova e contestata azienda faunistica-turistica;
attività di produzione di formaggi di capra;
si possono visitare i numerosi mulini delle borgate
(nelle valli i mulini per i cereali erano una trentina), e il museo valdese di Balziglia

Su un vallone laterale si trova Salza, dove anni fa si svolgeva il festival rock SalzaMusic
e dove c'è l'imbocco secondario della galleria che porta alla Gianna sul vallone di Prali.
Nel paese numerosi i murales ispirati alle canzoni dei cantautori.
inaugurazione riapertura accesso miniera da Salza
Nel vallone di Prali, le miniere di Rodoretto (su territorio facente parte del comune di Salza)
dove si estrae il talco (link http://www.riotinto.co.uk/ ) :
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scheda breve, Sotto il nome di "craie de Briançon", fin dalla metà del ‘700, il talco, dalla cittadina francese, era noto in tutta Europa come pietra per sarti. A Briançon il talco arrivava, a dorso di mulo, dalle valli Chisone e Germanasca, dove era noto con il nome di "peiro douço" (pietra dolce) ed era estratto a cielo aperto dagli abitanti del luogo. Di sfruttamento industriale si può parlare solo a fine ‘800, quando investitori italiani e inglesi diedero il primo notevole impulso all’estrazione del minerale. In seguito entrarono in questa attività anche la ditta Eredi di Giuseppe Tron, la Societè Internationale de Talc de Luzenac (Francia) e la Società Talco e Grafite Val Chisone (Prever-Villa). Quest’ ultima, verso gli anni ‘20, assorbì tutte le altre ditte accentrando l’intera lavorazione in un solo efficiente organismo. In valle il talco è stato estratto nei comuni di Prali, Salza di Pinerolo, Perrero, Roure, Fenestrelle, Usseaux e Pragelato. Il sindacato nasce dopo il 1945. Negli anni 50 e 60 lunghe lotte: ci sono 600 minatori. L’attività estrattiva dal 1967 è concentrata nelle miniere di Crosetto e Gianna nei comuni di Salza e Prali, con una produzione annua di 40000 t.. Dal 1990 diventa Luzenac Val Chisone. Dal 2000 è in funzione la sola la galleria di Rodoretto (Pomeifrè) , oggi con 43 addetti, metà polacchi. Oggi si chiama Rio Tinto Minerals Val Chisone. ** Il giacimento di maggior importanza della Val Chisone era quello della Roussa, sito nel comune di Roure, ad un’altitudine compresa tra i 1400 e i 1500 metri. il sito minerario era suddiviso in quattro lotti; vi lavorarono per alcuni decenni circa 300 operai per 7000-8000 t annue di talco pregiato negli anni precedenti la prima guerra mondiale.. La società Talco e Grafite Val Chisone, che rilevò negli anni venti gli impianti, abbandonò il giacimento nel 1963
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interno della nuova galleria di Rodoretto- 2,5KM

montaggio del quadro alla minera Crosetto.
vedi Filmato rai educational scorrere lungo i titoli
La miniera del talco a Prali
Descrizione: Il progetto di un museo e della
riapertura delle miniere di talco nasce dalla volontà della comunità montana
di non perdere la memoria di questo luogo che ha profondamente segnato l'economia e la vita del territorio e della realtà
socioculturale valdese per
tutto questo secolo.
Anno di produzione: 1999
Durata: 21'
Nelle vecchie miniere Gianna e Paola ha sede il museo Scopriminiera
iniziative per i 100 anni T&G
link http://www.scopriminiera.it/
5 dipendenti (La Tuno) più una dozzina di collaboratori precari- guide
la valle termina con Villa e Ghigo di Prali con prevalente attività
turistica estiva e invernale (link http://www.comune.prali.to.it/
Rinascita -luglio2006
Pralibro - htm


Sopra Ghigo il villaggio di Agape sorto nel dopoguerra-link http://www.agapecentroecumenico.org

scheda breve,
| Agape centro ecumenico: un luogo di incontri dove vivere un’esperienza comunitaria intensa in uno splendido scenario naturale. Agape è stata ed è un punto di riferimento importante nel Protestantesimo italiano, da 50 anni è un luogo di formazione, di elaborazione teologica, di impegno politico, di accoglienza e valorizzazione delle differenze. Agape è stata costruita dopo la guerra come segno di riconciliazione tra i popoli, grazie al lavoro volontario di molti giovani uomini e donne; tuttora un gruppo residente vive ad Agape tutto l’anno, e la dimensione comunitaria e quella del volontariato restano centrali. Il nome Agape indica l’amore di Dio per l’umanità che “non verrà mai meno”. Agape esprime una spiritualità forte ma laica, dove credenti e non credenti si sentono egualmente a proprio agio. Agape sorge a 1600 m., circondata da abeti e prati esposti a sud, con un’architettura ricca di simboli. I materiali sono quelli tipici locali, legno e pietra, con grandi vetrate ed ampi spazi. La struttura offre 96 posti letto con bagno al piano, un grande salone, una moderna cucina, un bar equo; organizza annualmente una ventina tra campi, seminari e weekend di studio; ospita anche scuole, offrendo un percorso formativo e culturale, e come casa per ferie è aperta a gruppi con programma proprio. Possibilità di gite in montagna, sci di fondo e discesa, scialpinismo, visite allo Scopriminiera e al Museo Valdese di Prali. |
in località Maiera (Rocca Bianca) vi sono delle antiche cave di marmo che hanno fornito la materia prima
per la costruzione di importanti palazzi e chiese come il Duomo di Torino.
Ritornando nella vallata principale del Chisone,
A Perosa il vecchio mulino della grafite

Di proprietà dei fratelli Tron, per la macinazione della grafite estratta a Roccho Pertuso e Garnier. In disuso.
sopra Perosa in Val Chisone cava di granito della ditta Palmero
ditta che scolpisce questa pietra gneiss dioritico da cinque generazioni dal 1868
isolato nel suo vallone il sito di Bourcet:

a Roure nelle vecchie miniere di talco della Roussa lavorarono per alcuni decenni circa 300 operai per 7000-8000 t annue di talco pregiato negli anni precedenti la prima guerra mondiale.. La società Talco e Grafite Val Chisone, che rilevò negli anni venti gli impianti, abbandonò il giacimento nel 1963.
vedi file Roussa
salendo si incontra il Forte di Fenestrelle, principale attrattiva turistica
http://www.fortedifenestrelle.com//
e il Centro di Pracatinat (link http://www.pracatinat.it/web/portale/index.htm )

| scheda
Pracatinat La nascita del complesso edilizio di Pracatinat risale al 1926. In un periodo storico in cui la tubercolosi causa, solo in Italia, circa 60.000 vittime ogni anno, un comitato di persone propone la realizzazione di un sanatorio in alta montagna, alle cui spese di costruzione decide di partecipare il Senatore Giovanni Agnelli. Fra il 1926 e il 1928 vengono così erette le due strutture definite "Sanatori Popolari" e dedicate ai figli del Senatore: Edoardo Agnelli e Tina Nasi Agnelli. Negli anni '70 la funzione ospedaliera del complesso Pracatinat diminusce progressivamente, fino a quando nel 1981 una Legge Regionale lo svincola dalle finalità sanitarie. Nel 1982 l'edificio Edoardo Agnelli diviene Centro di Soggiorno e la gestione è affidata ad un Consorzio composto da Provincia di Torino, Comuni di Torino e di Fenestrelle, Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca. Successivamente entrano a far parte del Consorzio i Comuni di Pinerolo, Moncalieri, Asti e Rivoli. Nel 1984 il Centro di Soggiorno diventa Laboratorio Didattico sull'Ambiente con un'attività prevalentemente rivolta al mondo della scuola. Due edifici dotati di servizi confortevoli e ricercati. La loro collocazione geografica, la loro storia , la loro natura di ente pubblico, la coesistenza con il Laboratorio , hanno favorito uno sviluppo dell'offerta alberghiera del tutto originale, sia dal punto di vista organizzativo e relazionale, sia da quello strutturale. Una trentina di addetti più alcune ditte esterne. |
e il Parco Orsiera-Rocciavrè

sopra Usseaux , con i suoi murales, si arriva a Balboutet con le sue meridiane, dove si svolge una fiera zootecnica annuale in agosto:
il Centro di vacanze lacasalpina di don Barra

Più in alto gli impianti di sci di Pragelato(link http://www.pragelato.it/)
All'inizio della Val Troncea il villaggio olimpico che ha suscitato tante polemiche
Tentativo di speculazione edilizia
con il Parco della Val Troncea


vedi opuscolo pdf
Pragelato è stato il centro della Riforma in Val Chisone
e uno degli Escartons
Sotto il Ghinivert i resti delle vecchie miniere di rame del Beth:
vedi file cesmap

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scheda breve. Le miniere di rame Nel 1863 il più importante giacimento della zona, a quota 2775 m, viene dato in concessione a Pietro Giani, col nome ufficiale di "Miniere di Vallon Cros e Glacières". Da quel momento si può parlare di sfruttamento industriale dei giacimenti, da parte del Giani e del socio Guilmin. Interrotto, lo sfruttamento venne ripreso nel 1887, con scarso successo, dall’erede del Guilmin che nel 1890 fu costretto a cedere le miniere ad una società italo-francese, la Compagnia Rami e Zolfi di Pinerolo. Nel 1899 il complesso minerario cambiò di proprietà, passando alla Società Mineraria Italiana. I lavori raggiunsero la massima intensità ai primi del ‘900: vi lavoravano a tempo pieno 150 minatori. L’inverno del 1904 fu molto nevoso e ad aprile, dopo giorni di intense nevicate, i 120 minatori che si trovavano nelle baracche al di sotto del colle del Beth, isolati ed impauriti, il mattino del 19 si misero in marcia verso il fondovalle. Due valanghe, staccatesi contemporaneamente dai due versanti opposti, travolsero uomini, baraccamenti, paravalanghe ed installazioni minerarie. I morti furono 81, quasi tutti molto giovani. I lavori, ripresi con molte difficoltà, si chiusero definitivamente nel 1914
|
la colonna per i morti del Beth, a Laval
Infine la valle si congiunge a quella di Susa sul colle con il centro invernale del Sestriere, che dà lavoro a edili e stagionali per gli impianti.(link http://www.sestriere.it)
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breve scheda Pioniere del turismo a Sestriere fu Paolo Vicenzo Possetto nativo del luogo, figlio di cantonieri stradali, unica famiglia dimorante a Sestriere prima del 1930, che già nel 1914 avviò la costruzione del “Baraccone”, un alberghetto di 20 camere con ristorante che venne completato, dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1921. Successivamente, nel 1929, ci fu un ampliamento che portò la struttura a un totale di 70 camere. Dal 1930 la Società Incremento del
Sestriere, i cui protagonisti furono il senatore Giovanni Agnelli e il
figlio avvocato Edoardo, diede l’impulso decisivo a tutto il complesso
attuale. Nacquero, così, le 4 funivie che portavano all’Alpette, al
Sises, alla Banchetta e al Fraiteve; furono costruite le celebri torri,
il lussuoso Duchi d’Aosta e la più popolare Torre, le lussuose suites
dei Principi di Piemonte, ma anche alberghi di varie categorie.
Sestriere era diventata una grande stazione invernale. |

il sistema neve -pdf
neve: interviene la Regione- htm
Olimpiadi invernali - word da umanità nova
vedi sito http://nolimpiadi.8m.com
ascolta Radio Beckwith: Dopo Olimpiadi Seconda Puntata
Saitta: smontiamo tutto- la stampa 13-10-05-htm
Gli Agnelli cedono il Sestriere- htm
trasmissioni da Radio Beckwith: mp3registrazioni mp3:
Il programma prende in considerazione l'eredità lasciata dai giochi olimpici in Val Chisone, Val Pellice e Pinerolo, facendone un panorama di inchiesta tra contraddizioni e punti in sospeso. In seguito passa ad esaminare l'impatto sulla provincia
Dopo Olimpiadi (Val Chisone 1)
Seconda Puntata (Val Chisone 2)
Terza Puntata (ValPellice)
Quarta Puntata(Val Pellice2)
Quinta Puntata (Pinerolo)
Sesta puntata (Pinerolo2)
Settima puntata (Riassunto)
Ottava Puntata (G.Gardiol1)
Nona Puntata (G. Gardiol2)
(segue)
Questa opera è pubblicata sul sito http://pinerolomolesta.noblogs.org/ sotto una Licenza Creative Commons.
la battaglia del Triplex - grafica

storia dei partigiani in val Susa
Anpi: il fascismo link
Manifestazione Manifattura
/Giro d'Italia - doc
il
Giro
un po' d'ironia- htm
| DATI IN BREVE
SULLE VALLI CHISONE E GERMANASCA
popolazione della valle
|
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|
1992 |
124.852 |
1997 |
101.633 |
PRODUZIONE ENERGIA IDROELETTRICA CON IMPIANTI DI POTENZA SUPERIORI A 250KW
|
COMUNE |
GESTORE |
POTENZA Install. kwh |
PRODUZIONE kwh |
CONSUMO DIRETTO |
CESSIONE ENEL |
|
Fenestrelle |
Energie Spa |
12.000 |
35.000.000 |
35.000.000 |
- |
|
Roure |
Idropadana |
3.000 |
15.000.000 |
- |
15.000.000 |
|
Roure |
ENEL |
1.000 |
4.500.000 |
- |
4.500.000 |
|
Roure |
Cio |
800 |
4.000.000 |
- |
4.000.000 |
|
Inverso P. |
ACEA |
380 |
1.800.000 |
1.800.000 |
- |
|
Inverso P. |
Energie Spa |
3.000 |
18.000.000 |
18.000.000 |
- |
|
Villar P. |
Energie Spa |
1.000 |
6.000.000 |
6.000.000 |
- |
|
Porte |
Enel |
1.000 |
5.500.000 |
- |
5.500.000 |
|
Prali |
Cio |
600 |
4.000.000 |
- |
4.000.000 |
|
Perrero |
Cb |
950 |
5.000.000 |
- |
5.000.000 |
|
Pomaretto |
Manifattura |
2.750 |
15.000.000 |
15.000.000 |
- |
|
Pomaretto |
IDREG |
2.700 |
12.000.000 |
12.000.000 |
- |
|
Pomaretto |
Turati |
800 |
4.000.000 |
4.000.000 |
- |
|
TOTALE |
29.980 |
129.800.000 |
91.800.000 |
38.000.000 |
|
|
Impianti minori di 250 KW |
4.670 |
||||
|
Totale |
34.650 |
Fonte : ACEA |
|||
Per Consumo diretto si intende autoconsumo, scambio e vendita ad aziende presenti sul territorio.
pagina a cura di Piero Baral