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foto della valle
In epoca preistorica la valle fu abitata da tribù di origine ligure. Nel corso dell'età imperiale fu sotto il dominio del re
Cozio.
Istituzioni Tra medioevo ed età moderna la val Chisone fu divisa dal confine tra il Ducato di Savoia e il Regno di Francia: l'alta valle (val
Pragelato) apparteneva al Delfinato francese, mentre la bassa valle (val Perosa) era dominio dei duchi di Savoia. Territorio di confine, la val Chisone fu più volte teatro di rimaneggiamenti della frontiera: in età moderna la riva destra della val Perosa fu ceduta a Luigi XIII con il trattato di Cherasco (1631), per tornare quindi sotto il dominio sabaudo con la pace di Torino (1696). Da un punto di vista amministrativo, fino alla prima metà del XVII secolo la bassa valle (val Perosa) fu retta da un consiglio di valle che radunava sindaci e consoli delle sei comunità che la componevano (Perosa, Pinasca, Villar, S. Germano,
Pramollo, Porte). L'organizzazione in consigli di valle permise per un certo tempo di negoziare con la corte di Torino alcune prerogative e franchigie, come quella che permetteva alle comunità di presentare una rosa di tre nomi all'interno della quale il duca di Savoia avrebbe scelto il suo governatore militare. Una struttura politica simile era quella dell'alta valle (val
Pragelato), che fino al trattato di Utrecht (1713) fece parte della Repubblica degli
Escartons. Pragelato era uno dei cinque cantoni e raggruppava il territorio dal Sestriere e fino alla frazione Meano di Perosa Argentina. Gli Escartons erano unità amministrative che godevano del privilegio di poter gestire in maniera autonoma il riparto dei tributi
("faire l'escarte" significava fare la suddivisione dei carichi fiscali).
Nei secoli nella valle si insediò un'importante comunità valdese. Per questo oggi è una delle tre Valli Valdesi.
http://www.cmpinerolese.it/index.php/home.html
LA STORIA DELLA
VAL CHISONE -GIAN VITTORIO AVONDO - PDF
ricerca Vita e lavoro in val Chisone
e Germanasca-
>Percorso
fotografico
storico totale ( se si vuole leggere tutto di fila)
Percorso fotografico storico parziale:
cliccando sui nomi dei paesi si
va ai percorsi parziali
Val Chisone con il fiatone (ma la Valle
Germanasca non sta meglio)
C'è poco da stare allegri nelle valli che salgono verso Sestriere e
Prali. Alla crisi, ormai irreversibile, di un'azienda manifatturiera con
la New Co.Cot si aggiunge l'incertezza sul futuro della Sachs di Villar
Perosa (dove emigrerà?). Ma non solo. Se saliamo verso la Valle
Germanasca c'è solo da augurarsi che la pioggia cada… lentamente, per
evitare altri smottamenti e tagliare in due la valle. È già accaduto
alla fine dell'inverno, ci sono stati interventi tampone ma la soluzione
definitiva, richiesta da almeno trent'anni, è ancora fumosa. Certo, c'è
problema di soldi ma c'è un meccanismo un po' farraginoso che ci confonde
le idee. Ci sono milioni per riqualificare le borgate (ammessi ai
finanziamenti europei progetti per Perrero, Salza e Massello), ma ci
mancano i fondi per garantire nel tempo il raggiungimento delle stesse
borgate che si vorrebbero, a ragione, riqualificare.
Ci sono contrasti stridenti per questi interventi nelle zone montane.
Valli da valorizzare, ma prima occorrerebbe metterle al sicuro.
Perfino la Val Chisone, poco sopra Fenestrelle, non è in sicurezza. Da un
anno delimitazioni sulla strada indicano possibili pericoli di crollo
della strada n. 23. Non c'è segno tangibile di interventi risolutori. Se
la strada dovesse ancora franare per un metro occorrerebbe chiuderla al
traffico. Bel risultato!
E se puntiamo lo sguardo verso Pragelato assistiamo al momentaneo
abbandono delle piste del salto dal trampolino che costituirono, nel 2006,
un fiore all'occhiello delle Olimpiadi invernali. Onestà vuole che si
dica chiaramente se occorrerà smantellare l'impianto o dargli un futuro
certo. Oggi c'è la più totale incertezza anche se i 40 milioni di fondi
risparmiati durante la costruzione degli impianti olimpici sono stati
sbloccati una settimana fa. Ma diciamo anche francamente che in pochi anni
i 20 milioni che erano stati già stanziati si sono volatilizzati e per i
40 milioni richiesti non c'è stata, finora, una risposta chiara ad un
quesito molto semplice: 40 milioni per farne cosa, in base a quali
progetti?
È la stessa domanda che si sono posti gli onorevoli Merlo ed Esposito
appena hanno avuto conferma dello sblocco dei 40 milioni: «Adesso è
necessario ripartire per elaborare un Piano capace di rilanciare i siti
olimpici che sono decisivi per la promozione turistica».
Promozione turistica ma anche un cambio di mentalità nei Comuni montani,
per favorire ogni piccola impresa che intende svilupparsi in valle, non
puntando solo al mattone che è stato il filo conduttore, per molti anni,
a Sestriere e Pragelato. Perché «è importante - scrivono Erica e Marzia
di "Io mangio gofri" - che i giovani non se ne vadano ed occorre
smetterla di essere egoisti e pensare solamente al proprio piccolo e
sguarnito orticello».
Pier Giovanni Trossero- eco del chisone
debiti comunità montane e
varie pdf eco del chisone 10 dic 2010 (acrobat9)
1 dicembre 2010
Una
delegazione di sindacalisti dei lavoratori delle Comunità Montane del Piemonte
è stata ricevuta il1 dicembre in
Consiglio Regionale. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori scesi a Torino
-più di cento in manifestazione (il 20% dei 500 in forza nel Piemonte) sono
fortemente preoccupati per l'incertezza che permane sul futuro delle comunità
montane. L’assessore ha detto che in commissione sono previsti solo 13 milioni
di euro contro i 24 necessari per garantire i servizi erogati attualmente e
salvaguardare i posti di lavoro. Bastano
praticamente fino a giugno del 2011 per l’ordinaria amministrazione. Ricordo
che il percorso a ostacoli inizia quando il governo decide la riduzione delle
C.Montane. La Regione piemonte nel 2008 decide l’accorpamento delle comunità
montane. Dopo poco più di un anno lo Stato ha eliminato, con la Legge
Finanziaria del 2010, il concorso
finanziario dello Stato al funzionamento delle Comunità Montane (riduzione di
33,4 milioni di euro per il 2008, di 66,8 milioni di euro per il 2009 e
dell’intero 100% a decorrere dall’anno 2010).
lI codice delle autonomie, recentemente approvato dal Parlamento, non
prevede le Comunità montane tra gli Enti Locali. La legge demanda alle Regioni
la scelta se mantenere o meno in vita questi Enti. Lo stato di incertezza in cui
versano le Comunità montane fa temere per il futuro dei servizi attualmente
garantiti ma anche per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Nei giuorni
scorsi ci sono state riunioni di sindaci da un lato e di lavoratori
dall’altro, ma alla manifestazione di Torino gli amministratori delle valli
non sono scesi.
Accolto il ricorso di Cota
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del governatore del Piemonte,
Roberto Cota. Si ferma dunque il riconteggio dei voti alle regionali chiesto
dalla candidata del centrosinistra, Mercedes Bresso. E' quanto si apprende
oggi (19 ottobre) da fonti di agenzia. Si legge nella sentenza: il Consiglio
"considerato che all'esito della decisione in camera di consiglio è
emersa la fondatezza dell'appello" di Cota e "l'infondatezza degli
appelli incidentali proposti da Mercedes Bresso e dagli altri liti consorti,
ha accolto l'istanza cautelare e per l'effetto ha sospeso integralmente
l'efficacia della sentenza impugnata".
c.montane:180
Il prosciugamento totale delle risorse, scese dall' ultima
Finanziaria di Prodi all' ultima di Tremonti da 180 milioni di euro a 0: zero.
Le Regioni pensano che quelle rimaste siano indispensabili? Paghino loro. Con
che soldi? Si arrangino: il Fondo nazionale per la montagna (dato alle singole
regioni) è pari per il 2010 a 36 milioni di euro: un settimo del buco annuale
della Tirrenia. Nonostante la montagna italiana produca il 16,7% del Pil
nazionale (203 miliardi) e ospiti un quinto della popolazione. Vogliamo dirlo?
La verità è che la montagna e i montanari, le loro asprezze, i loro silenzi, i
loro boschi, i loro valori, sono fuori moda. Sempre più estranei a una società
caciarona, edonista, teledipendente, discotecara, grandefratellesca. (vedi
articolo)

Introduzione e
piccolo dibattito sul futuro 1
--2a
parte
continua
--3a
parte
continua
piccola
rassegna stampa
da settembre 2007
Lettera 'scuola 725'
al sindaco di Roma - pdf
<< "La politica deve essere fatta dal popolo"
Questa fu l’affermazione
intorno alla quale ruotava tutto lo sviluppo
della
"Lettera
al sindaco" del 1970.
Oggi la riproponiamo e la attualizziamo, in
tutta la sua semplicità, con
maggiore urgenza, perché ci sembra veramente
che la base sociale sia stata
fatta fuori, per ricordarsene solo ad ogni
scadenza elettorale.>>- Scuola 725
spezzone video su
Bourcet
i siti dei Comuni + link agli elenchi delle
imprese
sito Comunità Montana Val Chisone
e Germanasca (link http://www.chisone-germanasca.torino.it/
che
cos' è una Comunità Montana (wikipedia)
di seguito alcuni collegamenti per rubriche utili su questo
sito, e un link:
*** dal testo del Cesmap sono tratte le notizie storiche
principali inserite nelle schede che seguono
ripetiamo
i link per continuare
Percorso
fotografico
storico totale
Percorso fotografico storico parziale:

riforma 11.09.09

eco 6.10.10
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