Ivan Della Mea

Addio a Ivan Della Mea,
militante della canzone italiana

Scrittore e giornalista aveva collaborato con il Manifesto e l'Unità

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Addio a Ivan Della Mea, militante della canzone italiana

Ivan Della Mea

MILANO - Era uno dei militanti della canzone italiana. Ivan Della Mea è morto la notte scorsa all'ospedale San Paolo di Milano. Aveva 69 anni. Cantautore, poeta e scrittore nato a Lucca il 16 ottobre 1940, si era presto trasferito a Milano dove, insieme a Gianni Bosio, fu tra i fondatori del Nuovo Canzoniere Italiano, il cenacolo di artisti e intellettuali che ha segnato lo sviluppo della canzone di protesta italiana.

Nella lunga carriera di Ivan Della Mea musica e militanza nelle forze della sinistra sono unite sin dall'inizio. Le sue prime incisioni compaiono in Canti e inni socialisti, compilation prodotta nel 1962 per il 70° anniversario del Partito Socialista Italiano. La tradizione politica del folk italiano è stata sempre la sua costante ispirazione, sin dai primi lavori. Come Ballate della piccola e della grande violenza, lp uscito per l'etichetta discografica Dischi del Sole, la stessa di Giovanna Marini e Paolo Pietrangeli.

Negli anni '60 le canzoni di Della Mea e degli altri esponenti del Nuovo Canzoniere fanno da colonna sonora alle proteste degli studenti e degli operai. Del 1972 una delle sue canzoni più famose, Ballata per Ciriaco Saldutto, è dedicata a uno studente torinese morto suicida dopo essere stato bocciato.

La ricerca musicologica lo porta a confrontarsi anche con la composizione in dialetto. Sua la celebre El me Gatt, considerata una delle più importanti canzoni di protesta italiane.

La passione per la ricerca musicale lo porta negli anni '90 a dirigere l'Istituto De Martino, una delle istituzioni più prestigiose dell'antropologia musicale italiana.

Artista a tutto tondo, Ivan Della Mea ha avuto anche esperienza cinematografiche e letterarie. Nel 1969 partecipa alla scrittura della sceneggiatura di Tepepa, cult movie dello spaghetti western interpretato da Tomas Milian e Orson Welles. Con Roberto Benigni partecipa nel 1979 a I Giorni Cantati di Paolo Pietrangeli. Tra le sue opere letterarie Il sasso dentro del 1990 e Sveglia nel buio del 1997. Per Jaca Book era uscita quest'anno la sua autobiografia Se la vita ti da uno schiaffo. Giornalista pubblicista ha curato rubriche per L'Unità e per Liberazione e ha collaborato a lungo con il Manifesto.

Iscritto per la prima volta al Pci nel 1956, Della Mea aveva sempre seguito con attenzione il dibattito interno alla sinistra italiana. Nel 2007, in una dura requisitoria contro l'allora presidente della Camera Fausto Bertinotti, aveva scritto: "Noi siamo stati l'etica della sinistra, quella che è stata distrutta nel nome della ragione di partito. E' questo l'errore più grave che non abbiamo saputo o voluto vedere". In una delle ultime interviste, rilasciata a Liberazione il 15 maggio scorso, Della Mea aveva svolto una riflessione sugli obiettivi comuni della sinistra italiana: "Credo sia molto importante combattere a fondo contro il berlusconismo, perché è trasversale, tocca tutti, sia a destra che a sinistra. C'è bisogno di politica vera, fatta per strada, che venga fuori dalle proprie stanze".


( 14 giugno 2009 )

o cara moglie

O cara moglie, stasera ti prego,
di' a mio figlio che vada a dormire,
perchè le cose che io ho da dire
non sono cose che deve sentir.
.
Proprio stamane là sul lavoro,
con il sorriso del caposezione,
mi è arrivata la liquidazione,
m'han licenziato senza pietà.
.
E la ragione è perché ho scioperato
per la difesa dei nostri diritti,
per la difesa del mio sindacato,
del mio lavoro, della libertà.
.
Quando la lotta è di tutti per tutti
il tuo padrone, vedrai, cederà;
se invece vince è perché i crumiri
gli dan la forza che lui non ha.
.
Questo si è visto davanti ai cancelli:
noi si chiamava i compagni alla lotta,
ecco: il padrone fa un cenno, una mossa,
e un dopo l'altro cominciano a entrar.
.
O cara moglie, dovevi vederli
venir avanti curvati e piegati;
e noi gridare: crumiri, venduti!
e loro dritti senza piegar.
.
Quei poveretti facevano pena
ma dietro loro, la sul portone,
rideva allegro il porco padrone:
l'ho maledetto senza pietà.
.
O cara moglie, prima ho sbagliato,
di' a mio figlio che venga a sentire,
ché ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà
ché ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà
.

 

Ciriaco Saldutto visse e morì in Via Sobrero, nel quartiere di San Donato a Torino. Se ne ha notizia in questo articolo di it.wikipedia dove pure è nominata la canzone di Ivan della Mea. Come ci informa opportunamente Vito Vita, il fatto avvenne nel giugno del 1972 e fu ricostruito anche in un reportage della RAI.

Ballata per Ciriaco Saldutto

Lui ha quindici anni, cognome Saldutto,
alunno alle medie, scuola Pacinotti,
venuto di Puglia, "terrone" immigrato:
Torino lo boccia e lui s'è impiccato

Per fare chiarezza diciamo: è un delitto,
è un altro delitto della repressione,
che usa la legge, il fucile e la scuola
per farci più servi del nostro padrone

Si sa che il padrone le sue maestranze
le vuole istruite e ben educate;
con la sua cultura, la sua disciplina
lui plasma i servi di ogni officina

La tua cultura e del tuo paese,
sia chiaro, "terrone", va buttata via;
la scuola ti dà un'altra cultura,
quella dei padroni e della borghesia

E tu puoi scordare l'azzurro del cielo
di Puglia e il dialetto della tua terra:
tuo cielo è la FIAT, tua terra è Torino,
la scuola, Saldutto, è il campo di guerra.

Ma non c'è battaglia, non c'è condizioni,
"terrone", ti adegui oppure accadrà
che la repressione di tutti i padroni
con l'arma del voto ti escluderà

Così a quindici anni ti han tolto anche il cielo
e in cambio ti han dato un vuoto di niente,
e l'ultimo gioco che ti hanno lasciato
è un pezzo di corda e ti sei impiccato.

Per fare chiarezza diciamo: è un delitto,
un altro delitto della repressione,
che usa la legge, il fucile, la scuola
per farci più servi del nostro padrone.

 

 

 

ivan della mea

È nato a Lucca il 16 ottobre 1940 ma si è trasferito in giovanissima età a Milano, divenendo un cantante e un autore milanese anche per la scelta linguistica (sue sono tra le più belle ballate contemporanee in dialetto milanese, come El me gatt (poi ripresa, tradotta in dialetto napoletano, da Daniele Sepe, Ringhera (dedicata in parte alla Strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974 Mio dio Teresa tu sei bella, [1]; La ballata dell'Ardizzone]). Protagonista della Nuova canzone politica italiana dagli anni '60 e (sua tra le tante è O cara moglie, pubblicata su 45 giri nel 1966), ha avuto per compagni di strada Fausto Amodei, Michele Straniero, Sandra Mantovani, Giovanna Daffini, Rudi Assuntino, Gualtiero Bertelli, Alfredo Bandelli, Paolo Pietrangeli, Giovanna Marini, Sandra e Mimmo Boninelli e gruppi come il Nuovo canzoniere milanese, il Canzoniere Pisano, il Nuovo Canzoniere Bresciano, gli E'Zezi di Pomigliano d'Arco, il Gruppo Padano di Piadena, I giorni Cantati, il Canzoniere Veneto, Peppino Marotto e i cantori di Orgosolo, Pino Masi e tanti altri.

Nel 1956 si iscrive al Partito Comunista Italiano. Prima di occuparsi di musica svolge vari lavori, operaio in una fabbrica elettromeccanica, barista, scaricatore, fattorino con bicicletta di una drogheria milanese, fattorino senza bicicletta al Calendario del Popolo di Giulio Trevisani, rivista mensile nella quale diventerà prima correttore di bozze poi redattore, redattore al giornale Stasera, revisore di collane periodiche della Mondadori (Gialli, Urania, Segretissimo) per le quali ha scritto alcuni racconti. Comincia a scrivere canzoni nel 1957; nel 1962 l'incontro con Gianni Bosio segna un momento importante nella sua vita di militante e di cantante.

All'1:30 del 14 giugno 2009 è morto inaspettatamente all'Ospedale San Paolo di Milano dove era stato ricoverato d'urgenza dopo un malore seguito a un lungo periodo di cattiva salute.


Attività musicale 
Insieme a Bosio, Ivan Della Mea è uno dei fondatori del Nuovo Canzoniere Italiano, con cui farà un'intensa attività di spettacoli, dischi, ma anche di ricerca. Le sue prime incisioni fanno parte del disco Canti e inni socialisti, prodotto nel 1962 per il 70° anniversario della fondazione del Partito Socialista Italiano, mentre per la neonata etichetta musicale I dischi del sole pubblica il suo primo LP, Ballate della piccola e della grande violenza.

La sua produzione discografica si articola in alcuni di 45 giri come "O cara moglie" e in diversi 17 cm 33 giri comeBallate della grande e della piccola violenza del 1962 e, a seguire,La mia vita ormai e Ho letto sul giornale. Il primo LP Io so che un giorno del 1966; a seguire Il rosso è diventato giallo del 1969, Se qualcuno ti fa morto 1972, La balorda 1972 (successivamente ripresentata da Felice Andreasi ed amcuni anni dopo da Monica Vitti) con la celebre Ballata per Ciriaco Saldutto, dedicata allo studente torinese vissuto in borgo San Donato e morto suicida dopo essere stato bocciato; Ringhera dedicata alla strage in Piazza della Loggia a Brescia 1974; Fiaba grande del 1975, La piccola ragione di allegria del 1978, Sudadio-Giudabestia I e II del 1979- 1980; Karlett 1984; Ho male all'orologio CD per "il manifesto" 1997 e La Cantagranda - forse walzer 2000. Le sue tappe artistiche non sono solo rappresentate solo dai dischi a suo nome, ma anche e soprattutto dalla sua presenza attiva agli spettacoli organizzati dal Nuovo Canzoniere Italiano: in particolare egli partecipa nel 1963 ad uno spettacolo di canzoni padane con Fausto Amodei, Giovanna Daffini, Sandra Mantovani, Michele Luciano Straniero e Rudi Assuntino; nel 1964 a L’altra Italia e a Pietà l'è morta (la resistenza nelle canzoni); dal 24 aprile al 2 giugno 1965 prende parte alle trentacinque repliche di Bella ciao, nel 1966 a Ci ragiono e canto; nel 1967 partecipa con Giovanna Marini all’Encuentro Internacional de la Cancion comprometida sul canto di protesta tenutosi a Cuba. Il 2 dicembre 1967 lascia il Nuovo Canzoniere Italiano (per dissenso politico-culturale con Gianni Bosio. Nel 1969 scrive insieme a Franco Solinas il soggetto dello Spaghetti-western Tepepa con protagonista Tomas Milian e la partecipazione di Orson Welles. Nel giugno 1971 dopo un chiarimento con Bosio rientra nel Nuovo Canzoniere Italiano.

Dall'aprile 1985 all'aprile 1997 è presidente del Circolo Arci Corvetto di Milano; e 20 maggio 1996 succede allo scomparso Franco Coggiola nella direzione dell'Istituto Ernesto De Martino, con sede a Sesto Fiorentino. Nel 1997 realizza per il manifesto il CD Ho male all'orologio; nel 2000, sempre per "il manifesto" incide il CD La cantagranda (forse walzer), nel quale spicca un ostico e suggestivo brano come Il capitano. Le ultime canzoni di Ivan Della Mea si fanno notare anche per il composito e spesso insolito e del tutto particolare impasto linguistico nel quale il milanese continua a recitare una parte privilegiata (come nel pezzo Sciàmbola, eseguito da Claudio Cormio).


Attività letteraria e giornalistica 
Suoi i seguenti libri: "Fiaba d'orso, di bagatto di un giorno centenario" [romanzo, Bertani Ed.-Circolo del Pestival, collana I Senzastoria, 1984]; "Il sasso dentro" [Interno Giallo editore, 1990]; "L'Ambrosiana" [poesie, Pacini editore, collana I vagabondi, 1992]; "Se nasco un'altra volta ci rinuncio" [primo Premio Forte dei Marmi 'per il libro più divertente dell'anno'; Interno Giallo editore, 1992]; "Un amore di luna" [racconti, Granata press, 1994]; "Sveglia sul buio" [romanzo, Granata press 1995]; "La cantagranda [poesie, Bandecchi&Vivaldi-Il Grandevetro editori, 1998]; "Prima di dire" [poesie, Jaca Book-il Grandevetro editori, 2004]; "Accadde a Tuscamelot" [Jaca Book-il Grandevetro 2006].

Giornalista pubblicista intestatario di rubriche fisse su l'Unità e su Liberazione, collaboratore di questi due giornali ha scritto soprattutto per "il manifesto"

Ivan Della Mea è fratello minore del giornalista e attivista politico Luciano Della Mea (1924-2003).

É stato direttore responsabile della rivista di immagini, politica e cultura Il Grandevetro.


Discografia 

33 giri 
1966 - Io so che un giorno (I dischi del sole DS 122/24) 
1969 - Il rosso è diventato giallo (I dischi dello zodiaco VPA 8104) 
1972 - La balorda (I dischi dello zodiaco VPA 8165) 
1972 - Se qualcuno ti fa morto (I dischi del sole DS 1009/11) 
1974 - Ringhera (I dischi del sole DS 1045/47) 
1975 - Fiaba grande (I dischi del sole DS 1060/62) 
1978 - La piccola ragione di allegria (I dischi del sole DS 1090/92) 
1979 - Sudadio giudabestia (I dischi del sole DS 1114/16) 
1980 - Sudadio giudabestia 2 (I dischi del sole DS 1120/22) 
1983 - Karlett (I dischi del sole) 

CD 
1997 - Ho male all'orologio (il manifesto) 
2000 - La cantagranda forse walzer (il manifesto) 

EP 
1962 - Ballate della violenza (I dischi del sole, DS 19) 
1964 - Ho letto sul giornale (I dischi del sole, DS 36) 
1965 - La mia vita ormai (I dischi del sole, DS 43) 
1972 - La nave dei folli (I dischi del sole, DS 78) 

45 giri 
Ottobre 1966: O cara moglie/Io ti chiedo di fare all'amore (I dischi del sole, DS 205]) 
1967: Ciò che voi non dite/La linea rossa (Linea Rossa, LR 45/3; con Giovanna Marini) 

Opere letterarie 
1990: Il sasso dentro (edizioni Interno Giallo) 
1992: Se nasco un'altra volta ci rinuncio (edizioni Interno Giallo) 
1997: Sveglia sul buio (edizioni Est)

(wikipedia)